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L’UNICO MODO PER FERMARE L’IMPERO

DI GARY FLOMENHOFT

cluborlov.blogspot.it

Cari amici,

si avvicinano sempre di più gli ultimi giorni dell’Impero. Forse la sua fine avverrà lentamente e gradualmente, oppure rapidamente e catastroficamente. Forse sarà il caos totale o forse sarà una fine ben organizzata che procederà piano, senza intoppi. Questo nessuno lo sa, ma la fine dell’Impero arriverà, come il giorno segue la notte e come il sole segue la pioggia. L’eccessiva espansione e il superindebitamento chiederanno il conto, come è avvenuto per tutti gli imperi.

Gli imperi sono come i batteri su un vetrino di laboratorio: spensierati, ciechi, insensibili, si espandono fino all’ esaurimento del loro nutrimento e fino a contaminare completamente l’ambiente circostante con i loro rifiuti: e poi muoiono. Sono automi, non possono farne a meno: sono programmati per espandersi o morire, espandersi o morire e, alla fine, espandersi e morire.

Di cosa si alimenta l’Impero? Di denaro e di paura; il vostro denaro e la vostra paura, entrambi ottenuti con la vostra piena collaborazione. Oggi è ancora più grande di quando affrontava un reale avversario in Unione Sovietica. La Russia non è l’avversario; tutto ciò che vuole è essere un paese normale, in pace con il mondo. Ma l’Impero questo non lo può permettere, giusto? Deve crearsi dei nemici, E chi sono i nostri nemici? Secondo gli ideatori delle guerre infinite sono la Corea del Nord, l’ Iran, la Siria e i terroristi islamici. Qualcuno di loro è effettivamente in grado di minacciare gli Stati Uniti? Beh, sì, ma sono tutti abbastanza facili da scoraggiare. Ma il piano della guerra infinita non è quello di scoraggiarli: è, invece, quello di metterli nell’angolo, colpendoli con l’ instabilità politica e le sanzioni, martoriando la popolazione con una frenesia dettata dalla paura.

Sappiamo tutti che il complesso industriale militare degli Stati Uniti è diventato un organismo incontrollabile e auto-perpetuante, proprio come Dwight D. Eisenhower ci avvertì nel 1961. Tutti conoscono la famosa frase di allarme pronunciata da Eisenhower, fa ormai parte della nostra memoria collettiva. Con un trilione di dollari l’anno e in crescita, con oltre 1000 basi sparse in tutto il pianeta, è molto peggio di quello che Eisenhower avrebbe potuto immaginare in uno dei suoi peggiori incubi. Non possiamo dire che non sapevamo: lui ci ha messo in guardia. Dopo la tragica parentesi Nazionalsocialista in Germania, molti tedeschi onesti hanno espresso vivo rammarico per non aver parlato allora, sostenendo che non sapevano ciò che veniva fatto a loro nome. Ma noi non abbiamo questa scusa: tutti sapevamo da sempre.

E non era la prima volta che eravamo avvertiti: il Generale Smedley Butler ci disse nel 1933, e le sue parole le ricordiamo ancora oggi pubblicandole online: “Perché tutti, generali compresi, improvvisamente acquisiscono la saggezza immediatamente dopo aver raggiunto la pensione?”. Butler offrì una spiegazione: “mentre prestavo servizio militare e obbedivo agli ordini, era come se la mie mente fosse in un coma sospeso”.
Butler ci disse anche che “..ero un autentico mafioso, un gangster al servizio del capitalismo”. “Ho aiutato a fare del Messico, in particolare Tampico, una terra ‘sicura’ per gli interessi petroliferi Americani nel 1914. Ho collaborato a rendere Haiti e Cuba dei luoghi adatti affinché i “ragazzi” della National City Bank potessero venire lì e riscuotere i loro profitti. Ho collaborato allo stupro di una mezza dozzina di repubbliche del Centro America per arricchire quelli di Wall Street. E’ una lunga lista di infamità… Ho collaborato tra il 1909 e il 1912 a ‘purificare’ il Nicaragua nell’interesse della banca internazionale Brown Brothers; nel 1916 ho ‘portato alla luce’ la Repubblica Dominicana per gli interessi Americani dello zucchero; in Cina ho fatto in modo che quelli della Standard Oli potessero fare il loro lavoro senza intoppi.”

Quest’ Impero non è nulla di nuovo e noi sapevamo bene, per tutto il tempo, che cos’era e cosa faceva. Non possiamo dire che non sapevamo. Abbiamo visto, in tutta la nostra vita, il modo in cui gli Stati Uniti finiscono con il soffocare ogni sollevazione popolare contro gli autocrati e gli oligarchi locali, come pongono questi paesi sotto il loro controllo e come hanno contribuito a organizzare e formare gli squadroni della morte che hanno distrutto ogni opposizione. Pensate all’ Indonesia, all’Argentina, o all’Honduras. Abbiamo visto come l’Impero ha schiacciato ogni governo democratico che minacciasse gli interessi commerciali Americani con il falso pretesto dell’ “anti-comunismo,” a partire dall’ Iran nel 1953, poi in Guatemala nel 1954, procedendo fino al Congo e poi Haiti (e qui più volte); e, in modo ancora più infame, in Cile nel 1973 (con l’assassinio del presidente Salvador Allende dell’ 11 settembre 1973); e anche in Nicaragua nel 1980, e in molti, molti altri paesi. (Per i dettagli vedi William Blum – Uccidere la Speranza.) E, naturalmente, molti di noi hanno vissuto sulla propria pelle le epiche menzogne e il genocidio di milioni di persone in Vietnam, Laos e Cambogia durante la cosiddetta “Guerra del Vietnam.” Sapevamo, abbiamo visto con i nostri occhi, e abbiamo pagato le tasse per comprare bombe e pallottole.

Più di recente abbiamo assistito alle sfacciate bugie dell’Impero in azione in Iraq, Libia, Siria, Afghanistan, Somalia, Georgia, Pakistan, Yemen, Ucraina … non la finiranno mai! Ma i danni che provoca in altri paesi non tornano mai indietro, non ce li ritroviamo dietro la porta di casa, giusto? Forse è proprio per questo che continua a causarli. Noi pensiamo di poter semplicemente ignorare tutto questo e continuare ad andare avanti nella nostra vita, la cosa non ci riguarda. Oppure ci riguarda?

Mettiamo da parte la distruzione della democrazia che sempre accompagna uno stato di polizia fascista e militarizzato, che è quello che sono diventati gli Stati Uniti. E ignoriamo anche la violenza che pervade la società Statunitense o il vasto gulag di carcerazione dove finiscono tutti gli “inutili non contribuenti”.

Consideriamo che l’unico attacco militare sul suolo degli Stati Uniti che ha realmente segnato un successo tangibile dai tempi di Pearl Harbor, è stato l’ 11 settembre. Pearl Harbor era alla periferia, lontano lì nel Pacifico, “un giorno che vivrà nell’infamia”, tanto più che la FDR sapeva che stava per accadere e ha fatto di tutto per provocare l’interruzione dei rifornimenti di petrolio al Giappone, provocando quindi l’attacco. Ma le Hawaii sono una periferia, mentre l’11 Settembre hanno colpito al cuore dell’Impero, al centro finanziario di New York, quello che aziona la pompa della ricchezza imperiale, e al Pentagono, incaricato della missione di dominio degli Stati Uniti nel mondo.

Credere che 19 arabi armati di taglierini, incapaci di pilotare persino un biplano a elica, siano stati in grado di far crollare 3 edifici del WTO in caduta libera come in una demolizione controllata (sì, gli edifici erano tre, vedi Edificio 7) e distruggere una parte del Pentagono, o credere che si sia trattato di un lavoro “interno”, non ha importanza. Il punto è che in quell’atto di distruzione le guerre causate dall’Impero in giro per il mondo sono tornate a casa.

Qual è stato il risultato? Questi eventi ci hanno indotto o no a riconsiderare ciò che stiamo facendo? Ovviamente no! Invece, eccoci partiti di nuovo per la guerra. Ricordate, l’Impero è un automa, un organismo auto-perpetuante che si alimenta di denaro e di paura. Quale modo mi
gliore per generare nuova paura se non quello di inscenare, o provocare, o fallire nel prevenire, un attacco alla “patria” – che è, tra l’altro, un termine di propaganda nazista? Lo scopo della guerra è semplicemente quello di causare più guerra, dal momento che è anche così redditizia, visto il termine inappropriato di “industria della difesa”. Butler ci disse nel 1933 che “la guerra è un racket”, e ha documentato i massicci profitti di guerra durante la prima guerra mondiale. Immaginate quanti soldi stanno facendo quelli di Lockheed, Northrop Grumman-Boeing, General Dynamics, Raytheon e gli altri nella “guerra al terrore”? Sono cifre astronomiche.

Mentre leggete queste parole, l’Impero è impegnato nel suo lavoro in Ucraina. Ecco come funziona. In primo luogo, si rovescia il governo eletto in un colpo di stato sostenuto dagli Stati Uniti. Poi, si induce il regime fantoccio locale a scatenare un attacco militare e a organizzare squadre della morte per soffocare quella parte della popolazione nella zona orientale che non intende sostenere il colpo di stato pro-Statunitense; e in questo caso utilizzando veri e propri squadroni della morte di stampo nazista, completi di svastiche. (Chiunque può verificare facilmente questi fatti con una semplice ricerca su Internet). E per il consueto tocco finale imperialista, si vota alle Nazioni Unite (insieme al Canada) contro una risoluzione che condanna i nazisti ucraini e altri assassini razzisti, mentre gli europei si astengono vergognosamente. Questo tipo di programma ha sempre funzionato bene e l’Impero continua a replicarlo ancora e ancora, anche se i risultati ora sono sempre peggiori.

Un gran numero di cittadini Americani sostiene le guerre di conquista Statunitensi poiché queste gli consentono di poter continuare a mantenere i loro fastosi stili di vita. E questi sono quelli disturbano più degli altri. Molti di noi sono totalmente contrari alle guerre, ma solo pochi tra noi considerano umanamente e emotivamente insopportabile la distruzione di milioni di vite umane a nostro nome e con i nostri soldi. Qual è la differenza? Non so, bisognerebbe chiederlo ad uno psicologo.

La domanda per quelli che si oppongono alla guerra infinita è: cosa abbiamo fatto noi a questo proposito? Un movimento di massa nel 1960 che portò alla rivolta un vasto segmento della società, aveva qualcosa a che fare con la fine del conflitto in Vietnam. Nonostante queste proteste, l’Impero fu in grado di prolungare il conflitto di altri cinque anni, fino al 1973, quando accettò di farla finita agli stessi termini che furono offerti nel 1968 al premio “Nobel per la Pace” Henry Kissinger. Da allora non c’è stato un significativo segno pubblico di protesta contro la guerra, e tantomeno nessuno in grado di prevenire o porre fine alla guerra. Perché?

In primo luogo, quell’accordo è stato concluso. Questo ha messo fine al coinvolgimento delle famiglie medie Americane nelle guerre dell’Impero, e quindi terminava l’obbligo del consenso da parte dei cittadini. Gli strateghi si resero conto che quell’accordo era un disastro per l’Impero. Il modo nuovo, migliore e più economico per procurarsi carne da macello per la guerra senza fine, era quello di pre-arruolare i bambini del sottoproletariato, utilizzando l’oppressione economica, al fine di privarli di qualsiasi altro mezzo di progresso tranne che… il servizio militare.

In secondo luogo, il mondo militare si era privatizzato, e questo richiedeva un sempre minore coinvolgimento delle famiglia Statunitensi nel mondo militare e meno bisogno del loro consenso. “Siete tutti dei volontari, quindi state zitti!”: è questo l’atteggiamento.

In terzo luogo, il campo di azione sempre più esteso del controllo da parte della NSA e di altre agenzie governative ha contribuito a tenere sempre più sotto controllo la popolazione e a soffocare ogni dissenso.

E quarto: lo stretto controllo governativo/economico sui mezzi di comunicazione Statunitensi ha consentito una diffusa propaganda e un lavaggio del cervello della popolazione.

In ultimo luogo: è in corso oggi questa guerra alle “spie” e alle “talpe” che espongono la verità, da Tom Drake a William Binney, Sibel Simons, Jesselyn Radack, Bradley Manning and Julian Assange. Se necessario, la polizia, che ora è molto più militarizzata che in passato, insieme al corpo della guardia nazionale, riescono a schiacciare ogni rivolta come fosse una formica. Tutte queste misure impediscono a qualsiasi azione legale di riforma, pur se perseguita in modo non violento attraverso votazioni, scioperi, proteste autorizzate, resistenza civile, ecc., di produrre qualche risultato. L’unica azione che potrebbe fermare l’Impero è quella di tagliargli i “viveri”, ovvero le tasse con cui vive. La bestia va affamata disinvestendo, portando i beni altrove, resistendo alle tasse, protestando contro le tasse. L‘ex Segretario di Stato Alexander Haig ci disse chiaro e tondo negli anni ’80, quando dovette affrontare importanti proteste contro le politiche Americane nel Centro America: “Lasciateli protestare quanto vogliono purchè continuino a pagare le tasse”. Mai parole più veritiere sono state pronunciate da un funzionario Americano.

Ci sono forse delle prove in grado di contraddire questa sua dichiarazione? Ci sono state altre misure che hanno avuto un qualche diverso impatto sulla macchina da guerra? Onestamente, no. Milioni di persone in tutto il mondo hanno protestato prima dell’invasione dell’Iraq nel 2003. Queste proteste sono state ignorate. Nessuna protesta o altro sforzo riesce a fermarla perché non vengono tagliati i “viveri” dell’Impero, cioè il denaro e la paura. Solo tagliando i fondi non pagando le tasse si può fermare l’Impero.

Molti hanno detto che gli Stati Uniti non hanno bisogno del denaro dei contribuenti poiché sopravvive grazie al debito infinito. E’ vero, l’Impero vive di debito, ma la capacità di vendere il debito si basa sul rating dei buoni del tesoro Americano. Recentemente, in Giugno 2014, la S&P ha dato agli USA un AA+ con “prospettive stabili”.

Se esistono dei dubbi su questo rating USA, può essere messa in discussione la possibilità di vendere il debito per continuare a finanziare l’Impero. La capacità di raccogliere le tasse è ciò che mantiene il rating delle obbligazioni degli Stati Uniti. In presenza di una qualsiasi riduzione del rating delle obbligazioni Americane, i tassi d’interesse sarebbero costretti a salire per continuare ad attrarre maggiori investimenti. Di conseguenza gli interessi sul debito diverrebbero incontrollabili trasformandolo in debito non rimborsabile, nonostante il capitale, che non hanno alcuna intenzione di restituire. A proposito, gli sforzi del Tea Party per far sciogliere il governo federale rifiutando di aumentare il massimale del debito, per una volta si sono rivelati utili, anche se per motivazioni diverse. Pensavano che era il welfare a mandare in rovina il paese. Questa è un’affermazione ridicola, perché la spesa sociale appare trascurabile rispetto alle spese militari. Tuttavia, per una volta sono riusciti a far abbassare il rating delle obbligazioni. Far sciogliere il governo federale è comunque un passo nella giusta direzione, e dal momento che negli ultimi anni solo il Tea Party è riuscito a farlo, concediamogli il giusto merito.

Se gli USA non fossero più in grado di raccogliere le tasse in modo affidabile, diminuirebbe la loro capacità di finanziare l’Impero con il debito; dovrebbero ricorrere ad un aumento delle imposte, una scelta politicamente inaccettabile, soprattutto nell’era del Tea
Party, con un elettorato totalmente contrario a qualsiasi nuova imposizione fiscale. Risulta quindi chiaro che l’unica cosa che potrebbe fermare l’Impero è una rivolta fiscale. E non dovrebbe essere neanche tanto clamorosa: al minimo dubbio circa la capacità del governo federale di riscuotere le tasse, si ridurrebbe il rating delle obbligazioni. Anche una minima riduzione potrebbe far alzare i tassi d’interesse abbastanza da rendere il debito degli Stati Uniti non rimborsabile.

Andiamo al sodo: come poter evitare di pagare le tasse quando l’IRS (agenzia delle entrate Americana) trattiene i nostri stipendi, e i ‘tavoli’ sono truccati per trattenere circa il 15% in più del necessario in media e poi l’80% delle persone ottiene un rimborso? Avete forse pensato che questa era solo una coincidenza? No, questo è un prestito senza interessi di un anno preso dai contribuenti. In realtà è abbastanza semplice non pagare le tasse. Basta procurarsi un modulo W-4, scrivere ESENTE nell’apposito spazio e consegnarlo al vostro ufficio Risorse Umane. Al datore di lavoro non è consentito cambiare niente se non dietro precisa indicazione dalla IRS. Normalmente non hanno alcun motivo di discussione.

Ecco cosa è successo l’ultima volta che è stato sperimentato su vasta scala. Nel 2007, Code Pink si unì alla War Resisters League per organizzare un progetto nazionale di rifiuto della ‘tassa di guerra’ per fermare le guerre di Bush. Non fu una vera e propria rivolta fiscale, ma più che altro un referendum per comprendere quante persone avrebbero potenzialmente aderito a trattenere simbolicamente una certa cifra dalle tasse dovute. La petizione online chiese alla gente se fosse stata disposta a trattenere volontariamente dalle tasse dovute un cifra anche solo di 1 dollaro se almeno altre 100.000 avessero accettato di fare lo stesso. Su una popolazione Americana di 316 milioni di persone, quanti credete che abbiano firmato quella petizione? Circa 2.000. Quindi, vedete, non ci sono molti segnali che la gente sia disposta a fare l’unica cosa che potrebbe realmente fermare l’Impero: una vera e propria rivolta fiscale alla Tea Party.

Questo significa che l’Impero continuerà a prosperare, che il debito continuerà ad accumularsi, che non ci sarà più modo di poterlo ripagare e che, quindi, il collasso totale è inevitabile. Le conseguenze di un collasso totale sono imprevedibili; forse ci sarà un atterraggio morbido o forse no. Ma se non si è disposti a impegnarsi in una qualche forma di rivolta fiscale, il crollo finale non si potrà evitare. Dovrete scegliere tra due cose: impegnarsi in una rivolta fiscale ora o affrontare il crollo futuro.

Siete sicuri di voler tentare la sorte del crollo? I risultati di una rivolta fiscale personale sono prevedibili: punizioni con sanzioni e interessi applicati dalla IRS; vivere nella paura di vedersi portare via stipendio, beni, proprietà e anche la casa dagli agenti federali (anche se queste misure estreme non avvengono tanto spesso, ma basta solo il pensiero ad instillare in noi la paura). Forse perderemmo i nostri beni e forse anche il lavoro. Perdere il posto di lavoro porterebbe alla depressione, a un divorzio, alla droga e all’alcol, ecc. Così finiamo con il preferire il crollo: dopo tutto si tratta solo di perdere i propri risparmi, non avere abbastanza elettricità e riscaldamento per la casa, non avere più nessuno che raccoglie i rifiuti urbani, trovare negozi saccheggiati o chiusi, vedere in giro bande armate che pattugliano le strade. A voi la scelta.

D’altra parte, il collasso potrebbe anche finire bene! Nel cuore di un Americano fiorisce sempre la speranza. Siamo o non siamo (o meglio – eravamo) le persone del “We Can”?”. Chissà, magari noi sappiamo crollare meglio di chiunque altro. Ci vengono dei dubbi, tuttavia, dopo aver letto la presentazione di Dmitry Orlov – Collapse Gap.

E’ probabile che le conseguenze del crollo prossimo futuro saranno peggiori di quelle di una rivolta fiscale oggi. Soprattutto dal momento che all’IRS ci vogliono perlomeno 4/5 anni per arrivare a identificare dei finti “ESENTI”. Inoltre sarebbe più difficile da reprimere se fosse fatto in massa. Ma è perfettamente comprensibile se si sceglie di non fare nulla ora e attendere le future conseguenze, mettendo a tacere la propria coscienza impegnandosi in proteste inutili e inefficaci. Probabilmente avete una famiglia da mantenere, o un hobby costoso, o qualche altra scusa. Così si decide di tentare la sorte del collasso futuro. Dopo tutto, il collasso potrebbe rivelarsi un fatto positivo per voi, chissà. Questa psicologia è abbastanza comprensibile. Spero davvero che questo crollo sia indolore come si spera che sia, ma in qualche modo ne dubito. Buona fortuna, però! Qualunque cosa accada, dovremo vivere per tutta la nostra vita futura, sia essa lunga o breve, accettando le conseguenze della decisione che avremo preso.

Firmato: l’ espatriato e da lungo tempo non contribuente – Gary Flomenhoft

Fonte: http://cluborlov.blogspot.it

Link: http://cluborlov.blogspot.it/2014/11/the-only-way-to-stop-empire.html

24.11.2014

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Pubblicato da Davide

  • gimo

    Io ritengo che la caduta dell’Impero è quel cambiamento da cosi tanto tempo programmato. La fine del mondo così come lo conosciamo ci sara appunto spacciata per caduta di un impero insostenibile, di una democrazia satura, di un capitalismo malvagio di una politica ladra.

    Gli stessi che hanno inquinato la democrazia, distrutto il mercato, corrotto la politica e reso il mondo insostenibile saranno i nostri salvatori. E noi, popolo bue, maledettamente bue, gli crederemo.  Abbiamomcreduto a Monti……  Figuriamoci…..
  • Servus

    Anche l’impero romano è crollato dopo che in molte province è iniziato uno sciopero fiscale.

    Anche in Palestina gli ebrei erano per lo sciopero fiscale e chiesero provocatoriamente a Gesù: "Dobbiamo pagare le tasse a Roma?" e Gesù rispose "Date che a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio". Ma gli ebrei non volevano né pagare le tasse, né dare a Dio quel che è di Dio, anzi uccisero il figlio di Dio. E l’Impero distrusse Israele.
  • geopardy

    Gli imperi necessitano di continua espansione.

    L’inizio della fine dell’Impero Romano, ad esempio, avviene con la creazione del limes (il confine), ammettendo l’incapacità di avanzare oltre ed iniziando una difesa ad oltranza dalle penetrazioni esterne.
    Stessa sorte per quello dell’antica Cina e così via.
    L’impero aumenta i proventi nella fase di avanzamento e riesce, in qualche maniera, a non far pesare eccessivamente le spese militari (spese attive) sostenute sull’economia del centro, mentre, quando la spinta si ferma, le spese attive divengono passive.
    In questa fase l’esercito prende coscienza del grande potere acquisito in fase espansiva e le caste, da esso generate, iniziano lotte intestine per il potere, le quali contribuiscono enormemente ad indebolire la sua forza verso l’esterno, ma anche verso l’interno.
    In questa fase, il peso dell’enorme espansione inizia a rivolgere il proprio vettore verso il "centro" ed iniziano instabilità e crisi economica, i fasti dell’impero e le relative celebrazioni iniziano a non sortire più l’effetto ipnotizzante sul popolo.
    Le istituzioni vanno in crisi e l’identità di impero e persona (necessario per l’espansione), che ha dominato sia la fase d’espansione che quella immediatamente dopo alla creazione del limes, viene sempre meno e la nuova realtà inizia a plasmare un popolo afflitto da scoraggiamento e disillusione.
    L’idea "we can" (comune a tutti gli imperi) va nel dimenticatoio, poichè, ogni impero è fondato sulla menzogna e mai, come nella fase di discesa, esso inizia a mostrare il suo vero volto.
  • geopardy

    Ho omesso la parola corruzione nella breve sintesi, perchè essa è presente, in maniera maggiore o minore, in tutte le fasi dell’impero.

    L’impero corrompe se stesso e gli altri per definizione, secondo me.
    Chiaramente, nella fase finale emerge in maniera molto più netta ed evidente.
  • bstrnt

    L’impero sta "sublimando" (come la naftalina), e questo sta avvenendo sempre più velocemente, i miasmi si sentono un po’ ovunque.

    Non ritengo comunque siano le tasse degli americani a tenerlo in piedi, ma le ruberie e le truffe verso le altre nazioni.
    Fanno debiti ovunque, poi sfido chiunque a reclamare la restituzione di tali debiti a un bullo internazionale che può contare su 19 portaerei (vediamo come hanno risposto alla Germania che richiedeva la restituzione di parte dell’oro "depositato" a Fort Knox).
    Nella bramosia di arricchirsi espandendone sempre più i loro mercati, hanno commesso l’errore fatale di espandersi in un mercato composto da 1,4 miliardi di "consumatori".
    Peccato che non si trattasse di consumatori, ma di produttori che hanno ben saputo limitare la penetrazione imperiale e ribaltarla verso l’impero, ricordate la pacata risposta di Den Xiao Ping al giornalista che lo accusava di non permettere ai cittadini cinesi di emigrare in America: "Quanti ne volete?".
    Ora con i possessori un terzo del debito americano, gli USA  sono costretti a trattare con chi, già parecchi lustri fa e con una deterrenza molto inferiore affermava: "Noi 300 milioni di morti possiamo permetterceli, gli USA no!".
    Purtroppo, invece di prendere atto che 5 lustri sono passati dal crollo del principale loro antagonista e non realizzando che magari certi spazi era ovvio venissero occupati da nuovi antagonisti, le élite dominanti dell’impero hanno continuato nel loro atteggiamento arrogante e sostanzialmente schizofrenico, peccato che oramai da parecchi anni non hanno più la capacità di piegare le maggiori nazioni emergenti ai loro desiderata.
    Con le ultime criminali operazioni (Iraq, Libia, Siria e Ucraina) sono riusciti a condensare una multipolarità nascente in una bipolarità effettiva e a rendersi antagonista praticamente la metà della popolazione mondiale (quella che produce).
    L’impero è già fottuto, con unica alternativa di mandare indietro di qualche migliaio di anni l’umanità o addirittura sterminarla (cosa non così remota visti i "geni" che decidono per l’impero).
  • gimo

    vedo che continuate a non capire.

    l’impero crolla… è evidente
    dunque è anche prevedibile e previsto.
    L’impero non crolla e basta..e poi "ci rimbocchiamo le maniche"
    L’impero crolla ma è una demolizione controllata e ciò che sta venendo dopo e verrà avanti sarà spacciato per un NON-IMPERO, il contrario di quello di prima.
    PRIMA ERA MALE…dopo il crollo… DOMANI SARA BENE
    Invece sarà PEGGIO perchè molti crederanno che finalmente è finito un incubo….e saranno a scannarsi per la costruzione del nuovo impero senza capire che i traghettatori (dall’un all’altro) sono i TRADITORI e che i presupposti del nuovo saranno peggio del vecchio.
    non vi illudete….  cosi ci fregarono e cosi ci fregheranno…illudendoci che le rivoluzioni le abbiamo vinte noi…..
  • GioCo

    Credo che il tempo della rivolta fiscale sia arrivata a un angolo che avrà un impatto sul tempo ma non sul risultato.
    Questo perché riflettendo "sul nostro denaro" ho concluso che questa "cosa circolante" definita anche come valuta e che abbiamo con il nome di denaro, non ha più niente a che fare con la moneta dell’impero romano (mi dispiace per Servus ma 2mila anni non sono passati inalterati).

    Intanto non esiste alcun denaro e tanto meno "nostro".  Il circolante è composto in larga misura (a essere buoni ci rimarrà in "cartaceo" per vivere qualche decimo dentro l’1%) da moneta virtuale, prodotta con meccanismi di debito a cascata, cioè fattori di moltiplicazione numerica. Si moltiplica il vuoto (numerico), come fosse esattamente un monopoli giocato in famiglia a Natale, cioè con valore finto, numericamente importante solo per determinare un vincitore tra i giocatori.

    Gary ha ragione quando dice che questo vuoto dipende comunque da un origine contabilmente emessa come moneta dal Governo, ma ha torto quando dice che la massa monetaria dipende comunque dalle tasse. Se così fosse, le tasse verrebbero imposte ovunque quella moneta venga distribuita, ma sappiamo bene come il mercato che ne assorbe la maggior parte, mette a riparo gli investitori (in genere le banche stesse che ricevono il denaro) da prelievi sulle loro scommesse. Questo non è concesso nemmeno alle slot machine dei Bar. Quindi il problema non riguarda il denaro ma il motivo per cui il contribuente dovrebbe pagare le tasse in un sistema di questo tipo, dove è evidente che la massa totale circolante non può che gonfiarsi. Perché?

    Se si considera il denaro qualcosa con un valore, che sia esso debito (negativo) o credito (positivo), non ha molto senso. Se si considera però il denaro un meccanismo indiretto e retroattivo di "spugna del valore" (cioè un vuoto contabile che acquista valore nel circolare) si inizia a capire qualcosa. Intanto la moneta usata dalla massa meglio percepita, serve ai beni di prima necessità. La parola "percepita" è fondamentale. Così chiedere le tasse diventa automanticamente come chiedere "il giusto conguaglio di un giusto contro valore per la società". A livello di pancia non pare sollevare dubbi: le tasse servono per il welfare. A me piace scherzare dicendo che serve per il "wellcome", cioè per farti sentire "un accolto cittadino". Infatti se non sei in regola, le tasse non riesci a pagarle neppure se vuoi e questo è un segnale preciso oltre che una precisa modalità per misurare la tua "integrazione sociale". Ma questo vale solo per chi intende il denaro principalmente come mezzo di sostentamento, immaginando che abbia quindi un valore, perchè banalmente ci compera cibo e sussistenza per se e per la famiglia. Per chi invece specula in borsa, il denaro inizia a non avere significato se non di pura misura di successo, sono invece cose come fonti d’acqua, terreno o miniere ad avere valore.

    Ma allora a cosa servono le tasse? Perché vengono richieste con tanta aggressiva obbligatorietà? Per cos’altro se non per il valore che ha il denaro e il bisogno che ha il governo di finanziarsi?
    Semplice, per evitare che ci si accorga in massa che il denaro non ha alcun valore: si pagano le tasse per mantenere l’illusione che il denaro abbia un valore.
    Ma non c’è l’ha, credo da quando è iniziata la storia del petrodollaro. Dirò di più, se le tasse fossero così necessarie, dato che praticamente tutta l’economa attuale è virtuale, anche le tasse potrebbero esserlo se fossero concretamente necessarie: tanto crei il denaro pigiando qualche tasto su computer, tanto potresti fare per le tasse a fine di un certo periodo. In ogni caso si tratterebbe di giri contabili, di numeri sommati e sottratti virtualmente ed elettronicamente, che mai hanno realmente toccato le dita di un contribuente qualsiasi.
    Quindi, la protesta fiscale forse se condotta in massa potrebbe inizialmente creare qualche disagio politico che però si rifletterebbe in fretta in una giustificabile accelerazione del degrado; senza l’abbandono del circuito sottostante della produzione-consumo, da cui dipendiamo prima mentalmente e poi concretamente, senza le catene che ci vincolano al muro dell’economia di mercato, credo davvero che ogni lotta sia abbastanza inutile, perchè elegge ciò che vorrebbe demolire.

  • Quantum

    Un commento sensato e con una base di conoscenza monetaria.

    Le tasse servono esclusivamente per mantenere il circolo forzoso della moneta.
    In un sistema a moneta fiat e sovrana, i soldi delle tasse vanno al macero. O annullano una nota di debito su un terminale.
    L’autore dell’articolo evidentemente è ignorante di monetarismo.
    Perché se fai sciopero fiscale, comunque lo Stato (e la FED) continua a produrre moneta da dare al sistema militare/repressivo.
    Possono quindi deviare il denaro che fluisce verso altri finanziamenti strategici.
    Un tipo di protesta che giudico sensata è una protesta violenta ma mirata, nel senso che bisogna individuare le 100 famiglie principali che guidano il gioco ed i loro bracci destri dei think tank ed ucciderli o quanto meno iniziare a stargli col fiato sul collo e mettergli paura.
    La soluzione quindi è la consapevolezza.
    Il problema è che tra storie di Illuminati, alieni rettiliani, massoni, satanisti, Trilaterale, Bilderberg, ecc. Si è scritto un mare di vaccate su chi c’è dietro il Vero Potere e perché. E la gente è confusa.
    La popolazione deve richiedere una revisione socialista del sistema. Votando leader che inizino a porre fine al sistema capitalista. Solo che anche lì c’è un mare di disinformazione e la gente pensa che il socialismo revisionato e moderno sia come il comunismo che si è visto in Russia…
  • GioCo

    Per natura non tendo alla soluzione violenta, anche se non rifiuto il lato oscuro, ne intendo l’oscurità necessariamente negativa; sono convinto che "l’amore vince, ma non sempre e solo se sta molto attenta".

    Sinceramente poi Quatum, condivido molta della confusione in cui siamo immersi e ammetto candidamente e umilmente che ci capisco poco.
    Non so se i politici hanno delle responsabilità e fino a che punto. Spesso le scelte sono fatte sull’onda dell’emozione e la corruzione come il malaffare spiegano molte cose ma non tutto.
    Se togli un dirigente che giudichi non idoneo chi gli succede? Come fai ad essere sereno che il tuo giudizio sia migliore di un tuo prossimo, magari uno che ti era amico fino il giorno prima e poi dopo, quando il potere esige le sue vittime, inizia a pretendere la sua ragione.

    Anche nella migliore delle ipotesi, anche se le questioni umane fossero tutte inscritte solo in azioni deprecabili umane (e ti confesso che i dubbi non mi lasciano in pace) rimane che chiunque si elevi a giudicare gli altri, avrebbe poi da chiedersi se può fidarsi del suo giudizio. Stalin, braccato dall’idea che la spia nemica si infiltrasse nei suoi piani per far naufragare l’intento rivoluzionario, fece stragi non per cattiveria, ma per semplice incapacità di giudizio e non fu in grado di placarsi se non grazie all’intervento della Vecchia Signora, quando se lo portò via.

    Questo senza considerare che qualunque piano abbia come obbiettivo quello di eliminare individui scomodi in luoghi chiave del potere, attualmente per come siamo messi, se anche divenisse operativo non potresti mai dirlo libero da etero-manipolazioni verso scopi e obbiettivi fuori dal tuo controllo. Banalmente perchè lo rivolgi contro chi ne sa molto più di te e ha molti più mezzi per imporsi.

    In un mondo che converge sempre più verso la sicurezza obbligatoria, che ha già di fatto frammentato la protesta fino a ridurla a poco più di un sussurro, forse Quantum il problema non è più tanto cercare una rivoluzione o un risveglio di coscienza per gli altri, ma sapere riconoscere qual’è il briciolo di libertà che ci rimane da difendere per noi stessi, se ancora è possibile; poi ci rimane di sapere naturalmente con quali mezzi possiamo provarci. Tra l’altro, temo non rimanga nemmeno molto tempo.

  • geopardy
    Una domanda semplice:
    con quale denaro che vengano pagati i debiti di stato?
    Se si ponesse termine alle entrate derivate dalle tasse, non solo finirebbero i servizi, ma anche la massa monetaria del circolante internazionale, credo, ne risentirebbe in maniera devastante.
    A quel punto, le banche centrali non dovrebbero stampare denaro (tralasciamo l’associato tasso di interesse) per garantire il non crollo del sistema?
    Ammesso e non concesso che fosse cos’, non si rischierebbe un iper-inflazione?
    Se così fosse, quali sarebbero le conseguenze?
    Le multinazionali (e non solo, penso anche a tutte le Joint-venture pubblico privato) si nutrono di una parte crescente di soldi pubblici per il loro sviluppo e sostentamento.
    Tutta la guerra al settore pubblico è il tentativo di impadronirsi definitivamente di denaro pubblico e di sottometterlo alle loro logiche di mercato, un esempio banale, la socializzazione delle perdite e la privatizzazione dei guadagni
    Se lo stato, di fatto, non ha quasi più aziende pubbliche remunerative in mano, come potrebbe alimentare questo sistema, senza rischiare un’iper inflazione, se non con le tasse?
    Le mie conoscenze non propriamente tecniche del settore  mi portano a pormi queste domande, giuste o sbagliate che siano.
    Non mi sento di condannare l’articolista.
    La disubbidienza civile è un’arma terribile.
  • Quantum

    Ma sempre lo stesso sbaglio!

    NON È VERO I SERVIZI NON VENGONO PAGATI CON LE TASSE. NON LO SONO MAI STATI!
    È UNA MENZOGNA DA SEMPRE!
    Perché le tasse sono entrate non certe e scostanti. E le scadenze dello Stato per gli stipendi degli statali e gli appalti sono uscite certe e costanti. Che possono essere espletati solo con nuova emissione di moneta.
    Le tasse poi compensano l’emissione, mandando al macero un equivalente di denaro pari a quelle uscite o ai piani che il Governo ha sulla quantità di massa monetaria che deve lasciare circolante.
    Con moneta FIAT e banca centrale le cose funzionano così.
    Con l’Euro funziona sempre così, ma nel caso dell’Italia annualmente deve procurarsi dai mercati finanziari la massa monetaria per le uscite certe e costanti, piazzando i suoi Titoli di Stato.
    Le tasse l’Italia le usa per restituire i prestiti precedenti in scadenza.
    Quello che si vuole a livello di banche e finanza è mantenere la gente ignorante sul vero meccanismo di funzionamento del denaro.
    E tu ne dai dimostrazione.
  • Quantum

    Mai visto funzionare rivoluzioni non violente nella storia.

    Ne hai qualcuna? Forse quella d Ghandi? Neanche a Martin Luther King pare gli sia finita bene.
    Qui parliamo di tutto il neoliberismo, neo-feudalesimo della triade occidentale USA-EU-Giappone (Con Australia e NZ). Che è da rottamare. E chi non la vuole toccata ha molto potere…
  • geopardy

    Mi sai dire come vengono spese le tasse?

    Svaniscono nel nulla, o, appunto, debbono compensare quello che tu dici e come?
    Prima di dare barnardiane sentenze sull’intelligenza altrui, in settori che non sono di loro stretta competenza, come specificato, motiva in maniera più esplicita e non servendoti di affermazioni degne dei titoli di un eventuale Bignami della finanza, che riecheggiano, altrimenti, come semplici slogan.
    Facci imparare.
    Se puoi.
  • Quantum

    SE LO STATO HA MONETA SOVRANA NON VENGONO SPESE IN NULLA LE TASSE!

    IL DENARO VIENE DISTRUTTO!
    Il denaro delle tasse va direttamente al macero!
    Oppure se è denaro elettronico viene eliminato dalle voci in cui fu messo a debito quando fu creato.
    Le tasse servono solo a creare ciclo forzoso.
    Ossia io ti tasso in una divisa e tu te la devi procurare sennò viene Equitalia o simile e ti toglie ciò che possiedi.
    In questo modo io ti obbligo a procurarti una moneta e quindi a lavorare.
    E a darti lavoro è o lo Stato o i privati.
    Sennò tu non ti alzi per andare a produrre SURPLUS e ricchezza che i privati andranno ad intascare o lo Stato userà per le sue funzioni.
    Nel 18° secolo gli inglesi arrivarono in Ghana e trovarono il cotone, ma nessuno disposto a lavorarlo per loro.
    Allora introdussero la Sterlina, tassarono in sterline rendendo tutti automaticamente disoccupati.
    Se non pagavi le tasse ti imprigionavano o toglievano ciò che possedevi.
    Il lavoro per procurarti i soldi per pagare le tasse lo davano solo gli inglesi, nei settori che interessava a loro (il cotone) ed al prezzo che dicevano loro in base a che produttività volevano dagli schiavi ghanesi colonizzati con la loro moneta.
    Quindi le tasse servono per creare disoccupati a cui fare muovere il culo per fargli procurare il denaro per pagare le tasse, ma nel contempo produrre ricchezza, SURPLUS.
    NON È MAI STATO VERO CHE SERVONO PER I SERVIZI.
    Lo stesso del Ghana è successo nella Grecia dell’Euro. Ti tasso in Euro. Ti impoverisco, ti rendo disoccupato. Poi scende il ministro tedesco Schultz e chiede zone franche senza tassazione e senza diritti per i lavoratori per le imprese.
    Dopo Schultz scendono le multinazionali ed offrono max 300 euro al mese di salario, sennò nulla.
    Uguale uguale al Ghana, moneta straniera di conquista. Tassazione, e offerta di lavoro iniqua per far creare SURPLUS massimizzando i profitti.
    Sono 4000 anni che l’umanità viene presa per il culo con questo metodo.
    Il Sesterzio credi che fosse fatto d’oro? Era moneta fiat annacquata di Nichel con forse il 2% di oro.
    Ma non se n’è mai accorto nessuno?