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PERCHE' IN GERMANIA CRESCE LA POVERTA'?

La quota di tedeschi che vivono sotto la soglia di povertà, in Germania, è aumentata: nel 2006 erano il 14%, i ora sono 15,5%. Sono 12 milioni e mezzo di persone. Circa mezzo milione in più. Forse non è nemmeno una notizia (sono gli effetti della riforma Hartz che si cumulano di anno in anno, e la tendenza è pronunciata in tutto l’Occidente sviluppato sotto il capitalismo terminale) se non per notare questo: nel paese che ha più successo della UE, quello con i colossali attivi e surplus commerciali, il modello economico più rinomato e additato ad esempio, la buona amministrazione… nonostante tutto, la povertà cresce.

germania povera

E il governo tedesco ha recentemente assicurato che il divario tra ricchi e poveri, in Germania, diminuisce. “Un’asserzione semplicemente falsa”, ha dichiarato Ulrich Schneider, direttore di un’associazione chiamata Paritätischer Gesamtverband (PG). “La povertà non è mai stata così alta in questo paese, e la frammentazione regionale mai così elevata come oggi”. Non solo le classi sociali, ma anche i lander si dividono fra quelli che scendono verso la miseria (Meklenburgo-Pomerania, le città stato di Brema e Berlino) e quelli che prosperano, come Baviera e Sassonia-Anhalt. Il nuovo salario minimo obbligatorio dal 2015, 8,5 euro lordi l’ora, non ha migliorato molto le cose. Dal 2000, l’ultimo decile di salariati (i poveri) ha perduto il 20 per cento del potere d’acquisto, e i due decili seguenti il 15%, mentre il decile più alto ha il 3% in più. Insomma la povertà non fa che crescere nel paese più prospero, e ciò da 15 anni.

Ovviamente la stessa tendenza è visibile, anzi peggiora, nei paesi meno favoriti, anche se il calcolo della soglia di povertà varia da paese a paese: un norvegese è povero se sta sotto i 1286 euro al mese, un romeno se prende meno di 180. Un francese è povero a 934 euro mensili, un italiano sotto i 780, uno spagnolo sotto i 616, un greco sotto i 500 . E si deve tener conto che si tratta d i povertà non assoluta, ma “relativa” alla ricchezza mediana della popolazione: è povero chi ha un reddito pari alla metà del reddito mediano (non medio) della nazione.

In questo senso, i tedeschi “poveri” (una famiglia con due figli è povera a 1850 euro mensili) si sentono facilmente più ricchi dei francesi, italiani, greci…

Ovviamente è in causa l’insufficiente qualificazione ed istruzione dei lavoratori, specie giovani e donne. I non qualificati subiscono in pieno la competizione della mondializzazione, di salariati che prendono dieci o venti volte meno. Ma è impressionante che la quota di poveri continui ad aumentare dappertutto in Europa, nonostante la fase di (molto relativa) ripresa. O anche di ripresa vera: la Spagna prevede una crescita del Pil del 2,8% nel 2015, seconda solo all’Irlanda (3,6)

); ha creato mezzo milione di posti di lavoro nell’ultimo anno. Ma – ovvio- precari e pagati, per i giovani di primo impiego, meno di 700 euro mensili. Su questo si basa la ripresa spagnola, strutturalmente indebolita dalla grande crisi del 2008 .
http://www.lemonde.fr/economie/article/2015/07/31/espagne-derriere-le-rebond-une-economie-structurellement-affaiblie_4705986_3234.html#AHRsH4SwSKezEzC8.99

La ripresina in atto è dovuta al calo dell’euro, al calo del petrolio, e alle politiche della BCE che abbassano i tassi d’interesse, e consentono al governo di Roma di indebitarsi al 2%. Il calo della disoccupazione che si vede in paesi come la Spagna (e non in Italia) può essere temporaneo e reversibile.

E’ quanto prevede e paventa uno studio dell’importante centro-studi francese Natixis: il 2015-16 saranno (salvo imprevisti) due anni relativamente buoni per la zona euro. Il 2017 rischia di vedere un riequilibrio del prezzo del petrolio, ossia un rincaro, con relativo rallentamento della domanda, la cessazione della stamperia (QE) della BCE, con conseguente rincaro dei tassi d’interesse e difficoltà per i debitori, pubblici e privati. Infine, (cito) “in alcuni paesi (Francia, Italia, Spagna) la necessità di realizzare un aggiustamento di bilancio in un ambiente divenuto sfavorevole: crescita più bassa, tassi d’interesse più alti…I fattori che sostengono la crescita del 2015-2016 si invertono”. Conclusione e titolo dello studio: “2017: un anno catastrofico per la zona euro”. L’apparato pubblico italiano, che resiste ferocemente a diventare leggero, snello e tagliarsi i privilegi e i parassitismi, avrà perso – e ci avrà fatto perdere – anche questa occasione.

http://cib.natixis.com/flushdoc.aspx?id=83216

Maurizio Blondet

Fonte: www.maurizioblondet.it

Link: http://www.maurizioblondet.it/perche-anche-in-germania-cresce-la-poverta/

5.08.2015

Pubblicato da Davide

  • PietroGE

    Se si calcola l’immigrazione di quasi 300 000 (per quest’anno si attendono quasi mezzo milione) persone l’anno senza qualificazione e molte volte analfabeti, le statistiche per la Germania non meravigliano affatto, anzi.

  • Toussaint
    La sua considerazione è giusta, però ….. i quasi (credo) 10 milioni di persone del "sistema Hartz", ovvero i lavoratori grosso modo a 450 euro/mese, non sono solo immigrati. Il "sistema" riguarda anche i tedeschi, e poi come! In particolare quelli dell’ex Germania Orientale (sono tedeschi, non immigrati).  
  • whugo

    " L ’apparato pubblico italiano, che resiste ferocemente a diventare leggero, snello e tagliarsi i privilegi e i parassitismi, avrà perso – e ci avrà fatto perdere – anche questa occasione."

    Se questa è la conclusione però è come la montagna che partorisce il topolino, mi perdonerà Blondet che apprezzo da sempre ma se mi descrive una realtà, vera a mio avviso e non solo, dove i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri aumentano perché il neoloberismo selvaggio favorisce questo poi non mi può finire con la "tirata" sulla cricca la casta la spesa pubblica.
    Qui ci hanno sottratto la moneta, chi ne detiene il potere decide dove creare le crisi dove non crearle, dove aumentare l inflazione dove non aumentarla, chi deve essere ricco chi deve chiedere la carità,  chi ha il potere di gestione della moneta cartacea o fittizia che sia ha il potere di vita e di morte di interi popoli, di intere economie.
    Chi ha questo potere esautora le politiche dei parlamenti riduce i governanti a degli zerbini, a dei robot che ripetono a pappagallo quello che viene loro intimato di dire.
    Le ruberie le tangenti, le leccate a quel che resta dei bacini elettorali sono solo una mercé che viene loro concessa a stato di avanzamento lavori, tanto chi li controlla? Quale sarebbe il controllo democratico che li trattiene dal non farlo?
    Questo non vuol dire che le sacche di parassitismo non ci siano anzi tutt altro ma non addebitiamo loro più importanza del necessario, altrimenti diventa una foglia di fico per coprire o veri responsabili del disastro.
  • PietroGE

    È vero, però oltre ai poveri tedeschi, che ce ne sono, lavorano per i minijob  anche  pensionati che vogliono integrare la pensione  e gente che non ha qualificazione o che non potrebbe ottenere altro tipo di lavoro.

    Gli immigrati, molti anche della seconda generazione che abbandonano la scuola, non hanno, spesso e volentieri, nessuna altra scelta se non accettare i minijob.

    Da notare che c’è il salario minimo di 8,50 euro l’ora.

  • Hamelin

    Il problema è che le sacche di parassitismo e corruzione sono nei piu’ alti posti di potere e decisionali , quindi la questione diventa imporante  .

    Se io ti faccio eleggere e ti do 2 Miliardi di EUR affinchè tu mi svenda il tuo paese e tu accetti , questo diventa un problema .

    E guardacaso è proprio quello che è successo con l’Italia , dove un Capo di Stato ( Napolitano ) per suoi oscuri interessi ( soldi , potere , loggia , stupidità ? Chi lo saprà mai ) ha sostituito un presidente eletto democraticamente ed ha installato una serie di Quisling affinchè portassero il paese verso la distruzione ed il saccheggio delle attività remunerative vitali del paese .

    Scusa se è poco .

    Se quel giorno il Mortadella ( Prodi ) altro criminale non avesse accettato di far entrare l’Italia nell’ EURO avremmo ancora la sovranità monetaria .

    Quindi le sacche di parassitismo e corruzione a certi livelli contano eccome !
    Se chi ha ruoli chiave decide di perseguire interessi personali a danno di un intera nazione le conseguenze sono catastrofiche e ce le abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni .

  • cardisem

    Ho da poco parlato con Maurizio, per comunicargli il contenuto di un commento che non mi è riuscito di pubblicare sul sul blog: il testo è andato perso e con questo caldo non mi andava di riscriverlo.

    Ho prodotto la sua amichevole ira: mi dice che devo scrivere di questo e di tante altre cose di cui parlo a voce…

    Mah!

    Si trattava di questo:

    nel 1976 partecipavo a un Corso del ministero degli esteri… Tra i tanti illustri docenti vi era un Altieri Spinelli, oggi messo sugli altari dell’Europa…

    Ma vi era anche il prof. Giuseppe Palomba, econonista, il quale era nel 1976 assolutamente esplicito dicendo, ripeto nel 1976:

    – non fatevi illusioni con questa Europa, perché i ricchi diventeranno più ricchi, ed i poveri ancora più poveri…

    Esattamente quel che succede, perfino in Germania.

    Sto cercando di procurarmi gli scritti, tutti gli scritti, di quel mio professore di economia per capire meglio di come fosse giunto alla indovinata previsione…

    Ad occhio e croce, credo che si trattasse di una spassionata analisi di ciò che è il liberismo…

    Certo, la cosa più essere qui sviluppata in modo più articolata…

    Maurizio, hai ragione… Vedrò di fare meglio e di più…

  • rocks

    Blondet è da sempre contro il parassitismo italiano. E sono convinto che la capacità di rendere inutile il potenziale imprenditoriale italiano sia un prerogativa della PA italiana che la distingue anche dalla Spagna. L’Italia rimane un paese difficile per l’imprenditore piccolo. Senza risolvere questo problema è difficile che un sistema economico come quello italiano possa reggere il passo dei tedeschi.

    Dopodiché non capisco perché la povertà si calcoli sulla mediana e non sul costo della vita. Non mi sembra che in Germania il costo della vita sia maggiore che in Italia (non lo so in effetti), ma il livello di povertà relativa è spaventosamento più alto. Allora di cosa stiamo parlando? Davvero godiamo nel sapere che in Germania c’è gente povera che in confronto un italiano è benestante? Io credo che con la scusa dei signoraggi vari abbiamo perso il lume della ragione e del ruolo dello Stato e fortunamente Blondet, con la sua frase finale ci tiene a ricordarcelo.
  • fuocopuro
  • rocks

    http://www.vita.it/it/article/2015/01/20/la-mappa-dei-paesi-in-cui-la-vita-costa-meno/129043/

    molto più interessante quest mappa dalla quale si deduce che in germania la vita costa meno che in Italia e la mediana è più alta, della serie i poveri là stanno meglio che da noi…
    La mappa dei Paesi in cui la vita costa meno

  • whugo

    Infatti, diciamo la stessa cosa, la corruzione esiste, il parassitismo pure, a questo punto però è la perdita di sovranità il problema non il fatto che la casta rubi, maneggi, incassi tangenti.

    Contesto la frase di Blondet, perché sinceramente da lui mi aspetto una finezza di ragionamento maggiore, quella affermazione la trovo sul corriere a giorni alterni, la sento in televisione tutti i giorni, c è chi ci ha scritto dieci libri su queste cose, tutto vero, ma in QUESTO momento, convieni con me che il problema è la perdita di sovranità monetaria, politica, economica e quant altro?
    Convieni con me che senza una politica che si riappropri della moneta del cambio di una banca pubblica da questo stallo non se ne esce?
    In Germania cresce la poverta e continuerà a crescere anche se sono così ligi, e ferrei nel rispettare le regole, ma come, non sono l esempio del rigore?
    Sono tutti corrotti anche li, eddai non fatemi cadere un mito santo cielo!
    Non ditemi che la Germania con un tapporto debito/pil mostruoso ( ma mascherato ) mi fa aumentare la percentuale di poveri come un Italia corrotta qualsiasi.
    Allora il problema è la corruzione o l Europa? È il parassitismo o una moneta (imposta) che fa più danni di un esercito invasore? È il comparto pubblico improduttivo (tutto???) o uno sperequazione incredibile e pazzesca di ricchezza e potere fra quel famigerato 1% rispetto al malconcio, con varie sfumature 99%?
  • whugo

    L italia non è un paese difficile per i piccoli imprenditori, è difficilissimo, te lo dico da piccola minuscola insignificante partita iva, detto questo però ricordo fosse così anche 5 anni fa, anche dieci anni fa, eppure la corruzione c era anche allora, c era anche negli anni novanta eppure il pil cresceva, il debito pubblico era più contenuto, nonostante non ci fosse la spending review nonostante la spesa pubblica fosse più alta, 

    Ma come, da paese corrotto mafioso improduttivo, pure un po terrone, con un sud arretratissimo con l incapacità di lavorare come un tedesco eravamo la settima potenza industriale e pensa un po’ reggevamo il passo dei tedeschi anzi loro erano terrorizzati dalla nostra manifattura, ohibo’ ma cos è cambiato? 
    È la corruzione e la spesa pubblica(??????????) che ci condanna? O è stato qualcos altro? Serve che te lo dica?
  • rocks

    ho già fatto altre volte questa discussione. Non ne siamo venuti a capo.Sono d’accordo, l’euro non l’abbiamo digerito bene. Tendo a dare la colpa a noi, perché era un ottimo momento per abbandonare il vecchio modo di fare, fatto di mazzette per tutti e vulissime bbene. Le mazzette giovano a tutti finché la concorrenza esterna è debole o nulla. Pesano molto quando devi concorrere con la Cina. L’euro avrà fatto i suoi danni, ma la globalizzazione e la crescita dei paesi emergenti non erano fatti che si potevano evitare con un referendum. Credo che l’Italia abbia creduto di poter vivere di rendita e ha creduto che in un mondo in crescita il debito non sarebbe mai stato un problema, i politici e gli italiani sapevano bene che con l’Euro non avremmo più potuto svalutare, ma hanno continuato come se si potesse e siamo arrivati ad un punto che la mazzetta fa bene a pochi e fa male a molti. La mazzetta (in senso allargato) vuol dire anche anni di inadeguati investimenti in cultura, welfare, università, infrastrutture, formazione di classe politica… e questi sono tutti nodi che vengono al pettine

  • ilsanto

    RISPOSTA: La povertà cresce in Germania come in tutti i paesi OCSE ( sviluppati ) perchè finita la guerra fredda è partita la "Globalizzazione". TUTTO il resto lo ha fatto il "Sistema" inteso come capitalismo o liberismo che dir si voglia. Ogni altra discussione è futile anzi di più fuorviante perchè tacendo della causa si indirizza verso falsi obbiettivi la ricerca di una soluzione.

    La domanda da porsi è : Era proprio necessario aprire di colpo i mercati senza contropartite? Non si poteva dire apriamo i ricchi mercati dell’occidente con dazi decrescenti commisurati agli stipendi dei paesi esportatori, oppure in funzione di un salario minimo crescente.
    Perchè si globalizza la finanza la produzione il commercio ma non i sindacati ? ( se ci siete battete un colpo ).