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L’ORO DELLA BUNDESBANK – RIENTRANO DA NEW YORK E DA PARIGI LE RISERVE AUREE DELLA GERMANIA

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
telegraph.co.uk

La Bundesbank vuole far tornare in patria le riserve auree conservate all’estero per rinforzare il suo controllo sulle crisi valutarie e per combatterle in futuro, richiedendo il rientro di parte delle sue partecipazioni a New York e di tutti i suoi lingotti a Parigi.





Questa mossa indica un brusco calo di fiducia tra le principali Banche Centrali e ha scatenato una certa agitazione tra gli amanti dell’oro, che vedono in questa richiesta qualcosa di simile a quando la Francia ritirò il suo oro dagli Stati Uniti, sotto il Presidente Charles de Gaulle, quando il sistema monetario di Bretton Woods crollò alla fine degli anni ‘60.
Handelsblatt ha detto che mercoledì prossimo la Bundesbank annuncerà che intende riportare l’oro a Francoforte e, agli addetti ai lavori, ha detto che l’oro sarà conservato in una parte della libreria dell’ antico archivio. La Germania ha 3.396 tonnellate di oro, per un valore di circa  115 miliardi di sterline, la  seconda riserva aurea nel mondo dopo gli Stati Uniti. La maggior parte delle riserve sono state conservate all’estero per motivi si sicurezza durante la guerra fredda.

La banca stima che il 45% del proprio oro sia presso la Federal Reserve di New York e l’11% presso la Banque de France, meno si quanto si era inizialmente pensato.

Un rapporto, di quei mastini che controllano il bilancio tedesco, dello scorso ottobre ha rivelato che la banca ha ridotto della metà i suoi depositi a Londra una decina di anni fa, quando la Banca d’Inghilterra, per comprare euro, stava mettendo sul mercato una parte dell’oro della Gran Bretagna.

Ma forse l’oro è stato ritirato perché Londra voleva  € 500.000 l’anno per costi di custodia.  La Bundesbank ha assicurato inoltre che parte delle 930 tonnellate riportate a casa è stata fusa per fare i controlli, e che  “non mancava nemmeno un grammo”.  Attualmente solo il 13% delle riserve auree sono ancora presso la Banca d’Inghilterra.

La Bundesbank ha dichiarato che ormai non c’è più motivo per tenere l’oro a Parigi, ora che la Germania è riunificata e vive in pace. La banca manterrà parte delle riserve a Londra e a New York solo per motivi commerciali e per fini di liquidità.
“Anche se il nostro oro è al sicuro nella tua casa, priva di pericoli, non sarebbe immediatamente disponibile come garanzia, nel caso  in cui avessimo bisogno di valuta estera”, ha detto il consigliere della Bundesbank Carl-Ludwig Thiele alla fine dell’anno scorso.

“Prendiamo, per esempio, il ruolo chiave che gioca il dollaro americano come valuta di riserva nel sistema finanziario globale. L’oro conservato nella Fed di New York può, in caso di crisi, essere dato in garanzia alla Federal Reserve Bank, sotto il nome di liquidità del dollaro. Ma si potrebbe avere anche una liquidità della sterlina, se si impegnasse l’oro conservato dalla Banca d’Inghilterra.”

L’ultimo cambiamento di strategia tedesca ha preso le mosse dalle critiche espresse dalla Corte dei Conti, che in un rapporto confidenziale, ha sostenuto che sull’oro conservato all’estero non era ” mai stata fatta nessuna verifica fisica” e che quindi non era sotto adeguato controllo. Un coro crescente di deputati del Bundestag ha richiesto un rientro di tutto l’oro della Germania nel caso che si fosse si intensificata la crisi finanziaria.

Jim Sinclair, un veterano dei mercanti d’oro ha detto che la mossa della Bundesbank è un evento fondamentale nel mercato dell’oro ed è l’ultimo avvertimento per gli investitori che dovrebbero assicurarsi che le barre di metallo restino sotto il loro controllo fisico, piuttosto che continuare a fidarsi dei contratti cartacei. – “Questo è un messaggio per tenersi l’oro vicino e per riprenderselo, indipendentemente da chi lo custodisce. Quando la Francia lo fece, anni fa,  si sparse il panico tra la leadership finanziaria americana. La storia guarderà a questo recupero come all’inizio della fine di un  dollaro considerato valuta di riserva privilegiata “-.

Molti analisti dicono che, di fatto, il mondo si sta avviando di nuovo verso un gold standard considerando che la Cina, la Russia e altre potenze stanno aumentando le loro riserve ma non solo in dollari o in euro.

A differenza di Gran Bretagna, Spagna, Svizzera, Olanda e altri, la Germania non ha venduto nessuno dei suoi lingotti d’oro, quando questo era di moda. E nemmeno l’Italia. I due paesi ora possono stare seduti su riserve sostanziali che stanno iniziando ad assumere un significato politico.

Ambrose Evans Pritchard
Fonte: http://www.telegraph.co.uk
Link: http://www.telegraph.co.uk/finance/personalfinance/investing/gold/9804444/Bundesbank-to-pull-gold-from-New-York-and-Paris-in-watershed-moment.html
15.01.2013

Traduzione per www.ComeDonChisciotte.org a cura di ERNESTO CELESTINI




Pubblicato da Davide

  • albsorio

    ” la Germania non ha venduto nessuno dei suoi lingotti d’oro, quando questo era di moda. E nemmeno l’Italia.” —- noi italiani non lo vendiamo lo regaliamo,visto che vogliono metterlo a garanzia del debito pubblico—– per chi volesse i dettagli sull’oro italiano a garanzia vada qui:—-> http://www.economy2050.it/oro-italiano-garanzia-btp-interessi-debito-pubblico/

  • sandman972

    Due rapide constatazioni:

    1 – la Germania deve stare attenta a fare una cosa del genere, le nazioni con troppo oro in casa spesso diventano covi di terroristi.

    2 – secondo me se l’Italia chiedesse indietro l’oro dagli USA il suono del pernacchione statunitense si sentirebbe da Modena. 😀

  • vraie

    ottime considerazioni (purtroppo)

  • vraie

    ho avuto lo stesso pensiero

  • vainart

    Non mi viene in mente nessun governo italiano tanto coraggioso da fare una cosa del genere, figuriamoci se bersani potrebbe mai chiedere il nostro oro indietro?!! saremo ovviamente gli ultimi a farlo, quando ormai tutti sapranno che quell’oro non c’è più da anni…

  • vainart

    I tedeschi sanno bene cosa stanno facendo, come lo sapeva Chavez.
    Noi, ovviamente, rimarremo col cerino in mano…