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ONORE A TSIPRAS E A SYRIZA ?

DI GIULIETTO CHIESA

facebook.com

Ieri la Grecia ha dimostrato di avere l’unico Governo democratico in Europa. La scelta del referendum è un grande rischio: i popoli sono già stati in gran parte lobotomizzati, e, dunque, possono votare (senza saperlo) anche contro se stessi. Ma non c’è modo di uscire onorevolmente e senza rischio da questa situazione.

A seguito: “Grecia, ora Tsipras è davvero un eroe. Contro la dittatura finanziaria” (Marcello Foa, Il cuore del mondo);

Tsipras poteva uscire umiliato, a testa bassa, sconfitto. E con lui il popolo greco tutto intero. Così, comunque vada, uscirà a fronte alta, avrà fatto il suo dovere e avrà onorato la democrazia.

Giulietto Chiesa

Fonte: www.facebook.com

27.06.2015

Pubblicato da Davide

  • salvio92

    su iniziativa di paolo barnard molti inviarono qualche mese fa un invito (tramite mail) a varoufakis ad attuare il programma mmt, ma il ministro fece finta di non vedere…fare un referendum con persone ignoranti e lobotomizzate è più un rischio che un merito. Vincerà l’impero mediatico al saldo dell’ue

  • Simec

    anche un paio d’anni or sono un altro governo greco tentò il referendum e venne abbattuto dalla troika.
    Non credo che la mafia dell’usura internazionale (leggi: UE) permetterà che a decidere possa essere un popolo.
    Nel regime europeo di totalitarismo tecno-finanziario a decidere sono le plutocrazie bancarie NON mai i popoli, che devono stare alla TV, pagare le tasse e tacere.
    No, caro Chiesa, nessun onore a Syriza e Tsipras, che, se avessero le palle, manderebbero a farsi fottere gli infami usurai del FMI e dell BCE.
    Tsipras dovrebbe promuovere una nuova Norimberga per le banche e i politicanti. Invece si sente inferiore a loro, vuole trattarci insieme. Ma non si tratta coi delinquenti del FMI. Li si combatte, li si debella.
    Lagarde e complici della troika vanno processati e impiccati, sono dei criminali, usurai di popoli, traditori di continenti. Questo dovrebbero dire tsipras ( e anche i nostri politicanti fantocci della finanza internazionale).Tsipras dovrebbe seguire esempi come islanda, Argentina, Equador etc. altro che trattare coi mafiosi della Unione Europea. Vergogna!

  • s_riccardo

     Tispras rende responsabile l’intero popolo com’ è giusto che sia in democrazia.

    Da noi Renzi fa il babbaccio e decide lui (gli americani e la germania) cosa è meglio per noi. Se non siamo d’accordo non interessa.
  • Tao

    tsipras 2 [blog.ilgiornale.it]

    Non sono mai stato un fan di Tsipras, però devo dire che questa volta è stato bravissimo. Un leader che ha il coraggio di pronunciare le parole che pubblico qui sotto merita rispetto:

    “Chiedo a voi di decidere – in nome della sovranità e della dignità che la storia greca richiede – se noi greci dobbiamo accettare un ultimatum dai fini estorsivi che impone una severa e umiliante austerità senza fine e senza la prospettiva di poter reggerci di nuovo sulle nostre gambe economicamente e socialmente. Il popolo deve decidere liberamente se accettare o no il ricatto”.

    Tsipras ha avuto molto coraggio e tocca il cuore del problema. L’Unione europea, il Fondo monetario internazionale e la Banca Centrale europea conducono da tempo una politica il cui scopo non è di rilanciare l’economia dei singoli Paesi europei tantomeno di “salvarli” ma di perseguire un disegno politico che mira a schiacciare i singoli Stati, a spazzare via lo stato di diritto, la democrazia, la sovranità, la libertà economica, la sicurezza sociale. Tutti quei valori che i popoli europei hanno faticosamente costruito dopo gli orrori della Guerra mondiale.

    Gli italiani non devono illudersi e tanto meno gli spagnoli, i portoghesi, gli olandesi, i belgi, persino i francesi: quel che accade oggi ai greci, domani toccherà anche a loro.

    Ricorrendo a un referendum, il premier greco Tispras rende responsabile l’intero popolo com’ è giusto che sia in democrazia.

    Decidano i greci se vogliono essere schiavi per sempre o continuare ad essere liberi, anche a costo di sfidare le ire dei veri potenti di questa terra e l’inevitabile bufera finanziaria che si abbatterà su di loro e che quei potenti vorranno per ammonire gli altri popoli a non osare altrettanto.

    La sfida è davvero tra una nuova forma di dittatura e la democrazia.

    E mi auguro di cuore che i greci abbiano la forza e il coraggio di indicare agli altri popoli la retta via.

    Viva la Grecia, viva la libertà, viva la democrazia.

    Marcello Foa

    Fonte: http://blog.ilgiornale.it [blog.ilgiornale.it]

    Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2015/06/27/e-ora-tsipras-e-davvero-un-eroe-contro-la-dittatura-finanziaria/ [blog.ilgiornale.it]

    27.06.2015

  • ROE

    Concordo.

  • roberto4321

    in Grecia hanno Tsipras… in Italia nel 2011 avevamo Bersani che invocava Monti

  • marcocolli

    Onore a Tsipras e al governo greco e speriamo che sia l’esempio del vero cambiamento.

    Basta euro.
  • Gracco

    Beh, ci possiamo consolare perchè comunque vadano le cose Tsipras uscirà a testa alta, sarà una vittoria della democrazia…perché c’é ancora chi "crede" nella democrazia e non ha ancora capito che le sue regole sono truccate. Il referendum potrebbe anche essere la mossa giusta, ma il problema è interno alla Grecia: è un problema di classe e di coscienza i classe, che manca in Grecia come altrove quasi totalmente e la coscienza di classe perduta non si recupera a una settimana dal referendum. Altro che 1% di ricchi contro il 99% di poveri, in Grecia la borghesia rappresenta una bella fetta parassitaria ma egemone e complice dell’europa e ha tutti i mezzi per dominare il campo di battaglia anche se è sociologicamente minoritaria. Per vincere, in tale frangente ci vorrebbero i "giacobini" (se non vi piacciono i bolscevichi) invece abbiamo in Grecia come ovunque in Europa una pseudo sinistra che condivide i principi politici della borghesia, fingendo di difendere gli interessi popolari.

    Syriza è forse attrezzata per una partita referendaria che si gioca ad armi impari? dovrebbero per lo meno non avere scrupoli a truccare i risultati, viste le condizioni in cui si gioca, ma  per carità sono "democratici" e si inchineranno al volere del mercato politico: è la democrazia, bellezza!
    E Tsypras uscirà di scena con grande "dignità" e con la coscienza a posto, cosa volete di più?
  • idea3online

    Solo per riflettere quanto è strana la vita:


    Stiamo parlando di circa 2500 anni fa, se circa 2300 anni fa Alessandro Magno gettò le basi dell’Impero Occidentale, dopo 2500 anni nel mondo "La democrazia ateniese vuole continuare ad essere la prima forma di governo democratico attestata nella storia ed anche nel 2015 d.C."

    Però questa volta Atene probabilmente si alleerà con il blocco del Regno del Sud.

  • pingus

    Tutto cio’ mi ricorda molto un motto degli anni passati:
    sii realista, chiedi l’impossibile
    un motto che ha trascinato intere generazioni a cambiare una realtà che non si poteva proprio digerire.
    Tutto il mainstream sarà seppellito da una risata

  • Eshin

    "Solo per riflettere quanto è strana la vita:

    E c’è chi sogna che rinasca proprio là.
    Sfidare,rischiare con il "popolino  ignorante" che senso ha? 
     Sarà lobotomizzato. 
    Ma può anche rivelarsi momento di riflessione e momento di presa di coscienza..
    Possono esserci delle sorprese.  
    L’uomo tutto sommato è un sistema complesso.
  • GioCo

    Il vecchio e il nuovo si confrontano ed è questa la sfida. Ma quel’è il vecchio e qual’è il nuovo? Se a un esame del tutto superficiale rispondessimo le tecnologie, si commetterebbe un errore enorme. Anche se la TV ha plasmato e plagiato le menti ogni oltre ragionevole intendimento, oggi i mezzi per il cambiamento sociale, economico e di costume, in una parola nalle dimensione "sociale", delle relazioni umane, parrebbe il telefonino.
    Ma c’è un ma. La TV come il telefonino portano in loro inscritto un antico che si rinnova ogni volta, una oscurità che cambia vestitino, come le bambole barbie, che rimane ancorato a un essenza educativa simbolicamente costruita nel mediatore.

    E’ la cornice ad avere senso non il contenuto, dicono quelli che sanno. Ma tradurre a un sempliciotto questo astratto e astruso ragionamento è come cercare di far ragionare una pecora o una mucca dietro un recinto di una fattoria. Si perde solo tempo.
    Ciò che conta non è un certo mediatore, sia barbie, la TV, il giornale, il libro, il computer, Disney o il telefonino. Ciò che conta non è cosa passa attraverso il mediatore, come usare o scegliere ciò che ci propone il mediatore. Quello che conta è la cornice che lo definisce. Allora tu vuoi far giocare la tua bambina, e cosa le comperi un ranocchio? Ovvio no. Poi, vuoi svagarti un pochino, e cosa fai impari a pregare o recitare poesie? Ovvio no. Ogni attività è sempre più rigidamente codificata entro soluzioni non contrattabili, convenzioni sociali non criticabili. Ogni deviazione è ricondotta con le buone o con violenza crescente entro una cornice mediatoria e non è un fantomatico oscuro signore delle tenebre che ci pensa con le sue orde sataniche, ma tu, che vivi nel tuo fantastico recinto per bestie.
    E’ ovvio che se le pecore iniziassero tutte a mordere ferocemente i contadini, i semplici rapporti numerici porterebbero le pecore a governare le fattorie. Ma le pecore non vedono nemmeno il recinto, dove c%%o devono andare? A fare cosa poi? A raccogliere le uova d’oro del contadino?
    Ditemi davvero se qualcuno ci capisce una cosa qualunque di quello che un omino michelin del potere sta facendo adesso? Persino chi ne sa di più e li segue da vicino deve tirare a indovinare, qualche volta ci piglia pure, ma noi, noi che guardiamo tutto questo, oltre che fare carne da macello, che si fa?

    Un tempo, all’inizio della storia del frankestain OGM che siamo, divisi tra caste sacerdotali e schiavi, ci si poteva salvare dai libri con la memoria. La memoria erano si libri, ma senza punteggiatura e vocali, così dovevi imparare a memoria per forza se volevi leggere e scrivere, anche con tantissimo dolore e fatica. Così ricordavi chi eri e i racconti e le storie ti raccontavano del mondo fluido. Un po’ prima si può ipotizzare che la stessa cosa si facese con statuette. Scrivere era quindi un mero esercizio per l’essere, ma per pochissimi. Poi arrivano le scritture "moderne" e il mediatore inizia ad avere un ruolo centrale nella vita di questo antropocoso. Allora chi sa, inscrive nei sassi, nelle architetture, la sapienza, così da permettere che tra la becera ingnoranza e l’ascesa verso una più decente prospettiva vi fosse salvaguardato un metodo. Ma arrivarono i tempi duri anche per quello, la codifica e l’occultamento infatti attivarono altri mediatori che si mescolarono ai primi. L’unico dio, i sapienti preti, i cavalieri difensori e l’orda di schiavi erano una trinarchia che per secoli regnò sul caos più assoluto. Consacrandolo in una cristallina visione di tenebra. Poi arrivò il 1000 e già c’era nell’aria la presenza di nuovi mediatori che non tardarono a fare mostra di se. Dal preteguerriero si arrivò rapidamente ai segnatempo meccanici e ai meccanismi mediatori di spettacolo, come i fuochi di origine cinese. Così le armi divennero mediatori di relazione per nuove carnerficine e iniziò l’avventura alchemica. Altro mediatore. Altra cornice.
    Ogni secolo si è rinnovato dentro se stesso riproponendo sempre le stesse costrizioni, sempre le stesse meccaniche garantiste, sempre ovviamente giustificatissime e senza appello di sorta. Le pecore non si autogovernano. Le pecore non si possono lasciare libere. Le pecore …
    Oggi tu maneggi il cellucoso. Anche io, chiariamoci. Ma a cosa serve? Perchè ti è stato dato? Che fine ha fatto la memoria e la narrazione di te? Come i sacrificati dei campi di sterminio anche tu hai un numero, un marchio impresso che tutti vogliono verdere, conoscere, controllare: quello del telefono. Allora sei ancora un uomo o sei un numero di telefono? Sei un essere che può permettersi di fare quello che vuole o sei una pecora che deve stare sempre detro il recinto della connessione, se vuole esistere?
    Ieri la rivoluzione era per chi era riuscito a stare senza TV e con parche comodità elettrodomestiche, domani la vera rivoluzione sarà riuscire a stare sconnessi.
    E sarà straordinariamente più dura. Grazie anche te, utente utonto.

  • marcoferro

    io non lo avrei fatto il refeendum. nel senso che la gente ha già votato tzipras proprio per le promesse che fece nella campagna elettorale quindi il suo governo potrebbe fare le scelte che deve fare. forse per fare il parakulo se qualcosa andasse storto ha deciso per il referendum. io non credo che la gente sia lobotomizzata perche dopo la mortalità infantile a livelli dell’uganda, la fame e le privazioni io credo che il popolo greco sia bello sveglio e ansioso di riprendersi la sua vita e la sua sovranità monetaria. come lo desidero per l’italia.

  • BillyMartini

    Non sono d’ accordo ne con Chiesa ne con Foa, che stimo ambedue.

    Rimandandosi al referendum Tsipras vuole solo lavarsene le mani.

    Il risultato e’ gia scontato, ed in ogni caso, anche se vincesse il no alle austerita’, di cosa cambierebbe la situazione? Sarebbe tale e quale alla presente, con qualche giorno in piu di ritardo.

    Tsipras si e’ arreso, si e’ rifiutato di andare per l’ unica strada possibile che e’ la uscita dall euro, ed ora vigliaccamente ne addossa la colpa al pololo Greco. Questa non e’ democrazia, dato che democraticamente lui aveva il mandato ed il dovere di trovare una via di uscita, ma e’ semplicemente codardaggine.

    Un occasione cosi’, di un presidente eletto per contrastare la finanza colonialista, probabilmente non accadra’ piu. Era l ultimo scoglio sul quale aggrapparsi per fermare la marea del disatro sociale. Era una pietra sulla quale gli altri paesi Europei avrebbero potuto cominciare a ricostruire la loro storia democratica. Ora invece seguiranno mille anni di medioevo per la Grecia ed a seguire per il resto dell Europa.

    Vergogna a Tsipras e a Varufakis.

     

  • PinoRossi

    Anche io vorrei un pene lungo tre metri, e quel che è giusto è giusto il resto solo cazzate. contento?

  • Firenze137

    Anche se un referendum ha un ottimo "sapore" di democrazia, di dare la sovranità della scelta al popolo, ma di grazia , come fa un popolo a scegliere su un tema che è prettamente "tecnico".
    La moneta. Non è un piano di assistenza sociale ai bisognosi. La Moneta. Con la  M maiuscola

    Veniamo inondati da migliaia di "guru" su tutti i talk del niente – immagino che lo stesso avvenga in GR  – e ognuno dice la sua, se è meglio se è peggio..

    E poi ci sono le logiche " nascoste" alla massa dei giochi sulla valuta a livello mondiale… che vattelappesca chi li conosce e chi sa cosa "bolle in pentola" a livello mondiale.

    Un Paese che sappia stare.. al Mondo dovrebbe avere al proprio "interno" e custodire gelosamente degli "esperti", dei super esperti, dei GURU-propri  che conoscono le logiche monetarie e sopratutto che siano in grado di compiere scelte LORO ( il popolo che ne può sapere ) sul da farsi  momento per momento sopratutto nell’INTERESSE del Paese che in NOME del POPOLO li ha nominati e messi in quella posizione di responsabilità e che stanno servendo…

    Già. Ci siamo capiti.Appunto.Dovrebbe essere così …
    Ma dove accade cio ?

  • illupodeicieli

    I nostri politicanti o politici, i giornalisti o gli opinionisti, non hanno le idee chiari circa uscita dall’euro, come non hanno nessuna idea su come offrire ai cittadini la possibilità di vivere in maniera decorosa. Se anche si arrivasse a un referendum, visto che le firme raccolte vengono ignorate, sarebbe difficile che qualcuno riuscisse ad argomentare e a spiegare pro e contro. Che poi i vari burocrati siano persone spregevoli, appare chiaro a tutti, ma motivare e spiegare o convincere, è cosa diversa dagli slogan.

  • tosco

    Davvero in questi giorni se ne leggono di commenti su Tsipras e Varoufakis (paraculi, ponziopilateschi, e chi più ne ha più ne metta) ma io continuo a voler credere che stiano navigando con una abilità spregiudicata in mezzo a dei marosi la cui pericolosità sfugge alla più gran parte dei commentatori da tastiera. La Grecia ha già avuto i suoi COLONNELLI, l’Ucraina ha avuto Maidan, Gheddafi è morto sur le champ d’honneur, credete sia facile "sfilarsi" di dosso gli artigli degli sparvieri della NATOuropa?

    Già, perché noi, gli italiani, abbiamo forse nemmen provato a concepire almeno una dichiarazione quale quella di Tsipras?
  • Truman

    Tutto vero. E quindi ancor di più onore a Tsipras e a Syriza.