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OGGI SI FESTEGGIA LA LIBERAZIONE

DI DIEGO FUSARO

facebook.com

Si festeggia la Liberazione. Ma occorre sempre pensare l’impensato del pensato: la Liberazione fu subito seguita da una nuova occupazione, che ancora subiamo. Alludo naturalmente all’occupazione da parte della potenza imperialista americana, che ad oggi occupa il territorio nazionale italiano con oltre 110 basi: non può esservi democrazia, né libertà, né sovranità ove il territorio nazionale è occupato da basi militari straniere.

La festa della Liberazione, anziché ridursi a culto del passato, ci insegni a tornare a lottare per la libertà: contro l’occupazione americana, contro la dittatura eurocratica.

Diego Fusaro

Fonte: www.facebook.com

25.04.2015

Pubblicato da Davide

  • Rosanna

    Condivido lo slancio appassionato di Fusaro e l’augurio del ritorno alla lotta per la libertà, contro l’occupazione americana, contro la dittatura eurocratica.

    E a commento della sua analisi, vorrei ricordare che la Resistenza ha rappresentato una breve pausa gloriosa di tutto un popolo che si è ribellato all’autoritarismo di una dittatura e all’occupazione straniera, immediatamente interrotta da un’altra occupazione certo, quella americana, appoggiata dal solito servilismo gattopardesco, tipico degli italiani, che da secoli sono stati sempre servi di molti padroni.

    Perché la Resistenza non è stata solo quella armata, come sostengono i detrattori nostalgici, ma anche civile: donne e uomini delle città, famiglie intere, militari deportati … Insomma davvero un nuovo, vero Risorgimento, più autentico e condiviso di quello storico.

    La realtà va oltre le meschine accuse di retorica, farcite di puro odio patriottico e invidia per i veri e sacrosanti valori di chi ha combattuto dalla "parte giusta", libera e democratica. Purtroppo quei valori sono stati traditi dai rancori fascisti, subito risorti nell’immediato dopoguerra, e la Costituzione non è MAI stata veramente applicata. Perché il fascismo rsiede nel Dna del sangue disperso italiano.

    "Si vider le lance calate sui petti,
    A canto agli scudi, rasente agli elmetti,
    Udiron le frecce fischiando volar.
    E il premio sperato, promesso a quei forti,
    Sarebbe, o delusi, rivolger le sorti,
    D’un volgo straniero por fine al dolor?
    Tornate alle vostre superbe ruine,
    All’opere imbelli dell’arse officine,
    Ai solchi bagnati di servo sudor.
    Il forte si mesce col vinto nemico,
    Col novo signore rimane l’antico;
    L’un popolo e l’altro sul collo vi sta.
    Dividono i servi, dividon gli armenti;
    Si posano insieme sui campi cruenti
    D’un volgo disperso che nome non ha."

    Alessandro Manzoni, Adelchi

  • babuskin

    L’unica lotta che racchiude in se tutte le libertà è la lotta contro l’imperialismo mondiale.

    Tutto il resto sono chiacchiere. 
  • IVANOE

    L’unica lotta che deve e doveva essere fatta e’ contro l’odioso valore che viene dato al denaro…

    Su questo valore si regge tutto l’attuale potere fascista…
    Quando ho ascoltato i comunisti "convinti" che dicevano : i soldi non hanno ne colore e e ne odore … Ho capito tutto e ho capitomperche’ i nostri nonni ci hanno fatto ritrovare in queste attuali pietose condizioni sociali.
  • lucamartinelli

    Si, Fusaro, va bene. E lo sapevamo già. Il problema è che nulla accade per caso. Occorre conoscere e ricordare la storia per capire il presente. Fusaro, abbiamo perduto una guerra, quella voluta da Mussolini e i vincitori fanno i vincitori. Che pensavi? Che tutto finisse a tarallucci e vino?. Leggiti "il golpe inglese" di Cereghino e Fasanella. Vedrai che sarai un altro uomo.

  • sotis

    Non sono molto interessato alla liberazione dagli invasori stranieri di 70 anni fa ma sarei più interessato alla liberazione nel mio paese da chi ci amministra malamente. Quella è la liberazione che vorrei festeggiare per me ,i miei figli ed i miei nipoti. VFC

  • mago
    La festeggeremo la nostra liberazione…quella vera…tempo al tempo.
  • Albertof

    Grazie a Fusaro che ci ha aperto finalmente gli occhi. Non so cosa avremmo fatto senza le sue puntuali e illuminanti osservazioni. 

  • Noumeno

    Grandeee !

  • Giovina

    Ecco che Fusaro ci rivela l’arcano, dopo aver pensato l’impensato.

    Truppe e basi americane ci impediscono la democrazia, la sovranita’ la liberta’.

    Percezioni e pensati in luogo del percepire e del pensare.

    Come faremmo senza questa razza di filosofi?

  • MarioG

    "Si festeggia la Liberazione. Ma occorre sempre pensare l’impensato del pensato: la Liberazione fu subito seguita da una nuova occupazione, che ancora subiamo."


    Non e’ esatto la presunta "liberazione" di cui parla non fu SEGUITA, fu accompagnata, anzi fu l’illusione permessa da quella che lui chiama "la nuova occupazione".


  • Rosanna

    Adesso non esageriamo Giovina, stavolta Fusaro ha colpito nel segno, quando tantissime altre volte ha scambiato lucciole per lanterne … del resto non sarebbe un filosofo postmoderno.

    "Quante ’l villan ch’al poggio si riposa,
    nel tempo che colui che ’l mondo schiara
    la faccia sua a noi tien meno ascosa, 27

    come la mosca cede a la zanzara,
    vede lucciole giù per la vallea,
    forse colà dov’e’ vendemmia e ara: 30

    di tante fiamme tutta risplendea
    l’ottava bolgia, sì com’io m’accorsi
    tosto che fui là ’ve ’l fondo parea. 33"

    Dante Alighieri, Inferno canto XXVI

  • MarioG

    Senza questi filosofi ci penserebbe qualche dotto in vena lirica, di cui abbiamo avuto ben 2 assaggi oggi.

  • furibondius

    precisazione fondamentale.

    La liberazione, doveva essere venticinque anni prima, mentre qualcuno rivoluzionava la storia…… gli italiani invece si inventarono il fascismo.  Cappella mica da poco!
  • Rosanna

    Come faremmo MarioG a sopravvivere,  senza le sue acute e profonde osservazioni,  che ci illuminano d’immenso?

    Vede, meglio una vena lirica che una vena prosciugata …
  • Giovina

    Non e’ la prima volta che si scomoda il povero Dante per rispondermi. Per difendere poi una scontatezza, da quattro soldi, del Fusaro. Insomma ne’ io ne’ il Fusaro meritiamo tanta dimostrazione  di cultura e intellettualismo e di delega messaggistica da parte di chi vuol  conservare illibata  la propria immagine di persona aggraziata.

  • Giovina

    Ammazzate, vedi un po’! Pure Ungaretti……

  • Rosanna

    Cara Giovina, la cultura ti spaventa?  

    Scusa, pensavo tu comprendessi la differenza tra l’ostentazione delle proprie risorse e il desiderio di condividere una celebrazione nazionale dell’orgoglio italiano con una compagna = da cum panis … dividere il pane strada facendo. 
    Me lo ha insegnato un compagno …
  • Tao


    Il 25 aprile del 1945, esattamente 70 anni fa, la presenza militare tedesca in Italia cessava ufficialmente, mentre oggi, con la moneta unica e successivamente alla crisi del 2008, la presenza tedesca è ritornata in Italia sotto forma di violenza economica, a suon di “riforme” e di austerità con il suo alleato chiamato TROIKA. Ma non solo: di quale liberazione parliamo se gli ultimi tre governi per compiacere Berlino e Bruxelles hanno avuto capi di governo NON eletti direttamente dal popolo che hanno imposto manovre fatte per distruggere domanda interna e creato il precariato? Il tutto al fine di essere più competitivi, ovvero schiavi moderni per far parte dell’ingranaggio mercantilista richiesto dai mercati. Uno schiavo o disoccupato e’ libero anche se non è occupato da un esercito in divisa?
     E siamo sicuri che siamo liberi almeno per quanto riguarda l’occupazione militare? Nel territorio italiano sono presenti 59 basi militari americane ( http://www.treccani.it/magazine/geopolitica/Il_Pentagono_e_le_basi_militari_Usa_in_Italia.html [www.treccani.it] )  e 70 bombe atomiche ( http://espresso.repubblica.it/inchieste/2014/07/01/news/ecco-le-bombe-nucleari-di-brescia-1.171372 [espresso.repubblica.it] )  parcheggiate sempre nel nostro Paese e l’ultimo scatto di orgoglio nazionale con il caso di Sigonella ( https://www.youtube.com/watch?v=24WR_1mZZ2s )  del 11 ottobre 1985 ormai rimane un ricordo che non sembra ripetibile.
    Il fine di tutto ciò è difenderci? da chi?
     
    L’Italia viene invasa quasi tutti i giorni da un esercito senza divisa, asimmetrico, composto da migranti che vengono deportati nel nostro Paese con lo scopo di creare una giungla darwiniana e mettere in competizione con i lavoratori italiani ad una gara al ribasso salariale. Non mi sembra, visti gli ultimi fatti tragici accaduti nel Mediterraneo, che alcun esercito abbia difeso le nostre coste da questa invasione. Allora questa liberazione a cosa è servita? Sicuramente per fare del nostro Paese una mera rampa di lancio per fare guerre in cui l’Italia ci ha rimesso, come quella alla Libia, terra di nessuno che ci sta invadendo di immigrati e ospita l’ISIS a pochi km dalla Sicilia. E’ anche per giocare alla guerra, che il nostro Paese serve. Come con la questione russa dove, per mezzo delle sanzioni UE volute da Washington, l’Italia fino ad ora ha pagato un prezzo altissimo per la sua economia, circa 1.25 mld di export in meno secondo la stima Coldiretti, quando nello stesso tempo ci impongono il TTIP, sconosciuto dalla popolazione. Tutto questo per contendersi l’Ucraina, ormai altra colonia americana usata anch’essa come possibile rampa di lancio per un attacco suicida verso la Russia.
     L’Italia ormai da anni ha perso sovranità monetaria e militare quindi ricordare la Liberazione significa atteggiarsi  in modo  “politicamente corretto”.
     
    Solo una nazione come la Russia, merita di celebrare la sua liberazione, perchè si tratta di uno Stato pienamente sovrano: economicamente, e la sua resistenza alle sanzioni UE e USA ne sono una prova, e militarmente per il fatto che Mosca è l’unica, oggi, a contrastare il desiderio  di un mondo unilaterale sotto la guida di Washington.
     Per quanto riguarda l’Italia, solo con la riconquista della nostra moneta sovrana e con l’uscita dalla NATO, allora si potrà parlare di vera liberazione, altrimenti il 25 aprile sarà una celebrazione politica e corretta da una liberazione simmetrica celebrata dai circoli del PD e dai centri sociali, tralasciando le occupazioni asimmetriche descritte sopra e che vengono taciute dalla politica italiana e dalle oligarchie sovranazionali.

    La Storia si ripete e l’errore di Mussolini nell’aver seguito la Germania si sta ripetendo oggi con l’alleanza con la Merkel o meglio sudditanza…
     

    Jean Sebastien S. Lucidi

    Fonte: http://www.scenarieconomici.it

    25..04.2015

  • Oxymen

    I nostri padri e nonni hanno combattuto per una società più equa, non solo per i soldi. Sanità, istruzione, pensioni, disuguaglianze (anche di reddito) tutto ciò che si chiama welfare state è stato messo in piedi subito dopo la cacciata dell’invasore. Questo non è mai stato sbagliato, e prendersela con loro adesso che i rapporti sociali sono cambiati a seguito del cambiamento dei rapporti economici (il capitalismo da produttivo è diventato parassitario e speculativo) è un atto profondamente ingiusto. Loro ci hanno regalato un sacco di cose belle e dei semi bacati. "Noi" abbiamo scelto di piantare quei semi bacati e coltivarli con cura, abbandonando le cose belle che ci sono state regalate. Perchè le cose regalate hanno ben misero valore ed è facile sputarci sopra, mentre quelle conquistate (anche se pessime) hanno sempre un grande valore. Quando scoppierà un’altra guerra queste cose saranno più chiare, anche se sarà troppo tardi.
    "Il rapporto fra i salari relativamente più ricchi ed il salario mediano
    è aumentato da circa il 140 per cento nei primi anni 80 a circa il 170
    per cento nel 2006. Ciò significa che il 10 per cento dei lavoratori con
    salario più alto riceve circa il 70 per cento di salario in più
    rispetto al lavoratore mediano. l’1 per cento più ricco della popolazione, circa 600.000 persone, nei
    primi anni ‘80 concentrava nelle proprie mani circa il 6 per cento del
    reddito nazionale; negli ultimi anni la stessa quota è arrivata al 10
    per cento"
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/05/03/italia-sempre-piu-divisa-dagli-stipendi26.html

    Prendersela con i partigiani per le cazzate fatte a partire dagli anni ’80 (dopo gli anni ’70 che furono gli anni di piombo, ecco gli anni di merda) mi sembra di una cecità storica e politica imbarazzante.

  • Oxymen

    Preferisco di gran lunga la vena lirica alla vena litrica: litri di rosso che scorrono nelle vene. Purtroppo non esiste l’equivalente del ritiro della patente quando gli effetti dell’alcool fanno scrivere certe puttanate nei forum.

  • Giovina

    Rosanna, se mi spaventasse la cultura non oserei di rispondere a cotanta tua sua rappresentazione. Forse sei tu – e ipotizzo come tu hai ipotizzato – che volevi impressionare me. Poi non vedo perche’ non si debba fare a meno di certe citazioni del Fusaro e invece dei commenti di Mario G. si’.
    Si risponde ai Fusari cosi’ come si risponde alle Rosanne. Naturalmente anche alle Giovine. Prego, si accomodi.

  • Stevenson

    Il breve intervento di Fusaro mi trova d’accordo perchè enfatizza il motivo per cui la resistenza va ricordata.

    Purtroppo le ipocrite celebrazioni istuzionali ne nascondono il carattere libertario popolare, più unico che raro da trovarsi nella storia italiana (quantomeno in quella più recente).

    Le critiche che vorrebbero mettere in discussione il valore della resistenza come il fatto che poi non è seguita una totale liberazione o come il fatto che anche i partigiani si macchiarono di atroci vendette, a mia opinione, non tocca l’importanza che ha avuto nel suo complesso, pure nella tragicità in cui è avvenuta.

  • clack

    "Perché il fascismo risiede nel Dna del sangue disperso italiano."

    Quotone da 100 like
  • FBF
    Si festeggia la Liberazione.
    Ma occorre sempre pensare all’"impensato" del pensato: la Liberazione fu subito seguita da una nuova occupazione, che ancora subiamo, che ha segnato la vita dei più e l’estinzione di milioni di esseri. Non serve fare nomi dei dittatori postbellici vero? Bene. Diciamo che erano il "male necessario". Esatto?
    I cittadini americani che ci hanno liberato, solo solo stati da sempre vittime del cosiddetto "impensato", anche quando erano europei, esattamente come i ragazzi italiani che hanno combattuto credendo di essere dalla parte giusta e cioè per l’Italia, e così per i ragazzi e ragazze tedeschi, ed infine per tutti i ragazzi europei, Russi compresi.
    In realtà l’"impensato" voleva e vuole eliminare i giovani. Sono loro che fanno figli! Esatto? Per cui se non fossero morti l’Europa sarebbe Eu cioè bella. Poi dipende dai punti di vista e da desidera dominare incontrastato.
    Per cui non sarebbe meglio festeggiare e pensare secondo coscienza invece che secondo morale indotta visto che le Crociate contro l’Islam risalgono a molto prima della nascita degli Stati Uniti? http://it.wikipedia.org/wiki/Crociata_dei_fanciulli  tanto per parlare di giovinetti e giovinette …  
  • alvise

    "….non tocca l’importanza che ha avuto nel suo complesso, pure nella tragicità in cui è avvenuta."

    Secondo me avresti ragione se oggi fossimo all’oscuro di tutto quello che succedeva ieri alle spalle delle persone che si immolarono per la lbertà, ma oggi, e per oggi intendo come minimo da 10 anni, che sappiamo tutto, non condivido la tua frase. Il popolo dell’epoca non aveva molta istruzione, se gli parlavi di Yalta magari avrebbero pensato ad un frutto esotico, pensa un po se invece tutti avessero saputo cosa stava succedendo con la conferenza di Yalta se fossero stati così contenti di aver combattuto per i poteri forti dell’Imperialismo, non certo per il popolo. E dato che oggi ne vediamo il risultato,  la festa del 25 aprile  mi pare solo una boutade della sinistra (non esiste più ma queste celebrazioni fanno tanto bene ai compagni), che in tempo di elezioni amministrative non fa mai male. Ti faccio vedere una cosa riguardo al momento del "risveglio", quello che per loro era una sorta di 25 aprile, ed al momento della doccia fredda della verità nascosta che ha illuminato militari che sono sempre in guerra per i poteri forti e per accrescere la loro potenza finanziaria. Se l’hanno capito loro quanto ci vuole per capirlo anche noi?  Confesso che a vedere e sentire, in alcuni passaggi mi sono commosso, non tanto per il gesto ma per quello che significava, L’illuminazione.
    Buona (si fa per dire) visione.

    https://www.youtube.com/watch?v=4oVmZveQzCY


  • alvise

    @ Stevenson,

    "….non tocca l’importanza che ha avuto nel suo complesso, pure nella tragicità in cui è avvenuta."

    Secondo
    me avresti ragione se oggi fossimo all’oscuro di tutto quello che
    succedeva ieri alle spalle delle persone che si immolarono per la
    lbertà, ma oggi, e per oggi intendo come minimo da 10 anni, che sappiamo
    tutto, non condivido la tua frase. Il popolo dell’epoca non aveva molta
    istruzione, se gli parlavi di Yalta magari avrebbero pensato ad un
    frutto esotico, pensa un po se invece tutti avessero saputo cosa stava
    succedendo con la conferenza di Yalta se fossero stati
    così contenti di aver combattuto per i poteri forti dell’Imperialismo,
    non certo per il popolo. E dato che oggi ne vediamo il risultato,  la
    festa del 25 aprile  mi pare solo una boutade della sinistra (non esiste
    più ma queste celebrazioni fanno tanto bene ai compagni), che in tempo
    di elezioni amministrative non fa mai male. Ti faccio vedere una cosa
    riguardo al momento del "risveglio", quello che per loro era una sorta
    di 25 aprile, ed al momento della doccia fredda della verità nascosta
    che ha illuminato militari che sono sempre in guerra per i poteri forti e
    per accrescere la loro potenza finanziaria. Se l’hanno capito loro
    quanto ci vuole per capirlo anche noi?  Confesso che a vedere e sentire,
    in alcuni passaggi mi sono commosso, non tanto per il gesto ma per
    quello che significava, L’illuminazione.

    Buona (si fa per dire) visione.

    https://www.youtube.com/watch?v=4oVmZveQzCY

  • SanPap

    Concordo su tutto quello che hai scritto.

    Domani Kofi Annan sarà a Roma per parlare con la Mogherini su come salvare vite umane in questa tragedia … ossia va ad aumentare il caos informativo. Mi spiego meglio. Il problema non è "Come salvare le vite umane" e basta ma "Come salvare le vite umane e come comportarci con le persone salvate".

    Se i problema fosse "Salvare le vite umane" e basta paradossalmente avrebbero ragione quelli che dicono istituiamo un servizio navetta che trasporti i … (non si sa neanche come chiamarli). Ma il problema non è questo. E’ evidente che il problema non è questo. Anche il Papa cade in questo equivoco (uso questo giro di parole perché dare del paraculo al Papa non è bello): da una parte ci sprona all’accoglienza dall’altra se ne guarda bene dall’aprire i cancelli della Città del Vaticano ben sapendo che questa sarebbe schiantata dagli accolti. La Città del Vaticano non è l’Italia, ma l’Italia diventa presto la Città del Vaticano di fronte al numero di persone che si accingono ad emigrare. Tutta l’Europa stenterebbe a non diventare la Città del Vaticano. E l’Europa lo sa bene, basta osservare quello ch’è successo nell’ultimo incontro Francia Germania Italia Regno Unito: soldi ed armi si, accoglienza no o condizionata. L’accoglienza condizionata della Germania, non è stata, secondo me, valutata appieno: la Germania ci ha rimproverato di non identificare efficacemente i (…), perché ? perché quando i (… ) si presentano ai loro confini vogliono sapere chi sono, ossia non accolgo chiunque me lo chieda ma solo chi mi aggrada (persone istruite, in salute, con la fedina penale pulita, ecc) ossia persone che posso inserire facilmente nel mia società e che ci porteranno ricchezza. E la altre ? Ce le teniamo noi. Ce lo chiede (meglio ce lo impone) l’Europa.

    Ho soluzioni da proporre ? No.

    La prima cosa che mi viene in mente è la muraglia cinese. E’ stata costruita per arginare l’invasione della Cina da parte dei popoli del nord, e non è servita a nulla; la più grande opera costruita dall’uomo non è servita a nulla. Il flusso migratorio dei popoli del nord si è fermato solo quando un imperatore cinese ha fatto in modo che questi apprendessero la pastorizia, l’agricoltura, creassero delle loro industrie.

    Dobbiamo andare il Africa e nel Medio Oriente ad insegnare ?  Probabilmente basterebbe non andare a depredarli, ed instaurare con loro rapporti di rispetto reciproco. Difficile, troppo difficile, da pensare, da attuare. Noi siamo NOI e loro no sono un cazzo

    a proposito una delle prime firme che il governo Renzi ha posto è stata quella al trattato di Istanbul sulla violenza alle donne: ma perché la manipolazione (chirurgica) del sesso femminile è esecranda mentre quella del sesso maschile  è divinamente giusta ?  Che c’entra ? C’entra, c’entra … perché ce cape. 

  • Stevenson

    Ti ringrazio per il video, l’ho visto ed è molto interessante. Però mi pare assai improprio collegarlo alla resistenza italiana.

    D’accordo, i partigiani ignoravano questioni geopolitiche più grandi di loro, però non va dimenticato che lottarono per difendere la propria terra da un invasore tedesco che, in collaborazione con i fascisti, si macchiò di numerosi massacri sulla popolazione civile.

    La successiva occupazione americana del suolo italiano non può certo imputarsi ai resistenti, semmai è da imputarsi maggiormente a Mussolini che volle una guerra dalla quale, uscendo vinti, non ci si poteva certo aspettare di ricavare totale libertà.

    Ci tengo a sottolineare che io non sono un fanatico antifascista, le continue divisioni su questo argomento mi suonano vecchie e stantie. Però la storia del periodo la conosco abbastanza bene (e attraverso lo studio, e per aver sentito dirette testimonianze dei vecchi, e per le lettura di Calvino, Pavese, Fenoglio, Vittorini…) e francamente certi revisionismi mi sembrano forzati o assai parziali.

  • Giovina

    (Per quanto potrebbe riguardarmi, sono astemia, ma non giudico le
    altrui scelte)

     

    Una Europa che vuole emulare il sogno
    americano in tutto sacrificando i propri popoli e’ puro istinto suicida.

    Non e’
    sufficiente o determinante eliminare i segni materiali della occupazione
    americana. Bisogna emanciparsi dalla mentalita’ imperialistica americana che
    l’Europa ha abbracciato e che le e’ penetrata fin nel midollo. E solo in questo
    modo che ci sara’ speranza di controinfluenzare in bene la Politica e la
    Cultura americana stessa per poter realizzare il benessere futuro di tutti i
    continenti. Solo allora potra’ esserci una vera grande America, una vera unione
    europea e una vera qualitativa globalizzazione ( la globalizzazione in se’ e’
    ineluttabile).

    Che "l’occupazione" americana sia un
    fatto e’ gia’ conquista abbastanza generalizzata, certo non un nuovo pensato.
    Per il resto, Fusaro e tutti noi possiamo ripetere ad ogni necessario contesto che
    l’egemonia americana e la sua propensione ad espandersi sono dei veri e propri
    fatti. Ma sapere cio’ non e’ sufficiente per risolvere il problema alla sua
    radice ne’ tanto meno ci fornisce la soluzione.

    Ho fatto queste ultime
    precisazioni per precondizionamenti e pregiudizi lirico-drammatici di qualcuno,
    vedi impulsiva inesatta interpretazione di un mio commento precedente,
    nonostante – prima di me – altri avessero gia’ espresso opinioni simili alla
    mia sulla , senza pero’ per questo vedersi
    scomodare la musa dantesca e inferni vari a rintuzzarle.

     

  • Giovina

    (Per quanto potrebbe riguardarmi, sono astemia, ma non giudico le
    altrui scelte)

     

    Una Europa che vuole emulare il sogno
    americano in tutto sacrificando i propri popoli e’ puro istinto suicida.

    Non e’
    sufficiente o determinante eliminare i segni materiali della occupazione
    americana. Bisogna emanciparsi dalla mentalita’ imperialistica americana che
    l’Europa ha abbracciato e che le e’ penetrata fin nel midollo. E solo in questo
    modo che ci sara’ speranza di controinfluenzare in bene la Politica e la
    Cultura americana stessa per poter realizzare il benessere futuro di tutti i
    continenti. Solo allora potra’ esserci una vera grande America, una vera unione
    europea e una vera qualitativa globalizzazione ( la globalizzazione in se’ e’
    ineluttabile).

    Che "l’occupazione" americana sia un
    fatto e’ gia’ conquista abbastanza generalizzata, certo non un nuovo pensato.
    Per il resto, Fusaro e tutti noi possiamo ripetere ad ogni necessario contesto che
    l’egemonia americana e la sua propensione ad espandersi sono dei veri e propri
    fatti. Ma sapere cio’ non e’ sufficiente per risolvere il problema alla sua
    radice ne’ tanto meno ci fornisce la soluzione.

    Ho fatto queste ultime
    precisazioni per precondizionamenti e pregiudizi lirico-drammatici di qualcuno,
    vedi impulsiva inesatta interpretazione di un mio commento precedente,
    nonostante – prima di me – altri avessero gia’ espresso opinioni simili alla
    mia sulla <genialita’ fusariana> , senza pero’ per questo vedersi
    scomodare la musa dantesca e inferni vari a rintuzzarle.