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MA CHE COSA HA IN MENTE OBAMA, CON I SUOI TPP E TTIP ?

DI ERIC ZUESSE

countercurrents.org

La motivazione sottesa al Partenariato Trans-Pacifico TPP di Obama, e al Trattato Transatlantico per il Commercio TTIP, la motivazione dietro ad entrambi questi giganteschi trattati commerciali internazionali è la stessa, e i senatori democratici degli Stati Uniti Elizabeth Warren e Sherrod Brown hanno ragione: non è per niente progressista. Ha invece
l’intento di togliere, in una democrazia, il potere politico al pubblico, e trasferirlo al suo posto all’aristocrazia internazionale (cioè, allontanarsi il più possibile da qualunque democrazia nazionale).

Questo si otterrà cambiando la cosa più fondamentale di tutte: la base stessa del potere globale. Tale base, invece di essere costituta dai voti democratici del pubblico nazionale, che eleggono i loro rappresentanti politici i quali determinano leggi e regole, tale sistema politico democratico nazionale diventa invece il suo esatto opposto: i voti degli stakeholders aristocratici dell’aristocrazia internazionale eleggono i dirigenti aziendali delle società internazionali, che a loro volta selezionano i membri delle tavole rotonde internazionali sul commercio, che nel TTP e nel TTIP a loro volta determinano le leggi e le applicazioni, in particolare riguardo ai diritti dei lavoratori, alla sicurezza dei prodotti e dell’ambiente.

L’indebolimento da parte dell’aristocrazia internazionale di queste regole nazionali permetterà l’abbassamento salariale del pubblico, cioè delle persone che non controllano le società ma che controllano solo la loro forza lavoro, che diminuisce fino al più basso compenso orario nell’intera trading-area internazionale. Questo nuovo sistema renderà
anche possibile minimizzare le regole sulla sicurezza del cibo e degli altri prodotti, massimizzando in questo modo la possibilità delle società internazionali di evitare le spese, che sarebbero altrimenti necessarie all’innalzamento della sicurezza dei loro prodotti.

Queste spese (le passività dei prodotti pericolosi) verranno sempre più sostenute unicamente dai consumatori di tali prodotti. I rischi per gli investitori (che è ciò che gli aristocratici cercano di evitare maggiormente) sono di conseguenza diminuiti – trasferiti sempre più sul pubblico. Renderà, inoltre, virtualmente libero il danno ambientale per le
società internazionali che lo perpetuano, mentre esso diventerà allo stesso tempo un costo che solo il pubblico dovrà sostenere: tossicità dell’aria, dell’acqua, … Perciò, ancora un’altra categoria di rischio che se ne va per gli investitori: questo aumenterà i margini di profitto, a vantaggio dei soli stakeholders – non del pubblico. I profitti diventeranno perciò sempre più concentrati nelle società internazionali e nelle famiglie che le controllano, e le perdite verranno distribuite tra consumatori e lavoratori, in generale tra coloro che ne vivono: il pubblico.

Il Governo diventerà sempre più solo un mero esecutore e diffusore dei rischi e delle penalizzazioni al pubblico; e ciò a sua volta aumenterà ancora di più l’ideale del libero scambio: che il Governo sia sempre meno presente, o “più piccolo”- ovvero che vi sia sempre meno Governo democratico. E’ questo il succo del discorso del “piccolo governo”
dell’aristocrazia: si tratta di spostare i costi dagli aristocratici al pubblico. Perciò la percentuale maggiore dei costi per la sicurezza dei prodotti, per i diritti dei lavoratori e per l’ambiente, diventerà a carico dei cittadini, e la quota minore dei costi sarà sostenuta dagli stakeholders delle società internazionali.

In cambio, gli aristocratici saranno in grado di passare ai loro eredi designati il loro dominio e il controllo crescente sul pubblico. Perciò, la concentrazione della ricchezza diventerà sempre più appannaggio di un numero sempre più
esiguo di famiglie, una iper-aristocrazia sempre più piccola. Questo è quel che sta succedendo, e si verificherà in modo ancora maggiore se verranno approvati gli accordi TPP e TTIP. (Secondo il più approfondito studio a tale proposito, al 2012 lo 0.7% più ricco del mondo possiede 13.67 volte di più del 68.7% più povero”); perciò, la distribuzione della
ricchezza nel mondo è già estremamente diseguale. TTP e TTIP sono progettati per aumentare quella diseguaglianza).

Inoltre, il Presidente Obama e il Partito Repubblicano al Congresso (che lo supporta su questa e su tutte le altre questioni che sono d’interesse principale per l’aristocrazia Americana, quali la sconfitta della Russia, della Cina e degli altri paesi del BRICS – per esempio, allontanando l’Ucraina dall’aristocrazia russa e mettendola invece sotto il controllo dell’aristocrazia americana) si stanno adoperando per far sì che l’aristocrazia americana sia sempre più al controllo a livello internazionale, e questi accordi commerciali sfruttano in aggiunta il fatto che l’America è la potenza più grande in entrambi gli oceani più vasti del pianeta: l’Atlantico e il Pacifico.

In altre parole: gli Stati Uniti, con il TTP e il TTIP, saranno nella straordinaria posizione di consolidare la partecipazione dell’aristocrazia americana, probabilmente per il prossimo secolo, in entrambi i due maggiori patti commerciali internazionali. Questa esclusiva commerciale manterrà il controllo dell’aristocrazia americana praticamente su tutte le aristocrazie delle altre maggiori nazioni industriali – includendo tutto l’emisfero settentrionale, dove si trova la maggior parte delle terre del mondo.

Di conseguenza, non solo l’aristocrazia mondiale controllerà il pubblico mondiale, ma l’aristocrazia americana controllerà le altre aristocrazie, con modalità che aumenteranno il suo potere collettivo nei confronti di ogni aristocrazia nazionale esterna; e così, l’Impero Americano diventerà giorno dopo giorno il più grande impero che il mondo abbia mai conosciuto, grazie allo sfruttamento della popolazione, ovunque, e non solo all’interno di un’unica nazione.

Obama ha detto ai cadetti di West Point, il 28 Maggio 2014: “L’ascesa economica della Cina e la sua capacità militare preoccupano i suoi vicini. Dal Brasile all’India, le classi medie in crescita competono con noi, e i governi cercano maggior voce in capitolo nei forum a livello mondiale.” In altre parole: parte del lavoro di questi futuri ufficiali sarà di assicurare che le nazioni BRICS, e le altre che hanno una ricchezza pro-capite inferiore dell’America, restino povere, così che l’aristocrazia americana possa mandare il lavoro là, al posto di pagare gli stessi lavoratori americani per farlo – in altre parole: far competere i lavoratori americani con quelli delle nazioni povere, piuttosto che far competere gli investitori americani con quelli delle nazioni povere. Sta dicendo alle forze armate americane che sono soldati in questa guerra di classe internazionale, pagati dal pubblico, ma che lavorano in realtà per l’aristocrazia americana e non per il pubblico, bensì contro di esso – al fine di abbassare il loro salario, la sicurezza sul cibo, ecc…

Questa è la strada verso un certo tipo di governo del mondo da parte dei super ricchi per i super ricchi, che mantiene loro e i loro eredi designati al controllo sulle risorse del mondo intero – sia in termini di risorse naturali che umane – e che usa gli aristocratici locali come agenti locali in tutto il mondo, che influenzeranno il loro pubblico locale e lo faranno lavorare per l’intensificazione della ricchezza mondiale nelle mani, in primo luogo, dell’aristocrazia mondiale e, in secondo luogo, dell’aristocrazia americana in quanto aristocrazia dominante a livello mondiale.

Ciò che rimarrà dei governi nazionali locali diventerà perciò un mero involucro.

Benito Mussolini, che aveva imparato il suo fascismo dal fondatore del fascismo stesso, il suo maestro Vilfredo Pareto (che Mussolini chiamò “il Karl Marx del Fascismo”), che è stato anche il fondatore della moderna teoria economica ed in particolare del suo Criterio del Welfare, che informa una parte così grande delle restanti teorie economiche e in particolar modo tutte le analisi costi-benefici (come quelle dei mezzi proposti per frenare il surriscaldamento globale), ha spiegato nel seguente modo il “corporativismo” che sosteneva fosse alla base del fascismo:

La corporazione gioca sul terreno economico come il Gran Consiglio e la Milizia giocarono sul terreno politico!

Il corporativismo è l’economia disciplinata, e quindi anche controllata, perché non si può pensare a una disciplina che non abbia un controllo.

Il corporativismo supera il socialismo e supera il liberalismo, crea una nuova sintesi.

In calce a questo articolo c’è il discorso di Mussolini a questo riguardo, nel quale espone quella che chiama un’ideologia post-capitalista e post-socialista, e che Barak Obama, proclamatosi post-capitalista e post-socialista esso stesso, (come agente per l’aristocrazia globale) sta mettendo in atto in modo sempre più crescente – in modo particolare tramite il
TTP e il TTIP.

Nello specifico, in particolare a riguardo degli accordi commerciali internazionali, il maestro di Mussolini, Pareto, ha detto che il mercato libero deve regnare supremo e libero da ogni vincolo dello Stato in ogni aspetto, non solo all’interno delle nazioni, ma anche, e in modo particolare, tra le nazioni. Come ho messo in evidenza, a questo proposito, nel mio recente libro sullo sviluppo storico del fascismo fino al giorno d’oggi:

“Pareto è stato coerentemente un purista del mercato libero, almeno dal 1896. Per esempio, il 1 Settembre 1897 nelle sue “The new Theories of Economics” pubblicate sul “Journal of Political Economics”, ha dichiarato: Se fossi dell’opinione che un dato libro potesse contribuire più di un altro ad affermare il libero scambio nel mondo intero, non esiterei un istante a dedicarmi corpo ed anima allo studio di tale opera, mettendo da parte per il momento lo studio della pura scienza”. Ha inoltre dichiarato: “Siamo stati in grado di dimostrare con forza che i coefficienti di produzione in un regime di competizione libera sono determinati dagli imprenditori esattamente nello stesso modo in cui un governo socialista li dovrebbe fissare se volesse realizzare il massimo di ofelimità [il termine da lui inventato per “welfare” per metter in ombra l’attuale base di valore, cosicché gli economisti possano fingere di essere liberi dal valore, anche se loro stessi valutano le cose in analisi di costi-benefici che, di fatto, applicano la sua teoria pro-aristocratica, o fascista] per i suoi
soggetti”. [E bisogna qui notare il lapsus di Pareto nel dire che i governi hanno “soggetti” e non “cittadini”]. Pareto ha sempre messo in discussione se un governo socialista sarebbe stato in grado di raggiungere tale scopo, mentre sosteneva che un mercato libero l’avrebbe realizzato in modo naturale, così come i fisiocratici avevano detto che doveva regnare la “legge naturale” e non una sua alterazione.

Pareto ha attaccato l’economia di Adam Smith, e dei fisiocratici francesi che avevano gettato le fondamenta per la teoria economica smithiana, su una base che i successivi economisti avrebbero poi potuto sviluppare matematicamente in un modo che avrebbe nascosto l’essenziale fascismo della teoria, – la forma modernizzata (post-agraria) del feudalesimo.
Barak Obama e i Repubblicani al Congresso stanno semplicemente portando l’operazione fascista al livello successivo. Per quanto riguarda i Democratici al Congresso, sono divisi sulla questione perché (almeno fino alla nuova teoria economica che ho spiegato nel mio libro) nessuno ha ancora formulato una teoria economica per una democrazia, l’attuale teoria economica è stata invece designata appositamente per uno stato controllato dal fascismo e da un’aristocrazia.

Di conseguenza, i pochi democratici progressisti che ancora rimangono al Congresso stanno avendo delle difficoltà nel comunicare facilmente e volentieri al pubblico qual è la reale posta in gioco nella proposta di Obama per il TPP e il TTIP: il trasferimento della sovranità democratica ad un’aristocrazia fascista internazionale, dominata dagli aristocratici
Americani. Senza questo passaggio della sovranità democratica nazionale ad un ente fascista internazionale che rappresenta il management aziendale mondiale, tali trattati non avrebbero senso.

Questo trasferimento è chiamato “Investor state dispute settlement” [meccanismo di risoluzione delle controversie Investitore-Stato] o ISDS. In realtà è un governo mondiale che si impone, chiaramente fascista. Non è per nulla democratico ed è una forma di governo sospetta che, dal momento in cui diventa imposta, riduce la sovranità nazionale. La precedente proposta progressista di governo globale che era stata di moda dopo la seconda guerra mondiale, così da diminuire le possibilità di una terza guerra mondiale, si basava invece sull’idea di una federazione internazionale di democrazie indipendenti. L’ ISDS non ha nulla in comune con quella visione, l’originale versione di governo globale. E’ invece puro fascismo, su scala internazionale.

Nel primo decennio dopo la Seconda Guerra Mondiale, aveva dominato la visione di Roosvelt di un governo democratico mondiale, con l’obiettivo della nascita di Nazioni Unite democratiche, che si sarebbero sviluppate fino a comprendere, in modo sempre più egualitario, sempre più parti del mondo; ma, dopo che il dominio repubblicano cominciò a
riaffermarsi in America con Eisenhower e con i fratelli Dulles a controllare e strutturare le future politiche internazionali, le cose si sono mosse sempre più nella direzione di un controllo sul mondo basato sull’aristocrazia americana (in particolare con il Colpo di Stato della CIA di Allen Dulles in Iran nel 1953); e Barak Obama si inserisce perfettamente in
quella tradizione totalmente repubblicana e fascista, benché sia “democratico” sulla carta. Alcuni analisti sostengono che Obama fosse un agente della CIA in un precedente periodo della sua vita. (La CIA, quando Eisenhower si insediò al potere, mise i pro-nazisti della CIA al potere; e in seguito questo controllo è diventato sempre più profondamente radicato.) Il giornalista inglese Obert Fitch sembra aver capito Obama già dal 2008, subito dopo la sua elezione a Presidente. In sostanza, Fitch descrisse Obama come un fascista che aveva deciso di salire al potere ingannando i progressisti, facendoli pensare di essere uno di loro. Fitch dipinge Obama come un agente segreto conservatore, un Manchurian candidate, un cavallo di troia, un repubblicano nelle vesti retoriche di un democratico. Aveva capito
Obama, già allora.

Per quanto riguarda ciò che gli studi economici empirici e non la teoria economica indicano quello che sarà probabilmente il risultato dei TTP e TTIP: è stata condotta un’analisi economica indipendente per ciascuno di questi due accordi commerciali, e ciascuna ha raggiunto le stesse conclusioni: i cittadini, ovunque, si impoveriranno a causa loro ma gli aristocratici, specialmente negli Stati Uniti, si arricchiranno. Tali accordi faranno, probabilmente, esattamente ciò che sono stati pensati per fare.

Per quanto riguarda ciò che alcuni difensori di Obama dicono sui suoi trattati commerciali, per la precisione che l’ ISDS è un dettaglio e che l’accordo nella sua sostanza generale è buono: è la stessa cosa che sostenere che una persona è in buona salute, ma che il suo cervello o il suo cuore hanno bisogno di essere aggiustati o anche sostituiti. Queste persone
sanno che si tratta di trattati negativi; è per questo che li supportano. Vengono pagati dall’aristocrazia.

HILLARY CLINTON SAREBBE MEGLIO ?

E quindi, che dire del successore designato di Obama? Sarebbe diversa? Ecco il resoconto a questo riguardo:

Il 23 febbraio 2008, Hillary Clinton fece un’arringa dai toni aspri davanti a microfoni e telecamere “Barak Obama, vergognati!”, sostenendo che due dei volantini della sua campagna avevano mentito circa le sue posizioni.

Uno dei volantini diceva che la proposta di Hillary Clinton di un mandato di assicurazione sanitaria avrebbe penalizzato gli americani che non acquistavano assicurazioni sanitarie. Verità, ma lei ha cercato di negarlo. (Obama copiò il suo piano solo dopo essere stato eletto, semplicemente aggiungendo il mandato individuale al suo stesso.) L’altro volantino del quale Hillary si è lamentata citava la caratterizzazione che il Newsday dava dell’opinione sul NAFTA di Hillary nel 2006: “Clinton pensa che il NAFTA sia stata una manna per l’economia”. Adesso Hillary sosteneva che pure quella era
una menzogna. Molti della stampa hanno supportato ciecamente le sue accuse contro Obama, perché “la manna” era una frase usata dal Newday, non da Hillary. Tuttavia, ancora una volta era lei, e non Obama, che mentiva. Nella sua “Living History”del 2003 (p. 182) si vanta del fatto che suo marito avesse fatto approvare il NATFA, e dice “ Creare una zona di libero scambio nel Nord America – la più grande zona di mercato libero nel mondo- espanderebbe le esportazioni americane, creando posti di lavoro e assicurando che la nostra nazione possa raccogliere i frutti – e non il peso – della globalizzazione. Questo si suppone fosse uno dei suoi più importanti successi , che erano (p. 231) “Il successo di Bill sul budget, la legge Brady ed il NAFTA”. Ma ora Hillary stava chiedendo che Obama si scusasse perché il suo volantino diceva “Solo Barak Obama si è opposto al NAFTA e agli altri trattati economici sbagliati”. Tale frase era semplicemente un fatto, nonostante ciò che Hillary e i maggiori media americani stavano adesso sostenendo. (Obama stava tenendo in serbo il suo peggio per la nazione per quando sarebbe diventato Presidente – ed in particolare dopo che fosse stato rieletto e quindi libero di andare verso l’ “estrema-destra”, sua inclinazione naturale fin dall’inizio, che non ha però potuto seguire se non prima di aver ingannato tutti su quale fosse il suo scopo reale, in modo da poter forse arrivare in una posizione adatta a realizzarlo.)

Il 20 marzo 2008, il giorno dopo che Hillary aveva finalmente reso pubblica la sua agenda per gli anni alla Casa Bianca, John Nichols di The Nation scrisse nel suo blog che “La menzogna di Clinton uccide la sua credibilità sulle politiche commerciali”, e disse: “Ora che sappiamo dalle 11.0000 pagine dei documenti della Casa Bianca rilasciati questa settimana che la ex First Lady era una ardente sostenitrice del NAFTA;… ora che sappiamo che era coinvolta nel bel mezzo delle manovre per impedire che i gruppi per i diritti umani, per il lavoro, per l’agricoltura e per l’ambiente ottenessero accordi migliori; …ora che sappiamo dai record ufficiali del suo periodo come First Lady che Clinton è stata il relatore principale ad una sessione a porte chiuse, dove 120 opinioniste donne sono state verbalmente vessate perché
facessero pressioni sui loro rappresentanti al Congresso perché approvassero il NAFTA; ora che sappiamo dal servizio della ABC News sull’incontro che “i suoi interventi sono stati completamente a favore del NAFTA” e che “non c’era possibilità di equivocare il suo supporto per il NAFTA a quel tempo”, … cosa dovremmo pensare ora della campagna di Clinton, nella quale afferma che non è mai stata a suo agio con il programma attivista del libero scambio, che è costato centinaia di migliaia di contratti sindacali agli Stati Uniti?”

Il giorno successivo, Jake Tapper, ABC, nel suo blog “Political Punch”, con il titolo “Dalla scrivania del fact-checker: La campagna di Clinton distorce Il meeting NAFTA di Clinton” ha scritto : “Ho parlato con tre ex ufficiali dell’Amministrazione Clinton di cui ho fiducia, i quali mi dicono che l’allora First Lady era contraria all’idea di introdurre il NAFTA prima del sistema sanitario, ma che non aveva riserve in pubblico o nel privato sulla sostanza del NAFTA. Eppure la campagna di Clinton continua a diffondere il mito che lei fosse contraria al NAFTA”. Ha portato avanti questa menzogna anche dopo che era stata ripetutamente e sicuramente provata come tale.

Di conseguenza: la sola reale differenza tra Hillary Clinton e Barak Obama è che Obama è un bugiardo
molto più esperto di lei. Ed è la ragione per cui è arrivato dov’è ora. Lei probabilmente non ci riuscirà; è
sempre la stessa incompetente, tanto oggi quanto ieri.

Eric Zuesse

Fonte: www.countercurrents.org

Link: http://www.countercurrents.org/zuesse260415.htm

26.05.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di STELLA FUCCENECCO

LO STATO CORPORATIVO DI BENITO MUSSOLINI

L’applauso col quale ieri sera avete accolto la lettura della mia dichiarazione mi ha fatto domandare stamane se valeva la pena di fare un discorso per illustrare un documento che è andato direttamente alle vostre intelligenze, ha interpretato le vostre convinzioni ed ha toccato la vostra sensibilità rivoluzionaria.

Tuttavia può interessare di sapere attraverso quale ordine di meditazione, di pensiero, io sia giunto alla formulazione della dichiarazione di ieri sera. Ma prima di tutto voglio fare un elogio di questa assemblea e compiacermi delle discussioni che si sono svolte.

Solo dei deficienti possono stupirsi che si siano determinate delle divergenze e che siano apparse delle sfumature. Tutto questo è inevitabile vorrei dire necessario.

Armonia è armonia, la cacofonia è un’altra cosa.

CONTINUA QUI

CARTA DEL LAVORO [21-22 aprile 1927]

approvata dal Gran Consiglio

II. Il lavoro, sotto tutte le sue forme organizzative ed esecutive, intellettuali, tecniche, manuali è un dovere sociale. A questo titolo, e solo a questo titolo, è tutelato dallo Stato. Il complesso della produzione è unitario dal punto di vista nazionale; i suoi obiettivi sono unitari e si riassumono nel benessere dei singoli e nello sviluppo della potenza nazionale.

VII. Lo Stato corporativo considera l’iniziativa nel campo della produzione come lo strumento più efficace e più utile nell’interesse della Nazione.

L’organizzazione privata della produzione essendo una funzione di interesse nazionale, l’organizzatore dell’impresa è responsabile dell’indirizzo della produzione di fronte allo Stato. Dalla collaborazione delle forze produttive deriva fra esse reciprocità di diritti e di doveri. Il prestatore d’opera, tecnico, impiegato od operaio, è un collaboratore attivo dell’impresa economica la direzione della quale spetta al datore di lavoro che ne ha la responsabilità.

Pubblicato da Davide

  • eresiarca

    Vorrei capire cosa c’entrano Mussolini e il Fascismo con Obama e il TTIP. Ma forse questo lo sa solo Zuesse (Suess?). Un altro antifa con pretese accademiche.

  • gimo

    HILLARY CLINTON SAREBBE MEGLIO ?

    E quindi, che dire del successore designato di Obama? Sarebbe diversa? Ecco il resoconto a questo riguardo:

    e qui torniamo alle favole per bambini!!!

    Le Clinton è meglio, Obama è peggio, lui mente, lei è incompetente, gli asini a pois che volano, le giraffe con le ali…….

    Ancora veramente si può scrivere un articolo di approfondimento che dovrebbe essere non propagandistico ponendo l’attenzione sul carattere o meno del presidente???

    Davvero chi scrive queste mirabili analisi economico/politico/sociali  non riesce ad andare oltre a questo?

    E’ veramente incredibile!!!

  • cardisem

    Il richiamo al fascismo mi convince poco…
    Sono però già intervenuto sul tema e non mi va di ripetermi…

  • GioCo

    Cos’è un "complottismo"? L’idea teorica che vi sia una identità (non necessariamente umana, può anche essere una organizzazione politica o un istituzione religiosa) che promuove dei fini contrari ai nostri, che si oppone ai nostri interessi (privati e pubblici) e che perciò opera nell’ombra.
    Tipo l’intelligence. Avete presente 007, l’uomo che lotta per la nostra sicurezza?
    Oppure Superman che interviene contro le azioni dei cattivi che sono sempre umani.

    007 e Superman sono icone popolari del cinema e della fantasia, dichiaratamente positive. Le loro intenzioni ci appaiono cristalline la loro morale integra e intaccabile. Non c’è dubbio sul fatto che operino sempre per il bene comune.
    Peccato che nessuno glielo ha chiesto e che i "cattivi" che combattono siano fabbricati apposta per loro, per dimostrare chi sono. Viene quasi da pensare con estremo feticismo e cattiveria che se si togliessero dalle p…e anche questi temibili cattivi scomparirebbero. Perché non avrebbero più ragione di esistere. Rimane comunque che non c’è mai un momento in cui queste figure vengono messe in discussione, nemmeno dopo il film, nemmeno nelle discussioni da Bar. Non c’è un momento per riflettere ed esercitare il dubbio. Quindi si tratta di divinità. Finte, certo, ma lo erano anche quelle antiche.
    Nessuno metteva in dubbio che il fulmine non fosse l’Ira di Zeus i persona, lo rappresentava però. Era innestato in una cosmogonia, in una trimurti di domande, sempre le solite: chi siamo, da dove veniamo e bla bla bla.
    La scienza ci ha lasciato orfani della sua origine, la ricerca del divino nel mondo fisico e dell’esperienza sensibile. La ricerca delle cause, direbbe Leonardo, per scovare il l’armonia del divino nel mondo.
    Oggi ci parla di caos e di tenebra, ci parla di luce piegata dalla materia, di luoghi del vuoto, di cosmogonie frattali che si moltiplicano dentro continuità discrete e digitali, ci parla della entropia e del possibile entro teatri riproducibili solo nella dimensione fantastica.

    Così non sappiamo più di chi siamo figli, non abbiamo dei che ci hanno partorito. C’è questa cosa, la scienza, che risponde sempre e solo con l’incertezza, chiede di stare con l’ambiguità, di sposare le sue dotte follie per accettare il mondo delle meraviglie, il paese del mago di Oz.
    Oggi deriviamo dalle scimmie poi no sono nostre cugine e forse deriviamo da uno sperma cosmico portato da una cometa. Ma non era una cometa che annunciava il Cristo? Un sospetto balena, ma è subito fugato, l’evoluzione spiega tutto, forse si vocifera che qualcuno però gli abbia dato una spintarella. Chi? Pure lui doveva esserne dipendente. Ma viene da fuori, dal caos cosmico e quindi lo sapremo alla prossima puntata di beatiful. Forse.

    Poi arrivano tizi come questo Zeusse e ci parlano della storia, cercano di fare confusione, di mettere insieme luoghi, date e personaggi in apparenza poco in sintonia.

    Ma Zeusse ha capito che nessuno, neppure il più confuso tra gli uomini agisce senza sapere almeno a livello incosciente chi è, da dove viene e dove è diretto. Può un uomo medio non saperlo razionalmente, non spiegarselo oltre il mito, non riuscire a raccontarlo fuori di metafora. Ma se agisce in coscienza e sufficiente lucidità ed è umano, possiamo immaginare che sia inquadrato in un idea di se stesso mitica e giustificato da un identità che per lui è storica e politica, che gli fornisce la forza morale per ottemperare a una di missione pubblica. Tanto più se è leader di una Nazione in una società delle Nazioni. Non può essere confuso più di tanto. Deve mostrare decisionismo, perché tramite il decisionismo, dimostra di sapere con fermezza chi è, da dove viene e dove è diretto, quindi può essere guida per la sua Nazione. Come il Re, come il Papa.
    Come Superman, come 007.

  • cardisem

    PS – Per quello che ne posso capire di economia, qui Pareto viene tirato in ballo per la teoria della libera concorrenza… un modello astratto, matematico, sulla migliore allocazione delle risorse in un mondo dove lo Stato non esiste (ma nel Fascismo caspita se lo Stato esisteva)….

    I Trattati di cui si parla non hanno nulla a che fare con la "libera concorrenza”…

    Insomma, l’autore del testo incomincia bene suscitando l’allarme per i due Trattati, ma poi esce fuori tema con il richiamo al Fascismo, che è il “cattivo” per antonomasia…

    Per far vedere che i Trattati sono il “cattivo” reale, quello storicamente determinato, ti va a pescare il “cattivo” che non esiste più…

    Per il periodo dal 1925 al 1939 esiste un libro-elenco delle opere realizzate dal fascismo… grandi e piccole… tra le piccole mi è rimasto impresso il caso di un’opera pubblica che era stata realizzata non solo nei tempi previsti, ma con costi inferiori alla somma che era stata assegnata… La somma non spesa era stata restituita al potere centrale…

    Il Fascismo opera poi in una ottica tutta "nazionale”: a suo modo intendeva proteggere il popolo, salvarlo dalla fame, realizzare quanto più poteva nell’interesse del “popolo”…

    Con i Trattati in questione non credo che dei “popoli” interessi alcunché…

    A tutti gli economisti, grandi e piccoli, che poi litigano fra di loro, va posto il quesito:
    è la politica che deve governare e dirigere l’economia o è l’economia (cioè gli “aristocratici" di cui si parla nel testo) che devono dirigere la politica e con essi esercitare il diritto di vita e di morte sui “consumatori” sui "lavoratori”?

    Io sostengo che la Politica deve governare e dirigere l’economia: gli economisti sono tutt’al più come dei bravi ragionieri e contabili che devono ubbidire al compito loro assegnato

  • Kovacs

    OH MIO DIO……….cioè, davvero Mussolini oltre ad aver ispirato Adol pure ispira il negretto a stelle e strisce??…….ma il tipo che si fuma per fare sti accostamenti?

    Quando non si sa dove parare sembra sempre di gran moda tirare fuori il Duce ed il Fascismo per dare un senso negativo a qualcosa; in questo caso semmai è valido il discorso contrario!!!!!!! si tira fuori lo stato che più nella storia ha fatto merda e che continua tutt’ora a farla su scala globale per fare cosa? paragonarlo ad un regime di settant’anni fa, che tra il bene ed il male di sicuro una cosa non aveva in comune con gli Usa: la sottomissione a lobby e ad ingerenze esterne.
  • istwine

    Io non è che sia un grande estimatore del Pareto economista, ma addirittura attribuirgli sia sto gran peso nel sistema fascista, che addirittura, trattarlo da ispiratore del trattati di libero scambio, insomma. Lo stesso vale per Mussolini ispiratore, o Obama continuatore del progetto fascista… Qui non è neanche propaganda, qui si entra nel campo dell’ossessione compulsiva, vedere fascisti ovunque, trovare un’improbabile discendenza in cose antitetiche, boh, è malattia mentale a mio avviso.

  • Jor-el

    Be’, per dimostrare che i TTIP sono "cattivi", si cerca di dimostrare che sono "fascisti". E potrebbe pure funzionare, specie sugli elettori Pd, venuti su a furia di Antifascismo, Resistenza e Liberazione. Cioè, non tutto il male vien per nuocere. Se, viceversa, vogliamo fare un discorso non dico serio ma almeno con uno straccio di logica… insomma: sono tutte caxxate. Io mi sono messo l’anima in pace. Finché esisterà lo stato di Israele, la storia del XX secolo resterà segreta, sostituita da una pseudo-storia finalizzata a dimostrare il diritto all’esistenza di quello stato in quella parte del mondo. Fino a quel momento di fascismo, nazismo, comunismo e democrazia si potrà parlare solo in termini di bene/male e buono/cattivo.