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NON AVRAI ALTRO JEANS AL DI FUORI DI ME

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Che l’Italia sia avviata verso un destino economico di terzomondizzazione è sotto gli occhi di tutti, anche se molti sembrano ancora non volerci credere, altri cercano di minimizzare il problema. Grazie agli ultimi tre governi divenuti tali perché euro/guidati direttamente dalla Troika e artefici di razzie sociali praticate direttamente sulla carne viva dei cittadini, le condizioni del “Bel Paese” sono sempre più drammatiche. Due italiani su tre infatti ritengono che la Ue abbia danneggiato fortemente l’economia italiana (tranne Beppe Severgnini, schierato quasi quotidianamente in assetto di guerra eurista su 8½).

Il tutto è avvenuto grazie al partito più collaborazionista d’Europa, il Pd, che non solo ha concesso la sovranità monetaria ad una banca straniera privata, senza chiedere il consenso agli italiani, ma di conseguenza anche la sovranità economica ed ora è sul punto di cedere anche quella politica, dietro richiesta del Gran Maestro dell’Ordine dei Templari, Mario Draghi (nomen omen).

Come i fascisti di ieri collaboravano con l’alleato nazista per la deportazione dei vagoni stipati di ebrei, che partiti dalla stazione centrale di Milano arrivavano ad Auschwitz, i fascisti di oggi, che hanno votato in massa il Pd alle ultime elezioni europee, hanno dato il loro consenso ai loro politici di riferimento, gerarchi dell’ideologia neoliberista, agguerriti sostenitori dell’euro e dell’Europa, che hanno firmato tutti i trattati (Maastricht 1993 e Lisbona 2007), hanno introdotto il Fiscal Compact e il conseguente Pareggio di bilancio in Costituzione nel 2012, vincoli di austerità che hanno massacrato l’economia italiana e minano alle radici un possibile ripresa economica.

I neofascisti di oggi non si sono accorti di niente? Non hanno capito che il Pd è un partito che collabora con lo straniero? Che sta svendendo l’Italia allo straniero, riducendo sul lastrico migliaia di famiglie, precarizzando a vita il lavoro dei giovani, smantellando i diritti democratici, abbattendo l’art.18 come fosse il grimaldello che servirà a demolire definitivamente lo Statuto dei lavoratori e i Contratti collettivi di lavoro, quando l’Italia è il paese che ha la differenziazione dei contratti atipici più selvaggia d’Europa.

Il Pd si caratterizza infatti come un partito di ispirazione nazionalista, come il Partito Nazionale Fascista (dove la nazione stavolta è l’Europa), autoritario (governa deputati semplicemente nominati, non eletti con le preferenze elettorali, quindi facilmente manipolabili), totalitario (domina tutti i mezzi d’informazione, perché il Pdmenoelle in questo momento è succube del Pdpiùelle). Tale partito, sostenuto dalle forze conservatrici quali Confindustria, (come il Pnf era sostenuto da industriali e agrari) è bensì molto reazionario e populista, e sul piano sociale tende a incrementare la discriminazione della società in classi, anzi sostanzialmente in due sole classi, l’1% di ricchi versus il 99% dei nuovi proletari, dopo aver smantellato la piccola e media borghesia. 

Mentre il Partito Fascista aveva lanciato una violenta offensiva squadrista contro i sindacati e i partiti di ispirazione socialista, causando numerose vittime, nella sostanziale indifferenza delle forze dell’ordine, anche il Pd ha premeditato da anni la strategia della dissoluzione dei sindacati, rendendoli complici del massacro sociale, concordato attraverso la concertazione. Ora i sindacati sono assolutamente impotenti di fronte alla demolizione dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori, ultimo baluardo a garanzia della certezza del lavoro, e non avranno dunque alcun potere contro le famigerate controriforme renziane. I sindacati infatti stanno vivendo una crisi storica senza precedenti, incapaci di impedire la dissoluzione della piena occupazione, sicura e indeterminata, inadeguati nel difendere la concezione del lavoro inteso come “diritto” e non come “favore”, in questo consiste la gravità storica del momento.

Un solo partito, appoggiato dai poteri sovranazionali che contano, sta gestendo il doloroso travaglio di una morente “democrazia liberale” verso una “oligarchia plutocratica”, rappresentata dagli ultimi tre governi e dal prossimo commissariamento della Troika. Un partito che si autodefinisce “democratico”, ma che di democratico non ha più niente, perché asservito direttamente all’interesse delle lobbies finanziarie euro atlantiche e della destra repubblicana Usa.
Il Partito “Democratico” sta infatti progettando tragiche pseudoriforme, che mirano alla costruzione di una società governata da oligarchie finanziarie, che poco si interessano di diritti, redditi, lavoro, cultura, previdenza, benessere sociale. Il nuovo modello economico imposto non mira assolutamente alla realizzazione della crescita economica, ma alla conquista di un bacino socio-economico da sfruttare attraverso tassi, interessi, mutui, balzelli medievali, che ricordano appunto il sistema verticistico feudale, dove un’oligarchia aristocratica guerriera parassitaria governava su tutta la società con l’aiuto del potere finanziario e usuraio.

Una sorta dunque di usurocrazia del potere finanziario, che attraverso l’imposizione di una moneta unica, ha demolito la sovranità monetaria, quella economica, ed ora sta demolendo definitivamente quella politica (Mario Draghi: “Gli stati cedano sovranità”). Ma se l’elettorato piddino, quello che ha creduto per lungo tempo cecamente ai mantra fideistici della propria parte, ha ora disertato le ultime primarie per la regione Emilia Romagna (hanno votato appena 55mila elettori, su circa 75mila iscritti), forse comincia ad avere qualche dubbio sulle numerose bufale che gli ha raccontato il suo partito affaristico liberista, forse comincia a capire che stiamo vivendo una tragedia di portata storica, di cui il Pd è diretto responsabile?

L’elettorato del Pd dunque non sa che il neoliberismo economico autoreferenziale, adottato dall’establishment mainstream europeo e di conseguenza italiano, punta proprio all’eclissi dell’intervento statale, con particolare riguardo alle liberalizzazioni e privatizzazioni (che favorirebbero il capitale privato), e che l’adozione delle politiche di austerity non hanno fatto che peggiorare i conti pubblici, aumentando il debito nazionale e deprimendo il Pil, con l’innesto di una tragica recessione?

Tragicamente miopi o peggio ancora criminose, appaiono infatti le scelte politiche del Pd, che stanno producendo la deindustrializzazione del paese, la strage della piccole e medie imprese (fiore all’occhiello economico dell’Italia fino a 8 anni fa), l’emigrazione all’estero di capitali, imprese e cervelli, la svendita di beni pubblici, gioielli tecnologici di stato come Finmeccanica, Eni, Enel. Ma le colpe attingono profonde radici nel passato. Dopo la fine del sistema di Bretton Woods 1971, Francia e Germania Ovest, iniziarono a spingere per la creazione di un sistema a cambi fissi tra i Paesi del vecchio continente.

“Agli inizi del 1978 inizia ad essere progettato il Sistema Monetario Europeo. All’interno del PCI vi sono posizioni diverse, ma in sostanza il partito esprime ben presto la propria netta adesione ad un sistema europeo che porti a cambi fissi tra le valute. Lo stesso fa la CGIL di Lama, nonostante siano chiare le conseguenze per i lavoratori che tale scelta comporta. Appare da subito chiaro che se un gruppo di Stati rinuncia alla flessibilità del cambio valutario, e quindi alla possibilità di operare svalutazioni/rivalutazioni, senza introdurre meccanismi di riequilibrio fra le economie in surplus e quelle in deficit strutturale, gli oneri dei necessari “aggiustamenti” ricadono tutti sui lavoratori degli Stati più deboli, chiamati ad accettare minori diritti, maggiore fatica e diminuzione del salario, al fine di tentare il recupero della competitività perduta in favore degli Stati più forti (si noti che la “virtù” degli Stati forti consiste molto spesso nella loro maggior capacità, rispetto ai partner più deboli, di mantenere bassa l’inflazione contenendo i salari e comprimendo la domanda interna, esattamente come fa ora la Germania). Tutto ciò era già perfettamente chiaro a tutti i principali attori politici che discutevano l’eventuale adesione dell’Italia allo SME.” (M.Badiale, F.Tringali, “La trappola dell’euro”)

Quindi era perfettamente chiaro da più di 30 anni che il vincolo esterno avrebbe provocato disastri, sia nel PCI che nella CGIL, è inutile che i loro diretti discendenti ora sgranino gli occhi basiti (Landini), facciano i contestatori fuori tempo massimo (Cremaschi), o gli oppositori interni al partito (Fassina). È inutile che fingano “Sturm und Drang” per l’art.18 (tsunami della precarizzazione), per il Jobs Act (controriforma dei mini jobs), per il Tfr in busta paga (risparmi fiscali per lo stato e strage per le Pmi).

Quando poi nel 1981 avvenne il “divorzio” fra Tesoro e Banca d’Italia, il fatto privò il nostro Paese della possibilità di finanziarsi il debito e mantenere bassi i tassi d’interesse, consegnandolo totalmente al mercato per cercare finanziamenti.

Insomma i ceti dirigenti italiani ed europei si avviavano sulla strada dell’attacco totale ai lavoratori, ai diritti conquistati, allo stato sociale, al settore pubblico dell’economia. Il PCI e la CGIL si trovarono quindi di fronte ad un bivio storico: difendere gli interessi dei ceti medi e popolari assumendo posizioni nettamente contrarie al processo di unificazione europeo (che vedeva proprio nello SME il suo fulcro), e avviare così uno scontro molto duro (e dagli esiti imprevedibili) con i ceti dominanti, oppure accettare supinamente le scelte dei ceti dominanti stessi, accantonando le condizioni poste al tempo della discussione sull’ingresso dell’Italia nello SME e proponendosi come forze di governo “responsabili” ed “europeiste”. Sappiamo bene quale strada hanno scelto. (M.Badiale, F.Tringali, “La trappola dell’euro”)

Di chi è la colpa? Crisi delle ideologie dunque, o egemonia assoluta dell’unica ideologia neoliberista dominante? Forse l’unica ideologia oggi esistente ha avuto la meglio proprio perché le altre hanno abdicato ai propri valori in nome dell’unico valore ammissibile nella società liquida, cioè il dio denaro. “Non avrai altro jeans al di fuori di me”, diceva un famoso slogan degli anni ’70, rabbiosamente sprezzato da Pier Paolo Pasolini, perché allegoria di un genocidio che stava avvenendo sotto la presbiopia degli italiani, allora sedotti per la prima volta dalla nuova cultura yankee dei Jesus Jeans: la fine della civiltà contadina e l’inizio di una nuova era fascisto consumistica.

Una nuova era che ha segnato il passaggio dal capitalismo della fine del ‘900 al neocapitalismo finanziario e globale dei giorni nostri, in cui è avvenuta una mutazione genetica della specie umana occidentale, e soprattutto della classe dirigente al potere. È nata infatti una nuova specie di casta politica, reversibile, double face, convertibile, cabriolet, buona per tutte le stagioni, destra e sinistra si confondono a tal punto che non sono assolutamente più identificabili.
Per di più si è realizzato anche un processo di spersonalizzazione del capitalismo finanziario, che simile ad una piovra assetata di sangue, come fosse uscito dal più orribile degli horror movie, sta divorando proprio la borghesia, classe sociale che è stata per secoli la sua diretta espressione sociale, favorendo solo la sua versione finanziaria, per cui ci troviamo finanzieri/premier (Monti), come nel medioevo governavano i vescovi/conti. La finanza usuraia, unica ideologia dominante, dopo avere per secoli appoggiato tutti i poteri esistenti e operanti nella società, ha oggi sostituito quei poteri stessi, riducendoli ad effimeri oggetti di vassallaggio (chiesa, politica, borghesia).

Infine dunque anche l’ “homo politicus” contemporaneo ha subito una sorta di metamorfosi, sottoposto a clonazione spersonalizzante, si è mutato in una “nuova forma di vita” docile e camaleontica, liquida e malleabile, arrendevole e conciliante, che ripropone attraverso una sintesi esplosiva l’essenza più profonda del totalitarismo globalizzato. Leitmotiv dunque del nuovo capitalismo finanziario? Dell’epoca più fascistizzata della storia dell’umanità? Dove il fascismo è diventato cibo quotidiano, ideologia partorita dalla stessa cultura occidentale, spalmata quotidianamente sui teleschermi tv, espressione adorante dell’unico slogan tollerabile: “Euro, non avrai altro dio al di fuori di me”.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

7.10.2104

Pubblicato da Davide

  • MarioG

    Riprendo a casaccio:

    “oligarchia plutocratica”….neoliberismo economico autoreferenziale,… ‘eclissi dell’intervento statale,..  liberalizzazioni e privatizzazioni … usurocrazia del potere finanziario, … ha demolito la sovranità monetaria, quella economica, … politica ..
    deindustrializzazione…

    e questo  contraddistingue l’EPOCA PIU’ FASCISTIZZATA della storia?
    Son consapevole che ormai il termine e’ usato al di fuori di qualsiasi connessione storica, ma anche qui il limite della decenza e’ stato bruciato.

  • spadaccinonero

    le teste di cuoio con la pettorina "rossa" rappresentano la vera faccia della sinistra italiana

  • GiovanniMayer

    Effettivamente Rosanna ha un po’enfatizzato alcuni concetti, ma vista la gravità della situazione ci può anche stare. Su quel "epoca più fascistizzata della storia" sono parzialmente d’accordo con te. Quello su cui non sono assolutamente d’accordo è che dopo tutto questo articolo, tutto sommato, ben fatto, che parla di problemi attuali, reali e molto gravi, tu riesca solo a criticare questo dettaglio quasi insignificante. Non ti sembra un tantino irrispettoso nei confronti della nostra amica e poco costruttivo ai fini del dibattito?

  • Rosanna

    Vorresti chiarirmi "i limiti della decenza"?

  • riefelis

    Si è vero, il Partito Demcratico è così, ma gli altri?
    perché vi soffermate solo sul PD?

  • Fernesto

    Ma perchè Bagnai non si è limitato a parlare di aree valutarie ottimali e svalutazioni competitive ? Che sono due cagate liberiste e turbocapitaliste , ma almeno sono gli unici due argomenti che conosce… Invece no… ha voluto strabordare e diventare un guro politico … e allora i suoi lettori per colpa sua parlano alla cazzo di "fascismo"… come lui fanno discorsi fascisti ( nazionalismo , interclassismo , plutocrazie ecc. ) e accusano il mondo interso di fascismo…

    @Rosanna Spadini , quella di Bagnai in psicoanalisi si chiama "proiezione" : lui sapeva benissimo che le sue uniche due ricerche di studio avrebbero calzato a pennello la media borghesia e le multinazionali italiane dell’export … e politicamente l’estrema destra nazionalista… è per questo che dal primo giorno che ha aperto il suo blog ha iniziato a mettere la mani avanti … a dare dei "fascisti" un pò alla cazzo a tutti …

  • Hamelin

    In Effetti paragonare un Nazional Socialismo ad una oligarchia plutocratica o al neoliberismo economico autoreferenziale è un po’ arduo… essendo antitesi evidenti .

    Probabilmente l’autrice ha utilizzato in maniera impropria il termine fascismo scambiandolo solo per autoritarismo totalitario .

  • MarioG

    Non volevo essere irrispettoso; si intenda "decenza" in senso figurato.
    Poi non intendevo certo criticarel’intero contenuto. D’altra parte serve
    a poco enfatizzare i punti d’accordo. Pero’ salta all’occhio
    l’insopportabilmente retorico e piu’ volte rimarcato parallelismo
    storico, tanto piu’ che (ma qui entra la mia opinione personale) secondo
    me e’ fuori luogo. Detto in breve: il Fascismo ritengo si connetta, a
    livello di espressione sociale, alla vecchia borghesia industriale che
    ha resistito in Europa fino alla II g. m. e che ha condotto uno scontro mortale con quella nuova di matrice americana L’autrice rileva l’avvicendarsi della nuova borghesia (forse in un senso un tantino diverso, vista la prospettiva temporale piu’ recente), ma poi connette tutto indistintamente con l’epoca piu’ fascistizzata etc.

  • MarioG

    Appunto! Non che sia l’unica. Solo che il creare confusione e amalgame improbabili non ritengo sia utile

  • GiovanniMayer

    Forse perché è al governo?

    Forse perché è al governo con politiche di estrema destra funanziaria e voti di sinistra?
    Forse perché dal ’92 ad oggi, quasi tutte le riforme peggiori e più dannose per i cittadini (una su tutte l’ingresso nell’euro) sono state fatte dal PD, solo o in compagnia?
    Scegli pure…
  • Hamelin

    Buon riassunto della recente storia Italiana e sul dove va questo sgangherato paese .

    Peccato non serva all’ elettore del PD come non serve ragionare con logica empirica con persone di fede mistica .

    Attendiamo la TROIKA per l’anno prossimo venturo poi si vedrà .

  • Rosanna

    Capisco la tua posizione, però non ti sembra che il "fascismo storico" non possa essere riproducibile in epoca postmoderna se non seguendo coordinate completamente mutate,  dato il contesto storico assolutamente mutato? 

  • GiovanniMayer

    Certo è che il fascismo vero, oggi presente, più che altro nei circoli di estrema destra e nelle forze dell’ordine (!), è sempre stato sfruttato, dalla borghesia (quella vera, non certo il fruttivendolo) come "braccio per limitare le istanze sociali del popolo. Quell’immagine, citata anche dal nostro amico spadaccinonero, è molto significativa.

     Comunque, da parte mia, condivido il contenuto dell’articolo
  • Truman

    Nel merito concordo con i commenti che precisano con attenzione le differenze tra il fascismo storico e ciò che succede oggi. Del resto la storia si ripete, ma non in modo esatto, diceva un ebreo di Treviri. Però l’analogia della Spadini mi trova visceralmente concorde: per anni e anni ho letto del fascismo, dell’imbecillità di gerarchi e galoppini del regime, del ridicolo di andare alla guerra con scarpe di cartone, degli italiani completamente rimbecilliti, il Duce che parlava con il suo sguardo fiero ed il popolo che si entusiasmava.

    Insomma c’era qualcosa che non riuscivo a comprendere razionalmente nel leggere i libri di storia dove rappresentavano un’Italia completamente rimbecillita dietro a Benito. Ma gli italiani ci credevano o recitavano? Si adeguavano o partecipavano? E come mai alla caduta del fascismo quasi tutti i fascisti sparirono da un giorno all’altro?

    Se accendo la TV vedo che tutti ripetono le parole dell’attuale duce, prospettandoci l’anno che verrà, il 2015, nel quale tutti saremo più ricchi grazie ai soldi della liquidazione in busta paga. E i fannulloni, non più protetti dall’iniquo art.18, dovranno mettersi a lavorare. Manca solo che dica “anche i muti potranno parlare mentre i sordi già lo fanno”.

    E allora l’Italia di oggi mi sembra spiegare il fascismo di allora, come il vecchio fascismo spiega l’oggi. Non è più molto strano né il vecchio né il nuovo. Gli italiani amano il potere ed odiano camminare sulle proprie gambe. A meno che non siano costretti dalle circostanze.

  • Rosanna

    I lettori di Bagnai, almeno quelli che si ritengono liberi di coscienza,  lo hanno salutato proprio quando lui ha fatto quelle alleanze politiche demenziali, per quanto riguarda le multinazionali dell’export non esistono, perché l’export favorisce il paese esportatore, vedi la Germania,  esistono invece le multinazionali dell’import, che guarda caso hanno provocato la crisi dell’euro,  vedi ciclo di Frenkel. 

  • GiovanniMayer

    Condivido anche questo.

    Non credo che Rosanna abbia abusato del termine fascismo solo perché "condizionata" da Bagnai (sul quale condivido la tua opinione al 100% +1).
    Comunque in generale (fascismo a parte) sono d’accordo anche con l’articolo.
  • MarioG

    Io vorrei solo richiamare a un minimo di concretezza.
    Si possono fare tutte le attualizzazioni che si vuole, ma dal momento che si ammettono contesti "completamente mutati" etc. alla fine il collegamento ha poco senso, arrivando, come sottolineato anche da altri, ad accostamenti paradossali. Sappiamo che fascismo e capitalismo variamente coniugato vengono per lunga consuetudine usati in area "sinistra" come sinonimi (non mi riferisco a lei in particolare). Ma non si dica che cio’ contribuisca alla chiarezza.

  • ottavino

    Con gli articoli di questa signora si vola… ma è un volo che non dura. E in ultima analisi, stressante.

  • GiovanniMayer

    Molto interessante e condivisibile il tuo punto di vista. Però, e non è certo una critica a te, ma all’andazzo dei commenti, l’articolo non è sul fascismo, ma sull’imbecillità politico-economica del PD che ci sta portando, anzi, ha quasi finito di portarci alla rovina totale.

  • GiovanniMayer

    Scusa Rosanna, ma quali sarebbero le multinazionali dell’import?

  • riefelis

    Premessa: non voglio assolutamente difendere il PD.

    Ecco due delle sciagurate politihe del PD:
    – precariato sul lavoro con il pacchetto Treu
    – UE, Euro, annessi e connessi.
    Due politiche poi portate avanti e attuate nella loro completezza da un’ALTRA COALIZIONE.
    Sul lavoro il Centro Destra ha apprvato la famosa Legge Biagi e anche ora nell’alveo della riforma dell’articolo 18, FI invova maggiore flessibilità, ripeto FI INVOVA MAGGIORE FLESSIBILITA’

    Il PD è una schifezza ma il Centro Destra lo è ancora di più

  • Hamelin
    A riguardo ho un annedoto che ti puo’ risolvere qualche arcano .

    Quando ero ragazzino in Riviera Romagnola ebbi una conversazione con un arzilla sessantenne .

    La signora sosteneva di essere comunista e parlando con lei mi ha raccontato che al tempo del fascismo secondo lei erano tutti fascisti in Emilia Romagna .
    Ma quando il fascismo fini’ male con la morte di Mussolini tutti diventarono "Rossi" e fermi sostenitori del comunismo .

    Questo mi chiari’ piu’ avanti nel tempo che fine avevano fatto i fascisti e a diffidare dal popolo Italiano sin da quando ero bambino .

    Quindi non mi stupisce piu’ di tanto la deriva del PD … Stanno ritornando alle origini .

  • Rosanna

    Sia chiaro che io non considero assolutamente equivalente fascismo e capitalismo, ma credo che un pensiero unico dominante,  quale è quello attuale, un’unica ideologia neoliberista,  divulgata in maniera massiccia e totalizzante da tutti gli organi di stampa,  cartacei e tv, non si sia mai verificato nella storia, in questi modi e in questi termini.

  • MarioG

    Ne convengo. D’altronde il totalitarismo e’ un mezzo. Direi che e’ un mezzo moderno, piu’ che un’ideologia moderna. Va di pari passo con la tecnica.

  • Rosanna

    L’interesse delle multinazionali è proprio quello di importare i loro prodotti nei diversi paesi del globo, o no?

  • Rosanna

    L’interesse delle multinazionali è proprio quello di importare i loro prodotti nei diversi paesi del globo, o no?

  • Rosanna

    La prossima volta non leggerli più e hai risolto il problema. 

  • Rosanna

    Scusa ma l’autoritarismo totalitario non è fascismo?

  • GiovanniMayer

    Mio nonno, buonanima, nato e cresciuto in una realtà à la "novecento" e poi deportato in Germania l’8 settembre mentre stava andando in montagna, si sta rivoltando nella tomba…

  • Rosanna

    Dove ho parlato di nazional socialismo?

  • GiovanniMayer

    Il centro-destra si comporta da centro-destra quindi, per uno di centro-destra non è una schifezza.

    Il centro-sinistra si comporta da centro-destra quindi, per uno di centro-destra non è una schifezza.
    Quale dei due dovrebbe fare più schifo a uno di centro-sinistra?…per non parlare di uno di sinistra!
  • GiovanniMayer

    Vuoi dire esportare?

  • Hamelin
    Purtroppo non comprendi che un aspetto di un fenomeno non puo’ essere identificato con l’intera e totale complessità del fenomeno stesso .

    Anche il Comunismo era un autoritarismo totalitario …

    Credi quindi che si possa dire che Fascismo e Comunismo siano stati la stessa cosa solamente perchè hanno avuto un elemento in comune ?

    Spero proprio di no…

  • MarioG

    Ma anche il comunismo, nel senso del socialismo reale e’ senz’altro totalitario (e non vedo come possa non dirsi pure autoritario). Ma ognuno obietterebbe che ci sono delle differenze fra i tre soggetti… Questo dimostra quanto intendevo poco fa…

  • Rosanna

    Prima legge dell’economia o legge della domanda e dell’offerta: le multinazionali straniere importano in Italia,  vero?

    Queste importazioni hanno rappresentato la prima causa della crisi. 
  • GiovanniMayer

    Il PD che, per quanto si provi a difenderlo (non qui, certo), è un partito di estrema destra finanziaria, è un cancro da estirpare. Purtroppo il lavoro più duro, quasi impossibile, andrebbe fatto su coloro ai quali il partito è stato rubato sotto il naso senza che neanche se ne accorgessero, mi riferisco a quelli che tutt’oggi (e me ne dispiace perché ne ho dei bei ricordi d’infanzia) fanno frittelle alle feste dell’unità con la maglietta rossa con disegnata la falce e martello. Provate a parlarci, riescono a difendere l’indifendibile a tal punto da voler far passare Renzi per comunista che sta facendo l’interesse del popolo…

  • GiovanniMayer

    Scusa ma se le multinazionali sono straniere esportano in Italia.

    L’Italia importa dall’estero i prodotti delle multinazionali straniere.
  • GiovanniMayer

    Aggiungo: non c’è una lobby in Italia che dica "importiamo il più pissibile i prodotti delle multinazionali estere (non citarmi Barnard perché non è una lobby e non dice così), ce n’è semmai una che dice "esportiamo il pii possibile i nostri prodotti all’estero" come ce ne sono all’estero che dicono "esportiamo i nostri prodotti in Italia"

  • MarioG

    Non so se e’ la prima, ma certamente alimentano la crisi, se servono semplicemente a rimpiazzare la produzione interna. Mi riferisco alla produzione di beni industriali, ma anche agricoli e alimentari. La causa prima, cio’ che ha reso possibile tale inversione di tendenza va forse ulteriormente chiarita

  • Georgios

    La tua osservazione avrebbe (ed in questo tipo di interpretazione ha) senso se cercassimo di definire il fascismo in termini della storia italiana. Perché e’ naturale che quando in Italia si parla di fascismo la mente torna al PNF ed al ventennio storico durante il quale governò.

    Ma se vieni qui a parlare di fascismo, la gente pensa subito all’occupazione nazi-fascista, al regime che seguì la guerra civile e al regime dei colonnelli. Tutte situazioni nelle quali nessuno ha cercato di teorizzare il fascismo e nelle ultime due lo ha pure presentato come soluzione "democratica per la difesa della patria". Per cui la gente qui (ma non solo qui) il fascismo lo ha relazionato con un regime duro, autarchico, opprimente e reazionario.

    Il "vostro" fascismo storico ha trascinato l’Italia in un disastro bellico. Il regime che avete (e abbiamo) ora non c’entra storicamente con il fascismo di Mussolini ma al disastro ci sta trascinando lo stesso. Ed esercita i metodi descritti poc’anzi con due variazioni: La prima e’ che lascia certi spazi di libertà (in un regime tipo PNF mai avremmo potuto scrivere qui articoli e commenti) per ostentare una parvenza democratica e perché non e’ arrivato ancora a destinazione: la completa privazione di ogni tipo di libertà. E la seconda variazione, quella più letale, e’ quella dell’esproprio delle nostre proprietà di ogni tipo in modo da renderci, più che proletari, dei veri e propri schiavi.

    Quindi non solo concordo con la definizione usata nell’articolo ma sento il bisogno di amplificarla: questa e’ l’epoca più fascistizzata della storia che non lascia alcun margine di sopravvivenza. Se non la si abbatte. Nel fascismo mussoliniano si poteva sopravvivere (guerra permettendo) se ci si faceva i fatti propri senza preoccuparsi molto delle varie "libertà". Ora non puoi più fare i fatti tuoi. Verranno a trovarti loro.

    E allora vedremo tutti il volto del fascismo che più fascismo non si può.

  • Rosanna

    Chi dice che le importazioni favoriscono il benessere di uno stato dice una gran cazzata. Un negozio che acquista molto più di quello che vende è destinato a fallire

    Come mai la Germania esporta molto?
     
  • Georgios

    Riprendo qui un mio commento-risposta precedente:

    La tua osservazione avrebbe (ed in questo tipo di interpretazione ha)
    senso se cercassimo di definire il fascismo in termini della storia
    italiana. Perché e’ naturale che quando in Italia si parla di fascismo
    la mente torna al PNF ed al ventennio storico durante il quale governò.

    Ma
    se vieni qui a parlare di fascismo, la gente pensa subito
    all’occupazione nazi-fascista, al regime che seguì la guerra civile e al
    regime dei colonnelli. Tutte situazioni nelle quali nessuno ha cercato
    di teorizzare il fascismo e nelle ultime due lo ha pure presentato come
    soluzione "democratica per la difesa della patria". Per cui la gente qui
    (ma non solo qui) il fascismo lo ha relazionato con un regime duro,
    autarchico, opprimente e reazionario.

    Il "vostro" fascismo
    storico ha trascinato l’Italia in un disastro bellico. Il regime che
    avete (e abbiamo) ora non c’entra storicamente con il fascismo di
    Mussolini ma al disastro ci sta trascinando lo stesso. Ed esercita i
    metodi descritti poc’anzi con due variazioni: La prima e’ che lascia
    certi spazi di libertà (in un regime tipo PNF mai avremmo potuto
    scrivere qui articoli e commenti) per ostentare una parvenza democratica
    e perché non e’ arrivato ancora a destinazione: la completa privazione
    di ogni tipo di libertà. E la seconda variazione, quella più letale, e’
    quella dell’esproprio delle nostre proprietà di ogni tipo in modo da
    renderci, più che proletari, dei veri e propri schiavi.

    Quindi non solo concordo con la definizione usata nell’articolo ma sento il bisogno di amplificarla: questa e’ l’epoca più fascistizzata della storia che non lascia alcun margine di sopravvivenza.
    Se non la si abbatte. Nel fascismo mussoliniano si poteva sopravvivere
    (guerra permettendo) se ci si faceva i fatti propri senza preoccuparsi
    molto delle varie "libertà". Ora non puoi più fare i fatti tuoi.
    Verranno a trovarti loro.

    E allora vedremo tutti il volto del fascismo che più fascismo non si può.

  • Laertino

    Dell’articolo trovo interessante, non tanto l’analisi della natura del PD, quanto il problema di una possibile dittatura futura.

    Non condivido, ma capisco la rabbia dell’autrice verso il PD, un partito che (falsamente), è stato presentato e vissuto come erede del PCI; anche da parte di chi era fortemente critico verso ogni cosa che poteva essere aggettivata come "comunista". Il PD è vissuto come un tradimento, dolorosissimo, verso quelle politiche in difesa dei lavoratori e dei giovani, rappresentate dal PCI.
    Ma questo partito, nato su posizioni radicalmente rivoluzionarie, con la segreteria di Amedeo Bordiga, con il Congresso di Lione, e la segreteria Gramsci, prima e poi, soprattutto, con la segreteria di Palmiro Togliatti, venne a formarsi come partito strategicamente riformista, e strutturalmente stalinista. I successivi segretari togliattiani, fino al socialdemocratico Berlinguer, altro non fecero che accentuare la direzione piccolo borghese del partito, fino a farne una forza anti-rivoluzionaria. Pur restando, nella mente dei militanti e nell’immaginario collettivo, un partito comunista. 
    Il PD è l’erede di questo partito fondamentalmente socialdemocratico, è di una parte della DC, quella cosiddetta "di base". Insomma, sommando due negativi, non si può avere che un negativo al quadrato.
    Sul discorso di un possibile regime dittatoriale, bisogna anzitutto dire che quella fascista non è l’unica opzione. Oggi lo strumento del fascismo, meglio ancora del nazifascismo è stato rimesso sul tavolo delle scelte politiche: Non mi riferisco tanto ai Le Pen, o ai Farage (con cui, non dimentichiamo, Grillo ha fatto un accordo politico), perché sono dei fascisti non fascisti: più Bottai che Starace, più orbace che manganello. Mi riferisco ai nazifascisti in Ukraina, che si sono inseriti prepotentemente nel governo e nelle forze armate, 
    Chi pensava che il nazifascismo era stato definitivamente sconfitto, si sbagliava: è una carta che può essere sempre giocata dalle potenze anglo/sionista, in piena crisi e in progressivo disfacimento.  
    Quello su cui vorrei focalizzare l’attenzione è il sempre più imperante sistema autoritario, mascherato da democrazia: la DEMOCRATURA. Un sistema politico che, salvaguardando una facciata da democrazia rappresentativa, trasforma le sue strutture in senso fortemente autoritario. E non solo in Italia: candidati non scelti dai cittadini ma designati dalle segreterie; un senato eletto da eletti; provincie guidate da designati dei partiti, ecc… Ma anche in Europa, dove un Parlamento eletto dai cittadini è privo di quasi tutti i poteri, concentrati in una commissione composta da gerarchi designati dai governi.
    Dopo lunghi ripensamenti, sono arrivato alla conclusione, che questa UE non è riformabile, non è sostenibile e, come tutte le cose che minacciano di caderci sulla testa, prima di ricostruirla dalle fondamenta, bisogna abbatterla perché completamente marcia. Naturalmente, senza UE delle banche e delle multinazionali, niente Euro neuropatico.
  • GiovanniMayer

    Su questo ne possiamo discutere in privato (come se non l’avessimo mai fatto) ciò non toglie che hai confuso l’import con l’export e che quindi hai parlato di fantomatiche ed inesistenti lobby dell’import, quando invece ti stavi riferendo alle reali e distruttive lobby dell’export, dette anche neomercantili. Distruttive perché? Perché fanno funzionare bene l’economia di un paese, non necessariamente il popolo, e loro tasche, a scapito della compressione dei consumi interni e dei salari per il proprio popolo oppure dei popoli che importano la loro roba. Come la Germania che è si ricca ma ha devastati l’Europa e ha stipendi stagnanti da più di 3 lustri…come confermi tu.

  • GiovanniMayer

    Alla fine è un problema di parole.

    Fascismo, capitalismo, neoliberismo, complotto giudoplutomassononsocosa, chiamiamolo un po’come ci pare, chiamiamolo "la cosa", giriamola come vogliamo, ma purtroppo anche quello che dice Georgios è amara realtà. 
  • GiovanniMayer

    Allora rispondo qui quello che ho risposto di là:

    Alla fine è un problema di parole.
    Fascismo, capitalismo, neoliberismo, complotto giudoplutomassononsocosa, chiamiamolo un po’come ci pare, chiamiamolo "la cosa", giriamola come vogliamo, ma purtroppo anche quello che dice Georgios è amara realtà.
  • GiovanniMayer

    Direi che concordo su tutto, ma soprattutto sul fatto che la UE non sia riformabile senza che prima non sia stata disgregata fino alle fondamenta.

  • GiovanniMayer

    Aggiungo: perché il marcio nasce proprio dalle fondamenta stesse.

  • MarioG

    Ritengo corretto, anzi naturale, che parlando di Fascismo uno si rifaccia alla storia italiana.
    Poi, con i dovuti distinguo uno si puo’ collegare a quella tedesca… etc, … a un certo punto puo’ arrivare al regime dei colonnelli o magari al regime di Pinochet in Cile, e cosi’ via.
    Ovviamente si deve essere consapevoli che si  fa il gioco del passaparola, e si comincia con cavoli per finire con diavoli.
    Praticamente non trova di meglio che affermare che il regime attuale c’entra col fascismo in quanto, parimenti, "trascina al disastro.
    Come dire, una conferma: "non vedo altro in comune".
    Esercita i metodi descritti con poche variazioni (??): lascia spazi di liberta’ (in tal caso non sarebbe neppure una variazione) ed … espropria le nostre proprieta’. Sembra una differenza mica da ridere. Volendo si possono trovare affinita’ storiche piu’ stringenti.
    La mia obiezione era comunque circosritta al tema principale
    dell’articolo che e’ di natura economica e in tale ambito eccepisco
    sull’inconsistenza di un certo parallelismo. E naturalmente sulla base
    di quella che fu la politica economica e sociale del Fascismo in Italia.
    Non del fascsmo sulla Luna o del  Fascsmo Eterno di quelche ideologo.
    Altrimenti ognuno usi le parole come gli pare.
    La splendida  conclusione  del commento lascia comunque ammutoliti.

  • MarioG

    Massi’, chiamiamola come ci pare. Chiamiamola anche Comunismo.
    Non va bene? Ma G. ha detto che ci toglono la proprieta’ privata…

  • MarioG

    Massi’, chiamiamola come ci pare. Chiamiamola anche Comunismo.
    Non va bene? Ma G. ha detto che ci toglono la proprieta’ privata…

  • MarioG

    Scusate, la ripetizione non e’ per rimarcare, ma mi era sparito il commento e quindi pensavo che non fosse partito…

  • GiovanniMayer

    Quando saremo così poveri da non poterci più permettere niente (e Georgios che scrive dalla Grecia lo sa meglio di noi) ci avranno tolto la proprietà privata.

    Mentre il socialismo la toglie quella dei servizi siciali e della grande industria, il neoliberismo toglie quella del popolo
  • alsalto

    cacchio quanti rossobruni caduti dal pero
    hehehe

    bell’articolo Rosanna, potresti scrivere di antice ricette bulgare risultando interessante.

  • alsalto

    mannaggia mi s’e’ scassata l’acca…

  • Georgios

    Per noi qui e’ storia non giochi di passaparola. Storia che cominciò con diavoli e finì con diavoli, non cavoli. E tutti i regimi dei periodi citati avevano una grandissima ammirazione per il fascismo italiano, specie per quello storico.

    Se trovi la differenza mica da ridere, aspetta e vedrai con quali metodi la attueranno. Metodi già collaudati nel passato anche se per categorie di cittadini circoscritte (mica tanto).

    Per quel che riguarda la politica economica e sociale del fascismo in Italia risparmiamoci le argomentazioni pro o contro. Limitiamoci sul fatto che non gli bastava l’Italia per attuarla. Forse perché da veri socialisti erano anche internazionalisti.

    Se non sei rimasto ammutolito da quel che succede in Ucraina e’ stato il mio commento a fare la differenza?

  • alsalto

    ipotizzare che i termini tendono nel tempo ad assumere significati totalizzanti che li relegano ad un’unico carattere?

    es. Cinico

    il senso cui si attribuisce non ha poi del tutto a che fare con l’origine presunta del termine.
    Vabbe’, Diogene di Sinope usava defecare in pubblico e perculare condottieri (alessandro magno) ma da qui al senso cui si vuol relegare un cinico moderno.

    Venissero rivalutati i principi della scuola cinica…..

    http://it.wikipedia.org/wiki/Scuola_cinica#Concetti_base [it.wikipedia.org]

    "fate i bravi, non vi scannate, vogliatevi bene ci penso gia’ io ad odiarvi"
    2014 circa, anonimo cazzaro monociliato felicemente calvo

  • oriundo2006

    Il ‘fascismo’ ha avuto come tutti i movimenti storici più di una faccia. Rimarcarne le ‘oscurità’ e gli aspetti ‘negativi’ applicandoli a ricalco sul presente mi pare veramente una forzatura…però ci può stare in un senso ‘teologico’, come una visione ed una pratica antiumana condotta in senso ‘elitario’ ed estremamente autoritaria giustificata sulla base della ‘religione di stato’ e connessa idea che il Duce fosse solo un gradino più basso di Dio Padre e tutti gli altri a scendere… Oggi questo posto è occupato da elites vetero e neo-testamentarie che si ritengono ‘giustificate’ dal medesimo principio negativo-teologico a fare carne di porco di chiunque si opponga loro, gli ‘eletti’ in possesso di poteri e saperi segreti e decisivi: e tutti gli altri sotto… Quanto al fascismo storico tutto ciò lo si ebbe solo in nuce e per brevi momenti, ma volti da subito come laica ideologia della supremazia della ‘stato assoluto’, incarnazione dello ‘spirito’ di hegeliana memoria ed i cui ‘servitori’ erano mondo da qualsivoglia conseguenza delle loro azioni perchè storicisticamente titolati ad interpretarne i voleri ed ad applicarli sulla massa del ‘popolo’ notoriamente incapace perchè vittima di un ‘ritardo’ storico ( che incongruenza con le basi ‘storicistiche’ ! ) di capire i suoi interessi genuini e dunque bisognosi ( come oggi ) di venir ‘indirizzati’ opportunamente … Del Noce ne rimarcò le affinità con il comunismo sovietico sotto Stalin: era invero lo ‘spirito dell’epoca’ che si faceva strada con queste aberrazioni…  Ma era all’epoca ideologia statalista e dunque assolutamente divergente da quanto accade oggi: la guerra fece poi il resto a condannarne la pretesa totalitaria sul pensiero umano. Ci sarebbe molto da dire su questo aspetto ideologico, a paragone del presente, con le sue affinità e le sue differenze sopratutto sociali a mio avviso. Oggi siamo in una situazione di capitalismo’ SENZA la borghesia al comando, essendo defunta la classe media post-bellica ed essendo sostituita da una aristocrazia finanziaria e tecnica, ‘coperta’ da politici di professione: ovvero imbonitori a soggetto e paraculi a bustarella. Negli anni ’30 si stava costituendo lo stato fascista senza la ‘borghesia’ ( notare la polemica antiborghese dell’epoca e ‘socialisteggiante’…) in Italia quasi inesistente ma in fieri attraverso l’ossatura burocratica e di mestiere che si stava formando. Insomma, là si ‘saliva’ qui si ‘scende’…Paragoni se ne possono sempre fare, insomma, ma quello che è erroneo è mettere sullo stesso piano orizzontale in tempi e soggetti diversi un fenomeno storico per derivarne una risultante univoca che ‘spieghi’ il presente: invero è trovare solo quello che già si è messo prima. Oggi sono all’opera forze differenti ed attori con punti di riferimento ideologici differenti: ci si può chiedere però se ‘l’ astuzia della ragione’ non li porti a fare i medesimi errori del passato, ovvero a sopravvalutare sè stessi e sottovalutare i propri nemici. 

  • MarioG

    Si tratta di ammutolimneti diversi.
    Pero’ ci stiamo allontanado troppo dal tema dell’articolo.
    L’Ucraina c’entra poco, ora

  • Georgios

    Tutta la gente si adatta. Non solo gli italiani. E’ una questione di "sopravvivenza" quotidiana.

    Con la fine della 2a GM, nel giro di un anno, gli ex partigiani greci si sono trovati divisi in due parti che per 3 anni si sono combattuti tra loro in una guerra civile sanguinaria. Ma non perché avevano delle differenze politiche o ideologiche tra loro. Infatti l’organizzazione di resistenza, l’EAM, in sostanza rappresentava tutti i greci, non c’erano partigiani di quel partito o parte politica e di un’altra come in Italia. Con l’occupazione tutti i partiti dell’epoca sono scappati tranne i comunisti che chiamarono il popolo ad una guerra patriottica, al di sopra di ideologie, contro gli occupanti.

    Sono state le scelte e le decisioni sia della parte dei governi (gente che durante la guerra stava in Egitto) appoggiati dagli inglesi, sia della direzione politica della resistenza (prevalenza dei comunisti) che con delle scelte volute dagli inglesi i primi e ordinate da Stalin i secondi (accordo Churchill – Stalin, la Grecia rimane agli inglesi), hanno trascinato il popolo alla guerra civile.

    Prima l’EAM ha demilitarizzato il suo esercito consegnando le armi, una decisione folle. Poi quelli che collaborarono coi tedeschi (ora parte dell’esercito nazionale) hanno cominciato la caccia ai "comunisti" che per la maggior parte non erano comunisti ma semplici patrioti. Alla fine parte degli ex partigiani finì per forza nell’esercito nazionale e parte si ritirò sulle montagne.

    La gente come singoli non può fare diversamente che adattarsi, ha famiglia, ha bisogno di lavoro etc. Può esprimersi in modo determinante solo organizzata.

  • Rosanna

    Certo che Comunismo non è per niente assimilabile al Fascismo, anche se sono regimi totalitari entrambi,  ma quando alcune componenti chiave di un regime richiamano molto da vicino quelle di un altro, anche se inserito in un’altra epoca, anzi proprio perché appartiene ad un altro tempo,

    le affinità profonde ci sono, quali: nazionalismo, totalitarismo, corporativismo, autoritarismo, controllo totale dei mezzi di informazione, esclusione di tutti gli altri partiti e soprattutto delle opposizioni, eliminazione dei sindacati di categoria, minculpop, educazione scolastica pilotata (gli insegnanti sono al 99% dei piddini), leggi elettorali truffa (Porcellum, Italicum), riforma reazionaria delle istituzioni …

    Non ti sembrano affinità ideologiche e strategiche?

  • Rosanna
  • Rosanna

    Ne convengo anch’io, ma mentre l’uso della tecnica può essere anche benefico, quando si tratta di tecnica utilizzata per esempio per fini chirurgici o di ricerca medica, quando mail il totalitarismo può essere altrattanto vantaggioso?

  • Rosanna

    Questo nuovo fascismo plutocratico globalizzato, ha acquisito certe strategie molto astute, nell’arco del tempo, quindi lascia una parvenza di libertà di espressione e di stampa, ma le opposizioni sono comunque escluse definitivamente dall’esercizio del potere,

    la libertà di stampa viene relegata nelle spelonche del web, la libertà di espressione viene emarginata come irrilevante dal frame ideologico dominante, la libertà politica viene elusa da brogli elettorali.

    E questo non sarebbe fascismo?

  • Rosanna

    Scusa ma il prelievo forzoso che cos’è? vedi Cipro. E un’imposizione eccessiva di tasse che costringeranno molti a vendere la loro casa, che cos’è?

    E i licenziamenti di massa che ti costringeranno a vendere i propri beni, che cos’è?

    Non è un attacco alla proprietà privata?

  • Primadellesabbie

    A me non riesce di separare il fascismo dalla retorica dell’eredità romana, che é stata il grimaldello che ha genialmente e, fino ad un certo punto misteriosamente, aperto gli animi al pensiero di tollerare, giustificandola, la torbida prepotenza dello squadrismo. Squadrismo che, dai raid punitivi del venerdì sera alla sostituzione forzata dei quadri esecutivi nei consigli di amministrazione, ha rappresentato il biglietto da visita di quel particolare totalitarismo.

    Ha fornito una prospettiva immaginaria rifacendosi ad un passato totalmente sconosciuto ai più, svelato ed imposto sulla lunghezza d’onda di un sussidiario scolastico, ed un’estetica circense ad un’impresa che non aveva prospettive ed era esteticamente ributtante. Ed ha funzionato!

    Noi siamo testimoni di un tentativo, o forse di una serie combinata di tentativi analoghi condotti usando il futuro al posto del passato. Il grimaldello questa volta é costituito dalla fiducia nella scienza economica e nella scienza tout court, che può causare qualche mal di pancia ma non può fallire, corroborata dalle immagini rassicuranti dei massimi protagonisti dei nostri giorni che vivono già disinvoltamente il futuro, dove faranno certamente entrare anche noi.

    Considerato questi parallelismi, il termine fascismo, usato qui, non mi é parso fuori luogo. E ho apprezzando alcuni colpi di genio come l’usurocrazia o la faccenda della mutazione genetica della specie umana occidentale o la spersonalizzazione del capitalismo finanziario che non mi sorprendono, ma mi divertono (scusatemi la leggerezza). 

  • Rosanna

    Scusa ma la storia non è mai simile a se stessa, soprattutto in epoca postmoderna, dove sono avvenute trasformazioni nel campo della tecnologia assolutamente straordinarie,

    l’informazione tv del grande fratello diffonde la vulgata neoliberista 24 ore su 24 per milioni di televisori, le opposizioni sono state escluse dall’esercizio del potere da leggi elettorali porcate (quali legge Acerbo),

    i sindacati non hanno alcun potere di contrattazione se non in aspetti irrisori, la tassazione eccessiva colpirà sempre di più il ceto medio, costretto a svendere i propri averi.

    Non è fascismo forse inteso in termini storici, perché noi abbiamo in mente quel tipo di fascismo che abbiamo conosciuto, ma è fascismo postmoderno.

  • Primadellesabbie

    "Considerati" e "apprezzato", nell’ultimo periodo. Scusate.

  • Rosanna

    "Oggi siamo in una situazione di capitalismo’ SENZA
    la borghesia al comando, essendo defunta la classe media post-bellica
    ed essendo sostituita da una aristocrazia finanziaria e tecnica,
    ‘coperta’ da politici di professione …
    quello che è erroneo è mettere sullo stesso piano orizzontale in tempi e
    soggetti diversi un fenomeno storico per derivarne una risultante
    univoca che ‘spieghi’ il presente: invero è trovare solo quello che già
    si è messo prima"

    Non è vero che manca la borghesia al potere, c’è un’alta borghesia finanziaria che governa la classe politica e che sta saccheggiando la piccola e media borghesia. Non può essre definita "aristocrazia finanziaria e tecnica", se no anche tu fai lo stesso errore di cui accusi me.

    Io poi non ho utilizzato il passato per spiegare il presente, ma ho fatto un’analisi comparata e contrastiva, affinità e differenze,  tra il fascismo storico e quello attuale postmoderno.

  • Kiddo
    E comunque l’elettore medio piddino è soprattutto profondamente ignorante.

  • Teopratico

    Sante parole.

  • GiovanniMayer

    Effettivamente anche a me ha fatto sorridere la casta politica cabriolet…ecco il nuovo Grillo!!! La Rosanna!!!

    (Battuta destinata a far sorridere chi sa perché è stata fatta)
  • Georgios

    Giustissimo.

    Non ti complicare il pensiero Rosanna. E’ fascismo. La gente lo capisce cosi. Lo sente sulla pelle, sui propri figli, sulla salute. E qui in Grecia, i fascisti che si proclamano ora dei patrioti, appoggiano il governo e le politiche dei loro padroni di Bruxelles fuori e dentro al parlamento. A conferma.

    Per cui hai scritto solo la verità. Ma talvolta la verità fa male.

  • Teopratico

    Ottimo articolo secondo me. Noto che le discussioni vertono sulla parola "fascismo", ed è giusto perchè le parole sono importantissime. Secondo me il senso dell’articolo anche in questo non è sbagliato, anche se sembra contradditorio certo, ma come si può spiegare la contemporaneità altrimenti? Rosanna parla di "epoca fascistizzata" ed è lì che va colto il senso del discorso, non sulle elite fasciste e nuovi gerarchi ( che comunque non c’è bisogno del lanternino per andarli a trovare e se aspettiamo che la crisi faccia il suo corso saranno sempre più evidenti e opprimenti), ma sulla massa fascistizzata che non plaude sotto il balcone o con l’orecchio alla radio, ma rimane ipnotizzato davanti la tv, le pubblicità, i gossip, le vetrine. Milioni, miliardi di balconi sono questi, questo è nuovo e peggior fascismo, perchè usare altre parole?

  • Rosanna

    Bravissimo Teopratico, hai colto nel segno, infatti nessuno ha sottolineato il titolo e la citazione a P.P.Pasolini, che è il perno dell’articolo, il vero fascismo è infatti il consumismo, l’informaziona falsata delle tv, la fine del giornalismo corretto, le bufale raccontate dai mass media, l’informazione di regime pilotata dagli spin doctors, le false flag,

    questo è il vero fascismo del terzo millennio, molto più subdolo e potente di quello storico, perché non basterà una guerra per eliminarlo, ma occorre una vera e propria rivoluzione culturale, praticamente impossibile in un occidente lobotomizzato dalle tv.

  • ottavino

    Invece mi diverto un sacco a vedere questi ragazzini che giocano a fare i politicanti, gli economisti, i geopolitici,…. un sacco!! D’altra parte andare al bar non mi piace ma l’energia è la stessa.

  • GiovanniMayer

    Evidentemente, mi sbagliavo, voluto o non voluto, il senso dell’articolo è il fascismo moderno.

  • Rosanna

    Allora siamo in buona compagnia … benvenuto !!

  • GiovanniMayer

    E qui torniamo al mio tema preferito.

    La cosa che più mi fa star male è proprio quella che hai detto, Rosanna, l’impossibilità praticamente totale della rivoluzione culturale.
    Ma cavolo, possibile che con le migliaia di persone che, scremate da tutte le piccole differenze,  in fondo la pensano così,  non si riesca a trovare una qualche soluzione, un qualche filosofo innovativo, un qualche leader carismatico, un qualche…boh…ma è mai possibile?
  • A-Zero

    Sono portato a figurarmi che fascismo e democrazia siano ormai delle
    fasi normali, sia alternate che anche contemporanee fra loro, come
    aspetti fenomenici dello stesso impianto di dominio che li genera.

    In
    fondo, il passaggio dal fascismo alal democrazia è stato un
    agigustamento del sistema di dominio e del mutamento del suo rapporto
    con il sistema produttivo.

    Oggi si è andati ancora più in là. Ad
    es. la Diaz e Bolzaneto sono riconoscibili dagli stessi ‘democratici’
    (parlo di coloro fra i sototmesis e gli esclusi che credono nella
    mitologia democratica) come sospensione in spazio-tempo della
    democrazia. Stesso fenomeno si riscontra ad esempio nella caposcuola dei
    regimi democratici, gli USA, in cui hanno fabbricato il concetto
    giuridico di "frozen area": se dico bene, quando in un sobborgo statunitense c’è una sommossa, un
    riot, quell’area viene sigillata appuno come ‘frozen’ ovvero uno
    spazio-tempo di sospensione delel guarentigie democratiche concesse dal
    dominio. E’ il pari del concetto di ‘zona rossa’.

    Ma non si
    esaurisce a questi aspetti fenomenici più evidenti. In realtà, grazie al
    concetto mitologico di democrazia (un imbroglio semantico e concettuale
    bell’e buono, diciamocelo) il potere riesce a modulare l’elargizione di
    diritti, le franchigie civili, in vari strati della popolazione nello
    stesso spazio-tempo. In buona sostanza, date lE società classiste che ci
    ospitano, è facile per i più poveri e gli esclusi (es. gli imigrati
    irregolari, i poveri autoctoni, i lavoratori maggiormente sfruttati)
    trovarsi spesso, o quasi sempre, in situazioni di soggezione fascista.

    Piuttosto
    si può rilevare un’ulteriore affinazione del dominio, tipica della
    tradizione italiana ma non solo, per la quale l’escluso, lo spossessato o
    lo sfruttato autoctono può servirsi dell’ideologia nazionalista per
    ricavarsi una nicchia di autonomia grazie a ideologie e pratiche
    guappo-fasciste e a strutturazioni nella base gerarchica della cosidetta
    ‘criminalità organizzata’.

    Da ridere, come se la vera
    criminalità organizzata non sia il potere stesso nelle sue vesti
    istituzionali (es. lo stato) o meno (multinazionali e poli
    capitalisici).

    Riguardo al PD, io come altri 3-4 anni fa avevamo preso a chiamarlo "Partito-Nazi-Democratico".

    Mentre del fascismo è stata avanzata negli anni passata la critica di valori ideologici quali "onore" e "nazione", per fare esempi, oggi con il Partito Nazi Democratico è peggio perchè alal base hanno il vecchio valore ideologico, maledetto, del LAVORO. Chi di voi è capace di criticare a fondo il perno ideologico del dio "lavoro"? Chi di voi è capace di criticare fino in fondo la religione produttivista e progressista delle sorti dell’umanità? Facile criticare il "dio denaro", e del restanteel pantheon razionalista modernista? Che ne facciamo? Ce lo continuiamo a bere ogni mattina con la colazione dei campioni? Siamo proprio sicuri che non sia stata la veglia della "ragione" a generare i peggiori mostri della cosidetta barbarie?

    E vogliamo dire qualcosa del prossimo partito nazi democratico partecipativo (sic!) venturo che ha come valore ideolgico fondante il "merito"? Sapete a quale nuovo partito alludo …

  • Rosanna

    Leggiti Pasolini, "Lettere luterane" o "Scritti corsari", il quale diceva 40 anni fa che la tv avrebbe imposto il vero fascismo culturale, dal quale sarebbe stato impossibile liberarsi.

    Io credo che lo si possa fare solo in maniera antidemocratica, ma comporta scelte molto pericolose, che porterebbero decisamente fuori carreggiata,

    oppure dopo lo tsunami dell’euro, abbastanza prossimo nel tempo, una rivoluzione istituzionale, ma toccheremmo un tasto dolente … quindi lasciamo stare

    gli intellettuali poi sono tutti morti stecchiti, oppure relegati nelle catacombe del web.

  • Georgios

    Mi e’ parso di capire che ci siano dei dubbi circa l’attacco troikano verso la proprietà privata (essere ottimisti non fa male alla salute basta che non si esageri).

    Allora ecco un aggiornamento di oggi dal fronte della guerra contro la proprietà privata in Grecia:

    http://www.imerisia.gr/article.asp?catid=26516&subid=2&pubid=113319050

    Traduco:

    Le famiglie sono minacciate con espropri di case per debiti verso le banche e il fisco, le imprese sono in ginocchio per debiti verso l’IKA e migliaia di piccoli imprenditori sono impossibilitati a pagare i loro contributi all’OAEE.

    In questo momento i debiti verso il fisco superano i 67 miliardi di euro. I debiti verso gli istituti previdenziali sono a 19 miliardi. I debiti verso le banche sono giunti a 77 miliardi. In totale un debito "mostro" di 163 miliardi cioè quasi quanto il PIL del paese che cortocircuita il tutto.

    Inoltre qui tradurrete questo eccezionale pezzo che neanche Orwell avrebbe pensato:

    http://www.capital.gr/tax/news_tax.asp?id=1993989

    Circolare del ministero della finanza (traduco i primi due punti)

    1. Viene aumentato da 300 a 500 euro il limite di debito verso il fisco per il quale non vengono prese misure di riscossione obbligatoria (confisca di valori immobili e di valori mobili) in mano al debitore.

    2. Viene stabilito il limite di debito di 50 euro sotto il quale non si effettua il prelievo forzato del rimanente di deposito bancario del debitore.

    Forse qualcosa non l’ho tradotto proprio giusto a causa del linguaggio un po’ specializzato ma credo il concetto sia chiaro.

    Ora, c’è qualcuno che si illude che per voi non sarà riservato un comportamento analogo?

    Intanto il primo vagone comincia a deragliare:

    http://economia.ultimoranotizie.it/francia-il-premier-valls-alla-germania-basta-austerita-attenti-a-come-parlate-al-sud-europa/

    Ma anche la locomotiva non e’ che vada proprio bene:

    http://www.4trading.it/articoli/42954/germania-produzione-industriale-in-crollo-

    Comunque secondo Euronews la Germania ha risposto picche alla Francia

    http://it.euronews.com/2014/10/07/bruxelles-bacchetta-parigi-verso-la-bocciatura-della-finanziaria-2015/

    Siamo una bella compagnia.

  • Gil_Grissom

    Come al solito le disamine della Spadini sono ineccepibili.

  • Rosanna

    Perfetto Georgios, se per qualcuno non fosse chiaro che questo è fascismo, potremmo anche mutare la definizione in nazismo, ecco forse il termine era più adatto.

    Li posto sul forum perché sono particolarmente interessanti. Grazie.

  • Ercole

    Brava Rosanna hai colpito nel segno ora il quadro è chiaro  questo forum è quasi totalmente frequentato da  simpatizzanti e nostalgici del defunto Benito un motivo in più per darci ulteriori stimoli….

  • GiovanniMayer

    Cercherò di recuperare Pasolini, ma se tu recuperi quello che ho scritto qui su cdc, sull’argomento, non so più dove, vedrai che anche senza Pasolini, critico fortissimamente la TV come la più potente arma della propaganda capitalista (o qualsiasi nome tu voglia dargli).

    Sullo tsunami euro hai ragione…lasciamo stare.
    Sull’antidemocraticità, ci sarebbe da approfondire, nel senso che la democrazia, alla fine della favola, se la sono inventata loro. Certo, non il nome, ma tutto l’impianto è il loro e batterli sul loro terreno non è per niente facile a meno di non essere 20 milioni. Fuori da quel terreno è impossibile, a meno di non essere un esercito – esercito – di almeno 3/4 milioni.
    1. Intanto la TV è accesa su "laeffe" c’è 1984…fanculo.
  • GiovanniMayer

    Io terrei fascismo perché qui di nazional non c’è niente a parte la devastazione e ancor meni di socialista. Ma sono solo nomi. Il casino è quando penso ai miei figli tra 20 anni…ma anche meno. Quando penso a me e mia moglie tra 20 anni, ma anche meno.

    Come diceva quella famosa canzone: …fuggire si ma dove…
  • Georgios

    Animo GiovanniMayer.

    Qui abbiamo un detto: i buoni ci stanno dappertutto!

    Vedrai, tutto andrà bene. E’ una promessa.

  • GiovanniMayer

    Caro Georgios,  non avendoti mai sentito dire una cazzata, voglio fidarmi e ti ringrazio.

  • alvise

    Hai concretizzato il mio pensiero. Non bisogna essere intellettuali per realizzare che stiamo vivendo una dittatura, la si chiami pure fascista. Se fossimo Polacchi la chiameremmo dittatura comunista. Ogni paese ha avuto le sue dittature, penso anche a quelle latino-americane. Quindi quando si ha la percezione di subire una dittatura, in italia è ovvio si pensi al fascismo. Un decreto legge (e quanti ne abbiamo dovuti subire, da monti a renzi) io lo interpreto come dittatura. Un decreto legge IMPONE, una legge democratica è invece discussa in parlamento, anche se conosco bene gli inciuci di palazzo. Proprio in queste ore l’articolo di Rosanna cade a fagiolo, con un renzi in cui gli manca solo la parola (come diceva una vecchia pubblicità), ME NE FREGO!!, e farebbe bingo. Di cosa se ne frega? Di una discussione democratica, sia con la CGIL (che conta come il due a cirulla, lo so), che con il parlamento. Ma renzi non ha detto ME NE FREGO solo in questo caso, lo ha detto anche ai dissidenti PD ed a molti dei suoi elettori, quando non furono d’accordo sull’abolizione del senato elettivo. Cosa gli disse? ME NE FREGO. Senza contare i "chi è?". Se questi non sono atti  fascistoidi, come devono esserlo perchè qualcuno quì lo ammetta? Che facciano bere l’olio di ricino con chi non è d’accordo col signor ME NE FREGO?Quindi è per questo che approvo il testo di Rosanna

  • Teopratico

    Grande Georgios! Quanto m’entusiasmano ‘ste frasi. Ecco che ci vorrebbe, non tanto ottimismo, ma fiducia, in se stessi in primis e nel numero di chi ha ancora una coscienza, di chi è ancora umano.

  • Teopratico

    Ma c’è forse una differenza, sotto un regime fascista di tipo storico non c’erano mezzi per opporsi, il sistema ti obbligava con la forza fisica ad esserne un mattone. Oggi il "consufascismo" non spiana le pistole in faccia a (quasi) nessuno, e visto che siamo liberi di fare quello che cavolo ci pare potremmo anche decidere di non consumare più, così da oggi a domani. Io l’ho fatto, ho cominciato dieci anni fa ed ogni anno ho eliminato qualche consumo partendo da quelli più dannosi, macchina e tv. Certo che ne sto pagando le conseguenze in termini di isolamento dalla massa, ma questo non fa che fortificarmi, il difficile sarà costituire un nucleo famigliare ma è una sfida che non vedo l’ora di affrontare per Dio, pare che chi ci ha un figlio debba per forza avere un Suv e consuamare (questo è un tema, quello dei bambini e del consumismo che andrebbe approfondito, ma io forse non ne sono capace). Allora dico io "Attenti!" perchè il tempo stringe, come dici tu, le libertà si stanno restringendo alle sole elites, il sistema va fermato ora o mai più, semplicemente bloccandolo alla base del suo funzionamento col libero arbitrio, ma per farlo bisogna ricucire i rapporti umani e questo il potere lo sa, lo ha imparato in Sud America forse, che prima di impoverire una società, va atomizzata.

  • Albertof

    Risposta che non fa una piega ..hai il dono di descrivere l’indescrivibile 🙂

  • GiovanniMayer

    E io, oltre ad approvare il testo di Rosanna e il tuo pensiero, approvo ancora di più le tue preferenze di giochi di carte che mi indicano che probabilmente viviamo molto vicini. 🙂

  • MarioG

    Non discuto su questo. Il sarcasmo era nella prima frase, non nell’ultima.

  • MarioG

    Personalmente non ho alcun dubbio sull’attacco alla proprieta’ privata. Che tuttavia definirei piu’ giustamente come attacco alla piccola e media proprieta’ privata. E mi pare che la differenza sia essenziale. Oltre agli esempi che porti tu, basta ricordarsi il caso Cipro, che e’ solo un assaggio.
    Ma per restare ancora piu’ vicino, io vedo in tale prospettiva anche tutta la nuova tassazione sulla (piccola) proprieta’ privata, in primo luogo l’abitazione!
    Anche se qualcuno si frega le mani perche’ pensa che sia l’agognata "patrimoniale" per i "ricchi".
    Diciamo, che siamo diventati i "kulaki" della Troika, tanto per ritornara alla vexata quaestio.

  • MarioG

    Non ho assolutamente fatto cenno a un giudizio su vantaggio/svantaggio, positivo/negativo.

  • pierodeola

    Mi sembra strano che l’ottima Spadini fra l’altro professoressa conosca la storia recente e non quella da poco passata.
    Se la sapesse saprebbe anche che l’8 settembre 1943 il fascismo è caduto e che i primi 1000 ebrei spediti in Germania da Roma sono partiti nel mese di ottobre
    con Roma totalmente in mano ai nazisti.
     La raffinata scrittrice citi una sola volta che il governo di Mussolini abbia consegnato ebrei ai tedeschi oppure rettifichi con dignità la balla che ha spudoratamente scritto.

  • Albertof

    assolutamente d’accordo. Sul sito della mmt, condivisibili o meno alcune loro teorie economiche, vi sono illuminanti e interessanti articoli sulla questione import-export.

  • alvise

    Caro GiovanniMayer, Sul concretizzare il mio pensiero, rispondevo a Georgios, ma va bene anche se mi mi fossi riferito a te, mi pare che si viaggi sullo stesso binario. Daltra parte non mi piace criptare il mio pensiero politico. Come anni fa ero elettore della sinistra, non ho di certo vergogna nel dire che sono Grillino.

    E non è che mi sia costato poco il capire ed abbandonare quello che non esiste più, ancora oggi il pensiero di quello che credevo e speravo mi causano una frustrazione, ma bisogna andare avanti. E quindi oggi ho un odio enorme verso quelli che mi hanno turlupinato con belle parole farcite di democrazia, uguaglianza.

    Purtroppo molti "compagni" non hanno aperto gli occhi, forse si sentono traditori verso invece chi li sta tradendo, compresi i nostri passati ideali. Oppure, e li capisco, chi non se la sente di sputare addosso a chi gli ha dato un lavoro, e sono TANTI. Oggi, e solo oggi purtroppo, intendo da qualche anno, ho capito da che gentaglia sia composta questa pseudo sinistra, oligarchica, didattoriale.Maledetto renzi e tutta la sua schiera di criminali

  • GiovanniMayer

    Esatto l’importante è essere sullo stesso binario. Comunque la mia risposta era più una battuta sulka cirrulla che, probabilmente pochi conosceranno qui. E comunque il due a cirulla ha un suo perché. ..specie se di denari…:) 🙂 🙂

  • Rosanna

    Carissimo, saggio e sapiente amico, come dici giustamente la deportazione degli ebrei da Roma avviene il 16 ottobre 1943, dopo l’8 settembre, però la "soluzione finale" ariva prima con un  telegramma riservatissimo indirizzato al
    colonnello Herbert Kappler, comandante delle SS a Roma,  con l’ausilio degli elenchi dei nominativi degli ebrei forniti dall’Ufficio Demografia e
    Razza del Ministero dell’Interno, stanno già organizzando il blitz del 16 ottobre. La burocrazia amministrativa era composta di funzionari ancora fedeli al duce. Non si passa da un regime all’altro nel giro di un giorno, hai ragione dal punto di vista storico (e non completamente per via di Milano), non politico. Quindi i fascisti sono stati COLLABORAZIONISTI, così come i piddini, per di più Milano entra nella giurisdizione della Repubblica di Salò e il treno per Auschwitz partiva da Milano.

    La "soluzione finale" per gli ebrei romani arriva il 24
    settembre 1943 con
    l’ordine da Berlino di "trasferire in Germania" e "liquidare" tutti
    gli ebrei
    "mediante un’azione di sorpresa". Il telegramma riservatissimo è indirizzato al
    tenente colonnello Herbert Kappler, comandante delle SS a Roma. Nonostante il colpo delle
    leggi razziali, gli ebrei a Roma non si aspettano quello che sta per accadere: Roma è
    "città aperta", e poi c’è il Papa, sotto l’ombra della cupola di San Pietro i
    tedeschi non oserebbero ricorrere alla violenza. Le notizie sul destino degli ebrei in
    Germania e nell’Europa dell’Est sono ancora scarse e imprecise. Inoltre, la richiesta
    fatta il 26 settembre da Kappler alla comunità ebraica di consegnare 50 chili d’oro, pena
    la deportazione di 200 persone, illude gli ebrei romani che tutto quello che i tedeschi
    vogliono sia un riscatto in oro. Oro che con enormi difficoltà la comunità riesce a
    mettere insieme e consegnare due giorni dopo in Via Tasso, nella certezza che i tedeschi
    saranno di parola e che nessun atto di violenza verrà compiuto. Nelle stesse ore le SS,
    con l’ausilio degli elenchi dei nominativi degli ebrei forniti dall’Ufficio Demografia e
    Razza del Ministero dell’Interno, stanno già organizzando il blitz del 16 ottobre.

    Comunque bravo.

  • BillyMartini

    Ottima analisi.

    Anche se concordo pienamente sulla "storia" dello sviluppo, e dell’ attuale attuazione del PD, direi piuttosto che il problema non e’ quel partito in se’, ma la degenerazione generale della cultura, che ha portato anche un partito che dovrebbe tutelare gli interessi del popolo, e persino i sindacati cosiddetti ‘dei lavoratori’, ad allinearsi coll interesse nefasto di poteri extranazionali ed elitari.

    Molto appropriatamente il tuo articolo e’ intitolato ad  una pubblicita’ dei blue jeans Jesus. Distruggendo la cultura di un popolo a cominciare dalle piu semplici cose, si arriva alla distruzione totale di principi morali, etici e sociali. Un popolo privo di cultura non ha capisaldi ai quali reggersi. Ed una volta che un popolo ha come cultura solo "l’ arrivare" (tipico insulto mortale Americano e’ dire ad uno che: "… sei un perdente!", come se vincere, o arrivare ad essere qualcuno, sia l’ unica cosa importante nella societa umana), lo si puo pilotare completamente e con poco sforzo. Vedi nel caso specifico leader farlocchi come Renzi e tutti gli attuali politici smidollati e disgraziati che ci ritroviamo. 

    Al giorno d’ oggi anche il piu sfegatato comunista o il piu determinato squadrista, balbetta nel sostenere le sue tesi quando gli viene opinato che queste vanno "…. contro l’ interesse del Mercato". Ormai il lavaggio del cervello e’ cosi totale e omnipervadente che tutti in diverse maniere sono convinti che il loro proprio interesse e’ in realta’ quello che conviene alle elite neo-feudatarie con brama di controllo completo del pianeta.

    Quindi il problema da affrontare non e’ abbassare o eleggere un partito piuttosto che l’ altro, ma combattere in ogni aspetto della nostra vita per la cultura, per il gusto del bello, per sostenere il giusto, costi quello che costi. E’ come lottare contro I mulini a vento, e cade giusto a proposito in questo sito.

    Lessi un articolo qui circa un anno fa, che si chiedeva come mai a Milano piu di un secolo fa ci fu una tale rivolta per l aumento del pane che fu necessario l’ intervento dell esercito alla guida di Bava Beccaris che sedo’ la rivolta coi cannoni. Ora ce ne fanno di tutte e di piu e nessuno ha la fermezza per ribellarsi. Come mai? I nostri vecchi, per eruditi o illetterati che fossero, avevano delle certezze culturali irremovibili. Ora invece se "il mercato" lo esige, o se l’ hai visto postato su facebook, forse vendere tua madre ai mercanti di cammelli potrebbe non essere poi una cosa cosi’ sbagliata.

    Dico solo come esempio che siamo arrivati ad accettare che negli asili e nelle scuole medie insegnino educazione omosessuale e transgender ai bambini. Se pensate che in questo non ci sia nulla di strano siete in stadio critico di ipnosi neo-liberista.   

    Signori, combattiamo per la Cultura, per il Bello e soprattutto per il Giusto; dopo di che ognuno avra’ la sua opinione. Destra, centro o sinistra si scazzeranno tra di loro come fanno da secoli, ma almeno riamarremo entro I confini della vita umana cosi come la conoscevamo.

    In ogni caso, essere un politico che si adopera anima e corpo per la distruzione capillare del suo stesso paese, suona come alto tradimento, passibile quanto meno di fucilazione. O sbaglio?

     

      

      

     

      

  • alvise

    ehehee. Si ma se manca l’asso non è niente. Ho scritto due della cirulla per non dire la solita frase banale – il due di picche, ehehehe. Sei ligure anche tu?

  • GiovanniMayer

    Belandi!

  • Teopratico

    Secondo me non sbagli in alcun punto.

  • GiovanniMayer

    Aggiungo, riguardo alle piccole cose con cui ci stanno, anzi, ci hanno cambiato la cultura, e visto che ci siamo quasi, avete mai riflettuto su quanto tempo ci hanno messo a farci credere che halloween fosse una nostra festa, addirittura con più valore del carnevale?

    È un problema serio, guardate che ogni bimbo nato negli ultimi anni, se non ha genitori responsabili, crede che halloween sia nostro patrimonio culturale.
    E così tutto il resto.
  • Rosanna

    "In ogni caso, essere un politico che si adopera anima e corpo per la
    distruzione capillare del suo stesso paese, suona come alto tradimento,
    passibile quanto meno di fucilazione. O sbaglio?"

    Non sbagli BillyMartin, condivido tutto quanto hai detto, anche tu hai fatto un ottimo commento. Purtroppo milioni di italiani non l’hanno capito, dovrà arrivare ancora l’8 settembre, allora forse qualcuno si risveglierà. Non credo però che dovremo aspettare ancora molto.