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MA DI CHI E’ LA COLPA SE HA VINTO RENZI ?

DI TONGUESSY
comedonchisciotte.org

I recenti risultati elettorali hanno scatenato la prevedibile, lunghissima serie di commenti negativi sul carattere assolutamente conservatore del popolo italiano, mosso com’è (sempre secondo questa ben nota analisi) da una mentalità che ha una paura innata verso il cambiamento. Pare quasi che carattere e mentalità siano un dono infuso, e non delle capacità indotte.

Troppo spesso sento parlare degli italiani in questi termini, come se il nostro DNA fosse solo questo, e non ci fossero elementi condizionanti all’interno del panorama culturale (in senso lato) del Belpaese. Ma a ben vedere gli elementi di condizionamento del comune sentire (quindi del carattere e della mentalità del popolo italiano) non mancano. Ad esempio: come siamo messi a libertà di stampa? Secondo Reporter senza frontiere l’Italia occupa il 57° posto, la Francia il 37° ed il Regno Unito il 29°. [1] E come viene usata quel poco di libertà che dicono esistere? Esiste una qualche pluralità di informazione oppure c’è solo un granitico blocco mediatico che ripete ossessivamente gli stessi mantra, indipendentemente dal tipo di emittente?

Come siamo messi poi nella classifica della corruzione? Transparency International ci classifica al 69° posto contro Francia al 25° e Regno Unito al 20°. [2]
E come dimenticare il problema del conflitto di interessi, del voto di scambio, dell’influenza delle lobbies nelle scelte politiche e così via? Non a caso il Giappone è scivolato di parecchie posizioni nelle classifiche internazionali a causa del disastro di Fukushima (a causa dell’informazione falsata per soddisfare le esigenze delle lobbies).

Il conflitto di interessi merita un discorso a sé. Ciò che viene chiesto per garantire un buon funzionamento dello Stato sono una serie di “chiare regole per affrontare conflitti di interesse specifici, un contesto legale che punisca i comportamenti scorretti, una sorveglianza da parte sia della legislatura che della società tramite sue organizzazioni, il pubblico accesso ai documenti interni, la presenza di una stampa indipendente. Tali meccanismi sono tanto più efficaci quanto nella società sono diffusi i principi di integrità e onestà e valori che enfatizzino la fiducia e la lealtà.”[3]

Capito come funziona? Non c’entra nulla il DNA di un popolo, conta invece molto a cosa quel popolo viene esposto. L’ultima frase virgolettata esprime il classico gioco a spirale (cane che si morde la coda): se una classe politica dà continui esempi di pessima gestione della Res Publica e ottima gestione dei propri interessi, quali “principi di integrità e onestà” potranno mai attecchire nella mentalità del popolo da loro governato?

Quello che intendo dire è che qualsiasi corpo sociale immerso per un periodo prolungato nei miasmi del consociativismo, del berlusconismo, del vendolismo (“il paroliere delle Puglie” secondo un amico salentino) e via elencando alla fine non può non puzzare. Nei paesi dove il consociativismo, ad esempio, non è la prassi politica ma esistono ancora schieramenti contrapposti con proprie identità non in svendita, le cose stanno in modo diverso. E facilmente i commentatori non si affannano, come qui su CDC, a scrivere peste e corna su sè stessi e sulla gente che sta attorno a loro.
Invece nel paese del Partito Unico (pure con molte ed inutili sfumature) cosa succede? “All’insegna del consensualismo e sotto la parola d’ordine del meticciato culturale, si scatena un’orgia centrista, che travolge ogni barriera. Unico punto fermo rimane l’originale impianto liberale, ininterrottamente ribadito e rinforzato”.[4]

Berlusconi (aiutato nel ventennio del suo califfato dai suoi sodali a “sinistra”) ha sicuramente dato una gran mano nel plasmare l’italica mentalità nella direzione opposta a quanto auspicato dal sito della “Cultura dell’integrità nella Pubblica Amministrazione”[3] proprio a causa dei molti e verificati legami esistenti tra i rendimenti dei titoli mediaset e la sua permanenza in parlamento. [5] Non solo: queste ultime elezioni ci offrono anche la prova di come i vincoli di legge possano mutare i rapporti tra le forze politiche, e l’Italia non fa eccezione.

I dati dell’affluenza (in calo generale) registrano un aumento proprio nel Regno Unito (+5%) e in Francia (+2%), Paesi dove esistono ancora (pur con tutti gli evidenti limiti) delle possibilità per sviluppare un dissenso sociale (libertà di stampa, legalità, scarso consociativismo e corruzione etc..). Al contrario in Italia il calo registrato è dell’8%. Mauro Fotia, analizzando i guasti del consociativismo, annotava già alcuni anni fa come siamo abituati alla “spassionatezza e al distacco, come se nessuna virtù politica fosse più in grado di mobilitare verso un ideale. Su questa base non può non insinuarsi nella coscienza collettiva come una sorta di inutilità dei perdenti”.[6] Un perdente considerato inutile, ecco come ci hanno abituati a considerarci, in perfetta sintonia con il pensiero mainstream che attualmente alberga nelle menti degli italiani. Pavlov non avrebbe potuto istruire i suoi cani in modo migliore.

Secondo quanto esposto la mentalità che ci ha portati a questi risultati elettorali sono il risultato di politiche culturali ben studiate, e non sono il frutto casuale di una pianta sconosciuta. Se il modello culturale è ciò che produce il “fittest to survive” (darwinismo sociale), quando siamo stati per decenni bombardati di messaggi (neanche tanto subliminali) di eterna giovinezza, soldi a volontà, belle donne, auto veloci, ville prestigiose e via elencando cose acquisite con furberia al limite (e spesso ben oltre) della legalità, cosa ci si può aspettare che venga riconosciuto come valore primario? Forse una sanguinosa rivoluzione? Oppure quel borghese “coltivare il proprio orto” nella speranza che passi anche questa tempesta?

Insomma senza pretendere di assolvere gli italiani che in questo processo involutivo hanno dato carta bianca al neoliberismo di “sinistra” (alla Soros), credo che applicare le attenuanti generiche prima di decretare la sentenza finale sia un atto dovuto. Sennò va a finire che è colpa dello studente se il docente insegna cose sbagliate. Certo, lo studente deve sempre stare attento ai cattivi maestri, ma se ne trovano ancora, di buoni maestri?

“Le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti; cioè, la classe che è la potenza materiale dominante della società è in pari tempo la sua potenza spirituale dominante” K. Marx

[1]http://rsfitalia.org/classifica-mondiale-della-liberta-di-stampa-2013/classifica-liberta-di-stampa-2013-tabella-con-i-179-paesi/#jp-carousel-6494
[2]http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_percezione_della_corruzione
[3]http://integrita.sspa.it/?page_id=5783
[4]M. Fotia “Il consociativismo infinito”, pg 231
[5]http://www.economiaweb.it/mediaset-sbanda-sulla-crisi-di-governo/
[6] M. Fotia “Il consociativismo infinito”, pg 55

Pubblicato da Davide

  • Cataldo

    Anche il tuo commento, per quanto più utile di tanti altri,  sottovaluta un po il problema.

    In Italia  la percentuale di chi legge qualcosa di più dei manifesti pubblicitari è incompatibile con un paese moderno, che voglia competere davvero nella distribuzione mondiale del lavoro; su questo si innesta un totale controllo mediatico operato dalla casta di servi che ci governa. Ora che è caduta la necessità di essere alternativi (per finta ovviamente) al berlusconismo, tutta la stampa, di destra di sinistra di centro, finta indipendente, privata etc etc, tutta la carta stampata e tutte le tv in coro hanno pompato il feniomeno Renzi.

    Parlare di caratteristiche insiste nella natura del popolo italico rispetto questa realtà è la classica causazione circolare, o peggio si confondono, e qui sei stato preciso, le cause con le conseguenze.

    Ma se sommiamo a questo Moloch la situazione della macchina elettorale, con i presidenti di seggio a vita, e altre storture sistematiche, il risultato del M5S è straordinario. Il problema vero è che non esiste possibilità alcuna per il M5S di utilizzare i media tradizionali, è bastata una serie di interviste e di partecipazioni ai talk show per indebolire il movimento. Il sistema è costruito per metabolizzare ogni voce diversa dal coro, Grillo aveva azzeccato tutto, delegittamdo alla radice questo schifo, ma andando da Vespa ha commesso un errore fatale, ha legittimato l’ìmmondo parassita vespino.

    Chi consiglia il M5S ad una partecipazione maggiore al sistema dei media lo vuole solo smantellare.
     Il percorso per l’alternativa al sistema, per  chi vuole restare nell’ambito istituzionale, è difficile e lento, speriamo che arrivi a qualche risultato prima che la differenza tra realta effetiva e realtà virtuale dei media arrivi alla esplosione violenta delle contraddizioni. Nel sud, dove questa differenza tra reale e virtuale è maggiore, e dove per motivi strutturali (meno internet meno lettori etc etc)  ci si aspetterebbe un popolo più bue che altrove, il movimento va meglio, e questa è una buona notizia.
    Diamo anche il merito al movimento di avere finalmente una opposizione nelle sedi istituzionali, dopo il balletto indegno PD-PDL  degli ultimi anni.

  • cardisem

    In una parola riassumerei così il contenuto dell’articolo:
    – In Italia, non per DNA, ma per conduzione politica, almeno dal 1945 a oggi, si è completamente dissolto e avariato il "sistema di eticità” e mi riferisco ad apposita parte della Filosofia del diritto di Hegel.

    In parole povere è difficile “far tornare di moda l’onestà” perché la disonestà, la corruzione, il ladrocinio non solo è diffuso, ma suscita ammirazione se però uno riesce a farla franca.

    Un esempio reale, depurato dai nomi e cognomi:

    – un padre di fronte a notizie di arresti diceva alla propria figlia che per quanto riguardava lui poteva sentirsi assolutamente tranquilla e orgogliosa di suo padre perché MAI aveva rubato, o si era lasciato corrompere o aveva commesso alcunché contro l’etica pubblica, pur avendone avuto occasione e offerte;
    – la figlia rispose che avrebbe preferito un padre ricco, non importa se disonesto;
    – il padre, mio amico (ora defunto), mi confidò la sua intenzione di suicidarsi, ma la morte giunse per cause naturali.

    I risultati elettorali hanno spiegazioni molteplici, ma fra queste ben credo che si possa annoverare la caduta del senso etico di un popolo, per colpa dei suoi governanti e della sua classe politica, la cui politica culturale e pedagogica era coerente con la sua natura.

    Altro esempio: la violazione del trattato di amicizia con il popolo libico, violato senza neppure aspettare che si asciugasse l’inchiostro con il quale era stato scritto… Questo fatto gravissimo che io avrei messo come principale motivazione per la messa in accusa del Presidente è passato del tutto inosservato.

    Il Movimento aveva chiaramente detto e ripetuto che se avesse avuto lui il 40 % sarebbe stato chiesto di indire nuove elezioni e le pronte dimissioni di Napolitano…
    Cosa che sta succedendo in Francia…

    NON LO HANNO VOLUTO!
    I ladri e i corrotti, tutto il sistema, si è coalizzato per impedire questa evoluzione del quadro politico…

    Ne vanno pure fieri! Se la vantano e sfottono il Movimento…
    Povera Italia! Una Italia, della quale io mi dichiaro "italiano” per il 21 % di quel 58 % che è andato a votare e ha dato una maggioranza del 40 % al PD.

    Se dovessi dare una micrometria dell’estensione della massa tumorale incomincerei proprio da quel 40 %.

    Si salverà il corpo malato?

  • Truman

    Non mi ritrovo d’accordo con Tonguessy.

    Fermo restando che spesso cercare la colpa è un esercizio di dubbia utilità, la situazione esposta nell’articolo è l’ambiente in cui M5S ha deciso di operare, mentre la colpa della sconfitta è di chi ha impostato la campagna elettorale, quindi principalmente Grillo e Casaleggio.

    Dare la colpa al popolo, poi, è un errore strategico. Chi sta dalla parte del popolo deve lavorare per farlo crescere, nonostante i problemi giganteschi esistenti. Dare addosso al proprio principale alleato è un errore grossolano e autolesionista.

    Nel merito, Grillo ha sbagliato nell’evitare la comunicazione con chi la pensa diversamente da lui e ciò è stato amplificato da media ostili. Se M5S vuole uscire dal ghetto deve imparare la prudenza democristiana.

    I molti errori strategici commessi da M5S sono stati più volte esposti qui su CdC, ma solitamente sono stati rinfacciati come critiche ostili, nonostante alle politiche M5S avesse preso buona parte dei voti da non iscritti. Anche qui si è dato addosso ai propri alleati.

    Va poi notato che la posizione politica rispetto all’euro non era molto chiara, a parte la proposta di referendum (di attuazione come minimo faticosa, se non dubbia) ho sentito ben poco.

  • A

    ogni popolo è condizionato dagli elementi culturali del proprio paese, gli inglesi come i francesi passando per i cingalesi, pure i marziani come i renziani. il fuoco di fila contro grillo e i 5 stelle è qualcosa di inedito considerato che, comprende, partendo dal basso, buona parte degli "antagonisti rivoluzionari" passando dai radical shit e quindi tutto l’arco istituzionale da destra sinistra e ritorno passando per il centro, tutti uniti appassionatamente su ogni supporto mediatico, dalla rete ai social network, fino a carta e televisioni eccetera: grillo è un pericoloso pazzo fascista stupratore dittatore cafone maleducato spietato miliardario assassino autoritario agente della cia massone ladro  bugiardo stronzo merda omofobo pedofilo. 24h su 24h, no stop, per un anno. ora, visto che "l’italiano"al netto delle spiegazioni antropologiche di tonguessy è praticamente un ritardato mentale e lo ha dimostrato anche a questo giro se i 5 stelle abbassano i toni e  si azzardano ad andare in televisione alla prossima tornata prendono il 10%, e a quella dopo, disperati, le mazzette. data la campagna che hanno fatto, un gesto sportivo sarebbe dimissioni immediate di tutti i parlamentari a 5 stelle, ritiro di grillo con dissoluzione del movimento e via libera agli italiani verso il baratro. 

  • Georgios

    Un intervento eccellente. Non posso concordare meno del 100%.
    Non capisco perché il discorso nei commenti si e’ spostato rapidamente sulla recente sconfitta elettorale del M5S. O forse la mancata vittoria, perche tali erano le aspettative di chi cerca di ragionare col cervello e non di riflesso.
    Certo e’ il tema scottante, ma il punto di Tonguessy, mi sembra, era illustrare quello che riporta in chiusura dell’articolo per bocca di Marx: La classe dominante impone in maniera subdola la sua ideologia sul resto della società.
    Cosi come una volta credevano che il loro Re era anche figlio di un dio, anche noi dobbiamo credere in certe cose perché diversamente e’ impossibile, quasi fosse legge della natura.
    Una volta reso chiaro questo, potremo fare la nostra critica e la nostra autocritica senza strapparci i capelli per la disgrazia di essere nati italiani o greci o spagnoli.
    Insomma, il DNA non c’entra niente. C’entra la società che fa l’uomo e l’uomo che fa la società.

  • oldhunter

    Non c’è dubbio: chi controlla le menti,
    controlla anche il potere.

    E parrebbe quindi giusto compatire, come
    lei fa, Tonguessy, i deboli che a quel potere soggiacciono scusandoli con ciò della
    loro fragilità e influenzabilità.


    Ma perché quel potere che controlla le
    masse non è riuscito a controllare anche la sua mente Tonguessy?

    Oppure quella dei tantissimi che non si
    accontentano delle notizie confezionate dai fabbricanti di opinioni e dalla
    schiera dei pennivendoli di servizio assunti dal sistema?

    Quei tantissimi che, anche talvolta sbagliando,
    si danno da fare innanzi tutto ragionando tra sé e sé notando incoerenze, contraddizioni,
    dissonanze dell’informazione – dai libri di scuola, all’impero sterminato dei
    media – e poi ponendosi domande e cercando, leggendo, studiando o, come oggi sarebbe
    forse meglio dire, contro-informandosi senza sottostare supinamente ai dictat
    silenziosi delle cosiddette “élite” al potere, alla storia scritta dai vincitori,
    al ‘volere’ della maggioranza o del partito, alla morale indotta dalle religioni,
    dalle costumanze o dalle convenienze, dalle divisioni indotte quali destra e
    sinistra, progressisti e conservatori, e tutti quei dualismi che ci allontanano
    dalla meta vera impedendoci l’evoluzione interiore a cui saremmo altrimenti destinati.


    Cos’è che ha reso costoro refrattari agli
    occulti imperativi dei costruttori di quegli stati d’animo scientemente fabbricati
    al fine di dirigere le masse laddove è conveniente al potere?

    Qual è la loro dote nascosta che li fa
    liberi anche in un mondo che non sa più che sia la libertà? Un atavico
    orgoglio, l’insito ribellismo di una psiche potente?


    Io non so definire che sia, ma di
    costoro è sicuramente il futuro…


    Quanto agli altri, al popolo “incapace
    di autogoverno”, come afferma una grande mente contemporanea, esso “finisce per
    selezionare i peggiori” in quanto “è incapace di sforzo intellettuale, o almeno
    di umiltà davanti a chi di questa fatica è capace naturalmente”.

     

  • Gibilee

    Sì, Beppe Grillo ,che non è un giovanotto, deve praticare una buona dose di ‘suadenza’scudocrociata. D’altro canto il malox serve poco, meglio un poco di diazepam e una ripassata a Petrolini prima dei comizi.

  • mazzam

    Tralascio gli eventuali errori dei pentastellati di cui non mi occupo e mi concentro sulla decisione del popolo che pur sentendo la puzza di carogna del mondo politico (vedi scandali su scandali su scandali….etc… Son fin stanco da tanti ce ne sono) ha armato ancora la conservazione cancerosa e putrefascente (e non so che altro dire tanto è il disgusto) dei politici (politici?) del grande arco costituzional- massonico-catto-comunista-giudaico-fascista attuale.

    Leggo che poverino il popolo si è spavenato dalle facce scure del grillo canterino ma chissenefrega questo popolo va anientato, schiacciato, frustato, sputato un popolazzo del cazzo che merita Genny a carogna al comando (e che in effetti in buona sostanza è al comando).
    Io mi vergogno di essere nato qua e vorrei sparire ora, ma voi mi fate davvero schifo.
    Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri,
    traditori, non è vittima, è complice. 
    George Orwel

    Italiani del cazzo… Andate a fare in culo!

  • cardisem

    Non so se indirettamente ti riferisci anche a me che ho commentato l’articolo. Ne approfitto per completare il mio pensiero.

    In linea di principio io non do mai la colpa al "popolo”, anche perché il popolo è concettualmente il "sovrano” e sarebbe "lesa maestà” qualsiasi mancanza diu riguardo verso il "sovrano".

    Qui però stiamo parlando di "elettorato” che è cosa diversa dal "popolo”.

    Non credo che sia fare un torto al "popolo" essere critici verso l’«elettorato» ed analizzare le modalità che hanno portato al "responso elettorale”. Esiste il reato del "voto di scambio”. Niente impedisce di pensare che se si potesse mettere in vendita apertamente il proprio voto, al migliore offerente, potrebbe esservi un fiorente commercio di voti…

    Niente impedisce di pensare che una stampa disonesta (che esiste nel nostro caso) abbia volutamente e deliberatamente disorientato l’elettorato.

    Niente impedisce di ritenere che chi comunque chiede il responso delle urne delle tener conto di tutti i fattori e trovare le giuste strategie di comunicazione…

    E così via…

  • Tetris1917

    Concordo con Tonguessey. Oggi su megachip.info, un articolo di questo tenore poneva il problema dei rapporti sociali esistenti in Italia che determinano poi i risultati elettorali. E come dice Marx i rapporti sociali sono determinati dai rapporti di produzione; i rapporti di produzione sono rapporti di classe. Ecco, men che ne dicano i vari detrattori, in Italia come in Grecia o in Germania esiste ancora il conflitto tra le classi, vinto chiaramente da chi determina poi l’andamento elettorale, ossia la classe dominante. Dite che volete, ma noi quando ci rechiamo alle urne non votiamo un cazzo, se non quello che vogliono che votiamo. Ecco perche’ Grillo e’ frutto della societa’ attuale che e’ frutto della globalizzazione e dell’individualismo esasperato e dell’apparire a tutti i costi. Mi spiace per renzi ma lui continua a essere solo e semplicemente una comparsa, un parvenu. Dopotutto in Italia dove un quarantenne ben dotato di intelligenza e di capacita’ superiori alla media, non riesce se lavora, nemmeno ad aumentare di livello contrattuale se il proprio superiore non voglia, lui il furbetto di Firenze, ha fatto il sindaco, ha scalato il primo partito nazionale, ha conquistato la presidenza del consiglio, ha preso il 40% alle europee….in meno di due anni!! Cosa vi dice questo? A me dice molto sul potere di classe che sorregge il tabaccaio fiorentino.

  • Giaurro

    Avranno anche avuto, Inghilterra e
    Francia, un aumento percentuale cospicuo nel turnout elettorale
    rispetto al 2009, ma si badi che, mentre in Italia la
    percentuale dei votanti rimane un solido 60%, in Inghilterra
    è al 36% ed in Francia al 44%. Se si deve valutare il grado di
    possibilità di sviluppare "dissenso sociale" anche dalle
    percentuali di voto, l’Italia è in quel campo un paese
    rivoluzionario rispetto ad inglesi e francesi, ed a gran parte
    dell’Europa. Se si passa a valutare il grado di possibilità di
    sviluppare "dissenso sociale" dai contenuti del voto,
    ovvero dal risultato delle elezioni, allora il quadro è ancora meno favorevole a britannici e oltralpini. in Inghilterra primo
    partito UKIP, in Francia FN, in Italia PD. Inglesi e francesi
    "dissidenti" sociali per aver votato partiti di estrema
    destra il cui orizzonte necessario e sufficiente è quello di
    combattere disperatamente il degrado delle privilegiate (su scala mondiale) classi
    nazionali medio-piccole e bianche, anche al ridente costo di deportare od al
    meglio ghettizzare una manciata di milioni di persone? La dinamica
    non è differente dall’individualistica affezione al particolare che
    sarebbe propria degli italiani, ma soltanto trasferita sul piano
    macroscopico della grande individualità collettiva che si assume
    implicitamente quando, come nel caso inglese e francese, si opta per
    un voto evidentemente fondato sull’unità etnica e cetuale compattata
    alla bisogna per respingere il barbaro alle porte. Va da sé che la
    paura innata verso il cambiamento, se per cambiamento si intende il
    processo di impoverimento dei ceti medio-piccoli europei e lo spettro dell’ascesa dei migranti, è evidentemente più forte in
    Inghilterra ed in Francia che non in Italia. Se questo è "dissenso
    sociale", magari progressivo, stiamo e staremo freschi.

  • Georgios

    Non vorrei fare di Tonguessy un eroe rivoluzionario (che poi può darsi che se lo meriti ma non sarò certo io a giudicarlo), ma credo che la risposta sia "il caso". O la legge delle probabilità in contemporanea con le condizioni di vita di ognuno ossia le condizioni sociali. Personali e collettive.
    In definitiva il popolo. Perché durante i periodi di crisi acute esistono delle persone del popolo che riescono per conoscenza, cultura, esperienza, scelta di classe, voglia di giustizia, dignità e cosi via a intravedere le cause e proporre delle iniziative di lotta che se azzeccate verranno senz’altro accolte dalla maggior parte del popolo.
    Perché queste persone sono figli del popolo, sono il popolo, perché il popolo scrive la storia nel piccolo e nel grande, nell’eroico e nel vigliacco, in tutte le sue manifestazioni umane. Altra cosa e’ il popolino termine caro al potente, a chi considera il popolo come gregge in bisogno di un pastore e senza volontà propria. Il problema per loro e’ che questo gregge talvolta e’ arrivato al punto di tagliare anche delle teste. Non succede ogni giorno ma succede. Per questo usano tutto il potere a loro disposizione per tenere il popolo disinformato, incantato e succube.
    Poco tempo fa si e’ visto che il M5S ha raccolto un 26% dal nulla. Quella era stata un’iniziativa di lotta giusta ed fu accolta dal popolo. Che poi qualcosa sia andato male, questo e’ un problema per il passo successivo al quale però arriveremo senza complessi di inferiorità di "razza".
    E’ quest’ultimo punto che l’articolo mette in evidenza.    

  • Tonguessy

    Non vedo come tu possa essere in disaccordo con quanto ho scritto, dato che io sono d’accordo con quanto tu affermi (non so a quale categoria di sofismi questa affermazione appartenga…).
    Stranamente alcuni interventi (tra i quali il tuo) si soffermano sulle strategie del M5S, mentre il senso del mio scritto andava da tutt’altra parte, senza soffermarsi necessariamente sui meriti e demeriti delle forze politiche in campo, ma tentando di smontare quell’aura di imbecillità che avvolge il popolo italiano adesso (e non solo adesso) e facendo il punto su come in realtà tutto il sistema elettorale sia stato viziato non meno di quanto sia stata viziata l’informazione nucleare in Giappone nel dopo Fukushima.  Se troviamo ancora dei pescatori che tranquillamente lanciano le loro reti nel mare circostante oppure elettori che votano (o non votano) forze politiche, forse è perchè le logiche di mercato (vedi Marx) hanno avuto, ancora una volta, il sopravvento sui valori che contraddistingono ogni società civile. E così i greci hanno vissuto sopra le loro possibilità, i giapponesi sono degli imbecilli ad avere progettato quella centrale e gli italiani ancora una volta si sono dimostrati codardi e piccolo borghesi.

    "Dare la colpa al popolo, poi, è un errore
    strategico. Chi sta dalla parte del popolo deve lavorare per farlo
    crescere, nonostante i problemi giganteschi esistenti. Dare addosso al
    proprio principale alleato è un errore grossolano e autolesionista."

    E’ esattamente quello che ho cercato di dire nell’articolo. A questo punto o l’ho scritto veramente male, oppure l’hai letto veramente male.

  • Tonguessy

    "l’italiano"al netto delle spiegazioni antropologiche di tonguessy è praticamente un ritardato mentale

    Tentavo di dimostrare che qualsiasi popolo, condizionato come il popolo italiano da decenni di consociativismo, abusivismo, affarismo, paraculismo (tutti valori appartenenti alla nostra elite politica) si comporterebbe così.
    Insegna a tuo figlio che l’Italia è a forma di ciabatta (è solo un esempio), e lui si ritroverà a sostenere questa affermazione davanti ad amici e conoscenti. Sarebbe lui il ritardato mentale, o tu che gli insegni quelle cose?

  • oldhunter
    Vince la partitocrazia e non è cambiato nulla

    di Massimo Fini – 27/05/2014

    Fonte: Massimo Fini

    Non è affatto vero che, come hanno scritto quasi tutti i giornali e gli editorialisti, la maggioranza degli italiani ha dimostrato di preferire “la stabilità”. 
    E’ vero il contrario. 
    Se si sommano gli astensionisti ai voti di Grillo si vede che più del 60% degli italiani non ne può più di questa partitocrazia mascherata da democrazia e vorrebbe sradicarla una volta per tutte. 
    Ma la maggioranza di questa minoranza (il 40%) ha scelto invece la partitocrazia votando il Pd, il più partitocratico di tutti i partiti in lizza, quello che conserva ancora, quasi intatti, gli apparati che sono saldamente incistati in ogni settore della società e che, insieme allo sfaldamento dei conservatori di Forza Italia, sono all’origine del suo successo, molto più parziale di quanto appaia dalle percentuali perché solo un italiano su cinque l’ha votato. 
    Matteo Renzi, che ha fatto quasi vent’anni di carriera all’interno della partitocrazia, è l’abile Gattopardo messo in quel posto (anzi che ce l’ha messo in quel posto) per fingere che tutto cambi purché nulla cambi.
  • Tonguessy

    Ma perché quel potere che controlla le
    masse non è riuscito a controllare anche la sua mente Tonguessy?

    Bella domanda. Per rispondere occorre accettare un assioma: la cultura è quell’interfaccia che permette ad un individuo di trovarsi a proprio agio all’interno di una società. Beh, per me quell’interfaccia non ha funzionato. Se Marx aveva ragione quando parlava della cultura dominante, allora io ho sempre cercato una cultura "altra". Altre interfacce. Sicuramente l’imprinting familiare ha avuto il suo ruolo. Giusto per fare un esempio: sessant’anni fa non essere battezzato in Italia era già una garanzia di non potere accedere a quell’interfaccia. Credo che il cavo di collegamento tra la nuca e Matrix spieghi molto bene la cosa: dipende tutto da dove va a finire quel cavo.

    Non me ne faccio vanto, quindi, e forse è proprio come dice Georgios: tutta una questione di caso. Peccato che io al caso non ci creda…..

  • A

    dipende, cosa gli raccontava il nonno? è un pò come l’uovo e la gallina…

  • Onilut
  • Georgios

    Ho scritto "caso" ma poi ho specificato che intendo. Non e’ come con i dadi.
    OK?

  • Tonguessy

    Siamo d’accordo, ho solo calcato un po’ la mano…..

  • tania
    Aggiungo ( a questa interessante analisi ) un incoraggiamento

    A mio parere questo  40% di Renzi non poggia su solide
    fondamenta , perchè non poggia su passioni politiche : è effimero
    , volatile come l’era post ideologica di oggi ( con piccole eccezioni sia a
    Sinistra che a Destra ).
    Insomma anche se alla passione per la politica si è
    sostituita quella per il personaggio leader , quest’ultima passione
    non potrà essere solida , durevole , appunto perchè i personaggi sono a-politici
    : tenderanno a differenziarsi per il sorriso o il
    broncio .. Insomma credo che un buon 80/90% dell’elettorato inizierà
    ad essere sempre più fluido tra un’elezione e l’altra .
    Ora però non sono
    sicura di aver mostrato una situazione proprio incoraggiante , ma ci siamo
    capiti..

  • searcher
    che negli ultimi 20 anni almeno l’italiano sia stato massacrato mediaticamente e’ persino scontato ripeterlo (pasolini lo avevo pure profetizzato lucidamente anche quando questo fenomeno di massa era agli albori,molto tempo prima) 
    da noi pero il terreno era già particolarmente fertile per mettere le sue radici che non altrove..

    la colpa e’ tutta nostra,inutile accampare scuse!

  • Gil_Grissom
    Ecco quello che mancava, qualcuno che attribuisse a Berlusconi la colpa della
    mentalita’ sbagliata degli italiani che ha favorito la débâcle del
    Movimento 5 stelle e la clamorosa affermazione di Renzi: ma quella mentalita’
    avrebbe dovuto essere presente anche poco piu’ di un anno fa quando invece il PD
    usci’ bastonato dalle urne e Grillo trionfante. Se le cose sono cosi’ cambiate
    in poco piu’ di un anno e mezzo lo si deve solo ed esclusivamente a macroscopici
    errori politici compiuti dai 5 stelle che si sono dati, purtroppo, la zappa sul
    piede da soli senza alcun aiuto esterno.

  • rasna-zal

    È perfetto Tonguessy!

    C’è sempre un’inflazione di critica nei confronti della "massa", quasi sempre proveniente da ambienti marginali e troppo autoreferenziali che tendono ad escludersi da essa. Ricondurre il problema alle giuste cause o perlomeno alla più generalizzante in termini sociali, poiché se si parla di informazione non si può escludere nessun mezzo e nessuna fonte, mi sembra un ottimo modo per costringersi a riprendere in mano le redini del proprio ego.
  • rebel69

    Personalmente sono d’accordo con l’analisi dell’articolo, indubbiamente fa bene a spezzare una lancia in favore del Italiano, ma credo che in momento storico come questo, una persona non abbia solo il diritto di avere un’informazione equa,ma ne abbia sopratutto il dovere.Nella mia esperienza personale, quando mi confronto con qualcuno , a supporto delle mie affermazioni consiglio sempre a tutti siti o link di articoli interessanti, per sapere poi cosa ne pensano e fare un confronto più approfondito. Tempo perso, mediamente non si leggono proprio o se letti denigrati probabilmente perché non si è voluto fare lo sforzo di capirli.Alle fine credo che nonostante tutto OGNUNO E’ RESPONSABILI PROPRIE AZIONI e di pena ne provo proprio poca.

  • bysantium

    A mio parere siamo nel dilemma dell’uovo e della gallina : chi è nato prima?
    Il popolo italiano è così immaturo e pavido perchè è, in definitiva, turlupinato o è con pieno successo turlupinato perchè è di suo immaturo e pavido? E perchè francesi ed inglesi sono più reattivi e contrastano il radicamento delle storture che da noi dilagano?
    Personalmente propendo più per la seconda ipotesi, perchè è la storia che forgia i popoli e noi abbiamo almeno sedici secoli di subalternità, opportunismo e tradimenti, ahimè.

  • MrStewie

    Dato che nessuno sembra dirlo, allora lo dico io. Fermo restando l’analisi sulla classe dominante, sul Candido che coltiva il suo orto, sul "caso" come elemento che determina chi si cerca informazioni diverse rispetto al main stream (analisi che mi trovano d’accordo), il partito di maggioranza in Italia è quello degli astenuti.
    Volete 2 numeri?

    PARTITO DEMOCRATICO ______________ 11.172.861 (40,81)

    MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT ___ 5.792.865 (21,16)

    FORZA ITALIA _______________________ 4.605.331 (16,82)

    NUOVO CENTRO DESTRA – UDC _________ 1.199.703

    Aventi diritto: 49.256.169

    Votanti: 27.371.747

    Non votanti: 21.884.422

    Si continua a trattare il voto degli astenuti come quello di un blocco di disinteressati, superficiali, magari pure discotecari impasticcati del cazzo a cui non frega nulla di cosa gli succede intorno. Nessuno si chiede come mai dagli anni ’80 in poi l’astensionismo in Italia sia gradualmente aumentato (vedi ad esempio: http://it.wikipedia.org/wiki/Astensionismo_in_Italia). Se si facesse una analisi sugli astenuti, magari si troverebbe che sono la fascia fra i 20 ed i 40 anni in maggioranza (mia ipotesi).
    Su luogocomune Mazzucco parla di "paura" (http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=4481).
    Qui si parla di classe dominante che vince con la sua mentalità.
    Sono pagliuzze in confronto alla trave: il non-voto ad oggi è una scelta attiva. E la verità è che hanno stravinto loro, altro che il PD. Gli astenuti sono il doppio. Che qualcuno ne parli, altrimenti staremo a farsi le pippe sul PD che ha perso 2 milioni di voti, dicendo che ha vinto Renzi (potevi metterci anche Ciccio di Nonna Papera, sai che differenza).

  • Tonguessy

    A questo punto mi sento in obbligo di fare alcune precisazioni.

    1- quando scrivo ho bisogno di almeno 24h tra la stesura e le correzioni. Purtroppo questa volta non ho atteso che la notte portasse consiglio, e qualche errore di sintassi è lì, in bella mostra.
    2-Non era mia intenzione parlare degli errori di Grillo o delle furbate di Renzi. Su CDC  (e non solo) sono stati versati miliardi di bytes su queste analisi politiche.
    3- Lo scopo dell’articolo è riflettere su quanto mentalità e carattere siano funzioni sociali modificabili, e non valori assoluti.
    4-discutere di quali siano le (molte? Poche?) cause che influiscono nel carattere di un popolo rimane lo scopo di questo mio scritto.
    5- i popoli subiscono sempre gli influssi delle elites che mettono in campo una propaganda molto forte e convincente. "Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità" (Goebbels)
    6-Senza la propaganda nè 1/3 di giovani americani si sarebbe immolato in Vietnam nè avremmo ancora l’euro nei portafogli
    7-L’intelligenza dei popoli si legge in filigrana con la partecipazione al voto, in costante calo (grazie MrStewie). Fanno eccezione (ed alzano le percentuali europee) quelle nazioni che lo impongono, come il Belgio. Giusto per sottolineare come il reato di correità non sia da imputare a tutti.
    Infine: come sottolineato da alcuni (e da me in questo scritto) le complicate relazioni tra elites e popoli mettono in luce degli argomenti circolari (ovvero il dilemma uovo-gallina): è il popolo che deve saper gestire la Res Publica (e quindi creare le elites) oppure sono le elites che devono saper gestire la Res Publica (e quindi "creare" i popoli)?
    Storicamente sembra sia (quasi) sempre successa la seconda cosa, e le poche volte che è successa la prima alla fine non si è conclusa molto bene. Il sospetto è che ci sia un difetto ineliminabile nel sistema rappresentativo: chi gestisce qualcosa lo può fare tanto in modo ineccepibile quanto in modo criminale. Il semplice accesso differenziato alle risorse permette alle elites di formare quel background culturale (vedi l’aforisma di Marx) che consente la replica dello status quo. E qui siamo a capo della circolarità.
    Esiste però una soglia dettata dal livello di legalità presente nei vertici: nei Paesi dove un ministro si dimette per non avere pagato il canone televisivo le cose vanno in modo diverso dal Paese dove nessun ministro si dimette a seguito di azioni ben più gravi che danneggiano tutti.
    Quindi Goering aveva ed ha ragione. Ma ha perso la guerra. Le elites dovranno fare i conti con questi fatti. Non tutti si fanno abbindolare dalle bugie spacciate per verità.
    Ringrazio tutti comunque per gli interventi
  • Cataldo

    L’unica risposta a questi quesiti è semlicissima, il "senso critico" e l’unica funzione che permette di resistere alle propagande. Il problema è che acquisire un senso critico della realtà costa fatica, e si può sviluppare solo con degli studi che abbiano un minimo di dignità e libertà. Il sistema scolastico è da anni in demolizione proprio perchè è fonte di senso critico.

  • Giaurro

    Secondo me anche in epoca post-ideologica c’è un saldo nucleo ideologico ad animare il voto. Al conseguimento di qualsiasi Fine oggi è preliminare e necessaria la capacità di disporre e organizzare adeguati mezzi, dunque, come dice Severino, oggi l’unico Fine è la Tecnica. In questo senso, su scala planetaria (perlomeno, riguardo al Pianeta "che conta"), vedo le scelte elettorali guidate (se non integralmente, almeno cospicuamente) da quel che di positivo che è l’abilità di presentare in modo più credibile di altri (opportunamente indicati come vecchi, apparato, casta, ecc.) la capacità di "fare", che è in sostanza la desiderabilità e il desiderio della disposizione di mezzi adeguati. Indico come "ideologia" tale orientamento perché ad esso non si escludono l’individualismo e il consumo nella loro forma tecnicamente organizzata come principi di discriminazione sociali oggi forse più potenti che l’appartenenza cetuale e etnica (su questo Bauman). Insomma, OK sulla "fluidità", se per ciò si deve intendere la mancanza di presa che le grandi narrazioni Otto-Novecentesche hanno, ma a patti che quella fluidità sia intesa anche come un nuovo paradigma del "solido".

  • greiskelly

    il successo di m5s al sud è dovuto alla maggiore partecipazione, dovuta a sua volta da maggiore disoccupazione. Questo mi è stato spiegato da un deputato m5s. Nel nord invece il partecipante è anche lavoratore quindi maggiormente stressato e prosciugato e con poco tempo a disposizione… il lavoro è la causa di tutto

  • Truman

    Solitamente abbiamo punti di vista abbastanza vicini, quindi il dissenso era puntuale. Esso si riferiva in sostanza al titolo (“di chi è la colpa?”) ed alla trattazione fornita, tesa a discolpare un popolo che era stato manovrato.

    Sui contenuti non dissento, ma l’impostazione tua evitava di fornire la risposta alla domanda presente nel titolo, oppure tendeva ad incolpare l’economia di mercato ed i mass media.

    In Italia l’esempio migliore viene sempre dal calcio, l’argomento che viene affrontato con la massima serietà. E nel calcio tutti sanno che quando la squadra va male la colpa principale è dell’allenatore. Dare la colpa all’arbitro, o al sistema non è utile. Ancor meno utile è dar colpa alla palla che è rotolata verso la porta. La palla è rotonda e il suo karma è rotolare. Poi si può cambiare il portiere o il centravanti, ma chi ha colpa è l’allenatore.

    Vediamo se riesco a essere più chiaro: ciò che hai scritto per me va bene, ma mancava l’indicazione di chi ha sbagliato e cosa ha sbagliato (la strategia).

    Sempre ricordando che errare è umano, ma se continui nell’errore vuol dire che hai trovato a chi dare la colpa e potresti avere qualche interesse nel continuare a sbagliare. (Mia libera traduzione dal latino “errare humanum est, sed …).

     

  • greiskelly

    davvero brutta storia quella del tuo amico… si è sentito piegato dagli insegamenti esterni dati alla figlia (mode, media, pubblicità, modello sociale etc…) del materialismo, contro cui non ha potuto fare nulla

  • greiskelly

    ti rispondo al punto 4 del tuo ultimo commento, tonguessy,
    il problema va ricercato nel lavoro e con cosa uno si guadagna da vivere.
    Pare che il 90% delle persone svolga lavori che non gli piacciano, per gran parte del proprio tempo di vita. Quindi la lama è a doppio taglio: chi lavora con onestà non ha tempo/voglia/energia da mettere nella cosa pubblica, visto che il lavoro gli ruba praticamente tutto il tempo, non gli piace ma si fa andare bene quello che ha. Chi invece ripudia il lavoro da schiavo e non ha altri mezzi per arrangiarsi allora va a finire che preferisce la disonestà. Ecco perchè gli italiani sono + soggetti a corruzioni/furti/etc
    viviamo in un bel paese, dall’altra parte c’è l’aspettativa di una vita da schiavo, quale scegliere?

  • tania
    Ho usato impropriamente
    l’espressione “epoca post-ideologica”per farmi capire , per usare il linguaggio
    del sentire diffuso , ma in realtà sono pienamente d’accordo con te
     : Severino ha ragione . Preciso quindi che questo 80/90%
    dell’elettorato sarà sì sempre più fluttuante da una formazione all’altra ( la
    differenza come sottolinei tu sarà solo in termini di persuasione retorica ) ,
    ma si muoverà dentro i recinti dello stesso macigno ideologico .
     Sfugge a questo paridigma l’estrema destra del
    sangue&suolo e tradizione ( sfugge solo apparentemente , 
    ma in realtà è solo una nefasta consegenza dello stesso paradigma ) ( e a
    cui si sono ormai votati , consapevoli o meno , molti che vengono da sinistra )
    e vi sfugge ( questa volta non “apparentemente” ) soprattutto una sinistra
    mondiale , una sinistra che  a livello accademico è ammirata ,
    ascoltata e letta con inevitabile rispetto e silenzio , ma che al livello della
    pratica politica ( partiti/movimenti ) è  , aimè , piccola ,
    residuale , ininfluente  .

  • Tonguessy

     il dissenso era puntuale. Esso si riferiva in sostanza al titolo ("di chi è la colpa?")


    Ti racconto come è andata. Tao (amministratore del sito) mi ha invitato a scrivere un articolo su questo argomento. Io l’ho fatto e gli ho spedito un file dal nome "le colpe degli italiani". Titolo ironico, dato il contenuto dello scritto. Poi qualcosa è successo, visto che il titolo ha subito un cambiamento. Mi è stato chiesto se andava bene quel titolo, ho risposto di si, non pensando che la cosa avrebbe attirato la tua attenzione. Come ho scritto nel mio commento in calce all’articolo non sono interessato nè a Grillo nè a Renzi, apparso misteriosamente nel titolo, ma alle colpe addossate agli italiani: codardia, stupidità, conservatorismo e via dicendo. 
    Per tornare alla tua domanda (chi ha sbagliato e cosa ha sbagliato) nel contesto che mi sono imposto di analizzare: dipende tutto da che angolo guardi la questione voto. In homepage campeggia adesso un bell’articolo che dice come il progressivo calo dei votanti significa (sintetizzazione mia) una presa di coscienza: siamo tutti presi per fessi, ci fanno credere che serva a qualcosa votare, ma non è proprio così. Quindi quel numero in costante aumento di non votanti significa solo qualcosa per me: che i popoli non stanno sbagliando. Certo, questa è una strategia minimalista in attesa ne che arrivi una di maggiore significato in termini di cambiamento. Si tratta insomma di passare (come dicono gli psicologi) dallo stato di depressione (astensione) a quello di rabbia (rivolte?). Il passo potrebbe non essere nè facile nè felice per molti, ma non vedo molte altre soluzioni. Concludendo: credo che non ci siano errori da parte dei popoli, a parte il sottovalutare movimenti come Alba Dorata. Gli errori maggiori li vedo nella perseveranza delle elites che si stanno inimicando strati sempre maggiori di popolazione. Si ricordino di Goebbels: anche se aveva ragione, ha pur sempre perso la guerra.
    Ciao
  • Quantum

    La società ha eliminato la spiritualità, e concetti chiave come etica e compassione. Sostituendoli con egoismo ed individualismo.
    Basterebbero solo concetti semplici come il fatto che siamo tutti un’unica entità ed interdipendenti gli uni dagli altri, e che ognuno ha diritto a fare della propria vita un’esperienza meravigliosa.

    Stessa inefficacia da parte di religioni organizzate false e bugiarde come il cristianesimo.

    E ci hanno servito una società apatica e cinica. Dove la gente odia gli altri perché le viene insegnato ad odiare se stesso perché non può permettersi il possesso di tutto. Ed a spostare l’amore dai propri simili per la vita e per la crescita personale e spirituale, al consumo di oggetti materiali.

  • Truman

    Ok, avevo il dubbio che fosse stato cambiato il titolo.

  • mazzam

    Ma tu sei un sofista, un delicato cercatore di pelo nell’uovo per questo riesci a fare la differenza tra popolo e elettorato. E invece è proprio il popolo che è colpevole e complice. Questo popolo quando lo trovi in tram o in treno o al mare, a teatro, in libreria, dal barbiere o sulla strada va guardato con sospetto e con disprezzo. Questo popolo mafioso e ladro va abbandonato.

    Il perchè è chiaro, gli scandali sono milioni, i ladri di ogni schieramento milioni e niente smuove questo popolo, niente. Perchè è ladro lui, elegge ladri, è complice di ladri.
    E dillo anche tu, è facile: questo popolo fa schifo.
    Com’era? Santi, marinai e inventori?? Ahaahaahah… Una volta forse, una volta….
  • Cataldo

    Questa spiegazione è fuorviante, al sud si vota perchè non hanno niente da fare, è semplicemnte offensiva. Anzi, una affluenza maggiore, da che mondo e mondo, premia i partiti maggiori, non i minori, specie se si tratta di un voto slegato dall’orizzonte del colleggio parlamentare nazionale, come questo. Quindi il tuo rappresentante dell’M5S deve studiare un po meglio i flussi elettorali storici, cosi evita di dire scemenze, e magari, con uno sforzo ulteriori, si chieda come mai con una minore penetrazione di internet al sud hanno preso molti più voti, evidentemente l’opposizione al sistema attecchisce di più dove il sistema è meno fruibile, cosi come accade oggi al sud. Dimenticavo anche di dire che il sud ha una percentuale di giovani fuori sede molto più alta, questo da ricordare a chi dice che il M5S è stato votato solo dai giovani. Purtroppo per capire qualcosa bisogna andare sotto la superfice e non limitarsi all’evidenza, la realtà è spesso controintuitiva, specie se questo "intuito" si basa su luoghi comuni non dimostrati.

  • greiskelly

    forse non è passato il messaggio corretto… a me sembra comprensibile che chi non ha un lavoro trovi nella politica un maggior stimolo per partecipare, ciò significa più tempo per organizzare comizi e banchetti, internet non serve per arrivare alla gente (anche se aiuta per l’organizzazione degli eventi). Infatti l’alta percentuale dei voti al sud può essere dovuta ad una maggiore presenza sul campo, così come mi ha confermato il deputato. Non volevo offendere nessuno.

  • Cataldo

    Scusami non avevo capito il commento, anzi, ne ho frainteso il senso in toto 🙂

  • cardisem

    Si, ben detto: sono un “sofista”. Io il "popolo”non lo vedo… Il resto chiamalo come vuoi. Non riesco a trovare una metafora adatta per esprimere il concetto… Si può definire l’uomo semplicemente come un animale bipede, con scarsa peluria, ma può capitare che sia capace di "eticità” e di tante altre cose che lo rendono "uomo”. Lo stesso è per il "popolo”: quando esiste è una cosa nobile e grande; quando non esiste è quella cosa che dici te, alla quale si deve pur pietà, rispetto, dedizione… Io me la prendo con chi lo ha ridotto in questo stato allo stesso modo in cui me la prendo con chi ha gettato un giovane nella depravazione della droga o dell’alcolismo… Non sempre la colpa è tutta in chi si trova in una condizione di infelicità… Ma hai ben detto: sono un "sofista”…