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L'OBIETTIVO DI RENZI: LAVORATORI TUTTI UGUALI E TUTTI SFRUTTATI

DI EUGENIO ORSO

pauperclass.myblog.it

Da molto tempo la propaganda sistemica, per giustificare lo smantellamento delle difese dei lavoratori, utilizza subdolamente i temi della precarietà e della disoccupazione, anche se dovrebbe essere evidente, soprattutto a chi vive situazioni di precarietà, di lavoro nero e di assenza di occasioni lavorative, che i contratti a termine del precariato e la disoccupazione di massa è lo stesso sistema ad averli diffusi, fino a esaltare la “spaccatura” nel mercato del lavoro italiano, che oggi possiamo osservare con estrema chiarezza. Si tratta di una tripartizione che genera squilibri e ingiustizie sociali, non producendo alcun effetto positivo per la produzione, i redditi e i consumi, come ci insegna un’esperienza ultradecennale. Il mercato del lavoro è così tripartito:

1) Lavoro “garantito”, cioè quello ancora tutelato dalla normativa vigente e dallo statuto dei lavoratori degli anni settanta, che sta diventando sempre di più l’ultima “ridotta”, particolarmente nel pubblico impiego, dei diritti e delle tutele concesse ai lavoratori. E’ destinato progressivamente a scomparire, perché troppo “oneroso”, sia in termini di costi, sia in termini di “privilegi” concessi ai lavoratori protetti, in ossequio agli interessi degli agenti strategici neocapitalistici, ben tutelati dai loro servitori politici locali. Obiettivo di attacchi continui e reiterati (Sacconi, Brunetta, Renzi), addirittura d’insulti e di criminalizzazione (Ichino, i “nullafacenti” della pubblica amministrazione) il lavoro stabile, garantito e a tempo indeterminato è contrario all’ideologia neoliberista dominante e, per tale motivo, deve essere portato a estinzione. La stabilità del lavoro e le garanzie offerte dal comunismo, dal fascismo, dal keynesismo postbellico, non appartengono in alcun modo alla liberaldemocrazia di mercato, espressa dal grande capitale finanziario.

2) Lavoro precario, flessibile, interinale, introdotto in Italia nella seconda metà degli anni novanta e dilagato progressivamente nei duemila, figlio naturale del cosiddetto toyotismo. Dal “just in time”, applicato una prima volta negli anni settanta, per razionalizzare le scorte, dall’industria automobilistica giapponese (la Toyota, appunto), compiendo un passo successivo di grande rilevanza sociale e antropologica, si è deciso di estendere il “toyotismo” e di pagare i lavoratori esclusivamente per il tempo di lavoro, utilizzando il “servizio lavorativo” quando necessario per esigenze produttive. Da questo punto di vita, chiaramente economico e di organizzazione della produzione, l’imposizione del lavoro precario mira a razionalizzare l’uso del fattore-lavoro comprimendone all’estremo i costi, come nel caso delle materie prime, dei pezzi da assemblare, delle scorte, dei semilavorati. E’ chiaro che il precario non è un cittadino, nel mondo neocapitalistico, ma soltanto l’anonimo prestatore di un servizio lavorativo, che si tende a pagare sempre meno, riducendone l’incidenza sul costo di produzione. Quella dell’imposizione di soli contratti a termine e precari, in un progressivo e rapido evaporare dei diritti, è la strada scelta dagli agenti strategici neocapitalistici per l’Italia, ed è esattamente la consegna che hanno dato ai lacchè subpolitici, come Matteo Renzi.

3) Lavoro nero, senza oneri contributivi e prelievi fiscali, senza alcuna garanzia e diritto. Realizza il massimo della flessibilità/precarietà del lavoratore, alimenta l’evasione e garantisce un significativo risparmio di costi. Con il declino produttivo in accelerazione e la disoccupazione galoppante, anche il lavoro nero entra in crisi, riducendosi il numero degli occupati, non pagando i lavoratori e aumentandone lo sfruttamento.

Se questa è la situazione, Renzi spergiura di voler rinnovare il mercato del lavoro dalle fondamenta, introducendo un nuovo contratto d’ingresso che partirebbe da una condizione di precarietà per arrivare alle chimeriche tutele. Dichiara di voler semplificare e di voler estendere le opportunità di lavoro anche a chi, oggi, ne è escluso. Dichiarazioni chiaramente mendaci, le sue, che nascondono l’unico esito possibile della riforma: rendere il lavoro precario contrattualizzato (di cui al punto 2) assolutamente prevalente.

La cgil, messa con le spalle al muro, non può approvare il “piano lavoro” renziano apertamente, ma deve fingere di attaccarlo, deve contestarlo con enfasi e risonanza mediatica. Perciò si erge a difesa di quel vecchio simulacro che ormai è diventato lo statuto dei lavoratori, che ancora sbarra la strada, con l’articolo 18, ai sogni liberisti, europeisti “alla Benigni”, occidentali, di libertà, cioè, nel concreto, alla realizzazione di una precarietà assoluta e generale.

Renzi e i suoi accoliti vogliono realizzare i “sogni” dei padroni neocapitalisti, unificando il mercato del lavoro italiano sotto il segno, non dei pesci, ma della precarietà fin dall’inizio della vita lavorativa. La cgil dell’orripilante Camusso, legata a doppio filo al pd, deve obbligatoriamente fingere di opporsi e di tutelare gli iscritti, per trattenere tessere e consensi. La cosa, in effetti, puzza di bruciato, di contrapposizione sul piano mediatico-propagandistico che non fermerà “il nuovo che avanza”, rullando i lavoratori. In prima battuta, il contratto d’ingresso senza diritti per i nuovi assunti, poi, in futuro, l’abolizione del tempo indeterminato anche per i “vecchi” lavoratori. Non si può partecipare troppo apertamente al massacro, questo i vertici della cgil lo sanno bene, perciò si oppongono alla riforma, a costo di passare per “conservatori”!

Uno scontro fra “parenti serpenti”, quello fra Renzi e Camusso, disposti a coprirsi a vicenda di contumelie, a fronteggiarsi tirandosi piatti e soprammobili ma uniti da vincoli “di sangue” e di appartenenza. Più che altro, l’ennesima recita infarcita di imbrogli, finzione e malafede, per truffare gli italiani.

E’ bene analizzare di seguito ciò che ha dichiarato in proposito Renzi, in un video presente su You Tube della durata di due minuti e mezzo. Le parole e i buoni propositi espressi dal furbetto neoliberista, in polemica col sindacato, nascondono le sue vere intenzioni nei confronti del “popolo lavoratore”, non dissimili da quelle di Draghi, della Lagarde, di Junker, a lui ideologicamente affini.

La cgil avrebbe deciso l’attacco al governo, secondo Renzi, che accetta la “sfida” della Camusso (sicuro di vincerla, a quanto sembra) e nega di aver in mente Margaret Thatcher quando si parla del lavoro. Infatti, possiamo scommettere che lui non incontrerà una resistenza sanguinosa come quella opposta alla Thatcher dai minatori britannici di Arthur Scargill (dal 1984 al 1985), ma, al più, le blande resistenze di maniera della cgil all’abolizione dell’articolo 18. Per questo Renzi dichiara in video di non preoccuparsi di uno scontro del passato, ideologico, come non si preoccupa della Thatcher, ma di Marta, di 28 anni, che non ha la possibilità di avere il diritto alla maternità. Lei sta aspettando un bambino, ma a differenza delle sue amiche, che sono dipendenti pubblici, non ha nessuna garanzia. Perché? Perché in questi anni si è fatto cittadini di serie A e di serie B. Pensa a Giuseppe di 50 anni che non può avere la cassa integrazione, o a chi, piccolo artigiano, è stato tagliato fuori da tutte le tutele. Magari la banca gli ha chiuso i ponti e improvvisamente si è trovato dalla mattina alla sera a piedi. Come si nota, con molta malizia tira in ballo una precaria che non può andare in maternità, ma solo per stigmatizzare la tutela finora concessa ai dipendenti pubblici – come se fossero loro i colpevoli della situazione di Marta – fra i quali le sue amiche che hanno il diritto alla maternità. Perché non toglierlo anche a loro, questo diritto, per una questione di giustizia, rendendo i cittadini tutti uguali? Perché non ridurre tutti come Giuseppe, senza cassa integrazione, o come il piccolo artigiano (una sorta di “piccola fiammiferaia” dei nostri tempi, che suscita tenerezza), rovinato dalle banche? Il suo vero piano, incentrato sull’estensione massima della precarietà lavorativa, è ridurre tutti a cittadini di serie B, senza discriminazione alcuna, come Marta, Giuseppe e il piccolo artigiano. In ciò, ha incidentalmente ragione la Camusso, che si oppone per ragioni di sopravvivenza del centro di subpotere sindacale alla “radicalità” liberista della riforma renziana.

Renzi e i suoi pensano ai co.co.co. e co.co.pro., pensano a quelli ai quali non ha pensato nessuno in questi anni. Condannati a un precariato a cui il sindacato ha contribuito, preoccupandosi soltanto dei diritti di qualcuno e non dei diritti di tutti. Loro non vogliono il mercato del lavoro di Margaret Thatcher, ma i cittadini tutti uguali sul mercato del lavoro (nel senso prima esplicitato, però), un mercato del lavoro giusto e regole giuste, non che dividono sulla base della provenienza geografica e non regole complicate. Se poi con queste regole nuove aziende, multinazionali e non solo, verranno a investire in Italia e creeranno posti di lavoro, si potrà finalmente dare il lavoro a chi non ce l’ha. Così s’introduce il tema dei capitali stranieri che devono tornare a investire in Italia, ma che lo faranno, come sappiamo, solo se il lavoro sarà debitamente flessibilizzato, offerto a prezzi stracciati e a condizioni di semi-schiavitù. Renzi è felice, come ha dichiarato più volte, se i grandi squali “investono” in Italia, facendo lo shopping di aziende a prezzi di fine stagione, anche se poi chiudono e spostano le produzioni in estremo oriente o nell’Europa dell’est.

Ai sindacati che vogliono contestarlo (Camusso, Landini) Renzi dice: dove eravate in questi anni quando si è prodotta la più grande ingiustizia che ha l’Italia? L’ingiustizia tra chi il lavoro ce l’ha e chi non ce l’ha, tra chi ce l’ha a tempo indeterminato e chi è precario e soprattutto tra chi non può neanche pensare a costruirsi un progetto di vita, perché si è pensato soltanto a difendere le battaglie ideologiche e non i problemi concreti della gente. Sono i diritti di chi non ha diritti che ci interessano e noi li difenderemo in modo concreto e serio. Commovente. I diritti di chi non ha diritti. Una frase di sicuro effetto alla papa Francesco (non d’Assisi, ma de Xavier, gesuita). Così, per difendere gli ultimi, si abolisce la tutela dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori per i nuovi assunti “a tutele crescenti”, in modo tale che l’ingresso nel mondo del lavoro sia sempre e comunque precario. A questo, forse, non ci aveva pensato neppure Marco Biagi (n. 1950, giustiziato nel 2002), il giuslavorista e consigliere ministeriale da laboratorio, che ha contribuito a inoculare il virus della precarietà nella società italiana. Sulla concretezza e sulla serietà dell’impegno, trattandosi di Renzi, è lecito avanzare qualche dubbio.

Su una cosa, però, ha ragione l’imbonitore fiorentino, in polemica strumentale con la cgil: ciò che è accaduto ai lavoratori negli ultimi decenni, tutte le ingiustizie che hanno subito, portano anche la firma dei sindacati, che hanno favorito, in modo più o meno scoperto – scopertamente la cisl, più subdolamente la cgil e ancor più nascostamente la fiom – la “discesa negli inferi” neoliberista del lavoro, siglando contratti-truffa e accordi-capestro, avallando riforme antipopolari, facendo carne di porco persino dei loro iscritti.

Eugenio Orso

Fonte: http://pauperclass.myblog.it

Link: http://pauperclass.myblog.it/2014/09/21/lobiettivo-renzi-lavoratori-uguali-sfruttati-eugenio-orso/

21.09.2014

Pubblicato da Davide

  • clausneghe

    Vorrei portare a conoscenza dei lettori la mia ultima personale esperienza su questo tema.

    Sono disoccupato da lungo tempo non per mia scelta, ovviamente. Un paio di settimane fa, tramite annuncio sul giornalino trova lavoro locale, vengo chiamato dal titolare di una azienda agricola operante nel campo della vinificazione. Dieci-undici ore di lavoro duro nel vigneto, a cinque virgola cinque € all’ora, intruppato con una numerosa marmaglia di extra-comunitari, in particolare Moldavi e Rumeni. Ritmi di lavoro pazzeschi, una sola pausa di mezz’ora giornaliera nel campo per bere acqua e mangiare un panino, con il padrone contadino sempre a pungolare e minacciare di lasciarti a casa se non vai svelto, io che ho 58 anni. Ogni giorno ne cacciava alcuni sui due piedi, subito rimpiazzati da altri schiavi che evidentemente il "padrone" non aveva difficoltà a rimpiazzare, stante l’enorme serbatoio di mano d’opera di cui dispongono i padroni e padroncini, fino a ieri oscuri mezzi morti di fame e ora grazie a questo nuovo potere assunti al ruolo di "Kapò". Orbene, Domenica mattina ho un pesante alterco con un energumeno Moldavo che ambisce a fare il capetto e che mi accusa di essere troppo lento…Dopo essere arrivato sulla linea rossa, quella che poteva portarmi a piantargli le forbici nella pancia, mi calmo e me ne vado sui due piedi, contento tutto sommato di non essere stato colpito dal Moldavo pazzo e pericoloso, immaginate se mi avesse buttato fuori i denti malfermi quale danno anche economico avrei subito. Naturalmente il padrone e me lo ha detto sul muso, teneva al Moldavo anche perchè sennò avrebbe perso gli altri schiavetti, solidali con il loro capetto. Morale della favola, io Italiano locale sono stato cacciato da un Moldavo con la complicità di un padrone leghista ignorante e approffittatore. Siamo arrivati a questo punto. E non mi si parli di guerra tra poveri, qui c’è dell’altro. e molto sbagliato.
  • Tetris1917

    Sicuro!!

  • Tetris1917

    un pò di legge del profitto la dovresti conoscere a 58 anni. Scusami se te lo dico….comunque gli stranieri sono organizzati in questi lavori, tu sei solo e disorganizzato, per questo il leghista e il modavo ti schiacciano

  • Hamelin

    Questo è il Futuro che tocca agli Italiani .

    O si adattano ai lavori , alle paghe ed allo sfruttamento degli extracomunitari oppure possono tranquillamente morire di fame .

    Renzi fa solo cio’ che gli ordinano i suoi padroni , ovvero livella verso il basso .

  • Hamelin

    Renzi esegue ne piu’ ne meno quello che viene detto dai suoi padroni .

    E’ evidente che la classe dominante stia mettendo in atto il piano Kalergi .

    Depongono pro piano Kalergi almeno tre fattori rilevanti :

    1) Immigrazione di massa incontrollata

    2) Distruzione del lavoro e del diritto dei lavoratori ( Cinesizzazione )

    3) Distruzione della Cultura attrraverso l’abbattimento della scuola e della ricerca

    Tutto cio’ porterà inevitabilmente alla cessazione dell’esistenza del popolo italiano in primis per come lo conosciamo ( in quanto è quello con natalità inferiore in Europa e un maggior tasso di anziani ) e poi a seguire le altre realtà Europee ( Francia subito dopo in lista) .

    Purtroppo le persone non sono in grado di comprendere i piani evidenti e la sorte che è stata riservata loro .

    Quindi mi sembra anche corretto che si estinguano in una massa informe ed ignorante che dovrà lottare per un pezzo di pane come bestie  .

  • clausneghe

    Tetris, io sarò anche solo e disorganizzato come tu dici, erroneamente,  e lo prova il fatto che cmq porto alla conoscenza di tutti quello che mi è capitato, tramite questo mezzo che è Internet.

    Ma schiacciarmi no, nessuno c’è mai riuscito e mai ci riuscirà, perchè io possiedo una coscienza di classe e un orgoglio personale, quello che magari manca alla moderna "carne da cannone" straniera sfruttata da padroncini avidi e senza onore nè morale. Io mi sono difeso con successo, ho evitato di farmi colpire dall’energumeno (mi faceva sentire il suo alito fetido sul muso) e soprattutto sono riuscito a non AMMAZZARLO, come la rabbia mi diceva di fare. Avrei finito i miei giorni in galera o al manicomio. Inoltre ho ancora frecce nel mio arco, e le userò. Sopravviverò anche a questo, perchè tutto quello che non ti uccide ti fortifica. Ciao.
  • clausneghe

    Hamelin, questo triste futuro riservato a noi Italiani si può cambiare, basta prenderne coscienza e lottare in tutte le maniere per far fallire i piani del padronato colluso con il sindacato e il governo del pingue fantoccio massone. Non mi avranno mai.

  • passante

    Povero Renzi, non è che l’ultimo dei governanti-lacchè dell’italietta. In realtà non sta aggiungendo niente di nuovo a ciò che è iniziato da molti anni, o più precisamente da tangentopoli.

    Il piano di rinnovamento della P2 prevedeva alcuni passaggi che si sono puntualmente verificati e oggi non manca che l’ultimo atto, la riforma del lavoro di Renzi, per concludere la silenziosa controrivoluzione  neofeudale.
    Si parte dal berlusconismo, cioè dal ribaltamento dei tradizionali valori della società e del popolo italiano, in nome di una valorizzazione dell’apparire. Il virtuale, in questo modo, diventa il reale e viceversa, il tutto aiutato dal proliferare dei social network. Questa visione delle cose, insieme alle riforme della scuola, iniziate con Berlinguer e concluse con la Gelmini, ha cresciuto una nuova generazione di persone totalmente inconsapevoli dei propri diritti, del proprio ruolo sociale, dell’importanza di avere delle proprie opinioni e della loro forza. Una generazione totalmente manipolata e telecomandoguidata, ma senza i problemi economici che ne deriverebbero, grazie al’aiuto dei genitori, che appartenendo alla generazione precedente, hanno ancora la possibilità di una relativa sicurezza economica.
    Dopo le varie riforme delle pensioni, che avevano come chiaro obbiettivo, non il risparmio, ma di tener il più possibile lontano i giovani dal mondo del lavoro, in modo che crescessero inoccupati e viziati dalla pappa pronta fornita dalla famiglia, oggi si accellera sul processo e si danno gli strumenti, attraverso le riforme di Renzi, di distruggere la sicurezza economica delle famiglie attraverso i licenziamenti della popolazione anziana e meglio pagata, in modo di avere a disposizione una massa di lavoratori, cioè i nostri ragazzi, a basso costo e senza alcuna idea della loro forza e dei loro diritti.
    Ecco che l società italiana si è adeguata al progetto neofeudale. 
    Come non pensare che dietro a tutto ciò non ci siano delle forti convinzioni religiose, fondameno di qualunque società di tipo feudale?
  • Giancarlo54

    Per conto mio è da un po’ che conosco come andrà a finire ed andrà a finire come puntualmente fatto notare da Claus. Io ho una solo speranza, e cioè che i maiali che sono al governo NON cambino l’attuale legge sulle pensioni (ci credo poco ma ci spero), ancora 4 anni e poi saluto questo paese di merda e me ne vado in Costarica. Siamo fottuti, totalmente fottuti, non c’è più nessuna speranza .

  • clack

    Tutta la solidarietà da parte mia, per quel poco che può significare.

    Ecco il vero significato della parola accoglienza, nell’accezione dei partiti sedicenti di sinistra, strumento utilizzato per portarci proprio a queste condizioni, con le loro politiche ultracapitalistiche eseguite sventolando la bandiera rossa.
    Il bello è che se gli dici in faccia cosa sono si offendono perché si sentono insultati, quando andrebbero impiccati a testa in giù e lasciati in loco quale monito per chiunque pensasse di ripetere le loro gesta ignobili di rinnegati.
  • clausneghe

    Grazie Clack, di cuore. Condivido quello che dici.

  • clack

    Grazie a te per aver portato la tua testimonianza, fondamentale per comprendere fino in fondo gli esiti concreti delle politiche portate avanti da quei farabutti.

    Come dicevo tempo addietro, non c’è neppure un termine per descriverli politicamente. Anche nazisti, infatti, è troppo riduttivo, dato che persino la politica hitleriana e i suoi seguaci avevano una sensibilità sociale, per quanto residuale e deviata. E soprattutto riconoscevano e rendevano riconoscibile la propria natura.
    Come spiega Orwell, l’assenza del termine implica l’impossibilità di descrivere le azioni di costoro e quindi di riconoscerne compiutamente la valenza e gli esiti, nonché di formulare al riguardo un pensiero in maniera corretta.
    Quei farabutti si nascondono dietro tale assenza e giocano sull’ambiguità del loro partito, ancora riconosciuto da troppi come democratico, quando invece è esattamente all’antitesi della democrazia, anche della sua forma più rozza e primitiva.
    Ecco perché è necessario trovare al più presto un termine per costoro, che permetta di identificarne all’istante la bassezza, il cinismo e il servilismo. Anche da parte di chi non può contare sull’aiuto degli strumenti culturali che aiutano le persone come noi a comprendere la realtà delle condizioni di vita cui siamo stati precipitati, da coloro che tuttora spergiurano di essere dalla nostra parte.
  • Rosberg

    Praticamente sei in attesa della pensione e poi vaffanculo tutto e tutti. Arrangiatevi, io me ne vado in Costarica.

    Se va avanti così non ci sarà nessuno a pagare la tua pensione. A giugno 2014 l’ISTAT da un tasso di disoccupazione del 55,7%.  Pensi te la pagheranno i disoccupati? I cassaintegrati? I co.co.co.? I part-time? I giovani?O magari gli extracomunitari!!!
    Mi sembra un pensiero alquanto menefreghista ed egoista.
    Ti consiglio di trovare una casetta con un piccolo appezzamento di terra in Costarica e piantarci qualche banano così quando da quel paese di merda non ti manderanno più la pensione perchè l’INPS non ha più soldi potrai gustarti le tue banane biologiche in tutte le salse e posizioni.
  • Hamelin

    La considerazione di Rosberg non fa una piega .
    Se aspetti la pensione dall’ Italia stai fresco …

    O almeno ci puoi sperare e magari la prendi per un tot , ma sul medio periodo rischi quasi certamente di restare a secco …

  • passante

    Ma come sei catastrofista! Guarda che le pensioni le pagano pure in Grecia, decurtate del 30%, ma le pagano. Dove non ci sono sconti invece, in particolare Costarica e tutta l’America Centrale, è sugli uragani, che con i cambiamenti climatici in atto sembrano essere previsti sempre più catastrofici.

    Insomma, quando uno ce lo ha in culo fa bene a dibattersi, ma spesso il risultato non cambia.
  • rebel69

    Clausneghe,oltre al fatto di augurarti di non patire la fame e fare una vita dignitosa,volevo cogliere l’occasione per raccontare un fatto, che anche se può sembrare una discussione da Bar,rende l’idea.Ho un amica rumena che ha sua mamma in Germania per lavoro.E’ una lavoratrice agricola e anche se non so quante ore e quanti giorni lavora al mese, sua figlia mi ha detto che non arriva a 1000€ al mese.La grande Germania faro d’europa a cui tutti gli Italioti ambiscono come modello.

  • clausneghe

    Grazie Rebel per gli auguri. La fame spero di non patirla mai anche perchè ho l’orto e sono quasi vegetariano, non sono un mangione. Per quanto riguarda la dignità credo che essa non dipenda dal danaro, ma da un comportamento morale impeccabile. Per la Germania ti dico che non è il mio modello. Infine per i mille Euro, io me li sogno..Ciao.

  • Ercole

    Noto tanti commenti e realtà che da sempre denuncio allora non sono l’unico operaio che cerca di organizzare la lotta contro lo schiavismo crescente in tutte le realtà sociali ,la crisi morde ma non fugge anzi è destinata a peggiorare io a differenza vostra sono presente in quelle realtà di lotte soprattutto nella logistica e affronto anche le intimidazioni della digos e le manganellate della polizia dove emerge una coscienza di appartenenza di classe in questi settori la maggioranza della manodopera è di origine extracomunitaria e personalmente noto che non si piegano allo sfruttamento selvaggio delle cooperative ma lottano e capiscono che i nemici sono i padroni collusi con i sindacati compiacenti e la polizia cè molto da imparare è nelle lotte che maturano le future avanguardie che prima o poi chiederanno conto a questo sistema barbaro è schiavista: si chiama capitalismo .

  • Giancarlo54

    Vedi non è questione di essere egoisti, è questione di prendere atto della situazione. Dopo le elezioni del maggio 2014 ho dovuto prendere atto in maniera definitiva che questo paese è fottuto ed è fottuto perchè i suoi abitanti, nella stragrande maggioranza, non hanno nemmeno idea di quello che gli sta capitando e che seguono il pifferaio di turno senza interrogarsi su dove stanno andando a finire. Ho preso atto che a causa di questo io non posso più lottare contro questo stato di cose, non perchè io sia egoista ma perchè ho oggettivamente io sono troppo debole e loro troppo forti. Per cambiare tendenza occorrerebbe che buona parte della popolazione fosse dalla mia parte e questo, oggettivamente, non è. Le cose sono sotto gli occhi di tutti, possiamo stare qui fino all’eternità a sperare con la tastiera che le cose cambino, ma le cose non possono ahimè. più cambiare. Come dicevo, il maggio di quest’anno è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ho capito che la situazione è irremediabile, e cosa pretenderesti? Che stessi qua a farmi massacrare? In nome di che? E per che cosa? La pensione? Se me la pagheranno per qualche anno in Costarica, bene, se me la pagheranno per qualche decina di anni benissimo, finchè la pagheranno ai pensionati italioti la pagheranno anche a me. Almeno non mi porteranno via i pochi risparmi che avrò strasferito in Costarica. Questo è poco ma sicuro.

  • Giancarlo54

    Ercole ti rispondo con una percentuale: 41%! Ed ho detto tutto. Buona fortuna e buone illusioni.

  • cavalea

    Le pensioni le pagheranno sempre, naturalmente con tagli adeguati, suggeriti dall’Europa, dalla BCE, dalla Germania, dalle agenzie di rating, etc. in un crescendo 

    virtuoso che ci porterà alla soluzione di ogni problema.
    Se le "riforme" vanno verso una situazione  di schiavitù conclamata per i lavoratori, dove gli stipendi medi si aggireranno sui 2-300 euri, si può immaginare cosa pagheranno le pensioni in essere e quelle future.