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PROGETTO STATI UNITI D'EUROPA

copertinadezzani

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

DI FEDERICO DEZZANI

Progetto Stati Uniti d’Europa: l’origine anglo-americana dell’integrazione continentale e della moneta unica. L’Unione Europea come testa di ponte statunitense sul continente euroasiatico. La necessità di salvare l’euro ad ogni costo: guerra in Ucraina compresa.

L’aspirazione all’unità del continente ricorre ciclicamente dalla dissoluzione dell’impero romano, ma l’attuale piano di integrazione europea è eterodiretto sin dall’origine dalle élite finanziarie anglosassoni: Bruxelles come un tassello del nuovo ordine mondiale. Oggi si puntella l’euro sul baratro del collasso fomentando la guerra in Ucraina e richiamando all’ordine una riottosa Germania. In Europa l’impero americano gioca il tutto per tutto.


“Recent events seem to sustain this theory, and the theory leads us to the conclusion that, if the unification of Europe is to be achieved, it must be started without delay. Unification should be made the principal objective of the European Recovery Programm. (…) As of the moment, largely because of the ill-mannered belligerence of the Russians, the political leaders of the Western democratic states seem to recognize that their independence and freedom are threatened. (…) Because of the role that it is expected to play in the recovery of the Europe, the United States has a legitimate interest in the unification of Europe” 1948, J. William Fulbright, senatore degli Stati Uniti ed ex-studente della Rhodes Scholarship.

“European political and cultural leaders who solicited our aid made it a condition that there be no publicity, since the Communist propaganda machine could exploit any overt evidence of official American support as proof that they were puppets of the American imperialists” Cord Meyer, agente CIA assegnato all’ International Organizations Division nel 1951

“There are influential groups in France, such as Jean Monnet’s committee of Europe, who
support close US-European cooperation. Looking toward an eventual atlantic community
however, the influence of those groups is clearly waning. Their leaders are aging and their ideas
have not captured the imagination of french youth.” 1975, cablo segreto inviato
dall’ambasciata americana di Parigi, declassificato nel 2005

“Now that the activities of the Action Committee for the United States of Europe are coming
to an end, together with Max Kohnstamm and Jacques Van Helmont, I want to express to you
our thanks for the support and friendship you have given us. Yours sincerely, Jean Monnet”
1975, lettera inviata da Jacques Monnet all’ambasciata americana di Parigi,
documento declassificato nel 2006.

Nel mesto panorama politico di un’Unione Europea agonizzante che si dibatte con sempre minori energie tra deflazione, depressione economica e percentuali di disoccupazione a doppia cifra, più di un elettore europeo è stato incuriosito e forse attratto dall’offerta politica dei partiti anti-euro, normalmente tacciati dai media di miopia, rozzezza e populismo: è risaputo infatti che nel mondo del “capitalismo democratico” il popolo è sovrano purché scelga tra i prodotti confezionati dalle élite dominanti, altrimenti è ignorante ed è lecito circuirlo.

Ma quando e come nasce l’influenza degli Stati Uniti sul processo di integrazione europea? La moneta unica è stata un’iniziativa degli stati europei per sfidare l’egemonia del dollaro? Gli USA, gelosi della nostra moneta unica (sarebbe come invidiare la scabbia) stanno tramando per schiantarla, magari in comunanza con gli inglesi, implacabili custodi dalla sterlina?

Il testo integrale (54 pagine, 840 KByte) viene fornito in formato pdf per download: cliccare qui per scaricare il file.

Il libro è disponibile anche in formato ebook al seguente link:

http://www.bookrepublic.it/book/9786050322224-progetto-stati-uniti-deuropa/

29.09.2014

Pubblicato da Truman

  • clausneghe

    Ho sempre pensato che la cosidetta UE altro non fosse che un tassello gigante da unire nel puzzle globalista, quello del Governo Unico Mondiale. La Bestia.

  • vic

    Possono progettare quel che vogliono dagli USA, in Europa ci vivono gli europei.

    Forse che i primi pensatori di un’entita’ politica continentale europea, come De Rougemont erano eterodiretti?
    Era gente che sapeva pensare con la propria testa.
    Semmai gli statunitensi, certi loro ambienti elitari, hanno saputo manovrare le pedine nel loro interesse.
    Ma sono gli europei che gli hanno lasciato fare.
    Si sono lasciati scippare i diritti democratici prima di tutto.
    Da questo fatto deriva l’incapacita’ di reazione dei popoli d’Europa: non li lasciano esprimere. Li tengono sottomessi a diktat.
    Ma sotto sotto comincia ad ardere un focherello.
    Dalla Russia arrivano riflessioni su come organizzare un mondo pacifico di domani. E putacaso, dice la stessa cosa il presidente dell’OCSE all’Onu.
    Diro’ una fesseria, ma occorre "dare una mano" agli USA, perche’ sappiano gestire la loro devolution, la fine del loro "dominio manu miitari". E’ quello che in fondo sta facendo la Russia, ma non lo vogliono capire. Ed i leader UE sono ancora piu’ gnucchi.
    Se dovra’ esserci un’UE funzionante non potra’ essere che di stampo fortemente democratico. Non esattamente la mentalita’ imperante nell’amministrazione americana, ne’ per riflesso in quella dell’attuale UE.
  • albsorio

    Ho smesso di leggere quanto scritto dopo che si asserisce che la guerra ucraina serve per salvare ad ogni costo l’euro.

    Le puttanate bisogna spararle meno grosse.
  • s_riccardo

    Il libro sarebbe meglio intitolarlo Stati Uniti e basta. La bandiera dice tutto…

  • Marshall

    Progetto Stati  Uniti  d’Europa:  l’origine   anglo-americana  dell’integrazione continentale e della moneta unica.  L’Unione Europea come  testa di  ponte statunitense sul continente euroasiatico. La necessità di salvare l’euro ad ogni  costo: guerra in Ucraina compresa.

    L’aspirazione all’unità del  continente ricorre ciclicamente dalla dissoluzione dell’impero  romano,  ma  l’attuale piano di integrazione europea è eterodiretto sin dall’origine dalle  élite finanziarie anglosassoni: Bruxelles come un tassello del nuovo ordine mondiale. Oggi  si puntella l’euro sul baratro del collasso fomentando la guerra in Ucraina e richiamando  all’ordine una riottosa Germania. In Europa l’impero americano gioca il tutto per tutto

    Nient’altro da aggiungere.

  • GioCo

    Ottimo il tuo trattato.
    Grazie!

  • Gil_Grissom

    Se e’ per questo su questo sito se ne leggono di ben piu’ grosse: dai rettiliani all’uomo che non e’ mai stato sulla Luna, al mossad che e’ responsabile delle scie chimiche a Hitler che era ebreo

  • lucatribertico

    Se sulla ricostruzione delle intenzioni è facile avere ipotesi diverse, consideriamo invece gli effetti e a chi convengono.

    EURO. Abbiamo una moneta unica che ha generato soltanto un grande mercato senza mai arrivare a caratterizzare una grande federazione di stati.
    Caso storico probabilmente unico: una moneta per un mercato, non per uno stato.
    A chi conviene? Una moneta per uno stato conviene mediamente ai consociati. Una moneta per un mercato avvantaggia i consumatori ma, soprattutto, chi vi traffica potendo conquistare una posizione dominante.

    UCRAINA. L’apertura della ferita sanguinante ucraina ai bordi dell’Europa e la propaganda bellica che l’ha accompagnata hanno costretto gli stati a schierarsi e a rinverdire politiche commerciali da guerra fredda. I Paesi europei (e anche alcuni extraeuropei, che nulla c’entravano) sono stati costretti a imporre sanzioni – volenti o nolenti e al di fuori di ogni criterio concordato in sede OMC – e ad accusare rappresaglie commerciali.
    Questa dinamica degli eventi non sortisce forse l’effetto di imporre agli stati europei una politica del commercio estero comune e di ricompattarne la politica monetaria, che stava attraversando spinte centrifughe?

    Il volume di Dezzani appare piuttosto ben documentato e onestamente argomentato. Merita di essere letto e di essere discusso al termine della lettura.