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PREVISIONI PER IL 2014

DI DMITRY ORLOV
cluborlov.blogspot.it

Funziona, funziona, non vi preoccupate…

Il ticchettìo
dell’orologio che segna i minuti che mancano alla fine dell’anno, è una
tradizionale opportunità per trarre delle conclusioni e fare delle
previsioni. Molta gente la intende nel senso di dover parlare di quale
sarà l’andamento del mercato azionario, o di quanto andrà su l’oro o il
petrolio. Anche se trovo questi argomenti piuttosto noiosi, quest’anno
sento di dover fare lo stesso e ne parlerò anch’io.

L’equazione che meglio descrive attualmente il mercato azionario è: y=mt+b, ovvero, l’equazione lineare di primo grado.
Significato: un certo indice di mercato o un altro (y) deve essere approssimativamente uguale a un altro fattore fittizio ‘m’ (chiamato “discesa”) tante volte quanto il fattore “t” di tempo più un fattore compensativo “b” (chiamato “di arresto”).

Il modo come mi immagino funzioni questo meccanismo è un gruppo di gnomi che abitano nelle profonde cavità dell’alta finanza e che hanno accesso a un’infinita quantità di dollari appena stampati, e che di tanto in tanto premono il tasto “comprare” per far sì che l’indice aumenti periodicamente. (In effetti, gli gnomi potrebbero benissimo essere dei robot, nel qual caso il genere umano potrebbe anche estinguersi: il mercato azionario continuerebbe comunque a salire). Quindi, la mia previsione è che questo continuerà ad accadere finchè qualcosa non si spezzerà.

Nessuno sa quando e come questo meccanismo si spezzerà, perchè stampare denaro e usarlo per tenere alto il prezzo dei titoli è un formidabile business plan che potrebbe replicarsi all’infinito. Sì, lo so che alcuni ora diranno che niente può continuare a salire per sempre. Ci ricordano della “bolla” immobiliare del 2008, o della “bolla” dell’Internet dell’anno 2000. Tutte le bolle prima o poi scoppiano, dicono. Ebbene, a questi signornò vorrei dire che: stavolta è diverso. Siamo di fronte ad un’incredibile scoperta: la creazione infinita di ricchezza è possibile grazie alla stampa infinita di banconote. E’ come la Singolarità! (Ricordate? Ne parlammo qui tempo addietro).

Per quanto riguarda il prezzo dell’oro, il quadro è altrettanto chiaro: resterà più o meno stazionario, perchè ci sono anche degli altri gnomi con il compito di abbatterlo ogni volta che dà segni di voler oltrepassare una certa soglia. Non si tratta di un lavoro molto redditizio, a dir la verità, ma chi ha bisogno di denaro, in fondo, se lo si può stampare ogni volta che si vuole? Anche questo è un favoloso business plan con eccellenti prospettive a lunghissimo termine. C’e’ solo un piccolo intoppo: in quei luoghi dove esiste il vero risparmio, la gente sta passando dai dollari all’oro vero, quindi prima o poi la credenza resterà vuota, qualunque sia il prezzo, e si assisterà a quello che si definisce un “crollo del mercato”.

Dato che l’oro reale non lo si può far apparire a piacimento e che il suo attuale prezzo di vendita è inferiore al suo costo di estrazione e raffinazione, rappresenta un potenziale problema. Tuttavia, prevedo in ogni caso che il prezzo dell’oro resterà fermo, finchè sarà fermato, e nessuno sa quando questo accadrà, neanche io.

Ora, il prezzo del petrolio è ancora più facile da prevedere: sarà tra i $100 e i $150 il barile, circa. Potrebbe scendere anche fino a $20 il barile, ma non per molto. Gli ultimi anni passati ci hanno permesso di determinare empiricamente che $100/barile è il prezzo adeguato da mantenere per il petrolio, affinchè fluisca nelle quantità necessarie per sostenere l’attuale economia, in un momento in cui i grandi giacimenti sono in esaurimento ed i nuovi impongono costi elevatissimi per trivellazioni sottomarine, fracking ed altre nuove tecnologie allo stesso tempo costose e rischiose.

A questo punto qualcuno potrebbe pensare che, prima o poi, mantenere in circolazione le quantità di petrolio necessario per sostenere l’attuale economia, diventerà un grande problema. Ma niente paura! Il peggio che potrà accadere, nell’eventualità di un ammanco di petrolio sarà il licenziamento di alcuni lavoratori. E’ vero, questo potrebbe intaccare per un po’ il tasso di disoccupazione, ma solo fino a che dura la cassa integrazione. A quel punto potrà cambiare la percentuale di partecipazione alla forza lavoro, che ha avuto un andamento prossimo allo zero, ma nessuno va a guardare questi numeri, quindi non importa.

Quando la gente viene licenziata, improvvisamente smette di andare in macchina al lavoro o di consumare di più di quello che gli consentono quei miseri assegni di disoccupazione. Questo fa scendere i consumi di petrolio e l’economia torna in equilibrio. Nell’altro caso estremo, il livello di $150/barile basta da solo a porre un freno all’economia, per due ragioni tra loro distinte: quando la spesa petrolifera supera una certa percentuale di PIL (determinata empiricamente), si riduce la spesa di qualsiasi altra cosa che non sia petrolio, tanto da frenare l’economia e, di rimando, il consumo di petrolio. Quindi, come vedete, il sistema è autoregolante e potrebbe continuare in eterno. Finchè non potrà più farlo. Ma nessuno sa quando questo accadrà, neanche io.


Tutta la faccenda in qualche modo mi ricorda la corrente elettrica che ho sulla mia barca. La foto che ho messo qui sopra è della spina e della presa attraverso le quali arrivano sulla mia barca 30A a 110V dalla rete elettrica della terraferma. Ogni mese viene letto il contatore e il relativo importo viene addebitato sulla mia carta di credito. Questa cosa potrebbe andare avanti per sempre. Per dare il quadro completo, devo anche dirvi che ieri sera ho sentito uno strano odore di plastica bruciacchiata, poi uno strano ronzìo, poi un crepitìo e uno scoppiettìo, ma non è durato molto. Dopo, tutto era di nuovo a posto. Ho impiegato poi circa dieci minuti a sistemare e pulire i cavi elettrici, ma non importa…poco male. Quindi, nessun problema, il sistema è solido e autoregolante, e può andare avanti così ancora e ancora per molto. Finchè non potrà più farlo. Ma nessuno può dire quando questo accadrà. Neanche io.

Buon anno nuovo!

Dmitry Orlov
Fonte: http://cluborlov.blogspot.it
Link: http://cluborlov.blogspot.it/2013/12/predictions-for-2014.html
31.12.2013

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63


Pubblicato da Davide

  • Ercole

     E’ lo stato borghese che quotidianamente ci ricorda le prospettive economiche del suo sistema  nella fase di decadenza senza soluzione:crescita della disoccupazione , della precarietà,della miseria, aumento delle tasse, acuirsi  delle guerre commerciali fra stati imperialisti (tutti ) , espansione delle guerre "umanitarie è contro il terrorismo" se per procura ancora meglio ,e potremmo continuare all’infinito .La verità è che sulla crisi attuale Marx ci dice di più di molti economisti alla moda. Può farlo perchè rovescia gli assunti della teoria economica dominante .Per Marx la crisi non è un infortunio del nostro sistema economico ,ma il prodotto necessario delle sue leggi di funzionamento più elementari .Del modo in cui nella nostra società sono ripartite la propietà e la ricchezza ,del modo in cui si scambiano le merci e si adopera il denaro.E’ questo modo radicale di affrontare il problema che  rende così attuale il suo pensiero,e che lo ha riportato agli onori delle cronache .

  • dana74

    @ eh già ci voleva Marx per comprendere  quanto sia marcio e fallimentare il capitalismo. Peccato che senza capitalismo o industrialismo non esisterebbe nemmeno la amata classe operaia

  • antsr

    Ma l’ambiente dice: puoi andare all’infinito? Fai i conti senza me. Altro che semplice bolla.

  • vincenzo_bar

    Quindi di che preoccuparsi? Non lo so nemmeno io che scrivo l’articolo. Mah!

  • Ercole

    Fattene una ragione Marx è attualissimo e ci ha indicato la strada per cancellare definitivamente le contraddizioni del capitale e con esse le  classi sociali  :lasciamo agli operai l’onere e l’onore della rivoluzione proletaria.