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POWER POINT E LA FINE DEL PENSIERO CRITICO

DI ANDREW SMITH

theguardian.com

Studenti annoiati ? E’ il minimo. Le informazioni a ‘puntamento’ ci stanno rendendo stupidi ed irresponsabili

Ricordo ancora la migliore lezione a cui io abbia mai assistito. Faceva parte di una serie di incontri congiunti offerti dai dipartimenti di letteratura e di filosofia del mio primo triennio all’università e poiché l’argomento era L’Essere di Sartre e il Nulla , quella sera si prospettava forse la lezione più noiosa in assoluto della cristianità. Ma non lo è stata. Il docente Thomas Baldwin adottò uno stile apparentemente semplice: scrisse una frase sulla lavagna di fronte a noi e la osservò per un momento, come un medium intento ad evocare uno spirito. Poi si girò, sorridendo, e iniziò la spiegazione.

Baldwin girava lentamente per la stanza. A volte si fermava, come smarrito, come se in quel momento fosse in gioco tutta la logica del mondo, prima di riprendere il cammino verso un secondo emozionante pensiero. A un certo punto si fermò, portando la mano alla fronte, come se si sentisse male. Così intenso, così presente, quasi a farci sentire il movimento della sua mente e, attraverso la sua, la nostra. Dubito che un numero inferiore di parole siano mai state pronunciate nel corso di una disquisizione di un’ora, eppure tutti noi lì presenti ci ritrovammo dopo al bar dell’università tutti emozionati ed entusiasti. Ancora oggi, quando mi sento giù, ripenso a quella lezione di Baldwin sul passaggio logico dall’angoscia alla nausea e immancabilmente mi sento meglio.

Di recente ho ripensato a quel discorso di Baldwin mentre ascoltavo un dibattito su Radio 4 Today Show sullo standard delle lezioni nelle università britanniche. Ho due figli all’università ed entrambi hanno trovato le loro lezioni frustranti e deludenti. Non sono rimasto quindi sorpreso dell’affermazione del Ministro per l’Educazione Jo Johnson secondo il quale la qualità in questo settore è altamente variabile. Inoltre, ricordo di essermi annoiato fino alle lacrime durante discorsi tenuti negli open day su argomenti che avrebbero dovuto invece entusiasmarmi.

Così, quando mia figlia mi ha raccontato di un’eccezione a questa regola, sapevo quale sarebbero stata la prima domanda che le avrei fatto:

Il professore usava Power Point, per caso?”

No, no, ha solo parlato” ha detto.

PowerPoint è così onnipresente che Lotte (mia figlia) non ha capito il nesso. Ma le lezioni a cui negli anni ho assistito non mi lasciano alcun dubbio: il programma della Microsoft per le ‘presentazioni’ non solo è nemico ma distrugge completamente il pensiero profondo, sembra quasi sia stato scientificamente progettato per mettere a riposo una mente stanca. E più cercavo di capire perché questo accadesse, più mi rendevo conto degli effetti sonnolenti che il programma ha finora causato ovunque.

Restiamo un momento nell’ambito dell’insegnamento. I sostenitori di Power Point sostengono che sia un aiuto per gli oratori nervosi e costringe tutti a presentare le loro informazioni in modo ordinato. Entrambe queste affermazioni rispondono in parte a realtà. Ma il prezzo da pagare è che lo speaker finisce con il dominare totalmente il pubblico. Mentre lo spazio intorno e tra i punti della lavagna è uno spazio vivo con delle possibilità, lo spazio equivalente su uno schermo in Power Point è morto. I ‘punti-elenco’ stabiliscono una rigida gerarchia tra i punti, e neanche tanto guadagnata in fin dei conti. Uno o li accetta in toto, o niente. E quando si identifica una logica difettosa, ecco che quella schermata è già stata sostituita con un’altra, mentre lo speaker continua a scivolare via, sicuro di poter andare avanti spedito senza intoppi. Con gli occhi di tutti fissi sullo schermo, nessuno – neanche lo speaker – riuscirà ad interiorizzare l’argomento in modo tale da verificarne la forza.

Dunque, un pò di studenti annoiati: è grave questa cosa? Se il problema fosse solo questo, la risposta sarebbe non molto. Ma non è così – e analizzare le origini di Power Point può aiutare a capire il perché.

Ecco la sua storia: dalla fine degli anni ’50 le aziende iniziarono a rendersi conto che, piuttosto che sforzarsi di sviluppare nuovi prodotti nella speranza che potessero soddisfare i nuovi bisogni, era meglio utilizzare i ‘marketeers’ per creare la percezione di nuovi bisogni e, quindi, sviluppare prodotti specifici per la loro soddisfazione (un argomento ben rappresentato dalla serie TV Mad Men). Per fare questo, diversi reparti dovevano essere messi in condizione di comunicare tra loro per trasferire le idee all’interno. Quindi, se prima c’erano state solo riunioni, ora c’erano riunioni sulle riunioni e – voilà – ecco che nasce il nuovo mondo.

Il precursore delle presentazioni di PowerPoint era la lavagna luminosa, motivo per cui le schermate PP sono ancora chiamate “slides”. Il programma deve più di tutti a Whitfield Diffie, uno dei signori del tempo della crittografia on-line, ma fu rapidamente acquisito da Microsoft. Le sue radici di codifica/marketing sono intrinseche al suo stile cognitivo, essendo estremamente lineare e inteso a produrre poche ed essenziali affermazioni colloquiali: argomenti risolvibili in poco tempo, netti e non intaccabili da alcuna sfumatura di grigio.

Notiamo forse che, come ha osservato l’ Harvard Business Review, “i ‘punti-argomento’ lasciano i rapporti critici non specificati?” No, poiché grazie alla risoluzione relativamente bassa della maggior parte dei proiettori, i caratteri devono essere grandi, le parole poche e, quindi, le slides tante. Davanti a una simile processione, noi ci spegniamo, poiché a noi non viene chiesto niente. Come ha osservato l’esperto accademico di presentazioni visive e scettico di PP Edward Tufte: “PP facilita attivamente la realizzazione di presentazioni ‘leggere’.” Con Power Point, tutto ha la tendenza ad apparire come un lancio di un prodotto piuttosto che una discussione: l’informazione viene presentata in modo sequenziale, come in un film, ma una presentazione non è un film e difficilmente il presentatore è Brad Pitt. E’ chiaro che ci annoiamo.

E la noia è la cosa minore. Non è una coincidenza che le due più famose presentazioni di PP sono: a) quella presentata ai vertici della NASA dai suoi ingegneri, che spiegava in modo indiscutibilmente illogico perché le ‘tegole’ danneggiate sullo space shuttle Columbia non fossero una cosa di cui preoccuparsi tanto; e b) l’illustrazione altrettanto sfocata da parte del Generale Colin Powell della guerra in Iraq. Ora, dare la colpa al Power Point per l’Iraq sarebbe come incolpare Darwin per Donald Trump, ma il programma ha indubbiamente reso più difficile la comprensione del caso. Non per niente il Brigadier General McMaster, dell’esercito Americano, in seguito ebbe da dire sulla proliferazione delle presentazioni PP in ambito militare USA, vedendo in essa una “minaccia interna”:Sono pericolose poiché creano l’illusione di una comprensione dei fatti e del controllo. Alcune cose non possono essere illustrate in ‘punti-argomento’”.

Un’accusa ancora peggiore al programma è stata mossa, nel contesto del 21° secolo, dallo scrittore francese Franck Frommer nel suo libro ‘Come Power Point ci rende stupidi. Secondo lui, poiché PP può solo presentare proposte e argomenti come fossero equazioni, questi sembrano non avere un proprietario; nessuno se ne deve sentire responsabile. Nel mondo del post-crisi bancaria, sappiamo bene quanto questo sia seducente e pericoloso allo stesso tempo. Alcuni manager furbi stanno seguendo l’esempio di Steve Jobs e il consiglio di Tufte, limitando l’uso del PP alle immagini.

Ho parlato con un ex-collega, ora professore di giornalismo, uomo super-intelligente e super-informato di tecnologia che ha riflettuto molto su questo argomento. Egli ricorda spesso al personale che dare lezioni è una forma di prestazione e deve essere trattata come tale. Ritiene che le nuovi pressioni sulle università a generare profitti – cioè a comportarsi come imprese – ha fatto spostare l’ago della bilancia dai comunicatori ai ricercatori. (Anche se, in verità, COSA NON ha l’aspetto di un lancio di prodotto nel mondo finanziarizzato del 2015?)

Il mio amico ed ex-collega mi ha anche detto che quando ha rimosso l’uso del PP da lezioni e conferenze, gli studenti ne reclamavano l’uso, poiché senza di esso dovevano organizzare autonomamente gli appunti. Mi sembra, dunque, che in questo secolo un altro nostro grande nemico oltre a droni, ISIS e cambiamenti climatici sarà la…comodità.

Andrew Smith

Fonte: www.theguardian.com

Link: http://www.theguardian.com/commentisfree/2015/sep/23/powerpoint-thought-students-bullet-points-information?CMP=fb_gu

23.09.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Pubblicato da Davide

  • andriun

    E’ inutile prendersela con un prodotto in particolare. Da che mondo e mondo progresso è sinonimo di comodità. Da che mondo e mondo la donna ha sempre cercato di "fregare" l’uomo come lo studente di "fregare" l’insegnante. 

    La differenza se vogliamo sta nel fatto che lo studente occidentale o meglio dire italiano oggi ha la meglio e se decide una cosa, qualunque cosa essa sia, proprio in considerazione del fatto che si trasformato da soggetto da formare in "utenza" da soddisfare sfrutta questa sua nuova "veste" costringendo l’istituzione ad abbassarsi al proprio livello(idea di parità: nè più nè meno di quanto la donna pretende dall’uomo) arrivando persino a "gareggiare" con altri istituti di parli livello in questo processo decadente pur di soddisfare questo falso bisogno. 
    Ergo oggi più che mai, in questa società profondamente effeminata il rischio presente e sempre più frequente sta proprio nel vedere sacrificati insegnanti capaci/preparati che hanno una concezione dell’insegnamento di tipo "frontale"(mantengono le distanze e sono giustamente esigenti pur rendendosi disponibili ad aiutare lo studente volenteroso), a favore di invidiosi colleghi che invece puntano semplicemente alla simpatia e quindi disposti anche a barare sulle valutazioni/votazioni dello studente, pur di non essere bersaglio dei genitori prima e del responsabile scolastico di turno poi(donne/effeminati in testa per ovvi motivi di debolezza di carattere e quindi più plasmabili psicologicamente).
  • Aironeblu

    Cit: "Con Power Point tutto ha la tendenza ad apparire come il lancio di un prodotto piuttosto che una discussione"…

    Perchè? C’è chi usaPower Point per fare una discussione?!?
  • MartinV

    Chapeau bas !!

    Pure parlando di Power Point riesci a essere misogino… un grande non c’è che dire !!

  • MartinV

    Come tutti gli strumenti, dipende da come si usa la presentazione Power Point.

    Quando si deve presentare uno studio a dei colleghi in un tempo ragionevole (parlo qui di scienze spermentali), lo strumento è utilissimo (tra l’altro ha rimpiazzato le diapositive o i lucidi preparati in anticipo che già si usavano ai tempi dei miei studi).

    Nei corsi universitari è un po’ lo stesso, si risparmia il tempo della scrittura sulla lavagna e si presentano schemi in maniera più precisa e chiara (soprattutto che non tutti sono Giotto).

    Quando si presentano corsi di scienze umanistiche, posso invece capire che il power point sia uno stumento inadatto… direi quasi insensato.

    Infine, quando si presanta fuffa assortita, aiuta gli auditori a non partire con i pensieri per i casi loro…
     

  • Simplicissimus

    L’autore ha talmente ragione che nessuno ha afferrato ciò che ha detto, forse perché non è stato presentato con power point. Nessuno disconosce l’utilità di certi programmi, ma quando essi dilagano e diventano strumento unico della didattica creano automaticità e passività anche per il meccanismo che di fatto rende impossibile pensare e sviluppare una qualche critica seria. Una cosa sono le slide che uno si guarda a casa, un’altra – è talmente evidente – lezioni o seminari, cioè spazi dedicati alla comprensione, alla discussione e alla partecipazione tutte costruite sul flusso spesso standardizzate di immagini e parole. Così si creano solo ripetitori non attori

  • andriun

    Anche lei non è male, pretende che non si parli della donna quando essa è parte integrante e a suo discapito(visto il tipo di uomo con cui a che fare) responsabile di molte anomalie di questo sistema occidentale(nella scuola non ne parliamo). 

    Non sia superficiale: la realtà che descrivo è la realtà che ci circonda. Solo che la gente come lei, calati nell’omertà del sistema, lascia che essa perduri a scapito di tutti. IO credo che si possa ancora una volta dire: le donne ed gli effeminati d’Italia ringraziano.
  • ohmygod

    Ardesia:- la comodità dei fogli mobili, dei lucidi diapositivi, sostituiti dalla teatralità di PP.
    il copia-incolla resta una gran comodità per la cartella.
    il pensiero non si fa mancare nessuna comodità nell’espandersi fra meridiani e paralleli.

  • ohmygod

    il pensiero non si fa mancare nessuna comodità nell’espandersi fra meridiani e paralleli e quante volte l’ho visto seduto su se stesso. erano in due.
    Stramatta sta imparando a leggere onde sequenziali.

  • riefelis

    Pur riconoscendo non poche ecczioni, generalmente le donne rendono un insegnamento nozionistico, noioso e annoiato. Gli uomini (sempre rappresentando tante eccezioni) cercano in qualche modo di dare carattere e spirito itelletuale all’insegnamento facendolo esaltandone lo spirito formativo.

    Le donne sono indicatissime per le classi elementari, forse medie inferiori ma nelle università e i licei… andate indietro con i vostri ricordi.

  • andriun

    riefelis, gli appelli di ricercare una onestà intellettuale nella donna sono inutili, in questo come in altre occasioni:credo che oramai sia palese. Nonostante ciò, questo non è da considerarsi un problema, quanto una sua naturale predisposizione nell’essere opportunisti: la donna arriva ad ammettere certe verità che anche lei riconosce vere, solo se vi si trova costretta oppure quando nell’azione stessa non vi trovi ad essere l’unica a farlo o ancora quando lei per caratteristiche che riconosce come personali, non si sente compresa nel mucchio(vedi quote rosa). Dall’ammettere al procedere la strada comunque resta sempre molto, molto lunga. 

    Ecco perchè l’appello dovrebbe essere fatto agli uomini, quelli che ancora non sono del tutto effeminati ed assoggettati al potere femminile. L’effeminato ha perso la capacità di essere obbiettivo perchè come la donna non vuole avere problemi, in casa, sul lavoro, con gli amici e via di questo passo. Troppi i conflitti di interesse da gestire e troppo debole è la sua fibra di uomo per sperare in un suo rinsavimento. 
    Ma essendo questi la maggior parte della popolazione italiana(i mammoni per antonomasia) si spiega anche il perchè in Italia non vi sarà alcun cambiamento e continueremo a mugugnare sul politico, sulla ruberia del momento e ci perderemo nei grandi temi della politica internazionale perchè su quello è facile trovare consensi. Avranno(gli effeminati) modo di vedere il politico pagare alla ex fior di milioni di euro per la causa di divorzio, ma senza ragionare sul fatto di quanto questo sia giusto il farlo, perchè a pagare si trova ad essere il potente(e i soldi non li tolgono a loro: magra soddisfazione). L’italiano medio è vittima della decadenza perchè lui stesso vuole esserlo.
  • zingaro

    PP è un prodotto studiato per il marketing, per vendere un’idea o un prodotto, cose che hanno un valore temporaneo. Messaggi che già domani potrebbero essere diversi o non avere più alcun valore.
    Infatti le slide tendono ad essere incisive, non danno tempo e modo di pensare.

    Un’istruzione, che non sia commerciale, deve avere valore sempre o comunque per un lungo periodo. Vero che col tempo può cambiare ma PP le fa penetrare nel cervello scavalcando il pensiero critico (fa bene ai venditori, ma non alla verità che la scuola dovrebbe diffondere), gli insegnamenti di tipo scolastico devono aprire la mente, debbono sviluppare il pensiero critico, devono mettere in discussione anche il sapere accademico ed è solo col confronto che si può ottenere più conoscenza (o una conoscenza superiore).
    🙂

  • andriun

    Concordo con lei, però se mi permette vi sono verità che non possono essere discusse in quanto appunto verità. Se per fare un semplice esempio, il leone è considerato un carnivoro(almeno secondo la tassonomia a noi conosciuta) non è che con il confronto possiamo arrivare a conclusioni diverse da questa. Quindi quando si scopre una o più di queste verità, sarebbe opportuno accettarle ed organizzarsi di conseguenza, metterla in discussione rende solo l’aspetto più complesso di quanto esso sia, oltre che allontanarci inutilmente dalla realtà. 

  • MartinV

    "Se per fare un semplice esempio, il leone è considerato un carnivoro(almeno secondo la tassonomia a noi conosciuta)…"

    Se per la misoginia le riconosco doti professorali, per la biologia si notano gravi lacune. ^^

  • MartinV

    PP è uno strumento… per fare presentazioni.

    Chi fa marketing adotta le regole del marketing alle sue presentazioni.

    Chi insegna lo utilizza per didattica… che poi la qualità della didattica sia talora scadente, questo dipende dall’insegnante e sarebbe lo stesso con lavagna e gessetti bianchi (che quelli colorati sono già un principio di degenerazione effeminata dell’insegnamento).

    Che poi l’apprendimento sia un processo individuale, questa è tutt’altra faccenda… con la quale PP non ha nulla a che vedere.

  • riefelis

    Si però stavamo parlando di donne insegnanti. Ti consiglio di non divagare sempre. Se in quasto caso ponevi le tue critiche mirate allle donne insegnanti e siatema scolastico ottenevi un risultato minore.
    Bisogna convergere il fuoco su determinati punti alla volta altrimenti non si ottiene nulla.

    Nel caso specifico ricordo di insegnati uomini, intellettualemnete appassionati, che in qualche modo ti formevano e ti facevano crescere. Al contrario ricordo professoresse donne che facevano applicare in modo pedante le loro regolette, formulette e nozioncina.

  • andriun

    MartinV, bando alle "ciance" (anche se dal lei non è che mi aspetto molto di più), non ho mai detto di essere un biologo, ma forse comprendo la sua obiezione: in effetti esiste un passaggio intermedio, in quanto farebbe parte dell’ordine dei carnivori secondo la tassonomia a noi conosciuta. Tuttavia la frase risulta perfettamente corretta in quanto non ho specificato a quale categoria mi riferivo. Ergo l’insieme stesso di queste categorie/sottocategorie si possono intendere come una unica tassonomia(o anche detta disciplina della classificazione).

    Se invece vuole lasciare intendere che il leone secondo i suoi studi biologici recenti non è un carnivoro si spieghi meglio. Certo è che se si costruisce una tassonomia tutta personale, magari il leone lo può far rientrare nella categoria dei extraterrestri è una sua libertà ci mancherebbe: alla fantasia non va posto alcun limite, ma resta pur sempre un carnivoro anche quel caso, mi spiace per lei. 
    Tuttavia, questo charlare non farebbe che confermare quando detto nel mio post: la forte necessità dell’era moderna di mettere in discussione tutto, anche le cose assodate. Ovvio, che non avendo basi solide poi "la casa"(leggasi società) non si arriva a costruirla. IO indico la luna e MartinV(tanto per fare un esempio) guarda il dito. Contento lui. 
  • andriun

    Capisco la critica, forse il problema mio è quello di credere che "repetita iuvant", e anche che pur dicendo cose reali tendo come ha fatto notare giustamente lei a lasciarmi trascinare dal tema argomento prendendolo come spunto per diffondere altre verità.

    Un difetto questo, se vuole anche in parte voluto, in quanto mi è già capitato in altre occasioni di essere censurato dal "regime" per le cose che qui vengono scritte(non solo da me). Quindi rimanendo relegato nell’argomento di cui si discute, mi sembra come di limitare l’informazione nella sua gravità. 
    Tuttavia le cose che dico/denuncio corrispondo sempre al vero, in quanto derivano per la massima parte da fonti che hanno a che fare con l’argomento siano esse di prima mano che di seconda(comunque fidata). E’ per tale ragione che sono anche difficili da negare anche per chi di tale verità non vorrebbe sentirne parlare, pur rendendomi sempre disponibile al confronto.
    Per quanto concerne il Sistema scolastico: orientato verso il basso proprio per favorire l’utenza scolastica. Una considerazione errata ed effeminata del significato di insegnamento. Quindi quelle da lei evidenziate certamente sono conseguenza di questo abbassamento dei livelli oltre che di una mentalità di sinistra dove l’insegnante dovrebbe porsi allo stesso livello dell’alunno: strascichi di decadenza che forse ci portiamo appresso dal ’68.
  • MartinV

    Suvvia, non sia permaloso come una donna…

    E poi, come giustamente ha sottolineato, non è colpa sua se le sue conoscenze biologiche sono limitate, non si può sapere tutto.
    Mi riferivo al fatto che lei fa confusione sul fatto che il leone sia carnivoro (cioè che si nutra essenziamente di carne) che concerne il suo comportamento e il fatto che la specie sia classificata nell’ordine di Carnivora.

    Diciamo che lei fa confusione tra la tassonomia, ossia il sistema di classificazione degli organismi viventi che gli studiosi hanno costruito e che modificano talora alla luce di nuove scoperte filogenetiche) e l’etologia, ossia il fatto che i leoni (e le leonesse, non me ne voglia della puntualizzazione) si nutrano essenzialmente di carne.
    Ci sono specie non classificate nell’ordine Carnivora (che fa parte dei mammiferi, classe Mammalia) che sono perfettamente carnivore (rettili, uccelli, pesci etc…) e specie classificate nell’ordine Carnivora che sono essenzialmente erbivori (Vedi Panda gigante) o onnivori.

    Per riprendere la sua frase:
    Lei indica la luna, ma io le faccio notare che è solo la finestra di forma circolare del palazzo di fronte…

  • MartinV

    … e per essere ancor più chiaro, visto che non sembra aver capito il senso della mia battuta(e poi dicono che sono le donne a non avere il senso dell’ironia), ironizzavo sui suoi monomaiaci interventi misogini (la misoginia non è una scienza come la biologia, ma piuttosto una psicopatologia (sia chiaro che non sono uno psichiatra o uno psicologo, per cui posso ovviamente sbagliarmi)) e non volevo certo rimproverarle le limitate conoscenze biologiche…

  • andriun

    Guardi se per lei rispondere ad una puntualizzazione corrisponde ad essere donna ne va da sè, che nessun UOMO dovrebbe mai fare obiezioni o spiegarsi o dare ulteriori delucidazioni. Le ho solo fatto notare pur non essendo a conoscenza del fatto che il panda fosse dell’ordine dei carnivori(ben venga anche questa informazione) che il leone era una specie carnivora Punto. Il resto lo ha dedotto lei. Come anche il fatto che ha dedotto che IO sia misogino. Se popolo maschile russo in quanto maschilista è tutto misogino allora Sì posso confermarle di esserlo anch’IO: vede non esistono solo effeminati e mammoni a questo mondo, ovvero l’Italiano medio (a cui lei si riferisce) e tutto il resto è misoginia. Questo a prescindere che ha tutto il diritto di pensarlo e anche di dirlo, ma comunque ciò non corrisponde a verità. 

    Del resto come le ripeto, se lei ci vede male e scambia la luna per la lampadina del palazzo di fronte significa solo che lei sta guardando nella direzione diversa da quella del mio dito. Tutto qua. Anche questo rientra nella sua libertà d’azione/interpretazione, ma è l’unica soddisfazione che le rimane. La saluto.
  • MartinV

    ‘Le ho solo fatto notare pur non essendo a conoscenza del fatto che il
    panda fosse dell’ordine dei carnivori(ben venga anche questa
    informazione) che il leone era una specie carnivora Punto.’

    No, sbaglia, lei ha scritto di ‘tassonomia a noi conosciuta" (cfr. primo intervento) ^^

    ‘Se popolo maschile russo in quanto maschilista è tutto misogino’

    Suvvia, non sia modesto… a Lei anche i Sauditi le fanno un baffo ^^

  • andriun

    bella battuta MartinV, certo bisogna ammettere che i sauditi non hanno le quote rosa, magari ci faccio un pensierino. Per quanto riguarda "la tassonomia a noi conosciuta", vediamo di chiarire ulteriormente il significato della frase che ad "alcuni", può risultare confusa. 

    Quindi leggasi come: 
    dal momento che la tassonomia è solo un sistema di classificazione e i leoni rientrano nell’ordine dei carnivori, che a sua volta fa parte volente o nolente della tassonomia, ovvero della classificazione a noi conosciuta, ovvero puntualizzando, non sono nè erbivori e nè onnivori e nemmeno si cibano di metallo(che invece non rientra come categoria nella tassonomia a noi conosciuta). 
    Quindi MartinV le risulta o no che i leoni, ma anche le leonesse(certo è meglio questo che sindachessa o senatrice o presidentessa) siano carnivori o vogliamo disquisire anche su quello? Perchè vede si da il caso che fosse proprio quello il succo del mio intervento(il disquisire una volta che le cose risultano chiare/chiarite): se poi lei continua a guardare il palazzo di fronte, magari per il fatto che assieme alla lampadina ci vede anche una bella "sventola" la capisco, ma esula dal mio intento. 
  • MartinV

    O fai "free climbing sugli specchi" o non capisci proprio la differenza tra carnivoro e appartenente all’ordine Carnivora… pazienza…

    Evito di girare ulteriormente il coltello nella piaga e ti lascio ai tuoi pregiudizi.

  • andriun
    divertente anche questa: il bue che da del cornuto all’asino. Da quando scrivo l’unica puntualizzazione degna di nota e su cui basa tutto pregiudizio nei mie confronti l’ha fatta sulla differenza che esiste tra tassonomia ed etologia, suvvia sia onesto anche se ciò forse le risulta difficile.
    La "sventola" è ancora li immagino…
  • MartinV

    Ribadisco e chiudo…

    la battuta era sulle sue doti professorali in misoginia e avevo usata la comparazione con l’uso improprio di concetti biologici che non arriva ad afferrare… se ancora non ha capito ciò mi sorge il dubbio di avere a che fare con una bionda… pardon biondo.

    Le lascio l’ultima parola come si fa con le donne…

  • andriun
    MartinV in quante salse glielo devo spiegare. le ho dato ragione sulla differenza che c’è tra un espressione e l’altra: ho semplicemente sbagliato nell’utilizzare "tassonomia" al posto di "etologia", lei mi ha corretto e ha fatto bene a farmelo notare, punto. Però, ho anche capito dove voleva parare: lei ha fatto finta di non capire nel vano tentativo di mettere in gioco il contenuto del mio discorso. Più o meno come farebbe uno straniero che vuole metterti in difficoltà pur avendo capito esattamente cosa intendevi dire, anche se tu esprimendoti hai commesso degli errori. Far notare gli errori(qualunque essi siano) che si commettono, le ripeto è corretto; far finta di non capire anche quando l’errore non compromette la possibilità di interpretare correttamente il discorso è sleale. 

    certo è buono/strategico anche questo sistema per impedire ad altri di replicare: basta associare la replica alla donna e il gioco è fatto. Forse è per quello che alcuni effeminati non replicano alle ingiustizie che subiscono: hanno il timore(replicando) di comportarsi da donna e preferiscono sottostarvi. Ma come direbbe Totò: "qua nisciuno è fesso".

    continui a guardare la finestra…
  • zingaro

    Si, ha ragione. Una verità non ha necessità di essere messa in discussione.
    Ma è necessario che questa sia una verità reale e non presunta. Il sapere umano è presunto sino a prova contraria.
    Credo che  siamo entrambi in accordo a considerare il leone carnivoro, per cui sia io che lei saremo felici di considerarla una verità.
    Ma al contempo potremmo essere in disaccordo su altre informazioni, ed avere entrambi argomenti validi a sostegno delle nostre tesi. Un confronto, ragionevole, pacato, porterebbe beneficio ad entrambi.
    Quello che intendevo dire è che PP canalizza più di altri metodi il pensiero unico, proprio per la sua caratteristica di prodotto di marketing.
    🙂