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L'OBSOLESCENZA… DELL'ESTATE?

DI PANAGIOTIS GRIGORIOU

greekcrisis.fr

Tuffo nel cuore dell’estate greca. Al Pireo come sulle strade, arriva infine il momento delle partenze, certo meno numerose che in passato; c’è comunque una certa allegria, che si potrebbe definire artificiale, ispirata dalla generosa simpatia del sole e del nostro arcipelago sull’Egeo. Al Pireo, quelli che non partiranno si dedicheranno come sempre alla loro pesca preferita, quella che si fa con un semplice legno, amo, esca e… la giusta dose di speranza, vicino alle barche, circondati da ogni parte da cani raminghi, senza padrone, i tipici e socievoli animali che si trovano lungo le banchine.

Départs au Pirée et… pêche, Juillet 2016

In questo momento i greci non hanno più voglia di pensare ad altro che non sia il sole, ma riuscirci è compito difficile. La gente conta e riconta le proprie monetine, quando ancora ce ne sono. I dati più recenti mostrano che anche gli incassi legati al turismo sono in calo del 6% nei primi cinque mesi dell’anno, mentre le varie tasse sui carburanti hanno generato un gettito di 200 milioni di euro inferiore a quello dello scorso anno (nello stesso periodo) e praticamente la metà dei prestiti concessi in Grecia (a imprese, famiglie, privati) semplicemente non verranno mai rimborsati (dati dai giornali economici di questa settimana).

Le feste locali, nei quartieri di Atene così come quelle dei villaggi, dette anche “Panegirìe”, radunano la gente in occasione di una presunta “grande festa” religiosa e sono ancora piuttosto popolari. In quell’occasione, per una sera le terrazze dei bistrot e dei ristoranti si riempiono, mentre cittadini e campagnoli corrono alle bancarelle dei mercanti … del tempio, giusto per scovare un vestito o un costume da bagno appena decente ad un prezzo abbordabile.

Animaux adespotes au Pirée. Juillet 2016

Fête locale à Athènes. Juillet 2016

Les terrasses des restaurants et des bistrots. Athènes, juillet 2016

Les étalages des marchands du… temple. Athènes, juillet 2016

I rivieraschi e i frequentatori abituali delle “Panegirie” (“assemblea di tutto il popolo”, in greco antico) sostengono che questo anno i mercanti del tempio sono praticamente tutti immigrati entrati nell’ultimo periodo, mentre gli anni scorsi metà erano greci. “Dove sono finiti i nostri?” gridava una donna, sottolineando la frase con un ampio gesto descrittivo a mano aperta. Mistero.

Effettivamente, i tempi cambiano e la crisi è estenuante. In questi giorni la stampa greca sottolinea ancora una volta dati divenuti ormai banali: i greci, versano – tra imposte dirette, indirette e contributi – dal 50 al 60% dei guadagni allo Stato. Ciò incoraggia tutti quelli che possono a spostarsi sull’”economia parallela”, talvolta perfino all’economia criminale, il che spinge un crescente numero di lavoratori in proprio a “delocalizzarsi”.

E’ un fatto conclamato: avvocati, architetti, medici, consulenti ed anche ragionieri preferiscono ormai basare le proprie attività a Cipro, in Bulgaria o talvolta anche in uno dei paesi “core” dell’Europa. Per queste categorie, il calcolo fornito dalla stampa, in particolare dopo i recenti aumenti delle aliquote contenuti nel memorandum Tsipras, fornisce dati estremamente chiari.

Su un giro di affari, ad esempio, di 20 mila euro annui, un piccolo imprenditore greco verserà in tasse, imposte e contributi dai 15 ai 16 mila euro, contro i 6 mila che verserebbe a Cipro o in Irlanda. Il che spiega del non-versamento sia delle imposte che dei contributi diventato ormai fenomeno massicciamente diffuso tra gli autonomi, al punto che i vari istituti di (diciamo, con un eufemismo) previdenza sono ormai anch’essi sull’orlo del fallimento.

Vieille maison à vendre. Le Pirée, juillet 2016

Demeure bourgeoise… délabrée. Sud d’Athènes, juillet 2016

Demeure bourgeoise du siècle d’avant. Athènes-centre, juillet 2016

La Grèce nostalgique… à travers la presse actuelle. Eubée 1950.

Le ultime vecchie case sono messe in vendita, nei quartieri del Pireo più umile, dove sono stati girati tanti film del cinema greco, un tempo considerato leggendario. Nello stesso momento la Grecia nostalgica risorge continuamente attraverso la pubblicistica digitale, e solo così può farlo, nel cuore dell’inverno economico e politico del paese.

Oggi, su una popolazione di dieci milioni di abitanti, ci sono più di due milioni di persone oltre i 67 anni di età, almeno mezzo milione dei quali non ricevono alcuna pensione di vecchiaia. A questi si aggiungono un altro milione e mezzo di persone di meno di 67 anni, che la pensione la percepiscono mentre, dall’altro lato, è noto che il 15% più ricco dei pensionati (450.000 persone) ricevono circa il 40% del monte-pensioni nazionale, per un totale di circa 31 milioni di euro all’anno (dati da stampa economica greca 2016).

Si noti infine che più di mezzo milione di greci hanno lasciato il paese dal 2010, intensificando un vero e proprio esodo di cervelli tra i giovani che, essendo più qualificati, sono anche i più dinamici e disposti a muoversi. Con un tasso di disoccupazione semi-ufficiale al 30% e, preso atto del fatto che anche le imprese più importanti lasciano il paese, un affondamento di tipo “sovietico” diventa, nel medio termine, tutt’altro che improbabile (NDT: per la società greca).

Employé d’un restaurant en Grèce lors de la fête locale. Athènes, juillet 2016

Per esempio, la FAGE, industria del ramo lattiero-caseario, dopo avere delocalizzato la propria sede in Lussemburgo, annuncia l’apertura di uno stabilimento nel Granducato, mentre chiude i propri insediamenti di produzione in Grecia. “L’impresa, fondata nel 1926 ad Atene ed attiva nel ramo dei derivati del latte con la produzione, tra le altre cose, del suo famoso yogurt alla greca, ha deciso di allargare la propria presenza in Lussemburgo aprendo una fabbrica tra Bettembourg e Dudelange. Un investimento da 100 mln di euro. Lo stabilimento creerà un centinaio di posti di lavoro, di cui la maggior parte proverrà da una partnership con l’Adem (NDT: L’Agenzia pubblica per l’impiego Lussemburgese). Quest’ultima fornirà alle persone una formazione specifica in modo da garantire la prevista produzione di 40.000 tonnellate di yogurt ogni anno destinata al mercato europeo, più un eventuale margine di crescita in caso di bisogno. Lo stabilimento aprirà al più tardi a fine 2018. L’investimento previsto per la prima fase potrà essere raddoppiato, se necessario, essendo le autorizzazioni dimensionate sulle 80.000 tonnellate di produzione”, Questa la notizia apparsa sulla stampa lussemburghese.

Incidentalmente, tutti sanno che il costo del lavoro in Lussemburgo è molto più alto che nella patria dell’Acropoli, il che significa che questo non è affatto l’unico motivo per cui avvengono le delocalizzazioni, come invece ama ripetere l’opinione comune.

Voilier professionnel… grec, sous pavillon français. Athènes, juillet 2016

Dans les quartiers d’Athènes, juillet 2016

La presse vante le café le mois cher du… pays. Athènes, juillet 2016

Nouvelle boutique. “Tout pour le… sexe”. Athènes, juillet 2016

Ragionando allo stesso modo, certi yacht appartenenti a società (inizialmente?) greche, mostrano ormai con orgoglio la loro nuova bandiera francese, che non è nota per essere una bandiera di comodo.

Ad Atene si ostentano anche volentieri gli elogi che la stampa consacra al tema “dove bere il caffè meno caro di Grecia”. In certi quartieri, ci sono certi nuovi negozi che incitano a loro modo i clienti a fare un “upgrade della propria sessualità”, quindi tutto diventa “delocalizzabile”, in un certo senso.

Alexis Tsipras, politicien du moment… Inauguration d’un parc. Presse grecque, juillet 2016

Les nombreux idiots du jeu Pokémon. Place de la Constitution, juillet 2016 (presse grecque)

Baignade près de l’entrée du port. Le Pirée, juillet 2016

Il Pireo è altresì diventata una zona di pesca, vicino all’entrata del grande porto, i frequentatori del quartiere si bagnano sotto le rovine delle fortificazioni risalenti alla lontana epoca di Pericle. Ultimamente, quelli del governo in carica, in testa Alexis Tsipras, si spostano ad ogni occasione per “inaugurare” qualche cosa, perfino un semaforo o un nuovo parco, a volte i trecento metri in più della pista dell’aeroporto dell’isola di Paros.

Un provvedimento preso di fretta e nottetempo dal Parlamento, fornisce la possibilità allo Stato di gestire in autonomia e “ottimizzare” i costi di spostamento e vitto di tutti gli accompagnatori dei politici in viaggio ufficiale; 54 persone (mogli e compagne comprese) avrebbero dovuto “scortare” Tsipras a Paros, alloggiando in camere di hotel a 5 stelle prenotate per l’occasione. salvo che la stampa ha pensato di dirlo in giro e i funzionari di Syriza hanno fatto marcia indietro, accontentandosi di un viaggio andata e ritorno in giornata.

Alla fine, il senso del ridicolo può uccidere, o comunque costare molto caro. Un paese impantanato, la Grecia, se non per singole, fragili se esterne al nepotismo imperante, iniziative economiche, personali e collettive. Nel frattempo, nel generale senso di rinuncia, (numerosi) idioti si dedicano al nuovo gioco “Pokemon” in Piazza della (presunta) Costituzione, mentre alcuni reportages parlano di un governo che pensa di andare di nuovo a elezioni legislative anticipate prima della fine dell’anno.

Départs de jadis. Presse grecque, juillet 2016

Syriza ha sempre più difficoltà a corteggiare la sua (ultima) clientela politica, quella dei funzionari e dei pensionati e tutto fa pensare che il “governo” faccia e farà di tutto per preservare ovunque possibile la propria “funzione pubblica”, libera di precarizzare fino all’ultimo i salari del settore privato (dell’economia ufficiale), provocando deliberatamente i fallimenti e le delocalizzazioni che, come si sa, ormai si contano a migliaia.

Inutile precisare che, nel bel mezzo della tempesta, il consenso verso le tasse (già storicamente e culturalmente debole in Grecia) è letteralmente andato in pezzi. Il ministero delle finanze ha appena assunto quattro cani da fiuto, al fine di individuare i contanti nascosti nelle valige in partenza per l’estero, all’aeroporto e nei posti di frontiera. Tempi da cani!

Le Pirée… zone de pêche. Juillet 2016

Ancienne économie… en musée. Le Pirée, juillet 2016

Café des bords de mer… peu fréquenté. Juillet 2016

Paese dunque sospeso, nel cuore della sua leggendaria estate. Al Pireo, quelli che non partiranno in vacanza si dedicheranno come sempre alla loro pesca preferita, quella che si fa con un semplice legno, amo, esca e… la giusta dose di speranza, mentre in riva al mare i caffè non sono sufficientemente pieni.

Tempo estivo e tempo di sardine, molto pressate, anche a causa del prezzo praticato. A dispetto delle litanie e delle feste del momento estivo, tutti converranno che i legami sociali non esistono (quasi) più in Grecia. Gli omicidi (talvolta anche in famiglia) si moltiplicano, così come i suicidi, per quanto la stampa abbia l’ordine non parlarne troppo.

“Ne déposez pas ici de la nourriture pour chats…”. Athènes, juillet 2016

Temps… des sardines. Athènes, juillet 2016

Non lasciate cibo per gatti, altrimenti chiamo la Polizia”, questo il succo dell’avvertimento lasciato su un muro di un quartiere agiato a sud di Atene, vicino al mare. Poveri animali randagi e soprattutto poveri noi.

Il filosofo eterodosso Gunther Anders (1902-1992) quale analista e precursore del nostro tempo, l’aveva già sottolineato

“La menzogna non si era ancora impossessata dello strumento più efficace: non mentire più contro la realtà usando false immagini, ma attraverso la realtà stessa” (da “L’Obsolescenza dell’uomo”). L’obsolescenza dell’uomo… come l’obsolescenza dell’estate.

L’Obsolescence… de l’homme. Athènes, juillet 2016

Grigoriou Panagiotis

31.07.2016
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di

Pubblicato da Davide

  • ProjectCivilization

    Ne ha scritte di czte questo Giovanni , quando tsipras punto’ alla gola della Grecia ….ma questa riflessione melanconica mi pare appropriata . Sia Italia che Grecia , da me molto amate fino alla adolescenza , alla prova della Storia non hanno avuto nulla da proporre . Cosa vuol dire ? Che ho amato popolazioni che non avevano nessun orgoglio , nessuna energia morale o Democratica . Ho amato delle cose , realta’ meno sovrapopolate delle attuali , e la mia giovinezza .

  • clausneghe

    Bel pezzo illustrato di Gregorio che ci permette di vedere uno "spaccato" della realtà Greca, oggi sotto gli artigli dei Banksters internazionali, radunati sotto la bandiera globalista UE.

    Grazie per l’ottima lettura offertami ancora una volta da CDC, che lo Spirito lo conservi..
     
  • oriundo2006

    Si e no, se devo dare retta alle mie impressioni recentissime: sono stato a Luglio a Santorini per una settimana. Butto giu’ senza pretese di sistemare razionalmente:

    – è un’isola in cui la metà della popolazione – a detta dei residenti – è di origine albanese, disposta a salari minimi pur di campare: ma appunto salari e non elemosina…
    – i bar e ristoranti sono pieni di camerieri anche oltre le necessità dei clienti: overbooking che dimostra la presenza di liquidità in nero o bianco che dir si voglia ma appunto liquidità e non povertà. poveri del resto sull’isola se ne vedono pochissimi, assai meno che aMilano ad esempio
    – i negozi hanno prezzi cari, a volte extracari anche se i prodotti sono made-in-altrove, ed abbondano gioiellerie con le ultime novità in fatto di grandi marche di orologi ecc.: gli acquirenti possibile che siano solo stranieri che vengono pochi mesi l’anno ?
    – esiste un artigianato locale greco che spesso è di qualità ma anche li’ con prezzi pre-crisi e non si fa nulla per incentivare l’acquisto: lo sconto è sempre max un 5% ma solo se si paga brevi manu…una faccia una razza …
    – i ristoranti sono cari ( è facile spendere 30 euro mangiando un piatto unico e poco piu’ ) tranne pochi estiatori che comunque sono identici quanto a menu’ ad altri piu’ blasonati locali, salvo contentarsi assai su tutto il resto: insomma il rapporto qualità/prezzo in generale non è favorevole per noi italiani, abituati anche troppo bene nella nostra bistrattata patria. Spesso il pesce è congelato o di allevamento e sta alla buona fede del gestore raccomandarvi al meglio…
    – gli hotel sono tutti tra il caro e lo stracaro ( difficile spendere meno di 100 E a notte: piu’ facile tra 150 e 200 se si vogliono un minimo di comfort e godibilità dell’isola che è meravigliosa ): a voi trovare in loco meno a meno che non vogliate andare in luoghi lontani da tutto e da tutti, con veduta sul nulla e lo squallore ( a scelta )
    – a proposito: l’isola non è tenuta nè bene nè male: è facile incontrare costruzioni a metà o appena iniziate o finite e già in decadenza, squallide rappresentazioni di come la ggente lasciata a sè stessa spesso non abbia forza economica e le idee conseguenti ai suoi ( spesso ) faraonici desideri: si incontrano pero’ anche oasi di decoro e di buona gestione. Tutto è lasciato all’improvvisazione ed alla buona volontà individuale. Si sente che manca completamente l’autorità pubblica e la pianificazione di qualsivoglia ordine nell’iniziativa individuale. Questa è la cosa che mi ha rimarcato di piu’, insieme all’assenza di polizia e di controllo un po’ dappertutto ( venendo dall’Italia che è sovracontrollata mi è sembrato di tornare indietro di vent’anni … )
    – un esempio dei prezzi: una corsa in autobus 1.80 minimo per una sola andata ‘secca’, senza bonus orario. I taxi idem: prezzi al massimo per corse brevi a meno che non siate disposti a lunghe trattative in greco stretto…cosa alquanto complicata…ma tutto spesso si risolve in un sorriso ed in un accomodamento easy
    – scarsa organizzazione delle risorse museali, chiuse anche nei giorni feriali ad esempio di lunedi’ quando sarebbero indispensabili aperture a tutto campo. Ingresso a 5 E con bonus con ticket di piu’ musei: sarebbe interessante pero’ abbinarlo anche a guide alloglotte: inesistenti
    – tour dell’isola in mezza giornata con immancabile visita a vinerie ed altre sponsorizzazioni a 45 E ( o 50, non ricordo bene…): caruccio ma li’ ci si abitua subito al valzer degli euri…
    – la sera non sono uscito per la ‘movida’ dunque non so dirvi…preferisco ritirarmi presto 
    In sintesi voglio credere che Atene sia nel disastro come dice l’articolo e non oso pensare la parte continentale verso Salonicco poco turisticizzata ma non è tutta la Grecia: le isole sopravvivono, a modo loro ma sopravvivono: volendo pero’ continuare un metodo a mio avviso non adeguato alla necessità ed alle richieste del turismo moderno. 
    Come mai questo deficit di mentalità ? E’ solo colpa della crisi attuale o questa porta a compimento il trapasso tra il mondo post-’45 e l’evo successivo, dominato da attori diversi e strategie diverse ? E’ forse tutto qui il problema…
    Anche qui butto giu’ qualche mia idea senza pretese di sorta.
    La Grecia si è assisa dalla parte dei vincitori dopo la II G.M. e da allora ha pensato di essere sempre dalla parte del ‘giusto’ senza troppa fatica e senza mettersi mai in discussione, pensando che toccava agli ‘altri’, i perdenti, faticare per tirare il carro, quel famoso carro che ‘ ippoi mè fèrousin’. Adesso non puo’ piu’ farlo e si chiede il perchè dal trono degli Dei sia passata negli inferi cosi’ di botto, senza che dal trono della Pizia siano venute indicazioni e pozioni magiche utili ad esercizzare le cose o piu’ semplicemente perché gli USA li abbiano abbandonati al loro destino mettendoli nelle mani dei tedeschi… insomma, l’attesa di un miracolo unita all’incapacità di capire che le cose oggi sono dominate da attori e strategie che nulla hanno a che vedere con il mondo post ‘45…noi in Italia sappiamo bene cosa significhi tutto cio’. Oggi pero’ sarebbe il caso che inizi adesso a chiedersi il come ed il perchè di tutta la situazione, passo dopo passo senza attendersi niente dalla politica attuale, indice del desiderio di rimanere ancorati ad una situazione non piu’ ripristinabile: occorre entrare finalmente nella realtà, realtà figlia di ananke, la necessità. Questa non tollera piu’ rinvii di sorta, in Grecia come in Italia.
    Comunque andateci a Santorini, ne vale la pena.
  • sotis

    I greci si sono venduti tutto compreso porti e alberghi. E allora ho deciso di 

    e okvitare di rifar vacanze li. Nel mio piccolo è un modo per penalizzare le multinazioni del nord europA che lì hanno fatto manbassa a prezzi di svendita.
  • lanzo

    Certo ce ne vuole di "chuzpa" per paragonare la situazione di Santorini al disagio che c’e’ ad Atene ed al resto della Grecia continentale.

    Santorini e’  un qualcosa tra Ischia e Capri, dove gli alberghi costano e dove sicuramente il disagio non lo trovi. 
  • oriundo2006

    Ma questo l’ho detto chiaramente: Santorini è un’isola come peraltro ce ne sono altre in Grecia e sono loro che muovono il turismo. Anche se la Grecia non è Santorini pero’ non tutta la Grecia è Atene: anche questo è evidente come è evidente che la mentalità è la STESSA, ovunque sono andato in Grecia: ed è appunto un cambio drastico di mentalità che occorre, in Grecia come in Italia. Le sue parole d’ordine devono essere: organizzazione, rispetto delle esigenze dei turisti, prezzi coerenti con quanto si offre, serietà e preparazione nell’apparato amministrativo. Trovo dunque a sproposito il termine che mi attribuisci ‘chuzpa’: mi è estraneo.