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PERFINO GANDHI CAPIREBBE LA VIOLENZA PALESTINESE

DI GIDEON LEVY
haaretz.com

Attraverso la nebbia del senso di superiorità, della propaganda dei media, dell’istigazione, della disattenzione, del lavaggio del cervello e della vittimizzazione degli ultimi giorni, ritorna pienamente d’attualità la semplice domanda: chi ha ragione?

Nell’arsenale propagandistico israeliano non ci sono argomenti giustificati accettabili per una persona onesta. Persino il Mahatma Gandhi capirebbe le ragioni di questo scoppio di violenza palestinese. Persino quelli che rifiutano la violenza, che la vedono come immorale ed inutile, non possono fare a meno di capire come mai scoppia periodicamente. La domanda è perché non scoppia ancora più spesso.

Dalla domanda su chi ha iniziato tutto ciò a quella su chi è da condannare, il dito è giustamente puntato contro Israele, solo contro Israele. Non è che i palestinesi siano incolpevoli, ma la responsabilità principale ricade sulle spalle di Israele. Finché Israele non si libererà di questa colpa, non avrà ragioni per fare uno straccio di richiesta ai palestinesi. Ogni altra cosa è falsa propaganda.

Come ha scritto recentemente l’attivista palestinese di lunga data Hanan Ashrawi, i palestinesi sono l’unico popolo sulla terra a cui si chiede di garantire la sicurezza dell’occupante, mentre Israele è l’unico Paese al mondo che pretende protezione dalle sue vittime.

E come possiamo rispondere?

Come ha chiesto il presidente Mahmoud Abbas in un’intervista ad Haaretz: “Come vi aspettate che la piazza palestinese reagisse dopo che l’adolescente Mohammed Abu Khdeir è stato bruciato vivo [nel luglio 2014, dopo l’uccisione di tre giovani israeliani. N.d. tr.], l’incendio della casa dei Dawabsheh [nell’agosto 2015, in cui è morto carbonizzato un bambino di 18 mesi e, dopo qualche settimana, sono deceduti i suoi genitori. N.d.tr.] , le aggressioni dei coloni e gli attacchi contro le proprietà [palestinesi] sotto gli occhi dei soldati?”. E cos’abbiamo da rispondere?

Ai cento anni di spoliazione ed ai 50 anni di oppressione possiamo aggiungere gli ultimi anni, segnati dall’intollerabile arroganza israeliana che ci sta esplodendo ancora una volta in faccia.

Sono stati gli anni in cui Israele ha pensato di poter fare qualunque cosa senza pagarne il prezzo. Ha pensato che il ministro della Difesa [Moshe Ya’alon, del Likud, il partito di Netanyahu. N.d.tr.] potesse vantarsi di sapere l’identità degli assassini dei Dawabsheh senza arrestarli, e i palestinesi si sarebbero controllati. Ha pensato che quasi ogni settimana un ragazzo o adolescente potesse essere ucciso dai soldati e i palestinesi sarebbero rimasti tranquilli.

Ha pensato che i soldati israeliani potessero irrompere nelle case dei palestinesi ogni notte e terrorizzare, umiliare ed arrestare la gente. Che a centinaia potessero essere arrestati senza un’accusa. Che lo Shin Bet, il sevizio di sicurezza, potesse continuare a torturare i sospetti con metodi satanici.

Ha pensato che i prigionieri che fanno lo sciopero della fame e che sono stati liberati potessero essere riarrestati, spesso senza alcuna ragione. Che Israele potesse distruggere Gaza una volta ogni due o tre anni e che Gaza si sarebbe arresa e la Cisgiordania sarebbe rimasta tranquilla. Che l’opinione pubblica israeliana avrebbe applaudito tutto ciò, nella migliore delle ipotesi con sorrisi e nella peggiore con la richiesta di più sangue palestinese, con una sete che è difficile da comprendere. E i palestinesi lo avrebbero perdonato.

Tutto ciò potrebbe continuare ancora per molti anni. Perché?

Perchè Israele è più forte che mai e l’Occidente è indifferente e gli consente di scatenarsi come non mai. I palestinesi, nel contempo, sono deboli, divisi, isolati e colpiti come non mai dai tempi della Nakba. Così tutto ciò potrebbe continuare perché Israele lo può fare- e il popolo [israeliano] lo vuole. Nessuno potrà fermare ciò se non l’opinione pubblica internazionale, che Israele rifiuta in quanto anti-ebraica.

E non abbiamo detto niente in merito all’occupazione in quanto tale e l’incapacità di porvi termine. Siamo stanchi. Non abbiamo detto una parola sull’ingiustizia del 1948, che avrebbe dovuto finire allora e non continuata con ancor maggiore forza nel 1967 e continuata senza che se ne veda la fine. Non abbiamo parlato delle leggi internazionali, del diritto naturale e l’etica umana, che non può assolutamente accettare niente di simile.

Quando giovani uccidono coloni, lanciano bottiglie molotov contro i soldati e scagliano pietre contro gli israeliani, questo è il contesto. Ci vuole una buona dose di ottusità, ignoranza, nazionalismo e arroganza – o di tutto ciò insieme – per ignorare tutto ciò.

Versione originale:

Gideon Levy

Fonte: www.haaretz.com

Link: http://www.haaretz.com/opinion/.premium-1.679268?date=1445030525480

9.10.2015

Versione italiana:

Fonte: http://nena-news.it/

Link: http://nena-news.it/gideon-levy-persino-gandhi-capirebbe-la-violenza-palestinese/

12.10.2015

Traduzione a cura di Amedeo Rossi

Pubblicato da Davide

  • cardisem

    l’opinione pubblica internazionale, che Israele rifiuta in quanto anti-ebraica.
    —-
    Ancora qui, per quanto progressista, resta l’ebreo di sempre…
    La risposta l’ha data di recente Gilad Atzmon:

    «…E se il conflitto israelo-palestinese è davvero una guerra di religione,
    dobbiamo prendere in considerazione il cambiamento del nostro
    approccio. Piuttosto che impegnarsi in un attivismo cosmetico e gentile
    che fa sentire taluni ebrei a proprio agio, dobbiamo apertamente
    chiedere uno scioglimento pacifico dello Stato Ebraico. Questo elemento
    cancerogeno ha destabilizzato l’intero Medio Oriente [www.gilad.co.uk]
    ed è la più grande minaccia della pace nel mondo. Questo esperimento
    imperiale britannico deve essere condotto immediatamente al suo termine.» ( Fonte [civiumlibertas.blogspot.it]).

    … E più non dico…

  • zingaro

    Cosa può dire Gandhi della violenza dei palestinesi? Nulla! Visto che Israele li vuole sterminare.
    D’altronde, che ci si può aspettare dall’unico popolo che non ha un Dio, una religione?

  • Sigfrido_Mogherini

    Perché invece chi uccide per la causa araba, musulmana o palestinese deve sempre essere giustificato a prescindere da tutto? Ebrei e cristiani hanno le loro colpe ma non meno di loro ne hanno i musulmani eppure stigmatizzare questo non e’ considerato politicamente corretto. Perché? Putin, che e’ di gran lunga il politico di maggior caratura mondiale al giorno d’oggi, non si fa di questi problemi ed ha deciso di porre fine coi fatti e non con le parole alla folle esperienza dell’Isis, i cui tagliagole saranno finanziati ed addestrati  dalla cia, ma ricordatevi bene uccidono nel nome di Allah e in quella causa credono. Criminale e’ il pilota ebreo che sgancia le bombe sulle case di Gaza ma analogamente criminale e non martire e’ il kamikaze che si fa saltare in aria in mezzo a donne e bambini per portarne con se il maggior numero possibile. Una vita e’ una vita e non si puo’ pesarne il valore in base alla religione, cosi’ come un assassino resta tale independentemente dalle sue motivazioni. Israeliani e palestinesi non raggiungeranno mai un buon compromesso perché entrambi vogliono la distruzione dell’altro, inutile girarci intorno. Il guaio fu combinato nel 1948 con la complicita’ mondiale ed e’ un guaio cui non si puo’ porre ora rimedio. Esistono errori irreversibili e questo lo e’.

  • marcoferro

    il cancro del mondo è rappresentato da usa e israele. fa bene l’iran a volere la cancellazione di israele dalla faccia della terra. la fine giungerà per loro, presto.

  • giannis

    perché i palestinesi non riescono a dotarsi di armi potenti e devastanti ? possibile che nessuno glieli da ?

  • tosco

    Sigfrido, Sigfrido, parli come un nibelungo! Cosa c’entrano – dimmi – i tagliagole dell’ISIS (ISIL, Daech, IS, EI, AlQaida,Al Nusra, Boko Haram, Mujao, o come cavolo vuoi chiamarli, son sempre gli stessi mercenari) con l’Islam? Non scadere anche Tu nel demenziale sillogismo (forse di D.Pipes? non ricordo) che recitava più o meno "non tutti gli arabi ( o musulmani, per la mentalità comune poco cambia) sono terroristi, ma tutti i terroristi sono arabi", stiamo parlando (per IS e compagnia cantante) quantomeno di soggetti legati alla visione wahhabita che è la visione di una corrotta e selvaggia porzione tribale che fu ospite dei Saud ( e sponsorizzata allora dalla Gran Bretagna) e che per l’appunto in quella parte di Arabia ancora alligna, stiamo parlando di "alleati" secolari dell’imperialismo, prima europeo, adesso oltreatlantico. Quanto alla questione palestinese, Ti rimando ancora al "progressista" Pipes con un paio di sue frasette:  

    “The Palestinians
    are a miserable people…and they deserve to be.”

    “Israelis must be
    encouraged to defeat the
    Palestinians.”
    http://www.azquotes.com/author/11696-Daniel_Pipes [www.azquotes.com]

  • ohmygod

    articolo debkante e allora debko.
    dati i giorni sorvolo il 1948, il 1967 ,invece, l’avete pianificato proprio bene.
    complimenti disse il settimo.