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ORRORI PROSSIMI VENTURI

FONTE: ROSSLAND (BLOG)

Che la vita in sé abbia o no un significato, sta a noi dargliene uno…La nostra vita ed il mondo in cui viviamo hanno tanto significato quanto noi decidiamo di dargliene.

“L’uomo è immortale esattamente quanto il suo ideale ed è reale quanto l’energia con cui lo serve”.*

*(Cit. Conte Keyserling tratta da I Fondamenti del Misticismo tibetano – pag. 273/274 – Ubaldini Ed. 1972)

Ieri sera mi sono imbattuta, mentre stavo cercando altro, nella foto di una testa mozzata dentro una scatola. Opera (pare) dell’occidentale esercito ucraino, quello promosso dai media occidentali come più democratico del precedente e disposto a tutto pur di entrare a far parte nella civilissima Unione Europea.

Evito da sempre di aprire link che suppongo contenere immagini raccapriccianti o di guardare foto di morti vittime di guerra o di tortura.
Non mi serve alcuna prova visiva per ricordarmi che la barbarie è umana esattamente quanto l’ascesi, che questo e quello, non sono che due aspetti della stessa umanità fin dai tempi più remoti.

Per come la vedo, fra il consumare immagini e video dell’orrore, e l’arrivare a ritenere normale l’orrore, non è che un passo.

Delle torture aberranti praticate dall’Inquisizione e di quelle praticate un po’ ovunque dal potere a scopo “didattica” sottomissione dello spirito, oltre che della carne, abbiamo tutti, chi più che meno, memoria letteraria o cinematografica.
Ma letteratura e cinema li frequentiamo come “evasione”, e anche se riportano fatti realmente accaduti in passato li valutiamo con il distacco emotivo che riserviamo alla fiction su temi lontani nel tempo che pensiamo non ci riguardino più.

Invece oggi pare siano realtà a disposizione di chiunque, e le immagini di una simile reale barbarie divulgata massicciamente via youtube e twitter, mi inquieta.
E’ come se avessero tutte un sottotitolo comune, queste immagini.
Come se la disponibilità alla divulgazione senza filtri stesse lì a dire: “Guarda di cosa son capaci i cattivi che ci tocca sterminare per salvare la nostra buona civiltà”.
Ed è un messaggio particolarmente ambiguo, perché poi è proprio l’occidente “buono” a schierarsi con quell’Ucraina che mostra via twitter le teste mozzate di altri ucraini, che però sono “cattivi”, perché di entrare in Europa proprio non ne vogliono sapere.
Ed è l’Ucraina che mozza teste parte di quello stesso occidente buono, quello che si sente nelle stesse ore chiamato a sterminare gli altri tagliagole brutti e cattivi, che l’Europa appoggia economicamente e (pare) militarmente.
(Gli odierni buoni sembrano volerci far dimenticare Abu Graib, le torture di Guantanamo o il massacro al G8 di Genova, superando nella nostra mente quegli orrori con questi nuovi più atroci orrori).
Dietro queste teste mozzate mi pare di veder alzarsi l’asticella di ciò che siamo invitati a imparare a digerire, come se con la povertà da medioevo si preparassero anche le future strade psichiche di un medioevo prossimo venturo in cui, per dominare la povertà, si potrebbe rispolverare un uguale terrore che investe corpo e anima schiacciando il derelitto nella fossa dell’obbedienza e dell’ordine, pena l’orrore.
Fin qui sono solo immagini, che chissà perché nessuno censura, che nessuno rimuove se non dopo che milioni di utenti le hanno visionate, ritwittate, commentate, condivise.
Così mi viene il sospetto che queste immagini hanno forse lo scopo non solo di farci inorridire fino a giustificare dichiarazioni di “giuste” guerre al terrore, ma che si tratti di immagini lasciate scorrere libere a scopo pre “educativo”.

Ciò di cui sembriamo inconsapevoli divulgandole è che finiremo un giorno, a forza di nutrirci di immagini terribili, a considerare la nuova barbarie una “normale” pratica del potere.
Per ora riguarda solo quello “cattivo”, quello da sconfiggere a ogni costo, ma come ci dimostrano le teste mozzate ucraine questo potrebbe, in particolari condizioni di tumulti e guerre civili, diventare una realtà anche dell’occidente “buono”.

Ogni volta che la nostra mente guarda simili immagini si predispone ad accettare quella realtà come possibile.
Basterà che cambi un contesto, che il potere abbia bisogno di azioni dimostrative forti per imporsi e potremmo arrivare a ritenere accettabili, per quanto sempre applicate ad altri, impiccagioni esemplari via youtube e squartamenti in diretta in prima serata tv.
Non basta dirsi “contro” l’orrore, per evitarlo.
Più lo frequentiamo, più rimane ancorato alla nostra mente divenendo parte della nostra realtà fisica, della nostra memoria, del nostro panorama esistenziale agendo anche contro e nonostante la nostra stessa volontà.
Ancor più di ciò che succede con le parole, ciò che viene ripetutamente visto dai nostri occhi diviene per la nostra mente una “normalità”.

E’ necessario scegliere ogni volta la civiltà non aprendo, non divulgando, non contribuendo in alcun modo al diffondersi mediatico dell’orrore, ed è il solo atto consapevole che ci preserva da tornare alla barbarie contro il corpo di cui siamo tutti potenzialmente capaci.
Farsi consumatori e divulgatori dell’orrore non può che generare e consolidare altro orrore possibile fino a far tornare a galla in noi la bestia che immaginavamo sepolta per sempre.

Per me, niente video né immagini che mi ricordino la possibile rinascita del barbaro boia che credevo estinto.

Fonte: http://rossland.blogspot.it

Link: http://rossland.blogspot.it/2014/09/orrori-prossimi-venturi.html

15.09.2014

Pubblicato da Davide

  • Primadellesabbie

    Sì Ross, condivido le tue preoccupazioni. Aggiungo che ho cominciato a realizzare che qualcosa stava succedendo quando sono comparsi i mostri come giocattoli per i bambini, e si é diffusa l’abitudine di regalare ai più piccini degli orribili mostriciattili.

     
    Non mi riusciva di capacitarmi. Possibile che tutti gli adulti avessero perso la testa, nessuno che ricordasse con quanta profondità e interesse aveva guardato il cane di pezza o l’orsacchiotto e quale fascino perverso emanava il lupo cattivo o la strega illustrati sul libro!
    Erano dei presagi che annunciavano quanto stava per succedere, i bimbi dovevano abituarsi, familiarizzare con quei mostri. Rappresentavano quello che sarebbero potuti divenire e le loro vittime.
    Puntualmente, di lì a poco gli eserciti avrebbero cominciato a bombardare le città e ad organizzarsi per reprimere i concittadini anziché combattere il nemico e nessuno é insorto. L’avessero fatto nel ’60 sarebbe successo il finimondo.
    Adesso, dall’Iraq é comparsa questa faccenda dei macellai e anche di peggio che si arruolano volontari.
    Altri presagi poco rassicuranti. 
     
  • Georgios

    Giusta l’analisi, sacrosanta la denuncia, ma basterebbero le buone intenzioni per salvarci dalla barbarie?

    Si diceva "il socialismo o la barbarie" ma si rispondeva "quelli sono pericolosi, sono gente senza principi e senza valori, non tengono rispetto neanche delle cose più sacre della nostra civiltà" e come primo esempio si portava la sacralità della proprietà privata e come secondo la sacralità della femmina anch’essa come oggetto di proprietà.

    Sembra che al socialismo, secondo questi ammonimenti ipocriti oltre che volgari, siamo finalmente arrivati: fine del diritto alla proprietà (di cose o di donne). Ma non sono stati i comunisti a portarci. E’ stata la "nostra civiltà". Che ha un nome molto preciso.

    Le teste mozzate, tanto pubblicizzate e divulgate in ogni modo possibile e immaginabile, specie nella rete che e’ l’unico luogo mediatico rimasto ove si può avere speranza di informarsi per davvero, rappresentano oltre che il necessario strumento di propaganda, oltre che il trattamento psicologico che crea assuefazione, oltre che l’ammonimento terrorizzante, più di tutto e sta volta non intenzionalmente, rappresentano figurativamente la barbarie.

    La barbarie alla quale il capitalismo, la cupidigia fatta sistema economico, ci ha portati non si fronteggia con le buone intenzioni. Ad ogni azione corrisponde una reazione. In natura ciò si manifesta istantaneamente. Nella società umana no.

    E fino a quando la società non reagirà avvalendosi degli strumenti già in suo possesso o per pigrizia o per ostinazione o per egoismo o per indifferenza o per tante altre ragioni autolesioniste e socialmente stupide, l’azione continuerà il suo agire indisturbata rendendo la reazione più difficile e più dolorosa.      

    Dobbiamo il più presto possibile cambiare comportamenti e reagire da società adulta. Non da società bambina.

  • rossland

    No, evidentemente. Le buone intenzioni non hanno mai spostato un solo filo d’erba.
    Diciamo che aiuta me a vivere con meno ansie e meno terrori nascosti nella mente, l’evitare di guardare l’orrore odierno via youtube.
    Mi risualta altrettanto difficile però comprendere l’alternativa ai miei evitamenti dell’orrore, cioè quella che definisci "reazione adulta": cos’è? Come si pratica? Sei sicuro che non siano più efficaci le autodifese infantili nel loro aver istintivamente paura del lupo cattivo?
    Lupo che però, ancora, insegnamo cattivo noi adulti, ai bambini. I quali, forse, lasciati tranquilli ad osservare i lupi, potrebbero anche finire per diventare dei sanfranceschi adulti.
    Non so cosa sia meglio, davvero non lo so.
    So che la progressione orrorifica di questi ultimi anni e di queste ultime guerre ha qualcosa di perverso che va parecchio oltre la mia capacità di guardare questi orrori che rispuntano da sotto la coperta della storia.
     (poi mi capita che, nonostante me e ciò che ne penso, mi si abbini a questo post esattamente quell’immagine che al post ha dato vita. E pazienza…).

  • rossland

    "i bimbi dovevano abituarsi, familiarizzare con quei mostri.
    Rappresentavano quello che sarebbero potuti divenire e le loro vittime."

    I bimbi li educhiamo noi. Vedono i mostri alla tv e li vogliono. Ma la tv la comprano i genitori. E i mostri li comprano sempre loro.
    Capisco poco (per nulla), motivazioni usuali del tipo "poi vanno a scuola e si sentono esclusi dai compagni". I genitori si imitano per non sembrare troppo diversi così educano i figli in base a ciò che vende la tv.
    Insomma, nel mercato dell’educazione non siamo innocenti…

  • clausneghe

    E’ un punto di vista perfettamente legittimo quello della brava Autrice, tuttavia questo punto di vista si presta alla simbologia dello struzzo con relativa testa sotto la sabbia. Infatti la realtà va conosciuta sino in fondo e l’attento ricercatore, come Diogene, non può esimersi di guardarla in faccia quale essa sia. Anche se è raccapricciante come le teste mozzate , che per altro io avevo già visto più di una settimana fa sul Sito per niente esibizionista ma cercatore e dispensatore di verità altrimenti inaccessibili con il normale mainstream, il Saker. E’ materiale (le foto) suo e inedito. Dovete sapere che egli, il Blogger Russo-Americano ha per così dire corrispondenti in tempo reale sui campi di battaglia. Io, per es. mi sono visto combattimenti in diretta con lo streaming.. Ma non siamo tutti uguali e va rispettata la sensibilità di chi non regge all’orrore che evocano quelle crude foto. Ma dal punto di vista del Saker, testimone, sono necessarie per far capire quanto sono barbari i Maidanisti.

    Dal canto mio, mi impressionano di più i video dei prigionieri di ambo le parti, umiliati e brutalizzati, con uno sguardo di paura negli occhi ben più significativo delle oramai inflazionate teste mozzate.
  • Georgios

    Non so se avrai la pazienza di leggere questi due articoli che metto di sotto (nell’ordine), ma se lo farai forse avrai la risposta (forse soddisfacente, forse parzialmente soddisfacente o forse insoddisfacente) di quello che intendo per "reazione adulta".

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13803&mode=&order=0&thold=0

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13952

    Comunque, detto in parole povere per "reazione adulta" intendo "senza litigare su cose del tutto insignificanti rispetto alla gravità della crisi attuale".

    Avviso amichevole: Non ti far impressionare dai nomi, i detti o le sigle all’inizio di entrambi. Il succo sta in fondo in ambedue.

  • Laertino

    L’argomento affrontato dall’autore, ruota attorno al concetto di violenza e sulla sua influenza sulla storia degli uomini. 

    Dire che questi tempi sono i più violenti della storia, è dire una banalità del tutto falsa. Naturalmente parlo della violenza rappresentata e non di quella fatta. Perché, a livello di analisi, bisogna operare questa distinzione: la violenza che viene messa in opera (esercitata o subita), e quella messa in scena. Le loro funzioni sono diverse, anche se collegate a filo doppio.
    Oggi , uno scontro militare portato fino alle estreme conseguenze, è in grado di fare un numero di morti, paragonabile a tutti gli abitanti della terra, di un migliaio di anni fa.
    Ma la rappresentazione della violenza ha conosciuto epoche passate, in cui era molto maggiore.
    Per non parlare degli auto da fé, o dei giochi gladiatori, basta ricordare 6.000 spartachisti (seimila non tre) crocifissi dai romani lungo la strada che da Capua portava a Roma, e lasciati per settimane e mesi. I condannati lasciati morire di fame, in gabbie appese alle porte delle città. Le città saccheggiate, con gli abitanti brutalizzati e incendiate dopo una conquista. Le piramidi di teschi di Tamerlano. I massacri dei crociati dopo la conquista delle città medio orientali. I prigionieri impalati a migliaia. Gli amerindi bruciati sulle graticole, o sterminati nei modi più fantasiosi.  I partigiani lasciati appesi per giorni, sul luogo della loro impiccagione, con il cartello "Banditen". E si potrebbe fare un elenco sesquipedale.
    La funzione di tali rappresentazioni era quella di terrorizzare i sopravvissuti, generare nel loro animo una paura tale, da impedire loro ogni volontà di vendetta o di rivolta. 
    Ci commetteva questi abomini, non erano tutti pazzi scatenati, sadici senza freni, o se lo erano non era questo l’aspetto più rilevante. 
    I macellai moderni, che tagliano teste davanti alle telecamere, o fanno trovare teste mozzate in una scatola, lo fanno per gli stessi motivi. Creare terrore. 
    Come, sempre per creare terrore, gli statunitensi usano le loro bombe "intelligenti", lanciano i loro droni o i missili tomahawk, e lo Zio Tom Obama rende pubblico la lista delle persone, che ha fatto uccidere e che intendere fare uccidere.
    Altra cosa è la nostra risposta davanti alle scene terrorifiche, perché siamo le persone a cui vengono indirizzati i messaggi, che stanno dietro queste scene.
    Esseri cresciuti in una società, che fa loro credere che la violenza non è un fatto quotidiano, e che quando succede è un mero accidente, un evento straordinario, che non deve scuotere la nostra tranquillità quotidiana. Una società che ha allontanato dalla quotidianità di tutti noi la morte. Su questo, Norbert Elias, nella "Solitudine del morente", ha scritto pagine illuminanti. 
    Una società in cui la violenza è solo materia di film, la cui visione placa quelle paure che continuano, testarde, a rimanere al fondo del nostro animo.
    Una società che ci tranquillizza facendoci credere dell’impossibilità di un suo cambiamento cruento, illudendoci con un non violento riformismo.   
    Una società che ha sostituito la felicità con la soddisfazione, e il dolore con il malessere. 
    Chiudere gli occhi davanti a scene estremamente violente, è comprensibile (io lo faccio sempre), chiudere i nostri cervelli davanti ai significati della violenza, altro non vuol dire, che siamo facilmente influenzabili dalla messa in scena della violenza, anche la più atroce.
  • Ercole

    Le guerre non hanno etica ma solo interessi chi le combatte uccide o viene ucciso proletari non combattiamo le guerre dei padroni dichiariamo guerra alla guerra : il nemico è in casa nostra.

  • Laertino

    " Non combattiamo le guerre dei padroni dichiariamo guerra alla guerra" (?)

    Non combattiamo la guerra dei padroni, ma dichiariamo guerra ai padroni. Non è meglio?
  • Gil_Grissom

    Se ci fosse stata la televisione ai tempi della rivoluzione francese analogamente avremmo visto ruzzolare le teste dei borbone e dei loro accoliti: avremmo potuto per questo dedurne che il popolo bue aveva esagerato e che Maria Antonietta era una sovrana illuminata? Certamente no, mai rivoluzione, nemmeno quella d’ottobre, fu piu’ giusta di quella francese, anche se poi in effetti i giacobini si lasciarono andare a qualche discutibile eccesso. Quando cade un regime dispotico e tirannico, difficilmente cio’ avviene a taralucci e vino: Piazzale Loreto, la fucilazione di Ceausescu, l’orribile suicidio di massa del bunker di Berlino, la morte sospetta di Pol Pot, l’assassinio di Stalin da parte dei suoi ex fedeli, l’esecuzione di Che Guevara, l’impiccagione di Saddam Hussein. I tiranni cadono sempre nel sangue e con fragore. 

  • Primadellesabbie

    Se posso dirti, in casa mia no c’é la televisione e non ci sono mai stati mostri (per lo meno sotto forma di giocattoli).

    Consentimi di defilarmi, almeno da questa responsabilità.
  • Destrobenini

    Mi dispiace ma non sempre " i tiranni cadono nel sangue e con fragore " : ci sono gli esportatori di democrazia che per ora se la passano ancora molto bene……e per quanto riguarda Saddam Hussein e Gheddafi adesso che sono " caduti " la situazione nei loro paesi è molto peggio di prima.

  • Gil_Grissom

    Non centra nulla il fatto che la situazione ora sia peggio di prima, Saddam Hussein era un tiranno sanguinario, Gheddafi no infatti non l’ho citato. Quanto agli esportatori di democrazia a chi ti riferisci a Bush?

  • rossland

    Nemmeno in casa mia ci sono tv e mostri. E siamo almeno in 2 a defilarci da questa responsabilità…

  • rossland

    Lo siamo, influenzabili. E nulla influenza (e condiziona, cioè "educa") il nostro cervello quanto l’immagine. Il nostro cervello non distingue il reale dalla rappresentazione della realtà, tanto meno riesce a farlo quando la rappresentazione, come nel caso della barbarie delle teste mozzate, è anch’essa reale.
    Concordo con te su questo:
    "Ci commetteva questi abomini, non erano tutti
    pazzi scatenati, sadici senza freni, o se lo erano non era questo
    l’aspetto più rilevante. 

    I macellai moderni, che tagliano
    teste davanti alle telecamere, o fanno trovare teste mozzate in una
    scatola, lo fanno per gli stessi motivi. Creare terrore. "
    E’ esattamente ciò che sostengo, e tu lo esprimi decisamente meglio di quanto sia riuscita a farlo io: lo scopo di queste esibizioni ha una valenza "educativa".
    Pensa a come in pochi anni sono riusciti a condizionare la nostra quotidianità con l’incubo (irreale) della sicurezza: una minaccia, reale o posticcia che sia, come quella del terrorismo, ci ha ammansito al punto che non vediamo la violenza costituita dal controllo sulle nostre esistenze e, esattamente come ci spingono a pensare, vediamo solo quella (reattiva) di chi ancora ha un po’ di rabbia in corpo e spacca qualche vetrina o ruba yogurt al supermercato perché sente su di sè l’ingiustizia di un’esclusione non scelta.
    E’ un discorso molto complesso, difficile da ampliare in tutte le sue sfaccettature qui e in qualche commento, ma ciò che vorrei chiarire sulla mia posizione è che credo che oggi l’evitamento consapevole di immagini e rappresentazioni di questa nuova barbarie è l’unico atto politico che abbia ancora un valore: sottrarsi, negarsi, non stare a questo gioco.
    Salvare la propria mente dalla violenza della contaminazione e quindi (almeno provare) a resistere alla rieducazione al terrore come arma del potere.
    Mi uccidano, ma non adotterò mai la paura dell’orrore per giustificare, alla fine, solo la mia resa.
    Salvarsi, a volte, è salvare almeno se stessi. Provo a fare questo, intanto…
  • rossland

    Letti entrambi i pezzi che mi segnali e in entrambi ho trovato riflessioni e conclusioni condivisibili ma non rispondo fino in fondo a un’analisi della realtà attuale.
    Primo, perché rimagono furoi dall’analisi l’incidenza i mezzi di cui oggi (ma già a partire dalla fine della II Guerra Mondiale) oggi dispone il potere; secondo, perché non analizzando il primo fatto non se ne analizza l’effetto sulla consapevolezza (che, ricordo, è tale solo se è anche "coscienza") di sé delle persone.
    Mai prima nella storia è esistito qualcosa come il fenomeno tv, mezzo globale della manipolazione e dell’esercizio del potere. Ciò che oggi credo sia necessario chiamare in causa, è l’effetto pervasivo, ri-educativo e "globale" che l’immagine audio-video ha sulla nostra percezione di noi stessi e della realtà. . Perché, a differenza del passato, ci troviamo a subire, comunque, sempre, la confusione in cui si trova la nostra mente nel dover distinguere realtà oggettiva (ciò che vede con i miei stessi occhi e agisce davanti a me) e realtà rappresentanta, virtuale e purtuttavia ugualmente reale per il nostro sistema limbico.
    E’, come scrivevo (tentando di dire) in un altro commento, un tema molto complesso e non sempre così chiaro.
    Ciò cui stiamo assistendo oggi non ha relazione con la storia perché mai, nella storia, l’essere umano si è trovato ad essere vittima inconsapevole, e a volte felicemente collaborativa, di un potere che non uccide, non ne ha quasi più necessità: gli è sufficiente minacciarci attraverso un racconto virtuale che è al tempo stesso rappresentazione e realtà.
    Finché (questa la mia posizione) non limiteremo fortemente l’uso di tv, internet, etc, non potremo dire quali sono davvero i nostri pensieri e quanto di ciò che agisce in noi è davvero "nostro" e quanto è frutto di condizionamento.
    L’umo è sempre tale, mi dirai, e concordo.
    Tranne che oggi viene svuotato sistematicamente di una parte importante della sua potenzialità di elaborazione di idee proprie. A quaesto puoi dire davvero di arrivare solo previo silenzio dei media e osservazione diretta della realtà: personale, emotiva, razionale, filosofica etc.

  • Simulacres

    "E’ un punto di vista perfettamente legittimo quello della brava Autrice, tuttavia questo punto di vista si presta alla simbologia dello struzzo con relativa testa sotto la sabbia. Infatti la realtà va conosciuta sino in fondo e l’attento ricercatore, come Diogene, non può esimersi di guardarla in faccia quale essa sia."

    Sottoscrivo!

    La rappresentazione della cruda realtà perde la sua dimensione simbolica rifuggendola per distruggerne il significato, laddove invece l’approfondimento è più importante dell’oggetto del discorso.

    E’ una violenza fatta alla realtà e nello stesso tempo una violenza fatta al significato, perché a partire da questo punto perde la sua dimensione reale e genera una potentissima indifferenza al mondo reale. 

  • rossland

    Le teste mozzate via youtube, sono insieme sia realtà che rappresentazione simbolica (oltre che, a mio avviso, una modalità eccellente per ri-educare chiunque all’obbedienza al potere).
    Ciò che guardi però, cambia l’impatto sulla tua psiche a seconda che il fatto si svolga direttamente sotto ai tuoi occhi, cioè nella piazza del tuo villaggio, o se invece ti viene mostrato in video.
    Il video mostra ciò che si vuole tu veda, quindi la visione è apparentemente sterilizzata da ogni influenza "emotiva" del regista, cioè proprio come succede nei film: ciò che vedi è invece solo ciò che la regia decide di mostrare e che ha lo scopo di "emozionare" lo spettatore in un certo modo, quello che la regia decide.
    Dire quindi che la "realtà va conosciuta sino in fondo" , parlando di video "promozionali" dell’orrore 2.0, non ha senso:che realtà conosci, nel guardare tali video? Quella per cui il boia è bravo nel suo mestiere? Quella che mostra lo stoicismo o la paura della vittima prima dell’esecuzione?
    Cosa aggiunge poi alle tue riflessioni, il guardarli, che non possa essere aggiunto anche evitando di fare ciò che ti si invita a fare pubblicandoli su yuotube?
    Ti insegnano qualcosa che non sai? Che non sai immaginare? Che solo il guardarli ti rivela?
    Cosa ti insegna su te stesso, l’obbedire al richiamo del virale virtuale, che tu non abbia già in qualche modo elaborato o compreso per te?

  • Georgios

    Scusami ma il potere uccide e in grandi numeri pure. Anzi, il 20o secolo e’ caratterizzato da un numero di "perdite civili" sistematicamente ammazzate, che non ha paragone con i conflitti del passato.

    Mi dirai che quelle sono vittime di guerre ma a parte il fatto che, specialmente oggi, e’ difficile circoscrivere le zone di guerra, chi ci garantisce che un qualsiasi tipo di guerra non approderà anche dalle nostre parti?

    Il mondo si sta ridisegnando secondo certe esigenze diciamo "imperiali" che meriterebbero un lungo discorso a parte, ma quando si attuano certi "disegni" non si va con le pinze. Abbiamo gli esempi sotto i nostri occhi. Città dell’Ucraina che pochi anni fa ospitavano eventi atletici internazionali, oggi bombardate senza pietà.

    Credo però che la parte sostanziosa della tua risposta si riferisca alla grande influenza che la propaganda mediatica che, come giustamente osservi, crea "la confusione in cui si trova la nostra mente nel
    dover distinguere realtà oggettiva (ciò che vede con i miei stessi occhi
    e agisce davanti a me) e realtà rappresentanta, virtuale e purtuttavia
    ugualmente reale per il nostro sistema limbico
    ".

    Nella storia ci sono state delle sollevazioni di popoli che anche se non avevano la TV a ipnotizzarli dalla mattina alla sera, vivevano in una tale indigenza materiale e mentale che poco si scostavano dal resto del "regno animale". Popoli che credevano profondamente a delle assurdità inconcepibili per noi oggi. Come p. es. che il loro sovrano era tale per volontà divina. E lo credevano per davvero, non era una specie di semplice convenzione.

    Voglio dire che si tratta di una specie di "proporzionalità". Il popolo diventa più "educato", più preparato ma anche i loro mezzi più sofisticati ed efficaci.

    La contraddizione di base però, quello che in uno degli articoli chiamo "spartizione della torta" rimane sempre la stessa. Ed e’ quella che determina l’inizio di ogni scontro sociale. Oggi, essendo la stragrande maggioranza del popolo dalla stessa parte, lo scontro potenzialmente e’ ancora più facile per il popolo stesso. Prima però si deve superare l’ostacolo propagandistico. La cosa non e’ tanto difficile come sembra, perché a svegliare la gente dalla loro ipnosi mediatica saranno le condizioni di vita che di giorno in giorno peggioreranno sempre di più.

    Non c’è spazio e ho semplificato un po’, chiedo scusa.

    Ti assicuro comunque che per quel che riguarda la TV io non la vedo più!

  • rossland

    Nemmeno io vedo più la tv, da almeno 10 anni è proprio sparita da casa (e oggi mi arrivo a chioedere cosa potrebbe aggiungere alla mia esistenza). Il punto, se posso intrattenerti ancora sul tema, non sono quanti moryi nella storia o quali mezzi allora usasse il potere come strumento "educativo". Forse la povertà ci aiuterà a raggiungere più velocemente un risveglio, ma resta che la mole di notizie, contro notizie, manipolazioni informative e fuffa a chilate satura la nostra mente fino a non restare praticamente spazio alcuno per l’elaborazione di un pensiero nuovo utile a portarci fuori da dove siamo.
    Riflettevo stamattina, seguendo ciò che ci stiamo dicendo qui, che a pensarci bene, gli unici momenti in cui la storia ha prodotti reali salti in avanti è stato quando è apparso qualcuno capace di avere pensieri propri, nuovi, che non tenevano conto alcuno di ciò che fin lì si era fatto o penato ma vedeva davanti a sé strade mai percorse che ha sfidato se stesso a intraprendere.
    Il che mi dice che per produrre pensieri nuovi è necessario un tempo vuoto di pensieri sulla storia o su quanto è stato.
    Finché personalmente ragiono, tentando di capire come uscirne, riferendomi a ciò che già so, non faccio che rimanere mentalmente al passato e a ciò che è già fallito.
    Quando vedo teste mozzate ciò che sento è che mi si sta forzando a guardare al passato, come fosse lì che dovrò vedere il futuro.
    Be’, sai che c’é? Non ci sto, guardo dove ancora non vedo niente con la speranza di veder prima o poi apparire all’orizzonte qualcosa di così nuovo e potente da mandare in frantumi ogni pensiero che non sia verso quel mondo che so possibile e mi si sta sottraendo a forza rimandandomi a mondi e pratiche che non voglio più vedere.
    Scusami tu, per il tempo e la passione con cui provo a difendere questa mia idea del mondo, e ti ringrazio per questo confrotno, per quanto limitato dal mezzo…

  • Simulacres

    Credo ci sia un malinteso di fondo. Il senso del mio commento non è a te che si riferisce (per altro il tuo è un punto di vista che rispetto e che faccio anche mio) ma al processo di rimozione nell’immaginario collettivo che rifuggendo dalla realtà, specie se la più violenta all’immaginazione, fa scomparire la sostanza reale della stessa. Una dimensione irrazionale dove tutto deve essere esorcizzato. Il mondo reale diventa una rappresentazione modificabile, una serie di forme ed eventi fantasma che non devono turbare. 

    Quel che penso sulla divulgazione di questo genere di immagini a fini propagandistici, l’ho detto l’altro ieri nel seguente commento sul post "MA L’ISIS E’ UN FUMETTO DI FRANK MILLER O UN VIDEOGAME?": 

    "la maggioranza delle immagini multimediali (siano esse foto, video, fumetti ecc. ecc.) riflettono solo la miseria della condizione umana; ma questa miseria e questa violenza più sono sovraccariche di significato meno ci toccano; e questo è un totale controsenso. 

    Oggi vediamo la miseria, la violenza e la morte divenire un leitmotiv pubblicitario globale non meno oscena della pubblicità della nonna del mulino bianco. Ma ciò di cui i "pubblicitari" non sono capaci è mostrare la violenza della pubblicità stessa: la violenza del medium. La violenza esercitata dalle immagini è largamente compensata dalla violenza fatta alle immagini; il loro sfruttamento a fini di documentazioni, di testimonianza, di messaggio a fini pedagogici. politici e pubblicitari è semplicemente osceno. Qui finisce il destino delle immagini; sia come illusione fatale, sia come illusione vitale. 

    Le miserie del mondo sono egualmente leggibili sull’immagine di un volto un pò abbronzato di un nobel per la pace come nel corpo di un africano scheletrico. La stessa crudeltà si legge ovunque, se sappiamo vederla."

  • Georgios

    Non intendo tornare sull’argomento, voglio soltanto dirti che la storia oltre ad essere fatta da gente detta "semplice", oltre ad essere maestra, non racconta solo di teste mozzate. Ha da raccontare delle cose che ci aiutano a sgombrare il pensiero da tutto quello di nefasto che descrivi e a fornirci degli esempi e di forza morale per il futuro. Più il futuro si intravede difficile, più e’ utile guardare la storia.

    Ti ringrazio anch’io per questo utile dialogo. Visiterò d’ora in poi il tuo sito e forse mi farò anche sentire. In un certo senso mi conosci ormai.

  • rossland

    Ti ringrazio per la precisazione, e leggendo ciò che scrivi su questo tuo secondo commento (…La violenza esercitata dalle immagini è
    largamente compensata dalla violenza fatta alle immagini; il loro
    sfruttamento a fini di documentazioni, di testimonianza, di messaggio a
    fini pedagogici. politici e pubblicitari è semplicemente osceno)
    capisco che sì, anche per me è così…