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MATTEO RENZI FAR LA FINE DI BERLUSCONI ?

DI CM

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Vale la pena di riguardare il video nel quale Matteo Renzi aggredisce il sindacato italiano. Il vero talento del nostro Premier è riuscire a tradurre, in maniera brillante, in pseudo-linguaggio televisivo e pubblicitario lo pseudo-pensiero neoliberista e padronale sui diritti dei lavoratori. Lo spartito è sempre il medesimo: se “Marta, 28 anni” (ecco lo pseudo-linguaggio) non trova tutele per la sua maternità, è per colpa delle sue amiche dipendenti pubbliche (ed ecco lo pseudo-pensiero). Chi non ha garanzie e diritti può prendersela con chi ancora ne ha qualcuno, la disoccupazione è responsabilità del sindacato, e così via.

È un messaggio volto a rinfocolare l’odio di tutti contro tutti, e che trova terreno fertile nelle menti devastate del grande pubblico televisivo. Sbaglia chi vede qualcosa di nuovo o repentino nell’atteggiamento di Renzi: egli ripete queste cose da quando è salito sul palcoscenico, qualche anno fa. La sua è una aggressività coerente, e per nulla inaspettata. Il sindacato, dopo anni di compromessi, moderazione, ritirate strategiche (cioè fatte di corsa), inchini e salamalecchi si trova sotto il fuoco del capo del suo partito di riferimento.

La tattica della limitazione del danno ha fatto sì che il danno si ingigantisse. Se non ci fossero di mezzo anche i nostri diritti verrebbe da dire “ben vi sta!” Fioriscono le analogie tra Renzi e Berlusconi, di cui avevamo discusso poco tempo fa. La loro missione era ed è giungere alla totale sottomissione del lavoro italiano alle ragioni della crescita e del capitale. Nel 2011, con il pieno accordo delle istituzioni europee, Berlusconi tentò un attacco in grande stile nei confronti del lavoro italiano (vedi “Lettera della BCE”). Fallì, e fu sostituito (non che lui non fosse d’accordo). Al suo posto venne Monti, e riuscì a sferrare colpi durissimi a quanto rimaneva del welfare state di questo paese. Fu una specie di Trojka fatta in casa. Se Renzi fallirà, se le residue forze del lavoro riusciranno ad opporsi all’azione distruttrice del suo governo, è bene tenere presente il fiorentino “farà la fine” del suo predecessore: verrà semplicemente sostituito. Chi ha ancora intenzione di lottare dovrà dunque tenere fermo questo punto: quello cui assistiamo è solo il primo assalto. Alle spalle del ceto politico e del capitale italiano si staglia l’ombra del ceto politico e del capitale europeo.

Esattamente come nel 2011. Naturalmente ci sono delle differenze. Il Renzi di oggi è molto più forte del Berlusconi del 2011; e il pretesto dell’emergenza spread in questo momento non sussiste. Ma dal punto di vista dei lavoratori la situazione non è poi molto diversa: il primo assalto del 2014 sarà semplicemente più violento di quello del 2011, e sarà accompagnato da una propaganda ancora più fittizia e evanescente. Ciò che conta è non ripetere gli errori del passato, non concentrarsi troppo, non demonizzare, la figura di Renzi come si è fatto con quella di Berlusconi. L’uno come l’altro rappresentano solo il primo assalto. È sulla resistenza al secondo che si decide il nostro futuro.

CM

Fonte: http://il-main-stream.blogspot.it

Link: http://il-main-stream.blogspot.it/2014/09/matteo-renzi-fara-la-fine-di-berlusconi.html

20.09.2014

Pubblicato da Davide

  • cavalea

    …se "Marta, 28 anni" non trova tutele per la sua maternità…



    Facciamo in modo che abbia le stesse opportunità e diritti, delle sue amiche dipendenti pubbliche.

    Va bene così signor Primo Ministro?

  • passante

    La fine del sindacalismo italiano ha un nome e si chiama concertazione.

    Nulla di più scontato quindi che l’attacco finale, quello che ne sancirà la fine ufficiale, perchè la fine di fatto è già sancita da molti anni, viene proprio dal partito più vicino all’idea dominante nel movimento sindacale italiano. 
    L’idea è quella di non rimandare mai al mittente qualunque proposta, anche la più inaccettabile, ma cercare di barattarla con qualche irrisorio vantaggio, in modo da farla passare per una vittoria sindacale ed incassare i premi a personam previsti per l’accordo.
    Il problema sta che a forza di accettare condizioni capestro, ci si indebolisce e si ha meno da mettere sul piatto, fino ad arrivare al giorno d’oggi, dove non c’è più nulla da barattare e si devono accettare i dictat del governo su tutta la linea. 
    La fine della concertazione corrisponde alla fine del sindacato, ora può chiudere definitivamente bottega, o come già successo all’ex PCI, diventare ufficialmente uno strumento del neofeudalesimo.
    Allearsi con Marchionne e con la sua delirante visione del mondo. In realtà lo ha già fatto in occasione del famoso referendum sulla pausa pipi in catena di montaggio.
    Questo è a cosa è ridotto il sindacalismo in Italia. Indire referendum sulle pause pipi, invitando al voto anche chi non è direttamente coinvolto. Il risultato, inutile da un punto di vista pragmatico, è scontato e introduce un’ideologia superata da anni, su chi comanda in fabbrica.
    Neo feudalesimo, per l’appunto.
    D.
  • Rosanna

    Claudio Martini fa sempre delle analisi molto lucide e intelligenti, direi scientifiche.
    Condivido pienamente.

  • permaflex

    Marta.alla fine dei giochi,troverà una concorrenza ancora più agguerrita che gli contenderà l’accesso al lavoro,quella degli ex dipendenti prima garantiti ora senza tutele come lei.

  • Laertino

    Condivido, nella sostanza l’articolo di Martini.

    Faccio due sole annotazioni, che concernono il latente pessimismo.
    Nel mondo sindacale, ci sono quelli che continuano a credere in un sindacato di classe. saranno una minoranza, ma non sprovveduta, capace di rompere quel clima di tregua sociale, che copre il mondo del lavoro come una cappa di piombo.
    A differenza di Bertinotti, e dei bertinottiani, non ho mai avuto il mito dei movimenti (ne quelli sessantottini ne quelli della marcia Perugia Assisi), ma ci sono movimenti e movimenti. 
    I movimenti di Taranto, quelli della Terra dei fuochi (guarda caso, ambedue nascono dove l’attacco alla vita è un fatto tragicamente quotidiano), il movimento No Muos e quelli No Tav. 
    Non ripeto la solita frase-slogan: "bisogna partire da qui", perché non è solo brutta, ma falsa ogni possibile discorso. Ma non possiamo dimenticare che esistono, e che ci dicono una cosa molto semplice: non hanno ancora vinto (i padroni e i loro servi).
  • Marshall

    Non capiso come si possa credere che questa gente fallisca ma se hanno ricevuto gli ordini e hanno tutto in mano per fare ciò che vogliono come fanno a fallire forse recitano e tutti i loro scopi non sono chiaramente palesi. La situazione di stagno di questo paese, prima delle riforme da macelleria sociale che veranno fatte tutte fino in fondo qualunque manico di scopa venga messo a governare, serve a ridurre in povertà buona parte della popolazione italiana così da costringerla ad accettare sempre di più un modello schiavista. Non c’è errore nel tentennare c’è la logica dello sfascio che porterà tutti alla miseria. Per paradosso oggi sarebbe meglio fare tutto male piutosto che stare appesi ma loro vogliono l’en plein impoverimento e riforme da macelleria sociale e quindi non facendo le riforme il debito aumenta le tasse crescono la gente si impoverisce giunto il livello voluto finiranno anche le riforme tanto sospirate dalla finanza criminale globale.

    Ma perchè che fine ha fatto il nano? Gli hanno fatto anche lo sconto assegno familiare e l’Europa gli ha ammesso un ricorso sui diritti disumani. Secondo me Fantocci da la su, è andato in paradiso vero?, se la ride un paese ridicolo come quello italiano nemmeno a progettarlo verebbe così fottutamente ridicolo.

  • Truman

    Nei forum un post correlato, con ulteriori dettagli sulla fenomenologia di Renzi:

    Creano della “guerra fra poveri”.

  • lucamartinelli

    Hai ragione! Berlusconi non ha fatto per nulla una brutta fine. Tra massoni non si fanno scortesie!! Non ha fatto nemmeno 5 minuti d galera……e le aziende sono sempre sue e della mafia….

  • lucamartinelli

    Forse è come dici tu, ma io penso che la fine dei sindacati vada ricercata nel piano massonico di Rinascita Democratica del criminale Gelli, a sua volta burattino di poteri forti….

  • Tetris1917

    obiettivo finale di questa ultima sortita del capitale contro il lavoro è quello di abbassare a livello prossimo della Grecia, il valore della forza lavoro. Vedete che in Grecia stanno lavorando a 3-400 euro al mese, come pure nella Germania della culona, con i minijob, ma in tedescland esistono ancora industrie serie. Ma oltre alla riduzione del valore della forza lavoro, questa sortita conferma che in Italia non ci dovrà essere nessun tipo di grande industria e produzione su larga scala. L’art.18 come lo statuto dei lavoratori, era ed è la manifestazione più progredita dell’avanzata della grande industria in Italia e della classe operaia con le sue lotte. Insomma questa è l’ennesima battaglia che il capitale sta vincendo. Alla faccia di chi crede finita la lotta di classe (forse solo quella che fanno gli operai): è viva e vegeta e la fanno i padroni e i loro servi politici, tutti, compreso i neoaSSunti al parlamento dei padroni: il movimento5stelle.

  • Ercole

    Ma perchè Berlusconi che fine ha fatto !!!!!I borghesi riservano sempre un ruolo di privilegio ai propri servi anche quando   ti mettono in  "disparte " .

  • rebel69

    Forse avete ragione entrambi

  • passante

    Guarda che le 2 cose non si escludono, anzi.

  • yakoviev

    Sono d’accordo: i vari "piani" stile P2 (ma dire così è limitativo) non prevedono affatto l’abolizione del sindacato,  vogliono invece un sindacato assolutamente non conflittuale ma  pienamente abdocto e coinvolto nei piani del capitale, sempre più trasformato in para-istituzione gestionale. Non a caso si parla di dare in gestione in un prossimo futuro al sindacato (o a organismi all’uopo da esso costituiti) la gestione del pagamento dell’indennità di disoccupazione. E’ stato, diciamo così, un progressivo "venirsi incontro".