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POPOLI CHE SCRIVONO LA STORIA (UN ESEMPIO)

DI GEORGIOS

comedonchisciotte.org

Questi giorni a Bruxelles e’ in corso una trattativa tra il nuovo governo greco e i nostri “partners, alleati e amici” naturalmente in rappresentanza degli strozzini internazionali e degli interessi avidi della Germania nel nostro paese.

La musica e’ cambiata rispetto a due mesi fa quando la Grecia veniva elogiata per gli enormi sforzi del suo popolo, le riforme attuate che erano “importanti anche se non ancora sufficienti” e il raggiungimento di una meta che senza il “programma” dei memoranda non sarebbe mai stata raggiunta: l’avanzo primario. Lo stesso avanzo che io avrei ottenuto per la mia famiglia se avessi lasciato morire di fame i miei figli.

Ora ci si e’ ricordati del vecchio e caro ritornello del 2010 e 2011 quando i greci venivano chiamati dei corrotti, degli scansafatiche, dei buoni a nulla, una specie di messicani del vecchio continente che sonnecchiano dalla mattina alla sera con un souvlaki in una mano e un bicchiere di ouzo nell’altra. Che prima si erano mangiati i soldi dei contribuenti europei e poi da veri μπαταχτσήδες in greco, welshers in inglese (non ho trovato la parola in italiano, significa cattivo debitore ma in senso molto offensivo) rispondono picche a chi gli ha prestato i soldi. Il piccolo dettaglio che la Grecia sia stata usata affinché i contribuenti europei salvassero (loro malgrado) le proprie banche, e’ troppo insignificante per una tragedia (greca) di tali dimensioni.

Il nuovo governo di Tsipras e’ sotto una pressione tremenda. Non mi riferisco a quella applicata dalla Merkel e i suoi scagnozzi europei che non hanno neanche un briciolo di dignità essendo in teoria suoi omologhi e rappresentanti di paesi interi, pressione che non e’ da poco. Mi riferisco alla pressione esercitata al governo di Tsipras dai greci.

Scendendo in piazza a decine di migliaia in tutto il paese ma soprattutto nella capitale, non danno proprio l’impressione di “gente che sta appoggiando il proprio governo” ma piuttosto di una potente massa popolare, fin troppo eloquente negli slogan urlati, che il proprio governo lo spinge in avanti tramite una forca applicata al suo fondo schiena.

E cosi succedono cose tanto strane quanto drammatiche. Si dice per esempio che ieri l’altro l’accordo tra i ministri dell’economia fosse stato già raggiunto: un nuovo voltafaccia, in pratica un prolungamento dell’agonia, un nuovo indebitamento, una nuova serie di “misure” ed un protrarsi della schiavitù dei greci verso non saprei quante generazioni future. Quello che sarebbe cambiato sarebbero solo i nomi, con dei termini nuovi da usare specie per quel che riguarda la parola chiave “memorandum”.

Cosi, Schauble ha preso l’aereo per tornarsene a Berlino tranquillo: missione compiuta. Solo che nel frattempo c’è stata una telefonata tra Tsipras (che era ancora ad Atene) e Varoufakis (che si trovava a Bruxelles per l’incontro).

Non si sa esattamente cosa si siano detti ma sembra che l’ordine del premier greco al suo ministro sia stato un categorico “ritira tutto, nessun accordo”. Il risultato fu che non c’è stata neanche una dichiarazione congiunta alla stampa dei “partners-alleati-amici”.

Certo, sono notizie da considerare con molta cautela, ma e’ vero che esiste un nocciolo duro nel SYRIZA (p. es. la Kostandopoulou presidente della Camera, Lafazanis ministro infrastrutture e ambiente, Mitropoulos stranamente rimasto senza ministero che ogni tanto salta su e denuncia il “carattere coloniale del contratto di prestito illegittimo” etc) che usa un linguaggio molto vicino agli slogan delle piazze. Parlano cioè di patriottismo (finalmente dico io), di prestigio nazionale, di dignità del popolo, di sovranità della nazione e via dicendo. La riflessione viene naturale: cosa avranno detto a Tsipras una volta saputo il probabile sipario voltagabbana dopo le pirotecniche uscite di Varoufakis?

Un’ultima domanda: Anche con tutta la buona volontà e tutte le buone intenzioni di questi, cosa avrebbero potuto dire e fare senza la massiccia presenza popolare in piazza?

Europei! Scendete in piazza in grandi numeri. Spazziamo via questo letame neoliberista parassitario che ci sta succhiando il sangue.

Noi scriviamo la storia.

Georgios

Fonte: www.comedonchisciotte.org

13.02.2015

Pubblicato da Davide

  • PietroGE

    In una situazione come questa, un popolo ha prestigio nazionale e dignità quando esce dall’euro sbattendo la porta, non quando chiede soldi come elemosina.

  • Georgios

    Assolutamente
    d’accordo.

    Ma
    bisogna aspettare e vedere come andrà a finire questa storia. Certo,
    la cosa migliore sarebbe stata un’uscita unilaterale. SYRIZA non e’
    all’altezza. Ciò non significa però che il gioco e’ fatto.

    Io sono
    sicuro che in una prima fase troveranno un modo per promuovere i loro
    piani come prima. E lo presenteranno alla gente come un successo
    perché eventualmente cambieranno la terminologia. Non più
    memorandum ma accordo, non più troika ma istituzioni europee e via
    dicendo.

    Il
    fatto e’ che per attuare questi piani sempre il popolo sarà a
    pagare. E il popolo e là fuori non tanto per sostenere ma per
    spingere.

    Bisogna
    essere un po’ pazienti e naturalmente stare in allerta. E sperare
    bene.

  • Hamelin
    Bisogna vedere che storia verrà scritta…

    Non credo venga fuori una bella storia da tutta la questione .

    Toto’ Tsipras e Peppino Varoufakis sanno benissimo che non è possibile avere la botte piena e la moglie ubriaca .

    Stanno facendo un gioco molto pericoloso con i criminali della Troika e forse non si rendono conto nemmeno di cosa stanno rischiando .

    Personalmente non mi piace il modo in cui hanno condotto questo ricatto suicida verso la Troika .

    Per coerenza avrebbero dovuto fare un uscita progressiva diretta dall’ EURO ed accettare le conseguenze delle proprie azioni e delle proprie promesse.

  • oldhunter

     

    Caro Georgios,

    si, voi greci scrivete la
    Storia – quella con la S maiuscola – da tremila anni. Non è affatto un caso che
    la tragedia nasca in Grecia.

    Da noi invece nasce l’opera buffa.
    Noi scriviamo pagine che ci coprono di ridicolo come quella di avervi
    militarmente attaccato – proprio voi, nostri fratelli – durante la seconda
    guerra mondiale. E voi, orgogliosi, poverissimi e in pochi ci avete fermato e
    sbaragliato come fecero i trecento spartani alle Termopili… e non fosse stato
    per le divisioni di Hitler ci avreste ributtato a mare.

    Qui, in Italia, anticamente c’era
    la romanità, una cultura e un popolo degno dei greci, forse in alcuni campi
    perfino superiore. Ma oggi quei romani non ci sono più, eclissati nelle ombre
    oscure della storia. C’è rimasto solo il ricordo imperituro delle loro opere di
    cui ci facciamo ingiustamente vanto… ma noi non siamo figli di quel popolo prode
    e orgoglioso ma meticci frutto dei tanti barbari, popoli e nazioni che ci hanno
    vinto e occupato. Questo ci porta ad essere talvolta individualmente geniali,
    come accade spesso ai bastardi, ma non sappiamo cosa sia l’essere uniti e
    combattere come una singola unità forgiata d’acciaio e volontà per un’idea che
    ci unisca. Noi siamo rivoluzionari da salotto, da tastiera, da bar, bravissimi
    in manovre oscure di palazzo e tradimenti specie del nostro stesso popolo, e
    quindi in lotte partigiane, in feroci battaglie da dopo partita di calcio, in
    feroci repressioni sui morti di piazzale Loreto. Noi siamo bravissimi ad accorrere
    solo ad aiutare il vincitore…

    Ed è per quest’ultima specifica
    dote nostrana che speriamo voi ci apriate la strada e vinciate contro Bruxelles…
    dopo saremo accanto a voi…

     

  • Georgios

    Se
    dipendesse solo da Tsipras e Varoufakis staremmo freschi.

    Sono
    troppe le forze agenti, Americani non esclusi, per cui non credo non
    sappiano quel che fanno. Anche se e’ vero ciò che dici, cioè che
    rischiano. Bisogna però vedere se rischia la Grecia o se rischiano
    loro stessi. Ad ogni modo a noi (popolo) conviene una situazione non
    stabile. Stabilità significa che il solo a rimetterci e’ la gente.

    Non e’
    da escludere una loro speranza sincera verso forze politiche europee
    che vogliono “cambiare” l’Europa senza abbattere l’euro-gabbia.
    Oppure hanno qualcuno dietro e il piano e’ un altro ma per il momento
    rimane nascosto.

    Quello
    che loro credono sia il rischio più grande sarebbe, ammesso che
    avessero la volontà, agire unilateralmente. In tal caso però
    avrebbero il popolo dalla loro parte, perciò ciò che sembra più
    rischioso sarebbe la strada più sicura.

    Purtroppo
    questo e’ quello che abbiamo e con questo si dovrà fare i conti. E
    per il momento, il ricatto verso la Troika non lo vedo. Sono soltanto
    parole e neanche precise. L’unica cosa precisa che hanno detto e’ che
    si rimane nell’euro.

    Ma resta il fattore popolo che dalle ultime elezioni e’ salito molto di
    morale e di determinazione. E che non ne può più. Questa, per me,
    e’ la cosa più importante.

  • Neriana

    Sono contenta per la Grecia e anche per la Spagna di Podemos. Chi gioca in borsa, sa che ci sono titoli a rischio, e la Grecia era a rischio, ma le banche hanno ugualmente accumulato debiti che fruttavano fior di interessi…..poi.. il giochino si è rotto..ma non esiste che le banche perdono in borsa. Vogliono un win win, a costo di mettere alla fame un popolo. 

    Io penso che chi perde , ha perso perci’ il debito Greco va azzerato o non rimborsato. Qualche banca andrà male ? …Deplorevole, ma la prossima volta vedranno di investire soldi con intelligenza. 
  • Rosanna

    Carissimo Georgios,

    io non smetto di ammirare il popolo greco, artefice del pensiero filosofico occidentale e della democrazia, e spero fortemente che la strategia di Tsipras sia vincente, perché confermerebbe ancora una volta la grandezza della genialità storica della Grecia. Senza dimenticare che sarebbe di monito per l’inerzia accidiosa degli italiani (non mi sento di chiamarli un popolo, tanto siamo stati divisi da interminabili conflitti storici).

    Sarebbe sicuramente un esempio per tutti i popoli vinti e sottomessi da questa Europa criminale, che sta demolendo diritti democratici e benessere sociale. Spero anche che queste prime risolute richieste di una riconfigurazione del debito, da parte di Varoufakis, siano solo un primo passo, per sondare le ire del Minotauro neoliberista, per poi passare al secondo step e salutare definitivamente l’Euro e la dittatura degli usurai oligarchi di Francoforte e Bruxelles.

    Perché credo che solo questa sia la strada da percorrere, costi quello che costi, magari anche con l’aiuto della Russia, che credo vedrebbe di buon occhio l’uscita della Grecia dalla Nato.

    Dunque incrociamo le dita e speriamo nel meglio.

    Auguri a tutti i greci !!

  • Georgios

    Anche
    se ti ringrazio delle cose che scrivi e che in questo momento sono
    molto utili perché aiutano a mantenere alto il nostro morale
    (malgrado la situazione penosa in cui si trovano molti nostri
    concittadini) devo fare alcune correzioni se mi permetti:

    Le
    cose che scrivi circa la vostra “purezza” rispetto ai romani di
    un tempo, valgono esattamente anche per noi. Anche noi siamo stati
    “mischiati” con altra gente che e’ venuta ad abitare qui nel
    corso dei secoli. Ma questo io non lo considero negativo. E’
    naturale, succede dappertutto, e’ il naturale evolversi di tutte le
    società. E non dimentichiamo che mischiare significa in natura
    migliorare, acquisire nuove caratteristiche. Non hai notato che i
    cani bastardi sono di regola più svegli di quelli di razza? Se mai
    e’ il luogo che dona certe caratteristiche ai suoi abitanti. In ogni
    caso non il loro DNA (che anche esso cambia mescolandosi col passare
    del tempo).

    Poi, le
    caratteristiche negative che riscontri nella gente del tuo paese le
    potresti constatare tali e quali anche nel mio. E’ l’effetto
    devastante di 40 anni di consumismo scatenato, di impoverimento della
    cultura e dell’educazione, dell’incretinimento televisivo, della
    svolta delle persone dall’essere sociali a diventare egoisti e perciò
    personalità misere e fragili che non sanno cooperare, non sanno
    discutere, non accettano di aver sbagliato, che vogliono far sesso ma
    non sanno amare e una serie di cose ancora che andrebbe molto per le
    lunghe scriverle qui. Tutte armi che il neoliberismo ha usato prima
    su di noi per renderci deboli e mitigare la nostra capacità di
    reazione.

    Infine
    non ci avete attaccato voi, il regime fascista lo fece, i crimini di
    guerra in Grecia non furono commessi da soldati italiani ma da camice
    nere e molti soldati italiani dopo il Settembre 43 hanno combattuto
    insieme a noi nella resistenza.

    Come
    faremo di nuovo ora insieme, contro sai chi.

  • Georgios

    Giusto
    quello che dici e io andrei oltre: le banche devono essere
    nazionalizzate, passate sotto il controllo pubblico, liquidate
    (risparmi garantiti) e cominciare a funzionare per facilitare
    l’economia del paese e basta. Non per arricchire chi specula.

  • cdcuser

    Caro Georgios,

    non so se ti é capitato di leggere questo articolo di Varoufakis:  http://contropiano.org/documenti/item/29121-yanis-varoufakis-confessioni-di-un-marxista-eccentrico [contropiano.org] (fonte originale: https://zcomm.org/znetarticle/confessions-of-an-erratic-marxist-in-the-midst-of-a-repugnant-european-crisis/) … cosa ne pensi delle sue "confessioni" ?
    Grazie e un saluto.
  • Hamelin

    L’incongruenza è proprio il fatto che vogliono fare nuovo deficit pur rimanendo nell ‘Euro ( una moneta privata straniera ) su cui non hanno nessun potere, nessuna Sovranità ( la quale deve essere richiesta a prestito alla BCE che puo’ scegliere se concederla o meno) .

    La cosa piu conveniente a livello politico per la Grecia è stringere accordi per il partenariato con la SCO e uscire dalla EU e dalla NATO .

    Con questo atto verrebbe assestato un colpo fatale all’ Europa , alla NATO ed agli equilibri  geostrategici del Mediterraneo .

    Tuttavia si rischierebbe una vera Guerra e per il popolo non credo sia una buona soluzione anche se a conti fatti , la Guerra Economica Finanziaria fatta dalla Troika fino adesso ha già distrutto economicamente e moralmente il paese .

    Come ultima ipotesi ed arma della disperazione io non la butterei via .

  • Georgios

    Grazie
    Rosanna, auguri però a tutti, non solo ai greci.

    Certamente
    quella che indichi e’ la sola strada da percorrere. Se si ha un po’
    di materia grigia nel cervello, non si discute neanche.

    Avrei
    da aggiungere due osservazioni, la prima su Varoufakis e quello che
    succede dentro SYRIZA e la seconda circa quanto (pessimistico) scrivi
    sul popolo italiano.

    Per il
    primo caso e per non ripetermi ti indicherei le mie risposte agli
    amici PietroGE e Hamelin qui sopra.

    Per il
    secondo e tenuto conto anche della mia risposta all’amico oldhunter,
    voglio ricordare che il popolo italiano in più di una occasione ha
    dimostrato la sua capacita di reagire ed ha lasciato dei messaggi
    importanti facendo cosi.
    p { margin-bottom: 0.1in; line-height: 120%; }

    Il M5S
    e’ stato la causa di molte di queste reazioni genuinamente popolari
    (sto parlando della base, della gente detta “semplice”) in tutta
    Italia. Ma anche tutto quello che e’ successo, anche se
    disorganizzato e rozzo, alla fine del 2013 nel nord e che io, presa
    una parte in video ho sottotitolato in greco, considero abbia fatto
    scuola sul come ci si deve comportare in questa crisi.

    Per cui
    abbi coraggio e speranza e non essere cosi pessimista coi tuoi
    compatrioti. Non dimenticare che fino a poco fa i greci erano proprio
    giù e molti qui si domandavano come fosse possibile per un popolo
    subire tanto senza reagire. Ed io che fatica cercare di spiegare…

    Ed
    infine, anche per noi, e’ molto presto per cantare vittoria, c’è
    parecchia strada davanti. Non possono essere escluse altre fasi col
    morale giù. Cerchiamo di evitarle però, perché ogni ritardo costa
    molto caro. Ieri sentivo alla radio una cosa impensabile: a scuola 2
    bambini su 3 hanno fame. Ci puoi credere? Io ci vivo qua e mi e’
    difficile.

  • Georgios

    Giusto
    quanto dici. Una cosa e’ andare per assicurarsi la Crimea dove avevi
    una flotta e dove lo spazio geo-strategico era da sempre “tuo”,
    un’altra andare a Suda (importantissima base navale NATO a Creta) e
    chiedere agli americani di sloggiare perché arrivano i russi.

    Ma per
    quel che riguarda l’eurozona, l’euro e compagnia bella e’ questione
    di sopravvivenza. Si deve far cosi o si muore.

  • Georgios

    Di
    Varoufakis non penso bene, ho avuto l’occasione in passato di
    commentare 2 o 3 suoi articoli qui su CDC.

    E’ una
    personalità ambigua con un passato professionale ancora più ambiguo
    per non dire di peggio. Solo a pensare che ha fatto da consigliere al
    quisling Papandreou (prima dei memoranda) basterebbe. Purtroppo non
    ho a portata di mano i link per scriverli.

    In
    sintesi estrema:

    Non e’
    un marxista e non solo perché lo dico io ma perché un marxista si
    comporta in modo sostanzialmente diverso davanti agli aguzzini del
    suo paese e non si limita al sensazionalismo comportamentale.

    Il suo
    ruolo nel SYRIZA non ha ragion d’essere. Non ha mai fatto parte di
    questo partito che ospitava pure personalità molto diverse tra le
    sue correnti. Diventare poi ministro dell’economia e’ il colmo. Ed io
    non credo molto nelle coincidenze.

    Per cui
    te lo devo dire. Non leggerò le “confessioni di un marxista
    eccentrico” anche perché il termine “marxista eccentrico” e’
    da baraccone.

  • cardisem

    «Lo stesso avanzo che io avrei ottenuto per la mia famiglia se avessi lasciato morire di fame i miei figli.»
    – Bella definizione per rendere un concetto astruso dell’economia, che io ritengo una pseudo-scienza…

  • cardisem

    « Non mi riferisco a quella applicata dalla Merkel e i suoi scagnozzi europei che non hanno neanche un briciolo di dignità»…

    Non so se posso dirlo, sulla base della nuova imminente normativa sulla "polizia del pensiero”, ma in una pubblica occasione, suscitando qualche brivido ho paragonato l’attuale «ferocia» della Germania odierna a quella letteraria attribuita alla Germania nazista… Senza assolutamente e in nessun modo voler fare io anacronistica professione di fede “nazista”, ho ipotizzato che la “ferocia” odierna della Merkel sia superiore a quella di Hitler negli anni 1933-36, quando vi su una politica sociale del nazismo che risolse tanti problemi di tutti (da cui il crescente consenso), o anche paragonando l’Anschuss (consensuale) di Austria e Germania nel 1935 con l’Anschluss della cosiddetta "riunificazione tedesca” che portò a parecchi suicidi…
    Almeno delle ipotesi di studio, se consentite…

    Abbiamo comunque tutti sotto gli occhi la posizione odierna della Germania verso tutti gli altri paesi "debitori”… Non vedo nessuna "solidarietà” europea (che razza di Europa è mai questa?) da parte della Germania, ma una “ferocia” strozzina che almeno vorrei verificare e confrontare con quella della Germania nazista, sempre se consentito dalle leggi vigenti e senza io porre nessuna tesi preconcetta o "propagandistica” o "istigatrice”…

  • adriano_53

    proporrei di bandire dalla discussione alcuni termini che impediscono di capire l’attuale situazione delle genti nell’area dell’euro.

    Solidarietà: consente di fraseggiare in modo più o meno sensato, ma non aiuta certo spiegare o prevedere l’evolversi della situazione attuale;

    Storia: se non è la storia del "come siamo arrivati a questo",  non serve ad illuminare nessun fatto o relazione del presente;

    Popolo: sul serio qualcuno pensa che sulla questione dell’euro esistano categorie esplicative come popolo greco,  tedesco, italiano,  francese, ecc.?

  • Georgios

    Vorrei offrire un contributo al tuo ragionamento, senza correre il
    rischio di essere accusato di un qualsiasi tipo di apologia:

    Quello che la Germania ci chiede oggi di pagare in che cosa sarebbe
    diverso da un’eventuale richiesta di Hitler di rimborsare il suo
    paese per le spese sostenute (in termini di materiale, munizioni etc)
    per portare a termine l’occupazione della Grecia nel 1941?

    Per la storia devo precisare che il dittatore tedesco non avanzò mai
    una tale pretesa. Certamente ha fatto altre cose qui…

  • Rosanna

    Carissimo Georgios,

    qualche volta mi ricordi quei proff che ti etichettano nel giudizio critico, e mantengono lo stesso giudizio su di te, qualsiasi cosa tu faccia (non so se è capitato anche a te). Io cerco di differenziarmi decisamente da loro, sia come persona che come prof. Dunque quando tu dici e ripeti che io sono pessimista, non mi riconosco molto nella tua affermazione, perché mi sento di fare analisi storico politiche più realiste che pessimiste, cercando di simulare l’atteggiamento tipico di chi vuol indagare la realtà storica, mantenendo però una distanza obiettiva e imperziale dall’oggetto.

    Lo so che non è facile, ma io ci provo e quando penso al popolo italiano, mi vengono in mente pochi momenti veramente "rivoluzionari" nella sua storia: Risorgimento, Resistenza, Sessantotto, Tangentopoli. Che si sono però rivelate nel tempo più pseudorivoluzioni che altro.

    A queste pseudorivoluzioni il popolo italiano ha partecipato solo in minoranza, solo nella sua componente elitaria e consapevolmente militante. E poi, immediatamente dopo, a questa sorta di  rivoluzioni, sono subentrate le dovute restaurazioni del potere spodestato, che apparentemente è sembrato aver subito una certa deriva, in realtà si è poi dimostrato vivo e vegeto, sempre pronto a riconquistare il terreno perduto.

    Quindi, ripeto, non mi sembra di essere particolarmente pessimista, ma realista sì, dato che la storia è un libro vivacemente illustrato, per chi lo sa leggere. Ti prego dunque di non confondere realismo con pessimismo.

    Ecco perché mi auguro che la ribellione della Grecia proceda per il meglio, ma le calorose strette di mano di Varoufakis a tutti gli usurai criminali che ha incontrato nel suo pellegrinaggio eurista, non mi fanno ben sperare, considerato anche il tuo cattivo giudizio espresso su di lui.

    Ma comunque volgiamo ugualmente su di lui attese fiduciose e piene di speranza.

  • Georgios

    Bandire delle parole da una discussione rende i discorsi zoppi per
    definizione. Oltre al fatto che qualcuno potrebbe “inventare” dei
    concetti nuovi che aiuterebbero il formularsi di idee nuove e utili
    ma che richiederebbero l’uso dei termini banditi.

    Ma capisco che la tua non e’ una proposta letterale. Ovviamente
    queste tre parole non ti sono simpatiche in questo tipo di discorso.

    Io invece le trovo cruciali: Solidarietà tra i popoli nella lotta
    contro l’euro come ci insegna la storia.

    L’euro ha un primato solo rispetto alle monete strozzine del passato
    che immagino saprai che siano esistite: Viene applicato ad un insieme
    di nazioni mentre sue nonne avevano soltanto un senso bilaterale:
    L’Inghilterra prestava a noi greci delle sterline che noi greci
    dovevamo ripagare sempre in sterline.

    Ma esistono anche altre ragioni per cui queste parole sono attinenti
    al discorso dell’euro. Per esempio l’euro ha come obbiettivo prima
    indebolire per poi sciogliere definitivamente lo stato nazione.
    Siccome io, popolo greco, come tu, popolo italiano non gradiamo
    essere sciolti da terzi ma, se lo vogliamo e quando lo vogliamo,
    unirci per conto e per volontà propria abbattendo gli stati nazione,
    e siccome io popolo greco e tu popolo italiano siamo i soggetti
    politici dominanti nei nostri stati nazione, allora e’ inevitabile
    che noi popoli siamo i nemici principali dell’euro.

    Non per caso lo stato nazione ha due cardini che proclamano la sua
    sovranità: la bandiera e la moneta.

  • rebel69

    Caro Georgios ti faccio tanti auguri a  te ed al popolo Greco.Auguri di cui abbiamo bisogno anche noi.Non accendo la TV da un bel pezzo e ascoltando la radio non ho notizie di manifestazioni giornaliere del popolo greco.Se così fosse non ci rimane che sperare nel vostro nuovo governo, con tutti i dubbi che ormai gente disillusa come me può avere.In Italia al apparenza calma piatta, ma magari sotto le ceneri un po di brace arde.Auguri di nuovo.

  • cardisem

    Anche io spero di non incorrere nel rischio di vole fare alcuna apologia o propaganda o istigazione…
    ma in termini generalissimi, ed essendo da sempre un cultore di storia, mi sembra di poter valutare che il mondo POST 1945 non sia complessivamente migliore, più buono, più solidale, eticamente superiore del mondo di PRIMA del 1945…

    Da giovane ero entusiasta dell’Idea di Europa, ma oggi mi ritornano alla mente spesso le parole di un mio insegnante (economista) dell’estate 1976:

    – con questa Europa NON fatevi illusioni: i poveri saranno più poveri, e i ricchi ancora più ricchi!

    Direi che ci abbia azzeccato in pieno!
    E bada: non era una battuta occasionale, ma un giudizio ben meditato in un corso di formazione per futuri diplomatici…

  • gimo

    Non vorrei rompere l’idillio di complimenti e pacche sulle spalle che leggo cmq con piacere, per cui il mio intento non è polemico….

    Ma mi pare che quando si parla di Euro come moneta strozzina, straniera, senza sovranita di nessuno stato etc., ci si dimentica che dire Euro significa un certo tipo di volontà.
    Voglio dire… Si prla di euro come fosse un virus, una piaga da sconfiggere che capita senza colpe e senza intenti.
    Invece l’euro è un intento, di chi lo ha usato e lo usa per togliere sovranità, per ricattare intere nazioni, per speculare, per arrichirsi, per impoverire e dunque per sottomettere e controllare piu facilmente.
    Dunque il nemico non è l’Euro ma gruppi di potere che la sanno molto ma molto lunga su come controllare le pecore, non lasciarle uscire dal recinto, tosarle e poi rimettercele, mantenerle in uno stato di paurosa allerta che ne favorisce la "docilità" etc.  Perche lo fanno da tanti anni se non secoli e hanno una certa esperienza anche grazie alle conoscenze in ogni campo che non lasciano alle pecore che sono per la stragrande maggioranza ignare persino di essere in un recinto, rincoglionite con una propaganda violenta e da un revisionismo storico (e oserei dire anche pre-istorico) devastante.
    Pur restando da un lato totalmente scettico dall’altro  un minimo speranzoso per la faccenda greca e dunque europea, non mi dimenticherei degli interessi che ci sono dietro tutto questo e soprattutto che la gente che ha questi interessi non ha scrupoli di nessuna e dico  nessuna sorta.
  • cardisem

    Quando ero molto giovane, studente di Liceo, chiesi (anni 60s) al mio professore di storia, se considerando nel tempo tutti i tentativi di ricostituzione dell’unità politica europea dell’Impero romano, persa definitivamente con la data canonica del 476 d. C, e dunque Carlo Magno, Carlo V, Napoleone… non si potesse includere anche il tentativo (scellerato) di Hitler…

    La risposta fu che (citando Calamandrei) quella di Hitler era una unificazione fatta con la "spada del diavolo”, mentre invece andava fatta con la "spada di Dio”…

    Orbene: Dio chi? La Merkel?

  • Georgios

    Per prima cosa ritiro subito quel “pessimista”. Che comunque era
    stato usato non solo in buona fede ma anche più nel senso di dare
    del coraggio che di rimproverare.

    Quello che credo io sui momenti rivoluzionari di un paese,
    virgolettati o meno, e’ che queste rivoluzioni sono sempre delle
    minoranze a portarle avanti. Massimo un 10% della popolazione attiva.
    E’ sempre stato cosi perché come aveva detto George Bernard Shaw
    (non sono in generale d’accordo con lui ma mi piace molto questa) “la
    nostra società si divide in due categorie di persone: quelle che si
    adattano alle nuove circostanze e quelle, una minoranza, che adattano
    le nuove circostanze a se stessi. E’ a questo secondo tipo di persone
    che si deve il progresso dell’umanità”.

    Poi, bisogna considerare che una persona che ha partecipato a
    qualcosa di importante non e’ più la stessa 5, 10 o 20 anni dopo.
    Non giudico in questo momento, faccio semplicemente una
    constatazione. Per cui se uno ha fatto prima una cosa nobile e poi
    un’altra riprovevole, storicamente, e specie se facciamo dei discorsi
    che riguardano grandi numeri di persone, l’una non nega l’altra.

    Infine, tu conosci in cosa credo, per me e’ sempre una questione di
    classe. Indipendentemente da quello che ha fatto uno da giovane,
    verrà il momento in cui ogni sua decisione, coscientemente o
    incoscientemente, sarà valutata in base a ciò che lui crede sia il
    suo interesse di classe. Dico “crede” perché la maggior parte
    della gente della cosiddetta middle class prende delle decisioni
    sbagliate riguardo il loro interesse di classe, perché in definitiva
    favorisce il grande capitale che e’ la vera piaga della società nel
    nome di un concetto sbagliato della proprietà privata.

    E siccome quasi tutto il mondo occidentale negli ultimi decenni e’
    diventato un’enorme middle class il capitale si e’ trovato in pratica
    senza un avversario di classe serio. Che un tempo era la classe
    operaia verso la quale, se ricordi, la middle class di allora non era
    tanto bene disposta. Quelli erano i cattivi comunisti che gli
    avrebbero rubato la casa, ricordi? Ricordi certi film come “La
    proprietà non e’ più un furto?”

    Invece la casa gliela ruba oggi il grande capitale finanziario. Ma
    nello stesso tempo vengono create delle nuove situazioni di lotta ove
    i due nuovi avversari non sono più quelli di una volta. Stavolta
    abbiamo da una parte il grande capitale finanziario e dall’altra
    quasi tutte le restanti ex classi, cioè il popolo. E’ un nuovo 19o
    secolo senza però l’agguerrita borghesia di allora.

    Stavolta il popolo deve scoprire il proprio cammino da zero, cosa che
    e’ abbastanza difficile in teoria e crea delle situazioni di
    disperazione o di pessimismo collettivo. Ma fenomeni come quello nel
    mio paese questi ultimi giorni dimostrano che e’ molto più facile di
    quanto si creda.

    Tsipras o Varoufakis sono un niente. Quello che conta e’ il popolo.

  • cardisem

    Il senso della evoluzione dal 1945 ad oggi è la distruzione di ogni idea di "popolo”, da sostituire con consumatori, debitori e simili…

    Per avere un "popolo” occorre individuare un “nemico”:

    chi è oggi il comune nemico di tutti i popoli europei, usciti tutti sconfitti nella seconda guerra mondiale e addomesticati / asserviti con l’Alleanza Atlantica che presto sarà annessa agli USA per avere (Pannella) gli «Stati Uniti d’America e d’Europa»?
    È un progetto che tutti i politici italiani ed europei coltivano da mezzo secolo a questa parte in comunione d’intenti e CONTRO i popoli che dicono di rappresentare e governare.

    Se suscito scandalo, rispondo che a miop modesto avviso non se ne esce senza una capacità forte di pensare, spogliandosi di TUTTI gli ideologismi che ci hanno inoculato nel cervello…

    Beninteso, l’errore nel pensare è sempre possibile e congenito: il pensiero procede per tentativi e fallimenti, ma se non lo lasci LIBERO anche di sbagliare, allora non funziona per niente…
    Una della costanti del dominio dal 1945 ad oggi è l’inibizione del PENSIERO LIBERO…. Chiaramente, ti danno l’illusione della libertà, ma non la libertà…
    Vedi recente caso di Francia: ci vogliono tutti dei Carletti, in nome della libertà di manifestazione del pensiero, ma poi ti riempiono le galere con tutte le persone che appena appena dissentono…

    Libertà di pensiero significa anche libertà di fare critica politica, libertà di poter dire che il governo, tutti i governi, sono ladri, infami, traditori dei loro popoli:
    te lo lasciano dire?
    Anche quando si parla di fascismo o nazismo, ormai morti defunti e sepolti, non ti lasciano la libertà di poter pensare storicamente, perché la legittimità degli attuali regimi non si regge sulle proprie gambe (che non non stanno in piedi senza le stampelle dell’Alleanza) ma sulla demonizzazione sistematica dei governi precedenti cui sono succeduti non per libera volontà dei "popoli” liberi, ma perché insediati dal Vincitore Liberatore che ti ha sconfitto, umiliato e che ora vuole con te una relazione sado-masochista…

    Scusate se…

  • Georgios

    Come ho spiegato in un altro articolo, dalla TV qui in Grecia non si
    apprende niente. E questo e’ un altro fatto strano per il nuovo
    governo che avrebbe dovuto ripristinare il funzionamento della TV
    pubblica (le altre sono private in mano ai grandi banchieri e
    faccendieri delle opere pubbliche in Grecia) subito dopo le elezioni.

    Le grandi manifestazioni degli ultimi giorni semplicemente non
    esistono. Solo da alcune radio (oltre alla rete) si può avere un
    quadro della situazione. E la cosa preoccupante ma affatto strana e’
    che ultimamente queste TV private, quelle stesse che prima delle
    elezioni parlavano di SYRIZA come di una calamità incombente, hanno
    cominciato a parlare bene di Tsipras anche se, come ho detto,
    ignorano le manifestazioni spontanee in atto.

    Dal nuovo governo, a dire la verità, non mio aspetto granché oltre
    al momento dato allo spirito della gente dopo il risultato delle
    elezioni e il nuovo movimento di piazza nato. Ma quest’ultimo, come
    cerco di spiegare nell’articolo, e’ una cosa di importanza
    fondamentale. Però bisogna tenere i piedi per terra, specie chi ci
    segue dall’estero, e non crearsi delle illusioni che ormai in Grecia
    e’ cosa fatta. Il gioco e’ molto aperto. Ma c’è grande aspettativa e
    speranza.

    Stai sicuro: c’è molto di più di un po’ di brace ardente anche da
    voi. Può non sembrare ma e’ cosi.

  • Georgios

    Non hai rotto nessun idillio e le cose che dici sono giuste. Con
    “euro” si intende lo strumento ma si intende anche la banda che
    ne fa uso. Nessun virus, se leggi altri commenti (nel caso l’articolo
    non sia chiaro) lo constaterai.

    Non insistere però troppo sul discorso delle pecore, perché questo
    e’ un incrocio di pecora che talvolta ha usato la ghigliottina.

  • Aironeblu

    Più che in piazza, dove i governanti si guarderebbero bene dal mettere piede, bisognerebbe assediarli sotto il parlamento e fargli sentire fisicamente che chi li paga, questi governanti, ora controlla anche quello che fanno, a quali interessi rispondono e quali competenze hanno dimostrato per scolgere il loro ruolo.

    Forse può succedere ad Atene, dove la situazione ha raggiunto il punto critico, in Italia siamo ancora molto indietro.
  • gimo

    Dici?

    Mah!  Io direi che talvota le pecore sono state portate a usare la ghigliottina…….
  • alvise

    @ Georgios

    "anche perché il termine “marxista eccentrico” e’
    da baraccone."

    Condivido. Ho alcune conoscenze (non amici) tra iscritti a Lotta Continua. Loro si sentono marxisti perchè, si sia d’accordo o no, quando parliamo di politica il loro modo di essere marxisti è uno solo, anzi due: il 1° non andare in parlamento – il 2° il dogma marxista (per loro è vangelo), la rivoluzione. Io gli contesto molte cose ovviamente, ma forse è questo l’ideale marxista, quindi Varoufakis non avrebbe dovuto nemmeno essere in parlamento. Non lo posso sapere perchè non ho mai fatto parte di questa ideologia, ma penso che la tua frase, riferendomi al loro dogma, sia vera.

  • PinoRossi

    Bel commenti. Hai colto proprio nel segno.

  • Georgios

    Non e’
    colpa del marxismo se per molti e’ diventato un dogma. Ma e’ un
    discorso molto lungo.

    In ogni
    caso di rivoluzioni ne e’ piena la storia, neanche questo e’ una
    scoperta di Marx. Quello che Marx ha fatto e’ stato spiegare il
    perché e il come delle rivoluzioni. Anche questo però e’ un
    discorso lungo.

    Se ti
    interessa, un approccio molto generale ma sincero e direi anche
    toccante l’ha riportato alcuni giorni fa qualcuno qui su CDC. Si
    trova qui:

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&thold=-1&mode=flat&order=0&sid=14640#165514

    E,
    guarda caso, ecco che spunta di nuovo la faccia di Varoufakis che col
    marxismo ha la stessa relazione che avrei io, che so, con il Papa.

  • Georgios

    Certo
    che lo dico.

    A
    proposito, io e te apparteniamo al gregge o siamo al di sopra?

  • Georgios

    Ad
    Atene piazza Syntagma si trova proprio davanti al parlamento.

  • gimo

    Apparteniamo al gregge che pensa di essere al di sopra.

  • Georgios

    Ragionamenti strani per delle pecore.

    In ogni caso, su questioni del genere, e’ meglio che ciascuno, a seconda del come si sente, parli di se stesso e basta.