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NON TUTTI I BAMBINI SONO UGUALI. LA DIFFERENZA TRA QUELLI ISRAELIANI E QUELLI PALESTINESI

DI GIDEON LEVY

haaretz.com

Dopo il primo bambino, nessuno ha battuto ciglio. Dopo il cinquantesimo, sull’ala di un aereo non si è avvertito neppure un lieve tremore. Dopo il centesimo, hanno smesso di contare.

Dopo il duecentesimo, hanno accusato Hamas. Dopo il trecentesimo, hanno accusato i genitori. Dopo il quattrocentesimo bambino, hanno inventato scuse. Dopo (i primi) 478, sembra che non importi a nessuno.

Poi è arrivato il nostro primo bambino e per Israele è stato uno shock. Piange il cuore a pensare a Daniel Tragerman, quattro anni, ucciso venerdì sera nella sua casa a Sha’ar Hanegev. Un bel bambino, che una volta si era fatto fare una foto mentre indossava la maglia della squadra di calcio argentina, blu e bianca, quella con il numero 10.

Il cuore di chiunque si spezzerebbe alla vista di questa foto, chiunque piangerebbe per com’è stato brutalmente ucciso. “Ehi Leo Messi, guarda questo bambino. Tu eri il suo eroe”, recita un post su Facebook.

daniel

All’improvviso la morte ha un volto, sognanti occhi azzurri e capelli chiari. Un corpo esile che non crescerà mai. Improvvisamente la morte di un bambino ha un senso, improvvisamente è scioccante. È umano, comprensibile e commovente. È umano anche che l’omicidio di un bambino israeliano, un figlio di tutti noi, susciti una maggiore immedesimazione rispetto alla morte di qualche altro bambino. Quello che risulta incomprensibile è la risposta degli israeliani all’uccisione dei loro figli.

In un mondo dove esistesse qualcosa di buono, i bambini sarebbero stati lasciati fuori da quel crudele gioco chiamato guerra. In un mondo dove esistesse un po’ di bene, sarebbe impossibile comprendere la totale, quasi mostruosa, insensibilità di fronte all’uccisione di centinaia di bambini (non nostri, ma morti per mano nostra).

Immaginateli in fila: 478 bambini, in una graduale serie di morte. Immaginateli indossare magliette di Messi (anche alcuni di quei bambini lo avranno fatto, prima di morire); anche loro lo ammiravano, proprio come faceva il nostro Daniel che viveva in un kibbutz. Ma nessuno li guarda. I loro volti non si vedono, nessuno è sconvolto per le loro morti. Nessuno scrive su di loro “Ehi Messi, guarda questo bambino”.

Ehi Israele, guarda i loro bambini.

Un muro di ferro di negazione e disumanità protegge gli israeliani dal vergognoso lavoro delle loro mani a Gaza. Infatti, certi numeri sono duri da digerire. Delle centinaia di uomini uccisi si potrebbe dire che erano “coinvolti”. Delle centinaia di donne, che erano “scudi umani”.

Allo stesso modo, per un piccolo numero di bambini si potrebbe affermare che l’esercito più etico del mondo non aveva intenzione di colpirli. Ma cosa potremmo dire di quasi cinquecento bambini uccisi? Che l’esercito israeliano “non aveva intenzione di colpirli”, 478 volte? Che Hamas si nasconde dietro tutti loro? Che questo ha legittimato la loro uccisione?

Hamas può essersi nascosto dietro alcuni di quei bambini ma ora Israele si nasconde dietro Daniel Tragerman. Il suo destino è già stato usato per coprire tutti i peccati dell’IDF a Gaza.

Ieri la radio ha già parlato di “omicidio”. Il primo ministro ha già definito l’omicidio “terrorismo”, mentre centinaia di bambini di Gaza nelle loro nuove tombe non sono vittime di omicidio o terrorismo. Israele li doveva uccidere. Dopo tutto, chi sono Fadi e Ali e Islaam e Razek, Mahmoud, Ahmed e Hamoudi davanti al nostro unico e solo Daniel?

Dobbiamo ammetterlo: in Israele, i bambini palestinesi sono considerati alla stregua di insetti. È una dichiarazione orribile ma non c’è un altro modo per descrivere l’umore in Israele nell’estate del 2014. Quando per sei settimane centinaia di bambini sono uccisi, i loro corpi sepolti nei detriti, accumulati negli obitori, qualche volta addirittura nelle celle frigorifere della verdura per mancanza di altro spazio. Quando i loro genitori inorriditi trasportano i corpi dei loro bambini come se fosse normale; i loro funerali vanno e vengono, 478 volte. Persino il più freddo degli israeliani non permetterebbe a se stesso di essere così insensibile.

Qui qualcuno deve alzarsi e urlare “Basta”. Tutte le scuse e tutte le spiegazioni non aiuteranno, non c’è niente di peggio che distinguere tra un bambino che può essere ucciso e un bambino che non può. Ci sono solamente bambini uccisi per nulla, centinaia di bambini la cui sorte non tocca nessuno in Israele, mentre la morte di un bambino, solo uno, riesce a unire tutti quanti in lutto.

Versione orginale:

Gideon Levy è un opinionista israeliano.

Fonte: www.haaretz.com

Link: http://www.haaretz.com/opinion/.premium-1.612085

24.08.2014

Versione italiana:

Fonte: www.thepostinternazionale.it

Link: http://www.thepostinternazionale.it/mondo/israele/non-tutti-i-bambini-sono-uguali

26.08.2014

Traduzione a cura di Eleonora Cortopassi

Pubblicato da Davide

  • Tetris1917

    Io penso di fottermene degli ebrei e dei palestinesi. E sono onesto. Il problema di molti di voi è che ve ne fottete lo stesso ma non lo dite. Accampate moralismi beceri, contrapponete morti a morti e vivi a morti e morti a vivi e vivi a vivi. I palestinesi sono come il pesce anfibio per Darwin, sono una transizione verso qualcosa di diverso e di più sofisticato; gli ebrei sono l’uomo sapiens sapiens con i testicoli alle ginocchia, il joystick nelle mai (o fra le gambe fate voi…)e la dentiera in bocca. Chi ha più futuro: chi produce 4-5 figli per grembo o chi ne produce massimo due?

  • Aironeblu

    Se lo scopo è scrivere la vaccata peggiore, complimenti, ci sei quasi! 

  • Aironeblu

    Per fortuna esistono ebrei come Gideon Levy che hanno il coraggio dell’onestà e il potere di pubblicare ciò che a noi è proibito anche solo supporre. 

  • Tetris1917

    Hai visto? Mi sono vestito da un Fini qualsiasi….e questi sono i risultati. Ha ragione PB

  • pibi

    Non tutti gli ebrei sono uguali.

    Lettera inviata al NY Times da ebrei sopravvissuti ai campi di lavoro tedeschi e loro figli e nipoti.
     In quanto Ebrei sopravvissuti e discendenti da sopravvissuti e vittime del genocidio nazista condanniamo inequivocabilmente il massacro dei Palestinesi a Gaza e la protratta occupazione e colonizzazione della Palestina storica. Condanniamo inoltre gli Stati Uniti perché forniscono ad Israele i fondi per compiere l’attacco e più in generale gli Stati Occidentali perché usano la loro influenza diplomatica per.proteggere Israele ed evitarle condanne. Il genocidio inizia con il silenzio del mondo. Siamo allarmati dall’estrema erazzista disumanizzazione dei Palestinesi da parte della società israeliana che ha ormai raggiunto livelli altissimi. In Israele politici e commentatori del Times of Israel e del Jerusalem Post hanno apertamente invocato il genocidio dei Palestinesi mentre gli Israeliani di destra adottano emblemi neo-nazisti.

    Siamo inoltre disgustati e indignati dall’abuso che Elie Wiesel fa della nostra storia su queste pagine [del NY Times] per giustificare l’ingiustificabile: il tentativo globale di Israele di distruggere Gaza e l’assassinio di più di 2000 Palestinesi compresi centinaia di bambini . Niente può giustificare i bombardamenti dei rifugi delle Nazioni Unite, delle case, degli ospedali, delle università. Niente può giustificare il privare la gente di acqua ed elettricità.

    Dobbiamo levare le nostre voci tutti insieme ed usare il nostro potere collettivo per por fine a tutte le forme di razzismo, compreso il protratto genocidio del popolo Palestinese. Facciamo appello ad una immediata cessazione del blocco a Gaza. Facciamo appello al completo boicottaggio culturale ed accademico di Israele.
    “Mai più” deve significare MAI PIU’ PER NESSUNO!

    Fonte http://www.resegoneonline.it/articoli/Anche-tre-ebrei-lecchesi-firmano-la-richiesta-di-pace-in-Palestina-20140826/

    Ora questa lettera è stata firmata da 358 dei sopravvissuti (pochini direi)lo sapete da quanti italiani? solo uno.I casi sono due o fra gli ebrei italiani non ci sono sopravvissuti e loro discendenti oppure sono favorevoli alla mattanza di Gaza.

    Come hanno reagito gli ebrei alla lettera del NY Times?

    Ecco alcuni commenti:

     David Cohen: Questi non sono sopravvissuti all’olocausto probabilmente questi sono collaboratori coi nazisti

    Shmulik Halphon: Egli è invitato a tornare ad Auschwitz.

    Itzik Levy: Questi sono i sopravvissuti che erano kapò. Traditori di sinistra. Ecco perché vivono all’estero e non nello Stato ebraico.

    Vitali Guttman: Basta, dovrebbero morire già. Sono sopravvissuti dell’Olocausto solo per fare un altro Olocausto di Israele nell’opinione pubblica mondiale?

    Meir Dahan: Nessuna meraviglia che Hitler abbia ucciso 6 milioni di ebrei a causa di persone come te che non sei ebreo anche sei una persona disgustosa una vergogna per l’umanità e così sono la tua discendenza che è spazzatura.

    Asher Solomon: E ‘un peccato che Hitler non abbia finito il lavoro.

    Katy Morali: i sopravvissuti dell’Olocausto che la pensano come questo sono invitati ad andare a morire nelle camere a gas.

    Yafa Ashraf: ashkenaziti merdosi  voi siete i nazisti.

    Fonti  https://www.facebook.com/photo.php?fbid=695351223884606&set=a.113986385354429.26862.100002292054448&type=1&theater + http://972mag.com/nstt_feeditem/israelis-on-facebook-wish-death-for-holocaust-survivors-against-protective-edge/

    Maggiori informazioni su:

    http://olodogma.com/wordpress/2014/08/28/0793-43-ebrei-sopravvissuti-condannamo-il-genocidio-di-gaza-risposta-e-un-peccato-che-hitler-non-abbia-finito-il-lavoro-italiani-latitano/#more-18818