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M5S, ORA BASTA ! CI VOGLIONO LE CANDIDATURE DI UNITA' POPOLARE

DI CLAUDIO MARTINI
lamicodellabc.blogspot.it

“Candidatura di Unità Popolare” (C.U.P.) è lo specifico nome che designa l’operazione politica a cui Podemos ha aderito in occasione delle recenti elezioni municipali spagnole, e che ha permesso di strappare i comuni di Madrid e Barcellona dal controllo dei partiti “sistemici” di quel paese. Se si confrontano i risultati delle elezioni nelle regioni spagnole, dove Podemos si è presentato da solo, con quelle municipali, il dato è inequivocabile: il bacino elettorale delle C.UP. è il doppio rispetto a quello di Podemos. Se non fossero state messe in campo oggi non parleremmo di “rivoluzione democratica” in Spagna.

La C.U.P. è, innanzitutto, un cartello elettorale unitario, cui possono aderire movimenti e partiti, anche se non dotati di una dimensione elettorale. Questi possono essere numerosi, e anche molto diversi tra loro: Barcelòna en comù è frutto dell’impegno di undici diverse realtà sociali e politiche, grandi, piccole e piccolissime. Il collante è costituito dalla persona del candidato alla carica per cui si corre (Presidente; Sindaco), che generalmente viene individuata in soggetto di indiscutibili prestigio e rispettablità, e dal programma, nel quale devono confluire le sensibilità delle varie anime del progetto. Lo stesso programma non viene elaborato a tavolino, ma è frutto di un processo di partecipazione democratica, che se non è quel mastodontico lavoro che ho designato con la locuzione “programma di governo”, ne condivide comunque la logica.

Ma la C.U.P. non è solo un cartello per vincere le elezioni: è anche, mi si passi la retorica, qualcosa che va oltre la sommatoria delle sue componenti. E’ un “cantiere” in cui le varie forze alternative al dominio del ceto politico e delle aristocrazie finanziarie imparano a conoscersi, a lavorare insieme, a fidarsi gli uni degli altri, a riconoscere ciò che di comune c’è in loro. Se i cartelli che abbiamo visto in Italia presentati dalla “sinistra radicale” dal 2008 al 2013 erano esempi di “fusioni fredde”, mere operazioni di spartizione tra partiti, la C.U.P. è una “fusione calda”.
Podemos, com’è noto, è guidato da un manipolo di studiosi di storia e scienze politiche. L’equivalente di Podemos in italia, il Movimento 5 Stelle, è guidato da dilettanti e da guru malriusciti. I primi sono riusciti a capire l’importanza e il valore delle C.U.P. I secondi ovviamente no; hanno applicato nei confronti dei movimenti sociali e delle forze a loro affini, presenti e attive sui territori, la stessa regola che applicano nei confronti dei partiti sistemici: nessun contatto, nessuna alleanza.
La pretesa di “fare da soli” del M5S è stata fin qui ridicola e irritante, ma dal voto del 31 maggio 2015 sarà anche etichettabile come sciagurata e irresponsabile.
In queste elezioni, e in particolare in Liguria, si evidenzieranno tre cose:
1) il Movimento, per quanto in ottima salute, non è in grado, da solo, di sconfiggere i partiti sistemici;
2) esiste un grande spazio politico ed elettorale tra coloro che non si riconoscono né nel M5S, né nel ceto politico;
3) questo spazio rischia di essere occupato dai fuoriusciti dal PD e da quel che resta della “sinistra radicale”, i quali già scimiottano indegnamente Podemos.
Occorre avere chiaro in mente che l’operazione che stanno compiendo questi ultimi, con in testa Civati, è di gran lunga la più pericolosa per le sorti del “fronte” alternativo a Renzi e al ceto politico. Si tratta di un’operazione che mira a riportare “al sicuro” i consensi che, per disgusto, sono passati dall’area del centro-sinistra all’astensione o al M5S. La prospettiva del nascendo soggetto politico, tuttavia, non può che essere quella dell’alleanza con il PD, che si vorrebbe condizionare da sinistra. Tutti i voti a questo soggetto, pertanto, sono voti riconquistati al ceto politico in generale, e al PD in particolare.
Dato che l’operazione potrebbe avere un certo appeal tra gli elettori, come dimostrerà l’esperienza di Luca Pastorino, è ancora più urgente cercare di reagire, organizzando delle C.U.P. in Italia, a cui il M5S dovrà dare il contributo principale, ma senza per questo rivendicarne la leadership.
L’alternativa è continuare a conquistare buoni risultati nelle elezioni, senza peraltro vincerle, e lasciando aperta una voragine a disposizione delle operazioni trasformistiche del ceto politico.
Il Movimento faccia uno sforzo di intelligenza, e segua l’esempio di Podemos e il consiglio di Fabrizio Tringali. Cominci a collaborare con i movimenti sociali per la formazioni delle C.U.P. Lo avesse fatto in occasioni di queste elezioni, avrebbe conquistato (almeno) la Liguria, e non sentiremmo parlare di Pastorino e Civati.
Le prossime occasioni sono importantissime: l’anno prossimo si vota a Torino, Milano, Napoli e Bologna. Non c’è tempo da perdere.
Claudio Martini
27.05.2015

Pubblicato da Davide

  • albsorio

    Più grande è un movimento o partito maggiore e il numero di prime donne con correnti di pensiero relativo, questo rende i grandi partiti "instabili", soggetti a epurazioni e lotte interne.

    Non ho una idea di soluzione, direi che il mondo è bello quando è vario ma quando si decide non è tutto cosi semplice serve chi comanda…
    Vedremo Podemos cosa fara nel governare.
  • brumbrum

    diranno podemos minga

  • ProjectCivilization

    Io tentai , per anni , di far notare l’opportunita’ di far perno sulle persone , nel M5S …e fui ignorato e insultato . Ma se ci fosse stato un vero desiderio rivoluzionario , in Italia , Grillo e Casaleggio sarebbero stati travolti .

  • The_Essay

    Ciao!
    Se notate si parla di operazioni politiche;il contenuto dell’articolo con altre parole potrebbe tradursi:
    come costruire una rete a strascico. Per quali pesci! Qualsiasi tipo,purchè pesci.Punti programmatici fissi e chiari ed inequivocabili no!
     
    In parole pavere:chi fa sul serio viene travolto dai voti.
    TRAVOLTO!Come dice l’altro internauta ProjectCivilization
    Notate la metafora come si affievolisce:
    yes we can’
    *****
    Podemos
    Possibile
    Il prossimo si chiamerà: Status Quo
    Bye, Bye The Essay

  • alvise

    Martini non ha capito una cosa o finge di non aver capito. Se il 5 stelle prese oltre il 25% dei voti nel 2013, è proprio perchè i suoi sostenitori, o comunque i suoi simpatizzanti, l’hanno votato per il principio di non volersi alleare coi ladroni del nostro paese. Mi pare un concetto semplice egregio Martini, o no? I tempi cambiano? Bisogna aeguarsi? Certo, ma gli "altri" devono adegurasi al progetto ed al programma del 5 stelle, non viceversa. Martini dice di fidarsi l’un l’altro. Questa per quanto mi riguarda è retorica, anzi, forse è un paradigma, perchè la logica fa a pugni con la realtà. La realtà nella nostra dimenticata democrazia non fa il paio con l’evidenza dei fatti, non c’è onestà intellettuale, quindi come si fa a creare un C.U.P con le premesse che denunzio? La pretesa di "fare da soli" del M5S, la si può definire ridicola, ma il presupposto è nato dalla volontà di chi nel 2013 l’ha votato, me compreso, quindi io sono ridicolo, pazienza, non me ne ero accorto fino ad oggi, meno male che c’è Martini che me lo ha fatto notare.

  • amaryllide

    Scusa, Alvise, ma mi citi UNA SOLA PAROLA (non dico una frase, una parola) di sostegno di Martini ad allleanze del M5S coi  ladroni? Lui dice di allearsi con le CUP che NON SONO PARTITI POLITICI, ma l’esatto opposto, quanto quelli sono casta, questi sono movimenti dal basso contro il regime.
    E ti piaccia o meno, la promessa di fare da soli NON è onestà intellettuale, è desiderio del proprietario del marchio registrato M5s di avere il controllo assoluto del "partito" (che tale non è), che ovviamente non potrebbe più avere facendo alleanze (a prescindere che siano comunque da rifiutare, come quelle coi partiti di regime, o che possano portare moltissimi consensi CONTRO il regime, come quelle coi movimenti di base). I movimenti di base per Grillo sono anche più pericolosi dei partiti, perchè a differenza dei primi (che la logica padronale la condividono appieno) non accetteranno mai di farsi sottomettere dal proprietario di marchio registrato rag.Giusepe Grillo.

  • alvise

    La prima locuzione della frase – onestà intelletttuale è "onestà", quindi la locuzione apre la strada a qualunque interpretazione. La mia è la seguente. Non alleandosi con i ladroni dimostra onestà (intellettuale in 2° istanza), cosa ben diversa di tutti i partiti di tutte le repubbliche (I – II), che pur di governare, ladrescamente, si sono da sempre coalizzati. Per questo motivo le masse proletarie non hanno mai usufruito di nessun beneficio. Questo lo posso affermare dato che ne ho viste di cose…..data la mia non giovanissima età. Con questo non è che veda forzatamente la realtà, d’altra parte chi è che vede giusta?

    Poi dici che i C.U.P NON SONO PARTITI POLITICI. Certo, ma chi ne facesse parte pensi che non avrebbe ascendenti politici? Noooo. Questo pensiero mi ha fatto replicare al post, perchè non credo più ai buonisti dell’ultima ora. Certo, il mio punto di vista potrebbe rivolgersi contro il 5 stelle visto che è "nato" solo da due anni, ma c’è un fatto che mi conforta, solo che estrapolarlo in questa sede diventa una discussione troppo lunga. Credimi, non è che voglia esimermi dal farlo, la lotta mi piace, ma in sedi diverse. Rispetto il tuo punto di vista e la risposta che mi hai dato.

  • cardisem

    Testo:

    La pretesa di "fare da soli" del M5S è stata fin qui ridicola e irritante,»

    Commento:
    il 25 % dal nulla e di botto non è per nulla “ridicolo”. “Irritante” forse si, ma per chi?
    Quanto al resto l’Italia non è la Spagna allo stesso modo in cui ognuno di noi non è l’altro…
    Io trovo "ridicoli” e "irritanti” tutti gli sputasentenze come l’autore di questa articolo…

  • dancingjulien

    noto con perplessità che stanno tutti incensando Podemos prima ancora di giudicarlo dai fatti..pazzesco