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L’UNIONE EUROPEA PROPONE DI VIETARE IL COMUNISMO

DI TIM WORSTALL
forbes.com

Sto da sempre affermando che non credo che l’Unione europea sia una buona idea, ma sembra che questa volta siano venuti fuori veramente con un jolly. Stanno proponendo che ci dovrebbe essere una nuova legge sulle libertà civili e che questa legge dovrebbe rendere un reato penale per chiunque il proporre o promuovere il comunismo. Il che è una cosa un po’ strana per un programma di libertà civili, ma ciò sembra proprio quello che stanno facendo.

UN QUADRO EUROPEO DI STATUTO NAZIONALE PER LA PROMOZIONE DELLA TOLLERANZA

Cosi lo chiamano e può essere scaricato qui. Questo viene dalle elucubrazioni del Consiglio europeo sulla tolleranza e la riconciliazione.

Ora, questo potrebbe, a prima vista, sembrare come la solita lista dei desideri della sinistra sui diritti umani, ma dateci un’occhiata più da vicino:

Sezione 2. Scopo

Lo scopo di questo statuto è quello di:
(a) promuovere la tolleranza all’interno della società senza indebolire i legami comuni che legano insieme questa singola società.
(b) favorire la tolleranza tra le varie società.
(c) Eliminare i crimini d’odio come definiti nella sezione 1 (c).
(d) condannare tutte le manifestazioni di intolleranza basati su preferenze, fanatismo e pregiudizi.
(e) intraprendere azioni concrete per combattere l’intolleranza, in particolare al fine di eliminare il razzismo, i pregiudizi di colore, la discriminazione etnica, l’intolleranza religiosa, le ideologie totalitarie, la xenofobia, l’antisemitismo, l’anti-femminismo e l’omofobia.

Quella ideologia totalitaria lì. Questo è il comunismo (tra le altre cose) ovviamente. Quindi lo scopo della legge è quello di assicurarsi che il comunismo sia eliminato. Stiamo andando piuttosto bene finora. Poi abbiamo un’altra sezione:

Sezione 7. Sanzioni penali

(A) I seguenti atti saranno considerati reati punibili come reati aggravati:
(i) i crimini d’odio come definiti nella sezione 1 (c).
(ii) l’incitamento alla violenza contro un gruppo come definito nella sezione 1 (a).
(iii) la diffamazione di gruppo come definito nella sezione 1 (b).
(iv) la palese approvazione di una ideologia totalitaria, la xenofobia e l’antisemitismo.
(v) l’approvazione pubblica o la negazione dell’Olocausto.
(vi) l’approvazione pubblica o la negazione di qualsiasi altro atto di genocidio la cui esistenza è stata determinata da una corte penale internazionale o da un tribunale.

La palese approvazione di una ideologia totalitaria sarà un reato penale. In effetti punibile come un reato aggravato. Così chiunque dirà, beh, sai, penso che Trotsky avrebbe potuto essere qualcosa di buono, ora potrà essere incarcerato. Cosa che sicuramente renderà lo studio della politica più interessante. Qui nella Repubblica Ceca il Partito Comunista ha appena ottenuto il 17% dei voti alle elezioni: saranno tutti rinchiusi in prigione. Ci sono anche alcuni deputati comunisti nel Parlamento europeo e sarà interessante vedere se lo voteranno questo. E c’è di più in questa legge:

Si deve comprendere che la “diffamazione di gruppo” potrebbe apparire come volta a membri del gruppo in un tempo diverso (un’altra epoca storica) e luogo (al di là dei confini dello Stato).

Quindi, chi ha mai sostenuto che Stalin aveva alcune buone idee potrà anche lui essere incarcerato. E devo ammettere che mi porterò i palloncini del partito quando porteranno via Danny Cohn-Bendit ai sensi di questa legge.

Purtroppo questa proposta di legge non è tutta divertimento e giochi con i comunisti. In realtà è uno dei pezzi più illiberali della legislazione che nessun totalitario di ogni tempo abbia mai proposto finora. Perché quello che realmente propone è che la libertà di parola di tutti sul continente europeo sarà limitata a ciò che alcuni benpensanti penseranno che sarà consentito come libertà di parola alla gente. Il che non è davvero il punto di tutto ciò. Ad esempio, questa piccola nota esplicativa:

Non vi è alcun bisogno di essere tolleranti con gli intolleranti. Questo è particolarmente importante per quanto riguarda la libertà di espressione: questa libertà non deve essere abusata per diffamare altri gruppi.

Beh, sì, vi è davvero una necessità di essere tolleranti verso gli intolleranti. L’intero punto di questa libertà e di questa beffa di libertà è che tutti noi facciamo il fatto nostro, diciamo quello che vogliamo e con questo diritto viene anche il dovere di assumerne le conseguenze. Quando si ha la libertà di parola questo significa che nessuna diffamazione e nessun incitamento alla violenza immediata e’ permesso e tutto il resto si può dire e fare per accontentare il proprio cuore.

Ecco dove avremmo potuto prendere proficuamente in prestito qualcosa dal regime costituzionale di un altro paese:

Il Congresso non farà leggi per l’istituzione di religione, o per proibire il libero esercizio di essa, o che limiti la libertà di parola, o di stampa, o il diritto del popolo di riunirsi pacificamente e di presentare una petizione al governo per la riparazione di ingiustizie.

Questo avrebbe messo fine a questa sorta di sciocchezze.

Tim Worstall

Fonte: www.forbes.com
Link: http://www.forbes.com/sites/timworstall/2013/10/30/the-european-union-proposes-to-ban-communism/
30.10.2013

Traduzione di un lettore per www.comedonchisciotte.org

Pubblicato da Davide

  • Nauseato

    Piccola nota a margine di una cosa arcinota a chiunque: non c’è peggior intolleranza di quella dei “tolleranti di professione”. Si è liberi di dire tutto fin che si è totalmente d’accordo con loro.
    E il bello è che spesso la contrapposizione non si basa neppure sull’oggetto specifico del caso. Ma spesso si basa quasi esclusivamente sul fatto che viene investita la propria identità

  • Servus

    “l’incitamento alla violenza contro un gruppo”

    Chissà se come gruppo vale anche il popolo siriano che segue Assad.

  • AlbertoConti

    Forse per “gruppo” pensavano a 4 amici al bar, tipo Van Rompuy, Barroso, Merkel, Draghi, Lagarde, Schauble, Monti-Letta, Hollande, Cameron, ecc. ecc. Una ne fanno e cento ne pensano pur di pararsi le chiappe.

  • haward

    Stia del tutto tranquillo, l’Autore, che il suo caro vecchio comunismo non gli verrà toccato. Sappiamo tutti qual’è il vero movente di questi abomini di leggi e statuti e quali scopi si vogliono raggiungere. Anzi, è probabile che a breve, assisteremo ad una almeno parziale rivalutazione dell’epopea del comunismo reale. Intanto, direi di colpo, l’argomento “crimini e misfatti” dell’era comunista in URSS ed Europa dell’Est è sparito da qualunque programma televisivo, articolo di giornale o rivista, approfondimento culturale o dibattito tra intellettuali. Semplicemente, non se ne parla più. Solzhenitsyn ? Chi era costui ? I gulag in Siberia? Cos’erano? Le polizie segrete, la CEKA o la STASI? Le deportazioni di massa, le fucilazioni e quant’altro?

  • tania

    La frase ( che sarebbe contenuta nella proposta di legge , e da cui partono le considerazioni dell’articolista ) è questa : “Intraprendere azioni concrete per combattere (..) ideologie totalitarie” . Ora , a me sembra evidente che chi ha scritto questa frase abbia poca conoscenza dei concetti che maneggia . Ma purtroppo anche l’articolista mi dà la stessa impressione perché il titolo è forzato e le sue considerazioni anche .
    Come ci ha insegnato Hannah Arendt il “totalitarismo” , più che un’ideologia , è stato un prodotto storico determinato . In questo senso non si comprende come si possano “intraprendere azioni” contro un prodotto storico : ad esempio , cosa vuol dire , oppure come si potrebbero , “intraprendere azioni” contro l’assolutismo illuminato di Federico di Prussia ?
    In secondo luogo ( e qui la mia critica è rivolta all’articolista ) , Hannah Arendt spiega in maniera esaustiva come per “totalitarismo” non si riferisca al comunismo come idea , ma allo “stalinismo” come prodotto storico .

  • Nauseato

    Ma purtroppo anche l’articolista mi dà la stessa impressione perché il titolo è forzato e le sue considerazioni anche.

    Ho avuto la stessa percezione.

  • vraie

    penso che faranno un’eccezione … perchè Assad è Intollerante come Stalin, Hitler. Putin e Berlusconi mesis assieme

  • vraie

    non ne parlano per tenerci impreparati nel momento in cui ci faranno la sorpresa: gulag per noi!

  • vraie

    ho l’impressione che lassù temano l’allargarsi di proteste (io non ci credo) e per stare tranquilli (loro) e sedarle sul nascere questo strumento generico (o, secondo voi … insensato) è nella pratica molto più adatto: si può attuarlo con la filosofia del chewingum, se necessario

  • Primadellesabbie

    E noi cosa preferiamo un regime totalitario o una finzione totalitaria? Finta libertà, finto mercato, finta concorrenza, finti parlamenti, finti governi, finta giustizia, finta moneta, finti bilanci, finta cultura, finte opportunità, finte promesse, finti titoli di studio, finti diritti, finta società, finte informazioni, finta genuinità, finta pace, finta solidarietà, finta assistenza… .

  • Ercole

    Non è che per caso vorresti cancellare il capitalismo :siamo sulla stessa strada…..

  • Nauseato

    Avevo visto di recente un filmatino [www.lettera43.it] che in breve mostra a chi ancora non ne fosse al corrente, il completo rifacimento in post-process di una immagine digitale. La foto di una signorina “della porta accanto” … completamente trasformata, dove del corpo e viso originali non resta praticamente più nulla. Tira, allunga, comprimi … e oplà, dal monitor esce una figura da capogiro (che a me non piace, ma è un altro discorso). Avrebbero quasi fatto prima a creare un modello 3D e mi pare che il futuro sarà (se già non è) questo infatti…
    Nessuna novità, da anni non viene pubblicata una sola immagine che non sia pesantemente manipolata e alterata. Vale per tutto e non solo per foto di moda.

    Consideravo che le logiche di tali pratiche siano in un certo senso ormai trasferibili praticamente a qualsiasi cosa se non a “tutto”: l’abolizione “del reale” in favore di un posticcio “virtuale”. Il trionfo del finto, del falso, del posticcio, del … “dato per vero” quello che vero non è.
    In realtà il discorso è chiaramente molto più ampio e articolato, questa mia osservazioncella è senza pretese. Ma pur nella sua estrema limitatezza, credo abbia non pochi fondamenti…

  • Primadellesabbie

    Caro Ercole, senza sogni é difficile vivere.

    Posto che sarebbe da stolti privarci degli apporti positivi dell’industrializzazione, posto che non ci sia modo di far funzionare questa senza il metodo della concorrenza (nessuno spende energie per cercare altro) e quindi del capitale, immagino un mondo in cui il posto dove si praticano queste cose sia circondato con il filo spinato, i campi minati e misure sanitarie. Una specie di Corea del Nord o una Taiwan, che potrebbero perfino ricevere “aiuti” dal mondo finalmente libero, dove chi ambisca a questo tipo di esistenza possa trasferirsi a sua discrezione, magari dotato di un gruzzolo, e vivere felicemente il capitalismo industriale full-immersion, come lo conosciamo noi, e trasmetterci le eventuali “conquiste”.

  • Primadellesabbie

    Istruttivo, grazie.

  • dana74

    come, quei nobili principi quando devono essere evocati per REPRIMERE LE “destre” vanno bene e sono stati dagli stessi sinistri richieste, ma naturalmente, in nome dell’eguaglianza, LORO devono essere esonerati. Vedi Boldrini.
    Ad ogni modo, la sinistra che tanto ama la UE non dovrebbe aver problemi ad accettare questa disposizione, non ha avuto niente da eccepire quando la UE fece LO STESSO CONTRO GLI EUROSCETTICI.
    Cmq se si ritiene giusto punire il negazionismo dell’olocausto nonché l’inneggiare una dittatura come quella nazista non vedo perché non si debba fare lo stesso per una dittatura comunista che ha prodotto 20 milioni di morti in Europa. O i gulak erano dei resort dove si giocava a golf? E l’Homolodor? Forse gli ukraini valgono meno di altri, evidentemente

  • Nauseato

    Improvvisamente mi è tornato in mente “ La Società dei Simulacri [www.libreriauniversitaria.it]” di Mario Perniola. Letto all’università anni fa e che credo resti ancora ampiamente attuale.

  • Viator

    Il testo della dittatura europea si incardina su due concetti fondamentali: “dignità umana” (“respect for human dignity…”) e “tolleranza”.

    Per smantellarlo concettualmente è allora sufficiente ribadire l’ovvio, cioè che tali concetti sono meri PREGIUDIZI AGGREGATIVI, identici e speculari al loro opposto. Fra umanismo e razzismo passa solo la differenza fra ancorare la comunità morale alla nozione di specie o a quella di razza: scelta come si vede perfettamente soggettiva e arbitraria. Per quale motivo la comunità morale della specie dovrebbe risultare più o meno vincolante di quella nazionale, o razziale, o di classe, lingua, clan o religione, o della comunità dei mammiferi superiori (come vorrebbero certi gruppi ‘animalisti’ radicali)?

    Coll’umanesimo cade anche la nozione di tolleranza: se individuo un limes etico e politico più ristretto rispetto a quello della specie, mi vedo perfettamente giustificato nell’opprimere, perseguitare, esiliare coloro che ne rimangano esclusi.

    Con il che il documento della dittatura europea può essere letto nella sua giusta luce: un tentativo di espletare la prima e più profonda istanza di qualsiasi organizzazione politica, cioè NUTRIRE IL PREGIUDIZIO attorno a cui intende strutturare la convivenza, e salvaguardarlo dall’azione corrosiva della libera indagine e del confronto critico tramite la persecuzione poliziesca del libero pensiero.

  • Primadellesabbie

    “…se individuo un limes etico e politico più ristretto rispetto a quello della specie, mi vedo perfettamente giustificato nell’opprimere, perseguitare, esiliare coloro che ne rimangano esclusi. …”

    Credo risulti piuttosto naturale riconoscersi in una razza, tradizione, clan, famiglia, club, ceto sociale, gruppi di reduci da qualcosa e anche in formazioni prettamente occasionali come una parte durante una discussione, un gruppo durante una gita.

    In assoluto sono differenze da nulla, ma noi ci piazziamo sopra il microscopio, litighiamo sull’ingrandimento e ci costruiamo attorno l’esistenza, e non é detto che sia sbagliato in una organizzazione a base sociale.

    La cosa che non capisco, o temo di capire, é la ragione per cui intendi la vita come una battuta di caccia, dai un’occhiata alla licenza e sai quali specie si possono abbattere.

    Ti chiedo, se accetti, la ragione ultima di questa attitudine, che mi sembra ricorrente.

  • Viator

    Non vedo la vita come una battuta di caccia. La vedo come un caos ordinato dall’istinto da gregge dell’essere umano e dai regimi immaginali conculcati dal vincitore di turno. Una partita fra disonesti in cui tutti si sforzano di non vedere il carattere perfettamente irreale e contraddittorio dei pregiuduzi su cui poggia la convivenza.

    Là dove qualcuno ne denunzia l’incongruenza, è solo per sostituirli con altri pregiudizi ugualmente infondati.

    Questo immenso gioco degl’imbrogli (che è poi la vita) mi irrita profondamente e lo dico ad alta voce. Siccome mi capita di vivere in una società che prospera sul feticcio umanista mi sforzo di calpestare quello. Quando questa società sarà andata in rovina e ne verrà fuori un’altra fondata su feticci di altro tipo, sarà il momento di sputtanare quelli.

    In una parola, mi dà sui nervi il fatto che gli esseri umani ci tengano più a vivere che a fare chiarezza.

  • Primadellesabbie

    Se per feticcio umanista intendi una conseguenza del così detto rinascimento, si tratta di un bel problema, la cui portata mi pare escludere ogni possibilità di intervento diretto.

    La seduzioni degli strati più bassi della società garantisce dalla possibilità di ricostruire un equilibrio. Abbiamo sempre usato la pratica di questo tipo di seduzione (lo facciamo ancora) per minare tradizioni diverse dalla nostra.
    Il fine non é la conquista o la dominazione, che prima o poi finisce e si possono rimettere le cose a posto; essendo i mercanti a tenere il banco, il fine é lo sfruttamento, e da questo non ci si libera perché siamo coinvolti in un gioco di tutti contro tutti che ci impedisce di vedere chiaro. Usiamo scambiare i mercanti per benefattori, vogliamo che i loro esperti ci guidino a divenire “felici”, così recita la costituzione di un noto Paese, come lo sono loro.

    Ti ho posto la domanda, un poco troppo…personale, incuriosito da alcune tue uscite. Se ci scoprissimo, come suppongo, su vie diverse, per me non fa differenza (qui non centra il feticcio umanista), le vie che portano alla verità e i percorsi personali sono molti, io non cerco proseliti e sono molto interessato alle idee, contraddizioni comprese.