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PER VAROUFAKIS

DI JACQUES SAPIR

russeurope.hypotheses.org

La minaccia d’accusa per alto tradimento che ora pesa ormai su Yanis Varoufakis ha qualcosa di assurdo, ma anche di terribilmente rivelatore. [1] Ha evidenziato in maniera cruda il fatto che la zona Euro è ormai diventata un mostro, o meglio un tiranno che è stato esentato da ogni regola.

I fatti

Yanis Varoufakis, come ministro delle Finanze, ha preso la decisione di far penetrare illegalmente il sistema informatico delle autorità fiscali greche. Ci si è resi conto di questo “piano B” in questo libretto [2], ed è quello che gli rimproverano. Ma ha preso la sua decisione in accordo con il primo ministro, Alexis Tsipras. Ha preso questa decisione riguardante il sistema informatico delle autorità fiscali greche perché quest’ultimo era in realtà sotto il controllo degli uomini della “Troika “, vale a dire il Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea e la Commissione europea.
E’ quindi il primo ministro conservatore, signor Samaras, battuto nelle elezioni del 25 gennaio, che ha in realtà commesso questo atto di alto tradimento, dando l’amministrazione fiscale ad una (o più) potenze straniere. Era lui, e solo lui, che porta la totale responsabilità per quello che è successo allora.

Questa decisione aveva lo scopo di implementare un sistema di pagamento parallelo che avrebbe permesso al governo greco di bypassare il blocco delle banche che è stato organizzato dalla BCE a partire dalla fine del mese di giugno 2015. Questo è stato necessario per evitare la distruzione del sistema bancario greco che ha causato l’azione della Banca centrale europea. Questa azione illegale della BCE ha messo in pericolo il sistema bancario come una delle sue missioni, sancite dalla Carta della BCE è proprio quello di garantire il corretto funzionamento del sistema bancario. Se Yanis Varoufakis dovrà essere accusato, sarebbe logico, sarebbe giusto, che il Presidente della BCE Draghi, così come il presidente dell’Eurogruppo, il sig Dijsselbloem, lo siano anch’essi.

E’ vero che questo sistema parallelo dei pagamenti avrebbe anche consentito un rapidissimo passaggio dell’euro verso la dracma, ma Varoufakis, sencondo i propositi riportati dal The Telegraph, non intendeva questo che in caso di necessità [3].

Una decisione assurda

Accusare Mr. Varoufakis è così assurdo. Il fatto che sia ormai difeso da figure come Mohamed El-Erian, capo economista di Allianz e presidente di un comitato di esperti economici presso il Presidente degli Stati Uniti [4] dimostra che se ha fatto, quello che ha fatto l’ha fatto per il bene dello Stato che serviva come ministro delle Finanze. Questa accusa, se fosse confermata, potrebbe avvenire solo con la complicità di Alexis Tsipras che avrebbe abbandonato il suo ex ministro delle finanze, che non si assumerebbe le sue responsabilità. Questa accusa, se si verificasse, sarebbe un atto odioso, un atto di pura giustizia politica, di vendetta delle autorità europee contro un uomo che ha osato, sostenuto dal suo popolo, di sfidarli.
Questa accusa sarebbe anche qualcosa di molto rivelatrice dell’atteggiamento neo-coloniale che hanno le autorità europee di oggi nei confronti della Grecia, ma anche in altri paesi. Stefano Fassina, ex Vice Ministro delle Finanze del Governo italiano, membro del Parlamento di questo paese ed uno dei membri di spicco del Partito Democratico oggi al potere, ha scritto in un testo che è stato pubblicato sul blog di Yanis Varoufakis [5 ]:

“Alexis Tsipras, Syriza e il popolo greco ha avuto il merito storico innegabile di strappare il velo della retorica europeista e l’obiettività tecnica che ha il solo scopo di mascherare la dinamica della zona euro” [6].
Ed aggiunge anche: “Dobbiamo riconoscere che l’euro è stato da un punto di vista di errore politico. Dobbiamo ammettere che nella gabbia neoliberista dell’Euro, la sinistra perde la sua funzione storica e che è morta come serva della dignità e l’importanza politica del lavoro ed anche della cittadinanza sociale come strumento di una democrazia reale “. [7] Infine, conclude scrivendo:. “Per una disintegrazione che sarà gestita dalla moneta unica, noi dobbiamo costruire una grande alleanza di fronti della liberazione nazionale” [8].

Questa prospettiva è pienamente giustificata oggi. La zona euro si è ben rivelata una macchina da guerra al servizio di un’ideologia, il neoliberismo, ed al servizio di interessi particolari, quelli della finanza, e di una oligarchia senza confini. La prospettiva offerta da Stefano Fassina è quella che abbiamo oggi di fronte a noi ovvero la creazione di una “alleanza di fronti di liberazione nazionale” dei paesi della zona euro far piegare il tiranno, e di smantellare la zona euro.

Jacques Sapir

Fonte: http://russeurope.hypotheses.org

Link: http://russeurope.hypotheses.org/4160

30.07.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DI KEFOS 93

[1] Evans-Pritchards A., « European ‘alliance of national liberation fronts’ emerges to avenge Greek defeat », The Telegraph, 29 juillet 2015, http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/11768134/European-allince-of-national-liberation-fronts-emerges-to-avenge-Greek-defeat.html

[2] http://russeurope.hypotheses.org/4148

[3] http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/11764018/Varoufakis-reveals-cloak-and-dagger-Plan-B-for-Greece-awaits-treason-charges.html

[4] http://www.project-syndicate.org/commentary/varoufakis-agenda-defended-by-mohamed-a–el-erian-2015-07

[5] Voir Fassina S., « For an alliance of national liberationfronts », article publié sur le blog de Yanis Varoufakis par Stefano Fassina, membre du Parlement (PD), le 27 juillet 2015, http://yanisvaroufakis.eu/2015/07/27/for-an-alliance-of-national-liberation-fronts-by-stefano-fassina-mp/

[6] Alexis Tsipras, Syriza and the Greek people have the undeniable historical merit of having ripped away the veil of Europeanist rhetoric and technical objectivity aimed at covering up the dynamics in the eurozone

[7] We need to admit that in the neo-liberal cage of the euro, the left loses its historical function and is dead as a force committed to the dignity and political relevance of labour and to social citizenship as a vehicle of effective democracy.

[8] For a managed dis-integration of the single currency, we must build a broad alliance of national liberation fronts

Pubblicato da Davide