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NON HO PIU' TEMPO E VOGLIA DI PERDERMI SUL WEB

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

Le narrazioni che seguiranno inaugureranno un nuovo periodo e (spero) un diverso stile del mio veleggiare in prosa. Il motivo è semplice: non trovo più nulla d’interessante da raccontare sul fronte politico.

Ogni giorno do un’occhiata al Fatto Quotidiano che non dura più di tre minuti: talvolta trovo un articolo decente e i minuti diventano 6 o 7. Ogni tanto una scorsa su CDC – dove, purtroppo, la schiera dei “monetaristi” e dei “la guerra che verrà” – tiene banco fino alla noia, senza portare mai nulla di nuovo sotto il sole.

Non ho tempo e voglia di perdermi sul Web a cercare chissà quali nuove facezie e fatiche: sappiamo tutti che ci bombardano coi metalli più strani, che rubano i soldi nel cassetto delle elemosine, che l’unica cosa interessante, per loro, è la festa di questo e quest’altro, con annesse escort e trans brasiliani/e. Non serve a niente dire, servirebbe fare, ma nessuno di noi può fare niente.

Purtroppo, questo andazzo è la logica conseguenza di vent’anni di Berlusconi e dei prossimi (venti?) di Renzi: l’era dei contaballe impazza, basta andare in Tv e promettere qualcosa e tutto è fatto. Poi interviene l’UE che si lamenta ed il copione viene parzialmente riscritto, come da copione: cosa c’è d’interessante da raccontare?

Sono 10 anni che sbatto contro il muro di gomma di questo potere mellifluo ed incontinente nelle sue manifestazioni più false e bugiarde, ad usum stultorum: perché e, soprattutto, per chi dovrei continuare ad assoggettarmi a questo esercizio vuoto, a questo inutile compitino pomeridiano?

Ho raccontato di tutto: ho spiegato che l’energia si trova ovunque, basta raccoglierla, che le campagne stanno andando in malora per lo spopolamento, che le guerre servono solo a rimpinguare le tasche di chi vende armi…centinaia d’articoli…cosa ho ottenuto? Poco, praticamente nulla, se si esclude il vostro assenso e rispetto.

Ho cercato di fondare dei gruppi di persone che scrivessero, e si moltiplicasse così il “j’accuse” al potere – dapprima con Italianova, che subito morì, poi con l’Olandese Volante che prese il volo per qualche tempo – ma la gente non è pronta al sacrificio quotidiano dell’informazione, ed ha ragione. Le viene richiesto d’essere un giornalista, di lavorare come un giornalista e di non beccare un soldo: la “fiamma” dura qualche tempo, poi s’affloscia e nascono i personalismi. Provate a dire loro “Lo fai per tot il mese”: tutto assume una nuova veste, perché il lavoro – non dimentichiamo – è tempo nostro e richiede una mercede in cambio, anche modesta, ma il poco – ricordando Parmenide – è cosa assai diversa dal nulla.

Nella mia vita è intervenuto un fatto nuovo – inutile nasconderlo – ossia la pensione. Tutti agognano alla pensione, sin dai tempi più remoti: anche i Tre Moschettieri speravano.

Oggi – dopo Bismarck – la pensione è diventata un’altra cosa e non conta più il merito, bensì gli anni e – soprattutto (dopo quel brutto arnese della Fornero) – gli anni di servizio: insomma, rassomiglia sempre di più ad un “fine pena”. Salvo per i soliti noti, lo sappiamo.

Eppure la pensione ti cambia la vita: non hai più impegni di sorta, puoi cancellare metà del tuo hard disk, almeno un quarto dei Preferiti e rimani solo con quel che ti va, che scegli tu. Nondimeno, le soste di fronte ai manifesti mortuari diventano d’obbligo e stili l’immaginaria “classifica” della serie “A”, sperando che – per ora – il tuo nome sia ancora in serie C.

Eppure lo sai: a quasi 64 anni, se te ne vai, nessuno scrive più “prematuramente”. Era nelle cose che così fosse, ed è successo.

Ma io ho una serie di priorità alle quali non voglio e non posso rinunciare: barca, case, orto…le belle donne (che ancora m’attizzano, se non altro perché amo ossessivamente la bellezza come in un bosco, nel mare all’alba, nella neve sui tetti…)…e qualcosa scende di grado, da Capitano a Caporale.

Va da sé che questo tormento di raccontare alla gente come vanno le cose mi ha stufato: la gente lo capisce – spesso – da sola e non servono Grilli Parlanti che sussurrino.

Se siamo capaci, però, possiamo narrare: ho sempre sostenuto che la grandezza di Pasolini non fu quella di regista o saggista, bensì il Pasolini narratore controverso, soprattutto il poeta che tracciava graffiti eterni con pochi gesti.

Così si raggiunge la Gestalt, e s’entra in comunicazione meglio con gli altri esseri: ovviamente ci sarà qualcuno che preferirà altre modalità di trattazione ma, vivaddio, il Web è vasto e c’è posto per tutti.

Come conseguenza, i miei scritti compariranno solo qui e – se lo vorrà – su Italicum dell’amico Tedeschi, perché suvvia: siamo uomini, non caporali.

Vi posso preannunciare il titolo del mio prossimo pezzo, che sarà “Il Grande Torino ed io”: finalmente, sento di nuovo la tastiera rispondere alle mie dita, finalmente non perdo più tempo, finalmente tiro un sospiro di sollievo. I compiti sono finiti: li faccia Renzi, che è giovane.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.it
Link: http://carlobertani.blogspot.it/2014/10/nota-dellautore.html
25.10.2014

Pubblicato da Davide

  • babuskin

    Concordo sulla noia, specialmente sulle vicende italiane.

    Purtroppo anche qui è un trita e ritrita delle solite vicende.
    Pazienza.
  • clausneghe

    Ma lei Bertani continui a scrivere, ma solo quando le va, con leggerezza..

    Perchè scrivere è una esigenza, per chi ne è affetto. Da curare come una malattia.
    Se non scrivi peggiori, poi per quanto riguarda cambiare il mondo, scordiamocelo.
    E’ cmq un piacere leggere le sue riflessioni.
  • falkenberg1

    Carissimo e stimato Bertani nonchè coetaneo, è da un pò che leggo tuoi post amareggiati, delusi ed ipotensivi!! Non menare il can per l’aia!!! Non ciurlare nel manico!!! NON TI CREDO!!! Non sei affatto stanco, così come non lo sono io, un pò disilluso è inevitabile, umano e logico ma, chi nasce con lo sdegno per il potere merdaiuolo e mascacalzone che ci opprime, non si arrende mai!!! Finge, traccheggia, osserva, corregge e si aggiorna ma giammai si arrende!!! Io, ad esempio, da sempre fermamente convinto che quando lo stato diventa, come da noi, mascalzone, corrotto, criminale, ladro, puttaniere, lenone, sicofante, diffusivo di falsità, ingiustizia, criminalità, disonestà, corruzione, malversazione, infezione metastatica (basta così o vado avanti????) ebbene uno stato putrefatto ed infetto, come il nostro ribadisco, DEVE essere epurato con LE ARMI E CON LA LOTTA ARMATA!!!!! ed allora, caro Bertani, si prendono le armi ed altri consimili disinfettanti e si agisce o ci si limita al muro del pianto ed al birignao!!! Quella teppa non sparirà mai motu proprio folgorata sulla via di Damasco!!! Va estromessa ed epurata manu militari e non bisogna aver paura di applicare ciò che affermava l’ultimo Vero Presidente della Repubblica: A BANDITO BANDITO E MEZZO!!! Poichè risulta impossibile distinguere malavita ed istituzioni poichè interconnesse e trasversali, non resta che l’uso delle armi!!! E non parlarmi di disillusione, rassegnazione e di compiti da lasciare a renzi: cinque anni di renzi e del pianeta non resterebbe traccia!!!

  • Vocenellanotte

    Prova con una esegesi contestualizzata del Corano . . . tutto torna.

  • Tonguessy

    Se puoi scrivere questo è solo perchè alla Digos sanno che gli anni di piombo sono fuori moda, e non sei per niente trandy. Godiamoci quindi gli anni di merda….macchè rassegnazione! Il sabato pomeriggio è dedicato allo shopping compulsivo, ed è festa grande.

    PS visto che qui su cdc è di moda fraintendere, il mio è sarcasmo. Detesto le mode.
  • RicardoDenner

    Il punto è che con la pensione cessano i problemi oziosi..e cominciano i veri problemi..!

    La politica è solo un agitarsi inutile e frenetico..la vita passata è un deserto inconcludente e la morte si avvicina..
    Se l’Ebola lascia qualche possibilità di sopravvivere..la vita ha un indice di mortalità del 100%..non c’è scampo..
    Ma può finire tutto così..?
    Adesso è arrivato il momento di leggersi i Grandi Maestri..coloro che hanno superato la vita..e non muoiono mai..in quanto ormai collegati al Principio..
    In pensione..quando il mondo tace..comincia a sussurrare lo Spirito..e la vera battaglia ha inizio..quella contro la bestiale incoscienza..che avendo fallito nel mondo..ormai abbiamo  solo noi stessi come luogo di tenzone..ed è la vera guerra..che quelle fuori sono solo impedimenti di contorno..
    Insomma..la noia è scongiurata..!
     
  • Servus

    Egregio Bertani

    Anch’io i giornali non li leggo più da tempo, è raro trovare articoli interessanti, per cui al più scorro i titoli sul web.
    Ma non sono d’accordo sulla affermazione "questo andazzo è la logica conseguenza di vent’anni di Berlusconi e dei prossimi (venti?) di Renzi". Benché le sue TV hanno molto contribuito, insieme alla RAI, questo andazzo è dovuto  sopra tutto alla sinistra italiana, che con Berlusconi non ha fatto altro che impedire ogni colloquio, e con i falsi governi di Monti, Letta, Renzi hanno solo eseguito gli ordini UE e USA. Non parliamo dei sindacati, tuttora solo occupati a intrallazzare coi governi per avere il massimo introito per le loro organizzazioni, e pace all’anima per i lavoratori.

    Anch’io fra poco andrò in pensione, ma le mie preoccupazioni (od occupazioni) sono ben altre, altro che "barca e case e donne  (sic)", cose evidentemente molto di sinistra. Io ho una famiglia da mantenere, una unica moglie che amo, un figlio da crescere, un mutuo da pagare. Di comune forse abbiamo la casa (una) e un orto (e già mi ritengo fortunato).

    Di calcio non mi interesso, quindi non leggerò il suo Gran Torino, e arrivederci.



  • GioCo

    Prendo in occasione questo post disilluso per rilanciarne un altro che riguarda l’individuo, il modo di pensare e di porre se stesso al confine tra il suo vissuto, la sua esperienza e l’aspettativa.

    Se Bertani si illude che aver raggiunto la pensione sia una conquista mi verrebbe da pensare che più di sessant’anni d’esperienza non gli sono valsi gran che e non gli hanno testimoniato mai che ogni "fine" era in realtà presto rivelata come nuovo inizio di un nuovo capitolo drammatico della vita e quella "fine" era solo un "centro" fatto da una minuscola pausa.
    Al bivio ad attendere c’è di tutto, dalla famiglia al proprio corpo e non si deve guardare quindi necessariamente con ansia al resto del mondo che (in verità essendo prodigo solo di ritmi lenti propri dei grandi rivolgimenti) tutto sommato ci sorprende di rado, per ciò lo ricordiamo preferibilmente al banale e vicino evento, in quanto ricco di presagio misterico nefasto (e melodramma) che ci permette il piacevole esorcismo dei timori propri intimi.

    Ma il problema dei nostri tempi che è attaccato proprio al disagio dell’inadeguatezza poi ribaltata nell’impotenza è il non riuscire a comprendere questi tempi moderni. Bertani ci riesce certamente bene ma è anche in ottima compagnia.

    Per quanto mi riguarda non pretendo di avere soluzioni, ma certamente strutture di pensiero non comuni che (forse) possono aiutare a patto che però l’individuo abbandoni per un poco l’abitudine al giudizio. Come oggi, quando una (quasi) coetanea mi ha dato dell’opportunista perché ho detto che mi piace mangiare carne di tanto in tanto. Quando le ho risposto che secondo me l’opportunista era lei, ci ha tenuto a sottolineare che lei (non avendo pregiudizio) mangiava di tutto, peccato che la mia scelta non aveva niente a che fare con "un giudizio a priori", ma era qualcosa di molto più ragionato del suo "conformismo" e lei non aveva certo intenzione di ascoltare.
    Ma come ripeto spesso, con gli asini non perdo troppo tempo, vanno bene per il destino che si sono scelti da soli.
    Tuttavia non posso esimermi dal comprendere che una base del condizionamento odierno e lasciare credere di avere libertà di scelta sulla base di un giudizio estetico, senza contenuto. Allora ti viene chiesto di esprimere parere se sia meglio essere vegetariano o conformista perché il dietologo ti consiglia di mangiare di tutto, al che di solito rispondo che il dietologo non penso mangi merda, anche se le mosche non la disprezzano, ma non può nemmeno stare zitto perchè la professione glielo vieta, quindi dice cagate (obbligatorie). Ma questo non ci obbliga a seguire quel che dice, no?
    Cioè un approccio "senza pregiudizio" non può essere neutro e positivo a prescindere, ha comunque conseguenze se preso senza coscienza.
    Allora qual’è questa coscienza? Quali sono le premesse da cui partire? Una di queste premesse può essere la salvaguardia della vita e della propria dimensione umana, in virtù dei loro contrari che (per la nostra mente più chiaramente) risultano essere "la non vita" e la "disumanità", non la "morte" e la "bestialità" (come invece è comune e appreso d’ufficio).
    La morte è una fine, come il lavoro. Ma non definisce niente se non un cambiamento per chi rimane in vita. Non può essere quindi che ci si ponga nei confronti della morte con un "rifiuto a priori" ma nemmeno che si debba accettare passivamente che la vita sia sempre vita, basta che respiri.
    Quindi una bistecca secondo me "è buona" non quando ha un buon gusto, se no un fast-food con la chimica di buon gusto me ne da quanto ne voglio, ma quando sono certo che chi mi ha dato quella carne ha avuto cura della vita dell’animale. Cioè gli ha dato valore.
    Allora so di mangiare carne buona, non perché è buona ma perché simbolicamente salva la vita, per estensione la mia come quella dell’animale tramite cui è possibile perpetuare il patto di mutua condivisione di questa dimensione in questo mondo.

    Ecco allora spiegato perché ho risposto alla mia "quasi" coetanea, un po’ più datata di me, che l’opportunista (a parlare in quel modo) era lei. Peccato che oltre al tempo necessario, si debba pretendere però (caro Bertani) anche una certa disponibilità a riconoscere l’altro e la novità che può raccontarci con il suo "stare nel mondo", per ognuno certamente unico e inimitabile.
    Se avessimo ognuno dell’altro questa consapevolezza, allora t’assicuro che la tua pensione ti verrebbe più a nausea che voglia di pubblicizzarla.

  • gaia

    Caro Bertani è da pochissimo che mi sono iscritta a questo blog ma è dalla sua fondazione che lo seguo, come faccio con lei che ho sempre ritrovato qua e non solo. Sia lei che gli amministratori di questo stallo siete sempre stati pesanti con chi vi avversava anche argomentando, ma la mannaia inesorabilmente è scesa.

    Voi si, senza argomentare, perciò di gente come lei e chi ci sta ospitando un po’ m’intimorisce qualora giungesse ad una qualche forma di potere, m’immagino il profilarsi all’orizzonte dei gulag.

    Qui voglio inserire la condivisione del commento di babuskin nel segmento dove si riferisce al: "trita e ritrita" e totalmente quello di clausneghe. Quanto a quello di Tonguessy, in risposta a falkenberg1, lo sposo in toto perché imbracciare le armi è fornire il destro al potere che non aspetta altro per schiacciarci come noi si farebbe con un ortottero che ci stia infastidendo, dovremmo progettare una soluzione più astuta. Anche quello di RiccardoDenner è ampiamente ricevibile.

    Quando si va a pesca è d’obbligo munirsi d’esche e lei mi ha presa all’amo citando l’antroposofia ed il progetto di Nicolò Giuseppe Bellia, però ben presto ho realizzato che sia il primo che il secondo erano solamente, per lei, fuochi fatui.

    Voglio sottolineare che con ciò non le attribuisco nessuna responsabilità, dovevo io essere più accorta e non consegnare la mia fiducia al primo arrivato, anche se di nome fa Carlo Bertani. Evidentemente tra le innumerevoli doti che affollano la sua faretra manca quella dell’illuminatore o del risvegliatore. Ammiri il suo ritratto di Dorian Gray.     

  • gaia

    Mentre stavo scrivendo il mio commento si sono aggiunti anche quello di Servus che adotto e in parte quello di GioCo, non condivido la digressione alimentare, essendo una dietista non so immaginare da che collega si sia recato.

  • lucamartinelli

    Se intendi la lotta armata come quella degli anni di piombo, sbagli clamorosamente.Quella era una presa per le natiche e per giunta gestita e controllata sempre dal potere.  Per lotta armata si intende quella iniziata in Vietnam con meno di 4000 persone e che mando’ a casa i cow-boys….dopodichè ci vuole tutto il resto e qui casca l’asino, come diceva mia zia…4000 persone non sono tante su 60 milioni eppure sono convinto che, come dice l’amico Tonguessy, vorrebbero il sabato libero per fare shopping……..

  • RenatoT

    …. trovare articoli interessanti sul Fatto… 

  • gobborosso

    Karl Marx è un ottimo antidoto contro le delusioni dei pensatori (si fa per dire) borghesi.
    Una delusione che nasce dal fatto che questi moderni maitre a penser, che sono a vario titolo dislocati un po’ ovunque sui vari media, non hanno mai pensato che potesse un giorno arrivare il redde rationem per il capitalismo.
    Convinti di vivere nella migliore organizzazione sociale possibile, hanno finora pensato che bastasse qualche accorgimento, qualche modifica, per continuare lungo il cammino delle "magnifiche sorti e progressive" della società capitalista. Che questo percorso presupponesse lo sfruttamento sempre più massiccio dell’"Uomo" e sempre più scellerato dell’ambiente, a questi paladini del pensiero borghese poco ha interessato. E quando hanno in qualche modo affrontato questi argomenti, l’hanno fatto usando quel buonismo retorico di cui solo gli intelletuali organici al regime sanno fare uso. Addirittura, a volte, tirando in ballo a sproposito proprio Marx.

    Lenin, all’inizio del suo "Stato e Rivoluzione", affermava a questo proposito che:
    «Accade oggi alla dottrina di Marx quel che è spesso accaduto
    nella storia alle dottrine dei pensatori rivoluzionari e dei capi delle classi
    oppresse in lotta per la loro liberazione. Le classi dominanti hanno sempre
    ricompensato i grandi rivoluzionari, durante la loro vita, con incessanti
    persecuzioni; la loro dottrina è stata sempre accolta con il più selvaggio
    furore, con l’odio più accanito e con le più impudenti campagne di menzogne e
    di diffamazioni. Ma, dopo morti, si cerca di trasformarli in icone inoffensive,
    di canonizzarli, per così dire, di cingere di una certa aureola di gloria il
    loro nome, a "consolazione" e mistificazione delle classi oppresse,
    mentre si svuota del contenuto la loro dottrina rivoluzionaria, se ne smussa la
    punta, la si avvilisce. La borghesia e gli opportunisti in seno al movimento
    operaio si accordano oggi per sottoporre il marxismo a un tale
    "trattamento". Si dimentica, si respinge, si snatura il lato
    rivoluzionario della dottrina, la sua anima rivoluzionaria. Si mette in primo
    piano e si esalta ciò che è o pare accettabile alla borghesia ….».

    Ecco, io penso che l’unica soluzione ai problemi dell’Umanità, tutt’altro che utopistica ma reale, concreta e imprescidibile, sia quella di riattualizzare quel Marx rivoluzionario di cui Lenin (e la storia) sono testimoni.
    Lasciando i profeti borghesi ad arrampicarsi sugli specchi della loro nullità e del loro fallimento.

     

  • SanPap

    E’ il ponte del capello che ci cambia il panorama

  • MarioG

    Uno sforzo titanico, visto che Marx era gia’ inattuale ai tempi di Lenin. Sarebbe ora di darsi una mossa

  • Earth
    Addio
  • Ercole

    Noi marxisti la mossa la diamo tutti i giorni contro gli opportunisti, i riformisti ,i nazionalisti, i sidacati di regime, e soprattutto contro le zucche vuote a corto di argomenti caro MarioG . Marx e Lenin sono attualissimi devi fartene una ragione finchè esisterà il capitalismo .

  • Ercole

     Come faremo senza una guida rivoluzionaria su C.D.C. del calibro di  Bertani  nulla sarà come prima….. Ci toccherà ripartire da Marx .

  • MarioG

    Gia’, finche’ esistera’… Il fatto che tale entita’ maligna dalle multiformi sembianze si ostini a imperversare a destra e a manca, a dispetto delle molto scientifiche previsioni dell’omonimo socialismo, dovrebbe destare serie riflessione.  Ma non a lei. Torni pure ai suoi mantra da Hera Krishna  delle "zucche piene".

  • MarioG

    Una prece.

  • MarioG

    Sara’ un po’ come per quella banda che suonava il rock: un’eterna partenza, lunga 150 anni.

  • Ercole

    Noi materialisti siamo non credenti la religione è un altro oppio del sistema…..

  • Ercole

    La musica del capitale è vecchia di 300 anni , abbiamo 150 anni  di esperienza rappresentiamo la componente più giovane è rivoluzionaria della storia moderna .Il nostro inno  si chiama  Internazionale lo cantiamo  gratis in tutte le piazze  e non chiediamo i  diritti d’autore…..

  • falkenberg1

    Caro lucamartinelli, non intendevo rievocare i c.d. anni di piombo durante i quali un insopportabile fetore viminalesco era avvertibile e palpabile!! Ribadisco che, a mio parere, quando i governi, le istituzioni, la politica ecc. diventano ribaldi, felloni, malsani, sfacciati, impuniti ed indistinguibili dalla criminalità organizzata, il cittadino, per onestà intellettuale, per decenza, per giustizia (ed anche, più prosaicamente per non farsi prendere scacciatamente per il culo, scusami la volgarità ma a volte serve anche quella) DEVE INSORGERE A MANO ARMATA!! DEVE!!!!! Non esiste altra via!! Il voto è fasullo, truffalldino, farlocco e inquinato da voto di scambio (ad es. 40,8% 80 euro) quindi inutile, dannoso, distorto!! Un parlamento di nominati è una bestemmia sotto tutti i punti di vista!! E allora?? Non esiste, purtroppo altra via: azzerare tutto e ricostruire!! E, credimi, mi duole dirlo ma, oggi, in italietta non esiste altra via che una spaventosa insurrezione!! Ti piace farti sbeffeggiare dai renzi e da governi postribolari, da lupanare, da trivii ed angiporti?? A me, certamente, no!! Dimenticavo!!! A me del sabato libero per lo shopping nun me potrebbe fregà de meno!! Felice notte a te!! Io vado a pregare le mie tre divinità preferite: 303 Br.    AK47     MG42!!! Presto, temo (o spero?) sarà necessario il loro salvifico intervento, e così sia!!!!

  • rebel69

    Semplicemente buon divertimento prof

  • gobborosso

    @MarioG. Chi giudica inattuale Marx, o non l’ha mai letto (o quasi) o non ha capito un accidente di quello che ha letto.

    In entrambi i casi non può esprimere un giudizio attendibile.
    Quell’invito a darsi una mossa dovrebbe essere indirizzato proprio a tutti coloro che di Marx non sanno niente al di fuori dei luoghi comuni borghesi. Un piccolo sforzo intellettuale per elevarsi dalla miseria del pensiero unico capitalista può giovare alla comprensione della necessità di liberarsi di questo sistema fatiscente e che sta portando il mondo intero verso una catastrofe sociale e morale. 
  • Fedeledellacroce

    "ma non può nemmeno stare zitto perchè la professione glielo vieta,
    quindi dice cagate (obbligatorie). Ma questo non ci obbliga a seguire
    quel che dice, no?"

    Bella citazione, calza a pennello a te e a carlo bertani.

  • alvise

    Beh, una anticipazione propedeutica ci fu, con i "Forconi", hai visto i coraggiosi italioti cosa li hanno fatti diventare……un fastidioso schiamazzo.

    ps. comunque nel mucchio selvaggio io c’ero

  • adriano_53

    Addio, e grazie per tutto il pesce.