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NUOVA RECESSIONE E NUOVO MONDO SENZA L' ARROGANZA DEGLI STATI UNITI

DI PAUL CRAIG ROBERTS

prisonplanet.com

La cifra del Pil reale degli USA nel primo trimestre del 2014 è stata pubblicata oggi.
Il totale non è un +2,6% di crescita predetta dai saccenti economisti a provvigione.
Il numero reale è invece una diminuzione che si attesta al -2,9%.

Ma parlare di un -2,9% è un eufemismo. Questa cifra è stata ottenuta sgonfiando il tasso del Pil nominale attraverso una misurazione attenuata dell’inflazione. Durante l’amministrazione Clinton, la Commissione Boskin praticava la manipolazione del calcolo dell’inflazione per imgannare quelli che percepivano la Social Security (il fondo pensionistico del Governo Federale) sugli adeguamenti al costo della vita. Chiunque compri cibo, benzina o qualsiasi altra cosa sa che l’ inflazione reale è molto più alta di quella ufficiale.

E’ possibile invece che la diminuzione del primo trimestre sia di tre volte maggiore di quella dichiarata.

Comunque la si guardi, la differenza è enorme tra le previsioni di Gennaio del +2,6% e la diminuzione del 2,9% della fine di Marzo.

Qualsiasi economista libero e non a libro paga di Wall Street, del Governo e dei Poteri Forti in generale sapeva che il 2,6% era una buffonata. I salari degli Americani sono cresciuti solo dell’1%, i soli crediti concessi agli studenti, per i giovani che non trovano lavoro e, forse sbagliando, si gettano nella dottrina che ha come slogan “l’istruzione è la soluzione”. Ma in un’economia basata sulla domanda di consumo, l’assenza di guadagno unita alla mancanza di credito determina, per definizione, una crescita economica negativa.

L’economia americana non può crescere perché le multinazionali spinte da Wall Street hanno portato l’economia reale fuori dai confini USA. Tutta la produzione americana è stata trasferita all’estero. Guardate le etichette dei vostri abiti abiti, a quelle delle vostre scarpe, da quello che mangiamo agli utensili da cucina, ai computer e a tutto il resto. Anche i tradizionali posizioni professionali, come l’ ingegneria informatica sono state mosse all’estero. Un’economia esternalizzata, semplicemente, non è un’economia.

E questo succede davanti agli occhi di tutti, quando ben pagati imbonitori del mercato dichiarano agli americani quanto possano beneficiare dal rilocalizzare il lavoro della classe media americana in Cina e in India.

Io ho esposto queste tesi per più di due decenni, ed è questo il motivo per cui non vengo più invitato nelle conferenze delle università americane e delle grandi associazioni commerciali. Gli economisti amano i soldi che ricevono per mentire, uno che dice la verità è l’ultima cosa che vogliono in mezzo a loro.

Una diminuzione ufficiale del – 2,9% nel primo trimestre implica, di conseguenza, una diminuzione nel secondo trimestre. Due diminuzioni di fila definiscono una recessione. Immaginate le conseguenze di una recessione. Significa che anni di strategia basata sul quantitative easing (quando la banca centrale acquista beni – generalmente si tratta di azioni o titoli di stato – con denaro creato “ex-novo” e al fine di incentivare la crescita economica) ha fallito nel rivitalizzare l’economia come, del resto, anni di deficit dello Stato alimentato dalle teorie keynesiane. Né le politiche fiscali o monetarie hanno funzionato. Cosa, quindi, può rivitalizzare l’economia?

Nulla, eccetto forzare il ritorno della produzione industriale che le compagnie americane hanno trasferito all’estero.

Questo però richiederebbe un governo credibile. Ma sfortunatamente, il governo U.S. ha perso credibilità sin dal secondo mandato di Clinton. Non né è rimasta neanche un briciolo.

Oggi, nessuno al mondo crede più al governo degli Stati Uniti, eccetto gli americani eterodiretti dai media mainstream. La propaganda di Washington domina le menti degli americani, ma produce sorrisi e sconcerto da ogni altra parte.

Le povere previsioni per l’economia americana hanno indotto due tra le più grandi lobby di affari, la Camera di Commercio U.S. e l’associazione nazionale dei produttori (o quello che rimane di essa) a prendere posizione contro l’amministrazione Obama per la paura di ulteriori sanzioni contro la Russia. Secondo Bloomberg News, iniziando da domani (26 giugno), i gruppi di affari inizieranno una campagna pubblicitaria sul New York Times, Wall Street Journal e il Washington Post contro qualsiasi sanzione nei confronti della Russia. Queste organizzazioni dicono che le sanzioni diminuiranno i loro profitti avendo come risultato la perdita di posti di lavoro americani.

Le due più grandi associazioni commerciali U.S.A., fonti importantissime di finanziamento delle campagne elettorali dei vari partiti politici, hanno finalmente aggiunto la loro voce a quella del mondo degli affari tedesco, francese e italiano.

Tutti, tranne l’opinione pubblica americana, sanno che la crisi in Ucraina è totalmente un “business” creato da Washington. Gli imprenditori europei e americani si stanno chiedendo “perché i nostri profitti e i nostri lavoratori debbano soffrire a causa della propaganda di Washington contro la Russia”.

Obama non sa cosa dire. Forse la sua feccia neocon. Victoria Nuland, Samantha Powers, Susan Rice se ne uscirà con qualche risposta. Obama può affidarsi al New York Times, Washington Post, Wall S.T. Journal e Weekly Standard per spiegare perché milioni di americani ed europei debbano soffrire affinché il “ratto” dell’Ucraina vada a buon fine.

Le bugie di Washington si stanno ritorcendo contro Obama. La Cancelliera Merkel è completamente assoggettata ai voleri U.S.A. ma l’industria tedesca sta dicendo all’amica americana che il valore dei propri affari in Russia è maggiore del valore sofferto a causa delle pretese imperialistiche del governo U.S.A. Il mondo imprenditoriale francese sta chiedendo a Hollande cosa voglia fare con la mancanza di posti di lavoro e se lui stesso porta avanti gli interessi americani. Anche gli italiani stanno chiedendo al loro governo (sembra che l’Italia ne abbia uno), che i rozzi americani, oltre a non avere alcun tipo di gusto, stanno infliggendo un danno all’economia, perché le sanzioni sulla Russia costituiscono un colpo mortale al settore italiano più famoso e universalmente riconosciuto al mondo: quello del lusso e della moda.

In Europa si sta spandendo a macchia d’olio il dissenso nei confronti di Washington e del ruolo da burattinaio mondiale da due soldi. L’ultimo exit poll ha rilevato che 3/4 dei tedeschi sono contrari alla permanenza delle basi NATO in Polonia e negli stati baltici. L’ex Cecoslovacchia, attualmente divisa in Slovacchia e Repubblica Ceca, nonostante membri NATO, si sono opposte alla presenza di truppe americane e NATO sul loro territorio. Recentemente, un ministrro tedesco ha detto che far piacere a Washington è come fare sesso orale senza ricevere nulla in cambio.

La pressione che i pazzi a Washington stanno mettendo sulla NATO potrebbe mandare in frantumi l’organizzazione. Preghiamo perché sia così. La scusa all’esistenza della NATO è scomparsa ventitré anni anni fa con il collasso dell’Unione Sovietica. Washington ha fatto espandere la NATO molto oltre i limiti segnati dal Trattato del Nord-Atlantico. La NATO ora regola un territorio che va dal Baltico all’Asia Centrale. Quindi, per giustificare la continua espansione delle operazioni, Washington ha dovuto fare della Russia un nemico.

Ma la Russia non vuole assolutamente essere un nemico della NATO o di Washington, ma il complesso apparato militare di sicurezza americano, che assorbe più di un trilione di dollari dalle tasche degli americani, ha bisogno di una scusa per far continuare a far lievitare i profitti.

Sfortunatamente, gli imbecilli di Washington hanno scelto un nemico pericoloso. La Russia è una potenza nucleare, un Paese di vaste dimensioni che vanta un’alleanza strategica con la Cina.

Solo un governo imbevuto di arroganza e hubris, o uno gestito da psicopatici e sociopatici, sceglierebbe un nemico del genere. Il Presidente Putin ha più volte sottolineato all’Europa come le politiche americane in Medio Oriente e in Libia non siano state solo un completo fallimento, ma anche devastanti e pericolose per l’Europa e la Russia. I pazzi a Washington hanno rimosso dei governi che tenevano a bada gli jihadisti. Ora questi violenti sono sguinzagliati e senza alcun tipo di controllo. In Medio oriente i jihadisti sono al lavoro per ridefinire i confini stabiliti dagli inglesi e dai francesi dopo la Prima Guerra Mondiale.

Europa, Russia e Cina hanno tutte una percentuale di popolazione musulmana e ora si preoccupano che la violenza che Washington ha scatenato in M.O. possa destabilizzare anche loro stesse.

Nessuno al mondo ha una vera ragione per amare gli Stati Uniti. Meno che mai gli stessi americani dissuanguati per le pretese di dominio di Washington sul mondo. Il tasso di popolarità di Obama, è uno scarso 41% e nessuno lo riconfermerebbe. Invece, i 2/3 della popolazione russa vogliono che Putin rimanga presidente anche dopo il 2018.

A marzo, una società di sondaggi, la Public Opinion Research Center, ha dichiarato che il tasso di popolarità di Putin è del 76%, nonostante le forti opposizioni delle ONG russe, finanziate da Washington, istituzioni che lavorano attivamente in Russia da almeno vent’anni.

Per di più, il dollaro americano è nei guai. Il dollaro è tenuto a galla attraverso la manipolazione del mercato finanziario e Washington sta mettendo sotto pressione i sui suoi stati vassalli perché sostengano il valore del dollaro attraverso la stampa delle loro monete e conseguente acquisto di dollari. Per tenere il dollaro in vita larga parte del mondo patirà le conseguenze dell’inflazione. Quando la gente finalmente lo capirà e correrà a comprare oro, in quel momento ce lo avranno tutto i cinesi.

Sergey Glazyeb, un consigliere del Presidente Putin, ha detto che solo un’alleanza contro il dollaro potrebbe fermare le ambizioni degli Stati Uniti. Questa è stata la mia opinione per lungo tempo. Non ci può essere pace fino a che Washington continua a stampare moneta per finanziare nuove guerre.

Come ha detto il governo cinese, è tempo di “de-americanizzare il mondo”. La leadership degli Stati Uniti ha completamente fallito, producendo null’altro che bugie violenze, morte e promesse di maggiori violenze. Non ci scordiamo che Washington, senza rimorso, ha distrutto, in tutto o in parte, sette Paesi nel ventunesimo secolo. A meno che la leadership degli Stati Uniti, non venga sostituita con una più a misura d’uomo, la vita sulla terra non ha futuro.

Paul Craig Roberts

Fonte: http://www.prisonplanet.com/

Link: http://www.prisonplanet.com/a-new-recession-and-a-new-world-devoid-of-washingtons-arrogance.html

26.06.2014

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MISHA DI TEATRO NEL BICCHIERE

Pubblicato da Davide

  • Servus

    "Anche gli italiani stanno chiedendo al loro governo (sembra che l’Italia ne abbia uno)"


    Sembra, ma è solo un fantoccio.
  • marztala

    …non hanno scampo, per sopravvivere dovranno tentare un’altra rapina a mano armata… la più grande di sempre…..alla Russia. Speriamo che questa volta non gli vada bene e che sti ciccioni yankee siano costretti al lavoro vero, mangiando un pò meno!

  • lucamartinelli

    Il vero problema è far tornare i cow-boys a pascolare le vacche e ad impedire che combinino guai nel mondo…….

  • ROE

    Dovranno farlo …

  • ilsanto

    Dati CIA : la Cina ha una produzione industriale doppia di quella USA di cosa stiamo parlando ? Per quanto tempo gli USA e l’Occidente potrà arrampicarsi sugli specchi ?Hai voglia a pompare dollari, euro, yen sterline sperando di rivitalizzare l’economia interna che è solo nel terziario e nella finanza.

    Non può esistere economia senza produzione ed agricoltura e risorse.
    Chi sa e può è nella globalizzazione, produce dove conviene, elude le tasse o le paga dove conviene.
    Gli stati sono morti e cercano di mantenere una oligarchia che sà e truffa alla grande ben sapendo che è finita.
    Ora siamo entrati con la globalizzazione in un’era nuova fatta di multinazionali, danaro, individui, potere e senza stati men che meno regioni.
    Ma puo esistere un mondo globalizzato senza stati e individuale con il solo dio danaro, dove pochi hanno tutte le ricchezze e le masse sono alla fame ?
    Ci sono solo due strade una prevede la prosecuzione di questa strad e la morte di masse di individui oramai fuori dal sistema o un ripensamento del sistema non piu basato su questa logica ma sulla sostenibilita dell’ecosistema e la giustizia sociale. Un sistema non piu capitalista .
  • ilsanto

    Dati CIA : la Cina ha una produzione industriale doppia di quella USA di cosa stiamo parlando ? Per quanto tempo gli USA e l’Occidente potrà arrampicarsi sugli specchi ?Hai voglia a pompare dollari, euro, yen sterline sperando di rivitalizzare l’economia interna che è solo nel terziario e nella finanza.

    Non può esistere economia senza produzione ed agricoltura e risorse.
    Chi sa e può è nella globalizzazione, produce dove conviene, elude le tasse o le paga dove conviene.
    Gli stati sono morti e cercano di mantenere una oligarchia che sà e truffa alla grande ben sapendo che è finita.
    Ora siamo entrati con la globalizzazione in un’era nuova fatta di multinazionali, danaro, individui, potere e senza stati men che meno regioni.
    Ma puo esistere un mondo globalizzato senza stati e individuale con il solo dio danaro, dove pochi hanno tutte le ricchezze e le masse sono alla fame ?
    Ci sono solo due strade una prevede la prosecuzione di questa strad e la morte di masse di individui oramai fuori dal sistema o un ripensamento del sistema non piu basato su questa logica ma sulla sostenibilita dell’ecosistema e la giustizia sociale. Un sistema non piu capitalista .
  • pasquale50

    Già peccato che chi sia al potere, quello vero, non voglia perdere i suoi inifiniti privilegi..

    Questa volta gli Usa si schianteranno ma prima di farlo utilizzeranno come cuscinetto la loro colonia europea..
    il loro pensiero è tutto nel "si fotta l’Europa"..non so effettivamente come si troveranno da qui a 10 anni ma immagino come saremo noi Italiani ed Europei con gli attuali pardigmi economici, finanziari imposti dall’alto.
    Per ora Draghi non ha fatto un vero QE e gli Usa sono in Tapering con effetti contrattivi sul GDP evidenti..quindi saranno costretti a un QE3 indiretto nel prossimo semestre per evitare la recessione.
    Tutta questa massa di liquidià andrà ad gonfiare ulteriormente la bolla dell’oblligazionario e dell’azionario con esplosione di una nuova crisi globale di dimensioni doppie otriple rispetto a quella del 2008 nel 2015..
    Sembra proprio l’ultima fiammata della candela.
  • Gioia_di_Vivere

    USA = miseria e morte per la popolazione civile (vedere Ucraina, Libia, Siria, Iraq, Afganistan, Venezuela, Cuba ….).

    Le colonie europee sono tappetini per gli stivali yankees.
    Parlano di democrazia ma sono solo interessati al petrolio (quello che non è loro).   
    Fuori dalla NATO al più presto!