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NON CAMBIA NULLA…ALMENO PER ORA

DI PANAGIOTIS GRIGORIOU

greekcrisis.fr

Venerdì sera è stato raggiunto un accordo all’Eurogruppo. Dunque… soddisfazione. Nei primi minuti della sua conferenza stampa (in greco), Yanis Varoufakis perdeva un po’ le parole. “É la fatica”, ha spiegato da Bruxelles. Con un comunicato ufficiale il governo greco ha poi affermato che “la Grecia volta pagina”. Certo, la pagina è stata girata, ma il capitolo resta in bilico… e il libro non cambia per nulla. Almeno, per ora.

“Questo accordo riguarda solo un periodo di quattro mesi, mentre la nostra legislatura si svolge su quattro anni, non dimentichiamocelo”, ha voluto precisare Yanis. Il memorandum è morto… viva “la ristrutturazione intelligente”, espressione nuova che ha fatto la sua comparsa quella sera.

Ovviamente i negoziati riprenderanno realmente fra quattro mesi: o, per meglio dire, allora le decisioni diventeranno urgenti. Ed è per questo che le nuove misure greche e… sicuramente più moderne saranno attese dall’Eurogruppo per la conferma. “Non prenderemo più ordini sulle pensioni, sull’IVA, sulla Sanità, per fare qualche esempio, molto semplicemente in questo periodo le nostre misure non toccheranno l’equilibrio budgetario. La Grecia esce così dall’isolamento causato da cinque anni di memorandum”, ha dichiarato ancora il nostro Yanis… un po’ meno esitante.

Infine, ha considerato che “siamo riusciti a conciliare il rispetto delle regole dell’Eurogruppo con quello della Democrazia, e questo vuol dire che è stato fatto un grande passo in Europa. La Grecia si lascia il memorandum alle spalle e diventa co-protagonista delle riforme e del suo destino”, e ha poi terminato… con grande tecnicismo: “pensiamo di ridurre il debito con degli swaps”, ovvero contratti di scambio di flussi finanziari fra due controparti, che generalmente – com’è noto – sono delle banche o delle istituzioni finanziarie.

Credo che gli altri, Christine Lagarde, Jeroen Dijsselbloem e Pierre Moscovici, siano usciti ben più sorridenti e rilassati dei nostri. “Questa serata è stata un momento importante nel processo di negoziato con Atene. È stato un momento importante per riguadagnare la fiducia. L’esito è davvero positivo”, si è felicitato Jeroen Dijsselbloem… Gran Scudiero dell’Eurogruppo.

“Questo accordo mette fine a un periodo di incertezza per la Grecia. Un accordo era possibile solo se tutti adottavano un approccio ragionevole. Bisognava dar prova di logica, non di ideologia. L’accordo raggiunto è equilibrato”, ha detto Pierre Moscovici, commissario (politico) europeo all’economia. Il quale ha fatto certamente prova d’ideologismo liberale mortifero e di logica europeista!

Quattro mesi sono brevi e allo stesso tempo lunghi. In realtà, la Grecia… Tzipriota ha pagato caro per avere un po’ di tempo. Il problema sarà mettere a profitto questo tempo per cambiare davvero passo. Riuscirà a farlo? Nel frattempo i rapaci di Atene e i … Proconsoli dell’europeismo metropolita faranno ogni cosa per indebolire il governo SYRIZA/ANEL, fino alla sua caduta, se sarà necessario e se sarà possibile. Aspettiamo dunque fino a giugno, perché “abbiamo strappato un accordo che non ci obbliga più a praticare l’austerità”, come dice il comunicato del governo greco.

Se non fosse per le due donne morte, una ad Atene e l’altra nella Grecia del nord, venerdì 20 febbraio, a seguito del «malfunzionamento dei loro sistemi di riscaldamento», come si usa ormai dire da quando il memorandum dell’Eurogruppo 2010 e 2012 ha fatto sparire il riscaldamento centralizzato per buona parte delle case in Grecia (giornale radiofonico di 105,5, 21 febbraio). Loro due non vedranno più nessun’altro Eurogruppo, non aspetteranno il prossimo giugno.

Il mio amico Th., disoccupato e disincantato, vede le cose un po’ diversamente: “da questa sera abbiamo un nuovo governo. Una coalizione SYRIZA/ANEL/Dijsselbloem! Speriamo che a giugno… Dijsselbloem non faccia più parte del governo”. Per Pablo Iglesias di Podemos, “in mancanza di un accordo con la Grecia, è possibile che fra qualche mese avrebbero dovuto negoziare con Marine Le Pen”, come da intervista rilasciata alla CNBC negli USA. In ogni caso, una prima grande crepa è ormai comparsa sul muro europeista.

In altri tempi, altrettanto incerti, gli accordi di Locarno nel 1925 avevano suscitato un’immensa speranza. Secondo un articolo dell’epoca apparso su Times: “Austen Chamberlain, il ministro degli Affari Esteri britannico, tremava e piangeva di gioia, così come il ministro degli Affari Esteri francese, Aristide Briand. Benito Mussolino ha baciato la mano della signora Chamberlain. La banda suonava. Tutta la folla riunita in piazza danzava”.

Per Aristide Briand, quegli accordi dovevano portare all’Europa del dopoguerra una nuova era: “se gli accordi di Locarno non corrisponderanno ad uno spirito nuovo, se non segneranno l’inizio di un’era di fiducia e collaborazione, non produrranno affatto l’effetto che ci attendiamo. È necessario che da Locarno nasca una nuova Europa. L’accordo di Locarno che consacriamo con le nostre firme ha qualcosa di incoraggiante: procede da un altro spirito, allo spirito della precauzione e del sospetto sostituisce lo spirito di solidarietà”.

Il seguito è cosa nota, ma la storia non si ripete. Dunque… soddisfazione.

Greekcrisis si concede (infine) tre giorni di riposo. Il «lunedì puro» (quest’anno cade il 23 febbraio) segna l’inizio della grande quaresima ortodossa. Quaranta giorni… come quattro mesi!

Panagiotis Grigoriou

Fonte: www.greekcrisis.fr

Link: http://www.greekcrisis.fr/2015/02/Fr0412.html#deb

21.02.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARTINO LAURENTI

Pubblicato da Davide

  • albsorio

    La parte tragica è che la Grecia è ricca di idrocarburi, quelli già scoperti valgono il doppio del debito greco, quindi è l’€uropa ad aver bisogno della Grecia non il contrario.

    Se poi pensiamo che la Grecia potrebbe saldare il suo debito con i suoi euro e poi ripartire con una moneta del popolo emessa senza debito avrebbe davanti un futuro migliore di tutti i Paesi europei.
    Purtroppo come spesso è stato dimostrato per godere delle proprie risorse naturali bisogna essere forti abbastanza per farlo.
  • rebel69

    E per essere forti ci vuole un esercito tecnologicamente avanzato con aviazione marina e un arsenale atomico.

  • rebel69

    Dimenticavo forse l’arma più importante di tutte, una TV di stato libera e neutrale che dica le cose come stanno e rendano la popolazione consapevole di come stanno le cose ad esempio Telesur Venezuelana e la Russa RT.

  • AlbertoConti

    L’euro (parola di Monti) è nato per imporre i cambiamenti con la forza, con le
    crisi.

    Anche per uscirne, per liberarsi in tutti i sensi, ci vorrà una
    crisi. E’ qui che per l’anello debole dell’euro (la Grecia) l’assenza del
    "piano B" può rivelarsi la sua vera forza.

    La logica è: noi siamo i più
    europeisti di tutti, tant’è che non abbiamo (a differenza della Germania) un
    nostro piano B di gestione del dopo-euro.
    Siamo "morti per Maastricht"
    (parola di Letta), ma non ce l’abbiamo fatta. Perchè non potevamo farcela,
    evidentemente. Questa è la prova provata del fallimento dell’euro-marco, perciò,
    a malincuore, non ci resta che mandarvi a fare in culo. Questo è il nostro
    "piano B". 4 mesi per strutturarlo in tutti i suoi dettagli. Sono pochi, ma
    sempre meglio di 4 giorni, stile Argentina.

  • geopardy

    Qui mi trovi perfettamente d’accordo, ma non sulla necessità di un potente esercito e armi atomiche, perlomeno, non nel caso greco o interno all’UE.

  • rebel69

    Forse in parte hai ragione , infatti nonostante la Russia c’è l"abbia ,il prepotente a stelle e strisce non si fa troppi problemi a cercare di imporre anche a loro il modello NWO, un po meno con i coreani del sud, ma resta il fatto che è sempre meglio avere i muscoli e magari non usarli piuttosto che non averli proprio.

  • rebel69

    Anche se non ci azzecca molto con la macroeconomia e gestione di un debito pubblico, sul "mandarli a fare in culo" mi trovi pienamente d’accordo.

  • GioCo

    Quando non ci sono accordi convenienti, il conveniente accordo e rimandare l’accordo. C’è un ma, quello di Achille e la tartaruga (detto altrimenti paradosso), non la favola di Esopo che fa di Achille una lepre, ma quella di Aristotele per spiegare il principio dell’infinitesimo.
    Ovviamente essendo poi simili le vicende spesso si confondono. Ma Achille è un Eroe mentre non mi pare che la lepre risponda allo stesso valore simbolico. A meno che non si parli di politica. Allora credo vi sia tutto il diritto di metterci una lepre, un porco, uno pterodattilo e perché no, pure uno squalo.
    L’importante e che la tartaruga rimanga "quella cosa lenta e pacifica che vince sempre perchè precede comunque e per definizione". Il significato si chiude (in questo caso) su se stesso a significarsi.
    E’ inutile prendersela con chi è delegato a rappresentare l’irrappresentabile, pure se sincero. Tutti a proiettare la speranza che esista ancora una Gracia, che la politica rappresenti il cittadino, che le elezioni abbiano significato democratico. Dal 11-11 sono passati 14 anni e ancora la demenza collettiva senile non ha prodotto cambiamento. Mi verrebbe da dire che per essere il cambiamento del secolo, ha prodotto ben poco cambiamento nel cervello dei comuni. In compenso ha cambiato tutto il resto.
    Così ora abitiamo il paese delle meraviglie, con gente che pensa esista una economia, che esista una giustizia, che esista un diritto mentre c’è solo il brucaliffo, lo stragatto, il leprotto bisestile (ehi! pure qui c’è una lepre!! :)) Ma se il leone sbrana il suo gregge (vi ricordo che il Leone è una delle immagini del Re dei Re giudeo) che giustizia è? Non me la sto prendendo con la religione (Dio me scampi! Nemmeno sono credente :)) ma con la metafora estrapolata dal contesto religioso. Fuori di metafora, se lo Stato si fatto Leone per sbranare i cittadini, di quale politica stiamo parlando oggi? Chi o cosa servono questi politici? Cosa possono fare nella loro posizione? Molto? Poco? Niente?
    Io non vorrei essere al loro posto, OGGI. Poi ognuno faccia i propri conti. Al bomba i suoi, magari sperando esploda da un altra parte però, che odio pulire frattaglie umane.

  • leopardo

    Sono molto deluso. Mi aspettavo molto di piú dai greci. Pensavo che potessero ribaltare il loro destino  con il coraggio della disperazione. Hanno toccato il  fondo, dunque non hanno piú niente  da perdere. E allora perché non rompere definitivamente con l´EU. Perché non avvicinarsi a Russia e Cina e gli altri simpatizzanti  che li avrebbero accolti volentieri ed aiutati. Significava barattare materie prime in cambio dei prodotti tipici mediterranei, nonché turismo e cultura. Barattare significa eliminare totalmente la moneta dagli  scambi, perché dove c´é questa, c´é il sudiciume delle banche che compromette ogni transazione. Barattare significa riprendere la piena occupazione e  con essa la rinascita della Grecia. Tsipras ha fallito. Il popolo non gli confermerá la sua fiducia.

  • Georgios

    Riassunto dell’articolo di Grigoriou: Piagnucolare
    con Speranza, magari fischiettando con
    indifferenza.

    Questo povero Yannis! Oh
    dio, questi poveri “nostri”, ma come
    patiscono portando sulle spalle il nostro futuro, le nostre
    sacrosante speranze, i nostri dolori! Ma quale responsabilità!
    Dobbiamo, anzi, abbiamo il dovere di soffrire per loro poveretti. Che
    sono usciti distrutti dopo negoziati cosi duri, una
    lotta immane, nella tana dei lupi. Che
    peccato per quelle due morte dal freddo che non vedranno le fatiche
    di Yannis trionfare alla fine. Mi viene da piangere per questi
    poveri…

    Figli di ….

    Questi bugiardi, traditori, venduti, caga-sotto,
    che non tengono un briciolo di dignità e pretendono di rappresentare
    un popolo intero che prima hanno ingannato e poi venduto. Che
    permettono ad un vecchio menomato e complessato nazista e razzista di
    prenderli in giro e schernire un popolo intero che sta patendo i
    dolori dell’inferno per 5 anni. Un vero e proprio genocidio in piena
    regola come e’ solita fare la grande “locomotiva dell’Europa”.
    Coi soldi degli europei naturalmente. Ancora
    si piange per le montagne della Grecia dopo le stragi compiute da
    queste belve che ancora hanno sete di sangue. Stragi per le quali non
    hanno sborsato neanche un centesimo.

    Invece le cose stanno
    proprio come le
    ha dette Barnard nel precedente articolo: “i Trattati
    europei sono delle belve giuridiche da cui si esce solo
    STRACCIANDOLI. NON NEGOZIANDO.”

    Fine della storia.

    Un consiglio ai lettori: invece di fare complicate considerazioni di
    economia, di politica europea o di geopolitica internazionale,
    seguite la logica dell’utente gimo:

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&thold=-1&mode=flat&order=0&sid=14692#166065

    il quale fa una serie di ragionamenti sotto il “titolo” COME
    FARE. Ragionamenti che lascia però incompiuti.

    Pensateci un po’. Qual’è l’unico soggetto politico che

    1. non può essere comprato dalle lobby

    2. può rendere la democrazia partecipativa

    3. non fa propaganda contro se stesso

    4. non si lascia ingannare da nessun Tsipras o Renzi

    5. non permette lo scoppio delle bombe perché controlla lui stesso
    il suo paese

    6. non può essere assassinato o fatto morire d’infarto o di cancro

    Sono delle favole? Va bene. Allora aspettiamo il prossimo Tsipras
    salvatore.

    Che piaccia o no, questa sarà la soluzione che verrà adottata alla
    fine. Il problema e’ il tempo tra ora e la fine. Solo questo. Perché
    sarà tempo pagato con sangue.

  • Ercole

    Non preoccupatevi Tsipras terrà duro e  andrà fino in fondo:in fondo al mare Egeo….