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NON SUICIDATEVI, E' QUELLO CHE VOGLIONO

DI BARBARA TAMPIERI

ilblogdilameduck.blogspot.it

L’esercizio più difficile, di questi tempi, è cogliere il senso profondo degli accadimenti e capire se le scelte di governance politica – quindi economica – siano il frutto di entropia ormai incontrollabile – la crisi che fa saltare tutti gli schemi – piuttosto che l’effetto di una certa volontà progettuale. Non parliamo di complotti, per carità, perché è talmente tutto alla luce del sole, mioddio, che l’esoterico non è mai stato così essoterico come ora. Tutti i documenti vengono lasciati bene in vista sul tavolo e forse è per questo che nessuno li vede, come la lettera rubata del racconto di Edgar Allan Poe.

Nessun complotto ma una precisa volontà perseguita con un’infinità di mezzi ed innumerevoli attori. Quella di sostituire il mondo attuale, il suo sistema economico e sociale, con qualcos’altro che non sarà affatto all’insegna del progresso dinamico e mutevole come è sempre accaduto finora nella storia, ma in quello antistorico del regresso, di un’implosione nel nulla dell’immutabilità, dell’inevitabilità e della stabilità, che renda la società pietrificata ed i suoi componenti mummificati in uno stato innaturale di permanenza che si fondi sull’unico principio della separazione elitaria tra Noi e Loro. Un tentativo violento e tragico di spostare le lancette dell’orologio della Storia all’indietro e di impedire qualunque rivolta attraverso un’ultima grande controrivoluzione.

In questo contesto, la depressione indotta, instillata e coltivata nella popolazione, fino all’istigazione al suicidio è perfettamente funzionale al progetto.

Direi che uno dei pensieri più ossessionanti, concorderete con me, stia diventando “cosa succederà domani”, intendendo più precisamente “cosa potrà accadermi”. E’ un fenomeno paradossale perché stiamo appunto sprofondando nella depressione, intesa come malattia, come male oscuro, che viene indotta negli esseri umani come unico metodo per annichilirne la capacità di reazione e la depressione porta a preoccuparsi affatto del futuro, non esistendo alcun futuro per il depresso ma spesso solo la morte mediante suicidio inteso come cessazione di una vita ormai intollerabile.
Se persiste preoccupazione per il futuro, è perché un futuro pericoloso e potenzialmente mortale ci viene suggerito continuamente, come forma estrema di terrorismo psicologico fondata su una voluta inseminazione di incertezza. Non ci dicono: “domani ti ammazzeremo” ma suggeriscono “non hai idea di ciò che potrebbe succederti in futuro”, il che, pensateci, è molto peggio. Come il cut del regista del filmato dell’ISIS immediatamente antecedente al taglio della testa del malcapitato di turno. Il vuoto informativo che viene riempito dall’immaginario è quanto di più spaventoso si possa sperimentare.
Oppure, sempre per indurre disperazione e soprattutto impotenza, si proclama ufficialmente l’inevitabile: “Nulla sarà più come prima”, “il mondo sta cambiando”, “non c’è alternativa”. Tutto per creare uno stato di dissonanza cognitiva permanente.

Volete una visione di questo futuro proiettato nel passato che ci attende? Vi avverto, quella che vi propongo è una visione che mi terrorizza solo a scriverne ma che spero, esorcizzandola in questo modo, di ridurre a semplice fantasia pessimistica, a prodotto ectoplasmico di uno stato di shock indotto dall’incertezza del futuro che credo stiate sperimentando anche voi che mi leggete.
Dunque, mettete il mondo in pausa, fisso in un bel fermo immagine in mezzo alle luminarie natalizie e fermatevi un momento a riflettere a partire da questo spunto: avete mai pensato che potremmo essere semplicemente nel bel mezzo della transizione violenta ed in parte caotica, per il ruolo facilitante che il caos ha nei cambiamenti, da un modo di produzione ad un altro? Utilizzo la terminologia marxiana non a caso e non solo perché così sembrerà che io stia dicendo qualcosa di sinistra. L’analisi del capitalismo fatta da Marx diventa fondamentale nel momento in cui siamo chiamati a celebrarne il de profundis. Alla fine, l’ultima crisi periodica fu fatale e se lo portò via, porello.
Peccato però che una provvidenziale autopsia rivelerebbe abbondanti dosi di arsenico.

Non sarà che stanno accelerando la fine del capitalismo – intendendo con capitalismo ciò che i marxisti intendono per capitalismo – perché, quando morì il comunismo (anch’esso con l’aiutino provvidenziale di qualche dottor morte in Afghanistan) qualcuno pensò che anche il capitalismo in fondo aveva portato solo guai, specialmente da quando era riuscito, mescolato con la democrazia liberale e la produzione di massa, a creare benessere e ad allargare la platea, si, dei consumatori ma anche dei pretendenti diritti. Chi aveva combattuto il comunismo scoprì che la partita della lotta di classe non poteva essere chiusa con la sconfitta dell’URSS perché sarebbe rimasto un nemico comune: l’odiosa borghesia rivoluzionaria, rompicoglioni e dalla coscienza infelice che propugnava l’estensione del benessere in senso orizzontale e non solo in quello verticale paternalistico, e vi era riuscita in pieno e con il maggior vigore, nel periodo, breve ma intenso, della visione espansiva dell’economia corrispondente al secondo dopoguerra e agli anni del boom economico, che avevano creato il dominio della classe media.
Classe media che, di fatto, è la classe che si vuole far uscire sconfitta – ed eliminata dissolvendola nella povertà generalizzata – da questo scontro della civiltà contro sé stessa. Il titolo di questo articolo di Joseph Stiglitz è significativo e suggestivo: Why the U.S. Could Soon Be the World’s First Former Middle Class Society (“Perché gli Stati Uniti potrebbero diventare presto la prima società post classe media”).

A questo punto occorrerebbe, a sinistra, una certa onestà intellettuale di fronte a tanti evidenti indizi di un tentativo di assassinio in corso del capitalismo e da parte di chi, per riconoscere che il momento storico di maggior benessere per la classe operaia siano stati gli anni del periodo storico suddetto, ma non credo che i nemici da sinistra del capitalismo che parlano di lui come fosse ancora vivo, vegeto e scalciante, si siano accorti che stanno parlando di un malato terminale con la bara già preparata dai beccamorti della finanza, né tanto meno che vogliano riconoscergli il merito di aver loro permesso di esistere e di criticarlo. Tuttavia posso preannunciarvi che lo rimpiangeranno a calde lacrime un giorno nemmeno troppo lontano e voglio proprio sperare di potermi godere questo momento di sublime piacere sadico assieme a tutti coloro che condividono con me questa battaglia di conoscenza e libertà.
Bisogna essere proprio intellettuali disonesti intellettualmente per affermare che “non potevamo permetterci il welfare”, frutto anche di tante lotte operaie, ma soprattutto bisogna proprio odiare il padre borghese dal basso del proprio infantilismo per accettare di interpretare i meglio volonterosi carnefici del proprio popolo sperando di chiudere definitivamente la partita con sé stessi ed i propri edipi irrisolti. Fateci caso, i più solerti, le più bavose iene in attesa del cadavere della classe media da spolpare sono gli ex Lotta Continua e tutte le frattaglie e rigaglie del Sessantotto. Sono loro che invocano la patrimoniale e sono disposti a concordare con i rivali elettorali solo sulla necessità della tessera annonaria di povertà (o reddito di cittadinanza) e finiscono quindi per togliere ai benestanti per dare ai super-ricchi, illudendosi così di sopravvivere alla futura grande scrematura della società, poveri idioti. Dio, quanto ho goduto a leggere la descrizione della Sindrome di Hood fatta da Il Pedante!

Il più grande errore di Marx è stato quello di suggerire l’irreversibilità del progresso e teorizzare l’inevitabile sfociare del capitalismo sconfitto nel mare placido dell’uguaglianza socialista. Così gli omini rossi marxiani plaudono alla crisi strutturale probabilmente fatale del capitalismo convinti che ciò ci porterà al Mondo Nuovo del sol dell’avvenire. Temo invece che ciò che sostituirà il nostro mondo ed il suo nuovo modo di produzione, non sarà affatto il radioso socialismo o la dittatura del proletariato ma un neofeudalesimo postindustriale dove una élite ristretta e selezionata su base di sangue governerà su masse sterminate formate da un Unterlumperproletariat (qualcosa di ancora più straccione del Lumpenproletariat perché formato non da poveri per nascita ma da ex benestanti immiseriti) indebolito dall’assenza di qualunque identità: personale, sessuale, sociale e nazionale. Una massa informe che, mescolata con elementi dissonanti esterni ad alta identità ed in competizione per la sopravvivenza, diverrà sempre più violenta e, per la sua tendenza alla proliferazione incontrollata di malcontento, agli occhi dell’élite assomiglierà così tanto ad un cancro che un giorno essa deciderà di estirparlo. “Per salvare il Pianeta”, ovviamente.

Un mondo che si vuole far girare all’incontrario è fatto di discorsi che devono essere decodificati ragionando in senso controiniziatico. Quando vi parlano di qualcosa che è fatto “per il vostro bene”, in realtà è per sterminarvi meglio. L’importazione di poveri multicolori non è per arricchire loro ma per impoverire voi. Così il mescolare e far convivere forzatamente le etnie e le religioni non è per l’assimilazione pluralistica e multiculturale ma per la dissoluzione nell’omologazione totalitaria della monocultura del più forte. La parola melting pot suggerisce certo il mescolamento ma anche lo scioglimento, la dissoluzione.
E poi, la decrescita, definita felice da qualche frescone, nasconde la retrocessione ad uno stato dove le risorse non sono più garantite per tutti ma riservate a qualcuno in particolare sull’esclusivo principio del privilegio. La doccia fatta in gruppo serve solo probabilmente a permettere all’élite l’ennesima piscina olimpionica con idromassaggio.
La limitazione delle emissioni, concessa generosamente dall’alto nei convegni farsa e salutata con gioia dagli ecologisti inconsapevolmente complici del più grande prossimo genocidio della storia, è una logica conseguenza dei discorsi sulla “distruzione della domanda interna”, fatti
dai governanti sicari dell’élite con l’occhio senza vita dello squalo e il sorriso anaffettivo del sociopatico. Meno domanda, uguale meno consumi. Chi consuma poco? I poveri. Ma noi eravamo e siamo ancora ricchi! Si, ma non lo meritavamo.

Saremo poveri, il modo di produzione non sarà più capitalistico ma neofeudale e quindi, oltre agli svantaggi, non avremo più nemmeno i vantaggi del capitalismo. I vecchi non avranno più la pensione ma dovranno contare sull’elemosina del signorotto locale, probabilmente rinchiuso nel suo castello per difendersi dai saraceni.
Ma come, a proposito, gli immigrati non dovevano essere quelli che dobbiamo lasciare entrare perché ci pagheranno le pensioni? No. E’ una balla. Servono solo come lievito per far montare l’insicurezza, il caos, la violenza e giustificare quindi la repressione. Perché non penserete mica che il capitalismo, morendo, non si trascinerà dietro, aggrappandovisi con le unghie, anche la democrazia?
Gli stranieri servono per spingerci nelle riserve e sterminarci e, una volta che saranno diventati troppi, come è ampiamente previsto dagli indici di natalità, saranno sterminati anch’essi, con meno sensi di colpa rispetto a noi e con la scusa infallibile del sovrappopolamento. Altro che Islam trionfante! Per chi credete che siano quelle testate nucleari tattiche?
L’unico modo per salvare la Terra”, come piagnucolano gli ecopiagnoni e gli elitari travestiti da pecore, non è fare la doccia in quattro ma sterminare qualche miliardo di persone per lasciare in vita solo la crema, l’élite. Elite che vuole solo rinchiudersi in un ghetto di lusso, in un eterno Club Méditerranée, assieme ai suoi servitori, in una fissa immobilità botulinizzata.

Scusate se mi si è visto troppo il pessimismo stasera.

P.S. Ringrazio ancora Il Pedante per il post pressoché perfetto che ci ha regalato e Claudio Messora per l’incredibile lavoro che sta facendo intervistando le poche voci critiche e fuori dal coro di questa realtà spaventosa. Ho disseminato nel post le ultime interviste realizzate ad Alberto Bagnai, Bruno Ballardini, Gioele Magaldi e Nino Galloni, che vi invito ad ascoltare con attenzione, avendo l’accortezza, prima, di spegnere la TV dell’informazione che serve, nel senso della serva.

Barbara Tampieri

Fonte: http://ilblogdilameduck.blogspot.it

Link: http://ilblogdilameduck.blogspot.it/2015/12/non-suicidatevi-e-quello-che-vogliono.html

13.12.2015

Pubblicato da Davide

  • IVANOE

    Va bè, va bè.
    Ma come mai CdC non tratta della Boschi ?
    E di quello che sta venendo fuori in queste ore ?

  • Coilli

    Sarebbe meglio titolare “SUICIDARSI CONVIENE”.

  • Coilli

    Perché è sempre la solita minestra.

  • glab

    chi … la boschi?

  • IVANOE

    Mica tanto… è una situazione quella della boschi che può far scricchiolare di brutto il governo e forse andare ad elezioni anticipate…
    Non vorrei invece che non si vuole parlare di banche particolari…perchè sono sempre le banche che comandano…
    Resto in attesa di qualche bel post per leggerlo e così anche i commenti…

  • mikaela

     OH my God ,  Tampieri  Lei  ringrazia Messora e company dimenticando completamente  il primo in Italia a farci capire di che morte stiamo morendo.
    For your information Paolo Barnard  e ancor prima .di lui Michael Hudson che  le  propongo di ascoltare in questi video postati nel 2011 .
    https://www.youtube.com/watch?v=2ZqpVsUKHek&list=PLFCC5F9B0F7872D49
     dove   si parla ampiamente del  New feudalism in the modern world by fascist elite. – Messora  a Matrix ripeteva a memoria pezzi di Barnard facendoli passare per suoi –
    Tampieri. Lei ha  sbagliato persone.
    Si riguardi i video di Barnard e Michael Hudson
    https://www.youtube.com/watch?v=bwWpnJxnaOc

  • Holodoc

    Articolo interessantissimo che centra il bersaglio.

    Il capitalismo non può che crollare, perché si fonda sulla crescita continua.
    Esso non solo brucia risorse, ma le sposta, le concentra nelle tasche di una elite ristretta di persone, che già adesso si ritrova un potere enorme.

    Sempre più sovranità politica sta passando dai parlamenti ad entità sovranazionali e non democratiche. Saranno loro, con a guida gli aristocratici dell’elite, a governarci.

    Quando tutte le risorse, i servizi, le proprietà saranno concentrate nelle loro mani, a quel punto potranno iniziare a frenare la locomotiva… anzi, io credo abbiano già iniziato a tirare il freno.

    Noi che siamo al di fuori diventeremo sempre più poveri. La "ripresa" che i politici ci sventolano davanti non arriverà mai più.

    I nuovi trattati ci obbligheranno a mangiare schifezze frutto di coltivazioni ed allevamenti intensivi OGM. Sbrigatevi a gustare del buon cibo, presto non lo troverete più, neanche se avete soldi. Non ci credete? Provate a comprare cioccolata senza lecitina, o biscotti fatti col burro anziché con l’olio di palma. Un tempo sarebbero state sofisticazioni alimentari, oggi sono la norma.

    Provate a confrontare qualità della stoffa dei vestiti dei nostri padri e quella degli abiti che troviamo in commercio. Noi ci vestiamo letteralmente con stracci.

    Ci toglieranno anche la proprietà della casa. Con la nuova finanziaria Renzi ha reso possibile avere la casa in leasing: la casa di proprietà della finanziaria a cui pagherete l’affitto.

    Riguardo al lavoro? Le elites ci stanno già istruendo in proposito. Lo fanno tramite la TV, che esalta in maniera palese mestieri da servi: cos’è infatti il cuoco se non un servo?

    Senza proprietà, senza cibo sano, senza possibilità di scegliere che lavoro fare, cosa saremo se non schiavi???

  • Veron

    Bell’articolo, ma io la metterei così.

    Lo 0,1% (che presto diventerà lo 0,01%) è la nuova aristocrazia che vuole dominare il 99,9%.

    Per fare ciò, utilizza un ventaglio di soluzioni: guerre (tante guerre), terrorismo, crisi finanziarie indotte, virus costruiti in laboratorio (es. AIDS o Ebola), narcotraffico e relative violenze, mafie, agenzie di intelligence che promuovono il terrorismo, agenzie di intelligence che addestrano e pagano i califfati, colpi di stato, crisi monetarie provocate, i diktat della troika, l’euro in funzione di manganello e camicia di forza, debiti irredimibili, basi militari dislocate dappertutto, embargo, scandali, esecuzioni extragiudiziarie, spionaggio applicato ai computer e agli smart phone, torture, false informazioni, disoccupazione diffusa, salari decrescenti, arresti arbitrari, emigrazione e immigrazione di massa, fazioni che si scagliano le une contro le altre, la lotta di classe dall’alto verso il basso, politici incompetenti ostaggio dello 0,1%…

    bè, se non ci viene la depressione allora non ci ammazza nessuno.     

  • Arcadia

    quoto!

  • Arcadia

    straquoto!

  • Teopratico

    E allora, che fare? Aspettare che le macchine prendano il potere e sperare che ci trattino meglio degli umani? In fondo in Matrix gli umani vengono benevolmente tenuti in vita…

  • Boero

    MMMHHH un solo appunto,è una volta che sterminano tutti a chi gliela mettono in quel posto?

    Cioè se io ho un reddito più alto del 99% sono un gran figo,con il 99% della popolazione che mi tratterà come un signore…
    Se io ammazzo il 99% della popolazione diventerò io il fondo della piramide…
    che ci guadagno?
    No analisi sballata i ricchi hanno disperatamente bisogno dei poveri,non solo per sfruttarli,ma per sentirsi migliori e sadisticamente umiliarli.
    Fantozzi docet.
  • RenatoT

    Che cosa è la vita? Quella vera, quella per cui siamo stati selezionati dalla natura?
    Sopravvivenza, riproduzione… e sopratutto la coscienza che domani potremmo essere morti. Questa è quello che provano tutti gli esseri viventi in tutto universo… 

    Viviamo nel paese dei balocchi…. e non ci si puo’ suicidare se la giostra si è fermata… anche se pensavamo potesse funzionare per sempre.
  • GioCo

    No, non suicidatevi, c’è il rischio concreto che l’aldilà non si presenti come soluzione ma come deciso peggioramento delle condizioni. Soprattutto se (come sospetto) gli errori commessi (tra cui lo stesso suicidio) potrebbero risultare irreversibili (finché senza corpo). In sostanza consideriamo che la fregatura di stare peggio potrebbe rivelarsi in coppia con un altra anche più amara.

    Questo ammettendo ovviamente che la vita non si concluta con la morte biologica.

    A parte questo la visione è infinitamente peggiore. Per intuire cosa ci aspetta, qualcosa la si puà intravvedere QUI. La tecnofrenia dipendente dalla manipolazione delle emotività soggettive, porta verso uno stato di alienazione differente da quello sperimentato fin’ora. Più "evoluto", adatto alle guerre del futuro, già avviate con l’uso preparatorio dei droni.

    Credo sia stata rallentato il lancio (da tempo pronto) di macchine utensili artigianali per la produzione di beni di qualità industriale, in modo da attendere le nuove unità robotiche e l’adattamento alle tecnologie virtuali. GLi studi sull’impatto siociale vanno avanti dagli decenni ormai (QUI).

  • FBF

    Non parliamo di complotti, per carità, perché è talmente tutto alla luce del sole, mioddio, che l’esoterico non è mai stato così essoterico come ora. Tutti  i documenti [www.unep.org] vengono lasciati  bene in vista sul tavolo [www.gdrc.org] e forse è per questo che nessuno li vede, come la lettera rubata del racconto di Edgar Allan Poe.


    Bravissima. 
    Erano anni che aspettavo una tale affermazione. Da prima dell11/9. Per cui siamo in una fase apocalittica. E tutto ciò che accade fa capire futuro è passato.
  • Arcadia

    Infatti "i ricchi hanno disperatamente bisogno dei poveri…."

    Non si tratta di "sterminare" tutti ma buona parte, facciamo qlc miliardo?
    "Miliardo" che secondo le loro fantasie andrebbero ad intaccare le risorse del pianeta.
    Qst le loro giustificazioni psicopatiche, secondo me. 

  • giannis

    comunque se guardiamo l intera umanita’ noi qui in italia siamo ancora quella parte che sta bene, siamo i fortunati

  • simonlester

    Stiamo male qua , staremo peggio di là .
    Chi ci ha creati è un sadico?
    L’ abbiamo chiesta noi questa punizione?

  • Hamelin

    Complimenti ottima sintesi .
    Quando leggo articoli di questa caratura mi rincuorano e mi convincono che c’è ancora qualcosa di buono e utile nell’umanità .

  • Veron

    e aggiungerei:

    le privatizzazioni selvagge

    i pestaggi della polizia

    i più mercato, meno Stato

    ecc.

  • GioCo

    @simonlester: "Stiamo male qua , staremo peggio di là .
    Chi ci ha creati è un sadico?
    L’ abbiamo chiesta noi questa punizione?"

    Non ho affermato con certezza ciò che di fatto non si può che accertare quando accadrà, cioè quando sarà impossibile spiegare quel che accade a chi rimane biologicamente in vita. Ma si fanno errori gravi nel non considerare almeno due possibilità:
    1) perché "deve" essere un miglioramento delle condizioni che viviamo?
    2) perché deve essere uguale per tutti?

    Queste domande a cui si risponde (di fatto) con il suicidio, permangono implicite. Quindi è sano ricordare che forse il suicidio non è una soluzione ma un’altra fregatura in peggio. Ma putroppo non sono i soli impliciti, noi viviamo di impliciti. Ad esempio perchè dovrebbe essere la nostra una "punizione"?
    L’uomo vive da millenni una vita-schifezza. Diamolo per assodato. Ma tutta l’umanità o una massa in assulta maggioranza? In effetti se guardo le foto dei polinesiani o di alcune tribù africane in situazioni pre-coloniali, fatte da antropologi che hanno colto l’occasione di studiarle ancora nel loro stato "poco disturbato" dalla cultura anglofona, così detta "materialista", non vedo che vivono male la loro condizione, anzi. In generale dove si riesce a stabilire un rapporto con le persone in cui prevalgono i valori affettivi, la vita non è per niente una schifezza, che sia nel deserto o nel centro della foresta amazzonica, la regola è sempre quella. L’affettività è il centro dell’essenza sociale e individuale umana, ma è anche un intricato complesso di relazioni cognitivo-emotive, con se stessi e con il prossimo. Facile da distruggere, difficile da difendere.