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PER FARE UNA RIVOLUZIONE…

FONTE: DIARIO DI UN ETNOLOGO

corvide.blogspot.it

Secondo uno studio universitario per fare una rivoluzione occorre solamente il 3.5% della popolazione.

Questo 3.5% peró, deve essere completamente dedicato alla “causa”, fondamentalmente rimanendo in “piazza” fino al raggiungere lo scopo voluto.

Magari sembrano pochi, ma in Italia il 3.5% sono 2.126.681 di persone.

Una forza che riesca a mobilitare un paio di milioni di persone disposte a tutto per un tempo prolungato puó storicamente produrre un cambiamento sostanziale.

Fonte: http://corvide.blogspot.it/2014/09/vivi-libero-o-muori-il-presidente.html
Link: http://corvide.blogspot.it/2014/09/vivi-libero-o-muori-il-presidente.html
24.09.2014

Commento estratto dall’articolo: “Vivi libero o muori. Il presidente ucraino resuscita l’ Unione Sovietica”

Pubblicato da Davide

  • GiovanniMayer

    Diciamo che se un quarto degli elettori m5s più gli extraparlamentari di sinistra, scendessero in piazza uniti, determinati e con uno scopo preciso, solo un intervento NATO potrebbe fermarli…

  • albsorio

    3.5% de che? 

    Armati di cosa?
    Garibaldi ha unito l’Italia con mille persone… e le navi inglesi 
    Ma per piacere, bisogna votare senza fette di salame ideologico sugli occhi, questo si.
  • radisol

    Che Garibaldi, pur con l’aiuto strumentale inglese, abbia fatto una "rivoluzione" è una stronzata … l’unità d’Italia si risolse in una semplice annessione "coloniale" al Piemonte …  e Garibaldi finì al confino … e Mazzini morì in esilio ….

    Tornando al discorso della "rivoluzione " oggi … vero che nella storia sono state sempre opera di "minoranze ben organizzate" …. ma  prima di tutto manca appunto l’organizzazione rivoluzionaria … conditio sine qua non … e della quale non vedo al momento traccia alcuna …. poi c’è un problema di condizioni sociali e di armamento … anche questa, robetta non di poco conto … al massimo si può prefigurare una "rivolta" che ottenga anche risultati tangibili, ma anche questa non nasce da sola e dal nulla ….
  • tobiashome

    se per rivoluzione porti come esempio quella francese ricordo che alla fine i maggiori esponenti dei vari gruppi dirigenti sono morti ghigliottinati!

  • Georgios

    Neanche quello. Intervento NATO in Italia? Scherziamo? In Siria hanno dovuto escogitare un sacco di trucchi conditi di teste mozzate e ancora non convincono le loro opinioni pubbliche lasciamo perdere la comunità internazionale.

    L’unica soluzione per loro (non però anche garanzia di successo) sarebbe l’intervento dell’esercito prima a "favore del popolo" e per "ristabilire l’ordine" e poi per trasformare la scena politica in una dittatura. E’ successo in Egitto. Ma l’Italia non e’ l’Egitto.

  • radisol

    Questo è un fenomeno che ha riguardato quasi tutte le rivoluzioni … anche quella russa … prima con la repressione contro i "socialisti rivoluzionari" … e poi addirittura con l’uccisione del vero artefice militare  della rivoluzione del 1917 … Trotzky …

    Ma questo fenomeno non c’entra nulla con la questione riguardante Garibaldi e Mazzini … lì semplicemente l’opzione democratico/repubblicana fu subito messa da parte … e non ci fu nessuna "rivoluzione" ma solo una annessione militar/coloniale al regno piemontese del resto della penisola ….
    Rimane comunque il dato inconfutabile che "senza organizzazione rivoluzionaria non c’è rivoluzione" … possono esserci le "rivolte", non la "rivoluzione" … che presuppone la presa del potere …. e qualcuno, preorganizzato, che oltre a vincere lo scontro rivoluzionario poi prenda questo potere …
  • SanPap

    … e Ippolito Nievo in fondo al mare con tutta la documentazione su chi aveva finanziata la spedizione dei mille

  • oriundo2006

    Quello che conta è il programma, ovvero cosa fare, che cosa proporre, quale è la chiave di volta per risolvere i problemi. Primo. Dunque una forte tensione intellettuale, diffusa e a lungo alimentata. Poi l’organizzazione, ovvero chi si fa garante del programma e con che mezzi. Una gerarchia stabile ed omogenea che non guarda al proprio utile individuale. Eccetera eccetera. Inoltre, la fanteria, regina delle battaglie ed espressione del popolo in armi, è morta e sepolta da tempo. Di fronte alle tecnologie militari odierne qualsiasi rivolta ‘seria’ avrebbe assai poco spazio nonchè ancor minor tempo per affermarsi. Da ultimo, chi si ribella ha da esser giovane e pieno di forze e colla pancia vuota: non sembra ma da’ uno stimolo primordiale immenso…Per tornare alla realtà italiota, prego googlare ‘iphone nuovo’ e vedere le torme demenziali di ggiovani de noantri che assaltano i negozi cantando ed esaltando l’Ammerica sopra tutto, facendosela quasi sotto per l’emozione di essere tra i primi a possedere l’arnese, peraltro carissimo e fuori prezzo: ma si sà che quando si vuole i soldi ce sono. Alla facciazza di tutti. 

    Un consiglio: è bene smetterla coi fiaschetti di barbera e con ‘ o’ ciciornia’…equivale a ballare il minuetto in discoteca.
  • Georgios

    Ma certo, stiamo pure buoni.

    Per una sollevazione popolare ci vuole la grana, ci vuole un esercito di armati senza contare l’addestramento, ci vogliono i bazooka, magari anche l’aviazione, e poi ci vogliono i contatti con la CIA per avere il permesso. E’ storicamente dimostrato che tutti i grandi rivoluzionari del passato erano agenti del MOSSAD.

    Poi, si sa, le sollevazioni hanno causato ecatombi di morti, non sono state le reazioni del sistema messo alle strette e barcollante a scatenare le guerre civili, sono state le rivoluzioni a causarli. Ed il sistema oggi ha tanti legami con intere classi sociali che lo supportano che la guerra civile sarà un gioco da bambini.

    E ancora, perché sollevarsi? Mica ci stanno derubando dei nostri diritti e dei nostri soldi. E’ un semplice cambiamento di politica fatto a fin di bene. Per mettere in ordine l’economia. Per il nostro bene, non siamo ingrati.

    Che vorrà dire qualche milione di persone sedute davanti al parlamento per alcune giornate? Sarà un happening. E se ci mettiamo pure il biglietto si potrà finanziare qualche opera caritativa, che so, delle mense popolari (tramite ponte aereo Roma – Atene) per quei buoni a nulla della metà dei greci che ormai anche ufficialmente vivono sotto la soglia di povertà.

    http://www.enet.gr/?i=news.el.article&id=449230

    Sogni d’oro a tutti.

  • falkenberg1

    Per iniziare una rivoluzione non è certo necessario sottintendere sparatorie, bombe, pura violenza, barricate, ecc.ecc.!!! Una rivoluzione può iniziare anche diversamente. Ipotizziamo che svariate decine di migliaia di persone, unite da comuni ideali, indipendenza morale e nessuna collusione con la teppaglia politicante nostrana, spazzatura infetta, decidessero, in tempi brevissimi, di organizzare una meravigliosa manifestazione in quel di Roma, senza striscioni, fischietti, cori e filastrocche, bensì silenziosa ma carica di quel silenzio che precede la tempesta, e si ESIGESSE, NULLA INTERPOSITA MORA, di parlare con l’incollato sul Quirinale, con l’usurpatore di palazzo Chigi, i figuranti di camera e senato, comunicando, con educata ma intransigente fermezza che, in mancanza di un drastico, inevitabile, dovuto, legittimo cambiamento di rotta, di defenestrazione di governo, pdr, teppa liberal-capitalistico-bancaria-saprofita, la prossima, inevitabile ”manifestazione” non sarebbe pacifica ma, decisamente, violenta, durissima ed intransigente!!! Risulta così difficile organizzare, subito, SUBITO, una prima ferma protesta che metta in chiaro le cose?? Proprio così difficile??? Personalmente ho già iniziato a comunicare, richiedere partecipazione ed impegno!! Vogliamo iniziare, vogliamo darci da fare oppure ci limitiamo all’invettiva???? Fatemelo sapere, di grazia!! Il tempo è poco ed è ora e passata di agire pesantemente!! Grazie!!!

  • mago

    Ci vogliono le banche…quelle inglesi finanziarono Camillo Benso per le sue guerre e poi fu giocoforza depredare il Sud visto che erano alle pezze sul ….poi sponsorizzarono i generali del regno borbonico per guardare altrove….un piccolo spaccato ignobile della nostra storia….il resto lo staimo vivendo oggi.

  • GiovanniMayer

    Diciamo che lo spettro di un qualsiasi intervento esterno, che sia NATO o esercito della salvezza (del capitale), non sarebbe un valido motivo per desistere.

    Detto questo, per l’Italia semmai ci sarebbero strutture come stay behind con annessi e connessi.
  • Hamelin

    Il Voto è un sistema di controllo .

    Infatti di alternative vere non ne esistono .

    A questo punto in piena Corporatocrazia il voto è inutile se non deleterio .

    Il Sistema in cui viviamo non offre alternative , o ti pieghi alla volontà del governo ombra o la rigetti in toto ribellandoti e cercando un nuovo paradigma al di fuori degli schemi imposti da questa società ( quello che ha fatto tra l’altro l’autore dell’articolo che è estremamente coerente ) .

  • Hamelin

    Concordo l’elemento fondamentale sul perchè una rivolta non è possibile è il grado culturale delle persone .

    Altro che 2 Milioni per trovare gente consapevole si deve guardare nell’ordine delle decine di migliaia ( forse )…

    Considerando che gran parte parte delle persone sono poi anziani pensionati abbiamo trovato la quadra…

  • Hamelin

    Manca un elemento fondamentale .

    La volontà deve superare il terrore della vita in indigenza e la paura della morte ( ovvero la differenza tra una vita penosa e la morte cessa di esistere e la morte è di gran lunga preferibile alla vita ) .

    Quando questo fatto succederà allora si che ci sarà il botto ed il caos .
    ( per una rivoluzione ci vuole sempre un gruppo sociale che guida… in italia la vedo dura! )

    Per adesso siamo ancora lontani da questa condizione .

  • radisol

    Rimane il fatto che la spedizione dei mille non fu una "rivoluzione", proprio tecnicamente … e non solo perchè aiutata dagli inglesi …. anche rivoluzioni vere hanno avuto aiutini strumentali esteri e non è che per questo non fossero comunque appunto rivoluzioni vere … quella russa prima di tutte …

    Si trattò invece tecnicamente di una spedizione militare che pur conquistando la Sicilia e parte del Sud poi fu praticamente bloccata dai piemontesi che avevano idee molto diverse da Garibaldi e dai suoi volontari su come praticare l’unità d’Italia ….
    Quindi, come termine di paragone, non c’entra nulla col topic … nemmeno da lontano ….
  • radisol

    Tutto giusto … ma anche per fare quello che dici … che non è una rivoluzione ma comunque avrebbe un grandissimo significato … e ne potrebbe essere il prologo …. occorre comunque l’organizzazione rivoluzionaria …. da questo non si scappa ….

  • radisol

    Ci voglio le banche ? Ma se sono oggi la quintessenza del potere … Perchè mai dovrebbero finanziare una "rivoluzione" ?

    A volte ho veramente l’impressione che si commenti tanto per commentare … senza alcuna coscienza reale della situazione …. e, torno a dire, che c’entrano le nostre vicende ottocentesche nelle quali non ci fu alcuna "rivoluzione" ?
  • Laertino

    Alleluia, i coututier della politica hanno creato la rivoluzione pret a porter (il colore predominante è naturalmente l’arancione).

  • Georgios

    Ciao Laertino

    Mi hai fatto cercare nei vocabolari per quel coututier (il mio francese e’ meno di elementare), ma scusa, perché arancione? Mica la finanzierà Soros… Dal momento che c’e un finanziatore la cosa non e’ più genuina.

    Tanto per essere precisi con le parole e anche se in un articolo recente io stesso mi sono preso la libertà di usare questa parola, qui non si parla di rivoluzione (anche se questo e’ anche il termine usato nel titolo di questo articolo), la rivoluzione come ben sai e’ un’altra cosa. Si parla di sollevazione. Almeno cosi la capisco io. Non c’è oggi bisogno di una sollevazione popolare?

  • oriundo2006

    @radisol: Rispondo a te: non ti sembra che questi articoli siano articoli ‘spia’ per vedere se le acque dei blogger sono agitate ? Insomma, anche qui su CDC siamo ‘attenzionati’ mica da ridere…e cmq l’idea dell’articolo è oggi come oggi assolutamente folle. Per questo prima o poi si realizzerà…odo infatti da tempo le farfalle in Amazzonia che battono le ali…

     ( diario di un entomologo…)
  • radisol

    Tutto può essere …

    Comunque, affidare previsioni di questo tipo agli etnologi … è tutto dire ….
    La "rivoluzione" è un fatto politico, sociale, anche economico … può a tratti avere sovrastrutture ideali forti, come la religione o il patriottismo … come detto altre volte, pressochè tutte le rivoluzioni ispirate al marxismo, con la parziale eccezione solo di quella russa, nascono dal proseguio di lotte di liberazione nazionale …. ma certo non sono materia per etnologi ….
  • radisol

    Della "sollevazione", che come tu stesso dici è cosa ben diversa dalla "rivoluzione", ci sono certamente oggi molti presupposti … e non solo in Italia … il problema è che anche per "sollevarsi" serve una qualche forma di organizzazione … non necessariamente il Partito con la P maiuscola … io poi, figurati, sono pure anarchicheggiante …. ma l’organizzazione forte, almeno di tipo "sociale" se non direttamente "politico", è assolutamente necessaria …. e, all’orizzonte, sinceramente non la vedo …

  • falkenberg1

    Concordo con quanto affermi!! L’organizzazione, la struttura rivoluzionaria occorre e necessita ed è importante che venga  ”percepita” come esistente e pronta ad entrare in azione!! Prima di dare, però, ad altre iniziative, è importante ed essenziale che ”quelle” teste di cefalo percepiscano con chiarezza che molti non sono disposti ad accettare la schiavizzazione, il dilagare di disvalori, la supremazia della corruzione, del denaro non prodotto del lavoro ma della più infame speculazione, il liberismo selvaggio, il prevalere della prepotenza sulla decenza, anche a costo di ricorrere a drastici sistemi in caso di resistenza malsana!! Sono sempre del parere di provare a riunirci lasciano capire, chiaramente, che, la volta successiva, i sistemi saranno più bruschi e diretti!! Dico che non possiamo fare a meno di iniziare; non mi sembra dignitoso, decoroso bensì fonte e motivo, per noi, di disagio e vergogna non far capire, senza ombra di dubbio a questa teppa di vandali, che non tutti e sempre sono disposti a tollerare la loro infame delinquenza protetta, ciò che è più grave e indecente da distorte ed improbabili ”forze dell’ordine”!!!

  • Georgios

    Si può fare. Tutte e due le cose contemporaneamente. E’ già successo anche nei nostri giorni. Per esempio (e non lo distacco dal contesto) la decisione di Morsi di introdurre la Sharia in uno stato fortemente tollerante in materia di fede: l’esplosione sociale.

    Allora la mancanza di organizzazione ha avuto conseguenze sull’esito della rivolta non nel suo accadere. Ma anche se e’ stato un segnale forte sarebbe già troppo aspettarsi più di tanto da un popolo che e’ vissuto per anni in un regime autocratico.

    I paesi europei hanno una storia diversa. E ad ogni modo la mobilità bene o male crea delle probabilità. L’immobilità porta solo al peggio. 

  • Laertino

    Scusa, era couturier, non coututier (parola peraltro inesistente, credo).

    Mi è venuto in mente l’arancione perché, leggendo il pezzo mi sono venuti in mente quei bignamini, made in Cia e soci, che circolavano a Kiev (primo tentativo), a Belgrado, al Cairo e, ora, a Honk Kong.
    Sono d’accordo con te, troppo spesso confondiamo "rivoluzione" con "rivolta". 
    Una rivolta è un movimento di protesta radicale, quasi sempre violenta, fatta contro qualcosa: uno stato, una politica eccessivamente esosa (Masaniello), un gruppo di potere o una classe sociale. Il suo obbiettivo è l’abolizione o il superamento delle cause che l’hanno generata, o (ma non sempre), la sostituzione di una classe dirigente con un altra. Per esempio, il M5S è, per me, un movimento di rivolta, con tutte le sue peculiarità e i suoi limiti.
    La rivoluzione è l’innescarsi non solo di un processo politico, ma anche di un processo storico. Il suo fine è il definitivo superamento della società esistente, e l’abbattimento completo dello della tipologia di stato dominante. Si fa la rivoluzione per qualcosa, non solo contro qualcosa. Per questo motivo, per il sue essere movimento sistemico, abbisogna di in partito che sia l’espressione della dialettica fra teoria e prassi.
    E credimi, di rivoluzioni c’è ne sono state poche, troppo poche, nella storia. La maggior parte di quelle che si sono fregiate dell’appellativo di rivoluzione, altro non erano che rivolte generalizzate.
  • Georgios

    Credo ci sia una differenza tra sollevazione e rivolta (anche se qui sei in vantaggio, l’italiano e’ la tua madre lingua).

    La sollevazione può anche essere non violenta, p. es. dell’opinione pubblica contro una legge o, appunto contro le misure di un governo.

    La rivolta tende di più alla violenza e di solito si manifesta contro il potere.

    Certo, non ci sono regole precise e le due possono anche sovrapporsi in certi casi. Credo però che la sollevazione sia più, come dire, "predisposta" (?) a mettersi delle regole, ad organizzarsi.

    In ogni caso ciò che appare nell’articolo a me non porta in mente le cose arancioni pianificate e certo finanziate da chi giustamente descrivi. Perché, se non altro, non possiamo per principio escludere l’esistenza di una sollevazione genuinamente popolare. Cosi va a finire che la storia si scrive solo a tavolino il che e’ fatalistico oltre che assurdo.

  • Laertino

    Sono d’accordo con te. Aggiungo solo due cose.

    La rivoluzione, per essere veramente una rivoluzione, è sempre violenta.
    La storia è sempre stata scritta da quelli che non la fanno: gli intelletuali.
    Ti ricordi la triade medievale: bellatores, oratores, laboratores?
    I primi e gli ultimi sono quelli che fanno la storia, i secondi la scrivono.
  • Georgios

    D’accordo anch’io solo con una riserva sulla frase No2.

    Il cambiamento di regime in una rivoluzione e’ sempre violento. Ma non dobbiamo mai tradurre questo tipo di violenza con il numero delle vittime. La reazione della classe spodestata crea le vittime non la rivoluzione.

    E infine, scherziamo un po’, dai, un po’ di clemenza per gli intellettuali, che secondo Gaber (il mio favorito):
    sono razionali
    lucidi, imparziali, sempre concettuali
    sono esistenziali, molto sostanziali
    sovrastrutturali e decisionali.

  • rebel69

    Magari sarebbero sufficienti le forze dell’ordine, e se non bastasse ci sono sempre le forze "del nuovo ordine mondiale" l’eurogenfor.

  • Cataldo

    il mio commento è (auto)mutilo delle considerazioni che ritengo più importanti.
    Da bambino passavo davanti al monumento ai fratelli Bandiera appena risistemato, mi sovviene ora nel leggervi come un monito di prudenza 🙂
    Pertanto invito tutti a rimanere circoscritti, nell’ambito istituzionale, dato che non è certo la rete dove articolare elementi che in questo ormai diseccato alveo non possono essere veicolati, non fosse per il fatto che la repressione è sempre all’erta, e a memoria ha la caratteristica di colpire in modo preventivo e proteiforme, con modalità che spesso si comprendono solo a posteriori.

    Detto questo a mio avviso si tratta, più che di una rivoluzione, di una difesa dei principi costituzionali, fino a quando saranno almeno formalmente vigenti, il vero tentativo rivoluzionario è quello messo in atto dalla cricca di governo condotta da Napo orso capo e dal Quinsling* fiorentino, che stanno operando con modalità da stato di eccezione**, con la complicità di una propaganda ormai ossessiva, alimentata da ogni tipo di rentier e parassiti del paese, convinti di conitnuare a fare i galletti ncopp’ a munnezza.

    Un fronte di resistenza assoluta è sicuramente il trattato transatlantico, ma già adesso c’è materia per una forte resistenza, arriva il primo conto da pagare per la guerra in Ucraina, e saranno dolori se il Nino ghignerà un inverno storto, quindi bisogna fare di tutto per dare al popolo la giusta informazione sui fatti che lo travagliano,ad iniziare dalle vicende di guerra.

    Purtroppo dopo aver demolito la percezione stessa dell’ordine costituzionale, con il controllo totale dei media che hanno, questi vogliono formalmente eliderlo, e sono a buon punto, dopo aver inserito il dogma sui bilanci, basti pensare alla riforma del senato ed all’erosione dell’obbligatorietà dell’azione penale.

    Se questa reazione non si sviluppa in tempi brevi saranno dolori, perchè a quel punto non avremo alle spalle nulla che ci protegga dalla repressione del potere, e cambierà tutto, ma qui mi si monca la tastiera.

    *Sono fermamente convinto che nella costruzione del carattere di R, per dirla
    all’americana, vi sia anche la necessità di
    esacerbare lo scontro, alimentando l’odio in un modo che a B. non è
    stato possibile.

    **Ai piu grandicelli consiglio di fare questo esercizio mentale, pensate alle vicende istituzionali degli ultimi mesi e rapportatele a solo 15 20 anni addietro … 🙂

  • Georgios

    Perché ho l’impressione che hai già oltrepassato il limite preposto di auto-mutilazione?

    E da grandicello a grandicello (non italiano però), un aiuto sui 20 anni fa? Si può?

  • Gil_Grissom

    Basterebbero dunque gli esodati della Fornero secondo questa discutibile teoria.

  • pacoloco

    Per fare una rivoluzione basta impossesarsi dei media per un giorno e diffondere la notizia che il calcio verra proibido per legge…minimo 20 milioni in piazza (solo in Italia). Troppi articoli sulla rivoluzione, propaganda?

  • alvise

    Il 10-11-12 ottobre, parafrasando quello che dici, a Roma nel circo massimo, potrebbe infatti succedere questo. Magari proprio silenzioso no, ma sicuramente incisivo penso di si. Vedremo cosa diranno i soliti media mainstream. Però ho un grande timore, che ci sia una debacle nel numero che si spera ci sia.

    Una rivoluzione pacifica ci vorrebbe anche per porre fine ad ingiustizie, come sembra, in notizie come questa, dove un giudice abbandona l’aula per "caso chiuso con pregiudizio": https://www.youtube.com/watch?v=TD0ruc5ohHw

  • albsorio

    I "mille" garibaldini dimostrano come le "rivoluzioni" non partono da gente comune o da capipolopolo ma sono spinte, armate e sovvenzionate da altri, spesso governi esteri.

    Se l’unita d’Italia non ti piace perche troppo lontana ne tempo prendi l’Ucraina con "piazza Mai dan".
    Il concetto è sempre lo stesso.
  • Cataldo

    Pensa se nel 1994 avessero detto a qualcuno che il pd avrebbe fatto prima  la campagna contro Berlusconi per poi governare assieme, sotto l’egida di un presidente della repubblica novantenne al suo inverosimile e non contemplato secondo mandato, con un presidente del consiglio piazzato li senza nemmeno essere indicato da un voto politico, ma semplicemente nominato da un presidente, per di più  eletto da un parlamento costituito con una legge elettorale incostituzionale.

    Ti avrebbero riso dietro, dandoti del folle, ma è la realtà di oggi.

  • cdcuser

    Ti avrebbero riso dietro, dandoti del folle, ma è la realtà di oggi.


    Dici bene e, effettivamente, molte persone sono state prese per folli (e derise) perché "redarguivano", con alcune analisi politiche/economiche/sociologiche, su ció che si stava "preparando" e a cosa stavamo andando in contro … ed eccola quá la situazione di oggi (e purtroppo non é che solo l’inizio) … la cosa che mi da un pó di fiducia é che, saranno ancora pochi, ma alcune persone stanno comiciando a capire o, perlomeno, a farsi delle domande … ma la propaganda (a tutti i livelli) é forte, é troppo forte, é dura da combattere, ma si puó.    
  • alvise

    Concordo.Limpido concetto

  • Petrus

    …se avessero le palle per prendere una vera iniziativa anche si…