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MA DAVVERO IL M5S E' ETERODIRETTO ? E CASALEGGIO ?

DI ALDO GIANNULI
aldogiannuli.it

Far cadere un governo, determinare la scelta della legge elettorale, bloccare lo sfregio della Costituzione, chiudere ogni via di ritirata al Cavaliere, far ballare il sistema politico schioccando le dita: quando mai il M5s avrà un’altra occasione così? Non ogni giorno è Natale. Ed allora, perché butta via il biglietto vincente della lotteria? Diversi intervenuti in questo blog hanno avanzato ipotesi che vanno dal tipo di cultura politica del Movimento –che precluderebbe la strada a qualsiasi tipo di accordo- a valutazioni di ordine antropologico (il disprezzo per gli altri) o al dubbio che Grillo sia ricattato da Berlusconi o, magari, eterodiretto da soggetti stranieri per il tramite di Casaleggio ed altro ancora, mentre una parte minoritaria dei commentatori si è dichiarata d’accordo con la scelta di “chiudere” a qualsiasi intesa. Allora cerchiamo di capire le ragioni politiche di questa scelta per ora prevalente nel M5s.

Quelle più deboli mi sembrano le varianti sul tema dell’etero direzione (berlusconiana o americana che sia). In primo luogo manca qualsiasi prova a sostegno ed anche gli indizi sono abbastanza deboli: che Casaleggio lavori anche per la Jp Morgan in sé non mi sembra un granché di indizio e nemmeno la antica amicizia fra Grillo e Ricci mi pare sia qualcosa di particolarmente significativo. Per quello che ho capito di Casaleggio, credo che abbia un concetto troppo  alto di se per adattarsi a fare l’agente di influenza di altri. Credo piuttosto che si senta nei panni del Lenin delle tesi d’aprile.

Peraltro, se fossero strumenti più o meno ciechi di “occhiuta rapina” il comportamento sarebbe diverso e più raffinato: una simile legnosità non è funzionale nemmeno ad un possibile giocatore esterno, mentre una più accorta e sofisticata linea di condotta potrebbe ottenere risultati ben più “pesanti” anche ai fini di una etero direzione.

E poi, io sono uno che pensa che i “complotti” (per usare questa pessima categoria da asilo infantile) si fanno, ma non tutto può essere spiegato ricorrendo ad essi. Già più convincente mi sembra l’approccio relativo alla cultura politica: il M5s ha una forte nota populista e non manca di toni apertamente anti-politici. Il populismo detesta ogni tipo di compromesso, intesa, accordo, alleanza fra cui non distingue (come diverse mail ricevute mi confermano) perché visti come intrighi di palazzo, mentre la “verità” (la scelta “giusta”) è di per sé auto evidente e non necessita né di tattiche né di mediazioni o sfumature, ma di una secca affermazione: Si, si. No, no. Ottima regola se intesa come rifiuto di mascherare il proprio pensiero, ma pessima se trasportata nel processo di formazione delle decisioni politiche, dove diventa facilmente fondamentalismo. Sulle teorie di Casaleggio sulla democrazia diretta torneremo, qui ci limitiamo a notare come l’idea del mandato imperativo, da cui deriva logicamente il rifiuto di ogni accordo parlamentare, contiene il sostanziale rifiuto della democrazia parlamentare. Il che è peraltro perfettamente conseguente alla scelta per la democrazia diretta che, appunto, esclude, in linea di massima, la rappresentanza.

Dunque, una prima ragione è da riferire alla cultura politica sulla quale sarebbe bene aprire una discussione.  Anche se devo dire che –forse sbaglierò- da qualche tempo colgo accenti diversi fra Grillo (più orientato al senso pratico) e Casaleggio (che mi sembra più rigoroso sulla teoria).

Anche l’approccio “antropologico” che sottolinea quel velenoso senso di  superiorità morale che si riversa in disprezzo degli altri (ricordiamo ancora la scena della parlamentare del M5s che rifiuta di stringere la mano alla Bindi…).

Tutto questo va bene, ma non basta, credo ci sia anche altro.

In primo luogo una ragione legata all’analisi della fase: come già detto molte volte anche su questo blog, Casaleggio e Grillo sono convinti di un crollo catastrofico dell’economia italiana fra settembre e novembre, per cui arriveremo a livelli greci. In questo contesto, il crollo del sistema politico sarebbe cosa sicura, così come scontri di piazza generalizzati ed eruzioni insurrezionali, con solo due possibili esiti: l’andata al governo del M5s –forse per elezioni anticipate- o un colpo di stato militare (di qui il mio paragone con il Lenin delle tesi d’aprile). E’ ovvio che in un simile contesto, un governo di transizione sino alle elezioni è problema che non si pone, così come passa in ultimo piano il problema del Porcellum. E, pertanto, anche un accordo per quanto limitato con il Pd è dannoso (oltre che inutile) e compromettente, perché il Pd è parte dello stesso sistema politico con il Pdl e condivide con esso la responsabilità del crollo economico del paese. In effetti, in una situazione come quella appena descritta, un accordo con il Pd sarebbe sostanzialmente inutile.

Personalmente sono convinto che avremo un autunno-inverno molto difficile (e converrà tornarci su prossimamente) ed anche Mediobanca ed alcuni giornali stranieri fanno previsioni molto negative, ma non credo a scenari greci in tempi tanto brevi. Certo: l’Italia non è in grado di rimborsare i 2.000 miliardi di euro e difficilmente potrà reggere a lungo la pressione degli interessi. Personalmente non credo neppure alla manovra delle privatizzazioni che, con ogni ragionevole probabilità, si risolverà solo nella svendita dell’ “argenteria di famiglia”, ma inciderà molto poco sulla situazione debitoria. Esattamente come accadde negli anni novanta, quando tutto si risolse in un po’ di lucrosi affari per qualche boiardo di Stato e un po’ di imprenditori.

Così come sono convinto che la politica del rigore serve solo a peggiorare la situazione. Che però la situazione stia per precipitare nel giro di una manciata di settimane non mi pare realistico. Certo sia Grillo che Casaleggio hanno le loro informazioni per pensare quello che affermano, questo però non vuol dire…: io starei attento anche alle fonti da cui quelle notizie vengono ed a quanto esse siano più o meno interessate ad alimentare certi scenari.

Per cui, se questa specie di Armageddon si verifica, la linea di totale chiusura può avere in senso. Ma se non si verifica, che succede? Attenzione perché dopo qualche mese si vota alle europee ed un clamoroso errore di calcolo, come quello di prevedere una rivoluzione che poi non c’è, può costare davvero molto.

C’è poi una ragione più “tattica” alla quale vedo più sensibile Grillo: il sogno di prendere un voto in più del Pd, per avviarne la liquidazione ed assorbirne la base. Dunque, in questa visione, non solo il Pd non è da preferire al Pdl, ma è l’avversario da togliere di mezzo prima dell’altro, per assorbirne eredità e funzione.  E, dunque, non ha senso alcuna azione che si immagina possa aiutare il Pd, anche se, per la verità, oggi una apertura del M5s creerebbe più problemi al Pd, divaricandolo, di quanti non gliene risolva.

Infine un’altra ragione che mi è stata suggerita da uno degli intervenuti in questo blog che scrive:  “in definitiva non credo che cambiare legge elettorale convenga dal punto di vista strategico al movimento. In fondo con quella attuale basterebbero uno, due punti in più delle ultime elezioni per incassare la maggioranza.”

Dunque, il ragionamento sarebbe questo: alziamo pure la bandiera dell’anti-Porcellum, ma non facciamo nulla di concreto per sostituirlo perché, alla fine, può risolversi in un vantaggio per noi che, in fondo, abbiamo solo 4 punti in meno delle altre coalizioni.

In effetti, questo farebbe quadrare molti conti: il M5s non offre concretamente il suo appoggio per la riforma della legge elettorale,  perché gli conviene andare alle elezioni proprio con il Porcellum. E’ un pensiero che rifiuto perché, se corrispondesse al vero, significherebbe che non c’è ragione di ritenere il M5s diverso dal Pdl (che il Porcellum lo ha approvato sul calcolo dei vantaggi che gliene sarebbero derivati), e del Pd (che, nella scorsa legislatura, ha boicottato ogni ipotesi di riforma, perché considerava che quel sistema avrebbe giocato a suo favore). Per ora non voglio ancora arrivare a questa conclusione e pensare che Grillo –come ha dichiarato- voglia davvero lavorare ad una riforma del sistema elettorale di tipo proporzionale (per lo meno questa è stata sempre la posizione ufficiale del M5s).

Ma per fare questo è necessario intendersi con il Pd, altrimenti i voti per fare maggioranza come si mettono insieme?

Aldo Giannuli
Fonte: www.aldogiannuli.it
Link: http://www.aldogiannuli.it/2013/08/m5s-eterodiretto/
8.08.2013

Pubblicato da Davide

  • GRATIS

    L’occasione è sfumata e il M5S sarà molto ridimesionato. Con Berlusconi fuori gioco le differenza fra PD e PDL appariranno sempre più inesistenti per cui lo scenario più probabile sarà quello di una immonda formazione moderata con Renzi a capo. I nostalgici del cavaliere e di grillo conserveranno il loro minoritario e folcloristico consenso

  • roz

    Bah… partiamo dal presupposto che il cambiamento radicale dell’oligarchia che governa il paese è una cosa molto difficile da far accadere, sia con mezzi democratici (libere elezioni) sia con mezzi violenti.

    Il cambiamento passa per una porta molto molto stretta. Non è una ineludibile necessità storica.

    Occorre che si verifichino alcune condizioni essenziali:
    a) l’oligarchia al governo deve fare molti errori, dividendosi e litigando fra loro;
    b) deve esserci una alternativa ad essa

    La prima condizione è abbastanza soddisfatta. La stupidità e l’inettitudine di buona parte di questa classe politica è insita nel suo stesso collante: l’egoismo individuale. Il branco di predatori funziona finché c’è abbastanza selvaggina da spolpare per tutti, quando questa inizia a scarseggiare, iniziano ad uccidersi fra loro.
    Se non gli si da modo di fare quadrato su qualche argomento, è possibile che vadano dritti nel baratro litigando fra loro come comari.

    La seconda condizione potrebbe esserci. Il 25% del M5s a febbraio è un dato di fatto. Ma attenzione: non è un 25% di elettori compatti su posizioni politiche più o meno univoche!
    Il m5s è un minestrone che è tenuto insieme dalla volontà di spazzare via questa classe dirigente. Quasi niente altro.
    Qualsiasi tentativo di connotare politicamente in modo più deciso il calderone implica la perdita di parti di esso, con conseguente frazionamento e successiva impossibilità di superare in ambito di contesa elettorale uno dei due altri schieramenti, divisi ma uguali.

    Lo si è visto a marzo, quando gli eventi e la tattica degli avversari ha costretto il M5s a prendere una posizione netta (si/no accordo col pd) ha perso pezzi. Ha perso elettori perché ha detto no. Se avesse detto sì avrebbe perso altri. E’ sembrato rinforzarsi (da sinistra) quando ha proposto Rodotà, ma contemporaneamente si è indebolito a destra.

    Quindi… Grillo attende. Le carte buone attende che gliele diano gli avversari, ma meno si espone e più raccoglie.

    Il gioco è questo. Considerando come è l’elettorato italiano, non è un gioco stupido. Forse è l’unico che in realtà può permettere di passare da quella porta stretta.

  • Aironeblu


    Casaleggio e Grillo sono convinti di un crollo catastrofico dell’economia italiana fra settembre e novembre, per cui arriveremo a livelli greci. In questo contesto, il crollo del sistema politico sarebbe cosa sicura, così come scontri di piazza generalizzati ed eruzioni insurrezionali, con solo due possibili esiti: l’andata al governo del M5s –forse per elezioni anticipate- o un colpo di stato militare.

    Risposta esatta, tutto il resto dell’articolo sono inciucii e opportunismi da Seconda Repubblica: la cosa più coerente, doverosa e civile che possa fare il M5S è quella di NON MISCHIARSI assolutamente con la casta che si vuole abbattere, meno che mai adesso che l’autunno tragico è alle porte.

    Alla fine dell’ultima campagna elettorale, prima che il M5S fosse eletto primo partito d’Italia, Beppe Grillo aveva dichiarato che al momento lo scopo era quello di entrare in parlamento, che il governo PD sarebbe caduto disastrosamente in qualche mese, e che la maggioranza parlamentare sarebbe stata conquistata nelle prossime elezioni dal M5S. Come dargli torto?

  • mendi

    Mah! L’unica cosa sicura è che i pentastellati hanno restituito i soldi, cosa che gli altri non hanno fatto, con tutti i loro paroloni di democrazia, responsabilità, bene del paese, ecc..
    Questo basta a me e tanti altri per dare loro il mio voto alle prossime elezioni e saranno tanti voti in più delle scorse.
    Con buona pace di tutti i buffoni del pd.

  • robotcoppola

    la previsione di grillo/casaleggio sulla catastrofe economica imminente dell’italia, attraverso le attuali politiche €uropoidi, è una FALSA previsione, trattasi di un evento CERTO!

    Quello che NON È CERTO è il periodo in cui accadrà, questo autunno sarà molto IMPROBABILE. Sicuramente avremmo un peggioramento e un aumento della tensione sociale ma non il crollo.

    Già in passato, grillo aveva fatto delle “previsioni” CORRETTE ma in tempi più lunghi di quelli dichiarati. Pertanto non starei a guardare il pelo nell’uovo e prendere tutte le parole per oro colato.

    La sostanza è comunque quella che afferma grillo/casaleggio, ma trattasi dell’OVVIO che i media e i vari SERVI del potere NON vogliono rivelare. Molto meglio avvistare le evanescenti luci in fondo al tunnel…

    Riguardo la legge elettorale, il M5S accetta cambiamenti che cedono più POTERE VERSO IL POPOLO e combatte quelli che lo concentrano verso POCHI (sistema presidenzialista/semipresidenzialista voluti dal partito unico pd/pdl/sceltacivica con la scusa della governabilità …).

    Non credo proprio ci sia spazio per discutere LEALMENTE una legge elettorale, a vantaggio della stragrande maggioranza degli italiani, con chi ci vuole FOTTERE, consegnando il NOSTRO destino in mano ai t€cnocrati €uropoidi.

  • Blackrose4400

    Guardavo il servizio di Piero Ricca sul Fatto Quotidiano online di oggi. Interessante. Intervista gli iscritti al PD in una festa loro dove si ingozzano di carne. Non ce n’è uno che capisca una cippa di quello che sta succedendo. Ne a livello nazionale ed ancor meno a livello internazionale.

    Guardi interviste al popolo PDL e ti accorgi che non c’è nessuna differenza di quanto sopra. Vanno alle manifestazioni del loro partito dietro pagamento di un panino ed una Coca. Miserrimi.

    Questo è il punto che contesto a Grillo. La democrazia diretta è un delirio. Come si fa a dare una matita in mano a dei decerebrati e pensare che non combinino guai? Il risultato lo stiamo vedendo.
    A parte questo, visto che il supplizio della democrazia ci tocca, il punto è solo uno. Ci saranno in Italia 15/18 milioni che hanno il coraggio di fare un salto nel buio per cercare la luce? Io penso di no….

  • robotcoppola

    Se guardi la situazione come un’immagine statica la conclusione naturale è quella che hai scritto nel tuo commento.

    L’obiettivo del M5S di una democrazia diretta è un punto di arrivo che dovrà attraversare molte tappe intermedie di consapevolezza.

    Allo stato attuale abbiamo lo ZERO% di probabilità che si realizzi in tempi brevi, proprio a causa dello SQUALLIDO scenario che hai descritto sopra, il quale è molto più generale e coinvolge la maggioranza degli italiani, compresa anche una parte del movimento stesso.

    Trattasi di un processo lungo che se percorso durerà almeno 10-15 anni prima che raggiunga un livello accettabile di maturazione.

    Intanto potremmo accontentarci di realizzare una vera democrazia rappresentativa, il PRIMO passo verso quella diretta attualmente non attuabile. Direi che sarebbe già un risultato eccezionale viste le premesse …

  • mazzam

    È proprio così. Ed è molto diverso da come grillo vendeva il suo pensiero ai suoi spettacoli quando, tra le battute, dipingeva un corpo di rappresentanza politica di eccellente livello per sfruttare le capacitá che derivano dall’esperienza, non un’altra mandria di ordinari senza costrutto da spendere per il benessere del popolo italiano.
    Ed era, ed è ultima speranza. Ma non funziona. Anzi è una m..a.
    Credo che le prossime elezioni saranno massicciamente segnate dal non voto. Spero.

  • Georgejefferson

    Una precisazione.La funzione sovrana del parlamento si deve esplicitare nella rappresentanza dei cittadini rinforzando la pluralita’.Adempire ai propri obblighi parlamentari NON SIGNIFICA dire di si alle porcate costruite dai decreti in fretta e furia senza possibilita di dilazione dei tempi di discussione come avviene ora.Ostruire questi esautoramenti delle funzioni parlamentari NON SIGNIFICA essere demagoghi che non accettano il compromesso.Questi non sono compromessi.Sono funzioni dispotiche da Stato autoritario e non DI DIRITTO.Difatti le scelte che i parlamentari 5 stelle considerano giuste le approvano.E quando tutti all’unisono,gli altri,dicono di no alle proposte 5 stelle…nessuno nel Mainstream si stracci le vesti con accuse di populismo,nin si sta al dialogo e puttanate varie che vengono attribuite al movimento.Basta darsi un’occhiata ai video delle udienze parlamentari per vedere quello che intendo.Ma sembra verosimile che tanti commentatori non abbiano mai aperto uno di quei tanti video.Fermo restando che il movimento e’ criticabile su tanti aspetti,e silenzi (non sempre comunque,vedi ultimamente sulla macroeconomia in alcuni post di Grillo)ma forse capibile sul piano delle strategie politiche.Ci vorrebbe piu apertura mentale,a mio avviso.Pronta a cogliere,in speranza,il buono sia del socialismo sia del liberalismo,nei loro principi e valori originali.Poi ognuno e’libero di non esserlo.

  • vraie

    per me questo è lo sviluppo più probabile, oltre che più desiderato dagli “alleati” (leggi: nostri padroni padroni)

  • Earth

    Invece secondo me sara’ proprio il contrario. Il fatto che ci sia lo schifo piu’ assoluto in giro fara’ girare la testa a molte persone per guardare se c’e’ altro in giro.
    Sicuramente avrai sentito parlare di massa critica, esiste anche come livello di sopportazione della gente e lo possono sfogare solo col voto. Cosa e’ cambiato dalle precedenti elezioni? Niente, il decreto fare fa cagare.
    Ma una cosa e’ cambiata! Si e’ visto il m5s in azione e le persone che prima non lo hanno votato lo voteranno alla prossima tornata elettorale. Non ho sentito uno che conosco che ha votato il m5s che tornerebbe a votare pd o pdl. Poi dalla nostra abbiamo Rodota’ mossa di sinistra, abbiamo sputtanato la sinistra, i soldi dati alle imprese, mossa di destra, abbiamo sputtanato la destra, il rimborso elettorale restituito allo stato, mossa di coerenza anti casta, sputtanati i partiti e infine una grande massiccia opposizione allo schifo giornaliero.
    La gente sara’ pure stupida, ma queste cose sono troppo evidenti che pure un allocco capisce. Dal mio punto di vista prenderemo molto di piu’ dell’ultima volta 🙂

  • Earth

    Ma poi basta pensarci un attimo e le cose escono fuori. Non votate PD o PDL perche’ loro faranno il governo delle larghe intese, se votate l’altro e’ la stessa cosa! Il PDL si e’ alleato col PD quei comunisti! che scempio, sono stati loro a cercarli poi!
    Se cade il governo delle larghe intese non si potra’ piu’ proporre in futuro PD e PDL insieme… quindi anche di comodo converrebbe un voto al m5s per avere un governo per il bene del paese. La vedo molto dura per pd e pdl.

  • Earth

    IL PORCELLUM SFAVORISCE IL M5S AL SENATO SIA SE VINCE SIA SE PERDE LE ELEZIONI.

  • Earth

    Proprio per questo sara’ piu’ facile batterli, se cade il governo delle larghe intese glie lo si puo’ rinfacciare agli elettori. Che senso ha votare PD o PDL che 1 mese fa non sono andati d’accordo e hanno fatto cadere il governo? Gia’ berlusconi parla di imu e pd glie lo nega.
    Sinceramente io in questa la vedo un’opportunita’. Inoltre non e’ detto che si faranno le primarie prima delle prossime elezioni e Renzi sara’ escluso automaticamente.

  • francescosantoianni

    Il Problema è che sia Grillo che Casaleggio, dopo il trionfo delle politiche, si sono guardati bene dal creare un movimento (non hanno creato nemmeno il promesso “Portale Internet”) capace di discutere e sopratutto di decidere preferendo annegare il tutto in una ineffabile “Rete” (che serve, al massimo a scatenare le “tricoteuses dopo ogni espulsione) illudendosi che la loro forza possa basarsi sul ferreo controllo dei loro seguaci e su un ancora più clamoroso successo elettorale che li porti ad avere il 51 per cento dei voti.
    Essendo un attivista del Movimento Cinque Stelle ho tentato anche di scrivere qualcosa a riguardo: http://www.francescosantoianni.it/wordpress/?p=876
    Ma temo che sia un tentativo inutile di fermare una deriva che sembra inarrestabile
    Francesco Santoianni

  • A-Zero

    Vorrei appoggiarmi su quanto ha scritto Roz e Santoianni per sviluppare una riflessione sul versante poco frequentato, il versante fuori della politica, il versante sociale.

    Effettivamente il 25% è stato un agglutinazione elettorale molto contingente, molto umorale, farraginosa. Inoltre, come per tutti gli altri PARTITI, anche il PARTITO del M5S o di Grillo ha scelto di stare dentro il gioco di QUESTO assetto giuridico-istituzionale. Ricordiamoci che un bel po’ di persone, prima che cittadini, non ci sono andati a votare e che le tre fette della torta istituzionale del 25% valgono il 18- 19% degli aventi diritto (compresi i residenti all’estero), escludendo il resto del “demos” cioè immigrati e minorenni. L’unica vera maggioranza ostentabile dal sistema (il vero “kratos”) è quella che il sistema ha messo in campo: PDPDL = 38-40%. La maggioranza dei votanti e la minoranza, inconfutabilmente minoranza, del “demos”.

    Il blocco elettorale PDPDL comunque, aldilà della manovrabilità delle coscienze, è un blocco elettorale interessato direttamente a questo sistema: il PD per tutta la fetta di popolazione ex-proletaria e anziana che ha goduto dell’espansione economica precedente, il PDL per la loro controparte similare. Ora, aldilà della mia imprecisione di analisi (potete certo argomentare meglio riguardo il cosiddetto elettorato) c’è da registrare che il blocco “elettorale” di interesse-ideologia del M5S è tutto da verificare nel suo consolidamento e nel suo sviluppo.

    Comunque vengo al mio dunque: guardiamo il partito M5S dalla parte di quella grossa fetta di “demos” che ha deciso di non essere “elettorato”. Già si è verificato qualcosa (elezioni amministrative) che fa ipotizzare che il grosso del movimento entrata-uscita di elettori del partito iperlegale e iperlegalizzante M5S sia nella frontiera voto-nonvoto.

    A mio avviso il M5S aveva in mano dei grossi calibri a lunga gittata e devastanti, sia alleandosi che non alleandosi col PD: battersi strenuamente, anche in piazza, per togliere la TAV in Val Susa e altre opere nocive dell’affarismo politico, togliere gli F35, togliere le missioni mercenarie e altre cose similari. Paccate di miliardi di euro, non solo quelli già stanziati ma quelli che in futuro si mangeranno questi buchi neri dell’affarismo criminale, da ostentare in pubblica piazza al demos. Invece quando si sono imbighellonati nel loro ombelico delle restituzioni parlamentari chiunque del demos ha potuto sgamarli: ma come state a rompe i coglioni per due spicci per un principio, mentre a noi ci massacrano e gli lasciate in mano quel bottino che ridistribuito al demos farebbe veramente cambiare le cose?

    E poi ricordate tutta quella gente in piazza e la digos che, immagino, disse “Beppe, te ne devi andare”. E quello tanto fece. La montagna partorì il topolino.

    In questo sfacello sistemico, specie nel cosiddetto Occidente dove la tregua secolare data dallo stato sociale volge al termine, ora che ci sono le basi di sviluppo per una cultura di autonomia sociale delle classi inferiori del demos, penso che il Grillo-M5S serva se non al recupero (perché non c’è nessuna situazione di sollevazione popolare da recuperare, se non contrastare il non voto che mina le basi giuridiche di legittimazione della farloccata chiamata democrazia) quantomeno alla profilassi preventiva per far restare nell’alveo delle “istituzioni”: praticamente il blocco di cemento armato in cui è stato colato il demos.

    Finora il M5S è parte del sistema e, se gli va bene come dite, sarà il polo maggioritario della versione 3.0 di questo stesso sistema socio-economico. Non hanno alcuno spessore sociale (purtroppo non ce ne per niente) nelle fasce basse del demos. Non hanno alcuna ideologia pratica alternativa a questo sistema. Tantomeno hanno le palle per puntare sull’autonomia sociale delle classi basse: ancora poca fame, ancora poca riproletarizzazione fra le fila del partito di Grillo. Il COPASIR l’hanno dato alla Lega. Sono voluti entrare nel baraccone perché, checché ne dica Grillo, fuori dal baraccone istituzionale non hanno niente da dire se non ai piccoli borghesi, ai tecno-meritevoli, ecc… ecc … seppur sono la parte più dinamica del demos. Secondo me Grillo con l’autonomia sociale delle classi inferiori non c’azzecca niente.

    Però almeno si sgama facile, non come la sciagura della sinistra che ancora si spaccia pro-classi inferiori. Adesso, con decenni di ritardo si discute di democrazia diretta vs rappresentativa senza un minimo senzo di critica basilare dello stesso falso concetto di democrazia e del falso mito della stessa.

    Ad Atene la democrazia diretta assegnava gli incarichi per sorteggio e a rotazione, e si votava per destituire non per eleggere. Loro lo sapevano già che la rappresentanza è una trappola, che il potere e la ricchezza dei singoli condizionano le scelte degli altri, perciò ricorrevano al sorteggio e all’ostracismo. Inoltre ciascuno poteva interagire direttamente viso a viso e poi potevano partecipare solo i maschi cittadini, le femmine e la stragrande maggioranza di schiavi erano escluse dalla gestione di classe dell’impero commerciale ateniese. Gli schiavi erano merce.

    Dal canto mio, e di chi la spera come me,è fuori dal baraccone che ce la dobbiamo giocare, specie se il gioco si farà duro. E’ la nostra vita, non uno spettacolo, non una rappresentazione, non una delega.

  • robotcoppola

    Ok, ho capito a cosa ti riferisci, il mio discorso però non si basa sul mero conteggio dei voti ma sul cambiamento interiore che le persone dovranno fare prima di giungere ad una VERA democrazia diretta.

    Un sistema a democrazia diretta, per funzionare in modo corretto, deve acquisire una consapevolezza media molto più alta di quella attuale, in caso contrario avremmo una DITTATURA della massa, cioè una collettività fatta da persone dominate dall’istinto animale => saggezza/buon senso nelle decisioni molto scadente.

    Per questo dobbiamo guardare verso un percorso a step, senza cercare apparenti scorciatoie. È più saggio migliorare/perfezionare l’attuale sistema di democrazia, attualmente farlocco, testando in parallelo dei progetti di democrazia diretta come ad esempio sta facendo nel lazio l’ottimo davide barillari

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/11/m5s-parlamento-elettronico-parte-in-lazio-piu-grande-esperimento-di-democrazia-diretta/652725/

    Quindi per attuare con successo in tutta italia un simile progetto è necessaria una trasformazione delle persone che richiederà parecchi anni. La tecnologia è un FALSO problema.

    Ad ogni modo, quanto ho descritto sopra è uno scenario OTTIMISTICO in quanto le forze che remano contro o in direzioni diverse sono enormi.

    Attualmente, il più grande ostacolo che abbiamo non è il voto clientelare, in diminuzione costante per effetto della crisi in corso, ma l’astensione.

    L’astensione equivale a consegnare il volante della propria automobile ad altri. E allo stato attuale gli altri, sono tutti i partiti che supportano le politiche €uropoidi. Insomma stiamo giocando col fuoco in un deposito di munizioni…

  • saurowsky

    La verita ai miei occhi oramai e’ lampante: chi governa veramente questo mondo, e non mi riferisco ai governi fantocci (compreso quello USA accreditato dai media di essere al comando del mondo), continua ad applicare l’antico DIVIDI ET IMPERA dei Cesari, cioe creare due fazioni contrapposte nel popolo (sinistra-destra, nord-sud, bianchi neri etc etc ) lasciando che le masse (tenute ignoranti) si combattano tra loro, invece di colaizzarsi contro il VERO POTERE, la cui nostra interfaccia sono oggi le BANCHE. Chi comanda, DA SEMPRE ha controllato governo ed opposizione. Ora che il gioco destra-sinistra che ha ingannato il popolo italiano negli ultimi 40 anni volge al termine (vedasi il governo PD-PDL, FINTI acerrimi avversari per un ventennio e ora felicemente al governo tutti insieme, hanno dato il colpo di grazia a questo dualismo. Anche il piu becero elettore di questi partiti si e’ accorto che i nemici di sempre sono i colleghi di oggi. Ecco quindi la necessita di far comparire nella scena il “nuovo”, cioe il M5S (che per carita, attraverso i suoi ragazzi sta facendo dichiarazioni importanti in parlamento, ma non scordiamoci che sono all’opposizione e non scordiamoci i toni del PD quando dominava Berlusconi e viceversa, cioe chi sta all’opposizione spara sempre forte, salvo poi trasformarsi in agnelli una volta al govero (chissa xche….ORDINI, tutto qui).
    Quindi quando a breve questi infami del PD e PDL spariranno, il Vero Potere ha gia pronto il nuovo, che spaccera come rivoluzionario, come governo del popolo o dal basso come tuona grillo.
    Grillo infatti ha gia radicalmente cambiato rotta dall’apertura del blog, cioe dal passagio sotto le ali di Casaleggio: una volta affermava, seguendo le gesta del grande Giacinto Auriti: se la moneta e’ nostra xche ce la prestano, oggi da del maniaco complottista a chi gli scrive queste cose nel suo blog!!!
    Chiudo suggerendovi di guardarvi l’albero genealogico di Casaleggio:
    parente di Sasoon (che e’ uno dei cofondatori della casalegigo associati, cioe la societa che controlla grillo e il suo blog), che dal 1800 circa vede una diretta parentela con i Rotschild, cioe sasoon e rotchild hanno unito le loro famiglie gia 200 anni orsono: SERVE ALTRO?

  • saurowsky

    L’oligarchia che governa il paese non cambiera mai, purtroppo, finche non gli toglieremo la possibilita di stamare e prestarci moneta.
    Quello che puo cambiare sono i pupazzi che ci mettono davanti( berlusconi, monti, dalema, veltroni, vendola, fini e merde simili) per far si che nulla cambi veramente.

  • Blackrose4400

    Io sono d’accordo con te. Sarebbe stupendo che attraverso la democrazia diretta la società trovasse “equilibrio”. Sarebbe stupendo se attraverso la democrazia diretta il singolo capisse che fa parte di una cosa più grande, che è la comunità in cui vive e che questa comunità è la sua forza e la sua sicurezza. Guardavo ultimamente il film “The way back”, storia vera di fuggiaschi dai gulag siberiani che hanno percorso 6.500 kilometri a piedi, dalla Siberia all’India, per raggiungere la libertà. Durante lo svolgimento del film, mano a mano che il viaggio si complica, il gruppo diventa sempre più compatto. Perchè il gruppo si rende conto che la sopravvivenza del singolo è legato alla sopravvivenza del gruppo, in quanto più forte del singolo e sopratutto protettore del singolo. Questo è un punto che, purtroppo, al popolo italiano sfugge. Non si sente in una comunità. Si sente continuamente attaccato dalla comunità. Dalle tasse, dalle multe, dal vicino che fa il prepotente, al semaforo, in fila agli sportelli. Siamo sfilacciati a livello sociale. Tutti pensano solo al proprio tornaconto. Penso che con un pò di onestà intellettuale ognuno di noi può trovare tanti esempi anche per se. Quindi, partire da questo sfacelo e porsi come obiettivo la democrazia diretta è paragonabile ad andare in bicicletta in Australia. E’ semplicemente impossibile. Hai bisogno di altri mezzi interlocutori. Ecco perchè Grillo evoca il crack, il default. Lo sa anche lui che il popolo non è pronto ad un salto di qualità. 30 anni di televisione spazzatura ha devastato la visione morale al popolo. 30 anni di informazione drogata ha tolto ogni punto di riferimento per un ragionamento logico. 30 anni di opinionismo giornalistico hanno dato al popolo la falsa idea di avere un’opinione valida e logica. Ecco perchè io penso che la via sia un salto nel buio e al buio. Forse così la luce, per qualche incantesimo o per una botta di culo, si potrà accendere. Ma sono anche consapevole che trovare 15/18 milioni di italiani disposti a farlo sarà dura. A meno che non arrivi il crash. Cosa che eviteranno accuratamente che avvenga. E senza dimenticare che durante un crash, specialmente in una società soporifera, vecchia e drogata come la nostra, il pericolo è quello di trovarsi di fronte ad una cosa che di democratico non ha nulla. E non alludo al Movimento 5 stelle. Hai perfettamente ragione, stiamo giocando con il fuoco nella Santa Barbara di una nave alla deriva.

  • Earth

    “Dalle tasse, dalle multe, dal vicino che fa il prepotente, al semaforo, in fila agli sportelli. Siamo sfilacciati a livello sociale. Tutti pensano solo al proprio tornaconto.”

    Questo e’ derivato dal fatto che chi fa queste cose la fa franca e non subisce punizioni di alcun genere, ne’ legislative ne’ sociali.
    Migliora l’apparato giudiziario o inserisci delle regole che puniscono chi si comporta nel modo indicato da te sopra e vedrai che non succede piu’. L’occasione fa l’uomo ladro.

  • Earth

    La democrazia diretta infatti e’ piena di bug che si possono exploitare per fare quello che si vuole, come hai detto tu prima una dittatura della massa. Mi basta pensare a uno scenario dove se si fa il lavaggio del cervello tramite la pubblicita’ e le persone inziano a credere che sia giusta una cosa che nei fatti invece e’ totalmente sbagliata. Ma e’ la stessa falla che ha anche il nostro attuale sistema partitico! Solo che e’ cento volte peggio, basta pensare a 20 anni di Berlusconismo che ha fatto quello che gli pare… Quindi cosa facciamo ci fasciamo la testa prima di rompercela? O magari abbandoniamo direttamente, non usciamo di casa per paura di cosa puo’ succedere la fuori.
    E’ un po’ presto parlare di queste cose. La cosa importante da sapere ORA e’ che la democrazia diretta e’ migliore di quella partitica e lo e’ almeno 1000 volte meglio, quindi partiamo, manteniamo questa direzione e poi pian piano affiniamo le cose.

    Il fatto che viviamo in un sistema partitico paradossalmente accelera la democrazia diretta. Se domani il m5s prende il 51% dei voti puo’ renderla effettiva in una legistratura e farebbe anche immediatamente delle leggi contro la disinformazione giornalistica. Ricorda inoltre che il sistema politico cambia la cultura, l’informazione giornalistica cambia la cultura. quindi sarebbe un circolo virtuoso. Nessuno in democrazia diretta voterebbe per un termovalorizzatore se i giornali parlassero di differenziata e di fonti rinnovabili. La cultura, la voglia di cambiamento d’altra parte e’ l’unica che puo’ cambiare il sistema politico e i giornali e per farlo basta il voto al m5s, io sono certo che ci sara’. La gente non ce la fa piu’.