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LOST IN TRANSLATION


DI LORENZO BORRE’

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Le centinaia di egiziani massacrati dai militari golpisti erano sostenitori della “Teocrazia fascista” o del “Fascismo teocratico”?…..

Non s’è capito ancora bene: sono infatti due le versioni della traduzione del passaggio cardine della dichiarazione di Mostafa Hagazi, portavoce del Presidente provvisorio egiziano Adii Mahumud Mansur, diramata il 17 agosto ai mass media, con cui si cerca di nobilitare la mattanza dei sostenitori di Mohamed Morsi.

La prima versione l’ho sentita nella cronaca radiofonica del GR3 , la seconda l’ho letta stamattina sul Corriere della Sera. Poco importa, comunque, che l’evocazione del fascismo abbia preso forma in un aggettivo o in un sostantivo, quello che colpisce -o, almeno, questa è la mia impressione- è che sia stato utilizzato un termine abusato nella pubblicistica occidentale, ma che dice ben poco alle masse arabe.

L’evocazione suona infatti come un tentativo (al momento riuscito) di chetare le coscienze extra moenia.

Il binomio, nelle due varianti, fa invero parte del bagaglio lessicale della scuola neocon e si presta, nella immaginario occidentale, alla immediata schematizzazione del conflitto attraverso la criminalizzazione della vittima : il Bene supremo contro il Male Assoluto, i buoni che ammazzano i cattivi.

E in quest’ottica non stupisce leggere sul Corriere della Sera di oggi (18.8.2013) che un esponente della elite culturale egiziana (elite culturale di cui sembrano far parte solo gli intellettuali che piacciono all’Occidente laicista) abbia affermato che “l’esercito sta facendo il suo dovere per proteggere il Paese dalla barbarie”.

Vedendo le immagini delle mattanze di questi giorni e quelle, provenienti da Ismailia, dell’uccisione a bruciapelo di un uomo con le mani alzate, mi accorgo di avere un altro concetto, evidentemente più ampio, riguardo alla “barbarie” , ma tant’è.

Il metro con cui si valutano il bene e il male, la democrazia buona e la democrazia cattiva, è costituito, si sa, dagli interessi geopolitici ed economici.

Lo ha confermato Robert Kaplan in un’intervista pubblicata dal quotidiano La Stampa il 17 agosto ; ad una domanda che lo interrogava sul perchè gli USA non siano intervenuti “in difesa della Democrazia”, il politologo ha risposto: “in Egitto questa democrazia può produrre solo un governo antiamericano, contrario ai nostri valori e interessi”.

Il Gendarme mondiale non interverrà in questo caso.

E già qualcuno si prepara, in ambito propagandistico, ad assegnare ai Fratelli Mussulmani (e cioè a quella maggioranza che aveva eletto Morsi) lo status di terroristi (come già avvenuto per i talebani, per i baathisti iracheni, per i lealisti gheddafiani, per hezbollah in Libano).
In tutto questo brilla la posizione del Governo italiano, ben rappresentata da un occhiello pubblicato sulla prima pagina del Corriere della Sera del 17 agosto: “un’altra strage al Cairo. La Farnesina: rinunciate ai viaggi in Egitto”.

La nostra politica estera ridotta ad annunci da tour operator…..

Lorenzo Borrè
18.08.2013

Pubblicato da Davide

  • dana74

    Intervista a Salah Adly: «La Fratellanza Musulmana è un’organizzazione fascista»
    http://albainformazione.wordpress.com/2013/08/17/intervista-a-salah-adly/
    quando le etichette non servono a niente e soprattutto come dimenticare l’appoggio Usa alla FM?

  • pippo74

    “Lo ha confermato Robert Kaplan in un’intervista pubblicata dal quotidiano La Stampa il 17 agosto ; ad una domanda che lo interrogava sul perchè gli USA non siano intervenuti “in difesa della Democrazia”, il politologo ha risposto: “in Egitto questa democrazia può produrre solo un governo antiamericano, contrario ai nostri valori e interessi”.

    Cos’altro c’è da aggiungere? La democrazia non esiste, non in questo mondo…magari in un altro, chissà! Io lo spero, per mio figlio, per i nostri figli, loro non hanno nessuna colpa per questo schifo.

  • bstrnt

    Nulla di nuovo sotto il cielo: i fondamentalisti puritani che spadroneggiano nella “coalizione-colonia” occidentale stanno usando, come da sempre, il ministero della propaganda con la meticolosa osservazione degli 11 principi di Goebbels.