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MARCIUME POLITICO ITALIANO. IL TEATRINO FRA RENZI, BERLUSCONI, ALFANO E VERDINI

DI FUNNY KING

rischiocalcolato.it

Capisco che per molti è un argomento noioso ma qui vorrei ricapitolare ancora una volta come funziona la politica Italiana.

Come noto sia il Governo Letta che il Governo Renzi non hanno mai avuto i numeri per stare in piedi al Senato e fare le “riforme”.

Provvidenzialmente però, un bel giorno Angelino Alfano con grandi insulti e accuse reciproche con Berlusconi fece il primo spin off del PDL. Ncd, Ovvero la succursale governativa della famiglia Berlusconi in cambio di uno scudo per Mediaset.

Poi Renzi ha cominciato a trasformare il PD nella nuova Democrazia Cristiana scontentando gli appetiti di alcuni “vecchi” esponenti del fu PCI e accontentando quelli dei suoi amici. E dunque al Senato i numeri si sono rimessi a ballare, anche perchè l’NCD si è dimostrato il partito più indagato e condannato (in percentuale sugli eletti/nominati) della storia della repubblica.

E oggi cosa succede?

Il novello indagato per bancarotta (un attestato di merito) Denis Verdini…. oooops “litiga” con Berlusconi e si fa il suo gruppo parlamentare pronto a sorreggere le “riforme” di Matteo Renzi. Ed ecco quindi il secondo Spin Off dei nominati del fu PDL per continuare ad onorare il patto di non concorrenza e belligeranza conrtro Mediaset e altri eventuali interessi della famiglia Berlusconi.

Dunque Renzi si appresta a varare il Governo Renzi-Alfano-Verdini, e francamente i sisnstronzi ItagLioti se lo meritano. Hanno finalmente una visione chiara di ciò che è sempre stato il loro partito, quello col ditino alzato che dava lezioni agli “antropologicamente diversi”.

E si ci potete giurare sisnstronzi dei miei coglioni, siamo antropologicamente diversi.

p.s. e non me la venite a menare con la Lega. Salvini è l’avversario scelto da Renzi (e Berlusconi) per congelare e concentrare i voti del centro destra in un partito che non può strutturalmente vincere le elezioni per il semplice motivo che non ha voti al sud, e non gli avrà per anni (o forse mai). Chiedetevi come mai il buon Salvini è sempre in TV, su tutti i canali a qualsiasi orario in tutte le fasce possibili. A me spiace ripeterlo, e mi spiace ancora di più osservarne le proposte, ma oggi esiste un solo partito minimamente votabile se non altro per questioni di estraneità a questo enorme orrendo e raccapricciante teatro. Inutile che lo citi, tanto sapete benissimo quale è.

p.p.s. e comunque non esiste nessun partito in Italia che non metta al centro la superiorità dello Stato e dell’ordine costituito sull’individuo e la sua potenzialità.

Funny King

Fonte: www.rischiocalcolato.it

Link: http://www.rischiocalcolato.it/2015/07/marciume-politico-italiano-il-teatrino-fra-renzi-berlusconi-alfano-e-verdini.html

24.07.2015

Pubblicato da Davide

  • sotis

    Giustissimo …ma tanto gli italiani voteranno ancora PD perchè sono fondalmente masochisti.

  • riefelis

    Ottima argomentazione.
    E’ proprio un teatrino.
    E’ poi evidente che tra i programmi politici di Berlusconi e Renzi non c’è alcuna differenza.

  • mago

    Disgustoso..ma questo Verdini non era quello che….al renzino servirebbe un curatore di immagine…

  • Tao

    Denis Verdini lascia Forza Italia e la reazione spontanea è un gigantesco “chissenefrega”. Lui è il personaggio che è (ma se vi serve un ripassino eccolo qui http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=VERDINI+Denis [cinquantamila.corriere.it] , sia pure con aggiornamento fermo al 15 ottobre dell’anno scorso, da integrare almeno con il recentissimo rinvio a giudizio per bancarotta fraudolenta http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Denis-Verdini-rinviato-a-giudizio-per-bancarotta-fraudolenta-0950b8e5-d862-4cf4-a734-a26f03f67f0a.html [www.rainews.it] ) e del partito-azienda creato d’incanto nel 1994 basta e avanza tenere presente che si tratta di un’emanazione diretta di Berlusconi.

    A suo tempo i due si sono incontrati, piaciuti, associati, e per una ventina d’anni hanno ritenuto opportuno che il sodalizio continuasse, sia pure tra alterne vicende e rapporti non sempre idilliaci. Entrambi, del resto, sono individui assai ambiziosi e perennemente in cerca di successo personale, per cui va da sé che il loro approccio sia quello dei soci di un’impresa, anziché dei fedeli di uno stesso credo. Finché è vantaggioso si prosegue insieme, quando smette di esserlo ci si separa. E figuriamoci, poi, in un quadro parlamentare come quello italiano odierno, in cui il Pd renziano è di sinistra solo a chiacchiere – o tutt’al più nella retorica sui diritti dei gay, dei migranti, e via solidarizzando con chiunque tranne che con i cittadini sempre più in balìa del liberismo globale – per cui gli andirivieni da uno schieramento all’altro sono facilitati al massimo grado. Come da una holding a un’altra, o anche meglio.

    La pantomima politica, tuttavia, ha le sue esigenze, e quindi non possono mancare le pseudo spiegazioni. In un incontro “di vertice”, al quale hanno partecipato anche due big del Silvio’s Team quali Fedele Confalonieri e Gianni Letta, pare che Verdini abbia affermato che la sua defezione è dovuta al fatto che «le posizioni restano distanti». Ergo, «Ti confermo l’intenzione di voler andare via. Ho i numeri per fare un gruppo».

    Formule alquanto generiche, manco a dirlo. Da un lato, perché le frasi sono l’esito di una ricostruzione dall’esterno e non di una testimonianza di prima mano; ma dall’altro, e soprattutto, perché il giornalismo mainstream in versione nostrana ha la pessima abitudine di registrare le dichiarazioni dei politici con il distacco di un cancelliere che si limita a trascrivere, astenendosi dall’esigere dei chiarimenti davvero approfonditi. Quali saranno mai «le posizioni [che] restano distanti» fra Berlusconi e Verdini? Posizioni di principio, si fa per dire, o posizioni di convenienza? In altre parole: un problema di posizioni, o di riposizionamenti? Si attendono interviste stringenti, al riguardo.

    Nel frattempo, però, qualcosa di più lo anticipa il senatore Vincenzo D’Anna, che è tra i sicuri seguaci di Verdini. Come riportato dal Fatto Quotidiano http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/23/denis-verdini-lascia-forza-italia-con-berlusconi-posizioni-distanti-vado-via/1900952/ [www.ilfattoquotidiano.it] , «la linea è quella dell’attenzione pragmatica nei confronti delle scelte dell’esecutivo “ma da posizioni di opposizione: valuteremo il tasso di liberalismo e riduzione dello statalismo delle decisioni di Renzi, e quanto fatto con il Jobs act, la scuola, e la riforma della Pubblica amministrazione ci sembra vada nella direzione giusta. Posizioni di governo? Siamo all’opposizione e quindi non ci interessano. Certo, mai dire mai…».

    Già: perché porre dei limiti, all’Umana Provvidenza? L’importante è farsi trovare pronti. Ed ecco allora anche il nome, annunciato dallo stesso D’Anna, di cui si fregerà il gruppetto di transfughi, la cui consistenza dovrebbe aggirarsi intorno a una ventina tra senatori e deputati: “Azione liberal popolare e Autonomie”.

    L’ennesimo obbrobrio, anche verbale.

    fz
    Fonte: http://www.ilribelle.com
    23.07.2’15

  • IVANOE

    A funny King,

    hai fatto la scoperta dell’acqua calda….
    O sei giovane o sei di scarsa memoria :
    Ma gli inciuciare tra Berlinguer e la DC negli anni 70 non contano ?
  • RenatoT

    o perchè in Italia ci sono milioni di clientele che vanno tutte a votare, amanti e parenti compresi…