Home / ComeDonChisciotte / MORIRE IN GRECIA NEL 2015
14509-thumb.jpg

MORIRE IN GRECIA NEL 2015

DI PANAGIOTIS GRIGORIOU

okeanews.fr

Il tracollo era cominciato poco prima della crisi: la clientela del piccolo negozio di tabacchi e giornali, peraltro in una buona posizione, si riduceva progressivamente. Un cambio di attività si imponeva. Investimento sbagliato, pessimo calcolo, il negozio che sostituì il tabacchino non ha mai funzionato. Si ritrovarono perciò senza lavoro e senza risorse: lui, sulla cinquantina, vecchio anarchico da salotto, lei, anche sulla cinquantina, nata nella bambagia, come si suole dire in Grecia per parlare di coloro la cui infanzia e adolescenza si sono svolte nell’ambiente dolce di una famiglia della piccola borghesia. Lei è una mia amica.

Ci eravamo persi di vista ed ecco che le nostre strade si rincontrano di nuovo. Ora però non c’è spazio per le smancerie. Il negozio è chiuso, gli amici non hanno più di che vivere, e benché la mia situazione non sia proprio florida gli porto sempre qualcosa quando vado a trovarli nell’appartamento che hanno preso in affitto, perché il loro è stato pignorato dalla banca.

Iniziano a vendere tutto quello che hanno, benché non sia molto: c’è sempre gente che approfitta delle disgrazie altrui, ma è questo che vi da un tozzo di pane quando non avete nulla da mangiare. Ovviamente la situazione va peggiorando.

Ha sempre avuto un pessimo carattere… Lei, permalosa… Si esaspera, divorzia nella sua testa, poi lo perdona…
Tornano all’appartamento pignorato (la banca non sembrò spendersi troppo per recuperarla). In un amen non c’è più elettricità: la compagnia si è ripresa il contatore, ci vorrebbero attorno ai 600 euro per rimettere la corrente nell’appartamento: impossibile. Ne vengono fuori grazie a una lampada portatile che il vicino gli affitta a 20 euro al mese. Tre prese: una per la radio, una per la lampada da campo, e una perché «non si sa mai». Più avanti, non ci sarà più neanche questa lampada.

Lui se ne va, non da più notizie, riappare bruscamente, regna l’incomprensione totale, nessuna pietà l’uno per l’altra: vivere in queste condizioni cambia tutto, compresa l’umanità…

Vanno avanti così per due anni. Lei perde poco a poco i denti – non ha modo di pagarsi un dentista e la gengivite le distrugge la bocca, fa male, ha dolori ovunque, per ragioni diverse, senza contare la menopausa che le mette i nervi a fior di pelle.

L’altro ieri lui s’è n’è tornato, tutto dolce come un cane che l’ha fatta grossa e ne è consapevole. Non si sa dov’era, né con chi, né come viveva. Tanto peggio… Il giorno dopo si sente male, un dolore al petto, un altro alla schiena, la nausea e il vomito. «Mi sarò preso un virus intestinale, non è niente». «Bisognerebbe andare all’ospedale, va avanti da troppe ore, sei disidratato!». «E dove vuoi che vada in questo stato?!».

Le dice di andare a dormire: sono più di 24 ore che si occupa di lui, è stanchissima. Va a dormire, al buio. Sprofonda in un sonno scuro. È il silenzio che la sveglia, due ore dopo. Un silenzio pesante. Va nell’altra stanza: lui è lì, ma è tutto buio e lei non vede nulla. Soprattutto non sente nulla: non c’è più quel leggero respiro. Accende una candela. Lui è sdraiato sul letto, la bocca aperta, le mani strette al petto, gli occhi aperti e vuoti…

È morto, così, come un cane, a 57 anni. E nessuna ditta di pompe funebri se ne prenderà carico se non si pagano 1200 euro sull’unghia. Vien da ridere… Perfino gli agenti di polizia sono indignati, e gli ospedali si rifiutano di venire a prendere il corpo (non si fa uscire un’ambulanza per un morto, ormai si fa molto raramente negli ultimi tempi). Fortunatamente ci sono ancora esseri umani: un ex datore di lavoro (imprenditore delle pompe funebri) si fa carico di tutto, compresa l’autopsia che fa fare (e paga) nel caso in cui non ci fosse un medico di famiglia per fare il certificato di decesso.

Dopo l’autopsia è subito sepolto, senza messa, senza prete. In ogni caso, non li poteva vedere. Lei non è andata al funerale: non ne aveva il coraggio, e in ogni caso non aveva più senso.

Le ho preparato una cioccolata calda. Le ho raccontato stupidaggini per farla ridere. È una mia amica d’infanzia, ma è vecchia… nell’anima.

Ecco cos’è morire il Grecia, nel 2015. Sentirsi morire. Sapere che si sta morendo ma non sentirsi in diritto di andare all’ospedale. Spegnersi in un appartamento senza elettricità, senza neanche un lenzuolo per coprire il corpo. Se ne è andato con la sua trapunta.

PaNagiotis Grigoriou

Fonte: www.okeanews.fr

Link: http://www.okeanews.fr/20150305-mourir-en-grece

5.03.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura d MARTINO LAURENTI

Pubblicato da Davide

  • clausneghe

    Bah, almeno non ha sofferto. Passato dal sonno alla morte, senza disturbare nessuno.

    Invidiabile. Sempre meglio che finire torturato dai chirurghi o dai medici o peggio ancora finire i propri giorni in un ospizio con le badanti feroci..
    D’altra parte, nemmeno la ricchezza salva la vita, o meglio la salva solo "temporaneamente",
    però salva i denti, che è già qualcosa
    Grecia o non Grecia, Banksters o non Banksters bisogna morire. Alla lunga moriremo tutti.
  • lucamartinelli

    Sante parole!

  • jorge

    Bravissimo ! Da "Il lavoro rende liberi", siamo passati a "La morte rende liberi".

    Se la pensiamo così siamo già morti. Uomini o ectoplasmi: "that is the question".
  • Blackrose4400

    VERGOGNATI CLAUSNEGHE (per il commento sopra)!!! Prima o poi bisogna morire dici?! Non era quello il fine del posto sopra. Spiegava realmente cosa questa crisi può portare, e ti garantisco che quando succederà a te, perche succederà a tutti, forse non ti ricorderai di questa triste storia, ma la solitudine che proverai sarà il prezzo che per la tua indifferenza e insensibilità. 

  • clausneghe

    E perchè mai dovrei vergognarmi?

    Ho solo detto la verità, a 58 anni posso permettermelo, o no?
    Vieni tu rosa nera a insegnarmi la vita?
    Certo che ho capito il messaggio del "posto" di cui sopra e in più ti faccio una confidenza: Io oltre che essere coetaneo del tipo Greco, sono pure disoccupato e senza soldi.
    Mia moglie pure perde i denti, io li ho già persi.
    Ma non ho paura della morte come voi mammolette..
    Anzi sarà una liberazione, questo era il senso del mio sfacciato intervento. Ciao.
    p.s. Ricordati che si muore soli, tocca a te e a nessun altro, quando è il tuo momento.
    E come disse il tale, la Morte è l’unica cosa interessante che capita nella vita di un uomo.
    Contento?
  • Tanita

    Con questa tua attitudine, non c’e da sorprendersi che i bankster vi stiano rubando tutto.

    Si vive o per vivere (e lottare, creare, gioire, ecc, anche essere sconfitti) o si vive per morire.

    Chi vive per morire, la morte grigia se la merita. Peccato peró. Mio nonno il partigiano, mio padre l’anarchico, entrambi italiani, mi avevano dato un’altra impressione dei connazionali.

    Triste vedere il bel sud d’Europa cosí rassegnato.

  • clausneghe

    Tanita, parli delle mie attitudini ma in realtà non conosci nulla di me.

    Hai una impressione totalmente sbagliata, su di me.
    Io sono un guerriero e per questo posso permettermi di ridere in faccia alla morte.
    Tu e altri lo scambiate per cinismo e resa, ma non è così. Ciao.
  • Tanita

    Meno male, caro amico, meno male!

    E’ ora di reagire, in Europa.

  • Blackrose4400

    Se quanto affermi è vero, ti chiedo scusa. Non è la morte che mi preoccupa. Io dico sempre che si nasce soli, si vive soli e si muore soli. Semplicemente quando viviamo incontriamo persone che nascono, vivono e muoiono sole. Un altra cosa che so di per certo è che la morte è il momento più importante della vita di una persone. E credo anche all eaistenza del carma, e quindi ci sono situazioni in cui ci si può trovare che non per forza dipendono dalle azioni di questa vita.Detto questo io mi indigno sempre e comunque quando vengono perpetuate delle gravi ingiustizie contro chiunque in qualunque parte del mondo. Il tuo commento aveva il sapore amaro del qualunquista di turno, molto simile a quei leghisti che dicono che gli immigrati sono il problema dell italia. 

  • giannis

    Vero , per alcune persone la morte e’ una liberazione , jim Morrison diceva
    che forse vivere e’ morire e morire e’ vivere

  • bstrnt

    Credo sia il caso di mandare a quel paese l’Europa, assieme ai suoi colonizzatori fondamentalisti puritani … e questo dal 2007 …. siamo in ritardo di 8 anni sulla tabella di marcia!

  • Ercole

    Quando muore uno ricco perde il PIACERE della vita .

    Quando muore uno povero perde LA PENA della vita .
    Anche morire e una questione di CLASSE ….
  • giannis

    conosco tanti ricchi che fanno una brutta vita dolorosa…..

  • Ossimoro

    D’accordo che la morte è l’unica cosa certa… 

    Ma aveva solo 57 anni…
    … E Poteva essere un problema risolvibile…
    Non sento quindi sollievo per la sua morte, ma un senso di profonda e urlante ingiustizia per il non aver avuto neanche l’opportunità di salvarsi…
    Se subentra assuefazione anche per simili accadimenti occorre riflettere…
    Pace all’anima sua…
  • Ossimoro

    Quindi il dono della vita ha senso solo se si è ricchi?

    In caso contrario, tanto vale morire?
    Non invidio proprio chi la pensa così…