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PERCHE' LA NATO FA STALKING SUI NOSTRI FIGLI A SCUOLA ?

DI TONY GOSLING
rt.com

In Occidente la tecnocrazia sta lentamente rimpiazzando la democrazia. In paesi strozzati dal debito come Italia, Grecia e Spagna, nessun politico osa pigiare il tasto di ripristino. In questo modo il debito anaconda conduce lentamente a una morte inesorabile.
Dal momento che i nostri rappresentanti politici non hanno la spina dorsale per ingoiare questo rospo, le elezioni sono oramai diventate una farsa. I mercati finanziari e gli oscuri gnomi di Zurigo hanno cominciato a scegliere i nostri leader politici.
Ma questi tecnocrati, strozzini e simpatizzanti della Goldman Sachs, sono soltanto un tentacolo di questa piovra che sta venendo fuori quale vero potere del mondo occidentale. Meno note sono le compagnie che detengono brevetti di valore e che, come prestigiatori, producono e immettono sul mercato nuovi sfavillanti dispositivi scientifici. Questa è la tecnologia che in mano pubbliche dovrebbe averci ormai liberato da tutto il lavoro faticoso e regalarci più tempo libero, ma invece in mano a privati sta facendo esattamente l’opposto.

Quando i nostri deputati, giornalisti e avvocati memorizzano i dati della loro rubrica telefonica usando un servizio di sincronizzazione, o fanno un backup di documenti su “The Cloud”, non hanno nessuna idea dove vada a finire il loro prezioso lavoro. Condividono i loro dati senza pensarci troppo con aziende che potrebbero tranquillamente copiarli, rivenderli a terzi o perfino corromperli prima di rifarglieli avere.
Questi tecnocrati della “rivoluzione digitale” hanno dei progetti per i prossimi decenni. Rubano terreno ai governi eletti usando la “riservatezza commerciale” per tenere all’oscuro la stampa, i politici e il pubblico. Nell’era della sorveglianza di massa e della “comunicazione a strascico”, essi possono acquistare le informazioni per sapere ciò che i politici eletti stanno per fare, o perfino quello che hanno intensione di fare e versare così vaste risorse in contromosse.

Tecnocrati allo scoperto

La copertina di questa settimana della rivista Autoweek Magazine è un caso emblematico: “Chi è al controllo della tua automobile? Il Governo e gli enti privati adesso possono controllare a distanza la tua auto”. Davanti a questa faccenda si pongono tantissime domande sull’affidabilità e capacità di hackeraggio dell’Audi, Toyota, Mercedes e altri veicoli computerizzati. Chi è responsabile per la morte o lesioni se il computer di bordo di una Toyota si blocca causando “un’accelerazione involontaria?” L’amministratore delegato della Toyota? Il programmatore? Chi?

Michael Hastings, giornalista investigativo pluripremiato, è morto tra le fiamme nelle prime ore del mattino di martedì 18 giugno 2013 a Los Angeles mentre guidava una Mercedes del 2013. La notte della sua morte era andato a trovare la sua amica, Jordana Thigpen, per chiederle di prestargli la sua Volvo, poiché credeva che la sua Mercedes C250 fosse stata manomessa.

Secondo sua moglie, Elise Jordon, Michael aveva cominciato a indagare la “nuova guerra alla stampa” del direttore della CIA, John Brennan. Facendo eco allo scandalo Watergate, Hastings ha espresso la sua convinzione secondo la quale la CIA, con o senza autorizzazione, abbia iniziato a usare sofisticate tecniche militari di guerra psicologica contro i giornalisti e politici della nazione.

Anche l’ex coordinatore statunitense per la sicurezza, la protezione delle infrastrutture e il terrorismo, Richard Clarke, ha avuto delle considerazioni nel dire che un tale incidente stradale era coerente con un attacco informatico all’auto. Si crede che, come gli infarti, questi incidenti ai freni a Boston siano i preferiti dal crimine organizzato e dai servizi di intelligence, dal momento che sono così facili da spacciare come “incidenti sfortunati”.

Il nostro sistema giudiziario, la polizia e i nostri giornalisti investigativi non sono capaci di capire la tecnologia complessa, sensibile all’andamento del commercio, per non parlare della raccolta di prove, sufficienti da poter decidere se questi eventi disastrosi siano incidenti…o assassini. Perciò se la morte di Michael Hastings non significa altro, dovrebbe essere un segno forte e chiaro che dobbiamo raccogliere o guardare le nostre libertà andare in frantumi.

Tecnocrati nelle nostre scuole

Più una tecnologia è poco visibile più è alta la probabilità che rimanga non regolamentata e più sono giovani quelli che la testano, più è probabile che chi la utilizzi, l’accetti senza porsi troppe domande in quanto cool e moda del momento. Le scuole devono quindi essere particolarmente vigili, assicurandosi che i “miglioramenti” tecnologici siano realmente necessari e i test non siano semplicemente esche commerciali per permettere ai tecnocrati di mettere il loro zampino delle aule.

Una delle ultimissime tecnologie segrete meno comprese e praticamente non regolamentate è il chip RFID, Radio Frequency Identifcation. [identificazione a radio frequenza, ndt] Si tratta di piccoli “trasponder” wireless a circuito stampato, usati perlopiù per tracciare i movimenti in magazzino, sebbene siano in aumento per quanto riguarda il pagamento tramite carte di credito contactless [senza contatto, ndt]. Questi chip sono elettricamente attivi per anni, alcuni di essi per tempo indefinito e rispondono ai ping radio con il loro ping in cui sono riportate la loro identità e la loro posizione.

Il governo britannico ha eseguito la scansioni degli iridi, del riconoscimento facciale, dell’impronta del dito e del palmo – in una parola la “biometria” – di scolari con il consenso dei genitori nel settembre 2013, con la tutela del Protection Freedom Act. Le scuole che desiderano automatizzare i sistemi d’ingresso, il servizio mensa e il sistema bibliotecario, se prima punivano quei bambini che rifiutano di partecipare, adesso stanno trovando molti più rifiuti da parte di questi ultimi.

Purtroppo però, la RFID è pronta a subentrare quando la biometria viene abbandonata. Dal 2010 al febbraio 2013 il West Cheshire College vicino Liverpool ha dato a tutti i suoi studenti dei cartellini da indossare con dei chip compatibili 433 MHz. Questi cartellini non solo permettono agli studenti di usufruire dei servizi, come era stato detto loro, ma con dei sensori in tutta la scuola permette al corpo docenti e altri di tracciare i movimenti degli studenti nel campus come dei puntini da seguire sullo schermo.

Nel febbraio 2013, nello stesso giorno in cui un giornale chiamò il preside della West Cheshire per porgli delle domande riguardo alla faccenda, lo Zebra (fornitore dei chip RFID, ndt) e lo stesso West Cheshire College hanno eliminato immediatamente i sensori RFID, i cartellini e tutta l’attrezzatura. Da quel che si dice, furono ricollocati subito dopo per tener traccia di un numeroso bestiame.

Rilevatori RFID nascosti dalla NATO

La risposta concitata dello Zebra è meno straordinaria anche se si considera l’evidenza che i cartellini che i bambini dovevano indossare non erano rintracciabili soltanto dallo Zebra e dal West Cheshire College, ma anche dai militari. La NATO ha un sistema RFID riservato chiamato “In Transit Visibility Network” con sensori 433 MHz sparsi in tutto il nord America e l’Europa occidentale designata per tenere d’occhio le munizioni, i serbatoi e altri armamenti quando si spostano da un posto all’altro.

Anche se la NATO ha tutto il diritto di tener d’occhio il loro equipaggiamento, non dovrebbe impostare un network che può seguire le nostre auto segretamente, (molte delle quali vengono ora microchippate durante la fabbricazione) così come i nostri telefoni, le nostre carte di credito e i nostri figli quando durante il giorno vanno in giro innocentemente.

Senza chiedere a nessun giudice, giuria, politico od ospite di un talk show, la NATO e i loro amici tecnocrati dell’industria militare stanno trasformando ogni singolo essere umano, che loro dovrebbero proteggere, in un sospetto criminale. Piuttosto che una rivoluzione digitale la loro idea è quella di una gabbia digitale. Mai gli incubi malati dei tiranni sono stati così vicini all’essersi realizzati come nella loro immaginazione.

Il mondo civilizzato adesso deve bloccare i veicoli computerizzati e questa tecnologia RFID, renderla soggetta al consenso del singolo e dei genitori, così come ha fatto la Gran Bretagna con la biometria. E faremmo meglio ad agire in fretta prima che le nostre scuole e le nostre strade diventino prigioni digitali e i nostri figli siano seguiti dai militari ovunque vadano.

Tony Gosling
Fonte: http://rt.com
Link: http://rt.com/op-edge/nato-europe-hacking-digital-devices-376/

19.10.2013

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SIMONE CATANIA

Pubblicato da Davide

  • No_Fear87

    Dobbiamo assolutamente chiedere che il diritto alla privacy, sia un diritto inalienabile, nella carta dei diritti umani.

  • puntoaccapo
  • Gariznator

    I diritti inalienabili sono solo quelli per cui sei disposto a morire, la carta dei diritti umani è solo carta da culo con un nome altisonante… Anzi la carta dei diritti umani è uno strumento di quelli che i diritti umani non li riconoscono proprio… Io preferirei che ci fosse una carta dei doveri umani. Qui in occidente pensiamo ai diritti confondendoli con i desideri, come bambini. Indubbiamente ci sarebbe molto più utile una carta dei doveri perchè se fosse un dovere rispettare il prossimo (con sanzioni per chi non lo rispetta chiaramente) non servirebbe nemmeno la carta dei diritti umani. Vuoi il diritto alla privacy? Butta lo smartphone, elimina internet, non portarti mai appresso il cellulare, paga solo in contanti oppure scavati un buco e vai a vivere là. Spera solo di non trovare nulla di valore nelle operazioni di scavo perchè altrimenti sei fregato.