Home / ComeDonChisciotte / MODI – UNA MINACCIA PER L'INDIA LAICA E LIBERALE
13258-thumb.jpg

MODI – UNA MINACCIA PER L'INDIA LAICA E LIBERALE

DI SUNNY HUNDAL

CNN: Sembra quasi certo che gli indiani eleggeranno Primo Ministro, Narendra Modi, dopo le elezioni più grandi del mondo.

PREMESSA :

– L’India andrà per terre inesplorate con un duro nazionalista indù alla guida del paese.

– Tutte le previsoni indicano Narendra Modi come prossimo Primo Ministro Indiano.

– Il suo nome è collegato alla morte di migliaia di musulmani durante i tumulti del Gujarat nel 2002.

Ci si aspetta che Modi, come Primo Ministro, ottenga dei grandi successi economici per l’India.

Nata come nazione laica e liberale nel 1950, l’India percorrerà terre mai esplorate prima con un duro nazionalista indù alla guida del paese.

Questo fatto fa sorgere una domanda importante: Come sarà Modi, come Primo Ministro? Riuscirà a spazzare via gli scandali di corruzione che hanno rovinato la reputazione del paese, riuscirà a fare qualcosa in più per ringiovanire l’India, o sarà lui stesso ad infiammare le tensioni religiose, come qualcuno teme?

LEGGI: Modi and BJP heading for sweeping win

Gran parte delle critiche a Modi si sono concentrate sulle rivolte del 2002, quando centinaia, forse migliaia, di musulmani furono massacrati dalla folla indù, mentre il suo governo fu accusato di essere rimasto a guardare. Se come Primo Ministro, Modi, continuerà a comportarsi come fece nel Gujarat e come candidato per il Bharatiya Janata Party (BJP) durante la campagna elettorale, ci saranno molte ragioni per essere preoccupati per il futuro. Il Modi di domani costituisce una prospettiva terrificante se ci si basa sul Modi di ieri.
Quando era in carica, il candidato del BJP mostrò un disprezzo allarmante per lo stato di diritto, fu accusato di strumentalizzare decine di casi criminali, condannandoli senza una sentenza regolare, per trarre propri vantaggi politici, ha ignorato ogni critica per il suo capitalismo clientelare, si è circondato di fanatici religiosi e ha tenuto una attenzione esagerata per lo sviluppo economico del suo Stato di origine. Inoltre, dai commenti dei suoi principali alleati nella campagna elettorale, ci si aspetta un governo Modi molto meno tollerante di critica, ostile verso la libertà di stampa, e più propenso a portare il paese a seguire maggiormente le linee religiose.

Prendiamo le uccisioni extragiudiziali come esempio. Nel 2012, la Corte Suprema dell’India ha ordinato un’inchiesta in almeno 20 casi per il periodo 2003-2006 in cui si dice che la polizia abbia messo a morte persone innocenti. Amnesty International dice che almeno 31 persone furono uccise illegalmente dalla Polizia del Gujarat in “situazioni” particolari.

In un incidente nel 2004, la polizia ha affermato di aver ucciso quattro terroristi per aver cospirato per assassinare Modi, tra cui una donna di 19 anni di nome Ishrat Jahan. Modi, dopo la sua morte, la bollò apertamente come terrorista, malgrado la mancanza di prove. Un’inchiesta dal Central Bureau of Investigation (CBI), poi rivelò che l’incidente era stato architettato; i quattro erano stati prelevati e uccisi dalla polizia, mentre le armi erano state messe sulla scena per simulare una sparatoria. Il governo dello stato negò tutto, Modi rimase coinvolto ma non fu mai accusato di alcun reato legato all’incidente.

LEGGI- Landmark election boosts India stocks

Nel 2010, il braccio destro di Modi e Ministro degli Interni del Gujarat, Amit Shah, fu costretto a dimettersi dopo essere stato accusato di omicidio, cospirazione, sequestro di persona ed estorsione da parte del CBI. Ma durante la campagna elettorale è rimasto al fianco di Modi, con i suoi discorsi infiammatori dove ha parlato di vendetta” per le rivolte nel 2002 e dove ha chiesto agli elettori di non votare i candidati di partiti islamici. La Commissione elettorale è stata costretta a vietargli di fare comizi su questo tema. Le accuse contro Shah poi sono decadute per insufficienza di prove.

UNA Campagna elettorale contraddittoria

Ma Shah non è stato l’unico altro politico discutibile durante questa campagna elettorale. Uno dei leader principali del BJP Giriraj Singh, ha detto che chi critica Modi ha un suo “posto in Pakistan, non in India.” Un altro suo alleato, Pravin Togadia, Presidente di un partitino amico del BJP, il VHP, ha detto che le famiglie musulmane dovrebbero esseresfrattate” dalle aree indù.

Modi non ha condannato nessuna di queste affermazioni, dicendo che la sua attenzione è tutta volta verso il buon governo. Ma anche le cifre sul suo periodo al governo del Gujarat sono contraddittorie.

Quando la gente parla di un miracolo economico per il Gujarat sotto il governo di Modi, normalmente ignora gli altri stati Indiani. Lo Stato del Bihar ha visto crescere il suo PIL più di quello del Gujarat nel decennio del 2000. Durante gli ultimi tre decenni, altri stati come Haryana, Punjab e Maharashtra sono cresciuti per reddito medio personale più della media del Gujarat. Lo stato ha indubitabilmente fatto bene dopo la liberalizzazione deglia anni ’90, ma lo stesso hanno fatto gli stati di Maharashtra, Haryana, Punjab, Kerala, Bihar e Tamil Nadu. Perché dare tutto il merito solo a Modi? Non si spiega che cosa possa aver fatto più degli altri per prendersi tutti i meriti, e neppure si spiega come il modello del Gujarat possa essere riproposto facilmente all’intera India.

Mentre il Gujarat fu dichiarato lo stato più inquinato nel 2010, e tre dei suoi fiumi furono segnalati come i più inquinati di tutta l’India, ci sono anche state accuse di capitalismo clientelare per il governo che distribuì a prezzi stracciati dei contratti agli alleati di Modi .

I suoi sostenitori liberali si sono illusi se hanno pensato che Modi sarebbe stato troppo debole per sfidare le istituzioni liberali e secolari indiane, ma invece è abbastanza forte per manovrare le leve e promuovere la crescita economica del paese. Vuole portare il micro-gestito del Gujarat a diventare una potenza economica, ma per contro, perse qualche colpo durante le rivolte di massa che avvennero sotto il suo controllo.

In un quadro generale in India si sta vedendo una crescente ondata di intolleranza montata da gruppi nazionalisti indù che hanno costretto a vietare i libri, che hanno intimidito la stampa e minacciato la popolazione per aver criticato i loro leader. Modi è sempre stato un forte sostenitore e membro del gruppo di destra del Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS), un’organizzazione che vuole far tornare l’India ad essere un paese indù, e che mette i propri interessi al di sopra di quelli di altri gruppi.

Ci sono poche possibilità che Modi cambierà il suo stile di governo. Invece del cambiamento aspettato si presenta una prospettiva più preoccupante per tutti.

Editor’s note: Sunny Hundal è una giornalista e blogger inglese-asiatica che ha scritto su questioni asiatiche per una serie di pubblicazioni tra cui The Guardian e The New Statesman. Ha fondato e dirige il blog di sinistra, liberale Conspiracy. Le opinioni espresse in questo commento sono esclusivamente quelle dell’autore.

Fonte : http://edition.cnn.

Link : http://edition.cnn.com/2014/05/16/opinion/india-election-modi-hindu-nationalism/index.html?iid=article_sidebar

16.05.2014

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da Bosque Primario.

Pubblicato da Bosque Primario

  • ilsanto

    Veramente penso che il caso indiano sia lo specchio di quanto succede in tutto il mondo la crisi, le difficoltà, le ingiustizie etc etc stanno esacerbando gli animi, le molteplici crisi su materie prime, energia, cibo, acqua, inquinamento, desertificazione, deforestazione, cambiamenti climatici, sovrappopolazione stanno creando le premesse per il crollo del vivere civile e oramai si pensi alla propria sopravvivenza.

    Insomma forze centrifughe che distruggeranno le nazioni, e fomenteranno le guerre tra stati, confessioni, razze, ceti.
  • ericvonmaan

    Gli indiani sono un miliardo, i cinesi un miliardo e mezzo. Entrambi i paesi hanno eccellenti università che sfornano migliaia di preparatissimi laureati ogni anno. Entrambi i paesi hanno una storia e una identità nazionale che risale a migliaia di anni. Bastano questi dati per avere qualche idea di cosa succederà in futuro.

  • Ercole

    E’ l’unica via di uscita della crisi che attanaglia il capitalismo a livello mondiale  oggi farci  cadere nella trappola nazionalista ,domani risolverla con l’ennesimo macello mondiale . A noi internazionalisti l’onere e l’onore di fare chiarezza delle mosse del capitale ,  oggi denunciarle le loro pratiche ,domani batterci per un modo senza classi nè frontiere non sarà un compito facile ,ma dal momento che sappiamo che incontreremo tantissimi ostacoli sul nostro cammino  significa che da fare cè molto noi non ci arrenderemo mai :è il nostro imperativo immediato è storico si chiama lotta di classe .

  • lucamartinelli

    A me il nuovo capo del governo indiano sembra una brava persona. ….al di la delle chiacchiere staremo a vedere. Un politico lo si giudica da quello che fa….sicuramente avrà un atteggiamento differente da quando ricopriva una carica locale, mi sembra ovvio.

  • EurasianMan

     i media occidentali, mescolano il tutto con la crisi in ucraina.