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PERCHE' NON AMO IL PAPA PIACIONE

DI MASSIMO FINI
ilfattoquotidiano.it

E adesso ci tocca anche il Papa democratico, femminista, di sinistra e magari, chissà, antifascista. “Non sono mai stato di destra”. Da quando esistono queste due categorie, cioè dalla Rivoluzione francese, nessun Pontefice si era mai abbassato a tanto, a nominarle. E che significa “non sono mai stato di destra”? Forse che quel Cristo che ha sempre in bocca (povero Cristo), non del tutto legittimamente perché il cattolicesimo non coincide col cristianesimo, riserva una maggior misericordia a quelli di sinistra (il discorso naturalmente vale, a segno contrario, se avesse detto “non sono mai stato di sinistra”)? L’atteggiamento da “piacione”, cioè di uno che vuole piacere a tutti senza dispiacere nessuno, compresa la tambureggiante retorica della modestia, la sua (il massimo dell’immodestia), Bergoglio, intelligenza fine, da gesuita, non lo ha scelto a caso anche se magari ha assecondato un aspetto reale del suo carattere. Il significato profondo della viale intervista a Civiltà cattolica ce lo spiega in un pur contorto articolo sul Corriere della Sera (20/09) un cattolico doc come Vittorio Messori (cui, se lo conosco un po’, devono essersi torte le budella a far sue le “aperture” di Bergoglio): “È da questo desiderio di convertire il mondo intero, usando il miele ben più che l’aceto, che deriva una delle prospettive più convincenti fra quelle confidate dal Papa al confratello”. Siamo alle solite: all’evangelizzazione. Che muove da uno slancio di generosità (se io posseggo la Verità perché non farne partecipi anche gli altri?), ma è quel tipo di generosità, come certi favori non richiesti, che ti ricade in testa come una tegola.

Nell’evangelizzazione c’è infatti, in nuce, il vizio oscuro di tutta la storia dell’Occidente, il tentativo di reductio ad unum dell’intero esistente. L’evangelizzazione partorirà molti figli, apparentemente diversissimi.

Il primo sarà l’eurocentrismo, il colonialismo europeo che si basa, almeno a partire dal XV secolo, sulla distinzione fra culture “superiori” e “inferiori” e il dovere delle prime di portare la civiltà alle altre.
Il secondo figlio – anche se può apparir strano – sarà l’Illuminismo che a Dio sostituirà, assolutizzandola, la Dea Ragione. La Rivoluzione francese e le truppe napoleoniche si incaricheranno di esportare, sulla punta delle baionette, questa inedita “buona novella”.
Il terzo – il che può apparire ancora più strano – sarà la Rivoluzione sovietica che, sotto il manto del materialismo scientifico e dell’internazionalismo proletario, tenterà di ricondurre tutto il mondo sotto il suo modello (Trotsky: “La Rivoluzione o è permanente o non è”).
Il quarto, il più compiuto e realizzato, è il modello di tipo capitalista. La sua formidabile espansione si basa su una sorta di evangelizzazione mercantile e tecnologica che ha al suo fondo la convinzione che questo sia “il migliore dei mondi possibili”.

È in virtù di questa convinzione che ci siamo intromessi in tutte le altre culture, assimilandole o, quando non è stato possibile, togliendole brutalmente di mezzo. Dio ha preso le forme della ruspa. Quando Bergoglio afferma che “senza lavoro non c’è dignità” non so se si renda conto che così si inserisce, a pieno titolo, nonostante le parole su solidarietà e misericordia, in questo modello disumano. Un suo predecessore, un po’ più autorevole, San Paolo, che la Chiesa l’ha fondata, definiva il lavoro “uno spiacevole sudore della fronte”. Io non sono credente ma, pistola alla tempia, sto con Paolo non con Bergoglio.

Massimo Fini
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
27.09.2013

Pubblicato da Davide

  • Primadellesabbie

    Lo svolazzare basso delle prime righe mi ha fatto temere che questa volta, l’abitualmente ben fondata, verve polemica di Fini si accartocciasse in considerazioni da tavolo di canasta.

    Dal comparire della parola “evangelizzazione” si riscatta e, di seguito, compone la struttura per una sana discussione.

    Con considerazioni che qualcuno potrà considerare insolite se non addirittura arbitrarie, ma che sono dettate da una consequenzialità logica (e storica) che mi appare da sempre evidente, ma che forse non lo é per chi abbia scelto di vivacchiare in qualche schieramento rassicurante.

  • Fafnir

    Un articolo bttato là, senza la minima cognizione di causa.
    Francesco è molto noto in Argentina per essere tutto meno che “pacione”.
    Sull’evangelizzazione Fini, dato che non lo sa, “dimentica” di dire che i Gesuiti rappresentano un unicum assoluto vista la celebre e misteriosa esperienza delle Reducciones Paraguayane. Nessuno sa esattamente cosa succedesse in quelle parti di Paraguay governate dai padri ignaziani, e fonti sono o di parte (Gesiti stessi o loro nemici) o scrittori che parlavano per sentito dire.
    Ma è significativo che gli stessi enciclopedisti settecenteschi (notoriamente poco credenti) parlassero benissimo di quella originale esperienza di gestione politica secondo principi strettamente religiosi; ma soprattutto è significativo che gli Indios abbiano combattuto e si siano fatti uccidere per difendere le loro reducciones gesuite.
    I Gesuiti sono dei combattenti per i quali la Parola del Signore ha senso solo se verrà messa concretamente in atto qui in terra e quindi, un po’ furbescamente, Massimo Fini “dimentica” di raccontare le vere parole di Francesco in Sardegna, durante una preghiera improvvisata che ha recitato senza leggere dal foglio del discorso:
    “Signore Gesù, a te non è mai mancato il lavoro; insegnaci a lottare per il lavoro”
    Francesco andrà giudicato fra qualche anno, non adesso; certamente però in questi primi mesi non poteva fare meglio di così.

  • AlbertoConti

    Fa semplicemente il suo mestiere, come un ayatollah o un rabbino, e cioè promuovere il totalitarismo proprio della religione. In epoca di totalitarismo finanziario ci può anche stare, giocato tra finta contrapposizione e vera complementarietà, ma non potrà certo durare in eterno, come invece suggeriscono i dogmi fondativi. Anzi, siamo proprio agli sgoccioli.

  • ericvonmaan

    Fini, l’abbiamo capito tutti che è solo un cambio della strategìa di marketing… ma va in pensione Fini, và che è ora

  • ottavino

    Di solito condivido molti articoli di Fini, ma questo non la capisco. Non c’è niente di sbagliato nell’evangelizzazione (se non è forzata). Ognuno può “evangelizzare” quanto vuole, se ne ha la forza.
    Il problema è che le “evangelizzazioni” occidentali erano tutte sbagliate in quanto l’occidentale non capisce nulla. Ma questo non è un problema della chiesa o della destra o della sinistra.

  • ilsanto

    per ora c’è l’ultracapitalismo, i chicago boys, la concentrazione del potere e della ricchezza in mano a pochi, la fame per molti se non la morte, il cambiamento climatico, la fine delle risorse, la mafia, le guerre pilotate, la droga, la corruzione ed il Dio danaro. Magari sentire qualcosa di diverso potrebbe essere solo costruttivo, criticare a priori non mi sembra una grande idea

  • Quantum

    Nella storia dell’umanità non ho mai visto un’istituzione che promuovesse la crescita personale e spirituale dell’individuo, ma soprattutto la riduzione o fine del lavoro.

    Da sempre c’è stata schiavitù, e qualcuno che in un modo o nell’altro imponesse alle masse di lavorare. Anticamente i trucchi per ingannarli erano le religioni e la paura dell’ira di creature soprannaturali.

    Oggi il messaggio sull’obbligo di lavorare viene rigirato in nobilitante o dignitario.
    Ma il succo non cambia, i molti lavorano e producono beni tangibili e i pochi li sfruttano e si appropriano del frutto del loro lavoro. Arricchendosi sulla loro fatica.

    Il messaggio del Papa non poteva essere diverso: “senza lavoro non c’è dignità”. Dimostrando ancora di chi faccia il gioco questa istituzione.

    Ma l’automazione spinta sta rendendo tutti disoccupati ed incapaci di comprare i beni che questi robot costruiscono. Non ci sarà lavoro per tutti in futuro, e secondo questo Papa il mondo si riempirà di gente senza “dignità” che devono cercarsi e/o a cui si deve fornire un lavoro…

    Ormai non si può più prescindere dal lavoro, e che non ce ne sarà per tutti.
    Io spero che non prevalgano idee malsane di nuove guerre o di genocidi, o riduzione della popolazione più o meno velata (avvelenamenti con vaccini, cibo, e vari mezzi).
    Non si capisce perché non si possano ridurre le ore di lavoro (anche a 24 a settimana) perché si lavori tutti, ma nel contempo si aumenti il potere d’acquisto dei salari perché le 24 ore permettano una vita dignitosa.

    Certo non so quanto un così alto numero di ore di tempo libero piaccia ad un’istituzione come la chiesa che teme l’introspezione e la possibilità di crescita spirituale di una popolazione che finché viene tenuta impegnata dal lavoro e distratta dai mass media, non ha avuto questa possibilità.
    Perché la crescita spirituale porterà inevitabilmente a porsi molte domande e relativi dubbi su queste religioni organizzate strumento di distrazione dalla vera natura umana… Un essere spirituale col compito di vivere un’esperienza terrena che faccia compiere un’evoluzione (o fornisca conoscenza) alla sua componente spirituale.

  • Tashtego

    Dunque, ci sono i fatti e ci son le chiacchiere. Per ora ho notato un fatto enorme: Papa Francesco si è opposto in maniera perentoria ed inequivocabile (non il solito “volemose bene” dei suoi timidi predecessori) alla guerra in Siria voluta dall’elite mafioso-finanziaria mondiale. E l’ha fatto in un momento in cui la bestia aveva già annusato il sangue della preda. Bergoglio si è opposto duramente, Putin si è opposto duramente (guarda caso quello che difende la famiglia tradizionale e viene continuamente bersagliato dalle comunità gaie del mondo). Qualcosa si sta coagulando intorno ai valori tradizionali e forse questo è un evento imprevisto per i distruttori di società…

  • antsr

    A me sembra che questo papa da molto laici che lo definiscono “pacione” portatore di un “falso movimento” etc. e nella curia vaticana dove ci sono già vari cardinali tradizionalisti sta troppo sullo stomaco. Sarà x il suo modo nuovo di proporsi che pone a disagio laici e religiosi atei e cattolici, ma anche cristiani. In quest’articolo Fini lascia capire che è uno di questi aggiungendo inoltre, una sua grassa ignoranza sulla chiesa, sulla compagnia di gesù e sullo specifico uomo Bergoglio. Prima di sentenziare bisogna studiare rivedere se tocca qualcosa in noi che davamo x scontato.

  • glo

    Magnifico commento. Sottoscrivo.

  • Primadellesabbie

    “…Da sempre c’è stata schiavitù, e qualcuno che in un modo o nell’altro imponesse alle masse di lavorare…”

    Escludo l’intenzione polemica, ma ti risulta che i Pellerossa o i Pigmei (per fare due esempi) che i sudafricani stanno provvedendo ad estinguere proprio di questi tempi, praticassero la schiavitù o sfruttassero il lavoro di qualcuno ?

  • Quantum

    Hai ragione, avrei dovuto scrivere nella storia delle “civiltà”, ossia dopo l’abbandono delle società tribali…

  • Primadellesabbie

    Ti propongo “dal sorgere di società complesse”, perché le caratteristiche di quella che noi definiamo civiltà sono presenti anche in molte società tribali.

    Comunque credo che ci siamo capiti, abbi pazienza per il rilievo.