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QUALCHE RIFLESSIONE A FREDDO SUGLI AVVENIMENTI TURCHI

DI DANIELE SCALEA

facebook.com

Dopo quelle a caldo di stanotte, qualche riflessione a freddo sugli avvenimenti turchi:

– capisco che il fallimento del golpe e tutte le debolezze mostrate dai congiurati, uniti all’accresciuto potere e consenso di cui godrà ora Erdogan, inducano molti a pensare a un auto-golpe (non solo utenti Facebook, ma lo scrive persino Ferrari sul Corriere). Tuttavia è più probabile si sia trattato di un golpe mal congegnato che di una ardita macchinazione di Erdogan.

Nulla può essere escluso, ma nel decidere a quale ipotesi dare preminenza, ricordiamoci del rasoio di Occam;

– d’altro canto il golpe che ora appare a tutti ridicolo, agli occhi degli stessi, ieri a mezzanotte/l’una, era perfettamente riuscito. Lo titolavano i grandi giornali italiani, lo leggevo scritto da molti commentatori illustri sui social network, e rammento distintamente le prese per i fondelli a Erdogan costretto a intervenire via FaceTime in tv, o le battute sul fatto che i cittadini turchi sarebbero scesi in strada ma solo per andare al Bancomat. Il tutto mentre Erdogan veniva avvistato sui cieli di mezzo mondo in fuga. Spiace dirlo ma ancora una volta la stampa italiana ha mostrato superficialità e mancanza di comprensione e analisi su un fatto internazionale (ovvio, se tagli le redazioni Esteri);

– gran parte delle mancanze dei golpisti si possono imputare al numero limitato di congiurati e al ruolo preponderante di ufficiali non d’alto rango. Evidentemente il piano contava di sfruttare l’assenza di Erdogan dalla capitale, neutralizzare polizia e intelligence per controllare Ankara e Istanbul, immobilizzare le FF.AA. occupando lo Stato Maggiore; ossia impedire alla politica, alle forze dell’ordine e alle forze armate di reagire, disarticolare gli automatismi statali, presentarsi alla tv pubblica come la nuova autorità, e confidare che a quel punto militari, amministrazioni e pubblica opinione avrebbero accettato il fatto compiuto;

– il piano è miseramente fallito sia per il notevole ritardo nell’occupare la tv pubblica (almeno un’ora dopo aver bloccato i ponti sul Bosforo, in un’infelicissima scelta delle priorità), sia perché non siamo più nel 1980 e nemmeno nel 1997, ormai in Turchia ci sono numerosi canali televisivi e radiofonici. Per tutta la nottata, il Governo ha saputo comunicare meglio di quest’impalpabile “Comitato per la pace”;

– Erdogan ha saputo mobilitare prontamente una parte della popolazione cospicua e agguerrita, tra l’altro combinando strumenti moderni (tv-smartphone-FaceTime) a strumenti tradizionali (il richiamo dei muezzin, questa volta non alla preghiera ma alla piazza). Questo succede quando unisci una rete politica a una rete religiosa in un contesto di popolazione giovane e devota;

– i golpisti hanno perso quando il comandante della Prima Armata (quella di Istanbul), Umit Dundar, per primo ha sconfessato il golpe e rimarcato la lealtà alle istituzioni. A tutti – opinione pubblica, militari e anche soldati utilizzati come manovalanza dai congiurati – è apparso evidente che non si era di fronte a un vero golpe dei militari contro i governanti, ma del tentativo di una fazione. Non a caso Dundar è stato prontamente ricompensato con la promozione a Capo di Stato Maggiore;

– a differenza di quanto asserisce oggi “Repubblica”, non è vero che le dichiarazioni di Obama e Merkel avrebbero avuto un ruolo nel determinare il fallimento del golpe. Entrambe sono arrivate solo quando esso era ormai evidente;

– al contrario gli Usa sono stati molto ambigui nella prima dichiarazione di Kerry, che non ha preso posizione malgrado si trattasse dell’attacco a un governo formalmente alleato. A ciò si unisca il fatto che Gulen, principale indiziato di Erdogan per il golpe, è ospitato dagli Usa stessi, e che nelle ore più concitate, quando la popolazione aveva cominciato a scendere in piazza contro i golpisti, la rete statunitense NBC propagandava la notizia di improbabili fughe di Erdogan, evidentemente forgiata ad arte per scoraggiare la mobilitazione dei suoi sostenitori. E citava a sostegno fonti militari statunitensi. Il fallito golpe in Turchia è la pietra tombale su otto anni di fallimenti in politica estera dell’Amministrazione Obama.

Daniele Scalea

Fonte: www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/daniele.scalea/posts/957807067650524

16.07.2016

Ore. 17.20

Pubblicato da Davide

  • gilberto6666

    Golpe da operetta. Peccato, confidavo in un successo, con proiettile nella testa di Erdogan. La notte magica è finita nella disillusione. Questa è la Turchia che qualche illuminato vuole "integrare" nella Ue.

  • fabKL

    Per fare fuori Erdogan non c’e bisogno di fare andare al potere i militari. Il rimedio sarebbe peggiore della malattia.
    Comunque le alternative al tipo non sembrano proprio idilliache….

  • Pyter

    Fate presto! 

    Integriamo la Turchia nella Ue prima che le forze antidemocratiche abbiano la meglio.
  • gilberto6666

    Purtroppo in certe fasi non si può andare per il sottile. Il regime autoritario di Ataturk, ad esempio, impedì la iattura del fanatismo islamico.

  • giannis

    Siamo nella Matrix , gli " illuminati " fanno gli attentati e colpi di stato finti , e poi tramite la televisione fanno il lavaggio del cervello a miliardi di persone…..NWO…….

  • rocks

    Erdogan si era molto preparato ad un golpe. Sapeva di non rappresentare più un partner affidabile per gli USA. Dopo i servigi tentati contro la Siria probabilmente Erdogan avrà capito che stare con gli USA non paga. E’ tornato sui suoi passi e hanno cercato di eliminarlo, ma è stato più barvo lui o pessimi i golpisti. Il peggio ce l’hanno come al solito i turchi, diventerà un regime più assolutista? più fondamentalista? Mah…

  • clausneghe

    Un ruolo non di poco conto lo ha avuto anche il responsabile dell’abbattimento del caccia Russo.

    Erdocan lo stava consegnando a Putin.
    Pare sia riuscito a fuggire con altri sette congiurati a bordo di un elicottero da combattimento, atterrato in Grecia.
    Ora sono in trattative per la consegna o meno. 
    Gran lavorio e diplomatico e bellico in queste ore dietro le quinte.
    Comincia la partita grossa.
  • idea3online

    Se la Russia riceverà spazio di manovre maggiori nel Mediterraneo, se la Turchia non si opporrà alla politica estera di Putin, se Erdogan andrà in Russia. Se la Turchia apre la porta dell’Oriente per entrare in Occidente in via riservata e privilegiata. Se Erdogan è riuscito a resistere ha ricevuto aiuto. In Ucraina ha avuto successo. In alcuni stati europei hanno usato il golpe finanziario. In Medio Oriente usano strumenti militari. Questa vittoria di Erdogan e sconfitta dell’Occidente è una tremenda vittoria per Putin, perchè la Turchia adesso ha bisogno di protezione, ed in cambio la flotta russa cosa chiederà?

  • temuchindallaCina

    Analisi lucidissima, io aggiungerei, come finale questo:

    BAIA DEI PORCI

    qualcuno se la ricorda??

  • gaia

    Esilarante!

  • gaia

    Come dimenticarsela?

    Ma lei non è troppo giovane per ricordarsela?
  • Nathan

    Operativamente è stato un fallimento completo, sbagliate le priorità è sbagliate le modalità di approccio alle resistenze. Nei manuali di insurrezione e contro insurrezione che si possono trovare in internet o libri che trattano queste materie una delle prime cose da fare è eliminare fisicamente i leader politici e poi pugno duro. Ma questi come facevano ad eliminare il leader se questo non c’era? Poi invece di sparare al minimo accenno di reazione si mettono a fare una rissa da bar ( occupazione della TV). Bah se questi volevano prender il potere meno male che non ci sono riusciti mi è  sembrato un golpe da operetta. Vedremo più avanti a chi gioverà questa azione, certo è che se questo è l’esercito turco ora capisco perché non riescono a piegare i curdi.

    Buona serata complottisti.
  • yakoviev

    Su più di 600.000 effettivi, di cui 400.000 di leva, quanti sono stati quelli realmente coinvolti? Penso qualche migliaio, e una buona parte come abbiamo visto non professionisti ma coscritti, non si sa quanto consapevoli. Il fatto che non ci fossero generali non vuol dire, anzi, in alcune sollevazioni militari (Libia, Portogallo) il fatto che l’anima fosse costituita da quadri intermedi è stato garanzia di successo. La sensazione che si ha è che non ci fosse un piano vero e proprio, non solo politico ma proprio operativo, o che fosse molto confuso. Quando ho visto gli "avversari" che salivano sui blindati come se nulla fosse l’ho subito battezzato una buffonata.