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NON SENTITE IL BISOGNO DI 120 MILIONI DI IMMIGRATI ?

FONTE: LAMEDUCK (BLOG)

Mi vedo costretta a fare una cosa che odio, ovvero una traduzione, perché altrimenti non vi c’entra. In testa.

Ne ho già parlato qui ma siccome era in inglese temo che i diversamente anglofoni se lo siano perso. Eccolo quindi, il famoso testo “Replacement Migration. Is it a solution to Declining and Ageing Populations?” uscito nel 2000 dal Dipartimento di Affari Sociali ed Economici dell’ONU e già soggetto di non poche critiche, accademiche e politiche.

Non è un manuale di istruzioni vero e proprio, è in pratica una serie noiosissima di tabelle e cifre ad uso dei demografi interessati all’argomento “invecchiamento della popolazione, opperbacco” ma è inquietante perché è scritto con quel senso della TINA per l’inevitabile che conosciamo ormai fin troppo bene.

fonte

Non è tanto paranoia, Ambrogio, quanto quel tanfo di messianesimo irrorato ad ogni ora del giorno dagli spin che ci dicono che, siccome c’è la globalizzazione, bisognerà cambiare mentalità, usi, costumi. Dovremo adattarci, non sarà più come prima, bisogna cambiare, anche sesso, non si può fare altrimenti. E, quando parlano così, io già metto mano alla pistola.

Questo progetto per un Nuovo Calderone Mondiale può essere benissimo solo un esercizio accademico i cui scenari, per una strana coincidenza, si stanno avverando o potrebbero avverarsi a breve. Purtroppo, alla luce della innegabile invasione in corso di gente aliena, sempre più aggressiva, predatoria e visibilmente razzista nei nostri riguardi, sia in senso religioso che etnico, a fronte dei pochi veri profughi utilizzati dalla propaganda e dai trafficanti come scudi umani per sollecitare una pietà che ormai non riusciamo più a provare nemmeno a sforzarci perché essa presuppone in cambio la nostra incondizionata ed insindacabile sottomissione, chi è sensibilizzato dall’effetto Soylent Green potrebbe benissimo vederci un progetto genocidario a tavolino delle popolazioni bersaglio, ovvero di noialtri.
fonte
In ogni caso, a cominciare dalla tabella qui sopra, vorrei capire perché l’Italia è il paese, tra quelli oggetto della ricerca, che dovrà (dovrebbe) sostenere il più alto numero di afflussi per sostituzione. Perché la parola è “replacement”, sostituzione. Sostituzione di italiani. Vivi o morti? Giudicate voi. Prendetevi un Maalox e buona lettura.

(Disclaimer per i feticisti del copyright: il capitolo relativo all’Italia è qui tradotto quasi integralmente per motivi di legittima difesa).

Migrazione di sostituzione: E’ la soluzione per il declino e l’invecchiamento della popolazione?”
3. Italia
(a) Il trend passato.
Il tasso di fertilità totale in Italia aumentò dal 2,3% del periodo 1950-1960 al 2,5% del periodo 1960-1970 ma da allora ha iniziato a declinare. Si è mantenuto sotto il livello di sostituzione dal 1975 e, tra il 1995 e il 2000 era stimato di 1,20 figli per donna, uno dei più bassi del mondo.
Dal 1950 la mortalità generale è andata sensibilmente declinando, portando l’aspettativa di vita media per entrambi i sessi dai 66 anni del periodo 1950-1955 ai 77,2 del periodo 1990-1995.
Nonostante un tasso stimato di immigrazione annuale netto di 70.000 unità nel periodo 1995-2000, la popolazione italiana è andata allo stesso tempo diminuendo.
Tra le conseguenze di questi cambiamenti demografici vi è stato il raddoppio proporzionale della popolazione di età uguale o superiore a 65 anni, dall’8,3% della popolazione nel 1950 al 16,8% nel 1995. Come risultato di questi cambiamenti, il rapporto tra popolazione giovane ed anziana è sceso dalle 7,9 persone di età tra i 15 e i 64 anni per ogni ultrasessantacinquenne del 1950 ai 4,1 nel 1995.
b) Scenario I
Questo scenario, che rappresenta la variante media stabilita dalle Nazioni Unite nel 1998, assume che vi siano 660.000 immigranti netti in Italia tra il 1995 e il 2020, dopodiché non vi sia più immigrazione.
In questo scenario, la popolazione italiana diminuirebbe del 28%, passando dai 57,3 milioni del 1995 ai 41,2 milioni nel 2050. La popolazione tra i 15-64 anni diminuirebbe del 44%, mentre gli over 65 aumenterebbero del 49%; dai 9.6 milioni ai 14.4 milioni. Gli anziani sopra i 65 anni costituirebbero più di un terzo della popolazione italiana nel 2050.
Come risultato, il tasso di supporto potenziale scenderebbe del 63%; dal 4,1 del 1995 all’1,5 nel 2050.
(c) Scenario II
Lo scenario II, che rappresenta la variante media con zero immigrazione, assume che sia la fertilità che la mortalità cambino secondo le proiezioni medie stabilite dalle N.U nel 1998 ma che non vi sia alcuna immigrazione in Italia dopo il 1995. I risultati sono simili a quelli dello scenario I.
La popolazione italiana nel 2050 sarebbe di 40.7 milioni, ovvero di solo 475.000 persone in meno rispetto alle cifre previste dallo scenario I. Ovvero 21,6 milioni di abitanti tra i 15-64 anni e 14,2 milioni di ultrasessantacinquenni. Come nello scenario I, il tasso di supporto potenziale scenderebbe del 63%; dal 4,1 nel 1995 all’1,5 nel 2050.
(d) Scenario III
E’ previsto, per questo scenario, che tra il 1995 e il 2050 la popolazione totale italiana si mantenga costante sui 57,3 milioni di persone del 1995. Per ottenere questo scopo sarebbe necessario un afflusso totale di 12,9 milioni netti di migranti tra il 1995 e il 2050.
L’immigrazione netta aumenterebbe costantemente dalle 75.000 unità nel 1995-2000 alle 318.000 nel 2045-2050.
In questo scenario, nel 2050, un totale di 16,6 milioni di persone, ovvero il 29% della popolazione generale, sarebbe costituita da immigrati post 1995 e dai loro discendenti.
(e) Scenario IV
Questo scenario assume che la popolazione italiana di età tra i 15 e i 64 anni rimanga costante ai suoi livelli del 1995, ovvero alla cifra di 39,2 milioni, arrestando il declino di questo gruppo d’età.
Per ottenere l’obiettivo, sarebbero necessari 19,6 milioni di immigrati tra il 1995 e il 2050.
Il numero medio annuale di migranti varierebbe, raggiungendo un picco di 613.000 persone all’anno tra il 2025 e il 2030, per poi diminuire a 173.000 per anno tra il 2045 e il 2050.
In questo scenario, la popolazione italiana aumenterebbe del 16%, dai 57,3 milioni del 1995 ai 66,4 milioni del 2050. Per quell’anno, il 39% della popolazione sarebbe rappresentata da migranti post 1995 o dai loro discendenti. Il tasso di supporto potenziale scenderebbe dal 4,1 del 1995 al 2,2 nel 2050.
(f) Scenario V
Lo scenario V non presume che il tasso di supporto potenziale scenda al di sotto del valore del 3%. Per ottenere ciò, l’immigrazione non sarebbe necessaria fino al 2010 e 34,9 milioni di immigrati sarebbero necessari tra il 2010 e il 2040, con una media di 1,2 milioni all’anno nel periodo in oggetto.
Per il 2050, su una popolazione totale di 87,3 milioni, 46,6 milioni, ovvero il 53% di inidividui sarebbe costituito da immigrati o dai loro discendenti.
(g) Scenario VI
Lo scenario VI prevede di mantenere il tasso di supporto potenziale ai livelli del 1995, ovvero al 4,08.
Per mantenere costante il tasso, sarebbe necessario un totale di 120 milioni di immigrati tra il 1995 e il 2050, corrispondente ad una media di 2.2 milioni di immigrati all’anno. La popolazione italiana risultante nel 2050, in questo scenario, sarebbe di 194 milioni, più di tre volte la popolazione italiana del 1995. Di questa popolazione, 153 milioni, o il 79% sarebbe rappresentato da immigrati post 1995 o dai loro discendenti.
(h) Ulteriori considerazioni.
Nel periodo 1995-2000, il tasso di crescita della popolazione italiana fu stimato al –0.01%. Tale declino era previsto, nonostante un’immigrazione netta di 70.000 persone l’anno.
Il numero di stranieri in Italia è pressoché raddoppiato, dagli 821.000 del 1965 (1,6% della popolazione totale) agli 1,5 milioni nel 1995 (2,7% della popolazione). Secondo lo scenario III, per evitare il declino della popolazione rispetto alla sua entità, il flusso annuale migratorio dovrebbe essere, in media, di tre volte maggiore tra il 1995 e il 2050 di quanto fu tra il 1990 e il 1995. Per evitare la diminuzione della popolazione in età lavorativa, sarebbe necessario un flusso migratorio annuale più di cinque volte maggiore di quello del periodo 1990-1995. .
In più, riguardo agli scenari III e IV, nel 2050 il rapporto tra nativi (29%) e immigrati e loro discendenti (39%) sarebbe dieci volte maggiore del rapporto tra nativi e stranieri registrato nel 1995.
La figura 13 mostra, per gli scenari I, II, III e IV, la popolazione italiana nel 2050, e indica la percentuale di immigrati post 1995 e loro discendenti.
I cambiamenti demografici sono ancora più evidenti nello scenario VI, che richiede più del raddoppio degli immigrati tra il 1995 e il 2050. Inoltre, 4/5 della popolazione risultante nel 2050 di 194 milioni di persone sarebbero costituiti da immigrati post 1995 e loro discendenti.
Senza immigrazione le cifre mostrano che sarebbe necessario aumentare l’età lavorativa fino ai 74,7 anni per ottenere un tasso di supporto potenziale al 3.0 nel 2050. Per mantenere nel 2050 il rapporto di 4,1 perone in età lavorativa per ciascun anziano, sarebbe necessario aumentare ulteriormente a 77 anni l’età massima lavorativa. Aumentare le quote di attività della popolazione lavorativa, qualora possibile, rappresenterebbe solo un palliativo al declino dovuto all’anzianità. Se la produttività di tutti gli uomini e le donne tra i 25 e i 64 anni aumentasse del 100% nel 2050, influirebbe solo sul 30% della perdita di tasso di supporto attivo risultante dall’aumento dell’invecchiamento della popolazione.

Nota finale. La scienza, la ricerca, così, fa paura. Sembrano le lettere degli industriali tedeschi vogliosi di cavie umane ai direttori dei lager: “Preghiamo di mettere a ns. disposizione n° 10 maschi di età tra i 20 e i 25 anni.”
Tutto questo pallosissimo discorso – che ho limitato al case study sull’Italia – riguarda, se ci avete fatto caso, sempre solo l’aspetto quantitativo e mai qualitativo del fenomeno studiato. Cristo, stanno parlando di popolazioni, di persone, non di trepomeni pallidi e riescono anche solo ad ipotizzare, senza inorridire, che la popolazione italiana aumenti fino a 194 milioni, con solo un quinto di italiani rimasti in un mare di stranieri. Stranieri si, come canta la canzone del Piave. Censurate pure quella.
E meno male che, in una notarella nascosta in una tabella, i demografi ONU ammettono che questo scenario VI è considerato irrealistico. Tuttavia, ecco la TINA, se non vi fate invadere e ridurre nelle riserve – ma chi ci invade non avrà questa sensibilità nei nostri confronti – dovrete comunque lavorare fino a 77 anni e non conterebbe nemmeno che lavoraste tutti come muli dalla mattina alla sera.
Ma chi stabilisce questi principi?
Avete notato inoltre quel parametro del 3.0 che ricorre e in nome del quale si potrebbe compiere, a questo punto, un genocidio di dimensioni spaventose? Ancora il 3.0, il valore arbitrario noto in tutta l’Eurozona, tutto attorno al quale si sta perpetrando per davvero il genocidio dei nativi europei iniziando dal fronte greco. Coincidenze, casualità, sincronicità, cabale.
Dimenticavo. Se quello che ho tradotto è solo un esercizio accademico fine a sé stesso e non dovrebbe preoccuparci, perché i D’Alema (che ne vuole 30 milioni, di immigrati, e considera fasciste le politiche di incentivazione alla natalità degli autoctoni), le Spinelli (10 milioni), i Padoan e il kitemmuort, quando impongono l’accoglienza senza storie del migrante agli italiani, citano questi demografi dell’ONU come la Bibbia di riferimento. Perché?
UPDATE. In un’intervista al Messaggero, il sottosegretario Gozi oggi alza la posta e rilancia: ci vogliono 40 milioni di immigrati per il 2050.
Attendo ansiosa i commenti. Perdonate eventuali errori di traduzione e segnalatemeli pure.
Intanto vado a ubriacarmi e a consolarmi di non avere avuto figli.
27.08.2015

Pubblicato da Davide

  • PietroGE

    Gente che fa simili proposte dovrebbe fissare al più presto possibile un appuntamento dallo psicologo, perché qualcosa non va nella loro testa.

    Io ci vedo proprio " un progetto genocidario a tavolino delle popolazioni bersaglio, ovvero di noialtri. "  E scusate se è poco.

    Un articolo molto informativo. Consiglio di consultare anche le previsioni dell’ONU per la popolazione mondiale fino alla fine del secolo.

  • Hamelin

    Complimenti ottimo articolo .
    L’Italiani sono già estinti a prescindere da quanti immigrati veniamo invasi .
    Le popolazioni le cui famiglie  generano meno di 1.2 figli a testa si esitinguono in pochi secoli.

    Il grande Rol in un suo dialogo con un amico gli aveva confidato che entro il 2020 la popolazione Italiana sarà composta da 60% di persone di colore e da 40 % di persone bianche autoctone ( Questa previsione a pensarci bene é agghiacciante , perchè sottointende che qualcosa di tragico capiti agli autoctoni entro il 2020 ,oppure che entro il 2020 verremmo letteralmente invasi da decine di milioni di immigrati di colore ) .

  • dancingjulien
    E se non vengono di loro spontanea iniziativa li andiamo a prendere direttamente noi con le bombe

    D’Alema avrebbe bisogno di 30.000 calci nel …… gli ho anche fatto lo sconto di tre zeri.

  • robotcoppola

    Da questo problema non ne usciamo finché non troviamo accordi economici/cooperativi con gli Stati di provenienza.
    Dovremmo

    1. fornire gli strumenti di base per costruire un minimo di infrastrutture (strade, ponti, gasdotti, rete internet …) aiutandoli coi nostri ingegneri (molti dei quali a spasso o in difficoltà a trovare un lavoro affine al proprio curriculum);
    2. insegnare come costruire le opere di cui al punto 1.;
    3. costruire scuole;
    4. insegnare a produrre in proprio i beni primari e a utilizzare/estrarre le eventuali ricchezze del sottosuolo;
    5. mettere in piedi dei piani di collaborazione dove tutti abbiamo da guadagnarci grazie allo sviluppo di nuovi mercati economici.

    Allo stato attuale però con le teste di rapa al potere (dei barbari/criminali) c’è poco da sperare in un lieto fine. Molto più probabile sarà un finale tragico, non solo per loro.

  • mago
    Anche in Sud Afrika i bianchi non se la spassavano male….le proporzioni oggi come oggi vedi usa sono relative….
  • mago
    Tutto ok umanamente condivido…ma poi chi fa questo vuole il suo ritorno e qui cominciano i dolori…poi corri il rischio che i soliti imprenditori di cui in italia ne abbiamo a iosa   ti delocalizzano quanto si possa e tu rimani con il cerino in mano…praticamente ti sei suicidato….
  • FlavioBosio

    Ma lei ci è o ci fa?

    Perché è evidente che le cose "apparentemente" sensate che propone dovrebbero essere fatte da loro in Africa, ma è altrettanto evidente che nessun paese africano e relativi politici è interessato a simili soluzioni anzi, a loro conviene spedire milioni di persone ad invadere l’Europa.
    Per andare a "costruire" ed "insegnare" in casa d’altri è necessario avere l’invito altrimenti si diventa invasori..
    Le risulta forse che qualche governo africano ci abbia invitato o che abbia chiesto ufficialmente il nostro aiuto?
    L’unica cosa che chiedono sono dollari ed euro per se stessi e per il loro entourage, non certo per il popolo.
    Ci sarebbe pure l’aspetto delle risorse finite da valutare prima di creare infrastrutture e compagnia bella e del relativo impatto ambientale..
  • robotcoppola

    <<
    Perché è evidente che le cose "apparentemente" sensate che propone dovrebbero essere fatte da loro in Africa, ma è altrettanto evidente che nessun paese africano e relativi politici è interessato a simili soluzioni anzi, a loro conviene spedire milioni di persone ad invadere l’Europa.
    >>

    Grazie ad un popolino che continua a votare i soliti noti. Per risolvere occorre un reset della classe dirigente e un cambio di rotta dalle politiche attuali.

    <<
    Per andare a "costruire" ed "insegnare" in casa d’altri è necessario avere l’invito altrimenti si diventa invasori.
    Le risulta forse che qualche governo africano ci abbia invitato o che abbia chiesto ufficialmente il nostro aiuto?
    L’unica cosa che chiedono sono dollari ed euro per se stessi e per il loro entourage, non certo per il popolo.
    >>

    Ci sono i diplomatici che dovrebbero occuparsi di spiegare il piano e farne comprendere gli enormi vantaggi. Ovviamente non possiamo apsettarci di risolvere tutto in poco tempo.
    Per alcuni Paesi sarà un compito facile per altri meno e comunque richiederà mesi, forse qualche anno, ma saranno spesi bene per costruire una soluzione duratura.

    <<
    Ci sarebbe pure l’aspetto delle risorse finite da valutare prima di creare infrastrutture e compagnia bella e del relativo impatto ambientale..
    >>

    Ogni Paese ha un constesto diverso. Sarebbe intelligente assegnare questo problema alle Università. Raccolta d’informazioni -> Progetti concettuali -> Progetti logici -> Implementazione e costi ….

  • robotcoppola

    Questo lavoro deve essere fatto dallo Stato, messo a punto dalle varie Università con lo scopo di ottenere il massimo vantaggio a costi accettabili. Ogni Paese necessita di uno studio a sè.
    Una volta che le Università hanno prodotto i piani dettagliati con i relativi costi si può procedere con le gare d’appalto, le quali però devono avere vincoli estremamente severi.
    Dobbiamo prendere esempio da Paesi come la Spagna che riesce a realizzare delle opere pubbliche con sforamenti di max 5% nei costi e nei tempi.

  • GioCo

    […] Ma chi stabilisce questi principi? […]

    La fede, è semplice. Ma non è semplicissimo determinare di "quale" fede stiamo parlando. Chi è il soggetto e l’oggetto di questa fede. Anche se a tratti ci si palesa in tutta la sua maestosa poitenza, che per chi sta attento pare un film horror seminascosto dietro paraventi paradisiaci di carta velina.
    Noi abbiamo un sistema, una architettura psico-sociale che ha agito nel tempo come un gigantesco selettore, un filtro umano che ha fatto galleggiare certa schiuma. Funziona, solo che ha selezionato il peggio. Che (come ci si può aspettare) si autoelegge come il meglio. Ma se fosse solo questo saremmo a posto. In fondo chi sono io per stabilire "meglio e peggio". Nessuno può arrogarsi tale diritto. Tuttavia che il mondo delle relazioni umane sia oggettivamente uno schifo ci si mette poco a capirlo. Anche la psicologia di un bambino può arrivarci. Il punto caldo sta nel capire perché: dov’è il problema?

    Quando si governa, ci si abitua in fretta che i doveri di Stato richiedono l’assenza di morale lo diceva già Sartre. Platone era un … no mi trattengo. Era un bravuomo ma voleva la dittatura perché riteneva che pochi ma buoni dovessero essere addestrati per governare tutti gli altri. Ci ha descritto l’Uomo come un essere multimensionale e poi però voleva che certuni fossero solo mandria per cert’altri, dipingendo la cosa come "bene collettivo". Perché a lui la democrazia faceva schifo come la parità tra gli individui: considerava certuni degni e altri no. Per ciò, preferva sostenere un allevamento diretto da pochi eletti. Questo pensiero che ha permeato la nostra cultura, ci ha causato duemila anni di vessazioni e orride pratiche da parte dei "pochi eletti", spaccando l’umanità via via con sempre nuove risibili giustifiche e siamo arrivati al nazismo e all’ubermensch. Non un caso storico lì per lì isolato che mai farà la sua ricomarsa, ma il risutato di un eredità pesante, e un cumulo infinito di traumi che persiste dentro il DNA di questa nostra meravigliosa "civiltà" demoniocratica, un abominio prodotto della storia vivo e in piena salute. Per chi non capisse "abominio" (lettarelmente "presagio repellente") lo si può concretizzare così: il nato innocente e che innocente permane, ma spiritualmente molto debole che porta con se il peso degli errori dei padri e ne esercita l’inlfusso con il minimo della resistenza. Una roba che non avrebbe mai dovuto esistere.
    Ma c’è e dovremmo prenderne coscienza. Con quale residua forza spirituale, non lo so.

  • Gil_Grissom

    Non capisco come possa estinguersi un popolo che non esiste. il popolo italiano come entita’ non e’ mai esistito, siamo una nazione ufficialmente dal 1861 perché a qualcuno ban piu’ importante di noi faceva comodo smembrare l’impero asburgico ma l’espressione del coltissimo principe di Metternich resta sempre validissima, l’Italia e’ solo un’espressione geografica.

  • FlavioBosio

    Senza offesa ma lei vive realmente fuori dal mondo…

    Innanzitutto il problema è internazionale e non nazionale, i singoli stati non possono nulla se prima non hanno un nulla osta dell’ONU e visti i veti incrociati e la situazione politica con Russia e Cina la cosa è pura fantasia, per non parlare del problema religioso..
    Non c’è alcuna possibilità che l’Italia o un qualsiasi Stato Europeo possa sbarcare in Africa senza scatenare una guerra religiosa o di interessi economici nei paesi coinvolti direttamente o indirettamente.
    Lei ingenuamente vuole la pace ma non considera gli interessi geo strategici di tutti gli altri playes, dovrebbe chiedersi cosa vuole la Cina, e l’Arabia Saudita, e la Russia, e il Brasile, e il Giappone?
    Come influenzerà il dollaro americano, e l’euro, e la sterlina?
    Le variabili se incrociate tra loro sono infinite e non è possibile prevedere gli sviluppi dato che i giocatori in campo hanno obbiettivi diversi (come nel Risico) a volte contrastanti tra loro a volte no.
    La fuori ci sará sempre qualcuno che trae profitto dalla disperazione di qualcun altro, che siano scafisti o albergatori sull’orlo del fallimento o leader religiosi pronti a scatenare una guerra santa, ogni intervento fuori dai nostri confini nazionali rischia di trasformarsi in una catastrofe ancora peggiore come sanno bene gli Svizzeri da cui dovremmo imparare.
  • kadath80

    questo sito mi incomincia a preccupare. Prima postate continuamente quel razzista indegno Blondet e poi ve ne uscite con questi articoli senza senso. Che confusione. Le migrazioni sono un fenomeno naturale e inevitabile soprattutto se alimentato da un disordine sistemico che e’ segno di un collasso gia in atto. l’unica soluzione sarebbe aprire le frontiere completamente. Ma figurati se riuscirete a capirlo…ancora legati alla logica di ‘italiani’ vs stranieri, napoletani vs veneti ect ect

  • FlavioBosio

    Sarebbe intelligente imparare a farci i cazzi nostri a casa nostra come la Svizzera e non cercare di imporre la nostra visione del mondo fuori dai nostri confini.

    Tutto il resto è fuffa se dall’altra parte c’è qualcuno pronto a tagliare teste e crocifiggere chiunque tenti di invadere casa loro, e noi qui a fantasticare su studi universitari e fantasiosi appalti..
    Diplomazia con l’ISIS???
    Ma che cazzo vi fumate? 
    SVEGLIA quelli i diplomatici li sgozzano e se possono verranno a sgozzare anche lei, sua moglie ed i suoi figli !!
    Tanto per dare un idea chiara della situazione…
  • Teopratico

    Risposta semplicistica, idealista, che non si attiene alla realtà. Dove vivi? non in una grande città, oppure, come molti, vivendo di rendita e proprietà non vuoi vedere le problematiche del tuo quartiere. In centro a Roma choudono da anni negozi storici e botteghe, per lasciare spazio a chi può pagare i cari affitti. E sai chi sono? Mini market e ristoranti ricicla-denaro, cineserie e fast-food. A te piacciono di più così le nostre città rinascimaentali? Sei contento così? Oppure hai una coltre di prociutti ( non italiani) negli occhi?
    Un artigiano che non può pagare più nè affitti nè tasse.

  • marcoferro

    anche se ci dovessimo estinguere sono problemi dell’onu ? non vogliamo questi immigrati punto. poi se gli italiani non fanno figli di chi è la colpa ? se non c’è lavoro per guadagnarti i soldi come metti su famiglia, come uno può comprarsi una casa ? senza soldi e senza casa è difficile fare i figli e lo stato non aiuta preferisce spendere soldi per i negri che ci stanno invadendo che non hanno voglia di fare niente, che non hanno un lavoro ne un’arte ne un titolo di studio ma che vogliono ? lo stato dovrebbe creare le condizioni per creare una buona economia, tasse basse , prezzi bassi, salari giusti per vivere dignitosamente, invece lo stato rema contro al suo stesso popolo, abbiamo dei traditori al governo e sono responsabili di questo sfacelo.

  • Denisio

    Penso onestamente che tu sia uno dei pochi qui dentro che non scrive banalità econocentriche e demoniocentriche, dal mio punto di vista gli eventi che stanno creando un colasso del sistema capitalista possono determinare un nuovo inizio o la fine dell’umanità. Nel primo caso c’è solo da augurarsi che non sia un nuovo inizio post-bellico ma auspico semplicemente che vengano rotte le gabbie, sciolti i ranghi e liberate le masse dalla schiavitù che dura dai tempi di Babilonia.
    Io credo nella capacità dell’umano di autoripararsi e di evolvere ma sarebbe importante che preservasse la poca tecnologia di cui ha bisogno per vivere, per comunicare e infine per godere del proprio tempo. Nel giro di un decennio molti stereotipi che oggi sembrano solenni paradigmi possono essere visti come "usi e costumi del passato" con una certa apprensione e magari una certa larità. Chiaramente il passaggio non è scontato, il vuoto che si viene a creare nelle zucche degli automi moderni non lo si può riempire di infinita saggezza come si cambia il sistema operativo di un PC. In mancanza di risibili ma inconscie "certezze" dunque il primo periodo in cui l’umanità viene liberata potrebbe essere piuttosto turbolento e interessante….staremo a vedere.

  • natascia

    Io ho tre figli. Li abbiamo voluti. Con grandi sacrifici li abbiamo cresciuti e resi autonomi. La decisione di averli e’ stata la conseguenza dell’autonomia economica  a cui eravamo giunti grazie alle nostre famiglie. In caso di emergenze possiamo supportare sia la generazione anziane che la nuova. Senza l’aiuto dello stato. Questo e’ quello che ha sempre applicato ogni  la societa’ normale fin dal tempi piu’ remoti. Nei periodi di crisi, la pulsione demografica diminuisce  per permettere agli eredi di beneficiare di maggior capitale familiare grande o piccolo che sia. Senza l’aiuto dello stato. Questo  quando lo stato  non vuole distruggere le società. In situazioni normali si sono sempre viste migrazioni  feconde di nuovi di impulsi e di buon grado si sono sempre  inserite nel processo cui sopra. Lo stato dovrebbe    SOLO tutelare, SOLO correggere  ove si verificassero degli abusi o dei crimini. La bomba demografica dei disperati, e’ strumentale a chissa  quali disegni perversi. Nel momento in cui  ogni immigrato si inserisse in un contesto  normale non avrebbe piu’ ragione di esistere. Forse gli unici problemi derivano dai pazzi criminali al potere, nascosti e camuffati come non mai. .

  • snypex

    Siamo alle solite:

    Il PIDIOTISMO di questi burocrati che ci telegovernano attraverso altri pidioti, non tengono conto del fattore principale:

    SEMPLICEMENTE L’ITALIA NON PRODUCE PIU’ NULLA

    quindi l’immigrazione e’ solo un "CARICO DI SNERVAMENTO" per il sistema.

    Stanno demolendo il sistema italia che metteva i brividi alla concorrenza.

    Senza lavoro non ci sono tasse da pagare e tutto il sistema collassa.

    Per chi ha studiato la tecnologia dei materiali:

    abbiamo superato la fase elastica ed elasto-plastica, siamo nella fase di SNERVAMENTO,  a cui seguira’ il collasso e la rottura.

    In parole volgari:  IL CAOS.

  • FlavioBosio

    Non si preoccupi, quando cominceranno a sgozzare qualche PDiota…

    Ogni cosa a suo tempo.
  • natascia

    Non credo alla bufala dello scontro di civiltà. Essa e molto strumentale all’industria delle armi. Chi arma l’ISIS? Lei non crede che se non fossero cosi’ armati, sarebbero ben presto emarginati dalle popolazioni locali? 

  • lanzo

    Esatto SNYPEX, l’Italia non produce piu’ nulla tranne qualche prodotto di nicchia, l’industria automobilistica e’ di fatto scomparsa trascinandosi dietro l’indotto idem quella motociclistica (la Ducati credo ora sia BMW ma in ogni caso non sono grandi numeri come la Vespa e Lambretta e Laverda  e moto morini e gilera e guzzi d’antan- la Guzzi produceva dal cinquantino in su, l’ind degli elettrodomestici pure.

    Sono rimaste le eccellenti biciclette, Le armi,  Beretta e tanti altri produttori in Val Trompia che all’estero vendono molto.
    Vivo all’estero – non in europa – ed ogni volta che torno (una volta ogni 2 anni se vabene) ed accendo la TV – ovviamente mi interessano i TG regionali – ogni volta vedo sit in di operai di fronte una fabbrica che sta chiudendo, quel poco che c’e’ rimasto e’  proprieta’ di multinazionali.
    L’invasione accellerera’ i tempi del crollo. I nostri politici – ormai gente a livello di Bongo del Gabon, i soldoni inguattati all’estero ce li hanno e alle brutte se ne scapperanno a Manhattan o a Dubai.
  • lanzo

    Con il Giubileo ci beccheremo almeno una milionata di persone provenienti dai paesi piu’ scassati del mondo e munite di regolare visto, perche’ quando il Vaticano chiede, il Ministero degli Esteri deve solo obbedire e rilasciare i visti. 

  • FlavioBosio

    Industria delle armi… ma per favore!!!

    Lei è rimasta agli anni ’60, oggi le industrie delle armi producono F35 e droni non certo AK47, RPG o cloni di AR15, bastano un tornio ed una fresa CNC per produrre le armi dell’ISIS, roba che si può fare in qualsiasi officina meccanica mediamente attrezzata, non hanno certo bisogno di acqustarle all’estero.
    Poi arraffano qualsiasi cosa gli capiti a tiro e tutti quei paesi (Iraq, Siria, Libia ecc..) erano già ben forniti prima, basta conquistare l’armeria di una qualsiasi base militare per avere migliaia di fucili, mitragliatrici, granate ecc.. stessa cosa vale per l’Italia e qualsiasi paese occidentale.
    Di armi cen’è già in abbondanza sono gli uomini che mancano, soprattutto da noi, sono rimasti solo i quaqquaraqquà.
  • melisva1
  • FlavioBosio

    NORINCO (cinese)  ha già fatto un offerta per Beretta…

  • MartinV

    Come no, i pick up Toyota se li fanno con i carretti tirati col mulo… l’Occidente non c’entra nulla con la caduta dei regimi laici nei paesi musulmani… Iraq, Libia, Siria… niente c’entrano… Tutto da soli si fanno.. Vai McGyver !!!

  • kadath80

    ma cosa centra?! …che noia sti commenti

  • kadath80

    prociutti?!! ma che livello di commenti CDC?!!

  • FlavioBosio

    Le risulta che sia difficile procurarsi dei pick up Toyota nei paesi arabi?

    Capisce la differenza tra un moderno FGM-148 Javelin ed un buon vecchio RPG o no?
    E quella tra una vecchia mitragliatrice della seconda guerra mondiale ed una moderna Gatling M134D?
    Pensa che per produrre un AK47 sia necessaria una laurea in ingegneria aerospaziale?
    Mai stato a Gardone Val Trompia a vedere come si producono ed assemblano le armi?
    Il 90% dei componenti è ancora prodotto in cantina da singoli artigiani, uno fa i grilletti, l’altro i percussori, un altro lavora i legni ecc..
    Si faccia un giro su you tube…
  • MartinV

    Un pick up no, una colonna di pick up nuovi di zecca invece qualcuno deve fornirglirli… come pure permetter il passaggio di migliaia di stranieri attraverso un paese NATO per raggiungere il califfato.

    Non sono un esperto di armi, ma la politica internazionale la seguo de anni e non può raccontarmi sciocchezze a proposito.

  • Simplicissimus

    In tutta sincerità, non capisco davvero, se non dal punto di vista della più becera xenofobia, cosa ci sia di strano in nel post che con tanta devozione è stato tradotto dall’inglese, lingua che comunque  fino ad ora non è obbligatorio conoscere e soprattutto serve solo a chiudersi dentro un provincialismo anglofono se non accompagnato dalla conoscenza di altre lingue e da una solida cultura: ci si limita a stabilire la quantità di immigrazione necessaria a sostituire i vuoti della denatalità occidentale. Punto. Che poi questo ritorno agli equilibri demografici tradizionali o quanto meno affermatisi nel XX° secolo, cioè con pochi anziani e molti giovani sia inevitabile se si vogliono conservare -nell’ambito della visione liberista-  istituzioni come la pensione di anzianità così come altri pezzi di welfare è un altro discorso. Il fatto è che finora l’enorme aumento di produttività per ora lavorata e anche l’immissione nel lavoro di milioni di stranieri è servito soprattutto e a far lievitare i profitti e  a far calare i salari mentre il contributo in fatto di tasse e versamenti pensionistici della popolazione straniera è stato vanificato dalle teorie dell’austerità. La facile e becera soluzione per cui basterebbe stimolare la natalità italiana non è né facile, né immediata perché è una regola storica che le popolazioni inurbate e relativamente ricche fanno pochi figli nonostante tutti gli stratagemmi per invertire questa situazione per ragioni che sarebbe troppo lungo spiegare qui, ma sono facilmente attingibili sforzandosi di leggere un po’ di storia e di demografia senza affidarsi sempre alle discussioni del bar sotto casa. Ci provarono senza alcun successo gli imperatori romani, i veneziani così come Mussolini che dalla retorica dei figli alla patria ricavò un risultato negativo. Anzi do una ferale notizia alla valorosa traduttrice, suggerendole che i calcoli fatti e le tabelle sottostimano il fenomeno perché non tengono contro di fattori come l’aumento dell’aspettativa di vita. Dentro il paradigma liberista occidentale non c’è modo di uscire da questa spirale: solo cambiando regole e e mentalità, solo limitando i profitti diretti e indiretti, reintroducendo regole certe per il lavoro e ritornando a un certo grado di welfare si può pensare di mettere le premesse per fare a meno dell’immigrazione, ammesso che il meccanismo, una volta messo in moto, si possa fermare. tutto i resto sono chiacchiere da mentecatti.

  • FlavioBosio

    Forse non ci crederá ma i concessionari di auto esistono anche nei paesi arabi…

    Basta entrare dal concessionario ed ordinarli i pick up, come da noi potrá scegliere il colore ed ogni altro optional disponibile.
    Poi si aggiungono le serigrafie con la scritta POLICE, le bandiere, i lampeggianti ecc.. e indovini un pò, c’è pure chi produce e vende quella roba nei paesi arabi, che strano e…
    O pensava ci fossero solo sabbia, pozzi di petrolio e cammelli?
    Ma le armi, quelle moderne prodotte in occidente dalle nostre industrie non ci sono, quindi le "sciocchezze" le racconta qualcun altro che sfrutta la sua ignoranza (dichiarata) in materia per farle credere che dietro ci sia l’occidente, noi forniamo frigoriferi, forni a micro onde, computer e mezzi di trasporto, ma le armi no di certo, non fosse altro perché ognuna riporta un numero di serie che ne consente la tracciabilitá, persino i teser sono tracciabili figuriamoci un fucile o un Javelin.
  • MartinV

    La finisco qui perché il rumore delle unghie sugli specchi alla lunga mi infastidisce. ^^