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PERCHE' BEPPE GRILLO HA OFFERTO UNA GRANDE PROVA DI DEMOCRAZIA DIRETTA

DI PASQUINO
commentandolestelle.blogspot.it

La campagna elettorale di Beppe Grillo per il Movimento 5 Stelle è sempre stata volutamente provocatoria, ma ieri, in occasione della veglia per consegna dei simboli della lista elettorale al Viminale, i giornali e le tv hanno riportato una sua affermazione che ha suscitato e sta suscitando uno scalpore senza precedenti e allarme tra le fila dei suoi sostenitori.

Dai giornali più vicini al M5S (Il Fatto Quotidiano titola: Grillo: “Apertura a Casapound? Perché no, se hanno le nostre idee”) a quelli che lo combattono (La Repubblica, in prima pagina: http://video.repubblica.it/dossier/elezioni-politiche-2013/grillo-ai-fascisti-di-casapound-se-volete-benvenuti-nel-m5s/115884/114288 Grillo ai fascisti di Casapound: ”Se volete benvenuti nel M5S”) è tutto uno scandalizzarsi, un piovere di critiche e di facce stupefatte.
Il problema con i giornali, ma in generale con i cittadini del nostro paese, è che purtroppo in Italia manca completamente una cultura della Democrazia Diretta. L’ignoranza in questo campo è così profonda che non se ne può neanche parlare senza vedere i propri interlocutori sbarrare gli occhi o restare basiti, fraintendendone i principi e interpretandoli in un quadro concettuale completamente errato, vittime della loro scarsa conoscenza del soggetto e dell’ormai scontata necessità di riferirsi a questa o quella ideologia preconfezionata, senza minimamente considerare che queste sono posizioni che hanno valore solo all’interno del contesto della democrazia rappresentativa, ignorando che vi siano altri sistemi di riferimento concettuali dove questi non hanno più alcun significato.

Beppe Grillo non ha fatto alcuna apertura nei confronti di CasaPound come “partito” o “movimento politico”, semplicemente perché un movimento di Democrazia Diretta non può fare aperture o alleanze e non ha senso farle.

Quella di Beppe Grillo è stata la semplice constatazione del fatto che l’iscrizione al Movimento 5 Stelle è aperta a tutti, QUALI CHE SIANO LE LORO IDEOLOGIE POLITICHE, perché nessuno all’iscrizione controlla il credo politico di chi vuole unirsi al Movimento 5 Stelle.

Tutti possono andare sul sito e http://www.beppegrillo.it/movimento/iscriviti.php> iscriversi liberamente.

In secondo luogo quella di Beppe Grillo è la semplice affermazione del principio della Democrazia Diretta, ovvero tutti i cittadini sono liberi di avere le loro idee e votare di conseguenza, ma Uno vale Uno. La democrazia diretta non è politica, ma è meta-politica. Significa eliminare l’oligarchia e la partitocrazia e restituire la sovranità direttamente ai cittadini. Non entra e non deve entrare mai nel merito di cosa un cittadino poi vota.

Se uno appartiene a CasaPound, e vuole votare M5S, ben venga, le sue idee saranno discusse e votate liberamente al pari di quelle di tutti gli altri, senza filtri o preconcetti, e se otterranno la maggioranza vinceranno.
Ma il solo fatto di farlo, cioè di iscriversi al M5S, implica l’accettazione di valori di Democrazia Diretta, e cioè in aperto contrasto con quelli antidemocratici del fascismo. E quindi se un cittadino che prima votava destra e faceva parte di CasaPound decide di passare al Movimento 5 Stelle, sta accettando di non imporre più le proprie idee con la forza secondo la dottrina fascista, ma di aprirsi al confronto democratico, discutendole e votandole online nel http://commentandolestelle.blogspot.it/2012/12/proposta-per-un-parlamento-elettronico.html> Parlamento Elettronico del Movimento 5 Stelle.

Inoltre questo è proprio il fine dichiarato di Grillo: riportare al dialogo democratico quei cittadini che, indignati dal livello di corruzione raggiunto dai politici, si sono rivolti alla destra estrema ed hanno interrotto il confronto democratico per sposare un’ideologia che vede non nel dialogo ma nell’imposizione dall’alto la soluzione ai problemi.

Grillo sta da tempo invitando quei cittadini a ritrovare fiducia nella forza dell’intelligenza e del dialogo democratico invece che in quella del bastone, dimostrandogli con i fatti che ogni cittadino può proporre e sostenere le proprie idee con metodi pacifici e democratici e vederle realizzate, senza doverle imporre con la forza. Che le barriere all’affermazione delle idee e dei bisogni dei cittadini possono venire superate facilmente attraverso metodi democratici, pacifici e usando il cervello, il dialogo e la rete, senza dover ricorrere all’imposizione di queste con la forza. Che la formula della destra estrema e di CasaPound in realtà costituisce una sconfitta dell’intelligenza umana e della sua capacità di convivere  con gli altri per costruire una società civile. E’ un invito alla democrazia e alla discussione per far valere democraticamente le proprie idee ma anche quelle degli altri se si rivelano migliori.

Su questo tema Grillo sta mandando da tempo dei messaggi molto chiari allo “stato” e ai poteri forti che gli si oppongono, dicendogli che è sbagliato ostacolare il movimento 5 stelle in quanto, se non ci fosse tale alternativa a dare speranza ad una soluzione non violenta al problema della corruzione dello stato, si formerebbero immediatamente in Italia movimenti estremisti di destra, come il citato Alba Dorata in Grecia, con scopi che sono antidemocratici e dichiaratamente fascisti, che davvero costituirebbero un grave pericolo per la democrazia in Italia, perché una volta radicati sarebbe poi difficilissimo recuperarli e riportarli al dialogo democratico.

Ovviamente questo messaggio di Grillo non appare per nulla chiaro a chi non comprende i principi della Democrazia Diretta, a chi non ha la cultura necessaria per uscire dall’attuale contesto storico in cui, per colpa dei media ma anche della cultura non di massa, la Democrazia Rappresentativa costituisce l’unico orizzonte culturale, divenendo in tal modo uno svilimento di quei principi della democrazia vera che sono stati per la prima volta messi in pratica nell’Atene di Solone e di Pericle.

Come spiegare a chi non ha conosciuto che una politica show, un agone politico dove le posizioni che si fronteggiavano non sono le idee ma le bandiere dei partiti, una competizione dove i voti sono più vicini a tifi da stadio che a decisioni ponderate sui pro e i contro di una certa proposta di legge?

Come spiegare che in Democrazia Diretta improvvisamente i partiti e le bandiere politiche e ideologiche della democrazia rappresentativa perdono di significato, e che finalmente si vota per le idee e solo per le idee, invece che per le persone. Che la discussione politica diviene finalizzata a trovare il compromesso tra le proposte concrete e le soluzioni ai problemi, e non tra i partiti o gli schieramenti. Che il fine non è più battere l’avversario, ma collaborare con l’altro per trovare idee migliori, per riuscire con l’intelligenza ed il dialogo a soddisfare gli interessi di entrambi e quindi della maggioranza dei cittadini con cui dobbiamo convivere civilmente.

Il dialogo sulle idee, e non la denigrazione e l’insulto alle persone o alle bandiere, sono quindi i principi della Democrazia Diretta che Beppe Grillo ha sposato e difende, e quindi in quest’ottica le sue parole divengono quasi scontate: è ovvio che la porta è aperta anche a CasaPound, perché è aperta a tutti. In Democrazia Diretta non si ragiona più su un piano schismogenetico, calcistico, competitivo, in cui o si è con noi o contro di noi, in cui una squadra se si allea con un altra squadra allora diventa nostra nemica.

Perché non ci sono più squadre, non ci sono più partiti e non ci sono più ideologie. In Democrazia Diretta non si guarda a CHI propone un idea, ma all’IDEA. Se un idea è buona, la si vota, se non è buona si propone un’idea alternativa.

Ecco perché quando Beppe Grillo ha ascoltato le idee del rappresentante di CasaPound lo ha invitato a portarle nel M5S, dicendogli “Avete idee condivisibili, alcune più, alcune meno. Ma non vedo problemi a farvi entrare”. In questa frase c’è tutta la grandezza della Democrazia Diretta, perché significa: Io non condivido alcune vostre idee, ma combatterò sempre per avere un sistema politico in cui tutti i cittadini, incluso te, possano esprimerle direttamente in modo che se considerate valide la maggioranza possa approvarle.

Non si combatte l’ideologia fascista ghettizzandola, perché così la si rende solo più radicata nelle sue convinzioni antidemocratiche. La si combatte mostrando che c’è un’altra via più intelligente, la Democrazia Diretta, per difendere le proprie idee e le proprie posizioni all’interno della collettività.

I membri del M5S che hanno capito i principi della Democrazia Diretta sono molti (anche se molta strada bisogna fare ancora per diffonderla e spiegarla), e a loro non stupisce minimamente che Beppe Grillo dica queste cose ai membri di CasaPound, e contemporaneamente sostenga la candidaturaa presidente della Regione Lazio un giovane proveniente dalle file di Rifondazione Comunista come http://commentandolestelle.blogspot.it/2013/01/intervista-davide-barillari-un-pioniere.html> Davide Barillari, o faccia aprire le feste a 5 stelle all’Arcigay.
Non si stupiscono perché gli orientamenti politici di questo o quel partito non lo interessano, perché il problema che il M5S si propone di risolvere è a monte: quello di riformare il sistema dello stato ed introdurre la Democrazia Diretta, eliminando la corruzione che inevitabilmente si produce nella Democrazia Rappresentativa, accentratrice del potere nelle mani di pochi e quindi oligarchica per la sua stessa natura.

Accusare Grillo di essere “di estrema destra” non ha senso in quanto Grillo è oggi il portabandiera della Democrazia Diretta, cioé una concezione della politica agnostica nei confronti di qualsiasi orientamento politico in quanto è una ideologia meta-politica, cioè è una idea politica su come si debba poi fare politica, e quindi per definizione non può discriminare in base al credo politico dell’individuo ma solo in base al rispetto delle regole della discussione politica e del ruolo degli eletti come servizio di intermediazione trasparente e fedele tra il cittadino e lo stato.

La riprova di questo è proprio nel fatto che Grillo non ha mai mandato o manderà mai via qualcuno dal movimento per le sue idee politiche, per quanto bizzarre o radicali, ma ha mandato via e manderà sempre via chi invece viola le suddette regole funzionali alla politica previste dalla Democrazia Diretta.

Favia o la Salsi non sono stati mandati via perché dissentivano sulle idee del programma e su proposte o idee, ma per il fatto di aver violato le regole fondamentali del Movimento, perché i due eletti in questione della funzione di portavoce trasparente e temporaneo che gli era stata affidata, per massimo due mandati, volevano farne nuovamente il ruolo di “politico”, di qualcuno cioè che pretende di decidere per conto e AL POSTO dei cittadini, erigendosi a duce e guida, e producendosi in protagonismi e personalismi incompatibili con i principi della Democrazia Diretta e del M5S.

E’ proprio questo meccanismo della Democrazia Diretta che si offre come antidoto ad ogni fascismo, in quanto in antitesi alla figura di duce autoritario l’eletto per regolamento è solo un funzionario senza potere decisionale che ha il compito di svolgere con responsabilità il suo compito di portavoce dei cittadini per il suo breve mandato e poi va via. Non mette radici, non resta li per meriti politici che non può e non deve avere, ma esegue un compito con onestà, il compito di riportare fedelmente la voce dei cittadini, garantendo ai cittadini che la volontà popolare non sarà più ignorata o ingannata, bensì rispettata, registrata ed espressa fedelmente nel processo decisionale democratico senza che nessun cittadino abbia un peso maggiore dell’altro.

La Democrazia Diretta ha avuto molti critici nel corso della storia, il primo dei quali fu Platone. Il filosofo criticava il fatto che lasciare il potere decisionale ai cittadini significava creare un governo degli ignoranti, facilmente manipolabili dai demagoghi e dai populisti, e proponeva invece un governo sorretto da un “re filosofo” o da una casta di filosofi come lui, gli unici a suo parere in grado di guidare il popolo, incapace di governarsi da se. Se questo poteva essere vero duemila anni fa, in un epoca dove l’educazione era un lusso riservato solo ai ricchi ed il 99% della popolazione era analfabeta, e dove la cultura era così costosa e faticosa che solo pochi asceti amanti della conoscenza avevano il tempo e la pazienza di studiare, oggi invece non è più vero.
Oggi con la scuola, le università e internet, la cultura è accessibile a tutti e ogni libro mai scritto ed ogni informazione mai registrata è a portata di click. Con una scuola funzionante (non è il caso italiano, ma questa è un’altra storia) ogni cittadino sarebbe sufficientemente educato da poter distinguere tra la demagogia dei mezzi di propaganda e i dati verificabili, e sarebbe quindi in grado di svolgere il ruolo di cittadino attivo e partecipe delle decisioni collettive dello stato. Solone e gli Ateniesi avevano visto lungo, erano solo stati troppo in anticipo sui tempi. Invece la formula dei “re filosofi” di Platone si è rivelata una utopia, in quanto la storia ha dimostrato che anche gli uomini di maggiore cultura e gli idealisti più puri una volta arrivati al potere si sono tutti lasciati corrompere dall’ebbrezza del comando.

Certamente dal punto di vista della comunicazione politica i titoli dei giornali di oggi potranno far perdere a Grillo il sostegno dei molti che non riusciranno a capire tutto questo. Ma gli farà sicuramente guadagnare la fiducia di quelli che sanno riconoscere l’importanza di difendere il più grande progresso culturale, tecnologico e politico che l’umanità ha mai avuto occasione di raggiungere: la Democrazia Diretta.

Fonte: http://commentandolestelle.blogspot.it
Link: http://commentandolestelle.blogspot.it/2013/01/perche-beppe-grillo-ha-offerto-una.html
11.01.2013

Pubblicato da Davide

  • Tao

    La distinzione fra Destra e Sinistra, fra le quali se ne sta il Centro politico, origina dallo schierarsi in senso fisico dei delegati nell’Assemblea Nazionale Costituente francese, nata ufficialmente il 9 luglio 1789 dagli Stati Generali, qualche giorno prima della presa della Bastiglia. Aristocrazia (secondo stato) e Clero (primo stato), per la classe alta, a destra, Terzo Stato a sinistra. E se i rappresentanti delle classi si fossero schierati diversamente? Si sarebbero invertite le parti, perché oggi la destra sarebbe la sinistra e la sinistra la destra, e uno come Robespierre lo dovremmo considerare “di destra”. Ma il centro se ne starebbe pur sempre nel mezzo.

    Destra Sinistra e Centro si affrontano ancora una volta nella campagna elettorale italiana.

    Bene! Anzi, male! O meglio, malissimo!

    L’apparato mediatico al servizio di questo capitalismo fa credere che Monti è di Centro (aporeticamente cattolico e neoliberale nello stesso tempo), Bersani è di Sinistra (o di centro-sinistra, secondo le specifiche esigenze elettorali e gli apparentamenti) e Berlusconi è di Destra (o di centro-destra, autodefinendosi il cav un moderato e un liberale).
    E’ tutto falso. Non ci sarebbe neppure bisogno di dirlo, se non fosse che gli idioti manipolati abbondano, e predomina un tipo umano ammaestrato che ha smarrito (per sempre?) la coscienza politica e sociale.

    Fuorviati dalla propaganda sistemica, abbagliati e depistati dai media, condizionati e orientati dai sondaggi, gli elettori – cioè quelle masse impoverite, drammaticamente reali, che diventano per l’occasione corpo elettorale, nella necessità di delegare ancora una volta il potere al Sovrano – in assoluta maggioranza credono che queste entità fantasmatiche esistono veramente, rappresentando alternative concrete ciascuna alle altre contrapposta sulla scena politica.

    Perciò, Monti è di Centro, anche se lui stesso si vende come (fervente?) cristiano di matrice cattolica e (neo)liberale nello stesso tempo, cacciando chi dovrebbe valutarlo per dargli il voto in una strada senza uscita, che poi è quella dell’aporia. Bersani è di Sinistra perché nella brutta copia dell’agenda politica euromontiana, da lui agitata in campagna elettorale, ci sono tracce appena percettibili di laburismo. Berlusconi è di Destra e per di più populista, pur autodefinendosi moderato e democratico liberale, anche se finora si è ben guardato dal contrastare efficacemente le imposizioni programmatiche dell’unione europoide e i voleri della classe dominante globale, della quale non fa parte. Ma per gli imbecilli che parteciperanno alla sceneggiata prossima ventura come tifosi sui campi di calcio –gran ludo e rito, di un sistema apparentemente solidissimo, che si confonde con la calciomania – Monti è il Centro (nell’aporia cristiano-neoliberista che lo contraddistingue), Bersani è la Sinistra (per le tracce appena percettibili di laburismo postmarxista) e Berlusconi è la Destra (con l’aggravante di un certo populismo antidemocratico).

    La contrapposizione simulata diventerà convincente, per i tantissimi idios che non potranno non cadere nella trappola, e lo Spettacolo della tenzone fra le tre grandi fazioni, evocate in occasione della chiamata alle urne, sarà così assicurato ancora una volta.

    Peccato che la politica italiana è decisa altrove, fuori da questo paese, e chi vincerà il prossimo appuntamento elettorale sarà il mero esecutore di politiche economiche, sociali e finanziarie nate da una sola matrice: quella sopranazionale europoide e globalista.

    Il corpo elettorale idiotizzato terrà finalmente conto di questo piccolissimo particolare che sposta completamente l’angolo visuale e rivela l’inganno, riuscirà a vedere oltre lo schermo che trasmette lo Spettacolo, dopo anni e anni di miopia quasi assoluta?

    Sicuramente no, perché ciò che si fa prevalere in tali circostanze, assorbendo la totale attenzione degli elettori, è il rituale scontro senza effettività politica e sociale, senza riflesso alcuno sui programmi effettivamente applicati, fra Destra Sinistra e Centro. Le tre entità fantasmatiche, suscitate come spiriti depistanti otto-novecenteschi in campagna elettorale, si materializzeranno esclusivamente in funzione del rito elettoralistico, diventando sempre più reciprocamente conflittuali man mano che si avvicinerà l’appuntamento delle urne.

    Quando il rituale si esaurirà, a urne aperte e schede contate, i fantasmi di legittimazione politica otto-novecenteschi Destra Sinistra e Centro inizieranno improvvisamente a dissolversi, cesseranno le rivalità esasperate dalla campagna elettorale e si formerà un governo sottomesso ai poteri esterni, come e più dei precedenti Monti I, Berlusconi IV e Prodi II. Un esecutivo fantoccio espressione di quella Dittatura Indiretta Sopranazionale della Classe Globale che è la vera sostanza politica e l’esito della democrazia liberale.
    A poco serve che Monti, davanti all’incauta richiesta del pd bersaniano di una futura collaborazione dopo il voto, dichiari che parlare oggi di alleanze (in pieno Spettacolo elettorale) è prematuro. Questa collaborazione fra parti fintamente contrapposte ci sarà, se lo richiederanno le circostanze, a urne aperte e seggi assegnati, per continuare nell’applicazione pedissequa dell’agenda euromontiana. Monti non sta togliendo le castagne dal fuoco a Berlusconi, con l’appoggio alla candidatura di Albertini in Lombardia, come sembra sospettare Bersani, il quale si scopre fino al punto di ammettere che nel dopo elezioni chiederà la collaborazione di Monti e dei centristi, accampando la scusa dell’apertura di un dialogo con le forze moderate. Monti sta interpretando la sua parte di capo del Centro abbastanza bene, respingendo le premature avances di Bersani e cercando di limitarne i quozienti elettorali, perché così mostra al suo pubblico che corre per vincere, fingendo che la corsa non è truccata e il suo esito non è predeterminato. Bersani, invece, rivela di essere un po’ imprudente, tendendo la mano a Monti e al Centro anzitempo. Rischia così di perdere i voti di coloro i quali credono che lui, con la Sinistra, rappresenti una concreta alternativa a Monti e al suo Centro. E sì che la Sinistra è maestra, non da ieri, nell’ingannare le masse, predicando talora in senso laburista (ma con molta moderazione) per poi appoggiare senza riserve o addirittura eseguire in prima persona i massacri sociali neoliberisti!

    In questa campagna elettorale c’è però qualcosa che sfugge un pochino al controllo elitista-finanziario, solitamente ferreo, introducendo qualche elemento di incertezza, potenzialmente destabilizzante, nello Spettacolo.

    Il primo elemento è Berlusconi stesso, già citato come capo della Destra. Berlusconi potrebbe esagerare con il populismo, rischiando involontariamente di rompere certi tabù come l’appartenenza all’unione, l’eterna permanenza nell’euro, la concordia forzata fra i popoli e i governi europei, con particolare riguardo per i rapporti con la Germania. In che circostanze lo farà? Soltanto in circostanze per lui e per il suo patrimonio totalmente sfavorevoli, o se attaccato con decisione e minacciato nei suoi interessi vitali e patrimoniali dai Signori della mondializzazione finanziaria. Sicuramente questa ipotesi non è troppo probabile, ma se si verificherà potrà dare una grossa mano alla destabilizzazione sistemica, e non certo alla stabilizzazione del potere vigente, aprendo nuovi scenari almeno per l’Italia (uscita dall’euro?).

    Il secondo elemento è Grillo, che si muove con le sue liste al di fuori dell’usuale schema Destra Sinistra e Centro. Grillo, fin qui non citato perché non rientra nel copione che solitamente anima lo Spettacolo elettorale, molto difficilmente potrà conseguire quozienti tali da consentirgli di governare. Anzi, forse si piazzerà non al secondo, non al terzo, ma soltanto al quarto posto, subito dopo il Centro di Monti. In tal caso la sua opposizione parlamentare conterà ben poco, e il suo movimento rischierà in tempi brevi di finire stritolato negli ingranaggi del sistema.

    Infine, quale sarà l’esito più probabile delle prossime politiche, alla fine dello Spettacolo elettorale, a meno di clamorosi imprevisti?

    Per quanto si può ipotizzare al momento attuale, la Sinistra, al primo posto per voti e seggi, cercherà la collaborazione di un Centro impossibilitato a vincere, perché da sola non riuscirà a conquistare la maggioranza al senato. Berlusconi, con buone probabilità, pur sconfitto riuscirà a impedire una maggioranza troppo ampia della Sinistra (che è quel che desidera anche Monti), minacciando di trasformare in un Vietnam il senato. Così, il Centro interverrà per consentire il governo del paese supportando la Sinistra, dividendo con questa le responsabilità dell’esecutivo. Ciò significherà, nel concreto, la continuazione dell’agenda Monti, proprio come richiesto dalle entità sopranazionali euroglobaliste.

    In fede

    Eugenio Orso, Anatolio Anatoli e Il compagno pollpot
    Fonte: http://pauperclass.myblog.it
    Link: http://pauperclass.myblog.it/archive/2013/01/10/destra-sinistra-e-centro-l-inganno-pseudopolitico-continua-d.html
    10.01.2013

  • Firenze137

    La politica è solo un Gigantesco Comitato d’Affari. Eccovi pure l’acronimo : G.C.A.

    La destra la sinistra e il centro sono dei sotto-raggruppamenti del GCA . Le ideologie di una volta sono state sostituite da precise direttive di tipo economico-finanziario-lobbistico. Il mondo in generale è diventato una una sconfinata ragnatela interconnessioni di “interessi”. per capire le logiche delle decisioni – che in TV ci ripetono e ci vogliono far credere fino alla noia che sono “politiche” – basta seguire il flusso dei soldi e chi ci guadagna chi.

    Mi fanno ridere quelli che ancora “tifano” per la destra o per la sinistra. Tifereste per un consiglio di amministrazione ?

  • yago

    La dimostrazione lampante è che Berlusconi propone ricette Keynesiane e Bersani sembra essere uscito dalla scuola di Von Mises.
    In tutto questo stupidario ancora ci sono tifosi che non si accorgono di essere solo degli utili idioti.

  • robotcoppola

    Finalmente un articolo DEGNO di essere letto!!!!

    Consiglio a tutti i RELIGIOSI/FONDAMENTALISTI che sposano teorie e soluzioni di dettaglio, poste A VALLE e che NON hanno alcuna possibilità di essere discusse e men che meno prese in considerazione dalle OLIGARCHIE CRIMINALI al potere, di leggersi con attenzione l’articolo e di prendersi un po di tempo per rifletterci 😉

  • RicBo

    Come costruire un articolo su una base inesistente, cioè che Grillo sarebbe portatore sano di Democrazia Diretta. A parole, forse, ma nei fatti e nei metodi mi sembra esattamente l’opposto. Di sicuro nel suo movimento ci sono persone degne ed in buona fede, che ci credono davvero (io ne ho conosciuti) ma secondo me ha ragione Barnard quando dice: “sveglia, siete manipolati !”, giusto per evitare risvegli troppo bruschi

  • Georgejefferson

    Le ideologie sono morte…(che vuol dire poi?nulla,come dire le idee sono morte,ma vabbe’,basta il “concetto”),tutto bene per le cose secondarie,per le “primarie”…sono troppo grandi,la gente non capisce(vero,anche io)quindi se te ne occupi sei “ideologista”portatore di principi morti “vetero novecenteschi”.Intanto “esse vivono”,e qualcuno se ne occupa per forza,altrimenti non saremmo nemmeno qua a scrivere.Amen

  • newton

    Quando parli di base inesistente intendi come quella con cui tu sostieni questa tua opinione?

  • tersite

    Quanta tragica realtà in queste righe sincere!

  • mincuo

    Non sono tanto le ideologie. Sono gli stessi termini purtroppo che non corrispondono a realtà. E non c’è niente da fare. Danno colpa al liberismo, ma non esiste, è monopolismo da sempre. Uno può esere contarrio al liberismo, è legittimo, ma il liberismo è in estrema sintesi il mercato, la concorrenza. E’ l’antitesi del monopolio, dell’oligopolio. E invece l’80% del PIL mondiale è fatto da cartelli monopolistici, una cinquantina, riducendo. Cosa c’entra col liberismo? Ma non c’è nulla da fare è inculcata come una religione, un dogma.
    Come ricetta alternativa molti abbracciano il socialismo, ma non esiste, è esistito il socialismo reale, che è monopolismo, Capitalismo di Stato. E aha costruito oligarchie, ereditarie alcune perfino.
    Liberismo e socialismo sono due buone ideologie, pure similari in molte cose, (ooohhh!!!) ma non corrispondono alle applicazioni, o meglio c’è un’applicazione pratica unica che è l’oligarchia. E’ questo l’imbroglio, voto pensando di fare una cosa e ne avrai però un’altra sia in un caso che l’altro.. E quella campa sempre benissimo perchè ti dà due false scelte, ma lei rimane sempre la stessa, pur con varie sfumature.

    Quindi uno si riferisce a dei simulacri ma poi quelli

  • nuvolenelcielo

    il M5S è l’unico movimento di ROTTURA. Prima di creare bisogna distruggere, questa è una legge della natura. Poco importa quanto siano intelligenti o cretini o controllati o liberi quelli del M5S… tutti questi discorsi sono inutili e fuorvianti, il M5S ha degli uomini nuovi e delle proposte di rottura e nella direzione giusta, come la democrazia diretta, una banca centrale nazionalizzata, il reddito di cittadinanza ecc… L’atteggiamento verso Casa Pound è esemplare, giudizi sulle idee e non pregiudizi ideologici. Il M5S in parlamento può essere una variabile impazzita in grado di sabotare il sistema. C’è una possibilità X reale che questo accada, mentre con gli altri partiti questa possibilità è zero… Fate un po’ voi i vostri calcoli statistici, ma non serve una calcolatrice… per capire che X > 0. (Purtroppo quelli troppo innamorati della complessità saranno in grado di sbagliare anche questo calcolo elementare).

  • yago

    Nessuna forma di colonialismo, o ancor peggio di imperialismo, sarebbe possibile senza la complicità “trasversale” delle elites locali”

  • bysantium

    Posto che voterò 5stelle perchè spero che serva a ribaltare il tavolo e poi si vedrà, faccio notare che la democrazia diretta mi andrebbe molto bene soltanto nel quadro di una Costituzione che preveda dei valori irrinunciabili.
    Non vorrei che domani una maggioranza di imbecilli votasse la mia soppressione perchè il mio sopraggiunto Parkinson le costasse troppo.
    Già…i temi etici, quelli che non ci sono nel programma 5stelle.

  • eresiarca

    Mi sa tanto che il 5S è per i matrimoni gay ecc. Andiamo bene!

  • Ercole

    vuoi dire che anche loro ambiscono a farci “il culo”…….

  • bysantium

    Nel programma non se ne parla.
    Il programma è fatto di 7 punti :
    – istruzione
    – salute
    – informazione
    – trasporti
    – stato e cittadini
    – energia
    – economia
    In nessun punto vengono considerati temi etici.
    Il che è un politicamente un vantaggio, in quanto non divide ex ante ma….appunto.

  • albsorio

    “Quella di Beppe Grillo è stata la semplice constatazione del fatto che l’iscrizione al Movimento 5 Stelle è aperta a tutti, QUALI CHE SIANO LE LORO IDEOLOGIE POLITICHE, perché nessuno all’iscrizione controlla il credo politico di chi vuole unirsi al Movimento 5 Stelle.

    Tutti possono andare sul sito e http://www.beppegrillo.it/movimento/iscriviti.php> iscriversi liberamente.”

    Dopo aver letto queste righe volevo iscrivermi anche se ho in tasca una tessera di un partito diverso, sono andato al link indicato ma ho trovato scritto che no bisognava essere iscritti a Partiti politici… peccato.

    “Dichiaro di volermi iscrivere al “MoVimento 5 Stelle”, di essere un cittadino italiano maggiorenne, di non essere iscritto a partiti politici o associazioni aventi oggetto o finalità in contrasto con quelli descritti nel “Non Statuto”.

  • vraie

    entrare in politica, andare in parlamento e perorare la democrazia diretta! … e bravo il nostro trapezista cinquestellino: lei si che se ne intende!
    il prossimo articolo a favore di beppino? …. contro la vivisezione!??

  • gnorans

    Poichè da sempre i governi sono composti da delinquenti che si rigirano i principi irrinciabili come vogliono, sostituirli con la volontà del popolo non mi sembra male come tema etico.

  • Tonguessy

    il liberismo è in estrema sintesi il mercato, la concorrenza. E’ l’antitesi del monopolio, dell’oligopolio. E invece l’80% del PIL mondiale è fatto da cartelli monopolistici, una cinquantina, riducendo. Cosa c’entra col liberismo?
    Ma bene! Sapessi almeno di cosa stai parlando…libertà di licenziare, libertà di trasferire/spostare merci e uomini (equiparati a merci), libertà di scegliere l’applicazione maggiormente redditizia, libertà di acquisire/dismettere quello che si vuole quando si vuole e così via. Ovviamente il liberismo non può che portare ad un’economia piramidale per il semplice fatto che occorre un potere molto forte per organizzare i punti sopra esposti. Il che innesca il volano dei cartelli. E lascia spazio solo alle lobbies, tagliando fuori le persone comuni.
    Il contrario, per tua informazione, è lo statalismo, dove non esiste mercato o concorrenza che non sia sottoposto a vaglio e controllo/limitazione.
    Il liberismo invece non vuole lo Stato. A parte quando deve pagare i debiti per i propri errori di pessima gestione: ammortizzatori sociali, “too big to fail” e tutte le coperture finanziarie che gli stati garantiscono a lorsignori.

  • Georgejefferson

    Mi son sempre chiesto cosa volesse dire “non statuto”,come a dire,io da nuovo rappresentante di condominio,premesso che quelli di prima hanno sempre fatto disastri,erigo un regolamento chiamandolo”non regolamento”.Ovvio che il regolamento ci deve essere,solo che cosi apparira piu bello.

  • nuvolenelcielo

    Ci mancherebbe solo che ci fossero i temi etici!, etica è una parola cavallo di troia per nascondere e scusare tutto, dalle guerre dell’esportazione della democrazia, all’euro valore morale di Monti, all’uomo in coma obbligatoriamente attaccato a una macchina per 30 anni… Per i temi etici c’è già Casini.

  • GioCo

    Il tema è interessante: Beppe Grillo = educatore del popolo italico ignorante. Le scuole italiane non funzionano come dovrebbero, bla bla bla

    E’ facile sparare sui neonati. La scuola per come la concepiamo oggi è praticamente neonata, sparisce ogni traccia della sua presenza già nella prima metà dell’800, qui in Italia, e l’Italia non è stata l’ultima arrivata in fatto di diritto all’istruzione.
    Prima di criticarla, bisognerebbe vedere in che condizioni eravamo prima del Fascismo, o subito dopo la guerra. In che condizioni si trovano tutto il resto del pianeta. Ma tanto per non toglierci nulla, prendiamo gli inglesi, che pare abbiano l’eccellenza in fatto d’educazione. Il fatto che abbiano imposto la loro versione di educazione quand’erano ancora un impero non sveglia nessuna coscienza circa la valutazione di bontà? Potremmo dire a suo discapito “meno male non ha vinto la Germania Nazista”, però “che peccato”, pare proprio che Hitler si sia ispirato al sistema scolastico inglese quando ha fondato il proprio. Se poi qualcuno venisse in mente che forse alle scuole inglesi non c’era alternativa migliore, si sbaglia anche in questo: all’epoca gli esempi di tentativi interessanti, che vanno da Frobel, Rousseau, Pestalozzi fino a Frenet, non mancavano. Qui da noi abbiamo avuto esperienze importanti senza arrivare al Don Milani. Cosa dire poi delle staineriane che furono represse dal nazismo e incontrarono la loro parabola discendente proprio a cavallo tra le due guerre. Chissà perché. Dato che il nazismo è una creatura inglese, americana e cattolica per combattere l’avanzata bolscevica. Soprattutto per quanto riguarda l’educazione di massa qualche sospetto avrebbe senso farselo venire. Ponendoci anche il dubbio su come le stanieriane siano sopravvissute in veste di scuole private per persone benestanti … tipo la Cattolica … tipo la Bocconi … tanto per non fare nomi.

    Quindi Grillo come Cattolica e Bocconi. Oddio, lasciatemelo dire, mi pare un confronto che fa ridere. Volete mettere la satira esistenziale di Bocconi e Cattolica a confronto con Grillo? Il tapino perderebbe subito. Sarebbe messo giù, peggio del Cepu.
    Ma forse l’articolo ha ragione. Grillo è un anti-meta-politicante. Non punta a fare politica ma a rifondare la politica. Certo che con l’ignoranza media che porta con sé, da sostegno più a Platone che a Solone e in ogni caso se l’intento era questo forse l’arena scelta è un po’ stranina. Voglio dire, le derive destrorse del nostro beneamato comico non sono mai state troppo velate. Uno che dice “due mandati elettivi e poi via” e rimane a fare il leader dietro le quinte, quantomeno dovrebbe lasciarci un po’ sospettosi circa i valori che lo spingono ad agire. Altrimenti avrebbe prima fondato una struttura di movimento con i principi che propugna (e già questa era una bella sfida) e poi avrebbe cercato di ribaltare sulla società questo suo modello: così ci dimostra solo che lui potrebbe essere un buon politico, come lo fu Cicciolina d’altronde. Infatti è a lei che dobbiamo la splendida frase detta in parlamento “fate l’amore non fate la guerra”. Come non condividere questa visione celestiale che ci ha proposto una pop del porno? Forse perché la visione che Cicciolina ha dell’amore non è esattamente quella del resto dei cittadini, o no?

    Quindi Grillo vuole “solo” rifondare questa politica su un modello a partecipazione diretta, modello che non si è mai preoccupato di mantenere sotto una lente critica, cioè all’interno di una discussione aperta e viva, compartecipata, Curioso. Un modello che nemmeno lui pare avere capito troppo bene, anche perché c’è gente ben più preparata di lui che in altri contesti sociali ha aperto esperienze sperimentali di portata planetaria (vedi Equador o Venezuela) e che a tutt’oggi hanno tante luci quante ombre.

    Per concludere: Grillo = ti insegno una nuova politica.

    Meno male che si definiva fino a poco fa “solo un comico”.

  • Jor-el

    Miiichia che paglione! Grillo non ha detto proprio niente di pazzesco: non ha “sdognato” Casa Pound e non ha propugnato un’alleanza fra il M5S e i suddetti, neanche una minima intesa. Ha semplicemente detto che chi è daccordo con il programma e le idee del suo movimento può aderirvi, anche se ha fatto parte, in precedenza , di altri partiti, associazioni, movimenti. ESATTAMENTE COME TUTTI GLI ALTRI PARTITI POLITICI. Vogliamo vedere la storia di ogni singolo militante del Pd? Personalmente non ho ancora sciolto le mie riserve sul M5S, da sempre astensionista, non ho alcuna voglia di andare a votare alle prossime elezioni, quindi lungi da me l’idea di fare propaganda per i “grillini”, ma l’aggressione mediatica nei loro confronti è arrivata al delirio, mi fa venir voglia, davvero, di votarli!

  • AlbertoConti

    E’ il momento delle cazzate, del “facciamoci del male”, un rito tradizionalmente scontato che speriamo si esaurisca qui. Mi riferisco a tutte le “forze” in gioco con una qualsiasi potenzialità antisistema, potenzialità dissipate dalle tante, troppe cazzate dei “responsabili” di tali forze, la cui responsabilità dovrebbe consigliar loro di riflettere dieci volte prima di aprir bocca. O meglio ancora di verificare dieci volte qual’è il sentimento di chi rappresentano. Questa di Grillo più che una cazzata in sè, che andrebbe discussa con grande senso di pietà per quei poveri ragazzotti incolti, è una cazzata politica, perchè il “pubblico” non è pronto a raccogliere positivamente una simile provocazione. E’ un passo più lungo della gamba, che si paga a caro prezzo. Peccato.

  • Josta

    Tutto bello ma…perché molti attribuiscono la frase “Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo.” a Voltaire?
    Non vi è nulla di più ignorante di una citazione errata.

    Evelyn Beatrice Hall “Gli amici di Voltaire”.

  • segretius

    Ma se questo avvenisse nella logica di un’utilita comune avrebbe anche senso. Per capire bisogna tornare indietro a trent’anni fa e a quello che erano le ideologie, che poi è una sola quella di sinistra, o comunista se si vuol essere più precisi. Ah, ora l’ideologia è stata distrutta, con grande successo di quelli che hanno voluta cambiarla per togliere alla gente comune, e con la stessa suicida complicità della gente comune. In nome del liberismo, della circolazione della moneta, di quella che veniva considerata modernità e sopratutto l’esempio dato dagli americani in antitesi a quello che poteva proporre un qualsisi sistema socialista o ancor peggio comunista. Per questo si è creata un campagna a partire da Craxi e poi proseguita nell’era berlusconica martellante e che entrò a far parte anche di coloro che sulll’ideologia basavano la loro vita NEI FATTI.
    In posti tipo Emilia ecc. Se una cooperativa rossa, che allora erano ancora locali, doveva costruire una scuola lo faceva per dare alla sua comunità una cosa utile, e viveva di rendita su quel bene che aveva creato anche su basi ideologiche. Lo stesso valeva per altre opere utili alla collettività. In quegli anni però cambiò la mentalità e non solo:ci fu anche qualche legge su appalti ecc. Fatta con l’unico scopo di non dare la possibilita alle comunità locali di scegliere. Questo creò un sistema sostanzialmente mafioso, anche se volevano farlo passare per una salvaguardia anti mafia, e inevitabilmente a questo gioco di sistema si adeguarono tutti in nome della “libera” concorrenza e del business, parola che sempre più spesso comparve sulla bocca di tutti sopratutto di quelli che erano compagni e divennero seguaci dell’antiideologia chiamata capitalismo basato sul “libero” mercato e che di libero non aveva niente. Lo sappiamo benissimo oggi ma il germe di questa catastrofe si diffuse allora. Lo stato non è di per
    sè antitetico a niente, dovrebbe essere nel controllo della gente comune ed è ovvio che non lascia libertà assoluta. Se dobbiamo scegliere comunque tra Monopoli di stato e privati la risposta è presto detta: ben venga un nuovo Stalin! 😉

  • Don-Kisciotte

    Allora: io dico questo.
    L’articolo mi sembra un po troppo ottimistico riguardo le caratteristiche di democrazia diretta portate dal M5S. Va bene togliere i condannati dal parlamento. Va bene poter scegliere nominativamente il proprio candidato. Va bene “uno vale uno”. Però bisogna anche e sopratutto eliminare le FALLE (i cosidetti bugs) della democrazia rappresentativa, che è un tipo di democrazia che non mi sembra Grillo osteggi molto. Allora se io voto Tizio, bisogna riformare le leggi per fare in modo che se Tizio non fa quello per cui io l’ho votato allora io lo prendo e lo mando a casa (come un dipendente, come molte volte anche Grillo si è riferito cosi). Cioè, o mettiamo in piedi la vera democrazia diretta oppure bisogna aggiustare le falle della democrazia rappresentativa, altrimenti con l’attuale democrazia rappresentativa governeranno le solite oligarchie e potenti di turno. Uno Scilippoti di turno puo cambiare pelle quanto gli piace, tanto mica è reato. Il politico di turno puo’ votare tutte le nefandezze che gli pare tanto tu prima di 5 anni mica lo puoi mandare a casa, e in 5 anni di cose ne succedono… Questi in 5 anni possono fare quel caspita che gli pare tanto poi tu hai il (grandioso?) diritto di non votarlo piu alle prossime elezioni. In questo senso -forse non sono documentato bene io- ma non mi sembra che Grillo e il M5S abbiano qualcosa a proposito nel loro programma. Non so poi esattamente come si potrebbe mettere in piedi la cosa e non volevo che questo fosse per il momento l’oggetto di questo commento. Ma a me sembra piuttosto importante, nonchè fattibile.

  • bysantium

    Scusa per il ritardo.
    va bene, a te non piace il richiamo ai temi etici e capisco cosa intendi significare.
    Tuttavia resto dell’idea che la democrazia diretta senza una, chiamiamola così, Carta Fondamentale è terribilmente pericolosa in quanto lascia la potestà di approvare qualsiasi cosa che rivesta un contingente interesse per la maggioranza ma che sia contrario o al bene di una minoranza e/o, addirittura, allo stesso futuro bene dell’intera comunità.
    Non sto a fare esempi storici, perchè credo che sia sufficiente quanto stiamo vivendo e la controprova la avremo, ancora una volta, alle prossime elezioni.
    Infine, non sottovaluto il fatto che le idee dominanti sono quelle della classe dominante…..
    Saluti.

  • Jor-el

    Be’, proprio fattibilissimo non mi pare. La costituzione dice: “Art. 67 – Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. Art. 68 – I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”. Chiaro? “senza vincolo di mandato”. Non è un “bug” della democrazia rappresentativa, è il cuore della rappresentatività moderna, introdotto per la prima volta nella Costituzione Francese del 1791. L’eletto, nel nostro ordinamento, non ha alcuna responsabilità giuridica nei confronti degli elettori ma solo una responsabilità politica. Non èvero, quindi, che il parlamentare è un “nostro dipendente”, come dice Beppe Grillo, perché il rapporto fra elettori ed eletti è politico e non privatistico, come espressamente voluto dai padri costituenti, che vollero un parlamento libero da ogni vincolo. Il principio che tu hai esposto si chiama, invece, “mandato imperativo”, ed era caratteristico degli Stati generali francesi, prima della Rivoluzione. In quel caso gli eletti potevano essere revocati quando avessero agito in modo difforme dalla volontà degli elettori.

  • Don-Kisciotte

    Certo, ne sono pienamente consapevole. Stiamo dicendo la stessa cosa. Io ovviamente intendevo che proprio quei principi costituzionali di non-responsabilità vanno cambiati. Non sarà una strada immediata, ma il problema secondo me è che Grillo non ne sta discutendo particolarmente (o forse proprio per niente)

  • Jor-el

    Il principio del “mandato imperativo”, quello secondo cui i delegati possono essere revocati dagli elettori, trova riscontro nelle forme di democrazia diretta, ove i delegati sono rappresentanti della sovranità popolare anziché di quella nazionale. Essendo la sovranità popolare inalienabile, il popolo la può cedere solo temporaneamente e relativamente a un preciso mandato- Il mandato imperativo era in vigore anche nei soviet e nei kibbutz e, in seguito (anche se solo nominalmente) in alcune democrazie popolari della sfera d’influenza sovietica.

  • mincuo

    ma come ti hanno promosso in terza media, che dovrebbe essere la tua qualifica di studio, se non vado errato? Da chi eri raccomandato Tonguessy?

  • mincuo

    Quello che non sa di quel che parla sei sempre tu Tonguessy. Ma quanti ancora ne vuoi collezionare ancora che te lo dicano. Perfino uno ti ha detto “ma dove l’hai letta questa sull’etichetta della scatola di fagioli?” Ed era generoso pure, vista la collezione di idiozie che hai appena snocciolato. Sulle scatole di fagioli non le scrivono secmenze simili dal 1950. Su La Repubblica forse, che deve essere circa la tua Bibbia a quanto pare. Ma va a spasso va, con berrettino, bandierina e cestino del partito.

  • Penta

    Un altro che parla di Democrazia Diretta senza sapere cos’è, o meglio, inventandosi la sua personale definizione.