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MAURIZIO LANDINI, LOST IN BLU-RAY…

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Si apriva con un occhio che guardava nel vuoto. Ambientato su una misteriosa isola tropicale in cui si ritrovavano i sopravvissuti di un disastroso incidente aereo, a precipitare era il volo Oceanic Airlines 815 (senza vittime vere stavolta per fortuna), “Lost” è stato un evento unico nel panorama mediatico mondiale, una serie televisiva durata dal 2004 al 2010, per 114 episodi, 6 stagioni, capace di tenere incollati alla tv milioni di telespettatori, per la sua prodigiosa abilità di raccontare una realtà alternativa, più vera di quella reale. Insieme a personaggi belli, giovani, muscolosi e attraenti, c’era un’isola misteriosa, abitata dagli “Altri” e sede enigmatica del “Dharma Initiative Recruiting Project”.

Così, con lo stesso fascino, nel casinò mediatico della tv di regime, spicca per particolare ardore e capziosità una trasmissione che si distingue per essere il diretto organo del partito di governo ed anche di alcune sue finte opposizioni, e che sa proiettare una realtà sostitutiva sulle candide menti dell’elettorato italiano: “Otto e mezzo”, condotto da Lilly Gruber. E i partiti, che ruolo scenografico si ritagliano su quello schermo serale quotidiano? O meglio chiamarli “brand”, etichette elettorali che sembrano conseguire una pretesa di aggregazione attorno a qualche simbolo, emblema, o slogan. Già, perché la politica postmoderna italiana non risponde più alle esigenze dello stato-nazione, dissoltosi miseramente sotto i colpi del fogno europeo, ma è essenzialmente sottoposta al volere degli azionisti e al loro profitto: lobbies finanziarie e multinazionali.

Insomma la trasmissione pilotata dalla Gruber, presente alcune volte alle conferenze a porte chiuse del Gruppo Bilderberg, assomiglia sempre di più ad un tavolo da Black Jack, dove la conduttrice / croupier consegna le carte ai partecipanti, mischiando nel mazzo di valori, principi, e idee su ciò che è giusto o sbagliato, adottandoli in nome dell’unica convenienza attendibile, che è la sopravvivenza a tutti i costi del governo in carica (Berlusconi, Monti, Letta, Renzi). In realtà, più che a rivelare la sostanza della posta in gioco, i diversi interventi dei protagonisti dello show, servono a camuffarla.

Tra i tanti personaggi in cerca di autore, negli ultimi tempi, sembra particolarmente assidua la presenza di Maurizio Landini, significativa soprattutto nella puntata del 31 marzo, dov’era interlocutore pervicace di Massimo Cacciari. Insomma proprio Landini, che precisamente un anno fa aveva detto: “Il mio giudizio sulle direttive del governo è sostanzialmente positivo, bene la riduzione della tassazione e la scelta di premiare i redditi bassi”, e poi aveva replicato nell’agosto 2014: “La forza di Renzi sta nel consenso che ha saputo cogliere, non voglio porre dei veti perché un governo ha il diritto di decidere”, poi però sul Jobs Act ultimamente si era decisamente smarcato: “E’ una balla che il governo abbia consenso, il premier non ha il consenso di chi lavora, non quello dei precari, non quello dei giovani”.

Dunque passa un anno ma sembra passato un secolo, il governo Renzi diventa simile a quello di Monti e Letta, anzi addirittura peggio del governo Berlusconi, perché non vuole discutere con nessuna organizzazione sindacale. Insomma c’eravamo tanto amati, ma abbiamo solennemente cannato?

Poi alle domande della Gruber, abile regista dello show, Landini risponde: “Se la disoccupazione è in leggero aumento al 12,7% , quella giovanile al 42,6%, il Pil in leggero miglioramento (?), bisognerebbe smettere di dare ogni giorno dei numeri, dovremmo fare i conti con un quadro drammatico, perché dal dopoguerra non c’è mai stata una situazione così difficile, ci vorrebbero milioni di posti di lavoro, programmare con competenza un nostro modello di sviluppo, invece il governo vuole risposte semplici, cerca scorciatoie gratuite, per inadeguatezza nella risoluzione dei problemi così complessi.

Allora Cacciari, opinionista filosofo e deus ex-machina del Pd: “Il governo può fare ben poco, causa la competizione economica internazionale che minaccia di stritolare il nostro paese, stretto tra paesi ad alta tecnologia, che creano posti di lavoro grazie a politiche di formazione e innovazione, Stati Uniti e altri, o paesi che sono diventati la grande piattaforma manifatturiera mondiale, Cina ecc. Insomma l’Italia è un paese che rischia di essere sopraffatto entro questi due processi, per cui è difficile che qualsiasi governo possa contrastare fenomeni di questo genere, e i nuovi investimenti saranno sempre più a risparmio di lavoro, di quanto non siano stati in precedenti momenti di crisi, e quindi il 42% di disoccupazione giovanile non lo recuperi in qualche mese o anno, occorrono politiche formidabili di ammortizzazione e politiche che mitighino il disagio sociale, perché diversamente la situazione politica italiana diventerà esplosiva anche dal punto di vista di tenuta sociale. Bla … bla … bla …

Ma Landini rilancia: “Renzi ha scelto di stare dalla parte della Confindustria, di cancellare lo Statuto dei lavoratori, di rendere più facili i licenziamenti, di accettare supinamente le politiche che la Bce impone, e quindi si è aperto un dissenso, ecco perché la crisi si potrà risolvere in questo modo, scaricando le contraddizioni sulla condizione sempre più sfruttata dei lavoratori.”

Ma insomma, replica Cacciari, come un sofista della peggiore specie, grande piccolo uomo, abile diffusore di messaggi subliminali, esperto di quel tipico camouflage funambolesco che permette a filosofi e analisti di pescare nel torbido, siamo di fronte ad un’anomalia inverosimile, perché Renzi è il capo di un partito socialdemocratico, che appartiene alla socialdemocrazia europea, quindi non dovrebbe rivolgersi a Landini con atteggiamenti scorretti, non è mai esistita una cosa del genere, un’anomalia pazzesca, ma anche il sindacato italiano è in una situazione di debolezza estrema, ha fatto errori da circa 40 anni, tant’è vero che anche Renzi si permette questi inauditi atteggiamenti, quindi un’anomalia doppia, da un lato un sindacato debolissimo, sempre più diviso, dall’altra un governo marziano, ma siamo su Marte o siamo in Italia?

Conclude Lilly in perfetta neolingua, definendo un “Buon Contratto” sindacale quello appena firmato del commercio, che in realtà inaugura il ritorno ad un futuro assetto verticistico medievale, con la riproposta dei “nuovi schiavi postmoderni”, e che sottoscrive la prestazione di 44 ore settimanali di lavoro, per un massimo di 16 settimane all’anno, senza consultazione e senza il pagamento degli straordinari, con la possibilità di assumere disoccupati e lavoratori senza stabilizzazione dopo l’apprendistato.

Insomma la cronaca di una puntata di Lost: quale sarà il futuro di Maurizio Landini, leader politico di un nuovo partito a sinistra della sinistra che non c’è, oppure novello Tsipras italiano, oppure prossimo leader della Cgil, al posto di Susanna Camusso? Sta di fatto che Landini ha dimenticato di dire spesso e volentieri quali sono state le cause della presente e devastante crisi economico politica, che scuote dalle fondamenta i diritti democratici. Anche adesso racconta solo una parte della verità, attraverso una narrazione che trascura la responsabilità dei Trattati europei, imposti ai popoli che non li hanno voluti, oppure la gravità dell’assunzione di una moneta criminale per le sorti economiche dell’Italia, che ha soffocato la sua economia, demolito i diritti dei lavoratori e devastato i rapporti sociali.

Ma i media detengono il monopolio della “narrazione scenografica”, creano neologismi, inventano parole-esca e ghetti semantici in cui confinare i propri avversari. Accanto ad ogni cambiamento di regime, una serie di attori, intellettuali, economisti, psicologi, giornalisti, politici, ecc, ribaltano il rapporto tra significati e significanti, mistificano eventi, fatti, vicende, per renderli funzionali ai loro interessi di bottega. Gli slogan di propaganda diventano un marchio pubblicitario, si sovrappongono alla realtà creandone una sostitutiva, e chi vi si oppone viene definito come “fomentatore di odio”: chi protesta per l’austerity è un nemico dello stato italiano, perché vuole concorrere all’aumento del debito pubblico e quindi al suo probabile default.

Dietro questi slogan i fatti spariscono, rimangono solo le “interpretazioni/opinioni”, mediate dalle parole e gestite da altri. Ma la presenza di una neolingua diventa sinonimo di regime, che è in grado di cambiare il senso delle parole scomode. E Maurizio Landini purtroppo, anche lui come tanti “altri”, disperso sull’isola politica del nonsense, sta pescando nel torbido, estraendo dalla “botola” di metallo solo ciò che più gli fa comodo, e tramando “progetti dharma” probabilmente fallimentari, perché subordinati al sistema.

Ad attenderlo là sotto chi ci sarà? Desmond o Benjamin Linus? E nel cofanetto Dvd/Blu Ray troveremo le missing pieces?

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

6.04.2015

Pubblicato da Davide

  • Teopratico

    Trovo molto pertinente la similitudine fra la rappresentazione del nostro mondo politico e le serie tv americane degli ultimi anni. In questi films, che nemmeno più tali si possono chiamare, la trama è portata avanti non per giungere da qualche parte, ma solo per trascinare puntata dopo puntata, anzi minuto dopo minuto, emozionalmente lo spettatore, più spettatori possibili, pescando ben volentieri nel torbido dei loro animi. DOve vada a finire la storia non lo sanno nemmeno gli sceneggiatori, non ha importanza, solo l’emozione del momento conta, del colpo di scena che tenga quarto d’ora dopo quarto d’ora incollati allo schermo gli spettatori a chiedersi " E mo’? che succederà?", non certo "Come andrà a finire". Se Renzo e Lucia alla fine si sposeranno non è più rilevante, così come nelle trasmissioni come 8 e mezzo non si toccano mai le questioni fondamentali, ma si gira intorno al nulla mediante una neo-lingua come Rosanna ha ben spiegato in questo articolo.

  • Rosanna

    E’ vero Teopratico, "Lost" può essere consideratol’emblema del nostro tempo, immerso nella dimensione spettacolare dell’emozione necessaria, provocata, voluta, perché funzionale allo share quotidiano …

    un tempo tragico, in cui non si sono soltanto dispersi i viaggiatori del volo Oceanic Airlines 815, ma purtroppo si sono perduti valori e diritti democratici, perché appunto sostituiti da valori e principi estetici: la bellezza dell’isola, la bellezza dei protagonisti, la bellezza del luogo, la bellezza delle emozioni.

    Ma l’estetismo e l’edonismo dominanti nella nostra epoca, mi ricordano altri momenti della storia italiana,  sfociati poi in esiti drammatici: D’Annunzio, il Futurismo, la guerra sola igiene del mondo, la mia vita come un’opera d’arte, il verso è tutto … sappiamo poi come è andata a finire.

  • Teopratico

    Già. Oggi forse non sappiamo nemmeno SE finirà, come le serie tv…

  • IVANOE

    Ma scusate c’è bisogno di tutto un articolo così elaborato, per dire che Landini è un venduto, anzi omologato al sistema e formato con la cultura del patto atlantico ?

    Ci vuole tanto a dire che la tv i media da oltre 60 anni sono lo strumento per filtrare i fatti in modo di presentarli sempre controllati dal potere ?
    Ma perchè pensate, che la gente dei centri sociali si siano giustamente ghettizzati , della serie noi ci facciamo i cazzi nostri, e voi populino italiano di catto-comunisti a comando che vi bevete il cappuccino con il cornetto la mattina mentre però pontificate sulla strage di bambini che muoiono ingiustamente nel mondo… e poi vi lamentate che i soldi non vi bastano più , vivano la loro esistenza fuori da questa società di merda omologata al potere ?
    Perchè c’è gente che ancora crede e vede landini in tv…
    Per paradosso meglio renzi e la gruber di landini almeno loro sappiamo che sono falsi ma non come landini che prende per il culo la povera gente…
  • Rosanna

    Hai ragione IVANOE,
    l’elaborazione dell’articolo forse ti ha disturbato, ma la "bellezza" della forma, della letteratura, della cultura, della storia, della musica, della ricerca della verità, ci servono per lottare meglio e con più forza.

    Leopardi esorcizzava la sofferenza attraverso la sua poesia, e ricomponeva il dissidio attraverso la forma.

    Ieri sera ho visto il bellissimo film di Mario Martone proprio sulla vita di Leopardi "Il giovane favoloso", bellissima anche la colonna sonora, te la linko, per me è fondamentale capire chi sono, qual è la mia storia e la mia cultura, per continuare a lottare contro i venduti della storia.

    https://www.youtube.com/watch?v=lkolG0hsPFU&list=PLp83kAiWvOcVI4N9NbKvdc98nLiLgg1K_&index=3

    https://www.youtube.com/watch?v=X6gWeYswYGM&list=PLp83kAiWvOcVI4N9NbKvdc98nLiLgg1K_&index=4

  • IVANOE

    Sorry Rosanna, assolutamente nulla di personale o di critica al tuo post.

    La mia era solo una reazione all’immagine di renzi e landini…
    Sono piuttosto datato per aver visto molte di queste immagini nel passato, andreotti e berlinguer che occhieggiavano o la mussolini che ridacchiava con bersani…
    Purtroppo io sono u queste cose un’integralista perso : se io sono di un’idea non mi posso assolutamente permettere di fare poi il piacione con uno che la pensa in modo totalmente diverso da me…
    Per me c’è il bianco ed il nero il grigio è grigio si può usare ma è il colore del compromesso della stagnazione del conservatorismo.
    Su certe situazioni dove in ballo c’è stato il sangue della gente non posso vedere renzi e landini che nelle stanze segrete di danno le pacche da buoni amici…
    La mia reazione è per l’immagine ed ogni volta che vedo questi inciuci mi và il sangue al cervello e non si può dare al colpa al giornalista, perchè se io sono un uomo pubblico e ci tengo ai miei ideali cerco di evitare imbarazzanti pose…. ma landini chi lo controlla ?
    Comunque Lepoardi è Leopardi…e nel suo infinito c’è tutta la nostra speranza…
    Ciao
    Rosanna
  • Rosanna

    Hai perfettamente ragione, anch’io la penso come te e l’ho subito detto, quando ho visto Landini che se la rideva con Renzi, ho capito che il sindacato italiano era finito, anche la Fiom che sembrava il più agguerrito. Ci restano forse Cobas e Gilda, ma ottengono minori consensi e sono sindacati di nicchia.

    Del resto anche Tsipras e Varoufakis si fanno ritrarre in Europa tra sorrisi e strette di mano, quando la conduzione di Eurolandia è tutto fuorché democratica. Si spera che il prossimo incontro con Putin possa inaugurare una scelta diversa, cioè l’uscita dall’euro, che sarebbe la prima tessera del puzzle che si disintegra clamorosamente.

  • Oxymen

    Più che "Lost" (o l’italica isola dei fetusi) vedo meglio "Beautiful" come paragone. Causa derive famigliari mi sono dovuto sorbire alcuni maleodoranti spezzoni di quell’idiozia seriale. Se Lost ha almeno qualcosa di sinistro come il Dharma Initiative Recruiting Project che può fare da polarizzatore di attenzione, su Beautiful manco quello. Calma piatta, bonaccia totale (si, Brooke Logan) e nessun catalizzatore plausibile. Roba da anziani colpiti da Alzheimer insomma. Ad un certo punto  il mascellone (Ridge Forrester) viene buttato in un altoforno. Bene, mi dico, almeno il tizio col ferro da stiro di traverso in bocca ha smesso di rompere. Macchè, alcune puntate dopo me lo ritrovo lì, più bello e fresco che pria.
    Ecco, la politica attuale assomiglia a questi nonsense: incapace di avere riferimenti alcuni col reale, navigano su dimensioni spazio-temporali a noi umani ignote con continue uscite ad effetto.
    Berlusconi che annuncia l’annichilimento della tassa sulla casa che poi ritorna sotto mentite spoglie, Monti che annuncia la ripresa (in effetti ce la siamo ripresa lì), Cacciari che dice che il neoliberismo fa molto male agli italiani ma non ne vuole uscire, Landini che amoreggia con Renzi ma poi non riesce a condividerne i piani pubblicamente.
    Personaggi senza arte nè autore che entrano ed escono dall’altoforno a piacere senza che nessun sceneggiatore senta di avere offeso l’intelligenza del pubblico, e senza che il pubblico abbia il coraggio di defenestrare il mezzo che permette tale scempio. Alzheimer uber Alles, ecco il nuovo che avanza.
    Concordo quindi con l’analisi di Teopratico: non ci sono più gli sceneggiatori di una volta, quelli che sapevano mettere Gladio e la P2 al posto giusto. Tutto è lasciato al caso, vada come vada; hanno capito che se funziona in economia può funzionare anche in politica. Le sponde offerte allo scempio nonsensical attuale sono moltissime e tutte ben dotate. L’ermeneutica della comunicazione postmoderna, lungi dall’essere coinvolta in strutturalismi semantici, ha lanciato la sfida dell’abisso concettuale come criterio teleonomico. Insomma si tratta di dire e fare tutto ed il contrario di tutto. Tanto nessuno se ne accorge.
    Volendo concludere (ho facoltà di continuare a proporvi lunghe serie di pensieri fumosi e poco contestabili, ma oggi mi sento buono) desidero accomiatarmi con un paio limerick.

    C’era un politico rimbambito
    che aveva un look molto gradito
    si trapiantò il cervello
    pensando di diventare ancor più bello
    restò solo con un dito

    C’era un premier affamatore
    che emanava un forte fetore
    camminando su un prato
    in un momento esagerato
    decise di gustarsi un liquore

  • adriano_53

    Capisco la tentazione, ma mi auguro che nessuno scambi la realtà per una serie tv.

  • Rosanna

    Sei ottimista adriano_53,
    io ne ho incontrati tanti che lo fanno, che credono ciecamente in ciò che ascoltano in tv e lo spacciano per oro colato, che si affidano senza alcun giudizio critico alle fandonie dei tg, senza mai obiettare nulla circa le "narrazioni" che vengono loro fatte.

    Per di più la tv generalista nasconde molte insidie di attendibilità, perché l’utente medio non ha sempre la capacità di discernere il livello di credibilità di un talk show, da quello di un tg, da una trasmissione di intrattenimento, da un talent show, da una pubblicità, e via di seguito …

    Marshall Mcluhan infatti classifica come "freddi" i media che hanno una bassa definizione e che quindi richiedono un’alta partecipazione da parte dell’utente, e in "caldi" invece sarebbero quelli ad alta definizione, e scarsa partecipazione.

    Lo spettatore medio sarà in grado di decifrarne la differenza? Non credo proprio, quindi crede che Landini sia un ottimo sindacalista a difesa dei diritti del lavoro, e non si accorge invece che i sindacati sono sotto forte pressione da parte della politica neliberista degli ultimi governi.