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NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA: WASHINGTON SI SCATENA, NELL’ILLUSIONE DI UNA SUA NUOVA SUPREMAZIA ENERGETICA

DI RICHARD HEINBERG

postcarbon.org

Il New York Times riporta che “Martedì scorso gli Stati Uniti e l’Europa hanno dato il via ad uno sforzo congiunto per frenare le capacità a lungo termine della Russia di sviluppare nuove risorse petrolifere.” Le nuove sanzioni negherebbero alla Russia l’accesso alle tecnologie occidentali necessarie per accedere al petrolio polare, ai giacimenti sottomarini e al tight-oil, prodotto dalla fatturazione idraulica e dalla perforazione orizzontale.

E’ certamente confortante sapere che un’ enorme quantità di petrolio russo rischia di rimanere nascosto sotto terra senza essere bruciato per alimentare autovetture, camion e macchinari europei, russi e cinesi: un fatto positivo per quanto riguarda il riscaldamento globale. Ma non è certo questo l’intento delle sanzioni.

E’ chiaro che lo scopo è semplicemente quello di punire Vladimir Putin per essersi opposto ai tentativi occidentali di circondare la sua nazione con basi e missili della NATO. Per qualche ragione, comprensibile solo ai neoconservatori, Washington con le sue armi nucleari sembra intenzionata a provocare uno scontro importante con la Russia e le sue armi nucleari. Come giustificazione, a noi americani viene detto, senza mezzi termini, che c’era la Russia dietro l’abbattimento del volo Malaysian Airlines 17, nonostante una notevole mancanza di reali prove in tal senso (come dice qui il giornalista veterano Robert Parry).

I cervelloni della politica estera del Dipartimento di Stato americano non comprendono che la produzione petrolifera russa ha appena toccato un picco post-URSS e un declino è comunque previsto. L’effetto delle sanzioni sarà quello di accelerare questo declino, facendo innalzare i prezzi mondiali del petrolio non appena il tight-oil degli USA toccherà il suo massimo e si lancerà inevitabilmente giù in picchiata nel periodo 2017-2020. La Russia, che resterà in ogni caso un esportatore di petrolio, potrà beneficiare di prezzi dl petrolio più elevati (probabilmente abbastanza da compensare la perdita di produzione derivante dalle sanzioni). Ma gli Stati Uniti, che saranno ancora uno dei principali importatori di petrolio del mondo, dovranno affrontare un nuovo shock petrolifero simile a quello del 2008, che contribuì al suo crollo finanziario.

Non c’è dubbio che gli esperti di politica del Dipartimento di Stato USA sono sinceramente convinti che l’America stia per diventare la nuova superpotenza energetica mondiale in grado di rifornire l’Europa di petrolio e gas naturale in sostituzione delle mancate esportazioni russe. Forse gli europei sono così sciocchi da illudersi anche loro di questo. Ma tutto questo si rivelerà un disastroso gioco d’azzardo. Si può solo sperare che tutti i giocatori possano scuotersi da queste allucinazioni prima che la partita si trasformi in una tragedia.

Richard Heinberg

Fonte: ww.postcarbon.org

Link: http://www.postcarbon.org/blog-post/2329565-new-russia-sanctions-washington-delusional-about

30.07.2014

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Pubblicato da Davide