Home / ComeDonChisciotte / PERCHE' LA GRECIA STA LETTERALMENTE MORENDO DALLA VOGLIA DI USCIRE DALL'EURO
14911-thumb.jpg

PERCHE' LA GRECIA STA LETTERALMENTE MORENDO DALLA VOGLIA DI USCIRE DALL'EURO

DI IAN BIRRELL

dailymail.co.uk

Neonati tenuti in ostaggio per le spese del parto non pagate, barellieri come paramedici, 19 sterline su 20 di spesa tagliate: Un resoconto bruciante dagli insanguinati ospedali Ateniesi ci mostra come la Grecia sta letteralmente ‘’morendo’’ dalla voglia di abbandonare l’euro

Come muore una nazione ? Questa settimana, negli ospedali sotto assedio di Atene, ho potuto intuire la scioccante risposta a questa domanda. Muore quando migliaia di persone sono lasciate morire soltanto perchè lo Stato non può permettersi di curarle.

Al Reichstag di Berlino si dice ormai chiaro e tondo che la Merkel è disponibile a discutere della possibilità di uscita dall’euro, consentire il “Grexit” e lasciare la Grecia libera dal peso del suo colossale debito europeo, fatto che potrebbe avere grandi conseguenze di portata mondiale.

Allo scopo di ripagare questo debito la Grecia è stata letteralmente bastonata con misure di austerità che rendono le lamentele del partito Labour inglese sui tagli decisi da George Osborne uno scherzo.

Non si potrebbe trovare metafora migliore per parlare dello stato di salute di una Nazione che il suo sistema sanitario. Ed è soltanto quando assisti con i tuoi occhi agli orrori nei quali si contorce il sistema sanitario nazionale greco che realizzi quanto sarebbe folle, per questa nazione un tempo fiera continuare con lo stato attuale delle cose. Se fosse il vostro Stato, vedere queste cose vi farebbe piangere dal dolore e dalla vergogna.

Nelle corsie ospedaliere sovraccariche di pazienti, ho visto e mi è stato riferito di bambini tenuti in ostaggio in attesa del pagamento delle spese del parto, pazienti in punto di morte lasciati senza assistenza; barellieri mandati allo sbaraglio come paramedici, pazienti che devono portarsi le lenzuola da casa, freni di vecchissime ambulanze che si rompono in corsa, strutture sanitarie prive di medicine e bendaggi.

Alcune strutture sono state chiuse del tutto e il personale gravemente ridotto semplicemente perchè non c’erano più i soldi per pagarlo. Cinque anni fa la Grecia spendeva 13 miliardi di sterline per la salute dei suoi 11 milioni di cittadini, cifra superiore alla media Europea. Al momento ne spende circa la metà. Ma c’è di peggio: nei primi quattro mesi di quest’anno i 140 ospedali statali hanno ricevuto soltanto 31 milioni, una riduzione del 94% rispetto all’anno precedente.

E per rendere il quadro ancora più oscuro, tutte le riserve di bilancio delle strutture pubbliche sono state trattenute dal Governo nella sua disperata rincorsa per pagare i dipendenti pubblici ed il debito estero.

Le stime sostengono una scioccante caduta pari a 3 anni dell’aspettativa di vita media dei Greci, dopo soltanto 5 anni dall’inizio del crack della sua economia. Se il dato fosse confermato sarebbe qualcosa senza precedenti nell’Europa moderna.

E le singole storie delle persone sono pietose, al limite del macabro.

Ho incontrato Kostas, un cameriere di 37 anni di Corfù che camminava sulla strada verso l’ospedale, faticando a spingere una sedia a rotelle rotta, rattoppata alla buona con un po’ di nastro adesivo. Il suo sforzo reso più faticoso dal fatto di portarsi sottobraccio un oggetto ingombrante avvolto in stoffa nera.

Mi ha detto che dopo un grave incidente in moto hanno dovuto amputargli la gamba destra. Dovrebbe essere ancora ricoverato all’ospedale, mi ha spiegato, ma i letti non bastavano; ha provato a protestare ma hanno insistito che doveva andarsene. “Mi hanno detto soltanto adesso vattene a casa”, “Ho paura perchè non ho i soldi per sopravvivere”.

Mentre si spingeva a fatica avanti, gli ho chiesto cosa aveva nell’involucro nero, “la mia gamba” mi ha risposto, aprendo l’involto per mostrarmi la sua protesi.

Nei diversi ospedali che ho visitato nella capitale, praticamente ogni dottore, ogni infermiera e ogni autista di ambulanze avevano per me storie terrificanti che descrivono un sistema a meno di un passo dal collasso totale.

“Qui non siamo più in Europa” mi ha detto un chirurgo con amarezza.

La crisi è diventata grave al punto che l’associazione umanitaria Medici senza frontiere sta preparando un piano d’azione per intervenire nel paese qualora la situazione si aggravasse ulteriormente, piano del tutto simile a quelli che si mettono in atto nelle peggiori zone di guerra al mondo.

“E’ una zona di guerra senza i proiettili che volano” mi ha detto un lavoratore di una associazione di carità intervistato: “Di questo passo il sistema di assistenza sanitaria collasserà completamente”.

Mentre il nuovo Governo di sinistra è impegnato a cincischiare sulle condizioni di un altro bailout finora lo stesso, aldilà dei proclami, non ha fatto nulla per il sistema sanitario se non qualche blando tentativo di estendere l’accesso alle cure.

Per vederne le conseguenze tragiche basta ad esempio visitare l’ospedale Nikaia, presso il porto del Pireo, dove uno sparuto gruppo di personale notturno fa fatica a stare dietro alle interminabili urgenze di pronto soccorso.

Una anziana signora con un contegno funereo lasciata immobile e sola su una barella nel corridoio, abbandonata lì per le intere quattro ore che ho passato all’ospedale perchè non aveva parenti che potessero insistere per trovargli un angolo più dignitoso.

Altri cinque pazienti anziani in barella, due con dolori visibilmente atroci, uno col il collare ortopedico ammassati in mezzo ad altri pazienti con fratture facciali, escoriazioni e arti fratturati aiutati da parenti. A un certo punto entra la polizia scortando un progioniero incatenato e coperto di sangue.

La figlia di una signora ottantaquattrenne avvolta in agonia dentro una coperta mi dice che sono lì che aspettano da quattro ore, le carenze di staff la forzano a trascinarsi la madre per eseguire i raggi X o i test del sangue quando arriva il suo turno. “Gli ospedali greci sono l’inferno”, mi disse.

Un altro uomo che accompagnava il cognato affetto da Alzheimer e con dolori di stomaco acuti mi ha detto che il sistema è odioso.

“Mi montano la rabbia e la tristezza quando vedo cose così”, ha detto, aggiungendo che il padre ha avuto un infarto a Creta e dopo 8 ore che l’ambulanza ancora non arrivava fu costretto a prendere un taxi per attraversare tutta l’isola pagandolo 108 sterline.

Un’altra donna cercava di intubare da sola la madre per alimentarla. Un’altra veniva spinta fuori nell’angoscia dicendole che non c’era posto. Poi, mentre avevo appena iniziato a parlare con un consulente è arrivato un paramedico gridandogli di correre a intervenire per medicare una donna pesantemente percossa con ferite gravi alla testa.

Panos Papanikolau, un esperto neurochirurgo, mi ha detto che a causa delle carenze di personale dovute a un congelamento ormai quadriennale delle assunzioni l’ospedale, stracarico di lavoro, era in grado di mantenere operative solo 5 sale operatorie sulle 11 disponibili. La carenza peggiore è nel numero di infermiere, soltanto 450 rimaste, 300 in meno del necessario.

E dal momento che le infermiere rimaste avevano da tempo diritto alle ferie, sempre procrastinate, solo 3 sale operatorie saranno funzionali nei 2 mesi a venire, poi nessuna eccetto che una per le estreme urgenze in Agosto, mese del picco turistico.

“La decisione di bloccare tutte le assunzioni di personale sanitario è un atto criminale per come la vedo io”, ha detto Papanikolau.

“I Medici internisti sostengono che circa 2000 persone all’anno tra i pazienti sotto cure intensive che non dovrebbero morire muoiono a causa di questa situazione”.

Le Infermiere mi hanno detto che non c’erano più lenzuola e i pazienti devono portarsele da casa; la notte devono mettere panni di stoffa o materassini sopra i letti in caso che i pazienti sanguinano o sono incontinenti perchè non ci sono rimpiazzi.

In una corsia hanno fatto una colletta per comprare un misuratore della pressione ed i termometri a causa delle carenze di mezzi. Le paghe tagliate di un terzo mentre la pressione ed il carico di lavoro continuano a salire dimostrano l’eroismo del personale sanitario che soffre per mantenere un minimo di servizio in funzione.

Ho trovato Panayota Conti, 35, unica infermiera di servizio la notte per 20 pazienti in degenza al reparto di urologia chirurgica, nove dei quali avevano passato il tavolo operatorio quel giorno stesso.

“Troppo spesso troppe persone hanno bisogno nello stesso momento e sono costretta a decidere chi devo aiutare e lasciare gli altri senza soccorso”, ha detto, “i pazienti mi capiscono ma in ogni caso continuano a non ricevere l’attenzione che dovrebbero”.

O, come mi ha detto un’altra infermiera: “capita che ci sono due persone che stanno morendo e arriviamo ad aiutarne solo una. Il livello di gravità è questo”.

Quando ho chiesto come ci si sente a lavorare in queste condizioni, l’infermiera Conti mi ha detto che vorrebbe buttarsi dalla finestra certe volte e poi ha aggiunto: “l’unico modo è amare questo lavoro”. Mi ha detto che sette dei suoi colleghi che prima lavoravano in questo ospedale, 2 dottori e 5 infermiere, erano così depressi che hanno deciso di trasferirsi in Inghilterra. Un cardiochirurgo mi ha detto che sono 59 i cardiochirurgi Greci emigrati per lavorare per il servizio sanitario nazionale del Regno Unito.

In seguito ho parlato con un autista di ambulanza che mi ha raccontato come di recente i freni della sua ambulanza, vecchia di 11 anni, hanno smesso di funzionare in corsa, mentre correva per portare all’ospedale la vittima di un incidente stradale. E’ riuscito ad evitare di schiantarsi soltanto distruggendo la scatola del cambio, “abbiamo sempre incidenti con questi veicoli” ha detto, “ma almeno i pazienti che riescono ad arrivare in ambulanza ricevono trattamento prioritario”.

Ci sono stati persino casi recenti di ospedali che non potevano comprare la benzina per le ambulanze, persino antidolorifici per i pazienti. In un altro reparto un altro autista d’ambulanze mi ha confessato che era soltanto un barelliere, poi gli hanno dato 15 giorni di “addestramento” e lo hanno mandato come paramedico ad affrontare gli incidenti più gravi. “E’ folle”, ha detto, “non abbiamo nessuna preparazione adeguata”.

Tra le vittime che pagano il prezzo più alto ci sono i pazienti affetti da cancro, che possono aspettare fino a quattro mesi per una diagnosi e 6 mesi per trattamenti decisivi. Rappresentanti sindacali ad Agios Savvas, Atene, il più grande centro oncologico in Grecia, mi hanno detto che il personale è ormai meno della metà di quello che servirebbe a funzionare.

“Se ti chiedono di aspettare 6 mesi prima di potere iniziare una radioterapia ormai non ha più senso fare niente, o muori direttamente o comunque il cancro ha raggiunto uno stadio così avanzato che la terapia non serve più a nulla”, mi dice Petros Athanasiades, un radiografo.

Dopo aver assistito a un paziente che stava per morire perchè aveva perso il lavoro, e con il lavoro il diritto alle cure, il cardiologo George Vichas ha messo in piedi 39 cliniche popolari gestite da volontari.

Il consulente mi ha pure riferito che hanno riscontrato ben 5 casi nei reparti maternità di bambini appena nati tenuti in ostaggio in reparto finchè i genitori non tornavano a saldare il conto. “Siamo al collasso completo della sanità statale”, mi ha detto.

Come si può arrivare a questo punto? E cosa vuol dire per il futuro della Grecia come paese dell’eurozona, e dell’intera eurozona? Prima del crack, il sistema sanitario Greco era inefficiente, gestito male e corrotto come tutto il resto del settore pubblico, ma nonostante tutto aveva personale ben qualificato e vantava uno dei sistemi di sanità pubblica più ampi al mondo.

Ma dopo che la crisi ha colpito e i creditori internazionali hanno intimato alla Grecia di tagliare i costi, nuove leggi sui diritti alle cure e la disoccupazione crescente hanno fatto schizzare il numero di persone senza diritto all’assistenza medica da 500.000 a 2,5 milioni.

L’aumento della disoccupazione e il crollo delle stato del servizio sanitario hanno portato all’insaprirsi di tutti problemi, dal diabete alle depressioni, dipendenza dalla droga, problemi cardiaci, HIV e tubercolosi. Sia la mortalità infantile che il numero di suicidi sono aumentati di netto.

Allo stesso tempo, i pazienti non potendosi permettere più cure private hanno affollato il servizio pubblico, appesantendo il carico assistenziale dello Stato, posticipando comunque la necessità di cercare cure e lasciando che i loro mali peggiorano per i costi elevati di specialisti e farmaci, molti dei quali ottenibili soltanto con pagamenti sottobanco, anche nel settore pubblico.

L’UE e l’Eurozona erano progetti immaginati come modi di avvicinare tra loro gli Stati Europei, ma al contrario hanno generato solo povertà e decadenza ed hanno inasprito le divisioni.

Nonostante tutta questa evidenza gli Zeloti dell’euro chiedono più austerità, mentre l’ultimo set di politici greci sembra tanto incapace di trovare una via di uscita alla crisi quanto i loro infausti predecessori. Il paese e la sua sfortunata popolazione sono in trappola tra molti anni ancora di lenta stagnazione o lo schock netto di una uscita dall’euro. Non c’è da stupirsi se la seconda ipotesi sembra sempre di più la più appetibile.

E’ facile vedere come una Grecia che dichiara default, su parte o sul totale del debito, che ammonta a 320 miliardi di euro è una possibilità temuta in Europa: potrebbe scatenare un effetto domino, con Portogallo e Spagna a seguire, che potrebbe mettere la parola fine al “sogno” dell’euro.

Inizialmente la crisi greca si inasprirebbe, ma poi senza più debiti da ripagare, la Grecia potrebbe ritrovarsi a amministrare un avanzo di bilancio, una volta fuori dall’euro. Se non altro sarebbe una calamita per grossi investimenti esteri, il suo export ne gioverebbe e potrebbe iniziare a ricostruirsi.

Potrebbe insomma, finalmente essere in grado di fare proprio ciò che definisce il compito di una Nazione moderna: potrebbe curare i mali della sua gente.

In ultima analisi, la rinascita della Grecia potrebbe coincidere con la morte del “sogno” europeo originario.

Ian Birrell

Fonte: www.dailymail.co.uk

Link: http://www.dailymail.co.uk/debate/article-3123060/Babies-held-hostage-medical-fees-porters-paramedics-19-20-cut-searing-despatch-Athens-s-blood-soaked-hospitals-shows-Greece-literally-dying-leave-Euro.html?ito=social-twitter_mailonline

23.06.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CONZI

Pubblicato da Davide

  • IVANOE

    …non succede solo in grecia credetemi succede anche in italia e vi parlo per esperienza personale…mia madre anziana e malata abbandonata per 7 giorni al pronto soccorso… in un caos surreale da ospedale ta terzo mondo e siamo a Roma in un grandissimo ospedale… siamo stati costretti a riportarla a casa…
    Sono stanco di sentire parlare solo della grecia !!! Siamo anche noi nelle stesse condizioni…e marino continua a rimanere sindaco di roma… non vorrei che con la scusa della grecia, l’italia passa in secondo piano e alla fine gli aiuti arrivano tutti alla grecia ed  a noi niente…

  • FlavioBosio

    In compenso trovano i soldi per..

    16/06/201509: 109
    Dopo figlie non sposate, PENSIONI anche ai figli non sposati!

    D’ora in poi i figli dei dipendenti pubblici, delle forze armate potranno ricevere gratuitamente la pensione   dal loro defunto padre in età adulta, basta non essere sposati!
    Il diritto di ricevere una pensione in seguito alla morte del padre dipendente pubblico (o in pensione), ufficiale, militari, etc. l’avranno  ora  anche i figli non sposati dopo le figlie non sposate.

    (traduzione via Google)
    Come deciso dalla Corte dei Conti e rivela il giornale Etnhos, ‘tenuto conto delle moderne condizioni socio-economiche, procedendo per simulare appieno le condizioni in cui i  figli ( maschi o femmine) possono ora ricevere una pensione per la morte dei  loro genitori   “.

    D’ora in poi i figli dei dipendenti pubblici, ecc militari, Possono ricevere disegno libero dal titolo dal loro defunto padre anche in età adulta o dopo aver completato l’anno 22 o il 24 (se studiano  ) fintanto che rimangono celibi.

    Così, sarà fornito l’unico criterio per ricevere la pensione che non si è sposato (come, ad esempio, solo previsto per le donne), mentre vengono considerati incostituzionali i diversi criteri aggiuntivi ,che erano validi fin ora e applicabili   solo per gli uomini come inabile al lavoro del 50%, prosegueimendo gli studi (fino all’anno 22 o il 24), ecc

    La terza sezione della Corte dei Conti (SA) con il Vice presidente  Ioannh karabokyrh  ha accettato all’unanimità l’appello del figlio di un militare deceduto, a cui ha smesso di fornire la pensione per il fatto che ha completato i suoi studi post-laurea. L ES ha stabilito all’unanimità (con la partecipazione di due donne) che la legislazione vigente  e anticostituzionale(per gli uomini)  e che dovrebbe prendere un unico criterio, il celibato, così come le donne.

    Che vadano tutti a fare in culo!!!

  • FlavioBosio

    Ma i soldi per pagare 10.000€/mese un magistrato ci sono e pure 105.564,17 euro per rifare il bagno di una prefettura si trovano, si trovano miliardi per fare la TAV, l’EXPO o per migliaia di finti investimenti pubblici ed il mantenimento di enti inutili.


    Mantenere i parassiti costa… 
  • Penta

    E sei sicuro che in Grecia non sia la stessa cosa?
    Se invece della Grecia fosse l’Italia cosa diresti?
    Tedeschi &c. dateci i soldi perché vogliamo continuare a mantenere i nostri parassiti?

  • GioCo

    Aahh, che disastro, da dove iniziamo?! Per esempio da Bauman con il suo ottimo "Vite da Scarto".
    "[…] essere condannati alla patumiera, è l’unica prova di bruttezza che occorra" [pg.148]
    Libro leggero, veloce, scorre come il rosolio, ma non fa di certo ridere, come invece riesce Zuliani con il suo ottimo "La Storia la fanno gli Idioti", libercolo di 117 pagine scritte per orbi e bimbi minchia, ma molto più sofisticato di quanto può dirci la lettura superficiale.
    Dieci storie realmente accadute drammatiche e vere, romanzate per ridere, ma non per questo meno inquietanti. Come quella delle forze speciali che invadono Disneyland o della USS Wiliam D. Porter un incrociatore che nella seconda guerra riesce (tra le altre cose) ad affondare la corazzata con su il capitano della flotta americana in piena battaglia con i nipponici.
    Non potrei mai dire qualcosa che non suoni come privo di rispetto, per la massa sterminata di poveracci che pagano un debito tremendo, quello di vivere nell’inferno della moderna civilità tecnofrenica, nei luoghi dove è nata l’idea stessa di inferno, le discariche delle prime civiltà storiche.

    Una civiltà infernale che vive dei succhi mefistofeici delle prorpire scorie, ma con un senso deprivatorio così profondo da annullare il suo stesso genetico significato infernale. Penso che se fossimo morti e in grado di guardarci per come siamo adesso, potremmo solo sprofondare in una vergogna abissale o iniziare a ridere senza freni di noi stessi e della nostra miserabile idiozia, tanto grezza da far sembrare una parodia dei Monty Python accademicamente seria.
    Ma mettiamo che l’europa inizi a migrare per fare vancanza-studio e doni ogni cosa per sostenere nel concreto i Greci e ogni altra istanza mondiale deprivata. Mettiamo che questa paradossale fantasia possa concretizzarsi, quanto misurerebbe adesso la disperazione dei Greci? Quanto quella del suo Governo? Quando quella nostra nel vederli sprofondare per chiederci se ci salveremo dalla giostra, se troveremo una sedia quando la musica si fermerà di nuovo o rimarremo anche noi in piedi?
    Ma se sta fantasia fosse un esercizio che ci portasse dove abbiamo portato la miseria, dove i nostri ca%%o di preziosi iPod hanno ridotto in macerie ogni futuro desiderabile, quanta voglia avremo di digitare freneticamente su queste macchinette infernali? Quanto le sapremmo desiderabili? Quanto silenzio riuscirebbero a fare gli esegeti che sproloquiano cose tipo "basta sapere come usarla la tecnologia, non bisogna saperla per forza malvagia", senza minimanente sapere di cosa parlano?
    Certo pure un kalashnikov "basta sapere come usarlo" per non farsi male, per esempio scarico e come attaccapanni, ma questo significa che ha senso riempirsi la casa di kalashnikov?
    Il mezzo non è secondario al suo uso, al motivo per cui arriva nelle mie mani e all’idea che lo accompagna di ciò che posso farne! Non devo accettare obbligatoriamente il Co2, il benzene o l’acido L-ascorbico, perché me lo impone la modernità e il mercato, perchè sennò l’industria non vive, se sono io con le mie scelte che me lo auto-impongo, se so di essere soggetto attivo del mio esistere!
    E’ chiaro che ci vuole uno sforzo titanico per uscire dall’impero della passività organica della coscienza, del "vi dovete abituare alla nausea della modernità", delle soluzioni che servono a perpetrare e posticipare il conto dei disastri smisurati già provocati. Se faccio un disastro della mia camera da letto dopo un festino notturno, incrostandola di urina, feci e vomito, non risolvo mettendoci dentro una bomba o incendiando l’appartamento! Eppure si accettano continuamente soluzioni come questa nel pubblico, che reiterano le urgenze da affrontare subito, spostandole e aggravandole ogni volta e da decenni, così siamo adesso arrivati a ipotecare il futuro dell’umanità intera. Quale altro giro di giostra dovremmo attendere prima che ci si renda conto che non c’è più niente da ipotecare? Quando i padroni dell’universo avranno ingurgitato tutto e lo avranno cacato come illusione, cosa compreranno con le loro montagne di denaro finto del loro mondo finto, nel deserto futuro di un pianeta inabitabile?

  • FBF

    Bravissimo. I soldi non ci sono ma ci sono per i servi del sistema. Paiono coee giá viste. Esatto?

     
    Comunque come mai si sprecano per convincerci a canbiare l’euro greco ad esempio in dracma? Oppure ci stanno impaurendo per convincerci a cambiare pure noi? Per di piű se la Francia rifiuta gli immigrati, Inghilterra pure idem per tutti gli altri siamo in Europa o no? Per cui la logica ě: se l’Europa c’é ma anche no, l’euro c’é ma anche no. Questo ě un trucco per convincerci a dare i nostri risparmi, la borsa. O la borsa o la vita. Per cui lasciar stampare carta con i nostri pochi euro pur di sopravvivere e naturalmente rilanciare l’economia e redistrubuire il denaro agli stranieri e ai soliti. Infatti se gli stranieri occupano le case la causa é perché non possono acquistarle e se delinquono perché non c’è lavoro né per loro né per noi tra poco. Insomma la stessa politica di Obamalat  e dei subprime detti anche second change solo che i prestiti rischiosi li regaleremo noi. Perciò loro si comprerano la casa noi no. Nessuna second change per noi. Neanche la prima.
  • Ossimoro

    Trattato di Lisbona.

     Articolo 6 – L’Unione ha competenza per svolgere azioni intese a sostenere, coordinare o completare l’azione degli Stati membri. I settori di tali azioni, nella loro finalità europea, sono i seguenti: a) tutela e miglioramento della salute umana […]

     Articolo 21 – 1. L’azione dell’Unione sulla scena internazionale si fonda sui principi che ne hanno informato la creazione, lo sviluppo e l’allargamento e che essa si prefigge di promuovere nel resto del mondo: democrazia, Stato di diritto, universalità e indivisibilità dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamen­ tali, rispetto della dignità umana, principi di uguaglianza e di solidarietà e rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale […] si prefigge di […]  g) aiutare le popolazioni, i paesi e le regioni colpiti da calamità naturali o provocate dall’uomo; 

    Più calamità provocata dall’uomo di questa…..

    Se questo è il sogno europeo… Preferisco svegliarmi.

    Ps confermo una situazione delirante vissuta in prima persona a Roma, padre anziano e 60 ore di pronto soccorso… Cosa che non cambia il disastro europeo che uomini di cattiva volontà hanno saputo ideare e gestire..

  • idea3online

    Semplice:

    Se uno potesse decidere come morire, preferirebbe una morte lunga e dolorosa, oppure una morte istantanea.
    Sicuramente il fallimento è morte per collasso. 
    La morte di un sistema economico, è la morte di un organismo economico, preferibile farlo collassare e farlo morire che tenerlo in vita tramite sedativi e morfina per non far sentire i dolori. 
    Il sistema del debito è un sistema malato terminale.
    Al contrario di un organismo umano un organismo economico muore e nel momento stesso che muore vive. E’ meglio agganciare la vita in modo tecnico in questo caso tramite un collasso controllato che tassare gli uomini e le ditte per alimentare la metastasi del debito.
    Un fallimento che asporti la massa tumorale del debito, è sempre meglio che farsi divorare dal tumore.