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MODELLI MONETARI IN 4 SCENARI

DI ALBERTO CONTI
Comedonchisciotte

Scenario 1

The day after, anno zero. Nella terra di mezzo una popolazione laboriosa cerca di rifarsi una vita sicura e dignitosa, e di consentire un futuro migliore ai propri figli.
Nasce così la Banca Unica, che come prima azione unilaterale distribuisce cento soldi a fondo perduto a ciascun cittadino, creati lì per lì dal nulla.
Il circolante iniziale è quindi di cento volte il numero dei cittadini, e alimenta i primi scambi commerciali tra di loro. Molti investono la parte più consistente di questa disponibilità iniziale in strumenti per avviare un’attività redditizia, che generi nuova ricchezza destinata sia a vivere meglio che a nuovi investimenti produttivi anche con mezzi propri, onde ridurre l’onere dei debiti oberati da interessi passivi.Questa Banca Unica non stampa e non distribuisce banconote, ma offre un semplice servizio di contabilità dei c/c che ogni famiglia ha aperto presso di lei, come deposito unico dei propri soldi, spendibili in qualsiasi momento tramite carta bancomat, assegno, bonifico. Ad ogni transazione commerciale la BU registra così un passaggio di soldi da un c/c ad un altro, in modo tale che l’aggregato del contante elettronico non varia.
Ad ogni nuovo progetto imprenditoriale meritevole di finanziamento, la BU emette su richiesta nuovo credito, immediatamente trasformato in deposito dei correntisti, cioè in incremento di massa monetaria gestita dalla BU.

Quando un mutuatario rimborsa capitale e interessi alla BU, questa aumenta la propria capitalizzazione, tolte le spese di gestione e le tasse. A seconda dell’andamento dell’economia la capitalizzazione della BU varia, anche in rapporto al circolante emesso. Sarà cura dello Stato gestire la fiscalità in modo da drenare gli eccessi e mantenere a regime questo rapporto entro limiti ragionevoli, ad es. inferiore all’unità.

Se invece un mutuatario fallisce o muore, senza perciò poter restituire i debiti contratti, la capitalizzazione della BU non subisce variazioni (non viene contabilizzato alcun passivo della BU all’atto dell’emissione della moneta FIAT prestata, altrimenti che “FIAT” sarebbe?).
Il beneficiario del pagamento reso possibile a suo tempo da tale credito, successivamente andato in sofferenza, non ne risentirà retroattivamente in alcun modo.

Potrà mai fallire questa BU? Questo non dipende dalla sua capitalizzazione, ma dalla sua capacità di gestire il sistema dei pagamenti, cioè contabilizzare correttamente il passaggio di soldi tra un c/c e un altro dei propri clienti. Se un cliente pagatore non ha un sufficiente saldo nel proprio c/c la transazione semplicemente non va a buon fine, ma non certo per colpa della BU, la cui unica responsabilità è quella di una corretta registrazione notarile.
Le spese di gestione della banca poi rappresentano una percentuale minima della capitalizzazione, che difficilmente potrà metterne in crisi l’operatività, comunque garantita in ultima istanza dallo Stato in quanto funzione sistemica essenziale. Questo sistema monetario è stabile e sicuro. Nel caso di abuso di fiducia verso i richiedenti credito potrebbe aumentare l’inflazione per eccesso di nuova liquidità immessa nel sistema, ma solo in parte, essendo l’inflazione prevalentemente legata alle politiche salariali.

Scenario 2

Entra in azione un’altra banca, che contende la clientela alla ex-BU, ora ridenominata in Unocredit.
Questa seconda banca denominata Credit2 offre ottimi servizi e in breve riesce a fidelizzare quasi la metà delle famiglie e delle imprese della Terra di mezzo. Tutti i suoi nuovi clienti provengono da Unocredit, che per l’occasione, quasi sempre, la abbandonano.
Dopodiché capita spesso che un cliente di Unocredit faccia un pagamento in favore di un cliente di Credit2, e viceversa. Questi pagamenti interbancari nei due sensi sono spesso d’importi simili, e vengono perciò quasi interamente compensati tra le due banche a fine giornata. Altri giorni invece no, prevalgono i pagamenti effettuati da c/c presso una banca verso beneficiari dell’altra banca. Supponiamo ad es. che questa divergenza si manifesti persistentemente a debito di Credi2, i cui clienti sborsano sempre più soldi ai clienti di Unocredit. La conseguenza è un flusso di denaro che si sposta costantemente dai depositi di Credit2 verso i depositi di Unocredit. I clienti di Unocredit si arricchiscono e chiedono sempre meno credito alla loro banca, mentre i clienti di Credit2 s’impoveriscono e chiedono più prestiti, meno garantiti, alla loro Banca. Praticamente tutti i mutuatari di Unocredit pagano regolarmente le loro rate comprensive d’interessi, mentre una parte significativa dei debiti della clientela di Credit2 vanno in sofferenza. Perciò Unocredit si patrimonializza sempre più mentre Credit2 vede la propria patrimonializzazione ridursi pericolosamente.
Perché pericolosamente?
Perché la clientela di Credit2 comincia a chiedersi se la propria banca sarà ancora in grado di garantire i depositi dei loro soldi, ovvero i pagamenti che tali depositi consentono a favore di terzi.
E’ così che sempre più clienti abbandonano Credit2 per ritornare a Unocredit, vista la crescente riduzione di capitale di Credit2 che potrebbe condurla verso una paralisi operativa (La Banca dovrà pur sempre onorare i costi del servizio).
Ma potrebbe Credit2 non essere più in grado di garantire “tecnicamente” il suo sistema dei pagamenti, anche interbancari?
No, visto che questo è subordinato alla verifica di solvibilità di ciascun proprio cliente, e non alla “solvibilità della Banca”, che non c’entra per nulla con la semplice attività notarile di trasferimento di soldi da un cliente proprio ad un altro qualsiasi. Fino a che Credit2 ha mezzi sufficienti a svolgere la pura attività notarile di registrazione del movimento di soldi altrui, non può fallire. Nel caso estremo in cui la propria patrimonializzazione andasse a zero, interverrebbe lo Stato con probabile commissariamento temporaneo, o comunque con aiuti minimi finalizzati a garantirne l’operatività gestionale, ovvero al semplice svolgimento delle ordinarie attività bancarie.

Scenario 3

Entrano in azione altre banche: Credit3, Credit4, Credit5, ecc. Ognuna di queste opera allo stesso modo di Unocredit, concedendo alla propria clientela prestiti di denaro FIAT, e capitalizzandosi successivamente col rimborso delle relative rate.
Ma tutte queste capitalizzazioni bancarie, che tendono ad aumentare col tempo essendo alimentate da un flusso senza fine (la richiesta di nuovi mutui da parte di clienti generatori di ricchezza), come verranno “impiegate”, ovvero investite con fondata speranza di rendimenti positivi?

Senza un sistema fiscale adeguato, applicato alle banche stesse, che ne contenga e ne stabilizzi la patrimonializzazione netta, è evidente che il sistema bancario diverrebbe inesorabilmente il principale player dell’economia reale, orientandola a propria assoluta discrezione. Sarebbe quindi la fine della democrazia. Ovviamente le aziende private più grandi, d’interesse strategico, diverrebbero proprietà delle banche, o viceversa che è poi lo stesso, riducendo lo Stato a loro accessorio, per quanto necessario.

Scenario 4

Il sistema bancario privatizzato (grazie alla concessione di Stato di esistere come sistema di Aziende autonome) decide di “darsi una regolata”, mediante l’istituzione della Banca Centrale, con compiti di controllo sulle singole Banche e sulla politica monetaria. Occorre perciò istituire una normativa bancaria più complessa, che distingue tra la capacità di emettere moneta creditizia, concessa come prima alle Banche commerciali, e la facoltà di emettere moneta legale, o moneta ad alto potenziale, o moneta di Banca Centrale, o “base monetaria”, che è monopolio della Banca Centrale, della quale le Banche commerciali sono clienti, sottoposte e proprietarie tramite quote azionarie della BC a loro riservate in esclusiva.

Ogni Banca commerciale è tenuta ad avere un proprio c/c presso la BC, ove depositare una riserva frazionaria dei crediti in essere presso la propria clientela, in forma di moneta legale.
La BC a sua volta è tenuta a prestare alla Banca commerciale la quantità di moneta legale necessaria a completare la riserva frazionaria richiesta giorno per giorno, qualora la Banca commerciale non ne disponesse a sufficienza o non trovasse più conveniente farsela prestare da altre Banche commerciali che ne dispongano in eccedenza. La percentuale di riserva frazionaria obbligatoria viene fissata da organismi ai massimi livelli del controllo monetario, quali la stessa Banca Centrale o meglio una apposita Banca dei Regolamenti Internazionali compartecipata dalle maggiori BC del pianeta.

Punto fondamentale di tale sistema è che i pagamenti interbancari (necessari quando le compensazioni interbancarie non pareggiano il dare/avere tra due banche) avvengano esclusivamente in moneta legale (cioè non creditizia).

Purtroppo tale sistema risultò presto troppo vulnerabile, nonostante le regole che consentono di trasformare rapidamente i crediti in depositi, dai quali ricavare poi moneta legale. Per questo si è aggiunto ai requisiti operativi richiesti alla Banca commerciale anche una patrimonializzazione propria, adeguata a far fronte ad eventuali crisi del sistema dei pagamenti, dovuta ad esempio ad una occasionale perdita di fiducia della propria clientela, che di conseguenza ritira i propri depositi (in forma di moneta legale) rendendo insufficiente la sola garanzia statistico-probabilistica della riserva frazionaria a copertura dei pagamenti verso la clientela.

Con questo complesso regolamento interno al sistema bancario la BC dovrebbe disporre delle leve di manovra della politica monetaria, tramite i tassi d’interesse discrezionali da imporre ai prestiti di moneta propria alle Banche commerciali, che fanno poi da riferimento ai tassi che a loro volta le Banche commerciali applicano alla clientela (o tra di loro overnight, in forma di moneta legale).

Il condizionale è d’obbligo, visto che non sempre l’economia reale risponde automaticamente agli stimoli di allentamento o restrizione del credito in base ai tassi d’interesse applicati. Per questo esistono anche strumenti straordinari a disposizione della BC, quali il Quantitative Easing massivo, ovvero prestiti eccezionali alle Banche commerciali a tassi molto agevolati, con eventualmente l’indicazione di utilizzarli in gran parte per acquistare Titoli del Debito pubblico al fine di calmierarne i tassi d’interessi, onde scongiurare eventuali default statali, in occasione di crisi economiche profonde.

Si noti che la perdita di stabilità sistemica rispetto agli scenari 1, 2 e 3, è legata essenzialmente all’introduzione della distinzione tra moneta creditizia e moneta legale, cioè tra moneta emessa dalla Banca commerciale erogando credito alla clientela e moneta emessa dalla BC per il regolare funzionamento dell’intero sistema economico-monetario. Una distinzione che risulta chiarissima all’atto dell’emissione di moneta FIAT in entrambi i casi, ma diventa molto più sottile quando si tratta di versamenti e prelievi del generico cliente dal suo c/c presso la propria Banca commerciale. I contanti sono sicuramente riconoscibili come moneta di BC, ma versamenti e pagamenti avvengono spesso tramite assegni, bonifici, carte di credito, ecc. Eppure si tratta pur sempre di denaro movimentato nel sistema fisico dell’economia reale in forma di moneta “non creditizia”, anche se in formato elettronico contabilizzato sul proprio c/c presso la Banca commerciale. Il credito generato sul c/c di un mutuatario all’atto dell’accensione del mutuo si trasforma presto in deposito di qualcun altro, che a sua volta può prelevarlo in forma di contante o per pagamento di terzi in qualsivoglia forma, in ogni caso indistinguibile dalla “moneta non creditizia”. In altre parole le Banche commerciali che emettono moneta FIAT creditizia hanno facoltà di riciclarla in moneta legale, presso di loro o presso altre Banche, a fronte semplicemente di un regolare assolvimento del sistema dei pagamenti verso la clientela o verso altre banche.
A differenza dei precedenti scenari 1, 2 e 3, si è introdotta così la possibilità d’insolvenza bancaria, qualora i pagamenti richiesti e dovuti non fossero più coperti da pari moneta legale in cassa e/o ottenibile in prestito dalla BC in funzione dei crediti in essere, o infine neppure più garantiti da un sufficiente patrimonio residuo della stessa Banca commerciale. Ovviamente in un sistema siffatto gli incagli e le sofferenze, che abbattono la patrimonializzazione bancaria, possono diventare motivo concorrente di default bancario, accelerando la crisi sistemica da cui sono scaturiti.

Conclusioni

Lo scenario 4 è chiaramente il più simile allo stato dell’arte, tranne che per l’assenza dell’artificio contabile bancario di scrivere al passivo di bilancio l’emissione di moneta FIAT, che verrebbe in tal caso “annullata” col rimborso della quota capitale alla banca erogatrice. In realtà il mutuatario rimborsa con le rate capitale ed interessi ricavandoli da nuova produzione di ricchezza autonoma, mentre la moneta aggiunta al sistema all’atto dell’accensione del mutuo non sparisce affatto dal sistema stesso, sia in caso di rimborso regolare che di sofferenza. Manca poi tutta la gestione del risparmio, meglio nota come Borse&Finanza, che ha assunto negli anni post Bretton Woods e suo fallimento forme e proporzioni chiaramente patologiche e destabilizzanti, “grazie” anche alle scelte contabili di cui sopra.

Risulta poi evidente che tra lo scenario 3 e il 4 la differenza è prettamente politica. Allo stato dell’arte si è voluto introdurre la Banca Centrale come espressione verticistica di un sistema bancario privatizzato, governato dalla forza bruta economica in contrapposizione al potere di Stato, ridotto a entità strumentale sottoposta al “mercato finanziario”, al fine di annichilire le istanze politiche dell’unica forma di governo culturalmente accettabile dalle società civili (una democrazia resa fasulla, interamente svuotata a tale scopo nella sostanza).

Ma la cosa più importante che emerge dagli scenari 1, 2 e 3, per quanto rozzi e perfezionabili, è l’indispensabilità della leva fiscale come strumento principe di regolazione dell’economia monetaria, chiaramente di pertinenza del potere pubblico e delle scelte politiche che ne esprimono le finalità sociali.

Una Banca che non sia un ente di lucro può benissimo funzionare con poche regole trasparenti, svolgendo correttamente la propria attività notarile e senza arrogarsi responsabilità di scelte economiche d’impatto sia individuale che sistemico, che spettano invece ad una vera autonomia politica sotto controllo popolare, altro che “autonomia dallo Stato”, secondo l’ipocrita ideologia elitaria votata piuttosto al privilegio esclusivo, fino alla libertà di rubare nelle forme più gravi e sofisticate.

Essendo la fiscalità qualcosa di “antipatico” la si è lasciata volentieri allo Stato, o ciò che ne resta dopo la sua mutazione genetica operata dai poteri finanziari. Ma gli eventi stessi dimostrano quale sia la potenza sottovalutata di questo strumento, nel bene o nel male, come ora che viene piegato al fine di concentrare le ricchezze, ovvero all’opposto della sua vera natura di stabilizzatore dell’economia e di garante della giustizia sociale.

Purtroppo la realtà monetaria da molto tempo è diventata sistemica a livello planetario, e questo impedisce quasi del tutto alternative unilaterali. Un esempio tra tanti è la forza incontrastabile delle manipolazioni valutarie che impattano sul commercio estero, indispensabile a qualsivoglia economia moderna. Tuttavia è l’intera strutturazione monetaria globalizzata che scricchiola paurosamente sotto il peso delle sue mille contraddizioni, rendendone imminente una radicale revisione che coinvolgerà tutti i Paesi, e aprendo così una nuova fase di sperimentazioni che da proibitive diverranno al contrario necessarie. E come sempre le soluzioni più semplici saranno anche le migliori, ma in ogni caso l’evoluzione della moneta sarà sostanzialmente l’evoluzione della fiscalità di Stato.

Fonte : Forum di Comedonchisciotte

19.08.2016

Pubblicato da Truman

  • AlbertoConti
  • AlbertoConti

    "Quando un mutuatario rimborsa capitale e interessi alla BU, questa
    aumenta la propria capitalizzazione, tolte le spese di gestione e le
    tasse. A seconda dell’andamento dell’economia la capitalizzazione della
    BU varia, anche in rapporto al circolante emesso. Sarà cura dello Stato
    gestire la fiscalità in modo da drenare gli eccessi e mantenere a regime
    questo rapporto entro limiti ragionevoli, ad es. inferiore all’unità." (Scenario 1, ma anche 2 e 3)

    L’alternativa drastica e semplice è quella di "girare" interamente allo Stato almeno la quota capitale dei rimborsi, che diverrebbe così parte complementare del gettito fiscale ritenuto ottimale nel bilancio pubblico, con evidente alleggerimento della pressione fiscale su redditi e capitali.

  • fabionew

    Riporto integralmente il primo commento che avevo fatto a questo articolo di AlbertoConti, per poi proseguire nella discussione che è seguita. Eccolo :

    Grazie AlbertoConti, interessantissimo esempio teorico di sistemi monetari a confronto. 
    Stimolato dai tuoi scenari, provo ad introdurre uno scenario 5 che sia perfettamente uguale a quello attuale, in modo da comprenderne le distorsioni. E concludo poi provando ad immaginare uno scenario 6 che dovrebbe essere quello ideale e corretto. 
    Scenario 5 
    La sovranità monetaria appartiene alla popolazione laboriosa, che attraverso lo Stato crea l’unica vera moneta legale, le monete metalliche. Però lo Stato ha firmato leggi e Trattati per auto-limitare la quantità di monete metalliche legali coniate (solo lo 0,3% del totale), permettendo ad una Banca Centrale di emettere delle banconote cartacee, praticamente delle cambiali che sono iscritte al passivo del suo bilancio, valide inizialmente perchè cambiabili in monete metalliche (oggi addirittura dichiarate esse stesse moneta legale), per un quantitativo però limitato pari a circa il 7% del totale. 
    Questa Banca Centrale rifornisce con queste banconote un sistema di banche private le quali possono "moltiplicare" queste banconote (avendo obbligo di riserva in contanti per solo l’1%) attraverso i prestiti, per cui creano denaro elettronico dal nulla che costituisce il 93% di tutto il denaro usato dalla popolazione laboriosa e dallo Stato. 
    Questo ha creato nel tempo un debito pubblico e privato inestinguibile (viene creato solo il capitale ma non gli interessi!) che per questo motivo cresce esponenzialmente, sottraendo continuamente risorse a tutto il sistema economico reale, che viene piano piano acquisito da chi controlla direttamente o indirettamente la creazione del denaro e come impiegarlo. 
    Scenario 6 
    Lo Stato, o un organismo democratico, indipendente e trasparente ma controllato dalla popolazione laboriosa e sovrana, è l’unico soggetto che può creare qualsivoglia denaro dal nulla all’interno del sistema economico. Il sistema bancario privato, se presente, può prestare solo il denaro depositato dai clienti o prestato dallo Stato per le attività di credito e non per quelle speculative, limitando al minimo la sua instabilità. 
    Il denaro creato viene immesso nel sistema economico in soli due modi : 
    – utilizzato dalla Stato per investimenti pubblici o incentivi, la spesa corrente sarà finanziata dalle tasse, ovviamente progressive per una equa distribuzione della ricchezza; 
    – eventualmente distribuito ai cittadini per rilanciare la domanda interna, eliminare la disoccupazione e favorire una economia espansiva, ovviamente solo se necessario e per il tempo che serve. 
    In questo modo la moneta circola senza debito e non deve essere restituita a nessuno, se è necessario ritirarne un pò dalla circolazione, si possono aumentare le tasse o emettere buoni del Tesoro per favorire il risparmio come prevede la nostra Costituzione. 
    Ma questo sarebbe un mondo ipotetico, possibile e realizzabile, ma purtroppo lontanissimo dalla realtà attuale. Per ora.
  • fabionew

    Veniamo ora, AlbertoConti, alla discussione sul tema che hai sollevato in merito agli utili del sistema bancario e che riguarda sostanzialmente l’analisi della contabilizzazione del denaro creato da parte della banca.

    Se ho ben capito, tu sostieni che la banca non solo guadagna sugli interessi che applica, ma anche sul capitale in denaro "vero" che gli viene restituito.
    Per quanto riguarda la spiegazione della corretta contabilizzazione bancaria, rimando a questo mio articolo  http://moneta5stelle.blogspot.it/2016/06/esempi-di-contabilita-bancaria.html [moneta5stelle.blogspot.it].
    La natura della moneta bancaria, cioè in sostanza del saldo dei nostri conti correnti, è definita dall’art.1834 del nostro Codice Civile, che dice sostanzialmente che il denaro (sottintendendo quello legale, cioè i contanti) che noi depositiamo in banca diventa di proprietà della banca stessa. In cambio ci viene attribuito sul nostro c/c una cifra equivalente, che però rappresenta solamente la promessa e l’impegno della banca a restituirci quella cifra in contanti.
    Quindi è per questo che la moneta bancaria non è una moneta "vera", ma una promessa di pagamento in moneta vera. cioè i contanti. 
    Senza questa caratteristica, nel nostro sistema monetario, la moneta bancaria non avrebbe alcun valore. Per questo la BCE garantisce la totale copertura di qualsiasi richiesta di cambi in contanti della moneta bancaria, attraverso l’Emergency Liquidity Assistence, altrimenti il sistema bancario chiude (vedi la Grecia quando la BCE ha interrotto l’ELA).
    Immaginiamo ora di avere per semplicità una unica banca, visto che il sistema bancario al suo interno compensa i pagamenti, ma il discorso sarebbe uguale anche considerando più banche. 
    La banca quando presta non ci dà contanti, cioè soldi veri, ma scrive dal nulla una cifra sul nostro c/c, che rappresenta una promessa che ci darà dei contanti, se glieli richiediamo, ma questo non lo facciamo quasi mai.
    Quando restituiamo il capitale e gli interessi, anch’essi saranno restituiti nella forma elettronica, in pratica è come se restituiamo i "pagherò" che ci aveva prestato all’inizio, che essendo dei pagherò e non moneta vera, la banca non se ne fa niente, e quindi vengono stracciati. L’unico guadagno della banca sono gli interessi, che non sono poca cosa, visto che li riceve prestando solo delle promesse, senza avere soldi veri, se non in una piccola percentuale dovuta alla riserva obbligatoria che però è solo l’1%. 
    In questo modo il sistema bancario è instabile, perchè se ho utilizzato questi pagherò per comprare una casa da Tizio, ma poi non restituisco il prestito, la banca deve mantenere la promessa di dare contanti a Tizio e non ce li ha, quindi oggi con il bail.in li prende dai correntisti. Della serie "privatizziamo i profitti e socializziamo le perdite". 
  • fabionew

    In merito all’altro interessante problema che hai sollevato, quello della differenza tra la moneta bancaria creata dal nulla dalla BCE e quella creata dal nulla dalle banche private, secondo me hanno la stessa natura di "promessa di pagamento", l’unica differenza è che il denaro della BCE è maggiormente garantito e costa meno di quello delle banche.

    Nel bilancio della banca, poi, hanno una contabilizzazione analoga. Sia nel caso del denaro prestato dalla BCE, che di quello prestato da una banca, il debito viene segnato nel passivo del bilancio della banca che riceve il prestito, mentre la disponibilità viene segnata all’attivo. 
    Dal momento in cui questa disponibilità di moneta elettronica viene utilizzata, non è più possibile distinguere tra le due moneta elettroniche, sia quella creata dalla BCE che dalla banca, essendo tutte e due di tipo elettronico. Infatti in tutti e due i casi, quella cifra corrisponde alla promessa che verrà restituita una equivalente cifra di contanti, ovviamente se ci sarà una richiesta (ma non succede quasi mai). 
    Quindi i "soldi veri", sono solo le monete metalliche e le banconote, cioè i contanti, anche se a voler esser pignoli, ci sarebbe da fare un distinguo tra queste due monete (ma questo è un tema più complesso che riguarda la "vera" sovranità monetaria, di cui parlo qui http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=16743&mode=thread&order=0&thold=0). 
  • fabionew

    Quando un mutuatario rimborsa capitale e interessi alla BU, questa non può aumentare la propria capitalizzazione, altrimenti avrebbe la sovranità monetaria che non può avere.

    La sovranità monetaria è solamente dello Stato. Neanche la BCE ha sovranità monetaria, tant’è che per creare moneta elettronica al suo passivo, deve mettere all’attivo i Titoli forniti a garanzia dalle banche che ricevono il prestito (LTRO), o ceduti dai soggetti finanziari che glieli vendono (Quantitative Easing). 
    Gli scenari 1,2 e 3 (e anche il 4 se inteso in questo modo) non sono applicabili alla nostra realtà.
    L’alternativa drastica è impedire alle banche di creare denaro dal nulla attraverso i prestiti (riserva obbligatoria 100%).
    L’unico soggetto che può creare denaro e immetterlo senza debito nell’economia è lo Stato o un Organismo democratico, trasparente ed indipendente, controllato dai cittadini,    
  • AlbertoConti

    Dire che la BCE non ha sovranità monetaria mi pare discutibile.
    Al solito occorre intendersi sul significato dei termini. Mi pare che tu identifichi la sovranità monetaria con la facoltà di creare moneta senza debito, cioè moneta FIAT nel senso ristretto del termine (che nel sistema vigente non esiste in linea di principio, su questo ne convengo).

    Se invece per sovranità monetaria intendiamo la facoltà di esercitare la politica monetaria, ad es. manovrando tutte le leve disponibili per influenzare l’andamento delle masse monetarie e dei mercati finanziari, con riflessi sui mercati fisici, allora la BCE ce l’ha eccome, pur nei limiti del proprio mandato.
    Un tipo di mandato che è già di per se un programma di economia politica, tant’è che in nome di esso la BCE ha inviato lettere prescrittive a Paesi membri come il nostro, forzandone l’azione di governo.

  • AlbertoConti

    La scomparsa definitiva del contante è solo una questione di tempo, vedi Danimarca, e già oggi il suo peso percentuale rispetto alla massa monetaria complessiva è irrisorio. Occorre quindi, guardando avanti, ragionare sui principi teoretici che reggono la moneta come se il contante già non esistesse, cioè non esistesse alcuna forma di "denaro vero". Cosa ne consegue, che è tutto uno scherzo? Non direi proprio. Cosa cambierebbe, ad es. nei casi di corsa agli sportelli da parte della clientela di una banca in odore di default? Che invece di chiedere i contanti corrispondenti al proprio saldo, il cliente sposterebbe questo saldo su una banca più sicura, magari anche in un altro Paese. Ai fini pratici non vedo una grande differenza, se non di principio, con risvolti psicologici potenti sulle masse, questo sì. Ma tutto il castello vigente resterebbe in piedi senza sostanziali mutamenti, lasciando al sistema bancario-finanziario piena facoltà di lucrare in mille modi professionali che sfuggono completamente alle masse parassitate.

  • AlbertoConti

    Ringrazio di cuore Fabio, che è intervenuto sull’argomento portando le ragioni proprie del sistema monetario vigente, quello fondato sulla cosiddetta moneta-debito.
    Comprendere il sistema vigente è fondamentale, prima di poter parlare a ragion veduta di alternative possibili e auspicabili. Perciò ben venga ogni chiarimento, che anche se apparisse ridondante ai pochi appassionati dell’argomento, risulterebbe probabilmente utile ai più che hanno invece altre rispettabilissime priorità cognitive da soddisfare in questo mondo sempre più complesso e difficile da interpretare.
    Del resto il sistema vigente funziona quotidianamente da anni, gestendo volumi d’affari giganteschi, e nonostante le crepe manifeste sta dimostrando una resilienza notevole a dispetto di alcune incongruità di principio, quali appunto la pretesa che a qualsiasi cent in circolazione debba necessariamente corrispondere un pari indebitamento di un qualche sventurato, o peggio che il servizio di creazione e contabilizzazione della moneta, indispensabile al vivere civile, debba essere necessariamente affidato ad aziende private S.p.A. con dichiarato scopo di lucro.

    Ribadiamo allora alcuni fatti acclarati dai più attendibili studiosi dell’argomento e perfino da fonti ufficiali, quali la Banca d’Inghilterra o il FMI, tanto per esemplificarne un paio.

    a – Nel sistema bancario commerciale privatizzato, qual è diventato ad es. il nostro, sono i prestiti (bancari) che creano i depositi, e non viceversa come vorrebbero molti accademici che infestano le nostre università o i fan della Scuola Austriaca.

    b – I depositi legalmente non appartengono al depositante, ma alla banca che ne dispone perciò a suo piacimento, pur col vincolo di doverli restituire su richiesta del depositante, infrequente ma sempre possibile, e perfino in contanti se proprio l’avente diritto insistesse in tal senso (l’ipotesi peggiore per qualsiasi Banca).

    c – I contanti, o meglio le banconote che ne costituiscono la quasi totalità, sono emessi in regime di monopolio esclusivo e tassativo dalla sola Banca Centrale, su richiesta delle banche commerciali, legittimata dall’assolvimento delle regole che il complesso del sistema bancario si è autoimposto.

    d – Tali regole (Basilea3) si sintetizzano nell’obbligo delle banche commerciali di depositare a fine giornata la riserva frazionaria obbligatoria sul proprio c/c presso la Banca Centrale in moneta emessa dalla stessa Banca Centrale, e di mantenere una capitalizzazione propria ritenuta una garanzia sufficiente ad onorare il sistema dei pagamenti (interbancari e verso la propria clientela) anche nei periodi più critici dei mercati finanziari (stress test).

    e – La separazione tra Banche d’affari e Banche commerciali, imposta dal Glass Steagall Act del 1933 a seguito della storica crisi finanziaria del ’29, è completamente negata dalla realtà odierna.

    f – I prestiti delle Banche Commerciali alla clientela, pur trasformandosi subito in depositi come ribadito al punto a, e quindi convertibili in moneta di Banca Centrale, vengono contabilizzati al passivo nel bilancio della Banca erogatrice, cosa che le consente di compensarli a posteriori con la ottenuta restituzione della quota capitale, eludendone il corrispondente utile ai fini fiscali.

    g – Il pagamento a terzi per conto del proprio mutuatario viene contestualmente pareggiato dal pari versamento di questi terzi sul loro c/c presso la stessa banca (che come detto al punto b se ne “appropria” istantaneamente). Se non fosse la stessa banca non cambia in pratica nulla, come ammesso da Fabio e come statisticamente provato dai fatti in generale.

    h – In “soldoni” gli obblighi conseguenti all’erogazione del prestito FIAT non costano nulla alla banca erogatrice, il che spiega come il successivo rimborso del capitale erogato dalla Banca sia praticamente un utile della stessa S.p.A. a dispetto del bilancio ufficiale.

    In tale sistema anche i soli interessi sui prestiti necessitano di nuovi prestiti, che creano nuovi depositi, e così via, condannando il sistema alla crescita perenne per poter sopravvivere. Nel regno della moneta-debito se per assurdo tutti i debiti fossero onorati in un certo giorno resterebbero dei depositi residui? Teoricamente no, lasciando la “ricchezza della Nazione” orfana di una qualche moneta che la rappresenti. In ogni caso quel giorno non arriverà mai, e nel frattempo i giochi finanziari tendono a spostare il volume dei depositi dalle disponibilità delle masse a quelle di una minoranza sempre più ricca, e il volume dei debiti in senso inverso, comprendendo lo Stato che almeno per la parte debitoria rappresenta pur sempre la totalità dei cittadini.
    E se fosse invece lo Stato ad incamerare la restituzione del capitale prestato ai cittadini? Non sarebbe forse un’interpretazione più realistica del credito verso l’economia reale, quella che produce ricchezza per tutti a partire dallo stato attuale dell’economia stessa?
    E se le leggi di Stato, sia normative che fiscali, tagliassero veramente le unghie agli “utili” della speculazione finanziaria, che sono indubitabilmente fonte di sperequazione della ricchezza (e del potere) oltre che d’instabilità monetaria?

    Difficile negare queste evidenze, che tracciano la via verso una maggiore stabilità sistemica e una maggiore giustizia sociale. Ma è altrettanto evidente l’indispensabilità del ruolo attivo dello Stato in rappresentanza degli interessi e del volere popolare, rappresentanza chiaramente negata al momento come conseguenza inevitabile della suddetta interpretazione della moneta e del suo reale funzionamento, che consente l’impazzimento della finanza il cui assurdo spettacolo ci viene quotidianamente propinato, complice un’ideologia liberista a senso unico, i cui principi fondanti sono elevati a veri e propri totem e tabù, come nelle più remote civiltà pre-industriali.

    La nostra stessa UE è stata fondata sulla “libertà” di circolazione di merci&servizi, capitali, persone.
    Questo parallelamente ad una moneta unica che, resa indipendente dai governi dei Paesi membri, li lascia liberi di sbranarsi e rubarsi i mercati interni, senza alcun sistema di compensazioni valutarie o di altre tutele economiche reciproche (bilancio UE dell’1% del PIL!).
    La domanda ovvia è a chi è delegato il potere della politica monetaria se è stato tolto alla politica tradizionale. E la risposta ovvia è alle Banche ed alle Multinazionali, il cui sistema lobbistico ne denuncia chiaramente gli intenti. Ovvero ad un potere finanziario estremamente elitario, nascosto, antidemocratico. I tentativi di modifica delle Costituzioni nazionali ne sono la prova del 9, insieme a molti altri fatti che allargherebbero troppo questo discorso.

    Che senso ha deprimere le produzioni nazionali d’eccellenza, per sostituirle con quelle estere ad un prezzo taroccato di qualche cent in meno, deprimendo così le opportunità di lavoro ed un benessere sociale che ormai solo quelli della mia età ricordano? L’Unione Europea si è così rivelata un divisione europea, generatrice di depressioni, sofferenze, odi reciproci e potenzialmente anche guerre interne, quando quelle esportate non basteranno più a sostenere lo status quo perennemente in crisi.
    In tal senso l’anelito ad una rinnovata sovranità monetaria sposa e comprende gli antichi ideali d’indipendenza, libertà, uguaglianza e fraternità, che han fatto grande il nostro continente.

  • fabionew
    Se eliminiamo i contanti nella situazione attuale, dove le banche creano denaro dal nulla, la moneta bancaria elettronica (che è ancora una "cambiale", cioè una "promessa" di pagamento in contanti), diventa una vera e propria moneta legale, avente valore indipendentemente dalla sua cambiabilità in contanti. 
    Oggi invece le banche creano sì, denaro elettronico dal nulla, ma devono sempre e comunque dimostrare di avere sufficienti contanti e patrimonio da garantire quella cambiabilità. E non è una differenza da poco, perchè significa eliminare per le banche qualsiasi limite alla creazione illimitata di denaro legale dal nulla ! 
    Questo significa trasferire la sovranità monetaria, che attualmente è ancora almeno formalmente e giuridicamente dello Stato, alle banche private.  
    Il denaro "vero" deve seguitare ad esistere perchè è l’unico ancora controllato dallo Stato, non può e non deve essere eliminato. A meno che non stabiliamo che lo Stato sarà l’unico in grado di creare moneta elettronica, per cui, ma solo in questo caso, la moneta elettronica potrebbe essere dichiarata moneta legale, cioè denaro "vero". Questo è un passaggio fondamentale da capire.
    Se "guardare avanti" significa accettare l’eliminazione dei contanti da parte del sistema bancario, in realtà stiamo accettando una trasformazione monetaria che permetterà al sistema bancario-finanziario di controllare completamente il sistema monetario, e di conseguenza l’economia e le nostre vite. E’ questo quello che vogliamo ?
    Tutta la moneta, sia metallica, cartacea che elettronica, deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito. Su questo mi sembrava fossimo d’accordo …
    Ma come dici tu, tutta la moneta sarebbe di proprietà delle banche ed emessa sempre con un debito ed il pagamento degli interessi. 
    Faremo uno spettacolo teatrale il 21 settembre 2016 a Ferrara per spiegare queste cose, mi piacerebbe riuscissi a venire, se non sei troppo distante, ti assicuro che ne varrà la pena. 
  • fabionew

    Non lo dico io, ma lo spiega la Banca d’Italia, che è sicuramente più autorevole di me !

    Lo mette anche in grassetto, per evidenziarne l’importanza : "Oggi, quindi, il signoraggio viene percepito in prima battuta dalle banche centrali, le quali tuttavia lo riversano poi agli Stati, titolari ultimi della sovranità monetaria."
    Ma lo ammette indirettamente anche Peter Praet della BCE in questa intervista  http://www.ecb.europa.eu/press/inter/date/2016/html/sp160318.en.html [www.ecb.europa.eu], quando spiega che il signoraggio spetta ai cittadini : "Sì, tutte le banche centrali possono farlo. È possibile emettere moneta e distribuirla alle persone. Questo è "Helicopter Money" (ndr Denaro dall’elicottero). L’Helicopter Money darebbe alla gente una parte del valore attuale netto del signoraggio futuro, il profitto che si realizza sulle future banconote."
    Ma il signoraggio non è forse il reddito spettante al titolare della sovranità monetaria ? 
  • AlbertoConti

    Attenzione a quando le banche (centrali) parlano di signoraggio. Intendono per esso gli utili derivanti dall’emissione di moneta, che per loro non sono mai il capitale emesso, ma varie forme d’interessi. Solitamente interessi bassi, che decurtati delle spese danno utili bassi, sui quali sono ben disposte a "pagare dazio" ai governi per mettersi in pace con la propria coscienza (e l’altrui giudizio morale).
    La politica monetaria in senso lato ha ben altri obiettivi.

  • AlbertoConti

    Innanzitutto grazie dell’invito, farò il possibile per esserci, ma al momento non sono in grado di fare promesse in tal senso.

    Io non auspico affatto l’eliminazione del contante, ne registro soltanto la tendenza dai fatti di cronaca (tra cui non ho citato le restrizioni all’uso del contante recentemente introdotte con la scusa della lotta al riciclaggio di denaro sporco).
    Attualmente non è certo lo Stato a controllare l’emissione delle banconote, neppure negli USA. Quello che insisti a chiamare "denaro vero" è la moneta di Banca Centrale, sia essa cartacea (contante) che elettronica. Eliminarne una delle due forme (quella cartacea) non cambierebbe nulla.
    Quanto al controllo delle "sconsiderate emissioni di credito" da parte delle Banche Commerciali, ti ricordo che il volume di tali emissioni dipende dalla domanda più che dall’offerta, tranne situazioni particolari come la fase dei subprime negli USA.
    Le banche sono lì apposta per erogare tutto il credito che l’economia reale è in grado di assorbire, prestando le opportune garanzie collaterali. L’attuale credit crunch è in realtà dovuto alla crisi che attraversano queste garanzie, in un Paese già di per sè depresso. E quando pareva non bastasse è arrivato Monti a stringere ulteriormente la cinghia, su mandato di un "europa forte" che vedeva a rischio i suoi crediti.

  • fabionew

    Lo so, infatti ammettono che l’unico soggetto che può incassare il “capitale” del valore monetario è solo lo Stato (vedi articolo sul signoraggio della Banca d’Italia), mentre la BCE può solo incassare i redditi sotto forma di interessi, che comunque devono essere girati allo Stato, “titolare ultimo della sovranità monetaria”.
    Questo conferma che la sovranità monetaria appartiene solo allo Stato, e che la BCE ha ricevuto in concessione la possibilità di emettere solo banconote, cioè “note di banca”, e di approvare il volume di conio delle monete metalliche.
    Ma non ha alcun controllo sulla moneta elettronica e sui biglietti di stato, meno che mai su eventuali monete a valenza fiscale.

  • fabionew

    La moneta elettronica della BCE non è moneta vera, perchè deve essere sempre cambiata in moneta legale, cioè contanti, altrimenti non vale niente. 

    E fortunatamente è ancora questo il sistema, perchè se elimini la moneta cartacea, l’unica che abbia valore legale, le banche acquisiscono sovranità monetaria illimitata.
    Inoltre stai sottovalutando le conseguenze dei due problemi principali del sistema monetario :
    – tutta la moneta in circolazione, viene immessa attraverso i prestiti, anche le banconote, e quindi è soggetta ad interessi; 
    – il 93% della moneta che usiamo non è neanche moneta "vera", ma cambiali create dal nulla dalle banche. 
    In questo modo si crea un debito pubblico e privato matematicamente inestinguibile, che sottre continuamente risorse al sistema economico, per un ammontare complessivo pari a 200 mld di euro, cioè circa il 12% del PIL ogni anno. 
    Siamo almeno d’accordo che la moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito ?
  • fabionew

    La moneta elettronica della BCE non è moneta vera, perchè deve essere sempre cambiata in moneta legale, cioè contanti, altrimenti non vale niente. 

    E fortunatamente è ancora questo il sistema, perchè se elimini la moneta cartacea, l’unica che abbia valore legale, le banche acquisiscono sovranità monetaria illimitata.
    Inoltre stai sottovalutando le conseguenze dei due problemi principali del sistema monetario :
    – tutta la moneta in circolazione, viene immessa attraverso i prestiti, anche le banconote, e quindi è soggetta ad interessi; 
    – il 93% della moneta che usiamo non è neanche moneta "vera", ma cambiali create dal nulla dalle banche. 
    In questo modo si crea un debito pubblico e privato matematicamente inestinguibile, che sottre continuamente risorse al sistema economico, per un ammontare complessivo pari a 200 mld di euro, cioè circa il 12% del PIL ogni anno. 
    Siamo almeno d’accordo che la moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito ?
  • AlbertoConti

    "Siamo almeno d’accordo che la moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito ?" Assolutamente sì. ("dovrebbe" più che "deve" allo stato dell’arte).

    Che la moneta elettronica emessa dalla BCE non valga niente purtroppo non è vero, come non necessariamente debba essere scambiata con banconote.

    Le banconote in realtà sono ad uso e consumo dei cittadini che ne fanno richiesta (ad es. prelievi Bancomat), ma con l’utilizzo sempre più frequente (e incentivato da Banche e perfino dallo Stato) di carte elettroniche, bancomat compreso come sistema di micro-pagamento, tendono a sparire.

    Io sono contrarissimo a tale tendenza, per almeno un paio di motivi: uno pratico, individuale, che consiste in un maggior controllo delle proprie spese ed una maggior facilità di spesa, anche dove non esistono POS, oltre all’anonimato (non tracciabilità) delle spese effettuate, che agevolerà pure i delinquenti, ma infonde un senso di impagabile sicurezza al cittadino onesto ormai spiato in ogni dove dall’occhio e dall’orecchio del Grande Fratello.

    L’altro motivo è invece molto più importante, ed è quello "ontologico" se così si può dire, in un certo senso. Il contante infatti è rimasto come unica forma materiale, tangibile, del denaro, e perciòstesso gli conferisce un significato "quasi oggettivo", che poi mi par di capire è quello su cui tu insisti chiamandolo "denaro vero". E’ un equivoco dal punto di vista dell’impalcatura teorica della moneta attuale, ma un particolare equivoco che inconsciamente evoca le passate epoche dei vari Gold Standard, quando il valore della moneta era auto-fondato nell’equivalenza in merce preziosa e incorruttibile.
    Su questo equivoco a mio avviso si fonda la fiducia autoreferenziale nel denaro bancario, al cui vertice è stata posta una particolarissima Banca Garante, detta Banca Centrale, che dovrebbe essere un organo di Stato ma non lo è (se non per cavilli giuridici privi di contenuto reale), essendo piuttosto l’espressione verticistica di un sistema bancario quasi interamente privato e del potere che tale sistema rappresenta nelle persone dell’elite azionaria di riferimento (incrociato). In altri termini c’è una enorme valenza psicologica nel contante, che però, a quanto pare, certe società sono già ben disposte a rinunciarvi. La qual cosa per me è un male, ma bisogna pur riconoscere che una volta avverata renderebbe più chiara la vera natura della moneta, accendendo le nostre speranze in una sua gestione equa e democratica.

  • fabionew

    Ringrazio anche io AlbertoConti, per aver dato inizio a questa interessante discussione. Capita raramente di imbattersi in una persona preparata, che accetta il confronto senza pregiudizi, avendo a cuore solo di migliorare la comprensione di un problema, e non semplicemente di dimostrare di aver ragione.

    Ciò non toglie che ci siano ancora alcune cose che ci dividono, ma siamo in grado comunque di fare il punto, in modo da evidenziare le cose su cui siamo d’accordo e quelle su cui divergiamo, spiegandone le motivazioni. Riporto l’elenco dei punti che hai spiegato, partendo da "a" fino a "h". 
    a) Siamo d’accordo che uno dei problemi principali di questo sistema monetario è il debito, causato dal fatto che tutta la moneta che utilizziamo proviene dal sistema bancario che la crea attraverso il debito e gli interessi. Considerato che viene creato solo il capitale ma non gli interessi, il sistema genera un debito matematicamente inestinguibile che attraverso gli interessi sottrae continuamente risorse all’economia reale. Conseguentemente sono d’accordo con il punto "a" dove dici che "Nel sistema bancario commerciale privatizzato … sono i prestiti bancari che creano i depositi (ndr cioè il denaro elettronico), e non viceversa …";
    b) Siamo d’accordo sul punto "b", dove dici che "I depositi legalmente non appartengono al depositante, ma alla banca che ne dispone perciò a suo piacimento, pur col vincolo di doverli restituire su richiesta del depositante, infrequente ma sempre possibile, e perfino in contanti se proprio l’avente diritto insistesse in tal senso." In realtà la banca è obbligata a restituire contanti (vedi art.1834 del c.c.), altrimenti se restituiscono "moneta elettronica" in realtà non restituiscono alcunchè, visto che la moneta elettronica è un’altra promessa, e non è una differenza da poco, perchè è il motivo per cui le banche non hanno sovranità monetaria, ma possono solo creare "cambiali", ma su questo torno dopo.
    c)Vero è anche il punto "c" dove dici che "I contanti, o meglio le banconote che ne costituiscono la quasi totalità, sono emessi in regime di monopolio esclusivo e tassativo dalla sola Banca Centrale, su richiesta delle banche commerciali."
    Però è necessario puntualizzare che pur essendo le banconote la quasi totalità dei contanti, le monete metalliche, svolgono una funzione storica fondamentale : conferiscono valore giuridico alle banconote attraverso la scritta "Pagabile a vista al portatore" (declinata in vario modo nei diversi Stati). La BCE ha eliminato questa scritta dalle banconote in euro, ma in realtà la situazione è ancora invariata, perchè la BCE non ha la sovranità monetaria, che spetta solo agli Stati e lo ammette ufficialmente. Non sono d’accordo quando dici che la BCE è "legittimata dall’assolvimento delle regole che il complesso del sistema bancario si è autoimposto." La BCE è legittimata dai Trattati che hanno firmato gli Stati, non certo dalle regole che il sistema bancario si è autoimposto. 
    d) Le regole (Basilea3 e riserva obbligatoria) non forniscono legittimazione alla BCE, ma stabiliscono le regole di controlla da parte delle banche centrali, sulle banche private. E non per avere "una garanzia sufficiente ad onorare il sistema dei pagamenti … anche nei periodi più critici dei mercati finanziari", perchè anzi li rendono ancora più instabili!

    e) La separazione tra Banche d’affari e Banche commerciali non "è completamente negata dalla realtà odierna", è che è stata cancellata dai Governi complici del sistema.

    f) Non sono d’accordo con il punto "f" che modificherei nel seguente modo. I prestiti delle Banche Commerciali alla clientela, pur trasformandosi subito in depositi e quindi convertibili in moneta legale, vengono contabilizzati al passivo nel bilancio della Banca erogatrice, perchè come dice l’art.1834 del c.c., sono un debito, che alla restituzione del capitale viene automaticamente annullato. Le vere elusioni contabili sono di altra natura e ben più complesse. Per approfondimenti, vedere il mio articolo su questo tema http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=16663, dove si trova anche la spiegazione del perchè non sono d’accordo neanche sul punto "g" sotto rielaborato.
    g) Non sono d’accordo sul punto "g". La restituzione della quota capitale avviene in moneta elettronica, la quale non è quasi mai generata da moneta legale, ma nella maggior parte dei casi originata da un altro prestito, che ha creato denaro dal nulla nello stesso modo. La dimostrazione è che il 93% di tutta la moenta che usiamo è elettronica, quindi non c’è sufficiente moneta legale per dimostrare quello che sostieni tu.
    h) Il punto "h", basato sulle affermazioni errate dei punti precedenti "f" e "g". Il rimborso del capitale, come ho già detto e dimostrato, avviene quasi sempre con altra moneta elettronica (cambiali) e quindi non può rappresentare per la banca un "utile".
    Se vogliamo riparare un motore, dobbiamo sapere come funziona realmente, altrimenti facciamo i danni che fanno gli inesperti, quando armeggiano con i fili sotto il cofano della macchina che si è fermata, nel tentativo di farla ripartire. 
    Allo stesso modo, se vogliamo riformare realmente questo sistema monetario e bancario, dobbiamo comprendere a fondo il suo reale funzionamento, e proporre modifiche che siano realmente in grado di farlo funzionare correttamente, altrimenti rischiamo di passare "dalla padella alla brace" !. 
    Secondo la tua soluzione, lasceresti alle banche il potere di creare soldi dal nulla (addirittura accettando la trasformazione della moneta bancaria in legale) e di immettere questo denaro nel sistema economico solo attraverso i prestiti (moneta-debito), per poi tassare gli utili che avrebbero per finanziare lo Stato.
    In conclusione, io preferisco che lo Stato abbia l’esclusiva dell’emissione monetaria, in modo da avere la possibilità di immettere moneta nel sistema economico senza che sia continuamente gravata da un debito a dagli interessi. Questa sarebbe una vera riforma, che spero tu condivida, nonostante le nostre divergenze di opinioni.
    Lo Stato non ha bisogno del sistema bancario per creare denaro dal nulla, siamo noi cittadini (e lo Stato che ci rappresenta) che diamo valore al denaro accettandolo. Altrimenti lasciamo in mano alle banche, ed indirettamente alle multinazionali, il controllo dell’economia reale e della politica, attraverso il potere finanziario che gli abbiamo lasciato gestire fino ad oggi.
    In una vera Riforma del sistema monetario, la moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito, spero almeno su questo siamo d’accordo !
  • AlbertoConti

    Nel punto c hai equivocato ciò che intendevo (espresso male, in modo effettivamente equivocabile). Infatti dici:

    "Non sono d’accordo quando dici che la BCE è "legittimata dall’assolvimento delle regole che il complesso del sistema bancario si è autoimposto.""

    Il soggetto di "legittimata" non è la BCE, ma la "richiesta" di moneta di Banca Centrale fatta dalle Banche Commerciali alla BCE (si può anche sostituire BCE con BC più in generale). Intendevo dire che quando una Banca Commerciale necessita di banconote, per la propria operatività con la clientela, la richiede alla propria BC certa di ottenerle, così come è certa di ottenere la quantità richiesta di moneta di Banca Centrale in prestito, in formato elettronico, per depositarla, onorando così gli obblighi di riserva frazionaria presso la stessa BC, a fronte però del rispetto dei rapporti di valore con la propria situazione contabile, quanto a depositi e crediti erogati alla clientela ancora in essere, o altre forme di garanzia accettate dalla BC. Tali rapporti sono fissati dallo stesso sistema bancario, tramite BIS. Per questo li giudico autoreferenziali, insieme alle altre regole di funzionamento di ogni Banca. Regole fatte, almeno nelle intenzioni dichiarate, per minimizzare l’eventualità di default, che proprio tale sistema rende possibile (è la BC in veste di controllore che garantisce il rispetto delle regole, e potrebbe in caso di violazione negare le richieste di "moneta legale" necessaria alla Banca Commerciale per onorare i dovuti pagamenti, a clienti e altre Banche, con conseguente default per "causa di forza maggiore").

    Mi sono sforzato di convincerti dell’equivalenza a tutti gli effetti contabili e valoriali tra banconote e moneta elettronica di Banca Centrale, ma vedo che non ci sono riuscito. Pazienza, sarebbe interessante un altro parere qualificato per dirimere questo punto. Il mio obiettivo però non era tanto centrato sulla spiegazione del funzionamento bancario in questa nostra realtà storica, che pure è fondamentale ovviamente come principale termine di paragone, quanto piuttosto su meccanismi alternativi che implicassero una visione più consona alla nostra, su come dovrebbe essere intesa la moneta ed il suo utilizzo nell’economia.

    Se ci pensi bene la mia ipotesi non è poi tanto diversa dalla tua: immagina una Banca locale che fa un prestito "dal nulla" ad un suo cliente, senza chiedere preventivamente il permesso a nessuno. Ma con la regola generale che il rimborso del capitale sarà interamente girato allo Stato. E’ come se fosse lo Stato a fare direttamente quel credito al cliente, fidandosi delle garanzie che la Banca locale ha verificato e acquisito nei confronti del mutuatario. Quei soldi entrano immediatamente nel circuito economico, come scommessa che verranno creati nel tempo dallo stesso mutuatario, che col suo lavoro riuscirà a pagare regolarmente le rate del mutuo.
    La Banca in pratica gestisce solo gli interessi, che se onesti costituiscono un costo accettabile per il servizio bancario reso, compresa l’assunzione di rischio (che il contratto non venga completamente onorato).
    Occorre infatti prevedere una qualche forma di penalizzazione della Banca che per negligenza non ha saputo ben valutare questo rischio.
    Se tale Banca fosse statale tanto meglio, ma in questo schema la cosa non è essenziale, e ti dirò che questo mi secca un po’ ammetterlo.
    L’importante è che in questo modo è lo Stato a creare denaro, di cui, se tutto va bene, potrà poi disporre a posteriori. Nulla vieta che lo Stato possa fare in prorio la stessa cosa verso se stesso, ad es. creando il denaro necessario per costruire un ponte, senza obbligo di restituzione e quindi senza interessi. La differenza è che si tratta di una scommessa sull’intera società anzichè su un singolo privato cittadino (o azienda), sul fatto cioè che l’economia produrrà effettivamente quella ricchezza monetariamente anticipata, altrimenti ne soffre la sua stessa sostenibilità e stabilità.

  • fabionew

    La questione sulla moneta elettronica della BC, non è fondamentale ai fini della comprensione delle distorsioni del sistema attuale.

    Ho capito la tua ipotesi, ma la differenza tra noi è nell’assegnare il ruolo di attore principale nella creazione di moneta : per me può essere solo lo Stato o un Organismo democratico, indipendente e trasparente, comunque controllato dai cittadini, per te possono rimanere le banche, che anzi vedono aumentare il loro potere.
    Provo ad elencare i motivi per cui dissento.
    1) Tutta la moneta elettronica diventa moneta legale, quindi anche quella creata dal nulla dalle banche private, quindi lo Stato non ha più la sovranità monetaria sulla moneta legale;
    2) Addirittura le banche decidono la quantità, visto che fanno prestiti "senza chiedere preventivamente il permesso a nessuno", ma allora cosa fa lo Stato se ne creano troppa ?;
    3) Non avendo l’obbligo del cambio in contanti, le banche non hanno più limiti alla creazione di denaro dal nulla, determinando le politiche monetarie più di quanto non fanno oggi;
    4) La possibilità che esista una qualche forma di penalizzazione per la Banca, che la "convinca" a non approfittarne corrompendo (avendo possibilità di prestiti illimitati), è pari a zero.
    Ma scusa, visto che abbiamo lo stesso obiettivo,secondo me è meglio optare per un sistema più semplice, dove solo lo Stato crea il denaro per conto dei cittadini e lo immette nel sistema economico senza debito. 
    La semplicità è rivoluzionaria … 
  • AlbertoConti

    Qui hai sollevato almeno un paio di questioni molto importanti.
    A scanso d’equivoci premetto però che il mio esempio a cui fai riferimento non rappresenta il mio "modello ideale ottimale", ma semplicemente un’ipotesi di lavoro congruente con lo spunto originale del post, mirato principalmente a dimostrare l’incongruità contabile del sistema vigente, quella che interpreta la moneta FIAT nata sulle ceneri dei precedenti Gold Standard come creabile solo a fronte di un pari debito dell’emittente. Quindi la convergenza delle nostre strade mi pare evidente.

    La prima questione è l’importanza di chi sia il soggetto emettitore, cioè chi crea la moneta. Che debba essere lo Stato, al contrario di adesso, siamo d’accordissimo.
    Quello che però probabilmente ci distingue è che tale importanza per te è capitale e chiarissima, mentre per me è molto più sfumata oltre che secondaria rispetto a tutta la successiva gestione della moneta creata il giorno X.
    Cerco di spiegarmi: quando un promotore finanziario ti vende un prodotto della grande industria del risparmio gestito, crea moneta, intendendo per moneta in senso lato lo stesso prodotto finanziario che hai acquistato spendendo i tuoi "contanti" (decurtando il saldo del tuo c/c bancario). Infatti quei tuoi soldi non spariscono, ma entrano in circuiti di cui non hai più alcun controllo, mentre esiste un prodotto finanziario in tuo possesso facilmente vendibile, cioè convertibile in altri "contanti" che una terza persona sarà disposta a cederti in cambio del prodotto stesso. Fino a che tale prodotto non rientra in possesso del suo emittente originale, che contestualmente lo annichilisce, essendo un oggetto virtuale frutto di pura fantasia, esso rappresenta una qualche forma di "moneta", convertibile perfino in banconote se questa fosse la volontà del possessore. Supponendo l’invarianza di valore di mercato di tale prodotto, esso rappresenta un doppione della moneta spesa per acquistarlo. Idem per le obligazioni societarie, per gli investimenti azionari, e perfino per i prestiti tra amici. Se ti presto 100 euri, questi non scompaiono ma passano semplicemente di mano tra me e te, mentre io mi ritrovo un credito di 100 euri, al limite trasferibile a terzi, cioè spendibile come qualsiasi altra forma di denaro che prima non c’era. Il prestito tra amici ha raddoppiato quella quota di moneta circolante! (per tutto il periodo, anche lungo, fino al giorno del rimborso). Morale della favola, in linea di principio non si può impedire a chicchessia di creare denaro "creditizio", esattamente come le cambiali assai diffuse mezzo secolo fa. Il denaro "non creditizio" invece oggi non esiste, ma domani potrebbe esserlo si spera ad opera esclusiva dello Stato. Il che non impedirebbe anche la succitata creazione di denaro creditizio, e non solo da parte delle Banche.
    Alla fin fine, al cittadino che è il normale utente del denaro, cosa cambia in funzione del soggetto che ha originalmente creato quel denaro? Lascio a te la risposta.

    L’altra questione cruciale è il controllo della massa monetaria complessiva, intendendo con tale termine non soltanto M3 ma anche tutta la produzione finanziaria di cui ho fatto sopra alcuni pallidissimi esempi.

    Pare che il tipo di moneta che più impatta sull’economia corrente sia M1 (Wiki: M1 (o liquidità primaria), che comprende le banconote e monete in circolazione (il circolante, nonché le altre attività finanziarie che possono fungere da mezzo di pagamento, quali i depositi in conto corrente, se trasferibili a vista mediante assegno;
    non vengono fatte rientrare in questo aggregato le banconote e monete
    depositate, quindi non in circolazione, per evitare il doppio conteggio,
    una volta come banconote e monete, l’altra come depositi in conto
    corrente).
    Chi regola M1? L’attuale BC vorrebbe farlo intervenendo sul tasso d’interesse di riferimento, ma assistiamo in cronaca all’impotenza di questa leva, un tempo decisamente più efficace. Lo Stato può influire tramite la pressione fiscale, e quando aveva ancora potere sulla BC venne accusato di lassismo, di essere tendenzialmente spendaccione per esigenze elettoralistiche.

    OK, la situazione reale fa schifo, non è ciò che vorremmo, ma dobbiamo pur porci la domanda su chi e come deve regolare la massa monetaria in circolazione (da non confondersi col "circolante" di wikipedia). Ma tali "regolazioni" intenzionalmente, o anche solo dichiaratamente, volute in funzione "anticiclica", pare dall’esperienza che più che attenuarli i cicli (bolle speculative) li esasperano.

    A mio avviso la vera responsabilità di questo schifo è della finanza lasciata libera a se stessa, che come un cancro ha invaso tutti gli organi vitali dell’economia. In progressiva assenza di anticorpi, cioè di uno Stato vigile e responsabile dei veri interessi della comunità, con poteri legislativi adeguati a controllare il fenomeno.

    Se tu stesso non ti fidi dell’incorruttibilità dei controllori (pubblici), figuriamoci di quelli privati.

    C’è poi una questione organizzativa. L’economia è complessa e distribuita in un infinità di rivoli, sparsi nei territori. Occorre necessariamente una struttura capillare che li gestisca. Ora è quella bancaria privatizzata. Il problema non è allora eliminare le banche, semmai renderle pubbliche.

  • AlbertoConti

    P.S. dimenticavo un osservazione importantissima: la differenza tra banche (private) e privati nella loro funzione di creatori di moneta "creditizia".

    Mentre un privato "normale" può solo prestare denaro che ha già, le Banche Commerciali possono prestare denaro che non hanno, anzi è quello che fanno di norma, autoassolvendosi legalmente. Perciò hanno conquistato l’oligopolio della creazione di moneta.

  • fabionew

    Grazie AlbertoConti, siamo arrivati finalmente al dunque, rispondo volentieri agli ultimi due commenti del post precedente, che meritano uno spazio apposito, nel quale in corsivo c’è il tuo commento con il tuo nome, seguito dal mio segnalato come FabioConditi, quasi fossero le mie risposte ad una tua intervista.

    AlbertoConti : Qui hai sollevato almeno un paio di questioni molto importanti.
    A scanso d’equivoci premetto però che il mio esempio a cui fai riferimento non rappresenta il mio "modello ideale ottimale", ma semplicemente un’ipotesi di lavoro congruente con lo spunto originale del post, mirato principalmente a dimostrare l’incongruità contabile del sistema vigente, quella che interpreta la moneta FIAT nata sulle ceneri dei precedenti Gold Standard come creabile solo a fronte di un pari debito dell’emittente. Quindi la convergenza delle nostre strade mi pare evidente.

    FabioConditi : Possiamo quindi affermare che siamo tutti e due concordi sul fatto che "La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito, e che per questo deve essere creata solo da uno Stato o da un Organismo democratico, indipendente e trasparente, controllato dai cittadini".

    AlbertoConti : 
    La prima questione è l’importanza di chi sia il soggetto emettitore, cioè chi crea la moneta. Che debba essere lo Stato, al contrario di adesso, siamo d’accordissimo. Quello che però probabilmente ci distingue è che tale importanza per te è capitale e chiarissima, mentre per me è molto più sfumata oltre che secondaria rispetto a tutta la successiva gestione della moneta creata il giorno X. … (ndr tralascio la spiegazione del promotore finanziario) Morale della favola, in linea di principio non si può impedire a chicchessia di creare denaro "creditizio", esattamente come le cambiali assai diffuse mezzo secolo fa. Il denaro "non creditizio" invece oggi non esiste, ma domani potrebbe esserlo si spera ad opera esclusiva dello Stato. Il che non impedirebbe anche la succitata creazione di denaro creditizio, e non solo da parte delle Banche. Alla fin fine, al cittadino che è il normale utente del denaro, cosa cambia in funzione del soggetto che ha originalmente creato quel denaro? Lascio a te la risposta.

    FabioConditi : Il denaro "creditizio" è in realtà un denaro "a debito", cioè creato con un prestito, che indebita tutta la sociatà e sottrae continuamente interessi dall’economia reale, cioè da tutti noi. Per risponderti in modo esaustivo ti consiglio questo video di una lezione del Corso di Economia che tengo a Bologna e Ferrara https://youtu.be/mCxsb8MoBo0?t=484.
    Come ti ho già ripetuto più volte,questo crea un debito metemeticamente inestinguibile e sottrae continuamente interessi dall’economia, provocando la sua finanziarizzazione.

    AlbertoConti : L’altra questione cruciale è il controllo della massa monetaria complessiva, intendendo con tale termine non soltanto M3 ma anche tutta la produzione finanziaria di cui ho fatto sopra alcuni pallidissimi esempi. Pare che il tipo di moneta che più impatta sull’economia corrente sia M1 (ndr questa affermazione non è vera, tralascio la spiegazione successiva del pensiero unico economico).Chi regola M1? L’attuale BC vorrebbe farlo intervenendo sul tasso d’interesse di riferimento, ma assistiamo in cronaca all’impotenza di questa leva, un tempo decisamente più efficace. Lo Stato può influire tramite la pressione fiscale, e quando aveva ancora potere sulla BC venne accusato di lassismo, di essere tendenzialmente spendaccione per esigenze elettoralistiche.

    FabioConditi : Ti sei quasi risposto da solo, ma avendo affermato erroneamente "il tipo di moneta che più impatta sull’economia corrente sia M1" non sei riuscito a trarre l’evidente conclusione : la moneta che più impatta sull’economia è quella bancaria, che viene controllata integralmente dalle banche private, solo che sono instabili, usurarie e anticicliche.
    Questo è l’altro motivo per cui ritengo importante che debba essere lo Stato il soggetto emettitore, al contrario di adesso, e che questa importanza per me non è solo capitale e chiarissima, ma assolutamente necessaria.
    Non bastasse il problema del debito inestinguibile e degli interessi, basti solo pensare che il 90% del denaro creato dal nulla con i prestiti finisce in bolle immobiliari e speculazioni finanziarie, cioè fornisce il carburante alle oligarchie finanziarie per seguitare a fare ciò che fanno e sempre peggio.

    AlbertoConti : OK, la situazione reale fa schifo, non è ciò che vorremmo, ma dobbiamo pur porci la domanda su chi e come deve regolare la massa monetaria in circolazione (da non confondersi col "circolante" di wikipedia). Ma tali "regolazioni" intenzionalmente, o anche solo dichiaratamente, volute in funzione "anticiclica", pare dall’esperienza che più che attenuarli i cicli (bolle speculative) li esasperano.

    FabioConditi : Il denaro è sempre stato controllato dalle banche private, per cui non abbiamo mai sperimentato una creazione di denaro con funzione realmente "anticiclica" per l’economia reale. Nei periodi di recessione, come adesso, la moneta viene creata non per l’economia reale, ma per le banche ed i mercati finanziari, mascherando gli interventi LTRO e QE come "anticiclici", ma in realtà non lo sono. Solo lom Stato può regolare la massa in circolazione per conto e nell’interesse di tutti i cittadini, ovviamente è necessario una classe politica adeguata.

    AlbertoConti : A mio avviso la vera responsabilità di questo schifo è della finanza lasciata libera a se stessa, che come un cancro ha invaso tutti gli organi vitali dell’economia. In progressiva assenza di anticorpi, cioè di uno Stato vigile e responsabile dei veri interessi della comunità, con poteri legislativi adeguati a controllare il fenomeno.

    FabioConditi : La vera responsabilità di tutto questo è prima di tutto dei nostri politici che hanno permesso che accadesse, ma anche nostra che glielo abbiamo permesso seguitando a votarli. Se alla finanza e d alle banche private permetti di gestire senza controlli, una macchina che crea soldi dal nulla, puoi pretendere che lo faccia per il benessere di tutti ?

    AlbertoConti : Se tu stesso non ti fidi dell’incorruttibilità dei controllori (pubblici), figuriamoci di quelli privati.

    FabioConditi : Io non mi fido mai del privato, preferisco mille volte il pubblico perchè lo posso controllare.

    AlbertoConti : C’è poi una questione organizzativa. L’economia è complessa e distribuita in un infinità di rivoli, sparsi nei territori. Occorre necessariamente una struttura capillare che li gestisca. Ora è quella bancaria privatizzata. Il problema non è allora eliminare le banche, semmai renderle pubbliche.

    FabioConditi : Come vedi, la soluzione è la stessa che dicevamo all’inizio : "La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito, e che per questo deve essere creata solo da uno Stato o da un Organismo democratico, indipendente e trasparente (ndr oppure un sistema di
    Banche pubbliche), controllato dai cittadini".

    AlbertoConti : P.S. dimenticavo un osservazione importantissima: la differenza tra banche (private) e privati nella loro funzione di creatori di moneta "creditizia". Mentre un privato "normale" può solo prestare denaro che ha già, le Banche Commerciali possono prestare denaro che non hanno, anzi è quello che fanno di norma, autoassolvendosi legalmente. Perciò hanno conquistato l’oligopolio della creazione di moneta.

    FabioConditi : Questo conferma che dobbiamo togliere alle Banche Commerciali, l’oligopolio della creazione di moneta, per ridarla allo Stato.
    Di nuovo ripetiamo insieme, come un mantra liberatorio :
    "La moneta deve essere di proprietà dei cittadini e libera dal debito".
    La semplicità è rivoluzionaria.

  • AlbertoConti

    E sì, siamo finalmente arrivati al dunque, sia di quanto ci accomuna, sia di quanto ci divide.

    Speravo di averti dimostrato l’impossibilità (ed anche l’inutilità) di eliminare la moneta creditizia (o moneta-debito, a seconda dei punti di vista) dal sistema economico post-Bretton Woods, fondato sul principio del Fiat-money.
    Se non vuoi eliminare la funzione del credito dal sistema, ricadendo quindi nella logica della Scuola Austriaca che prevede, come unica possibilità, l’accumulo di risparmio prima di poter fare un investimento, con tutte le deleterie conseguenze che ben sappiamo, devi per forza ammettere la presenza "anche" di moneta creditizia. Il problema nostro è che ora questo sistema storico prevede "solo" la moneta creditizia.

    Riporto ad uso di un eventuale lettore terzo la parte omessa nella tua replica:

    "… quando un promotore finanziario ti vende un prodotto della
    grande industria del risparmio gestito, crea moneta, intendendo per moneta in
    senso lato lo stesso prodotto finanziario che hai acquistato spendendo i tuoi
    "contanti" (decurtando il saldo del tuo c/c bancario). Infatti quei
    tuoi soldi non spariscono, ma entrano in circuiti di cui non hai più alcun
    controllo, mentre esiste un prodotto finanziario in tuo possesso facilmente
    vendibile, cioè convertibile in altri "contanti" che una terza persona
    sarà disposta a cederti in cambio del prodotto stesso. Fino a che tale prodotto
    non rientra in possesso del suo emittente originale, che contestualmente lo
    annichilisce, essendo un oggetto virtuale frutto di pura fantasia, esso
    rappresenta una qualche forma di "moneta", convertibile perfino in
    banconote se questa fosse la volontà del possessore. Supponendo l’invarianza di
    valore di mercato di tale prodotto, esso rappresenta un doppione della moneta
    spesa per acquistarlo. Idem per le obligazioni societarie, per gli investimenti
    azionari, e perfino per i prestiti tra amici. Se ti presto 100 euri, questi non
    scompaiono ma passano semplicemente di mano tra me e te, mentre io mi ritrovo
    un credito di 100 euri, al limite trasferibile a terzi, cioè spendibile come
    qualsiasi altra forma di denaro che prima non c’era. Il prestito tra amici ha
    raddoppiato quella quota di moneta circolante! (per tutto il periodo, anche
    lungo, fino al giorno del rimborso). Morale della favola, in linea di principio
    non si può impedire a chicchessia di creare denaro "creditizio",
    esattamente come le cambiali assai diffuse mezzo secolo fa."

    Mentre un privato "normale" può solo prestare
    denaro che ha già, le Banche Commerciali possono prestare denaro che non hanno,
    anzi è quello che fanno di norma, autoassolvendosi legalmente. Perciò hanno
    conquistato l’oligopolio della creazione di moneta. Non a caso le cambiali sono
    cadute in disuso: erano l’unico modo di auto prestarsi denaro che non c’è, emettendo
    dei “pagherò” , poi scontabili in Banca

  • fabionew

    Io non voglio eliminare la funzione di credito, ma la possibilità di creare denaro nulla da parte delle banche private attraverso i prestiti. Questo è assolutamente necessario, la funzione di credito può e deve rimanere, ma sarà di fatto disciplinata, coordinata e controllata dallo Stato, come prevede la nostra Costituzione all’art.47 : "La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito". 

    Ti sembra che questo articolo della Costituzione sia attualmente rispettato ? Ripeto fino alla nausea, la semplicità è rivoluzionaria, dobbiamo cercare di applicare le norme che già ci sono, e cambiare solo quelle che hanno stravolto il sistema. La riserva obbligatoria, ad esempio, è sempre stata del 25% fino agli anni ’80 e c’era ancora un qualche legame con l’oro. Oggi che la riserva obbligatoria è meno dell’1%, viene realizzata con moneta cartacea o elettronica, senza alcun valore reale e neanche emessa da uno Stato. Questo deve cambiare.
    Provo, per concludere, a riassumere il modello monetario ideale a cui noi pensiamo.  
    Modello monetario "Moneta Positiva"  http://monetapositiva.blogspot.it/ [monetapositiva.blogspot.it]
    Le banche private possono prestare soldi come fanno attualmente i privati, che prestano solo denaro che hanno già, attraverso la cosiddetta "riserva obbligatoria 100%".
    Il problema è capire come le banche possono approvvigionarsi della liquidità sufficiente a fornire prestiti all’economia reale, che comunque ha bisogno di questa attività di credito.
    Innanzi tutto immaginiamo di essere in uno Stato a sovranità monetaria come il nostro, dove però la classe politica utilizza questa sovranità per creare benessere per tutti. 
    Quindi viene stabilito giuridicamente che "la moneta è di proprietà dei cittadini e libera dal debito", all’atto della sua emissione, cioè viene creata senza la necessità di essere prestata, e diventa tutta moneta legale, sia metallica, cartacea che elettronica. 
    Solo lo Stato può creare moneta dal nulla, mettendola all’attivo del proprio bilancio e spendendola direttamente per il benessere di tutta la comunità (opere ed investimenti pubblici, manovre straordinarie, redditi di cittadinanza o di lavoro garantito, ecc…). Le spese correnti, ovviamente, saranno coperte dal pagamento delle tasse (prelevate in modo "davvero" proporzionale a tutti i redditi!). 
    Questo significa che circolerà nel sistema economico solo moneta legale, e sarà molto minore la necessità di fare credito rispetto ad oggi, perchè non esisteranno anticipi su fatture non pagate o pagamenti posticipati, i mutui prima casa (che potrebbero anche essere gestiti come anticipo dallo Stato, ripagati a tasso zero e garantiti dall’ipoteca sulla casa), le attività produttive di interesse nazionale che possono avere finanziamenti pubblici a tasso zero, ecc…).
    I depositi di tutti i cittadini saranno "custoditi" presso la Banca d’Italia, esclusivamente pubblica, o presso un altro Organismo pubblico,democratico, indipendente e trasparente. 
    I cittadini potranno decidere di dare il proprio consenso scritto, previo corresponsione di un interesse maggiore, per permettere alle banche private di utilizzare questi depositi per fare prestiti. Ovviamente è una percentuale molto minore rispetto ad oggi, che la grande massa di moneta legale presente nel sistema economico, potrebbe coprire ampiamente.
    Se questo non è sufficiente, lo Stato deciderà di creare una percentuale di moneta legale apposita, per prestarla a tasso zero alle banche che ne facessero richiesta per fare prestiti, previa la garanzia che sia solo all’economia reale, e non per speculazioni finanziarie.
    In questo modo il controllo del sistema monetario da parte dello Stato è completo ed efficace, magari aggiungendo la comunque necessaria separazione tra banche commerciali e finanziarie. Inoltre abbiamo eliminato tutti i motivi strutturali di instabilità anticiclica, perchè è lo Stato che decide quanta moneta creare e dove destinarla. E non esiste il debito pubblico, perchè tutto il denaro viene creato nell’attivo del bilancio dello Stato ! 
    Ovviamente serve una classe politica "adeguata" … questo è il vero problema !
    Ma dobbiamo aumentare la consapevolezza dei cittadini, altrimenti voteranno sempre gli stessi …
    Ti ringrazio per la splendida discussione, che ci ha dato modo di approfondire questi temi delicati e complessi, mi piacerebbe ci fossero anche commenti e contributi di altri lettori, ma forse lo abbiamo trattati in modo troppo tecnico, viste le tue argomentazioni "dettagliate". 
    Normalmente cerco di esporli in modi più "digeribili".
  • AlbertoConti

    Anch’io ringrazio Fabio per questo scambio d’idee, e invito altri a dire la loro.