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NEL 1976 HO SCOPERTO IL VIRUS EBOLA, ORA TEMO UNA CATASTROFE INIMMAGINABILE

FONTE: RT.COM

“Non pensavo che potesse mai raggiungere questa portata”, ha detto in un’intervista al ‘The Guardian’ e al ‘Der Spiegel’, Peter Piot (nella foto), un membro del team belga che ha scoperto la malattia nel 1976.

“Ho sempre pensato che Ebola , rispetto all’AIDS o la malaria, non rappresentasse un grosso problema”, ha detto Piot, un biologo di Anversa che nel settembre del 1976 prese campioni di sangue da un infermiere belga, che era caduto vittima di un virus misterioso in Yambuku, un remoto villaggio nel nord dell’allora Zaire (ora Repubblica Democratica del Congo).

Quarantanni fa chi lavorava nel primo laboratorio al mondo che ebbe a che fare con l’Ebola non aveva nessuna particolare protezione. Gli scienziati di allora non erano consapevoli del fatto che avevano sotto i loro microscopi un virus altamente letale. Fortunatamente e, nonostante un certo numero di incidenti, nessuno s’infettò.

Altri studi vennero effettuati nei laboratori di altri paesi e furono gli scienziati del CDC di Atlanta a stabilire che si trattava di un agente patogeno ancora sconosciuto.

Piot partì per Yambuku come volontario e iniziò a curare i pazienti affetti dal virus Ebola. Anche se non sapevano nemmeno che il virus si trasmettesse attraverso i fluidi corporei, non contrassero la malattia.

“Abbiamo usato tute e guanti protettivi in lattice, mi prestarono un paio di occhiali da motociclista per coprirmi gli occhi. Il caldo della giungla non ci permetteva di utilizzare le maschere antigas che avevamo comprato a Kinshasa. Il mio strano travestimento sembrava spaventare i già debilitati malati.”, ha detto Piot, come riportato dal quotidiano britannico ‘ The Guardian ‘ .

Secondo il medico, la situazione di allora e di oggi hanno una somiglianza in comune: i medici non possono fare nulla.
Ma prima il problema non era così grave. Nel 2014 la situazione è peggiorata drasticamente.

“I focolai erano sempre stati di breve durata e localizzati. Ma questa volta, intorno a giugno, mi sono reso conto che questa epidemia presentava una differenza fondamentale.
Noi belga non siamo persone che si lasciano spaventare, ma devo dire che in quel momento ho cominciato a preoccuparmi davvero” ha confessato Piot. 










”Fin dall’inizio la storia di questa epidemia è stata caratterizzata da molteplici fattori esterni estremamente svantaggiosi. Alcuni dei paesi coinvolti erano reduci da conflitti civili devastanti, molti dei loro medici avevano lasciato il paese ed i loro sistemi sanitari erano in rovina. Nel 2010 in tutta la Liberia c’erano 51 medici e da allora molti di loro sono morti di Ebola”, dice lo scienziato belga.

Secondo il suo punto di vista, il fatto che l’epidemia ha avuto inizio nella zona di confine tra la Guinea, Sierra Leone e Liberia, densamente popolata e con popolazione estremamente mobile ha reso quasi impossibile identificare e localizzare le persone che erano entrate in contatto con gli infetti.

Un altro fattore è che i morti dovevano essere sepolti nelle loro città e villaggi, il che implicava che i cadaveri altamente contagiosi, attraversavano le frontiere in furgoni e taxi che poi venivano riutilizzati. Un altro motivo di preoccupazione, secondo Piot, è che il virus è arrivato in città come Monrovia (Liberia) e Freetown (Sierra Leone), dove è praticamente impossibile individuare i malati.

“Ecco perché mi preoccupo tanto per la Nigeria. In questo paese ci sono città come Lagos e Port Harcourt, e se l’Ebola iniziasse a diffondersi tra la popolazione sarà una catastrofe inimmaginabile”, ha continuato il medico. 

C’è inoltre un altro grosso rischio: la possibilità che l’epidemia possa raggiungere l’Asia. L’eventualità è data dal gran numero di indiani che lavorano nelle attività commerciali o industriali in Africa occidentale.

“Se solo uno di loro fosse infetto e ritornasse al suo paese durante il periodo di incubazione, e sconvolto si dirigesse in un ospedale pubblico… I medici e gli infermieri in India, spesso non usano guanti protettivi. Verrebbero immediatamente infettati dal virus. Allora si diffonderebbe in tutto il paese molto rapidamente”.

“Non abbiamo altra scelta che provare qualsiasi strategia, davvero qualsiasi. Sarebbe un bene che gli Stati Uniti e altri paesi cominciassero ad aiutare. Ma la Germania o il Belgio potrebbero fare molto di più. Una cosa però deve essere chiara a tutto il mondo: non ci troviamo di fronte ad un’epidemia ma siamo di fronte ad una Umanitaria (…) Un’epidemia catastrofica in grado di destabilizzare intere regioni. L’unica speranza che abbiamo è poterla tenere sotto controllo.Davvero non avrei mai pensato che saremmo potuti arrivare a questo punto “ ha concluso lo scienziato.

Fonte: http://actualidad.rt.com

Link: http://actualidad.rt.com/actualidad/view/142409-descubridor-ebola-catastrofe-inimaginable

5.10.2014

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di LUIGI FABOZZI

Pubblicato da Davide

  • Aironeblu

    Presto, presto, tutti a vaccinarci!!!

  • SanPap

    "Davvero non avrei mai pensato che saremmo potuti arrivare a questo punto"

    ma poi con un ritocchino qua, uno la, ci siamo riusciti; abbiamo brevettato il virus ed ora siamo pronti. Su su tutti a vaccinarsi.


    brevetto ebola

    http://www.google.com/patents/US20120251502 [www.google.com] 

  • Rosberg

    I campioni di sangue Piot li ebbe da un pilota della Sabena Airlines che li portò in aereo dallo Zaire, ed erano di un infermiera(donna) e non di un infermiere(uomo).

    Così dice l’articolo originale…..
  • esca
    Quarantanni fa chi lavorava nel primo laboratorio al mondo che ebbe a che fare con l’Ebola non aveva nessuna particolare protezione. Gli scienziati di allora non erano consapevoli del fatto che avevano sotto i loro microscopi un virus altamente letale. Fortunatamente e, nonostante un certo numero di incidenti, nessuno s’infettò

    Anche se non sapevano nemmeno che il virus si trasmettesse attraverso i fluidi corporei, non contrassero la malattia
    Oggi esistono moderni protocolli sanitari, certamente più severi di allora, entro i quali si muovono gli addetti ai lavori (non i rispettabili calzolaio o carpentiere ma personale si suppone altamente specializzato e preparato a manipolare agenti patogeni e pazienti infetti), eppure la situazione "sfugge" dal controllo e il virus è addirittura diventato quasi in grado di diffondersi col pensiero – ci fanno sapere, anche grazie alla furbata di mutare a piacimento. I conti tornano poco. Difficilmente La verità verrà svelata dai pappagalli a reti unificate, tantomeno dagli organismi nazionali o internazionali della salute, entrambi sorpresi più volte a forzare il quadro su questa o quella emergenza, per tirare acqua al mulino di turno, ordinare tonnellate di vaccini…

    Sarà, ma sebbene l’argomento malattie non sia la cosa più simpatica da affrontare, per quanto mi riguarda tutto sto polverone pandemia non distoglie l’attenzione nè diminuisce la gravità e la responabilità dalla ben congegnata rovina economico-sociale imposta alle popolazioni a livello globale.

  • GioCo

    Attenzione, arriva … l’imbecillità senza frontiere, si chiama terrore "lupo ulilì" e non ti salverai nemmeno dopo aver visto il nuovo catastrofico "pandemico" film grottesco alla "zombie contro tutti".
    Ma dove siamo, nella realtà o in un film horror di serie C?!

    A parte che l’articolo è sotto ogni profilo non commentabile. Questo virus che i manuali dettavano avesse una capacità infettiva del 100% con il 100% di morti (e con un paio di occhialetti da aviatore non infetta nemmeno i ricercatori?! Beh, rendiamo di moda lo steampunk!), cioè se ti infetti muori e ciao e se incontri un infetto di infetti muori e ciao, non è degenerato i due frazioni di secondo in pandemia con i cadaveri che giravano in taxi? Messaggio alla NATO: se non riuscite a contaminare tutti, usate le schie kimiche per Dio! Bisogna ridurci a insegnare al pentagono strategia militare?!
    Oppure forse, potremmo iniziare ad avere giustamente il dietrologico sospetto da soliti complottisti protocomunisti e altri -isti di variopinta propaganda neocon&co., che ci sia qualcosa che non quaglia in un tutta questa storia? Nooo, sia mai che accada, non vorrai essere poi declassato a protozoo dell’intelletto quantico! 🙂

    Possibile che chiunque "provi", ma che dico "accenni", ma che dico "fantozzianamente gesticoli", un minimo di critica a un evidente spietata campagna di condizionamento che non risparmia davvero niente che la moderna tecnofrenia consente per manipolare il consenso (e l’emozione) nel pubblico, debba trovarsi invariabilmente ostracizzato da una massa che con fatica, molta fatica, entra nel merito della notizia?

  • pierodeola

    Ho seri dubbi sulla credibilità di tale personaggio visto che ha scoprto anche HIV che non esiste.