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MATTEO SALVINI ALLA RICERCA DELLA VERGINITA’ PERDUTA

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DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

“Quando si parte il gioco de la zara,
colui che perde si riman dolente,
repetendo le volte, e tristo impara;

con l’altro se ne va tutta la gente;
qual va dinanzi, e qual di dietro il prende,
e qual dallato li si reca a mente.”

E’ uno degli incipit più straordinari del “Purgatorio” di Dante Alighieri, quello del canto VI in cui il poeta pronuncia una famosa invettiva contro la corruzione politica dell’Italia (nothing has changed), e riproduce una scena spesso frequente nella vita di Firenze del medioevo, con un’abilità visionaria così potente che farebbe invidia perfino a Ridley Scott, quando agli angoli delle strade si fermava talvolta un nugolo di persone per assistere al “gioco della zara”, una sorta di gioco d’azzardo dell’epoca (dall’arabo zahr = dado = azard = azzardo) in cui un professionista del gioco, cioè un baro, riusciva a raggirare gli avversari con l’inganno, intascando un bel gruzzolo, poi si allontanava, seguito dai parassiti o dai complici, che pretendevano il loro compenso, sbarazzandosi così dei perdenti rimasti scornati.

Queste terzine dantesche, così realistiche nella loro veridicità truffaldina, mi hanno spesso ricordato la nascita della Lega Nord, quel partito formatosi dall’unione di sei movimenti autonomisti regionali intorno al 1995, ad opera di Umberto Bossi. Infatti la Lega mi è apparso da subito un partito-cialtrone, che sfruttando le giuste istanze sociali del Nord Italia, tentava di raggirare gli adepti e i fedeli attraverso riti e liturgie orchestrate ad arte.

Qualche conferma l’ho avuta poi nel tempo. Il tempo è galantuomo, dice un proverbio popolare, (forse solo lui), ma comunque riesce spesso a dimostrare le insinuazioni più diffidenti. “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”, diceva un noto Belzebù, che di peccati se ne intendeva.

La Lega Nord infatti, affermatasi come un vero e proprio partito-stato, con un esecutivo eversivo-istituzionale insediatosi a Venezia, un cuore pulsante nel parlamento di Mantova, un esercito celodurista di camicie verdi e di ronde notturne che scassavano gli zenzeri alla polizia di stato (quella vera, naturalmente), magnificava le proprie gesta con una colonna sonora scaricata dall’inno “Va pensiero” di Giuseppe Verdi, che non c’entrava una mazza con l’ideologia leghista, e risultava dunque pietosamente inopportuno e ridicolo, ma piaceva molto all’insipienza dei capi, e di molti seguaci.

Non pago di queste soavi amenità, Umberto Bossi, con l’aiuto dell’ideologo del partito Gianfranco Miglio, diede l’avvio ad una vera e propria mitologia padano celtica, che decretava il fondamento storico ideologico dell’identità della Padania attraverso bufale assolutamente antistoriche, illogiche e spudoratamente fasulle.

Il nuovo stato si attrezzava così di origini celtiche, cultura preromana, e archetipi imperiali, funzionali a rimarcare le origini cristiano romane dell’Europa, e si riforniva di luoghi e fatti storici mirati a soggiogare con forza l’immaginario collettivo: a Pontida si inizia nel 1990 a tenere il raduno annuale del partito, per commemorare il “giuramento di Pontida”, evento storico che aveva sancito la nascita della Lega Lombarda dei comuni che nel 1176, guidati da Alberto da Giussano, vinsero Federico Barbarossa a Legnano.

Il nuovo stato cialtrone e parassita, minacciando l’integrità della struttura istituzionale nazionale, ma sfruttando con ipocrisia tutti le regalie dello stato italiano stesso, comincia allora ad invadere i propri comuni con insegne stradali scritte in dialetto, a nominare le proprie strade con i simboli pseudo celtici, a colorare di verde le strisce pedonali, a intitolare le scuole pubbliche con i nomi dei filosofi del movimento (G.Miglio), tappezzandole del Sole delle Alpi.

L’ideologia leghista a poco a poco si trasforma in una vera “religione politica”, infatti, secondo quanto dice Emilio Gentile nel suo testo “Le religioni della politica”: “la sacralizzazione della politica accade ogni volta che un’entità politica (nazione, democrazia, stato, razza, classe, partito, movimento) viene trasformata in un’entità sacra, in un oggetto di devozione e di culto, ed è collocata al centro di un sistema di credenze, di simboli e di riti. Nascono allora le religioni della politica, che non si identificano con un unico tipo di ideologia e di regime: esse possono sacralizzare la democrazia o l’autocrazia, l’eguaglianza o la disuguaglianza, la nazione o l’umanità”.

Dunque il “partito-baro del gioco della zara”, per sacralizzare la totalità della vita collettiva, rendendola strettamente avvinghiata al suo capo/sciamano/signore, deve ora escogitare una sorta di mitologia canaglia, inventare un complicato apparato di simboli e riti collettivi per governare le masse dei propri fedeli, assetate di fede, spiritualità, salvezza, sicurezza e benessere: ogni anno i militanti leghisti si ritrovano alla foce del Po per celebrare il rito delle ampolline che travasano acque sacre dal fiume, e santificano così la comunità dei seguaci celoduristi.

La retorica leghista poi ha bisogno costantemente di inveire contro un indiscutibile nemico per identificarsi e per santificare il proprio nazionalismo salvifico: terroni, mafiosi, scansafatiche, burocrati, islamici, parassiti, politici ladri (Roma ladrona), immigrati, infedeli, stupratori, clandestini, omosessuali, prostitute, comunisti, fascisti, globalisti, no global, centri sociali, meridionali, rom, zingari, cinesi, occupanti invasori che avrebbero invaso i padani, destinati a finire nelle riserve come gli indiani d’America.

Con queste cialtronesche strategie illusionistiche, non prive di intento demagogico, il partito intercetta le paure globali, che invadono le metropoli inquiete ( Zygmunt Bauman , “Paura liquida”), terrorizza l’elettorato insinuando violenza allarmistica verso lo straniero, spaventa circa le conseguenze dell’immigrazione, la perdita del lavoro, la diffusione della religione islamica, che cancellerà la chiesa cattolica, l’aumento esponenziale della criminalità, utilizzando spot terroristici di propaganda su furti, stupri, rapimenti di minori.

Come si fa a fidarsi di questo partito-cialtrone? Che ha fatto del populismo folcroristico la propria insegna. Che ha sconfessato tutte quante le sue promesse elettorali? Che ha collaborato con le forze di governo, deliberatamente e colpevolmente, al conseguimento del sequestro della democrazia e dei diritti?
Eppure alcuni euroscettici consigliano di votarlo alle prossime elezioni europee, sostenendo che, poiché Matteo Salvini si sarebbe chiaramente dichiarato euro critico, sarebbe questo l’unico modo per rafforzare il gruppo parlamentare europeo EFD esplicitamente antieuro, in modo tale da renderlo capace di sfiduciare la Commissione, grazie all’ art.107 del Regolamento del “Trattato di Lisbona”, che amplierebbe i poteri del Parlamento.

Ma se qualcuno non ricordasse i retroscena di Matteo Salvini, forse varrebbe la pena sfogliare qualche pagina web, per rinfrescarsi la memoria:

Il Fatto Quotidiano 13/dic /2013: Scandalo Lega Nord, Belsito: “Soldi in nero a Salvini”. Il segretario: “Solo fango”. L’ex tesoriere d
el Carroccio, parlando con i magistrati di Milano che hanno chiuso il primo filone dell’indagine sulla gestione dei fondi, parla anche di tangenti, ricostruendo il pagamento di un milione di euro arrivato alla Lega del Veneto da parte di una multinazionale francese. Nuovi dettagli sulla laurea comprata di Renzo Bossi.

La Stampa 13/dic /2013: Belsito: “Soldi in nero ai big della Lega Nord”. Più che sassolini, sono pietre quelle che Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega, si toglie dalle scarpe durante una decina d’interrogatori, resi tra il maggio e il luglio scorso, ai pm della procura milanese che indagavano sui finanziamenti al Carroccio.

TgCom24 13/dic /2013 : Lega, l’ex tesoriere Belsito: “Ecco tutti i dirigenti che pagavo in nero”. Ai pm di Milano ha raccontato la “contabilità parallela” di via Bellerio, che coinvolge molti alti dirigenti del Carroccio con versamenti e tangenti. Salvini replica: “Fango e palle”. Zaia: “Lo querelo”.

Tutte fesserie dirà qualcuno, non mi pare anche perché Salvini non “sembrava” essere l’unico ad attingere ai fondi dei finanziamenti ai partiti:

Repubblica.it 13/apr/2012: Troppo facile sparare sul Trota, figlio di un finto medico… Troppo comodo, scaricare sui figli. Deve essere insopportabile, per tanti volontari che vanno gratis ad arrostire polenta e salsicce (o addirittura il toro allo spiedo: maschio sapore celtico) alle sagre padane, vedere nei video dell’ex-autista la sfrontata naturalezza con cui il Trota afferra e si mette in tasca quelle banconote da cinquanta euro che a loro costano ore di lavoro in fabbrica o sui campi. O sapere che i soldi dei rimborsi elettorali al partito, soldi dei leghisti e di tutti i cittadini italiani, sono stati usati per affittare le Porsche di Renzo, tappare i debiti seminati da Riccardo o rifare un naso nuovo a Sirio Eridano.

Cosa potevano capire quei figli dell’importanza della scuola, della cultura, della laurea, scoprendo che il padre si era fatto la prima tessera di partito alla sezione del Pci di Verghera di Samarate scrivendo alla voce professione: «medico»? Che si era candidato alle sue prime elezioni facendosi presentare dal settimanale il Mondo come «Umberto Bossi, un dentista di quarantadue anni di Varese»? Che si era definito nella sua stessa autobiografia un «esperto di elettronica applicata in sala operatoria»?

Se ce l’aveva fatta lui, dopo avere imbrogliato la prima moglie spacciandosi a lungo per medico, (secondo la testimonianza della donna: «Dovetti chiedere di essere ricevuta dal rettore. E lì, in quella stanza austera, un tabulato mi rivelò quello che sospettavo: mio marito non si era mai laureato, alla sua fantomatica laurea mancavano ben undici esami»), perché mai non potevano sognare anche loro, i figli di vedersi spalancare davanti una strada di auto blu, folle in delirio, richieste di autografi, stipendi extralusso, segretarie premurose, titoloni nei tiggì, salamelecchi parlamentari, collaboratori e sodali in adorazione perenne?

Il Fatto Quotidiano 29/nov/2013: Lega nord, verso il processo Bossi e figli. “Truffa allo Stato per 40 milioni di euro”. Chiuse le indagini sullo scandalo che ha travolto il Carroccio: in qualità di legale rappresentante al Senatur è contestato l’intero ammontare del finanziamento pubblico. Lui e i figli devono rispondere di appropriazione indebita per 500mila euro: 77mila per la laurea in Albania.

La letteratura degli orrori è veramente sterminata e non fa che prolungare l’agonia di un Paese sull’orlo di un saccheggio truffaldino e ipocrita della democrazia: “Inganno Padano. La vera storia della Lega Nord” di F.Bonasera e D.Romano,“Razza Padana” di A.Signore e A.Trocino, “Il libro che la Lega Nord non ti farebbe mai leggere. Dichiarazioni e scandali di un partito” di E.Bianchini, ecc. ecc. ecc.

Invece secondo alcuni sarebbe “ovviamente giusto” fidarsi ancora una volta di qualche sepolcro imbiancato, oppure sarebbe “naturalmente logico” pensare che un parlamentare euroscettico in più potrebbe sfiduciare la Commissione europea, oppure sarebbe “amabilmente intelligente” concedere consenso ad un partito che ha collaborato al furto della sovranità degli ultimi 20 anni, ha salvato nel 1994 Berlusconi dal fallimento permettendogli in tutti questi anni di governare e scassinare l’Italia, ha compiuto quei famosi “14 crimini della Lega Nord” (ne ricalco solo alcuni), ricordatici da un interessante flashback di: http://sollevazione.blogspot.it/2014/05/lega-nord-euro-unione-europea-dedicato.html

1) Ottobre 1992. La Lega Lombarda, pur essendo all”opposizione, vota SI in Parlamento ai Trattati di Maastricht, ovvero votò favorevole alla Bibbia del neoliberismo sulla cui base cessò di vivere la Comunità economica europea e nacque l’Unione europea.

2) L’euro entra in circolazione il 1 gennaio 2002, col pieno assenso della Lega Nord che faceva parte del governo Berlusconi.

3) Il 1 febbraio 2003, con l’assenso del governo italiano (di cui fa parte la Lega Nord) entra in vigore il Trattato di Nizza (Costituzione europea). Il Trattato viene firmato a Roma il 29 ottobre 2004. Stiamo parlando della “Costituzione” che verrà bocciata dai francesi e olandesi con referendum nel maggio e giugno 2005.

4) Il 1 dicembre 2009 (con il consenso del governo Berlusconi-Lega Nord) entra in vigore il Tratto di Lisbona. Il 23 luglio 2008 il Senato approva il Trattato di Lisbona all’unanimità con 286 sì. Il 31 luglio 2008 la Camera approva all’unanimità il Trattato di Lisbona con 551 sì.

5) Il 3 dicembre 2008 il Parlamento approva, su proposta del governo Pdl-lega Nord, il ddl Salva Banche contenente i cosiddetti Tremonti bond.

6) L’ 8 settembre 2011 il Consiglio dei Ministri (voto favorevole della Lega Nord), dopo la famigerata “Lettera della Bce” vara la proposta di legge Costituzionale sull’introduzione del principio del pareggio del bilancio nella Costituzione.

7) Il 26 ottobre 2011, causa “crisi dello spread” e i conseguenti diktat dell’Unione Europea, il presidente del Consiglio Berlusconi, col consenso della Lega Nord, invia una lettera con la promessa di adottare le misure austerity di macelleria sociale, quelle che saranno poi adottate dal successivo governo Monti.

8) Il 3 e il 4 novembre 2011 dopo che Berlusconi partecipa a Cannes al summit del G20, il governo Pdl-Lega accetta che una delegazione del Fondo Monetario Internazionale “monitori i progressi sulle riforme economiche e gli effetti di queste sui conti pubblici”, ovvero il definitivo commissariamento.

9) Poco prima di dimettersi il Presidente del Consiglio Berlusconi, 12 novembre 2011, fa approvare dalla Camera dei deputati i disegni di legge, già approvati dal Senato (consenso della Lega in entrambi le aule), contenenti le disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2012), il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2012 ed il bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014. Tutto ciò che poi Monti metterà in pratica.

La posizione di alcuni euroscettici sembra dunque credere in questo partito, ma la loro “presunta strategia intelligente” a me sembra veramente “poco intelligente”, perché dato che il Parlamento europeo non ha alcun potere, e invece l’unico organo europeo di gestione ideologica del sistema è il Consiglio d’Europa, vero e proprio “Governo ombra” (presieduto da Herman Van Rompuy, eminenza grigia del Gruppo Bilderberg), composto dai capi di stato/governo dei singoli Pae
si, si dovrebbe dunque far pressione su questo, cercando cioè di far cadere il governo Renzi, dato che le elezioni europee, in questo tragico momento storico, hanno anche e soprattutto una forte validità politico nazionale, diversamente non si capirebbe l’escalation di tensione massmediatica rilevata negli ultimi tempi su tutti i teleschermi d’ Italia.

Per di più non credo si possa riesumare la democrazia, riciclando forze politiche che hanno contribuito
a devastarla e distruggerla (Porcellum, la legge porcata di Calderoli), cercando ora di sopravvivere allo tsunami in arrivo (la probabile deflagrazione dell’euro, evitata a fine luglio 2012 dal “whatever it takes” di Mario Draghi), e saltando all’ultimo istante sul carro del “Tramonto dell’euro” di Alberto Bagnai.

Una “mitologia cialtrona e canaglia” che ha le “mani sporche”, intrise del dolore inferto alle vittime di questo Paese. Liberateci dunque dal “cerchio magico degli ultracorpi dal rutto libero”, liberateci dagli “ultracorpi diversamente connaturati alla democrazia”, che hanno colpevolmente contribuito alla metamorfosi di quel che restava di una Repubblica Sovrana e Democratica, in una Eurocrazia Presidenziale Autoritaria.

Matteo Salvini alla ricerca della verginità perduta? Questa presunta verginità la Lega sembra non averla mai avuta, ma comunque, se interessa, eventualmente ci sono molti siti web che procurano online un’imene artificiale, casta, illibata, vergine, resistente ad ogni tipo di stupro-celodurista, che potrebbe servire a confondere ulteriormente le idee ad un “volgo disperso che nome non ha”.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

14.05.2014

Pubblicato da Davide