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“NOI GRECI ABBIAMO VOTATO ‘NO’ ALLA SCHIAVITU’, MA ‘SI’ ALLE NOSTRE CATENE”

DI MICHAEL NEVRADIKIS E GREG PALAST

OpEdNews.com

Non è una sorpresa che quasi un Greco su due abbia respinto in modo categorico l’assurdo e crudele programma di ‘austerità’ economica richiesto dalla Banca Centrale Europea in cambio di un prestito per pagare i creditori della Grecia. In questo modo, il popolo Greco ha superato quella che è stata senza dubbio una campagna di ‘paura’ senza precedenti da parte dei media nazionali e internazionali, dell’U.E. e della maggior parte dei nostri partiti politici.

“NOI GRECI ABBIAMO VOTATO ‘NO’ ALLA SCHIAVITU’, MA ‘SI’ ALLE NOSTRE CATENE”

Per quanto sia folle, pur avendo votato ‘NO’ all’austerità, sono molti i Greci che vogliono restare incatenati all’Euro, l’unica e sola causa delle nostre miserie.

RESISTENZA, NON CRISI

Prima di spiegare i motivi per cui è l’Euro la causa e l’origine di questo orrendo spettacolo a cui assistiamo, chiariamo subito una cosa: per tutta la settimana, i media di tutto il mondo erano grondanti di notizie sulla “crisi” Greca. E’ vero, l’economia Greca fa schifo, uno su quattro Greci è disoccupato, ma anche altre due nazioni dell’Eurozona, Spagna e Cipro, sono allo stesso livello di depressione e di disoccupazione. E più dell’11% dei lavoratori di sette paesi dell’U.E. – tra cui Portogallo e Italia – sono disoccupati.

Ma a differenza della Grecia, questi altre paesi sofferenti hanno tranquillamente accettato i loro ‘castighi’ di austerità. Sono tanti gli spagnoli che si sono rassegnati a fare per tutta la vita i camerieri sottopagati nei bar e a servire birra ai turisti inglesi di passaggio. Il Primo Ministro Spagnolo Mariano Rajoy, che ha da poco emanato un provvedimento che limita proteste e manifestazioni pubbliche, nel tentativo di controllare le masse insoddisfaste, si è unito al branco affamato di sciacalli che ha imposto alla Grecia queste ultime durissime misure di ‘austerità’.

La differenza tra queste nazioni accondiscendenti e la Grecia è che i Greci non ne possono davvero più.

Quella che i media chiamano ‘crisi’ Greca, di fatto è resistenza.

RESISTENZA VERSO IL NULLA

Ma è una Resistenza che va verso il nulla.

Per decenni, i Greci hanno subito governi corrotti e disonesti. Con la vittoria di Syriza tutto è cambiato. Ora il governo è solo disonesto.

Il nostro nuovo Primo Ministro Syriza, Alexis Tsipras, ha giustamente definito “ricatto” il piano di austerità. Tuttavia, prima del voto di Domenica scorsa, Tsipras ha detto alla nazione un sacco di balle. Ha detto che avremmo potuto respingere il piano della BCE pur continuando a mantenere la moneta Europea. Come? Questo non l’ha detto; fa parte di una manovra politica che il suo ministro delle finanze uscente Yanis Varoufakis definisce “ambiguità creativa”. Traduzione: in Greco ‘ambiguità creativa’ equivale a ‘stronzata’. Ci dispiace, Alexis. Se si vuole continuare ad usare la moneta del ‘Reich’, bisogna accettare anche il ‘Reichsdiktat’.

L’affermazione di Tsipras che la Grecia può mantenere l’Euro pur respingendo l’austerità, è pura follia. La realtà è che la Cancelliera Tedesca Angela Merkel, la Crudelia De Mon dell’Eurozona, ignorerà le grida dei Greci sanguinanti e ordinerà di mandar giù il boccone amaro dell’austerità – o perderemo l’Euro.

Ok, perdiamo l’Euro: e allora? La cosa migliore che potesse capitare alla Grecia, e che sarebbe dovuta accadere molto, molto tempo fa, è che abbandonasse l’Eurozona.

Questo perché è l’Euro stesso il virus responsabile dei mali economici della Grecia.

Difatti, il sadico programma di “austerità” è stato coniato nel metallo di questa moneta. Non stiamo scherzando. Uno di noi, Palast, economista di formazione, ha avuto in passato lunghi colloqui con il padre riconosciuto dell’Euro, il Prof. Robert Mundell. E’ importante ricordare l’altro piccolo bastardo generato più tardi dal compianto Prof. Mundell: l’ Economia dell’Offerta, altrimenti nota come “Reaganomics”, “Thatcherismo” – o, semplicemente – Economia Voodoo.

Il vero obiettivo dell’imposizione del’Euro era questo: distruggere lo stato sociale Europeo.

Per Mundell e i politici che hanno sequestrato il suo concetto di valuta, l’Euro era il vettore con cui infettare il corpo della politica Europea con la Reaganomics. Mundell ha visto un’ Europa dotata di Euro e libera da vincoli sindacali e governativi; un’ Europa in cui i voti dei parlamenti non avevano senso. Ogni nazione dell’Eurozona, non più in grado di controllare né il valore della propria moneta, né un proprio bilancio, né la propria politica fiscale, poteva competere solo attraverso le proprie imprese, deregolamentando e riducendo le tasse. Mundell ha detto: “L’Euro allontana la politica monetaria dalla portata dei politici“. Senza la politica fiscale, l’unico modo con cui le nazioni sono in grado di mantenere posti di lavoro è riducendo le norme in materia di commercio.

Ecco come funziona. Per entrare nella zona Euro, le nazioni devono accettare di mantenere i loro deficit a non più del 3% e il debito totale a non più del 60% del PIL. In una fase di recessione, questa è pura follia. Al contrario, il presidente Obama ha tirato gli Stati Uniti fuori dalla recessione aumentando il deficit a un incredibile 9.8% del PIL, innalzando il debito nazionale al 101%, dal 62% della pre-recessione. I Repubblicani hanno urlato e protestato, ma ha funzionato. Gli Stati Uniti hanno un livello di disoccupazione inferiore a quello di qualsiasi nazione dell’Eurozona.

Obama ha rimproverato i tormentatori Europei della Grecia: “Non si può continuare a spremere dei paesi in piena depressione”. Tagliare il potere d’acquisto porta solo a meno acquisto, che porta a ulteriori tagli del potere d’acquisto – una spirale di morte a cui assistiamo oggi nell’Eurozona, dalla Grecia, alla Spagna e all’italia – ma non in Germania.

Non in Germania”. Ecco il punto. Normalmente, una nazione come la Grecia potrebbe recuperare rapidamente dalla recessione indotta dal debito svalutando la propria moneta. La Grecia sarebbe diventata nuovamente una meta turistica estremamente conveniente e le sue esportazioni a basso costo si sarebbero impennate, aumentando rapidamente la competitività. Ed è proprio quello che la Germania non poteva permettere. La Germania ha attirato nell’Euro altre nazioni Europee, allo scopo di impedire loro di praticare prezzi inferiori a quelli della Germania nei mercati di esportazione.

Limitati dalla norma del disavanzo del 3%, l’unica risorsa rimasta per il debitori dell’Eurozona è quella di pagare lo scotto accettando le misure di ‘austerità’.

TSIPRAS NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Quindi ecco dove sono le menzogne di base. Tsipras dice ai suoi concittadini Greci che possono vivere in un mondo fatto di specchi, che possono avere tutti gli Euro che vogliono, e anche mangiarseli, se preferiscono; e che possono rimanere incatenati all’Euro ma fuggire dall’austerità.

La follia continua: dopo l’annuncio dei risultati ufficiali del referendum di Domenica scorsa, Tsipras ha twittato che l’elettorato Greco ha votato per una “Europa della solidarietà e della democrazia“, mentre l’ormai rassegnato Ministro delle FinanZe Varoufakis ha invece twittato: “Il posto della Grecia nell’Eurozona non è negoziabile”, sostenendo che non avrebbe mai permesso “l’unica alternativa” : un doppio binario dracma-Euro.

L’Euro-feticcio di Syriza era già evidente nelle sue proposte precedenti al referendum alla BCE e al FMI, un documento di 47 pagineche prevedeva 8 miliardi di Euro di nuove misure di austerità, più un nuovo ciclo di svendite delle industrie statali, il mantenimento per quest’anno di un avanzo primario del 1%, destinato ad aumentare nei prossimi anni, l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni e rendendo permanenti le tasse precedentemente “temporanee” per una popolazione già più che oberata. Nella sua proposta, Tsipras non faceva alcun cenno alla svalutazione del debito o al blocco dei pagamenti, nonostante il fatto che proprio la Commissione di Verifica del Debito del governo Greco abbia annunciato il 17 giugno scorso che la maggior parte del debito della Grecia sia illegale e ‘odioso’, e non dovrebbe essere pagato.

Invece, Tsipras ha appoggiato la proposta del FMI di ridurre il debito di solo il 30% e di un periodo di grazia di 20 anni, misure che equivalgono a …nascondere la polvere sotto i tappeti. La Grecia è già in un quadro di deficit esecutivo, il che significa che per raggiungere l’eccedenza del 1% annuale, SYRYZA deve tagliare, tagliare e ancora tagliare. Proprio come nel modello di Mundell e la sua Economia dell’Offerta.

RIFORME DI MORTE

Come Obama, Tsipras sa bene che il taglio delle pensioni, le privatizzazioni, la chiusura delle fabbriche e i tagli salariali – in altre parole, “l’austerità”, o, per usare un gergo più recente, “le riforme” – non è solo crudeltà, ma anche stupidità. In questo modo un paese in recessione lo si spinge solo verso la depressione.

E questa non è solo teoria. Nel 2010, la troika (BCE-FMI-CE) impose per la prima volta alla Grecia delle odiose misure di austerità. I Greci hanno visto precipitare le loro buste paga al 50% di quelle dei Tedeschi. Le pensioni apparentemente generose della Grecia sono state tagliate otto volte dall’inizio della crisi, mentre i due terzi dei pensionati ora vivono al di sotto della soglia di povertà. Tutto in Grecia viene svenduto, dai porti, agli aeroporti, alle lotterie nazionali e gli immobili demaniali, mentre continuano a chiudere scuole e ospedali.

E per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, è tornata la fame. In Grecia oggi si contano 500.000 bambini denutriti. Studenti che svengono per la fame o che muoiono di freddo nelle scuole che non possono permettersi di acquistare il carburante necessario, sono un fenomeno purtroppo sempre più frequente.

Questa crudele “cinghia stretta”, diceva la Troika, sarebbe servita a ripristinare l’economia della Grecia entro il 2012 (e poi il 2013, 2014 e 2015). In realtà, la disoccupazione è passata da un molto preoccupante 12,5% nel 2010 a un ancora più orribile 25,6% di oggi.

Oggi la Troika chiede più di allora e continua in questa politica disastrosa.

SCHIANTO CON L’AFRICA?

Nel frattempo, dopo il risultato del referendum che lo ha reso un eroe, il ministro delle finanze Varoufakis si è dimesso. Ironia della sorte, mentre da una parte non è mai riuscito ad approcciarsi nel modo giusto con i funzionari Tedeschi a causa del suo stile poco ortodosso, dall’altra è rimasto sempre ancorato al mito pro-Euro. Precedenti misure di austerità hanno proseguito sotto la sua supervisione. Per compiacere i folli signori dell’austerità, ha detto che avrebbe “cavato il sangue da una rapa” pur di rimborsare quanto dovuto al FMI – cosa che ha fatto a Maggio, quando con un decreto presidenziale ha razziato quel che rimaneva dei fondi del Tesoro Greco per ripagare il debito al FMI in scadenza in quel mese. Varoufakis è così sposato all’Euro dal dichiarare che la Grecia non è più in grado di stampare la sua vecchia moneta, la dracma, poiché tutte le macchine della zecca erano state distrutte quando il paese ha aderito all’Euro. In realtà, il governo di Atene è ancora in grado di stampare delle banconote: quelle da 10 Euro.

Nel frattempo, il nostro futuro si allontana. Un quarto di milione di laureati ha lasciato il paese. Non hanno scelta: la disoccupazione per gli under 25 ha raggiunto il 48,6%.
So che molti Greci, ciprioti, italiani e portoghesi hanno tutti una gran paura all’idea di lasciare l’Euro. A seconda dei sondaggi che si sceglie di ascoltare, la quasi-maggioranzao la maggioranza dei Greci desidera ad ogni costo restare nell’Euro. Ho sentito dichiarazioni isteriche da parte di cittadini Greci del tipo: “Non possiamo lasciare l’Europa!” – come se abbandonando l’Europa la Grecia rischiasse di rompere i confini con l’Albania e di precipitare giù verso l’Africa…

Sarebbe confortante sentire i leader politici dire in tutta onestà: “Lavoratori dell’Europa: unitevi! Non avete nulla da perdere, tranne l’Euro – e le vostre catene”.

Michael Nevradikis e Greg Palast

Fonte: www.gregpalast.com/

Link http://www.gregpalast.com/greeced-we-voted-no-to-slavery-but-yes-to-our-chains/

6.07.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Pubblicato da Davide

  • Maxim

    Tsipras ha vinto la campagna eletttorale affermando che la Grecia sarebbe rimasta nell euro , il noto referendum non era incentrato sulla scelta tra euro e ritorno alla dracma .
    Questi  scontenti dell euro  dovrebbero  creare un partito politico , farsi eleggere dai greci e poi uscire dall euro

  • FlavioBosio

    Mio nonno buonanima..

    Gran lavoratore mio nonno, operaio metalmeccanico di precisione (tornitore), uomo onesto oltre ogni limite al punto di rinunciare alla pensione di guerra perché secondo lui doveva esser data alle vedove ed ai grandi invalidi ed alla pensione Argentina di pochi spiccioli (come oggi 8 euro al mese), e sì diciamocelo fiero comunista!
    E poi ti leggo..
    «Sono tanti gli spagnoli che si sono rassegnati a fare per tutta la vita i camerieri sottopagati nei bar e a servire birra ai turisti inglesi di passaggio.»

    Palese e palpabile disprezzo per il lavoro di cameriere, sottopagato dice lei, ma sappiamo che i turisti inglesi sono sempre generosi con le mance (obbligatorie al 12,50% in England) il ché porta lo stipendio del cameriere ad essere correttamente rapportato alla produttività, più birre servi, più mance ricevi ed a fine mese potresti superare agevolmente lo stipendio di un operaio metalmeccanico..

    Ora mi chiedo, quand’è che i comunisti sono passati dall’essere il partito dei lavoratori al partito dei fighetti che schifano il lavoro manuale?
    O forse pensano che il lavoro sia un diritto e che li si debba pagare allo stesso modo se servono 2 birre a sera anziché 2000?
    Certo sono comunisti, non puoi pretendere che capiscano la differenza d’incasso tra 2 birre e 2000..

    «Quella che i media chiamano ‘crisi’ Greca, di fatto è resistenza

    Si, resistenza al lavoro ed alla produttività, loro vorrebbero un bel lavoro pubblico da parassita che gli consenta di passare la giornata davanti ad un PC tra Twitter e Facebook a stilare un rapporto sul tasso di crescita delle muffe nelle zone lacustri, ben pagato e senza stress..

    «Ma è una Resistenza che va verso il nulla.»

    Esatto, prima o poi vi toccherà lavorare anche a voi cari compagni di merende..

    «Per decenni, i Greci hanno subito governi corrotti e disonesti. Con la vittoria di Syriza tutto è cambiato. Ora il governo è solo disonesto.»

    Appunto, i Greci non i Tedeschi hanno votato quei governi, assumersi le proprie responsabilità no?

    «L’affermazione di Tsipras che la Grecia può mantenere l’Euro pur respingendo l’austerità, è pura follia

    Eppure la settimana scorsa eravate tutti in piazza a festeggiare la vittoria del referendum o sbaglio, il 61% di voi ha creduto alla follia fate voi.

    «Questo perché è l’Euro stesso il virus responsabile dei mali economici della Grecia.»

    L’Euro cattivo, lui vi ha dato i governi corrotti e disonesti, lui vi ha dato la disoccupazione, lui ha assunto statali fantasisti, lui ha sperperato a destra e a manca.

    Allora vi faremo un gran regalo a non darvene più, pensa quanto siamo buoni!
  • alexim

    Per un momento avevo sperato che Tsipras, dopo aver messo a nudo la pochezza e l’incoerenza dell’Europa, dopo aver reso evidente la vera natura di Draghi e della BCE, dopo aver manifestato la malafede della stampa non solo in Italia, e dopo aver ottenuto un mandato popolare praticamente assoluto, giocando una partita a scacchi (apparentemente) magistrale, tra incontri con la Russia, referendum e psicodrammi vari, avrebbe avuto la forza di portare avanti un nuovo tipo di accordo con l’Europa basato sulla crescita e non sul debito, oppure il coraggio di uscirne.
    E invece… il dinosauro ha scoreggiato un fiorellino.
    Forse non lo poteva fare a rischio personale, forse è un grande attore messo li a recitare un ruolo, forse è semplicemente in malafede. Chissà.
    Avanti con l’austerità.
    Viene quasi da pensare che Barnard abbia ragione, che fosse un copione già scritto.

  • Maxim

    una volta uscito dall euro che sarebbe accaduto ?
    la Grecia importa merci per un valore circa doppio rispetto a cio’ che esporta .
    Con cosa avrebbero pagato il petrolio , il cibo e via dicendo , con una dracma che non vale nulla o quasi ?

  • Rasna

    Non ho parole per quanto hai scritto. Devi essere uno di quelli per i quali il lavoro è l’unica forma di onore, perfettamente indottrinati da questo mondo moderno.

    Se i greci sono responsabili della corruzione del proprio paese tu lo sei in ugual misura non solo per la corruzione ma anche per l’asservimento alla troika del nostro paese in quanto votante e corresponsabile di quanto succede oggi in Italia.
    Critichi dei poveracci che hanno solo tentato di riprendersi le loro vite… ma tanto presto vedrai anche tu come si vive in Grecia oggi perché tanto fra non molto toccherà anche a noi.
  • mago
    Gente di altri tempi..ora la pensione la rubano..il bello comincia ora per Tsipras e per i Greci..diciamo che la troika ha pareggiato il secondo round…certo sta vincendo poi ai punti ma la partita non é finita…..
  • searcher

    Autarchia ed economia locale…l’unica del resto a cambiare le sorti non solo della grecia

  • Mattanza

    Sembravano dei Divi, veri…Ci si credeva un po’, viene da pensare che Barnard abbia ragione. 

  • pingus

    Tsipras ha fatto il meglio che poteva, nessuno mai e’ arrivato a tanto.
    Il cappio al collo si stringeva, e ha ceduto un attimo prima del soffocamento.
    La cosa non finisce qui ovviamente, ma come prima battaglia mi sembra egregia, anche perche’ la prossima tutto il gioco sara’ piu’ chiaro.
    Sapersi ritirare prima di soccombere non e’tradimento

  • Toussaint
    A volte sono raccolte più cose in un semplice titolo che in mille pagine. Questo merita di essere ricordato perché, con poche parole, descrive la situazione meglio di qualsiasi altra cosa:

    “NOI GRECI ABBIAMO VOTATO ‘NO’ ALLA SCHIAVITU’, MA ‘SI’ ALLE NOSTRE CATENE”

    Cos’altro?
  • idea3online

    Una settimana si diceva:

    Grecia, Tsipras: "Oggi la democrazia batte la paura".

    ma solo dopo  6 giorni si dice:

    "Oggi la paura batte la democrazia".

    però:

    Se l’atteggiamento della Grecia di questi giorni abbia fatto capire alla Russia che più che un alleato, la Grecia faceva parte di una mossa per destabilizzare la Russia. Se la Grecia in accordo con l’Occidente era in attesa di una proposta russa per destabilizzare la Bielorussia(elezioni a Novembre) in un conflitto interno con la Russia che di soldi e prestiti dalla Russia ne ha bisogno?

    Prima si siedono allo stesso tavolo, il Presidente greco fa una mossa spettacolare collaborando con Putin e sedendo ad una riunione con la cupola dell’Oriente.

    Fare una mossa così palese contro l’Occidente non lascia dubbi, la Grecia vuole ottenere due cose:

    1) o allearsi con l’Oriente
    2) o ottenere una ristrutturazione del debito con un taglio del debito drastico

    Nel primo caso offre vantaggi alla Grecia, nel secondo caso offre vantaggi alla Grecia.

    Però in base a quello che si sente e si legge, la Grecia non si trova in nessuna delle due strategie, anzi non seguire nessuna strategia probabilmente la strategia nascosta era destabilizzare Putin. Se così fosse il referendum ha giocato a vantaggio della Russia per avere potuto individuare il doppio gioco ed agire di conseguenza.

    Forse per questo ieri Putin è intervenuto dicendo:

    “Il signor Tsipras non ci ha chiesto alcun aiuto……”
    http://it.sputniknews.com/opinioni/20150710/726798.html#ixzz3fa4zFRrA [it.sputniknews.com]

    Oppure Tsipras sta lavorando per una strategia russa per logorare l’Europa.

    Di una cosa possiamo essere sicuri la Russia si trova nel mezzo di questa strategia, c’è da capire se la strategia attuale è a favore o era contro la Russia.

    O l’una o l’altra il referendum con circa il 62% di NO ha fatto uscire le talpe dal buco…..ed adesso alla cieca ognuna cerca di ritrovare la tana, perchè quello che stiamo vedendo non è una tragedia greca, ma degli attori che per colpa del popolo non ricordano più la parte del copione, probabilmente se avesse vinto SI, sapevano recitare meglio la parte perchè era il risultato della loro strategia.

    Se nei prossimi giorni si verificherà un taglio del debito greco capiremo che il 62% dei NO del Referendum ha avuto successo, ma solo un taglio del debito può bilanciare la mossa di Trsipras per essersi seduto con la cupola dell’Oriente e sfidare la cupola dell’Occidente.

  • FlavioBosio

    «un nuovo tipo di accordo con l’Europa basato sulla crescita e non sul debito»

    E come pensavano di fare "deficit spending" senza fare deficit?

    Tra l’altro la teoria keynesiana del deficit spending prevede investimenti produttivi in infrastrutture (strade, porti, aeroporti, dighe, ferrovie ecc..), non certo in sussidi elargiti a pioggia a fancazzisti pubblici.

    Non sta scritto da nessuna parte che dopo aver realizzato la ferrovia devi mantenere migliaia di dipendenti pubblici a vita nelle Ferrovie dello Stato, né nelle autostrade o in qualsivoglia altra azienda pubblica.

    Tagliare la spesa pubblica e tornare a fare politica sana non assistenzialismo in cambio di voti.  
  • FlavioBosio

    «Non ho parole per quanto hai scritto. Devi essere uno di quelli per i quali il lavoro è l’unica forma di onore, perfettamente indottrinati da questo mondo moderno.»


    Esattamente il contrario, il mondo moderno si basa sulla finanza fasulla, sull’assistenzialismo a pioggia, sul dare una divisa ed uno stipendio a tutti così staranno buoni, allineati e coperti e voteranno per chi gli da 80 euro al mese o il bonus bebé, in poche parole sul "Big Government".

    «Se i greci sono responsabili della corruzione del proprio paese tu lo sei in ugual misura non solo per la corruzione ma anche per l’asservimento alla troika del nostro paese in quanto votante e corresponsabile di quanto succede oggi in Italia.»

    Non sono un dipendente pubblico e non voto in FallitaGlia.

    «Critichi dei poveracci che hanno solo tentato di riprendersi le loro vite… ma tanto presto vedrai anche tu come si vive in Grecia oggi perché tanto fra non molto toccherà anche a noi.»

    Me lo auguro! 
    A me il lavoro non ha mai fatto paura a differenza di chi è consapevole d’essere un parassita e comincia a temere di ritrovarsi sbattuto fuori con lo scatolone in mano come i dipendenti Lehman Brothers .

    A quel punto e solo a quel punto saranno costretti a lavorare davvero anche loro.

  • FlavioBosio

    «Sapersi ritirare prima di soccombere non e’tradimento»


    Già ma non è da Spartani!

    Tutti sanno fuggire per salvarsi il culo quando sono in inferiorità numerica, ma solo gli spartani di Leonida hanno resistito fino all’ultimo uomo senza cedere di un metro ed è questo che ha salvato il culo ai greci, se 300 spartani hanno decimato l’esercito di Serse cosa avrebbero fatto 5000 spartani?
    Tanto gli bastò per convincerlo a tornarsene a casa prima di rimetterci l’intero esercito ed il collo.



     
  • SanPap

    Assolutamente d’accordo

    Se stai ad un tavolo devi "giocare" al gioco che si gioca in quel tavolo.

    Se non ti piace te ne vai e cambi tavolo; pretendere che tutti gli altri cambino gioco e si mettano a giocare al gioco che piace a te è velleitario; giocare al gioco che piace a te mentre tutti giocano ad un altro gioco è impossibile.

    Meglio cambiare tavolo, giocare un nuovo gioco e dimostrare agli altri che il tuo gioco è migliore di quello a cui stanno giocando.

    Difficile ? Certo.

  • Rasna

    "Non sono un dipendente pubblico e non voto in FallitaGlia."


    guarda che non votare equivale a lasciare che il partito più accreditato vinca… e chi è più accreditato di chi possiede le televisioni o flirta con la chiesa?

    neanche io sono un dipendente pubblico, lavoro per un’azienda americana e mi faccio il culo dalla mattina alla sera ma non per questo ho onore nel farlo. Lo faccio perché devo, non perché mi piaccia.
    Sui parassiti statali sono anche daccordo ma invocare il fallimento generale per vendetta si quei parassiti mi pare eccessivo.
  • adriano_53
  • RenatoT

    ma solo dopo il fallimento generale… potrebbe cambiare qualcosa.

  • FlavioBosio

    Invocare il fallimento generale le pare eccessivo…

    Premesso che ho un brevetto da paracadutista, alcuni da sub e sono anche un eccellente tiratore, preferirei un bel default ad una guerra civile potendo scegliere.
    E dubito dipenda da questo o quel partito…
    La matematica non ha pietá per nessuno.
  • Albertof

    Hai rotto le palle tu e i tuoi commenti sui dipendenti pubblici come se nel privato funzionasse tutto e fossero tutti onesti. Io sono un dipendente pubblico e non mi sento affatto un parassita della società. Ho sempre fatto il mio dovere e anche se potrei riempire una enciclopedia di difetti del dipendente pubblico ne potrei tranquillamente scrivere una seconda sulle disonesta del settore privato. Io vengo da una famiglia di contadini e prima di lavorare nel pubblico ho fatto tantissimi lavori "fuori" e non vi ho trovato nulla di meraviglioso, irripetibile e onesto, tranne sporadici casi. La verità è una sola: il mondo è fatto di persone e la maggior parte delle persone guarda solo ai propri interessi e non ha nessun scrupolo e arraffa tutto quello che può. Tu che lavoro fai? sentiamo. Io non arrivo a fine a mese con lo stipendio e non ho mai fatto 1 giorno di ferie, ne ho tempo e soldi per brevetti di paracadutista o altro. Sei patetico tu e i tuoi commenti a raffica.

  • FlavioBosio

    Nessuno le vieta di cambiare lavoro se non è soddisfatto di quello che fa no?

    O qualcuno la obbliga a fare il dipendente pubblico?
    Se lo fa evidentemente è perché anche lei stà arraffando tutto quello che può, fin che può, quando non potrà più arraffare dalle tasche dei taxpayers dovrà piegarsi volente o nolente a confrontarsi con le regole del mercato e della produttività, regole chiare, semplici e trasparenti per tutti, più lavori e produci e più guadagni..
    Che lavoro faccio io? 
    Un lavoro in cui non esiste l’illicenziabilitá ne l’arroganza di chi sa che non sarà mai punito.
    E si, con lo stipendio pago l’affitto ci mantengo dignitosamente moglie e figli ed a fine mese avanza sempre qualche spicciolo qua e la da mandare alla Münze Österreich, e di tempo ne ho in abbondanza visto che lavoro sei orette scarse al giorno, ma la soddisfazione di non essere un parassita pubblico non ha prezzo.
  • Albertof

    Ripeto e confermo e chiudo. sei patetico. comunque non si sa che lavoro fai, probabilmente sei l’unico al mondo che lo fa visto che non puoi dirlo per paura di essere individuato o riconosciuto. spero per te che a casa tua non prenda mai fuoco nulla oppure ti auguro di avere dei vicini molto altruisti, volenterosi e che amano rischiare la pelle per spegnerti l’incendio. Buona continuazione e mi raccomanda produci tanto e guadagna tanto perchè questa è la vera essenza dell’essere umano. puoi trasferirti anche in America dove ti fanno morire per un unghia incarnita se non hai prodotto e guadagnato a sufficienza.

  • Truman

    Esistono numerosi casi in cui il privato è un furto a tutti i cittadini e il pubblico è l’unico modo serio di rispondere ad un bisogno della nazione. Un esempio sono le scuole private, che rubano in vario modo il denaro dei cittadini, in disprezzo di una Costituzione scritta con il sangue.

    Ma anche il sistema sanitario privato è un furto ai cittadini. E’ un furto perchè in questo caso il privato è inefficiente ed il pubblico è efficiente. Non è difficile confrontare il sistema sanitario degli USA, uno dei peggiori del mondo per prestazioni fornite, con quello italiano, che costa molto di meno proprio perchè è pubblico.

    Fino a qualche anno fa il costo della sanità era intorno al 5% del PIL in Italia ed intorno al 15% negli USA. Poi abbiamo deciso di peggiorare le cose, muovendoci verso i disastri del privato.

    E sia ben chiaro che non difendo il pubblico in generale, ci sono casi in cui va meglio il privato, anche se tutto sommato al privato lascerei solo i lustrascarpe (si va beh, al posto dei lustrascarpe oggi ci sono altri mestieri).

  • Veron

    In effetti, restare nell’euro e illudersi che non ci sia più l’austerità è un sogno.