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MANGIAMO ANIMALI MORTI ?

DI KEVIN BARRALON

huffingtonpost.fr

La domanda può sembrare assurda. Ovviamente, per essere mangiati, gli animali devono prima essere uccisi. Sappiamo tutti che dietro a una bistecca, c’è un animale morto.
Tuttavia, per la maggior parte del tempo, facciamo dell’animale un elemento estrinseco alla carne.
Ci crea sempre fastidio quando, a tavola, un vegetariano ci ricorda che il cosciotto d’agnello è innanzi tutto una carogna.
Questi moralizzatori!
Così, spesso, abbiamo fatto finta di dimenticare. Dopotutto, bisogna mangiare carne per vivere!
Questo è un alibi.

La necessità della carne, è il nostro pretesto. E poi, se si ammette che la carne non è, come è ovvio, necessaria, si potrà sempre dire che, poiché ci piace mangiarli e li mangiamo, il consumo di animali è giustificato di fatto.
Il mio piacere di mangiare una bistecca vince perché così ho deciso. Gli animali hanno solo bisogno di essere trattati bene. Uccisi con amore.
Come è possibile conciliare l’amore che diciamo di provare per gli animali “domestici” (gatti, cani, ecc), con il massacro a cui partecipiamo dando il nostro denaro a coloro che “uccidono con amore”?
Martin Gibert, che insegna etica e filosofia del diritto, nel suo ultimo saggio di recente pubblicazione, “Voir son steak comme un animal mortVéganisme et psychologie morale” (“Vedere la sua bistecca come un animale morto – Veganismo e psicologia morale”) spiega questa ambiguità inerente alla natura umana attraverso il concetto di “dissonanza cognitiva” che si manifesta, in relazione alla carne, con il seguente sintomo: “noi amiamo gli animali ed amiamo mangiare i loro cadaveri”.

Il cadavere sul mio piatto

L’immagine del cadavere, noi la temiamo; e questo, gli industriali lo hanno compreso perfettamente.
È la ragione per la quale non troveremo mai sulle confezioni di dentifricio la scritta: “Contiene animali morti”; perché, presentati così, molti prodotti sarebbero molto meno vendibili.
Allora, il problema si camuffa.
In effetti, è in circostanze simili che, secondo Martin Gibert, interviene la “percezione morale”.
Ma la percezione morale dei mangiatori di animali è piuttosto “confusa” e infatti potrebbe succedere che un telespettatore che mangia solitamente bistecche, rimanga sconvolto dal fatto che un partecipante ad uno show televisivo uccida un maiale in diretta per nutrirsene definendo questa violenza “non necessaria”, e ignorando il fatto che non lo sia uccidere un animale in generale.
Se uccidere degli animali non è necessario, perché si mangia ancora carne?
La domanda è, secondo Martin Gibert, “Come si fa a non essere vegan?”.
È vero, è difficile rimanere indifferenti alla sofferenza degli animali, dice Gibert, “Chi può vedere senza rabbrividire l’agonia di un bue o di un maiale?”.
Tuttavia, teniamo alla nostra bistecca ed è proprio in questa cornice contraddittoria che bisogna analizzare la psicologia dell’onnivoro.
C’è, nei nostri rapporti agli animali, una continua contraddizione da superare. Possiamo, ad esempio, persuaderci che gli animali non soffrano veramente, o del fatto che abbiamo realmente bisogno delle proteine che, per credenza popolare, si dice siano contenute solo nei prodotti di origine animale ma, quando ci viene dimostrato il contrario, inneschiamo automaticamente un processo di rimozione della colpa.
Sosteniamo in questi casi che “le cose non dipendono da noi” e che, anche se mangiamo animali, non siamo responsabili della loro uccisione.
E, così ci piace dire, in nessun caso, smetteremo di mangiare carne perché sono i vegani che smettono di farlo, e i vegani sono una setta.
Dire questo ci rassicura, perché i vegani costituiscono un campanello d’allame per la nostra “dissonanza cognitiva”.

Rendere la realtà più digeribile

“Dovunque, si creano degli eufemismi per rendere la realtà più digeribile”. Secondo Martin Gibert, riprendendo il termine coniato dalla psicologa americana Melanie Joy, “La maggior parte delle persone sono carniste”.
Dietro a questo neologismo, c’è “l’apparato ideologico che ha per funzione il soffocamento della dissonanza cognitiva”.
Il carnista fa appello a innumerevoli alibi per giustificare delle pratiche e mantiene la posizione che nell’immaginario collettivo è maggioritaria, secondo la quale non c’è niente di male ad abbattere degli animali se tutto questo è visto come naturale e necessario.
Martin Gibert vede il carnismo come una “barriera ideologica che nasconde la realtà dello sfruttamento”.
“L’allevamento industriale riguarda l’82% degli animali in Francia, eppure molto spesso si fa appello, per giustificare la pratica del mangiare animali, ad un ipotetico podere felice in cui gli animali sarebbero trattati bene.
Ma la questione della necessità ritorna costantemente: perché porre fine alla vita di un animale privandolo di tutto ciò che avrebbe potuto vivere quando non è necessario?
Si potrebbe dire, per esempio, che è legittimo uccidere il mio cane in modo “felice e umano” perché io voglio andare in vacanza?
Perché sarebbe legittimo uccidere un maiale solo per mangiare un pezzo di salsiccia?
Sicuramente non è la presunta “carne felice” la risposta a questi dubbi e il presunto concetto di necessità fa acqua da tutte le parti.

Il veganismo come soluzione

Ma il problema della carne va oltre la questione legata all’uccisione e allo sfruttamento degli animali.
Come giustamente ricorda Martin Gibert, anche la questione ambientale deve essere presa sul serio.
Nonostante le ambizioni apparenti dei governi in materia di politica ambientale, il problema dell’influenza degli allevamenti di bestiame sull’ambiente è in gran parte nascosto. Questi sono responsabili del 14,5% delle emissioni di gas a effetto serra, secondo un rapporto della FAO pubblicato nel 2013; più che “tutti i mezzi di trasporto”.
Perché il problema viene ignorato anche da coloro i quali pretendono di definirsi “ambientalisti”?
Come si può giustificare questa disparità tra le nostre convinzioni e le nostre concrete abitudini?
Basta fermarsi a mentire a se stessi.
Se penso che gli animali non devono essere uccisi senza necessità, è perché credo che abbiano un interesse a perseguire la loro esistenza.
Il consumo di carne non è compatibile con la presa in considerazione gli interessi degli animali e dei requisiti ambientali.
L’imperativo è quello di eliminare la carne dalla nostra dieta.

Versione originale:

Kevin Barralon

Fonte:b www.huffingtonpost.fr

Link: http://www.huffingtonpost.fr/kevin-barralon/voir-une-viande-comme-un-animal-mort_b_7550278.html

10.05.2015

Versione italiana:

Fonte: www.veganzetta.org

Link: http://www.veganzetta.org/mangiamo-animali-morti/

22.06.2015

Traduzione a cura di Ada Carcione per Veganzetta

Pubblicato da Davide

  • RenatoT

    Quando eravamo Raccoglitori/Cacciatori… era normale macellare la preda e mangiarla.. penso ben consapevoli del fatto che fosse un animale morto.

    Diciamo che per milioni di anni.. abbiamo mangiato anche animali morti e ci siamo evoluti cosi.
    Poi daccordo con l’etica etc.etc.etc… io ho smesso di comprare carne dalla filiera industriale.
  • andriun

    ma dico io, anche supponendo di non cibarsi più di carne animale, poi bisogna pensare al pesce che contengono i famigerati omega3 e non solo, bisogna pensare a come impiegare tutte quelle persone che vi lavorano indotto compreso; poi bisogna pensare a come nutrire senza rimetterci e quindi fallire, tutti gli animali da fattoria. Dove li portiamo in gita turistica o in qualche parte desolata del mondo oppure li lasciamo liberi che vaghino per le strade? Ma poi alle piante non ci pensate? Se fossimo tutti vegetariani quante coltivazioni intensive verrebbero prodotte? Quando assaggia una foglia di insalata non pensa che anche quella pianta avrebbe lo stesso diritto riservato agli animali?Ma allora perchè continuiamo a cibarci, non sarebbe meglio che morissimo tutti, magari di fame, così queste altre creature del pianeta, potrebbero vivere in santa pace? Allora avanti il primo. Vuole essere lei per caso?

  • FlavioBosio

    Ricapitolando…

    Abolire la carne, abolire i combustibili fossili, abolire le armi ed abolire pure il denaro contante, uno stato socialista che elargisce sussidi a tutti ed un micro chip infilato nel culo.
    Io passo..
  • SanPap
  • Teorema di Ginsberg:
    1. Non puoi vincere.
    2. Non puoi pareggiare.
    3. Non puoi nemmeno abbandonare.
    • Chiosa di Freeman al teorema di Ginsberg: Tutte le più importanti filosofie che cercano di dare un significato alla vita sono basate sulla negazione di una parte del teorema di Ginsberg. Per esempio:
      1. Il capitalismo è basato sul presupposto che si possa vincere.
      2. Il socialismo è basato sul presupposto che si possa pareggiare.
      3. Il misticismo è basato sul presupposto che si possa abbandonare.
  • FlavioBosio

    …Non puoi vincere…

    Dimmi, qual’è il tuo mestiere??
    Lo scopo non é vincere..
  • GioCo

    Credo sia veramente ora di ribaltare questi concetti moralisti e falsamente posti, dove la morte è la protagonista mal vestita, mal posta, mal gestita.
    Una protagonista da sempre scomoda ma per quanto la tecnologia avanzi per ora ancora più insidiosa dei cellulofoni & cyberca%%azate annesse.

    Tanto per cominiciare nella cultura della ipertrofia comunicativa, dove ormai abbiamo assuefatto le giovani generazioni che è socialmente obbligatorio crescere con la protuberanza tecnofrenica altrimenti "come vivi? risposta -ovvia-: non vivi", la coscienza è diventata un optional di lusso per i pochi che sanno che il silenzio è un valore essenziale per affrontare l’Abisso, il Molok interiore che ci sovrasta e ci profonda dentro la nostra incoscienza: e ce la fa vedere tutta in un colpo solo.
    Ovvio che non è per tutti e ovvio che la maggioranza fugga da questa prospettiva per evitare la follia e ritenga senza averne dubbio che "solo che i folli" potrebbero altrimenti "desiderare" vasti silenzi.

    Dentro il silenzio c’è la conteplazione della morte, questa compagna che la tecnofrenia ci promette incessantemente, come un mantra, una preghiera mai esasuta di se stessa, di esorcizzare. Basta chiattare, twittare, youtubbare, facebookkare, insoma basta spargere merda comunicativa a spruzzo qualunque, tanto il dogma non chiede contenuti, chiede connessione.
    La "rete" è importante se pinga che ci sei, perché se pinga che ci sei, sei vivo. E poi guardi un ca%%o di porco e lui non ti pinga e allora che fai? Inizia a tremare, perché ti ricorda con la sua bistecca che sei anche tu carne da macello. Solo che ti puoi illudere che non è così.
    Forse un giorno daremo i cellulare ai porci e ci mangeremo noi le verze, chissà. Forse tutto questo nell’attesa di dare anche alle verze i cellulari, chissà. Non credo ci siano vincoli, freni o regole possibili alla tecnofrenia. In ogni caso per allora non si noterà molto la differenza.

    Ma gli antichi sapevano che la Morte non è svincolata dalla Vita, non è "da esorcizzare" ma da sapere come valore intriseco e insostituibile. Perché senza la Morte, la Vita diventa priva di senso, ed infatti non si parla di come trattiamo in generale la vita sul pianeta, di come la intendiamo, di come ci rapportiamo ad essa. Ad esempio non riusciamo neppure a immaginare quanto postare una qualunque stronzata vegetofila, dentro nel tubo tecnofrenico, costi alla terra tonnellate di vita consumata dentro la chimica ipertossica, oltre ovviamente a succhiare parassiticamente energia e coscienza con essa. Senza una qualità della morte, non c’è nessuna qualità sostenibile della vita.
    A me non frega niente di mangiare carne, o di sapere se mi fa male mangiare carne, o di sapere se e come la carne ha senso mangiarla. Ma del perché si parla di Morte in questo modo totalmente incosciente, perchè la si signitica SOLO come qualcosa di riprovevole e inaccettabile, perché la si proietta nell’esistenza senza mai averne il minimo rispetto o senso profondamente Sacro.
    Io credo che accada perché la morte ci ricorda che sarai scollegato, che ti piaccia o no, e dovrai poi affrontare d’un colpo l’essere OUT, irrimediabilmente sconnesso. Rotto.
    Dato che nell’istenza tecnofrenica un apparecchio sconnesso è inaccettabile, ci fa stare nel disagio del rifiuto, allora lo specchio dello specchio interiore ci obbliga a rifiutare la Morte con prepotenza.

    Quanto finalmente la giustizia delle cose senza tempo spazzerà via questa mentalità chiusa e dogmatica, sigillandola dentro le sue proprie condizioni di incoscienza, forse dell’Uomo, così divorato dall’interno, non rimarrà che pelle. L’apparenza superficiale di noi oggi. Allora le bestie tornarenno a godere del loro dominio di grazia ed equilibrio con il contesto che saprà accoglierli, nel giusto equilibrio di brutalità e dolcezza, di orrore e bellezza, di abbondanza e gioia. Finchè con il nostro frastuono roboante, vivremo senza ascoltarli, senza cibarci di loro nel rispetto di un delicato equilibrio ecosistemico, in sostanza senza saperli sacerdoti rappresentanti della chiesa terrestre di cui noi siamo meserabili intrusi, noi saremo condannati all’ifamia e al destino che crediamo di avere imposto a loro. Non d’essere cibo, ma una disgrazia per noi stessi.

  • Hamelin

    Mi piacerebbe che un giorno tutti questi moralizzatori provassero ad andare a fare questo discorso ad un leone ad una iena o ad un coccodrillo .
    Anche loro potrebbero passare ad una dieta a base di tofu perché no ?

    La natura purtoppo o per fortuna ha una sua morale ma soprattutto ha una sua legge .

    Andare contro la sua legge non é mai cosa buona e ce ne accorgeremo ben presto .

    La natura infatti ha il brutto vizio di estinguere tutti gli esseri che vanno contro le sue leggi e questa razza umana é sulla sua lista già da tempo .

    L’altro giorno mi sono letto un bellissimo resoconto sulla carestia portata dal regime comunista di Mao dal 1958 al 1961 che provoco’ 43 milioni di morti ( alcuni parlano di 50 milioni , altri addirittura di 60 ) e di come il cannibalismo si diffuse tra una larga fetta della popolazione .

    L’essere umano é la bestia quasi piu’ pericolosa del pianeta ed ha dimostrato di saper fare cose tremende .

    Voler negare la propria natura é proprio una cosa stupida , ignorarla perché dal livello del nostro benessere non la vediamo né la conosciamo é ancora peggio .
    Chissà perchè tutti i vegani non hanno mai conosciuto la disperazione della fame e vengono tutti da paesi ricchi e benestanti .

  • PanzaSancho

    Curioso il tuo commento e
    lo voglio rendere più curioso sostituendo la parola “animali” con “prostitute”…

    ma dico io, anche
    supponendo di non andare più a prostitute, poi bisogna pensare al pesce…e non
    solo, bisogna pensare a come impiegare tutte quelle persone che vi lavorano (sfruttatori,
    protettori, mafiosi…) indotto compreso; poi bisogna pensare a come nutrire
    senza rimetterci e quindi fallire, tutte le prostitute. Dove li portiamo in
    gita turistica o in qualche parte desolata del mondo oppure le lasciamo libere che vaghino per le strade? 

  • MarioG

    Con la conclusione sull’effetto serra dovuto agli allevamenti animali (qualcuno ha contato anche le flatulenze delle vacche) l’autore si e’ giocato tutto il pezzo!

  • castagna

    –  Come è possibile
    conciliare l’amore che diciamo di provare per gli animali
    “domestici” (gatti, cani, ecc), con il massacro a cui
    partecipiamo dando il nostro denaro a coloro che “uccidono con
    amore”? –

    Non è possibile.

    Tutti quei vegani, animalisti,
    moralisti che tengono un cane per il proprio sollazzo, e che lo
    devono nutrire ammazzando altri animali, sono solo degli ipocriti
    egoisti.

    Il giorno in cui vedrò
    un animalista vegano criticare il malaffare di tenere cani in città solo per compagnia
    lo considererò onesto e degno di essere ascoltato: per adesso sono
    solo degli ipocriti egoisti.

    Il giorno in cui vedrò
    un animalista criticare la riproduzione incontrollata degli esseri
    umani, causa prima delle sofferenze ecologiche e degli allevamenti di
    massa, lo considererò una persona onesta. Finché vedo vegani con
    cani e più di due figli al seguito non do loro diritto di
    criticare alcuno.

    Quando un vegano
    moralista capirà che anche per coltivare un campo di patate o per
    costruire una casa, magari di legno, si ammazzano animali, allora
    riuscirà a produrre qualcosa di intellettualmente intelligibile e di
    moralmente accettabile.

    Quando si opporrà alla
    strage di ratti, mammiferi intelligenti ed evoluti, e accetterà di
    conviverci allora saprò di avere a che fare con una persona onesta.

    Fino ad allora i vegani
    moralisti saranno solo una deformità causata dalla propaganda
    televisiva, piccoli borghesotti egoisti, cagnisti per disperazione
    di incapacità di rapporti umani.

    Se volessero avere una
    base intellettuale e etica accettabile dovrebbero imparare da alcune
    branche buddiste o induiste, posti in cui io sono stato, posti in cui
    non si uccide neanche una zanzara ( ho preso la dengue fever ma va
    be’…)

    Potrebbero cominciare ad
    apprendere l’onestà degli Hare Krisna, che non accolgano nelle loro
    comunità nessun animale carnivoro.

    Al contrario , vatteli a
    vedere, questi sono solo borghesotti di sinistra, cagnisti,
    moralisti, animalisti, aridi incapaci di rapporti umani, che cercano
    una qualche soddisfazione nel loro buonismo sbandierato ai quattro
    venti.

  • Psachno

    Mah… che articolo inutile e privo di senso, pieno della solita retorica buonista in difesa degli animali. Questo mi fa pensare due cose: 1) Quando smetteremo di ammazzare gli essere UMANI, allora penseremo anche agli animali. 2) Non apprezziamo niente, complice il nostro troppo benessere. 100 anni fa saremmo stati le persone più felici del mondo nel vedere una bistecca nel nostro piatto al posto di pane raffermo e brodino indigesto. Oggi tutti a fare gli "alternativi", perché ovviamente siamo schiavi di qualunque moda, in quanto privi di valori. Questo e altri comportamenti si possono riassumere con un’unica frase: LA NATURA DELL’UOMO È LAMENTARSI.

  • Fedeledellacroce

    Hai ragione.
    Ma non puoi ignorare i benefici di una dieta priva di carne.
    Altrimenti sei, appunto, ignorante.
    Vedi "The China study" per esempio.

    Poi che i vegan siano solo farlocchi alla moda, te lo concedo.

  • Fedeledellacroce

    Eh si, ma parlare di CO2  ed effetto serra fa molto trend.
    E poi sti finocchi se la prendessero una volta con chi uccide milioni di persone invece degli animali, vedi Obama, Hollande, Cameron, Renzi, quei porci dei Saud, quei porci di israeliani etc….

  • xmas

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    Caro andriun, il suo
    divertente intervento è riuscito a riportarmi a scrivere su CDC,
    cosa che non facevo da almeno 2 anni.

    Risponderò ad ogni
    punto da Lei proposto. Il mio intento non è contrappormi a un suo
    punto di vista, non c’è bisogno di contrapporsi, ognuno ha il suo
    tempo, e il diritto di scegliere la strada che preferisce;
    possibilmente con rispetto degli altri se opta per “l’amore”, o
    senza particolari limiti, se opta per “il rimanere distaccato”.

    Il mio intento è
    solo mostrarle che c’è almeno un’altra una forma di pensare, “non
    ortodossa” (ma non per questo “sbagliata”) per ciascuno dei
    punti da Lei toccati.

    C’è la possibilità
    che alcune cose che scriverò non siano comprese, ma non importa.

    “ma dico io, anche
    supponendo di non cibarsi più di carne animale, poi bisogna pensare
    al pesce che contengono i famigerati omega3 …”

    pensi che la prima
    volta che sentii parlare di questi “omega 3” fu a metà degli
    anni novanta; prima … il buio più completo (nonostante già
    all’epoca fossi un lettore accanito, definibile di cultura
    medio-alta). Le racconterò, perché me lo ricordo come se fosse
    ieri, in quale situazione feci la mia conoscenza con i “miracolosi”
    omega 3: stavo guardando un vecchio enorme (cubico) televisore,
    quando apparse la pubblicità di un tizio pelato, insieme a dei bimbi
    vestiti da animali che reclamizzavano il latte di una nota impresa di
    Parma (un impresa già decotta quando fu collocata sul mercato
    azionario dalle principali banche italiane alla fine degli anni
    ottanta, in completa malafede … ma questa è un ‘altra storia).
    Bene a ridosso di poco tempo da questo spot, i supermercati si
    riempirono di prodotti di questa azienda, che portavano la dicitura
    “+ omega 3”, … l’azienda in questione fece un bel botto una
    decade dopo, ma la scritta “omega 3” sui prodotti di supermercato
    … rimase.

    “… e non solo,
    bisogna pensare a come impiegare tutte quelle persone che vi lavorano
    indotto compreso”

    Ci sono diverse
    possibili osservazioni a questa Sua affermazione: la mia favorita
    potrebbe essere “É proprio necessario lavorare ? (taglio,
    dicendo subito che non sono ricco …)”

    Aneddoti
    legati a questa mia osservazione sono: quello dell’uccello cresciuto
    in cattività dentro una gabbia che al momento di trovarsi fuori,
    rimane completamente spaesato, senza sapere dove andare … o quello
    dello schiavo cresciuto nella piantagione che è disperato perché
    essendo stato liberato, non ha la più pallida idea di cosa deve fare

    Ma come ci sono
    degli inguaribili schiavi che vogliono continuare a esserlo, mi
    mantengo su questo livello di più facile comprensione. Un paese dove
    non c’è lavoro, è un paese dove tutto va bene e non ci sono
    problemi. (Mi sforzo di trovarne uno in questa epoca, con questa
    caratteristica ma non ci riesco). Quindi un paese che ha molti
    problemi, ha per forza di cose molta necessità di lavoratori per
    risolvere i problemi … quindi in questa epoca – il lavoro non
    manca – al limite manca la volontà e/o i mezzi per pagare codesto
    lavoro; ma come il denaro non cresce sugli alberi … il problema è,
    semmai, con chi si arroga il diritto di emetterlo e di decidere chi
    debba essere “premiato” o “penalizzato”; ma qui stiamo
    sconfinando in altri argomenti.

    “poi bisogna
    pensare a come nutrire senza rimetterci e quindi fallire, tutti gli
    animali da fattoria”

    Fino a 150 anni fa
    c’era un numero di animali enormemente superiore a quello attuale sul
    pianeta.

    Nessuno è mai
    fallito nel mantenerli, perché loro stessi si mantenevano.

    Spazio ne esiste
    ancora molto (gli essere umani sono stati “concentrati” nelle
    città, l’indice di urbanizzazione è del 60-65%, in forte aumento),
    e una buona parte è usato per produrre cibo artificiale (OGM) per le
    bestie d’allevamento … il cane che si morde la coda.

    “Dove li portiamo
    in gita turistica o in qualche parte desolata del mondo oppure li
    lasciamo liberi che vaghino per le strade?”

    Le due risposte che
    da, le trovo eccellenti e entrambe validissime.

    Una volta gli
    animali girovagano liberi, … perché erano nati liberi, come
    dovremmo esserlo noi, quindi potrebbero tornare a fare ciò che
    facevano beatamente negli ultimi migliaia di anni.

    Come pure, già che
    chi ha veramente bisogno di aiuto, non sono loro, ma siamo noi.
    Potremmo anche fare da accompagnatori, in modo da ricevere tutti gli
    effetti benefici che la simbiosi con gli animali, porta alla salute
    dell’uomo. Con tutti i malati di mente in circolazione (indotti e/o
    creati dal sistema), quale migliore rimedio avere una amica mucca. Lo
    so che sarebbe difficile farle salire le scale fino al 10o
    piano per farla stare nell’appartamento di 55 m2, ma la soluzione
    potrebbe essere di non vivere al 10o piano in un
    appartamento di 55m2.

    “Ma poi alle
    piante non ci pensate? Se fossimo tutti vegetariani quante
    coltivazioni intensive verrebbero prodotte?”

    Non sono un pollice
    verde, ne un agricoltore, come non lo è la maggior parte delle
    persone in questa epoca al punto di essere ignoranti totali in
    materia. Le voglio però portare ad esempio ciò che mi è successo
    alcuni anni or sono. Avevo affittato una casetta, fuori città, dove
    vivevo: 200 m2 di giardino più 75m2 di casa. C’erano 2 alberi di
    mango adulti, ognuno alto un 5-6 metri, con un diametro (non di
    tronco) di chioma di 8-10 metri. La prima volta che fecero frutto
    (dopo che affittai la casa) mi coprirono 80m2 di giardino di frutti;
    dopo aver fatto 3 pentolate enormi di marmellata, dolce di mango,
    torta di mango, ero invaso dai manghi. Decidi allora di “pulire”
    il giardino raccogliendo tutti i manghi, quasi tutti in perfette
    condizioni, maturi, meravigliosi, dolcissimi, che erano caduti per
    terra, nell’ultima settima. Dopo un pomeriggio di lavoro (all’epoca
    odiavo il giardinaggio e ancora meno raccattare frutta), riempii 8
    sacchi neri (della spazzatura) da 200 litri ciascuno. Ripeto 8 sacchi
    neri da 200 litri ciascuno di mangiare “gratis”. Un mango pesa
    circa 100-150 grammi (ci sono pure quelli da 1 chilo, ma è un’altra
    qualità), con 3 manghi avevo pranzato. Dentro ogni sacco ci saranno
    stati 300-400 manghi. Il frigo, le credenze, le pentole erano già
    pieni di manghi. Che fare ? Scelsi i migliori di un sacco e li misi
    sul muretto sulla strada per chi li volesse prendere (ho sempre
    odiato vedere il cibo sprecato). Il giorno dopo erano tutti li.

    Nel pomeriggio ci fu
    una guerra di manghi tra bambini, con i miei manghi come munizioni,
    non era esattamente l’uso proprio, ma almeno qualcuno si era
    divertito.

    Effettivamente
    nell’urbanizzazione dove abitavo c’erano alberi di manghi e banani
    dappertutto, e il mio problema era lo stesso di tutti.

    Dettaglio: ciò che
    raccolsi in quella giornata era solo ciò che era caduto fino a quel
    giorno. In cima alle 2 chiome c’erano appesi ancora una quantità
    almeno 3-4 volte superiore.

    Se poi pensa che il
    mango butta circa 3-4 volte in un anno. Con 2 alberi di mango, pensi
    quanto cibo … solo a vederlo si ha un’idea chiara.

    Questa è la natura.
    L’uomo concentrato nella città, non ha la più pallida idea di cosa
    sia.

    A proposito, gli
    altri 7 sacchi pieni di manghi, marcirono lì, erano troppo pesanti
    per essere trasportati (e comunque si sarebbero rotti); fu l’ultima
    volta che raccolsi i manghi caduti … passai a calpestarli come se
    fossero erba …

    Alla luce di questo
    mio racconto penso proprio che non ci sia alcuna necessità di
    culture intensive; la natura è esplosiva già per quello che è, e
    il nostro pianeta potrebbe dar da mangiare ad altri 7 pianeti …
    (vegetali ovviamente).

    “Quando assaggia
    una foglia di insalata non pensa che anche quella pianta avrebbe lo
    stesso diritto riservato agli animali?”

    Devo dedurre che la
    frutta sia “masochista”. Perché farsi dolce, zuccherina,
    dissetante, sapendo che esseri umani o in mancanza animali sono
    inevitabilmente attratti a mangiarla ? Eppure abbiamo, dai
    documentari, al chiara nozione che i vegetali arrivano ad essere
    repellenti, se è messa in gioco la loro sopravvivenza.

    In fondo quando
    mangiavo quei manghi, della storia precedente, non è che per farlo
    abbattevo l’albero (tutt’altro, mi regalava l’ombra), quindi non
    ammazzavo la pianta.

    I vegetali hanno un
    grosso problema … non hanno le gambe.

    Ed è giustamente
    per una questione di sopravvivenza che si fanno teneri, gustosi etc.

    Suppongo che, se con
    fare predatore, si avvicina ad un melo, e stacca con violenza alcune
    mele, scappa via, e se le mangia, … il più felice di tutti sarà
    proprio quel melo.

    "Ma allora perchè
    continuiamo a cibarci, non sarebbe meglio che morissimo tutti, magari
    di fame, così queste altre creature del pianeta, potrebbero vivere
    in santa pace?"

    Comunque può darsi,
    se proprio vogliamo credere che sia bene neanche sfiorare un altro
    essere vivente, che non ci sia neanche bisogno di mangiare … Potremmo stare lì
    fermi, baciati dal sole, a contemplare ciò che ci circonda, senza
    mangiare, per non recare offesa a nessun essere vivente, in attesa
    della morte. Può darsi che la
    morte per fame, neanche arrivi … Perché fu scritto che “non di
    solo cibo, vive l’uomo” …

    Può darsi che basti
    guardare il sole.

    Chissà che un
    giorno, renderemo tristi i meli del pianeta smettendo di mangiare le
    loro mele …

    "Allora avanti il
    primo. Vuole essere lei per caso?"

    Ci vuole molto
    coraggio a essere primi …

    Un cordiale abbraccio

  • sm

    Umani sgozzati, lapidati, massacrati.
    Chi non ha compassione per gli altri
    esseri non puo’ pretendere che l’esistenza ne abbia nei loro confronti.

  • FlavioBosio
    Chapeau!

    E qui partono due domande fondamentali…

    Ma in paradiso c’è il WiFi?
    E all’inferno?
  • FlavioBosio

    Allora vede che non ha capito una cippa…

    Il fotone non è una particella ma un onda particella, e se uno non capisce il dualismo "onda particella" non capisce che uccidere milioni di persone per loro è cosa buona e giusta, così riducono alla fonte la produzione di CO2 e l’effetto serra, nonché il consumo di carne e relativa flatulenza..
    Un ritocchino alle equazioni di Maxwell e ci infiliamo pure la flatulenza..
  • Teopratico

    Concordo con quasi tutti i commenti e premetto che mangio poca carne e meno che mai quella da supermercato. Potrei cominciare dalla stupidità del titolo di questo articolo, mangiare animali morti… Come potremmo ingurgitarli vivi? Non siamo mica rettili… Questi sono segnali ( come i bimbi che oggi rifiutano la pappa schifati) della società consumistica. Questi piccoli borghesi dovrebbero ritirarsi tutti in un eremo, conoscere e raccogliere e coltivare piante e meditare invece di partecipare al gran banchetto con la coscienza pulita dal sangue del peccato. Allora, e solo allora capirebbero che se vogliono percorrere centinaia di chilometri a piedi le loro riserve vegetali risulterebbero insufficienti per esempio. Chiedetelo alla moltitudine di ominidi morti di stento prim a dell’invenzione della lancia e dell’arco, della scoperta del fuoco etc. Bacche, radici e rare carcasse mangiavano, si potrebbe addirittura ipotizzare che allo sviluppo cerebrale dell’homo sapiens abbia contribuito una dieta carnivora altamente proteica. Ma è tutto lo sviluppo tecnologico, agricolo e preindustriale a basarsi sull’allevamento, il consumo( in parte minore) e lo sfruttamento degli animali. Come si pongono i vegani su questo punto? Anch’io disdegno l’uso smodato degli idrocarburi per esempio, ma sono ben cosciente di quanto sia prezioso il petrolio e proprio per quello non andrebbe sprecato. Non è vero rispetto quello che hanno gli animalosti verso gli animali, altrimenti cani in città non ce ne sarebbero quasi. Il vero rispetto, una religione proprio, per gli animali io l’ho percepita nei miei nonni che appartenevano ad una società rurale. Pastori, allevatori che vivevano in simbiosi con le bestie, ci dormivano assieme e per la loro lontananza, per non potersi più occupare di loro, ne sono morti. Non mangiavano quasi mai carne, troppo preziosa, e quando capitava era sempre festa e ringraziavano mille volte Dio per quei bocconi. Infine una dieta vegana per un bambino penso che sia addirittura pericolosa.

    PS- Sembra che i soldati romani tradizionalmente disdegnassero un rancio carnivoro tanto da attivare animose proteste quando capitava.

    PS- Un bell’elogio romantico della dieta vegetariana lo si può leggere nelle Metamorfosi di Ovidio.

  • SanPap

    Mettiamola così sono un discreto arciere (arco giapponese e arco comunardo, simile a quello inglese ma più corto 7 palmi, utilizzato in Italia all’epoca dei comuni), e me la cavicchio con spada ad una mano + basilardo, spada ad una mano e mezza + bastarda. Arruolato ?

  • SanPap

    dimenticavo: comunque sia gli RFID non me lo lascio mettere …

    Corrige: Baselardo e non basilardo

  • andriun

    Caro xmax certamente non era nel mio intento farla divertire, ma se ciò è avvenuto non mi dispiace affatto. Capisco anche i suoi punti di vista. Esistono degli studi che attribuiscono la nostra esistenza proprio al sole o meglio ai fotoni che questo trasmette. Noi ci nutriamo di fotoni, e rigeneriamo le nostre cellule, attraverso la digestione ovvero cibandoci di alimenti. Però vi sono delle testimonianze che alcuni soggetti di etnia tibetana hanno vissuto di gran lunga oltre i 100 anni senza toccare cibo(suona strano, sarà vero non vero, chi lo sa). Quello che è certo e siamo fatti di acqua e l’acqua come elemento naturale ha una memoria. Intervenire su questo processo di memoria significa accedere al segreto della vita perenne. Ma tornando a noi. Il mango produce frutti e mangiare un frutto non costituisce un problema per la pianta ancor meno se caduto a terra. Ma esistono altri frutti della terra come i tuberi l’insalata e tante altre dove è la pianta stessa a costituire alimento. Poi lei dice di farsi amica una vacca(perchè questo è il vero termine italiano non mucca) non vi sarebbe nulla di male, verrebbe a sfatarsi il mito del gatto come animale domestico per eccellenza: già oggi vi sono persone che fanno amicizia con il maiale, ma lei sa anche che del maiale non si butta nulla, ci sarà una ragione anche di questo. Certo se tornassimo alle origini vivremo certo meglio di oggi, ma si tratta di un ipotesi realizzabile solo attraverso un evento catastrofico di immane dimensioni che riporterebbe la lancetta del tempo nuovamente sullo zero. Un cordiale saluto anche a lei.

  • andriun

    obiettivo centrato!

  • bert53

    Vorrei ricordare che gli animali che mangiamo sono stati selezionati dall’uomo
    appunto per essere mangiati: in natura non esiste la mucca, il maiale, la
    gallina o il coniglio.Abbiamo addomesticato i loro antenati proprio per poterli
    mangiare comodamente. Forse non si dovrebbe esagerare, questo sì.

  • Vocenellanotte

    Un rapporto problematico con ciò che introduciamo nel nostro corpo per nutrirci è senz’altro una evidente manifestazione di un disturbo psicologico a livello inconscio. L’anoressia, oppure l’ortoressia, come pure il veganesimo non sono altro che il camuffamento di altri problemi. Il veganesimo è il più insidioso e fastidioso primo perché non viene studiato adeguatamente e perché l’esibizionismo che è in essi insito porta il dibattito a un livello strumentalmente altro rispetto alla portata del problema individuale. L’ecologismo, l’umanismo, l’animalismo sono barriere ideologiche e trappole nelle quali il dibattito si arresta (come peraltro ben rappresentato dai commenti precedenti) a un livello inadeguato.

  • SanPap

    Il problema personalmente non si pone, non digerisco carne e pesce, niente di filosofico ma solo di fisiologico; ma ho tre gatti, due mangiano solo carne, l’altro solo pesce; quando gli preparo da mangiare spesso mi viene da pensare che la loro vita preveda la morte di qualche altro essere e la cosa mi infastidisce; certo che Dio si poteva inventare qualcosa di meglio della catena alimentare, gli è venuta proprio male.

  • andriun

    concordo specialmente con l’ultimo periodo: però direi dell’effeminato e della donna non dell’UOMO. Raramente un UOMO si lamenta di ciò che ha e se lo fa lo fa certamente secondo logica quindi non per nulla.

  • PinoRossi

    Abbiamo bisogno di ingozzarci così? Certo che quando eravamo cacciatori/raccoglitori, passavamo le giornate a cacciare e raccogliere, non certo a scrivere stronzate su CDC.

    E un cacciatore/raccoglitore, quanto culo deve avere prima di trovare un uovo? O una mucca gravida cui ciucciare una mammella?
    Certo non avevamo una scatola refrigerata con dentro uova e succo di mucca.
    Un altra distopia cognitiva questa stronzata del cacciatore/raccoglitore.
    Di che ti piace e ti godi la carne e i formaggi, che non c’è assolutamente nulla di male. Bisogna mangiare ciò che ci rende felici, altrimenti è veleno. Anche se è carne.
    Buon appetito.
  • PinoRossi

    Di che ti piace mangiare quello che mangi, che godi nel mangiare cibo malsano e dannoso per l’ambiente, che non c’è niente di male. E smettila di campare per aria scuse.

    Io non mangio prodotti animali, mi crea disagio ovviamente poter scegliere solo tra il 10% del menu quando mangio fuori, ma mi assumo la mia responsabilità.
    Non ti va di farlo? Niente di male, nessuno ti critica. Ma le scuse sono patetiche.
  • PinoRossi

    Mangia carne, e goditela. Ma non campare scuse. Chi sceglie di essere vegano si assume una resposabilità, e non rompe il cazzo agli altri (almeno non dovrebbe).

    Ti piace mangiare carne? Mangia e godi! Nessuno ti dice nulla.
    Ma basta campare per aria scuse, è patetico.
  • PinoRossi

    Peccato che smettendo di mangiare carne puoi fare una differenza. Assumiti una responsabilità. Oppure ammetti che ti piace mangiare carne e non vuoi essere disturbato, che non c’è nulla di male.

    Ma le scuse sono patetiche.
    Nessuno si lamenta, vuoi assumerti una responsabilità? modifica il tuo comportamento, e TACI.
  • PinoRossi

    La “dissonanza cognitiva” cui si riferisce l’autore appare evidente nei commenti.

    Nel giustificare il proprio piacere nel mangiare prodotti animali, vengono elaborati costrutti mentali uno più fesso dell’altro. Il tutto per non avere il coraggio di dire: a me PIACE mangiare la carne e nessuno mi deve rompere le scatole.
    Non c’è nulla di male. Ti piace? goditela.
    Io ho mangiato carne per 7/8 della mia vita, e certo non punto il dito contro nessuno.
    Semplicemente a un certo punto ho smesso. Mi sono assunto una responsabilità nei confronti dell’ambiente, e del mio corpo. E’ una cosa mia, che mi vivo privatamente e senza rompere le scatole a nessuno.
    Ma le scuse che campate per aria per non avere l’onestà intellettuale di ammettere che la carne vi piace sono patetiche. 

    Cacciatori/raccogltori, lavoratori dell’industria casearia disoccupati, animali creati per scopi alimentari… ma fatemi il piacere… dite sanamente che vi piace mangiare carne e finiamola lì. Non c’è assolutamente NULLA di male.
    Queste patetice scuse sono solo la solidificazione della “dissonanza cognitiva” ben descritta nell’articolo.

    Grandissimo rispetto per chi dice "mi piace la carne, mi piacciono le grigliate, e non mi rompete le scatole".
  • alsalto

    Articolo alquanto demenziale a mia sindacabilissima opinione.

    Premesso che son diversi anni che ho eliminato la carne.
    Perche’? Perche’ negli ambianti vegani e vegetariani c’e’ topa a vendere, e topa oltretutto triste, che abbisogna d’esser consolata, ed io mi presto, che ci devo fare se son nato altruista.
    Quindi meno carne e piu’ topa.
    Ecco un buon motivo.
  • brumbrum

    hai il numero di telefono di qualche topina triste ?

  • andriun

    Non solo mi va di farlo, ma credo che come un leone non possa cibarsi di insalata perchè e malsano uccidere una gazzella, vi siano delle ragioni ben precise che ci portano ad essere carnivori e non onnivori. Per quanto concerne il dannoso e il malsano starei molto attento a giudicare visto che le piante respirano e "l’aria"(radiazioni e piombo compresi) , che ai giorni nostri non si può dire certo pulita. Direi piuttosto che la catena si accorcia mentre i ruminanti e gli onnivori sono predisposti a digerire quella parte di cibo, mentre noi lo siamo meno, a ragion di logica mangiare carne comporta solo l’allungamento del processo alimentare non la sua differenziazione. Se alla base esistono prodotti sani sarà sano anche il derivato, viceversa non lo sarà nemmeno se si illude che sarà così cibandosi di erba. Come vede non sono l’unico che cerca di convincerci di una propria realtà. E anche per quanto riguarda l’ambiente, torniamo al punto precedente. Comunque che si assuma la responsabilità delle scelte che opera a prescindere dall’argomento trattato la rende certamente UOMO e già questo non è poco.

  • alsalto

    questioni di natura deontologica m’impediscono d’elargire.

  • alsalto

    Spesso mi viene rivolta la stessa domanda:"ma non ti piace la carne?"

    Certo che mi piace la carne, la adoro, solo non mangio ogni cosa che mi piace.
    Heather parisi, ad esempio, m’e’ sempre piaciuta una sacco, ma mica per questo…
  • GioCo

    Hai ragione e basta. Ma, è evidente che la carne merdalimentata, merdassisita, merdagestita, di allevamenti di tossine, siano alla fine poi un esempio prefetto per far dire ca%%ate inguardabili ai vegetofili, che rischiano la deballazione per effetto ingnoranza, pur di non mettere in discussione integralmente il loro rapporto con la Morte.
    Pur di non ammettere che la vegetofilia e solo un modo come un altro per esorcizzarne il Terrore, attraverso l’apparente giustificazione logica della migliore castità vegetale.
    Chiaro che il vegetale, come l’acqua di montagna, ha meno tempo per cumulare tossicità, percorre meno transito biochimico dalla creazione di materia vitale rispetto alla riorganizzazione vitale della luce, dell’acqua e della terra. Peccato che oggi ci siano modi organici straordinariamente veloci per introdurre nel corpo dei vegetofili suffieciente veleno per ammazzarli con altrettanda rapidità e ferocia.
    Basta dire che l’inquinamento da particolato plastico è ormai in percentuale sparpagliato nei corpi vigetali tanto quanto in quelli animali, ma che in più spesso nel piatto verde ci troviamo neuro-tossine e alterazioni OGM che ci impediscono l’alimentazione anche di moltissimi vegetali. Così dai vegetali passi al Vegan e poi all’aria, vivi d’aria e di luce solare. Mai una volta che si affronti l’epilogo con un piglio più sensato, magari sapendo certe pratiche non solo assurde, ma proprio e solo perché prodotte dalla PAURA. La PAURA di essere, di vivere, di affrontare l’umana stupidità. Di sapersi imbecilli e di imporre una dimensione di PAURA senza approfondire alcun perchè di tale PAURA.
    Senza un discroso decoroso attorno a noi stessi, al nostro rapporto con noi stessi e all’accettazione della nostra inevitabile e ignobile dimensione umana, come corpi umani, dentro una materialità costitutiva dell’Umano Cosmo, che ci chiede il pegno di restituire un corpo che ci è dato esclusivamente in prestito e a tempo determinato senza alcuna indicazione ulteriore, allora i vegetofili continueranno a strepitare e inveire contro chi rovina il pianeta mangiando carne.
    La settarietà isterica e pedante che sfiora l’isteria propria del razzismo, non solo ci impedisce una dialettica serena, ma rende il vegetofilo incapace di creare e crearsi un senso proprio del perché ha scelto una via estrema. Senza per altro spesso essisrsi assicurato di avere attaccato il cervello al suo mito vegetofilo, sempre e comunque giustificabile.
    Chiaro che chi mangia carne poi fa il contrario, giustificherà diveramente il proprio essere carnivoro, così il discorso cristallizza dentro una dimensione esclusivamente alimentare.
    Magari alla fine questa idiozia vedrà vittorioso il partito dei vegetofili.
    Così consumeremo allegramente tutti vegetali come capre senza cervello e per un felice futuro pianeta desertico, dove crepare imparando a mangiare sabbia, sempre molto allegramente.

  • brumbrum

    e va be ho capito… le cercherò da solo

  • PanzaSancho

    Ci siamo evoluti mangiando anche animali morti….quindi, secondo il tuo ragionamento, i vegetariani / vegani stanno regredendo?

  • alsalto

    Non vorrei esserti apparso scortese.

    E’ che la gestione della topa da vicino richiede assai rigore.
  • FlavioBosio

    Arruolato in cosa nell’armata Brancaleone?

    Ce la vede una rivoluzione fatta oggi con arco e frecce, sinceramente non ce la vedo..
  • andriun

    il paragone non regge molto. Lei farebbe l’amore con un animale? Sicuramente con Heather magari un pensierino ce lo farebbe e non sarebbe il solo: più da giovane che ora, ma gusti sono gusti.

  • PinoRossi

    Ciao Andriun,

    capisco il filo del tuo ragionamento. Lungi da me il voler convincere, te o chiunque altro.
    Il punto è solo che la scelta non va motivata. Non c’è niente di disonorevole nel mangiare prodotti animali per abitudine, tradizione e sapore.
    Entrando nel merito, anche io mi feci lo stesso ragionamento. Ma ti propongo un equazione semplice: 1 pannocchia ogm, vs. un pezzo di grasso di un manzo di 3 anni nutrito a pannocchie ogm, antibiotici, dolore e puzza di morte (adrenalina).
    Se sei tra i pochi fortunati che ha i polli in cortile niente da dire, se li avessi un ovetto ogni tanto lo mangerei anche io. Ma coi prodotti animali mangi il concentrato della storia di quell’organismo. Direi non paragonabile con una carota biologica.
    Te lo dico solo perchè è un calcolo che feci anche io a suo tempo.
    Con un pezzo di formaggio, mangi il concentrato delle secrezioni di ghiandole mammarie affette da mastite (tutte le mucche da latte in allevamenti industriali hanno infezioni), di bestie mantenute in vita con dosi massicce di antibiotici. Per non parlare della lavorazione industriale dei formaggi.
    Ovviamente tutto  questo si somma all’eventuale abuso di proteine animali, che è dannoso di per se.
    Se compri le cose solo dal contadino biologico di fiducia, è un altro discorso, ti rimane solo l’abuso di proteine animali (eventuale).
    Il nocciolo comunque è: se scelgo di mangiare carne, e lo faccio consapevolmente (dell’inquinamento, dell’essere involontario mandante di campi di sterminio e tortura per bestie, di cosa contengono i prodotti animali del supermercato), non mi devo vergognare di nulla. E non devo motivarlo a nessuno. 
    Io ero un grigliatore dedito e assiduo, per 7/8 della mia vita, poi sono cambiato, e proprio non ho potuto più farlo. Anche con i latticini, vista la vita che fanno le mucche da latte, ho smesso. Ma più egoisticamente, nonvoglio che il mio corpo sia fatto di quel dolore, e di quello schifo.
    un abbraccio
    Pino Rossi
  • DeborahLevi

    nutrirsi da vegetariani andrebbe anche bene ma la dieta vegana mi sembra davvero eccessiva..

    e comunque deve essere una libera scelta…
  • alsalto

    Senso dell’humor?

    S’e’ fagocitato pure quello?
  • alsalto

    Ecco, magari ci avessi messo la cappella sistina al posto della signora parisi le sarebbe risultato altrettanto incomprensibile, temo.

    "il paragone non regge, l’intonaco e la malta bastarda sono indigesti. Per non parlare dei coppi. Perche’ i cacciatori-raccoglitori…."
  • andriun

    Vede Pino, nemmeno a me va di convincere nessuno, si tratta semplicemente di ragionamento e quando trovo qualcuno che la pensa diversamente da me e porta delle motivazioni, non mi tiro mai indietro; nemmeno con le donne, sebbene che, parlare di ragionamento con loro, sia quasi inutile(non per colpa loro, ma salvo qualche eccezione non ci sono proprio portate). Tornando a noi, vede, la carota che lei chiama biologica viene nutrita e il nutrimento deriva dal concime molto probabilmente di origine animale se le va bene, umano se le va meno bene. Molte delle tossine contenute negli alimenti finiscono quindi nel letame e non è detto che non arrivi anche a sorbirsi anche qualche dose di cocaina, se deriva da quello umano. Inoltre "l’agricoltore" può scrivere prodotto biologico, ma vuoi per una ragione vuoi per l’altra, potrebbe scoprire un domani che biologico non lo era, almeno non per come lo intendeva lei. Cosa si pensava tempo fa a proposito del vino, che potesse essere tagliato con lo zucchero(pratica che in italia risulta illegale, ma all’estero non lo è o comunque al tempo non lo era), non di certo che contenesse una base al metanolo. Come dicevo nel precedente post, la differenza la fa l’origine del prodotto non il prodotto stesso che andiamo a scegliere. 

  • Giamboniere

    Forse l’autore dovrebbe considerare il fatto che se non ci fosse richiesta di carne gli animali che si trovano negli allevamenti non verrebbero nemmeno messi al mondo. I maiali sono dei giovani prosciutti, è triste ma è così. Ed è l’uomo garantire loro l’esistenza, in quanto ne necessita per nutrirsi. Sul benessere animale poi si può aprire una discussione (qua in Italia al riguardo abbiamo forse la legge più severa al mondo, e ci sono strade per renderla ancora più stringente).

    Sono l’unico a considerare il veganesimo occidentale – al di là degli aspetti dietologici  – una sorta di "mercantilismo morale"? 
  • luiginox

    per i  "vegani" i mangiatori di carne sono malvagi.

    per i "carnivori" i vegani sono stupidi
    "temi di più lo stupido del malvagio" diceva mio nonno
  • andriun

    beh, visto come se l’è presa per una mia semplice osservazione(non era certo mia intenzione irritarla in questo modo), il senso dell’humor sembra averlo perso pure lei. No, sa le cappelle mi sono indigeste, pure quella sistina, considerandone le dimensioni, meglio la signora, su questo non c’è il minimo dubbio. Poi perchè fare tutto sto casino, bastava puntellarlo in modo che non cadesse. Sa, per i passanti, potrebbe essere pericoloso.

  • Earth

    Chi te l’ha detto che siamo evoluti mangiando animali morti?

    Il processo stesso di evoluzioni da dove lo tiri fuori? Ancora rimane irrisolta la questione dell’ anello mancante quindi dire che noi ci nutrivamo di animali per vivere e’ tutto in discussione.
    L’essere umano e’ frugivoro, visto che al 99% deriviamo dai primati e loro mangiano frutta.
  • Earth

    Cazzo che schifo tutti vegani e carnivori, nessuno che parla di essere frugivori.

  • FBF

    PREMESSA: SENZA CADERE NEL PANTEISMO poiché l’ecologia, il
    salutismo, l’amore per gli animali è il solito trucco del potere
    che offre prima una riconversione all’economia agraria, un distacco dall’industria e il
    ritorno ad un rapporto più diretto con la natura per poi e far cadere nel
    tranello del cosiddetto paganesimo per cui nel sangue suolo  e dunque nell’attrazione istintiva e naturale
    per la razza che non è il modernissimo amore. Lo sanno ben i tedeschi. https://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Walther_Darr%C3%A9

    Detto questo abbasso i toni e dirò in tutta coscienza e non per moralismo indotto che si può arrivare ad una SINTESI tra carnivori e
    vegetariani e ridiventare finalmente ONNIVORI. Si può cambiare l’attuale
    dieta stereotipata a base di sola carne. Ora si preferisce una veloce bistecca
    con quattro verdure in croce il più
    delle volte insapore, a piatti diversi. Perciò si tratta di limitarne il
    consumo se proprio la carne fa bene. Si limita anche la sofferenza se avete scrupoli.
    Il potere non li ha.

    Per cui mangereste la solita bistecca o … per fare un
    banalissimo esempio … un bel piatto di pasta con pomodorini, aglio, olio,
    basilico e formaggio grana, poi melanzane al forno con formaggio fuso e
    filante, gorgonzola e mascarpone con pane croccante e come dolce … una fetta peccaminosa
    di tiramisù accompagnato da un ottimo prosecco? E per finire … in Paradiso quello
    vero intendo … un caffè macchiato con panna montata?

    Io sono vissuto di carne, anche cruda, per cui – ritornando alla
    mia premessa – mi saprei difendere dai famelici, poveri, malati, cannibali che
    ci circondano e che scandiscono il nostro tempo. E sono tanti. Loro aspettano che
    sbagliamo per divorarci. Usano tutti i trucchi più meschini e ci riescono
    sempre in un modo o nell’altro in un sol morso o a piccoli brandelli. Bisogna
    avere un bel fegato. Porgiamoli quello.

  • ottavino

    E’ difficile dibattere su questi argomenti proprio perchè si inizia a discutere spesso partendo da una posizione legata al sentimento, all’emozione.

    Partenza sbagliata.
    L’inizio della discussione è: Che cos’è il cibo?
    Solo rivedendo tutto quello che normalmente viene dato per scontato è possibile fare una discussione sensata.
  • FBF

    L’inizio della discussione è: Che cos’è il cibo? Attualmente il cibo è vita per cui superstizione. Visto che molti mirano ad essere superstiti si alimenta la sicurezza. La sicurezza non esiste poiché anche questa è superstizione. Il Lavoro nella "costituzione più bella del mondo" è diventato superstizione e la religione attuale è superstizione soprattutto per gli "atei devoti" che vengono ripagati profumatamente. Per cui è esatto quello che dice: Partenza sbagliata.

    La discussione sensata è nel mio commento più in basso tra i commenti e sono sicuro poiché in politica sappiamo cosa accade, ma se c’è qualcuno vuole diventare un pollo incosciente da cortile è libero anzi ci fa un piacere. Il loro pacchetto viaggio comprende il poter razzolare qua e là e godersi il paradiso in terra beccando un poco di mais dorato, offerto il più delle volte dal solito goloso che dopo averli usati li metterà in padella. 
  • poisonedtooth

    Come sempre accade su CDC, quando l’argomento tratta di dieta con o senza cadaveri il pueblo si scatena come non mai, fornendoci la prova provata della “dissonanza cognitiva” ben descritta nell’articolo.
    E così anche questa volta, dissonanze cognitive come se piovesse. Il pueblo onnivoro non ci sta e rivendica fortemente il suo diritto al libero arbitrio alimentare giustificandosi col "da che mondo è mondo". e avallando moralmente il più aberrante, insalubre, distruttivo risultato del processo di trasformazione dell’uomo da sapiens-sapiens a sapiens-industrialiis dove tutto, uomo compreso, diventa prodotto mercantile e l’animale vivo e senziente una merce alla stregua di un rasoio qadrilama o uno smartphone.
    E pensare che basterebbe il minimo raziocinio, un atlante degli animali e uno specchio per confrontare la propria immagine riflessa con le foto di altri mammiferi e cercare le somiglianze: leone carnivoro, cane onnivoro, mucca vegetariana, gorilla (scimmia antropomorfa) frugivoro. Indovinato?

    Infine un consiglio: sbrigatevi a mangiare i pesci perchè è probabile che tra 2/3 decenni saranno dichiarati estinti, come del resto molte altre specie, proprio grazie al modus vivendi dell’homo-industrialiis. A questo punto l’unica speranza che rimane alla terra per evitare la sesta grande estinzione è che si estingua prima la causa, quindi possiamo solo auspicare una rapida trasfromazione della nostra specie da homo-industrialiis a homo-sexualis.
    Viva la revoluciòn

  • alsalto
    …rigorosamente dopo esser caduti a terra maturi immagino, vero?

    Ho letto di una tipa che dopo esser divenuta vegana s’e’ evoluta decidendo di nutrirsi esclusivamente di sperma.

    Non necessariamente umana, la sperma.
    Sborratariana?
  • alsalto

    A questo punto concordo.

    Andava assicurato meglio.
    Come al solito la sbidiguda risulta scivolosa.
  • RicardoDenner

    La carne piace perché da energia immediata..mentre gli alimenti vegetali devono essere incorporati alla nostra energia di base..

    Il discorso morale non c’entra..centra invece la nostra vocazione al potere..che trova nella carne uno strumento utile allo scopo..
    Mangiare vegetali implica un a riconversione energetica..oltre a saperli cucinare per bene..cosa ormai dimenticata..
    Essere vegani per motivi etici conduce alla denutrizione..
  • PanzaSancho

    Infatti le la lacrime di una mucca o le grida del maiale stanno a dimostrare la loro gioia all’idea di sacrificarsi per i nostri palati….per non parlare di conigli e galline, felicissimi di stare in strette gabbie uno sopra l’altro….

    ma mi faccia il piacere…..
  • bert53

    Facciamo così, eliminiamo le mucche, i maiali, i conigli e le galline … poi
    vediamo come fanno i possessori di animali domestici ad alimentarli oppure la
    gente comune a vestirsi etc. Già lo vedo, cani e gatti vegetariani (morti?) e
    la gente con le scarpe di tela o di plastica per fare un esempio.
    Me la vedo
    la mucca che piange e il vegetariano di turno che la convince che è perchè
    vuole bene al suo cane o gatto …
    Mi faccia lei il piacere ….

  • Psachno

    Commento senza capo né coda. Assumermi una responsabilità? Fare la differenza? Siete proprio come Don Chisciotte che attaccava i mulini a vento e per questo devo dire che il sito vi è capitato a fagiolo. Si mangia la carne come si mangiano le lenticchie, la pasta, i carciofi e quant’altro… non c’è nessuna morbosità, nessuna anormalità. Senza quel "che non c’è nulla di male" nel tuo commento, mi pareva stessimo parlando di un reato penale!!! ("ammetti che ti piace mangiare la carne", confessa le tue colpe! ahah) Solo una cosa e chiudo: chi è onnivoro, di solito non fa articoli, campagne, o ammorba in qualsiasi altro modo le castagne agli altri sulla loro alimentazione. Fate una cosa. Prendete esempio.