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NEI PROSSIMI ANNI CINQUE MILIONI DI MORTI NELLE TERRE AVVELENATE DI CAMPANIA E LAZIO

DI ANDREA CINQUEGRANI
lavocedellevoci.it

…Passiamo alla seconda bomba (ma autentico tric trac per la melma mediatica quotidiana). L’ha lanciata con due interviste a Sky (e ad un paio di tivvù casertane) Carmine Schiavone, cugino del più noto Francesco, alias Sandokan. Tra una cifra e l’altra di morti ammazzati come noccioline nelle faide tra clan, si fa uscire una cifra rotonda: nei prossimi anni 5 milioni di morti nelle terre avvelenate di Campania e Lazio. Anche stavolta: strilli e titoloni su carta stampata? Altre tivvù a cercare di capirci meglio? Aule parlamentari in seduta permanente per far luce? Inquirenti, forze dell’odine e autorità di controllo a sirene spiegate? Sempre lo stesso, tombale silenzio. Un’omertà di Stato che più compatta non si può. Come se una colata di cemento – in perfetto stile mafioso – avesse cucito bocche, occhi e orecchie. Eppure Schiavone – in modo terribilmente crudo, fino a scivolare per certe parti nel grottesco – ne ha raccontate di tutti i colori. L’avvelenamento è cominciato più di vent’anni fa, ora la situazione è irrecuperabile – questo il tono delle sue frasi – ogni bonifica non serve ormai a niente, la gente muore, i tumori crescono ogni giorno, arriveremo a 5 milioni di cadaveri. Una guerra, un’ecatombe. E altre cifre dello scempio: a metà anni ’90 servivano 26 mila miliardi di lire, figurarsi oggi quanti, e per di più adesso inutili. La camorra ha comprato tutti, ha fatto affari con tutti, ha pagato perchè i controllori non controllassero e divenissero complici. Ha fatto i nomi di politici di prima e seconda repubblica, parlato di servizi deviati (come nel caso di Carmine Mensorio, il dc gavianeo atteso dai pm per una verbalizzazione bomba e “tuffatosi” dal traghetto che dalla Grecia lo avrebbe riportato in Italia: caso archiviato in un baleno dalla procura di Ancona come “suicidio”). Ha descritto (scivolando in una parodia alla Totò e Peppino) la sua passione per la facoltà di medicina e la sua abitudine a esaminare i “suoi” picciotti a caccia di esame facile, indossando il camice bianco con la complicità di baroni e accademici dell’epoca (ha fatto addirittura nomi, cognomi e cattedre interessate).

La cosa più incredibile è che Schiavone ha ora raccontato davanti a un microfono cose che aveva già cominciato a dire circa vent’anni fa. Agli inquirenti. E poi addirittura anche in commissione antimafia. In una verbalizzazione del 1996 in una caserma dei carabinieri del basso Lazio – riportata per ampi stralci dalla Voce circa un anno fa – Carmine Schiavone raccontava per filo e per segno zone di sversamento, quantitativi, indicava collusioni, complicità, faceva riferimento ad altri business, parlava di personaggi che solo dopo anni e anni balzeranno alla ribalta delle cronache giudiziarie (come l’avvocato pro Casalesi Cipriano Chianese), calcolava tangenti e mazzette, segnalava la somma globale che i clan potevano investire per i loro “soldati” e per comprare i silenzi. Parole al vento. Mentre gli sversamenti illeciti sono proseguiti a ritmo incessante. La stessa Voce, del resto, ha cominciato a descrivere i traffici di rifiuti super tossici fino dal fine degli anni ’80, dettagliando – per fare solo due esempi – i ruoli di Gaetano Vassallo (un altro che ha cominciato a verbalizzare davanti agli inquirenti solo qualche anno fa) e dello stesso Chianese (in combutta con Licio Gelli, visti i frequenti viaggi della band, in compagnia di Francesco Bidognetti, alias Cicciotte ‘e mezzanotte, in quel di villa Wanda, ad Arezzo). Fino ad un reportage del 2007, “Le nostre Seveso”, dedicato – tragiche cifre alla mano – alla morte annunciata (e parliamo di 6 anni fa) delle martoriate terre campane, che oggi va di moda chiamare “le terre dei fuochi”, e prima ancora “il triangolo della morte”.

Poche mosche bianche a raccontare quelle scomode, incredibili, dolorosissime verità. Un oncologo che per i più raccontava favole, Antonio Marfella (proprio oggi in audizione al Senato per dettagliare i numeri della tragedia annunciata), un colonnello dell’esercito toscano in pensione, Giampiero Angeli, le Assise di palazzo Marigliano, costola dello storico Istituto per gli Studi Filosofici fondato dall’avvocato Gerardo Marotta. Per il resto, una coltre di silenzio: tutto ok, tutto in ordine, secondo l’Arpac, costituita allo scopo di accertare la salute del territorio, nel tempo diventato un feudo mastelliano di collusione & coperture; tutto ok secondo la Regione, sia sotto il regno di Antonio Bassolino che quello dell’attuale governatore, l’ex psi Stefano Caldoro (al cui attivo anche i crac sanità e trasporti). E pensare che il registro-tumori in Campania (cardine per una lotta concreta contro il cancro, previsto e attuato praticamente in tutte le regioni del Paese) ha visto la luce solo qualche mese fa… Forse perchè ci vuole un registro da 5 milioni di pagine. Nere.

Andrea Cinquegrani
Fonte: www.lavocedellevoci.it
http://www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=630
10.09.2013

Pubblicato da Davide

  • Aironeblu

    Che tragedia. Il problema è che la contaminazione dei terreni non è un fenomeno visibile ad occhio nudo, e i suoi effetti si manifestano dopo lunghi archi temporali, quando ormai sono irrimediabili. Poco confronto al bombardamento di uranio impoverito che ha causato una catastrofe genetica a Falluja, ma quel poco, appumto, che basta a causare 5 milioni di vittime.

  • AlbertoConti

    5 milioni in Campania e Lazio. E il resto della penisola? L’acqua scorre nelle falde, alimenta le colture, la GDO scorrazza coi suoi camion da un capo all’altro della penisola. Sarà contenta l’INPS!

  • eleo

    Morti che non interessano a nessuno. Ma almeno chi ci vive lo sa?

  • miche1e

    Beh, se ci saranno 5 milioni di morti in Campania e Lazio, allora saranno 40 milioni in Italia!
    Nel frattempo, la vita media continua a salire. Vedremo…

  • teresa

    Dove possiamo vedere il reportage del 2007 Le nostre Seveso?

  • uomospeciale

    Chissà perché non mi stupisce affatto che il 95%, 98% di tutte queste discariche tossiche a cielo aperto le hanno fatte nel sud dove per decenni si è potuto andare avanti e indietro con milioni di camion seppellendo merda tossica nei terreni certi del complice silenzio della popolazione, non solo delle istituzioni.
    Popolazione da sempre costituita per la stragrande maggioranza da persone conniventi con gli inquinatori, interessate pure loro a mettere tutto a tacere, o al massimo di gente che si fa gli affari propri e di tutto il resto se ne strafotte alla:
    “Niente sacciu e niente vidi “, per intenderci………….. E allora? Di che cosa si lamentano oggi?
    Dovevano pensarci 30 anni fa invece che dire a milioni:
    “Niente sacciu e niente vidi ”
    Chissà perché invece, scandali e scempi ambientali di queste proporzioni non sono neppure ipotizzabili in paesi o regioni civili……….
    Provatevi voi a seppellire merda tossica in trenino, in Austria, oppure in svizzera dove ti basta buttate una carta o una cicca per terra per vederti fermare e spesso insultare quando non addirittura minacciare in malo modo, da 4-5 persone minimo.
    Figuriamoci poi se se vi presentante con un camion buttando immondizia e rifiuti vari in mezzo ai campi…………… Se la popolazione locale non vi impicca al primo lampione o non vi lincia ancora prima dell’arrivo della polizia, potete dire di essere già stati molto, fortunati.

  • Kiddo

    Triste ,ma vero.