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PANTANI AMMAZZATO ? NON MI STUPISCO

DI ANDREA SCANZI

andreascanzi.it

Leggo in giro tanto stupore, e pure un malcelato fastidio, per la riapertura del caso Marco Pantani. E’ lo stupore (finto?) di chi finora si è disinteressato alla sua vita, o ha vissuto su Marte, o crede alle favole (anzi agli insabbiamenti). La morte del Pirata è sempre stata piena di misteri, incongruenze, bugie e omissioni. Bastava leggersi “Vie et mort de Marco Pantani” (Grasset, 2007) e “Era mio figlio” (Mondadori, 2008). Nel mio piccolo l’ho sempre scritto anche io, per esempio qui. Ho amato Marco Pantani come molti della mia generazione, e non solo della mia. Gli ho voluto bene. Dopo la sua squalifica, come un fan inconsolabile, andai perfino a casa sua per lasciargli un biglietto di solidarietà: non l’ho mai fatto con nessun altro sportivo. La sua intervista straziante a Gianni Minà la ricordo come una coltellata.

Ho sempre pensato che nessuno sportivo italiano, non tra quelli di cui sono stato contemporaneo almeno, abbia subito la gogna vergognosa del passaggio subitaneo da “eroe” a “colpevole”. Ha sbagliato, certo, ma non abbastanza da subire quella mitraglia ipocrita e indistinta. In quella cazzo di camera di Rimini non credo fosse solo. Paiono attestarlo troppe cose: la stanza era mezza distrutta, c’era sangue sul divano, c’erano resti di cibo cinese (che Pantani odiava: perché avrebbe dovuto ordinarlo?).

Marco aveva chiamato due volte la reception parlando di due persone che lo molestavano (aneddoto catalogato come “semplici allucinazioni di un uomo ormai pazzo”). Fu trovato blindato nella sua camera, i mobili che ne bloccavano la porta, riverso a terra, il torso nudo, il Rolex fermo e qualche ferita sospetta (segni strani sul collo, come se fosse stato preso da dietro per immobilizzarlo, e un taglio sopra l’occhio). Vicino al suo corpo c’erano delle palline fatte con la mollica del pane, in cui sono state trovate tracce di cocaina. Nella camera non sono state trovate altre tracce di stupefacenti.

Non esiste un verbale delle prime persone che sono entrate all’interno della camera, non è stato isolato il Dna delle troppe persone che entrarono nella stanza. Il cuore di Pantani venne trafugato dopo l’autopsia dal medico, che lo portò a casa senza motivo (“Temevo un furto”) e lo mise nel frigo senza dirlo inizialmente a nessuno. Perché il cadavere aveva i suoi boxer un po’ fuori dai jeans, come se lo avessero trascinato? Che senso aveva quel messaggio in codice accanto al cadavere (“Colori, uno su tutti rosa arancio come contenta, le rose sono rosa e la rosa rossa è la più contata”)? Eccetera. E’ mia opinabilissima convinzione che Marco Pantani, ragazzo fragile e talento infinito, sia stato ammazzato due volte. La prima a Madonna di Campiglio 1999, la seconda il 14 febbraio 2004. Temo di non sbagliare.

Spero (poco) in un briciolo di giustizia postuma. E conservo il dolore, perché ai fratelli maggiori non smetti di voler bene. E certe ferite non si cicatrizzano mai.

Andrea Scanzi

Fonte: www.andreascanzi.it

Link: http://www.andreascanzi.it/?p=2245

2.08.2014

LEGGI ANCHE:

L’OMICIDIO MASSONICO 2: IL CASO PANTANI E IL CASO FOIS
http://comedonchisciotte.org/controinformazione/modules.php?name=News&file=article&sid=4545

MARCO PANTANI, MISTERI E STORIA DI UNA LEGGENDA
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=13787

Pubblicato da Davide

  • Hamelin

    Il messaggio é la firma dell’ assassino .

    Paolo Franceschetti ha esaminato in lungo ed in largo i delitti compiuti dall’ordine massonico della " Rosa Rossa " .

    Pantani è purtroppo un’altra delle loro vittime .

  • Gil_Grissom

    Certo caro Scanzani che c’e’ stupore per la riapertura del caso: del resto e’ anche stupefacente che la magistratura aspetti un esposto della famiglia per riaprire le indagini, come a dire che le indagini su un presunto omicidio o su una morte quantomeno sospetta debbano essere approfondite solo se e’ la famiglia a richiederlo, altrimenti si possono fare in modo dilettantesco e superficiale come sono state fatte nel caso di Pantani e purtroppo in molti altri casi. E’ stupefacente la perenne incapacita’ della giustizia italiana, salvo rarissime eccezioni in cui la scienza e’ venuta in soccorso, nel risolvere i gialli e i misteri di questo martoriato paese, e’ stupefacente l’assoluta mancanza di buon senso con cui certe procure conducono le indagini viziate spesso da errori grossolani e dilettanteschi, e’ stupefacente l’elevatissimo numero di casi che vengono alla fine archiviati e messi nel cassetto della memoria con un nulla di fatto dopo aver sprecato quantita’ infinite di tempo, denari e risorse e lasciato le famiglie con dubbi atroci che si porteranno appresso fino alla morte. Ma non chiedete a costoro, a questi irresponsabili sia dal punto di vista giuridico che morale, di rispondere alle loro azioni, perché griderebbero al peccato di lesa maesta’. Costoro pronunciano le sentenze "In nome del popolo italiano" ma si rifiutano di rispondere allo stesso popolo quando queste sentenze o meglio queste mancate sentenze fanno scempio della giustizia con la G maiuscola. E mentre ogni altro lavoratore italiano deve pagare in prima persona e di tasca propria per i propri errori professionali, la Boccassini e Brutti Liberati possono tranquillamente continuare a prendere il caffe’ tutte le mattine nel lussuosissimo bar adiacente al palazzo di giustizia discutendo se imbastire o meno il processo Ruby ter, Ruby quater ad un Berlusconi ormai mummificato e putrefatto spendendo inutilmente altri soldi dei contribuenti perché tanto non sono i loro e non ne sono nemmeno responsabili. Pantani purtroppo e’ stato uno dei tanti casi ingiustamente e direi criminalmente trascurato dalla giustizia italiana, perché l’omissione e’ anch’essa un crimine. 

  • Bellerofon

    Questo il commento di Vincenzo Nibali, vincitore del Tour:

    «Non credo che faccia bene al ciclismo tornare a parlare della morte di Pantani, e che non faccia bene nemmeno a Marco. I suoi tifosi vorrebbero solo ricordarselo per il campione che era, non per quella tragica notte».

    Messaggio in perfetto stile mafioso.

    Intanto i media [www.ilgiornale.it] hanno già sputato la sentenza: Pantani si è suicidato perchè era un drogato, un fallito, un imbroglione vicino ad ambienti malavitosi. Nella migliore delle ipotesi, un uomo "fragile" (ora è partito il mantra dell’uomo fragile). La macchina del fango e del depistaggio sì è rimessa in moto a pieni giri, come ai tempi della vicenda del "mostro di Firenze".

  • Bellerofon

    Guardi, non si tratta di semplice "omissione", o mala-giustizia. C’è ben altro in ballo. Non a caso, al termine dell’articolo sono riportati due link:

    L’OMICIDIO MASSONICO 2: IL CASO PANTANI E IL CASO FOIS
    “>http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4545

    MARCO PANTANI, MISTERI E STORIA DI UNA LEGGENDA
    http://http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=13787
     

  • Zret

    Fu ucciso nel residence "Le rose"… 

  • lucamartinelli

    esattamente così.

  • Gil_Grissom

    Comunque sia andata, comunque ripeto, i magistrati e le forze dell’ordine hanno fatto un pessimo lavoro anche se sono piu’ propenso a credere che cio’ sia dovuto piu’ a incompetenza e incapacita’ che a malafede sebbene tutte queste qualita’ alberghino in abbondanza nella magistratura italiana, la peggiore del mondo.