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LO SCHIAVISMO DELL'IMMAGINARIO E LA COLONIZZAZIONE DELLE COSCIENZE

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Le considerazioni di Eugenio Orso nel suo ultimo post sulla crisi della controinformazione sono molto interessanti e offrono molti spunti di riflessione … ci si chiede infatti cosa possa essere successo di così efficace da decerebrare le coscienze degli italiani, che pure hanno reagito in tanti momenti della storia (siamo in prossimità del 25 aprile, retroscena capitalistici americani esclusi). Che cosa impedisce oggi agli italiani di organizzarsi in movimenti extrasistemici ? Che cosa impedisce agli strumenti della controinformazione di resistere al buco nero che la sta fatalmente attraendo ? Ma soprattutto perché non riusciamo a tener vivo un pensiero critico determinante per il cambiamento ?

Credo che l’analisi debba essere necessariamente complessa e toccare molti punti nevralgici del sistema geopolitico attuale, sia sul piano sociale, politico, finanziario, economico, culturale …

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Pubblicato da Davide

  • giannis

    Se la gente ha da vivere perche’ mai si dovrebbe ribellare , poi comunque e’ anche vero che nella nostra societa’ piu’ passano gli anni e piu’ e’ brutto vivere , sempre piu’ nel nostro modo di vivere ci sono cose che non funzionano piu’ , secondo me ormai fa tutto schifo a tal punto che spesso spero nel disastro o in una guerra

  • SanPap

    E’ il tempo della Misericordia.
    Attributo di Dio, che esercita sospendendo il Giudizio.
    Anche noi abbiamo sospeso il Giudizio, ma noi no siamo Dio.

  • Capra

    Se hai avuto la fortuna di parlare con qualcuno che la grande guerra l’ha vissuta dovresti capire che è meglio non bramarla… Noi non possiamo renderci conto di cosa significhi, e inoltre le guerre anche se vinte portano vantaggi sempre e solo agli stessi individui

  • gix

    Dunque Rosanna, le ragioni del perché gli Italiani sono oggi
    meno reattivi di una volta sono molte, non è un discorso semplice e nemmeno
    breve, e nessuno si mette a ragionarci sopra seriamente. Proviamo a fare un
    elenco.

    1. Intanto
      non proprio tutti gli italiani sono così, il referendum è stato istruttivo in
      questo senso. Diciamo che c’è un 30% che ormai non le beve più le cazzate del
      sistema, a prescindere dall’orientamento politico, e comincia a reagire. Il 70%
      è formato da giovani senza speranza, anziani poco informati (anche se magari
      non istupiditi), gente che ha tutto l’interesse a mantenere lo status quo, ma
      questi ultimi ormai (specie con la crisi) sono in diminuzione.

    2. L’Italia,
      come nazione, popolo, sentimento comune è giovanissima rispetto ad altri, e
      soprattutto ha una storia millenaria di popolazioni locali indipendenti l’una
      dall’altra in tutto, economia, cultura, società, costumi ecc., anche se in
      contatto da sempre.

    3. Le
      generazioni passate avevano stimoli feroci ed impellenti per essere più che
      reattive, diciamo come gli immigrati di oggi. L’Italia era fatta fino a pochi
      decenni fa soprattutto di contadini, gente in gran parte analfabeta, che se non
      ricavava dai campi il proprio sostentamento rischiava di morire di fame. Queste
      generazioni poi sono passate dai campi agricoli a quelli di battaglia, avendo
      una dimestichezza con la morte che noi oggi non sappiamo cosa sia. Quindi,
      benchè inconsapevoli e ignoranti, gli italiani di una volta erano mille volte
      più abituati al combattimento, rispetto a quelli di oggi, in tutti i sensi.

    4. Gli
      Italiani di pochi decenni fa, benchè numericamente inferiori, erano soprattutto
      giovani, quindi naturalmente più turbolenti rispetto ad oggi, dove le persone
      anziane sono ormai quasi maggioranza e rimangono in generale poco istruite.
      Peraltro anche gli anziani di qualche decennio fa erano più reattivi rispetto
      ad oggi, perché abituati appunto combattere per vivere e rendersi utili per le
      famiglie, nell’ambito di una solidarietà familiare che oggi viene ferocemente
      combattuta dal sistema.

    5. La
      società attuale ha per l’appunto con determinazione puntato a disintegrare
      tutti quei rapporti e legami di solidarietà fra persone che, specie in Italia,
      fanno parte della cultura millenaria del nostro popolo. Oggi l’uomo deve
      sopravvivere come essere individuale, con una sopravvalutazione del proprio io
      egoistico, senza quasi più nessuna capacità di instaurare rapporti paritari e
      costruttivi con gli altri. Tra l’altro questo serve e torna utilissimo per
      rendere le persone soprattutto dei consumatori di risorse, non solo materiali,
      e poco più, prive di legami e punti di riferimento stabili. Questo lo si vede
      in tutti gli ambiti della società, a cominciare dal rapporto con le
      istituzioni, per finire con i nuovi modi di acquistare la merce che serve,
      presso grandi centri commerciali quasi senza alcun contatto umano, per non
      parlare del rapporto con chi gestisce i nostri soldi, banche e fornitori di
      servizi, ormai quasi irraggiungibili con il contatto diretto.

    6. E’
      innegabile che 30 e più anni di televisione secondo le direttive P2 hanno
      massacrato le coscienze degli italiani, con stili di vita a noi estranei oltre
      che insulsi e livelli di profondità delle trasmissioni ridicoli. Con fiction e
      programmi come quelli di oggi si addormentano le coscienze di chi non è in
      grado di imparare nuove forme di comunicazione.

    7. Si
      potrebbe dire che i giovani sono ormai immuni dai danni che può fare la
      televisione, visto che in gran parte non la guardano e si buttano su internet.
      Ma i giovani non hanno purtroppo nessuna possibilità di fare dei progetti o
      quasi nessuna speranza di avere certezze minime per poter progettare la loro
      vita. Per questo anche loro sono anestetizzati, gli manca quello che si
      potrebbe definire un nemico chiaro da combattere per migliorare la propria
      condizione, e inoltre sono in tutti i modi condizionati a sopravvivere nel loro
      individualismo.

    Queste sono solo alcune delle motivazioni
    dell’annichilimento della nostra società, ma sicuramente ve ne sono molte altre
    nascoste o meno evidenti.  

  • GioCo

    Rileggendo il mio post di ieri sera a questo articolo (nel Blog) mi sono
    messo le mani nei capelli perché è semi-illeggibile. Mi scuso, ero
    reduce da una giornata piuttosto intensa ed faticavo ad esprimermi
    meglio. Ma lo lascio com’è, giusto come "storico".

    La risposta è
    semplice ma anche complicata. Semplice perché i concetti sono
    comprensibili, complicata perché i contenuti (esperienziali) non sono
    accessibili a tutti. Facciamo alcuni esempi per chiarire: un bambino
    impara a camminare con un lavoro intensissimo su se stesso fatto di
    esercizi e che durano anni. Poi impara a correre e può continuare fino a
    camminare con scioltezza su un filo sospeso nel vuoto. Tutti corrono ma
    non tutti poi lo fanno su fili sospesi nel vuoto. Quindi, l’esercizio non è neutrale,
    sfortunatamente non è neppure evitabile. "Fare" (nel senso di agire,
    sia mentalmente che fisicamente, dove però queste due cose non sono mai
    azioni dissociabili, nemmeno quando sognamo) è già un esercizio "di
    qualcosa". Ma noi non abbiamo una scuola di pensiero che ci permette di
    capire che "fare" non è mai neutrale. Noi agiamo per costruire circuiti
    neurali di senso compiuto, strumenti concettuali con cui leggiamo il
    mondo, siamo esseri iper-sociali, cioè adatti a "pensare" e "agire", in
    equilibrismi che surclassano di gran lunga le necessità psicofisiche del
    semplice "stare nel mondo", di un vivente comune. Anche una pianta o un
    baccalà sta nel mondo e agisce, ma è evidente che la qualità cognitiva
    che a loro necessità è differente, per certi aspetti più semplice, per
    altri più complessa. Io non faccio fotosintesi con la clorofilla e non
    ho bisogno di saper nuotare abbastanza bene da evitare predatori
    acquatici, quindi queste "esperienze" con probabilità prossima alla
    certezza, non le farò mai. Non possiamo dire che "la pianta non pensa"
    (anche se non ha strutture nervose animali) o che il pesce "pensa meno
    di noi", dal momento che qualunque confronto esperienziale avviene tra
    contesti troppo distanti dal nostro, rischiamo solo di confondere mele
    con pere. Ma è almeno è possibile dire che la nostra specifica qualità di esperienza ci consente la simbolizzazione.
    Per esempio nell’uso della scrittura, della matematica o della musica.
    Se
    guardo uno spartito non "suona da solo", devo imparare a gestire uno
    strumento musicale con cui suonarlo e per farlo devo anche imparare a
    "leggere" lo spartito.
    Tuttavia se fra 10.000 anni nessuno si
    ricordasse più cos’è uno sparitito e non ci fossero fonti per recuperare
    la memoria di cos’è uno sparitito, quando ne dovesse emergere uno da
    qualche sito archeologico non riusciremmo dallo sparitito a decodificare
    a che diamine serviva. Questo perché i segni usati sono convenzionali e
    trasmessi attraverso la società e i suoi bagagli di saperi.

    Dentro
    la società poi, non tutti hanno accesso a tutte le significazioni anche
    se tutti i segni sono sempre accessibili. Un po’ come l’erba dei prati,
    che osservata da un poeta in cerca di ispirazione o da un operaio del
    comune che arriva per potarla, "prende" di sicuro significati
    differenti. Ma l’erba è la stessa, non è che qualcuno "la cambia" li per
    li.
    Siccome siamo esseri iper-sociali, costruiti per "funzionare"
    decodificando i segni, non ci ricordiamo degli sforzi che ci hanno reso
    possibili le varie decodifiche (emmenomale se no ci suicideremmo in
    massa) ma che sia per noi umani necessario un intenso esercizio prima di riuscire e che questo esercizio cambia in modo pesante la maestria della decodica, questo (credo) sia adesso più facile da capire. Noi siamo sempre alla caccia di nuove significazioni,
    cioè nuove combinazioni di segni e significati (un po come i bambini
    che costruiscono un linguaggio "privato" con la mamma nei primi anni
    della loro età) ma il valore e la potenzialità esprimibile al massimo di
    quella significazione inizia dal momento che tale significato è
    condiviso socialmente. Se Einstein non avesse iniziato a parlare di
    relatività, oggi saremmo più propensi a immaginare la realtà per
    assoluti (come un contadino del 1800) e non per rapporti tra fenomeni
    (per esempio tra lavoro e guadagno di prestigio personale).

    Per
    rendere le stesse significazioni accessibili a differenti livelli (e
    soggetti) nello stesso ambiente non è necessario "nascondere" i
    significati, basta impedire gli esercizi che ci rendono abili. Se
    avessimo rappresentato Tarzan con più adeguatezza concreta, lo sapremmo
    incapace di correre perché le scimmie non potevano insegnarglielo e dopo
    una certa età diventa più difficile, perché le cellule pluripotenti che
    costruiscono circuiti neurali nuovi, si sopiscono (rallentano la loro
    attività) per consentire che le strutture esistenti mantengano coerenza
    nelle risposte neuro-fisiologiche. L’idea è semplice: il corpo deve
    crescere e adattarsi a un ambiente, ma non ha bisogno di essere sempre
    duttile come la plastilina, sennò i contenitori si significato non li
    fabbrico e sarebbe un disastro: il bambino impara a camminare non solo costruendo circuiti neurali nuovi, ma anche deprimendo quelli che non gli servono per camminare con la qualità giusta
    nel suo contesto di apprendimento. Se stesse sugli alberi è evidente
    che non imparerebbe come se stesse nel deserto a camminare sulla sabbia o
    in una palude a "correre" su tronchi galleggianti.

    Se guardo la TV, se sto al cellulare per ore, se uso il computer, qualsiasi cosa ripeto mi fa compiere un esercizio e questo costruisce sempre significati
    che condizionano i pensieri e le azioni. Ma noi non sappiamo sempre
    quali pensieri e quali azioni. Come il bambino non sa quali significati
    gli schiuderà il suo "imparare a camminare" o perché compie proprio
    quegli esercizi (ad esempio salire e scendere le scale del suo
    appartamento). La spinta a imparare è uguale per tutti ma certe spinte
    saranno inibite da azioni esterne alla nostra volontà (i genitori ad
    esempio che timorosi, costruiscono barriere per impedire che il bambino
    si eserciti con la scala) mentre per forza di cose altre saranno
    incentivate in quanto accessibili (ad esempio andare in monopattino).

    Certi
    apprendimenti sono mutuamente anti-sociali. Altri sono solo potenti
    inibizioni alla comunicazione (cioè ci rendono meno capaci di esprimerci
    e di comprendere le intenzioni del nostro prossimo). Il pensiero
    bipolare è un potente inibitore quantitativo della
    significazione. Un po’ come la strada che è fatta di un lato per ciglio e
    che guida come i binari verso una sola direzione possibile per volta.
    Ciò che sta fuori al massimo è il panorama, contemplabile ma non
    accessibile. Se da una parte posso capire che a strada è una prigione,
    dall’altra se sto in auto è davvero difficile prevedere che possa stare
    fuori dalla strada anche se il mezzo me lo consente, perchè (nella
    stragrande maggioranza delle situazioni) tale eventualità rimane
    scomoda. Quindi in generale non sono impedito, sono disincentivato. Se
    facessi il militare e stessi nel genio trasportatori, impararei
    facilmente che persino i mezzi più improbabili possono e devono andare
    fuori dalla strada per esigenze tattiche.

    Più la profondità di
    significazioni segue un certo apprendimento nell’esercizio, più scendo
    nella profondità qualitativa del mia capacità interpretativa umana. Già
    un prestigiatore inizia ad avere una qualità molto più fine della
    significazione di cos’è inganno rispetto a un comune mortale.

    Ora
    guardiamoci attorno e facciamo due conti: quali sono gli esercizi più
    comuni in cui le persone sono quotidianamente immerse? Quali sono i
    significati più probabili che possono ricavarne?
    Poi la domanda delle domande: si possono introdurre significazioni più profittevoli per tutti?
    Beh
    a voi l’ardua sentenza. Io rimango per ora molto scettico, per non dire
    con un efemismo convinto che no, non c’è speranza. Non nell’immediato
    per lo meno. Ma nemmeno nel medio termine, perchè la direzione
    intrapresa attualmente va comunque verso la deprimenza delle
    significazioni collettive se non proprio la mutua autodistruzione.

  • GioCo

    Come nel Blog aggiungo: volendo approfondire (solo per stomaci forti) suggerisco la visione di questo documentario della TSI, tenendo a mente che: ci rassicura che non siamo noi oggi più asociali dei nostri padri e che si tratta di un buon esempio in scala di cosa sta accadendo al pianeta, in tutte le dimensioni richieste (sociale, economico, politico, religioso, bla bla bla). Si potrebbe studiare, ma non so se può aiutare a ricavare qualche ragno dal buco.

  • Rosanna

    La storia di Cosonno è assurda, un paese che è stato distrutto da una speculazione edilizia fallimentare e disastrosa … l’unica soddisfazione potrebbe consistere nel fatto che anche il Grande Ufficiale Mario Bagno, Conte di Valle dell’Olmo, ci deve aver perso un sacco di soldi …

    http://www.consonno.it/home.htm [www.consonno.it]

    LA STORIA DI
    CONSONNO, DA BORGO A CITTA’ DEI BALOCCHI

    La storia
    dell’antico borgo di Consonno, in comune di Olginate (Provincia di
    Lecco), è di quelle che
    sono retaggio dei ruggenti anni Sessanta, quando il "Grande
    Ufficiale Mario Bagno – Conte di Valle dell’Olmo", imprenditore del
    settore immobiliare, decise di acquistare in un
    colpo solo l’intero tenimento di Consonno, tipico borgo brianzolo sul
    Monte di Brianza.

  • radisol

    Credo che Gix abbia ampiamente colto le ragioni fondamentali di questa "non reazione" ed anche il dato, comunque, che questa "non reazione" non è poi così generalizzata e corale ….

    Ma, parlando invece specificatamente della crisi oggettiva di una serie di strumenti "controinformativi" a pubblicazione libera, credo ci sia da dire dell’altro … 
    Francamente, ad esempio, vedere il "complotto" … il "complotto" di chi e contro chi ? … addirittura in quello che è successo a Genova, la perdita di petrolio … e addirittura porsi dubbi, come è pure capitato sul forum,  su una foto – quella del cedimento del debole e patetico argine tra torrente "petrolizzato" e mare aperto –  ampiamente confermata, insieme al fatto che documenta, da tutti come veridicità … governo e potere in genere compresi … Toti ha cercato di "tranquillizzare" dicendo che l’onda oleosa va casomai verso la Francia, mica smentendo le foto ed il fatto … come se poi inquinare eventualmente le coste francesi andasse bene …. è segno complessivo di un qualcosa di ormai delirante … 

    Con tutto il rispetto per chi se l’è inventato e l’ha portato avanti per oltre 10 anni … credo che CdC sia purtroppo veramente ormai alla frutta … come buona parte del web una volta "controinformativo" a pubblicazione libera … ricettacolo ormai soprattutto di "delirio" collettivo imperante … 

    Oltre che di "renzismo di complemento" al grido di "sono tutti uguali" … o a quello, appunto, di "è tutto un complotto" …


    E questo è un problema molto serio … forse anche veramente mortale per strumenti come questo …
  • Rosanna

    Bellissima disamina storico sociale, che mette a fuoco le dinamiche profonde che hanno disabilitato le coscienze e le sensibilità valoriali degli Italiani …
    Potrebbero aggiungersi le motivazioni internazionali e l’impatto  della nuova religione del consumismo, del mercato e della cultura yankee …
    grazie !!

  • radisol

    E soprattutto certi atteggiamenti a tutto servono meno che a favorire la "reazione" di cui si lamenta la mancanza … anzi, servono a tutto il contrario … a mantenere sempre e comunque lo "status quo" …

  • gix

    Cara Rosanna, si potrebbe in effetti continuare ancora con molte altre cause, anche ovviamente quelle che hai detto tu, ma sarebbe sufficiente rendersi conto di queste che sono forse le più evidenti, per capire cosa occorrerebbe fare. Non si tratta di avere la presunzione di capire tutto, ma non è poi così difficile alla fine interpretare le azioni dei poteri forti. Aggiungo una cosa forse poco evidenziata, e cioè che le prime vittime delle politiche  antisolidarietà del sistema sono le donne. Le donne, specie in un paese come l’Italia, dovevano essere attaccate in tutti i modi nelle loro certezze e prerogative per così dire naturali, in quanto portatrici di vita e di speranza. Aggiungi inoltre che l’Italia per i poteri forti è un paese per molti versi pericoloso, in quanto portatore di storia e cultura millenarie, in una parola è la testimonianza che un sistema di vita diverso da quello che ci vogliono imporre non solo è possibile, ma ci abbiamo tirato avanti per millenni appunto. 

  • Rosanna

    Capisco la tua delusione radisol, è molto condivisibile … però credo che il problema non sia solo di CdC, ma del web in genere … anche sui social network si verificano le stesse dinamiche …  nei non-luoghi del virtuale succedono cose strane, ma anche molto umane … anzi troppo umane … crediamo di parlare agli altri, ma in realtà stiamo parlando solo con noi stessi, in una collettiva regressione infantile, magari facendo la voci di tutti i personaggi in campo , sperando di esere compresi … e se qualcuno ci contraddice montiamo su tutte le furie …

    Ci sono numerosi sociologi che hanno scritto parecchio sul web … luogo virtuale dell’immaginario , schiavo dell’immaginario stesso,  sul web la forma diventa sostanza, il web inibisce il controllo relazionale, illude chi digita i messaggi di poter riuscire a comunicare con gli altri , mistifica una possibile comprensione di senso,   ma raramente avviene la comunicazione profonda. Sul web si comunica raramente, si scambiano delle informazioni, ma ciascuno di noi è irrigidito  su frame mentali, difficili da scalfire, muri di marmo, procedimenti psicologici, culturali e ideologici infrangibili … per cui se quello che ci viene detto corrisponde alla nostra “verità” , allora ci crediamo … diversamente è falso , e basta anche un semplice appellativo tipo “troll” ad offenderci … da qui tante incomprensioni .. e poca capacità di ascolto … ogni tanto infatti dovremmo fare una domanda al nostro interlocutore , quella cruciale: “C’è qualcuno ?”

  • fobia1984

    Che cosa impedisce oggi agli italiani di organizzarsi in movimenti extrasistemici ? Che cosa impedisce agli strumenti della controinformazione di resistere al buco nero che la sta fatalmente attraendo ? Ma soprattutto perché non riusciamo a tener vivo un pensiero critico determinante per il cambiamento ?

    1)la mancanza di un’unità di coesione, nel senso che se i movimenti extrasistemici non sono coalizzati fra loro, non cooperano neanche trasversalmente, ma cercano di prevalere l’uno sull’altro, mentre in altri casi o  non sono a conoscenza l’uno dell’altro o esprimono vicendevolmente una certa diffidenza alimentando sospetti di una possibile collusioni col sistema predominante. Oltretutto un movimento davvero extrasistemico verrebbe immediatamente intercettato, analizzato, infiltrato fino a essere frammentato e smembrato, e infine direttamente assimilato dal sistema in auge divenendo cosi direttamente funzionale all’eggregora dominante. Inoltre un movimento extrasistemico non verrebbe neanche compreso o preso in particolare considerazione dalle moltitudini di genti, perché richiede molte rinunce, privazioni e sforzi che in pochi sono davvero disposti a mettere in pratica.

    2) i movimenti di controinformazione dovrebbero a mio modesto avviso, per quanto la mia opinione sia completamente ininfluente e allo stesso tempo alquanto irrilevante, cercare di porre meno enfasi sul lato oscuro del sistema essendo spesso impregnati di negativismo e non tanto offrire delle soluzioni preconfezionate le quali non richiedono un particolare sforzo coscienziale ma indurre alla riflessione con un certo distacco emotivo, senza far si che l’utente ne venga coinvolto in maniera eccessiva da un punto emotivo. Il cervello se va in sovraccarico mette in archivio quelle notizie che hanno un forte impatto emozionale, col risultato di ottenere cosi l’effetto opposto rispetto a quello ricercato all’inizio.

    3) il pensiero critico può essere mantenuto solo se sussistono determinati requisiti, ma è richiede sforzo mentale, elasticità mentale, predisposizione ad aprirsi ad aree di consenso differenti da quelle abituali, e rendersi conto che viviamo in linea di massima in una sorta di ipnosi di massa nel senso gurdjeffiano del termine.

  • GioCo

    A me non colpisce l’assurdita ma all’esatto contrario mi colpisce la normalità con cui quel disastro è calato su una comunità coesa.
    Mi colplisce che il modello sia stato accettato dagli autoctoni e che loro sono stati co-protagonisti della loro stessa dissoluzione in nome di valori condivisibili.
    Mi colpisce che Mario Bagno abbia agito secondo le più lige norme di diritto, non ha "bombardato" Olginate, aveva le migliori intenzioni e ha reso quell’area di fatto per un periodo una attrazione unica nel panorama di successo tecnofrenico econocentrico. Se il miracolo economico continuava, avremmo Gardaland o Disneyland o quello che vuoi tu, non un disastro. Il disastro è il lato pregevole di un orrore che si consuma prima e sta in una specifica qualità della vita che non è riconducibile a una responsabilità individuale, ma è sempre collettiva e di impostazione successiva: non c’è stata pro-gettualità perchè è mancata la post-gettualità, qualcosa che ci dicesse perché era sbagliato perseguire quel fine e quell’obbiettivo per uscire dalla fatica e dalla sofferenza in cui versavano gli abitanti di Olginate. C’era un promessa, di svincolo dalla catene del disagio della povertà, senza un chiaro desiderabile condiviso verso cui tendere (a parte il divertimento).

    Guarda gli abitanti ancora viventi di Olginate: auto, vestiti, vita agiata, incontri abitudinari con "le radici". Non certo una vita di paragonabile a quella dei loro nonni, tanto nei piaceri come nei sacrifici. Hanno dovuto barattare questo "miglioramento" con la loro identità sociale, con la loro "anima sociale". Addossarlo al ricco di turno è un errore troppo grande. Ma era un sacrificio desiderabile? Tornassero indietro ci ripenserebbero, tuttavia loro nel qui ed ora non vogliono tornare indietro, nessuno lo vuole Rosanna, se non tieni conto di questo non c’è nessun altro discorso attuabile in pratica. Dobbiamo guardare alla concretezza orrenda nella sua globalità o non esisterà futuro per nessuno.

  • iskra

    Cara Rosanna io da materialista parto sempre dal presupposto che la società e divisa in classi sociali e non generalizzo mai sulle questioni sociologiche e sociali (coscienza,popolo, Italiani ,Europei ,stampa,ecc ecc..) ma analizzo il momento storico che stiamo attraversando ,in ogni epoca storica il pensiero dominante e quello della classe dominante altrimenti perderebbe il potere certamente la crisi gioca un ruolo determinante nel  (manipolare le cosiddette "coscienze")ma intravedo anche il rovescio della medaglia la disaffezione al voto, la  fine del riformismo , si sgretola l’impalcatura della democrazia (borghese ) finalmente crollano miti e certezze del migliore dei mondi possibile  (capitalismo ) frequento circoli e organizzazioni operaie dove sono presenti le vere avanguardie che stanno costruendo e organizzando (limitatamente alle nostre forze )l’alternativa per la società dei bisogni e non del profitto e un percorso lungo e che richiede molti sacrifici che porterà inevitabilmente alla lotta di classe che rimane una costante della società io sono fiducioso e dedico tutte le mie energie a questo compito storico ineluttabile.

  • Rosanna

    Commento lungo, elaborato e profondo … che rimarca una profonda disillusione … anch’io sono molto scettica al riguardo, sulla nostra possibilità di agire in concreto, di mutare il reale, di muovere la storia … non credo che i popoli abbiano molto margine o molto spazio nelle dinamiche storico politiche che governano oggi il globo … però credo che sia fondamentale cercare di cogliere le vicende attuali … e non stancarsi mai di smascherare le fandonie che ci vengono raccontate …

    Almeno per una privata e sacrosanta soddisfazione, almeno per non rinunciare al nostro primo compito di informare coloro che si lasciano assolutamente dominare dal sistema capitalistico e non si accorgono dell’esistenza del vero potere che ci minaccia , ormai decisamente globale e planetario …

  • Veron

    ci si potrebbe anche chiedere perchè in Italia, paese tra i più sfruttati e vituperati d’Europa, non ci sia mai stata una vera rivoluzione.

    Perchè noi italiani, storicamente, abbiamo sempre preferito fare un PATTO COL POTERE, ecclesiastico o politico che fosse: noi vi facciamo tranquillamente esercitare il vostro potere e voi chiudete un occhio sulle nostre "pecche" (scarso rispetto delle regole, evasione fiscale, corruzione, raccomandazioni, disinteresse verso la cosa pubblica ecc.), così andremo d’accordo.
    Naturalmente questo è solo una parte del problema, ma ha il suo peso sulla nostra cultura votata al "laissez faire" politico.
     
  • Rosanna

    Hai detto benissimo infatti … viviamo in una sorta di “ipnosi di massa” , perché la cultura stessa è stata addomesticata, ridotta ad uso e consumo dei “liberatori della patria” (visto che è il 25 aprile), il modo di vivere si è gradualmente omologato a quello yankee, il modo di vestire, di mangiare e di atteggiarsi, deve riprodurre solo e unicamente quel modello, come schiavi che credono di vivere liberi , in un mondo in cui la dittatura perfetta avrà sembianze di democrazia, una prigionia senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno mai di fuggire …

    https://www.facebook.com/AriannaEditrice/photos/a.421474736203.212368.164160051203/10154166273871204/?type=3&theater

  • Rosanna

    Ti auguro la miglior fotuna possibile, ma la vedo dura … purtroppo gli ostacoli sono tanti e, come dici tu, non è per nulla facile scalfire il pensiero dominante … e poi la disaffezione al voto non ha mai impedito che i regimi potessero durare e conservare il loro potere, negli Usa vota il 40% degli aventi diritto, eppure la loro pseudodemocrazia è viva e vegeta …. Sembra sgretolarsi l’impalcatura della democrazia (borghese ) e finalmente crollano miti e certezze del migliore dei mondi possibile  (capitalismo ) ? … ciò non vuol dire che il capitalismo debba per forza collassare … assumerà altre forme, come un camaleonte che muta colore e si mimetizza tra le foglie di un albero , per non farsi riconoscere dagli avversari rapaci …

  • Teopratico

    Hai propri ragione, é così, forse anche nella realtà non riusciamo a comunicare ma almeno possiamo guardarci negli occhi, sorriderci, prenderci a schiaffi o stringerci la mano.

  • Teopratico
    • La tua domanda Rosanna é sacrosanta in questo periodo storico, perché più sappiamo meno riusciamo a reagire? Tramite il web le i,formazioni di ogni genere possono circolare come non mai nella storia, eppure ci sentiamo impotenti nell’agire. Tra tutte le motivazioni, molte elencate qui, la principale secondo me è l’atomizzazione della società e l’individualismo. Nessuno é disposto a dare qualcosa per gli altri, nessuno é disposto a stare nel mirino dala digos, della magistratura e rinunciare alla propria vita borghese, ad un appartamento, un lavoro lucroso, il mutuo, la donna che dopo due anni e un figlio diventa il tuo peggior nemico, la bmw stationvagon dove passare gran parte della vita tua e di tuo figlio. Per tutto questo rinunciamo alla socialità, alla condivisione anche solo dei problemi, all’amore infine.
  • Rosanna

    Beh … nel rispondere mi viene in mente una famosa frase del Principe di Salina ne "IL Gattopardo", di Tomasi di Lampedusa … la quale fa riferimento ai siciliani … però è un perfetto riflesso di quella che è l’identità italiana …

    "Il sonno, caro Chevalley, il sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare, sia pure per portar loro i più bei regali; e, sia detto fra noi, ho i miei forti dubbi che il nuovo regno abbia molti regali per noi nel bagagliaio. Tutte le manifestazioni siciliane sono manifestazioni oniriche, anche le più violente: la nostra sensualità è desiderio di oblio, le schioppettate e le coltellate nostre, desiderio di morte; desiderio di immobilità voluttuosa, cioè ancora di morte, la nostra pigrizia, i nostri sorbetti di scorsonera o di cannella; il nostro aspetto meditativo è quello del nulla che voglia scrutare gli enigmi del nirvana. Da ciò proviene il prepotere da noi di certe persone, di coloro che sono semi-desti; da ciò il famoso ritardo di un secolo delle manifestazioni artistiche ed intellettuali siciliane: le novità ci attraggono soltanto quando le sentiamo defunte, incapaci di dar luogo a correnti vitali; da ciò l’incredibile fenomeno della formazione attuale, contemporanea a noi, di miti che sarebbero venerabili se fossero antichi sul serio, ma che non sono altro che sinistri tentativi di rituffarsi in un passato che ci attrae appunto perché è morto."

  • GioCo

    Non sono disilluso Rosanna,
    se lo fossi non starei qui a menarmela con i miei soliloqui, o se lo facessi sarei davvero io un caso clinico … anche se non sono certo di non esserlo … voglio dire che rispetto a chi conduce questa campagnia pubblicitaria di assolutismi dove infilare la testa delle masse, che equivale a convincere schiavi a infilare e tenere la testa dento il gabinetto per il solo gusto di vederli morire volontariamente nelle loro feci, mi sento almeno una spanna sopra. Magari sbaglio, ma così credo adesso e mi va bene.

    La mia è una sorta di "noia" mista ad altro, non quella pubblica ne quella di Moravia, dato che non ho la  fortuna che ha avuto lui di navigare nell’agio. Si tratta di una sensazione simile a stare con gli occhi incollati a un panorama che rimane uguale ovunque tu volga lo sguardo, una specie di impossibilità di staccare i sensi che martellano una sola incessante parodia dell’assurdo, sempre quella.
    Io lo chiamo "aspetto dell’orrore", altri lo chiamano Abisso, ma puoi chiamarlo come vuoi, una schifezza rimane e non si può aggiungere molto altro per commentarlo. Quello che tu intendi (credo) è che non si può stare troppo a lungo in contemplazione dell’Abisso senza diventarne parte, come già "qualcuno" in passato ci ha fatto notare. Ma purtroppo se non c’è altro da guardare, dove volterai lo sguardo? Per ciò non chiamerei quella cosa (quel richiamo del deserto) "disillusione", non almeno se so che non abito ancora un villaggio della disperazione.
    Noi sappiamo esattamente cosa "dovrebbe" essere, ma non sappiamo cos’è ciò che osserviamo. E’ un po’ come essere marabout come direbbero gli antichi animisti Malinkè, cioè a un tempo asceta in meditazione e guardia di frontiera (dal nome del volatile).
    Non è bello o desiderabile, non ti permette di essere in pace, non ti aiuta nelle lunghe notti di veglia del tuo spirito, tutto ciò che può accadere è che ti abitui e inizi senza accorgerti ad amare il deserto interiore.
    Come nel romanzo di Buzzati quando Drogo rinuncia al suo trasfermimento.

    Mi duole dirlo, ma se fosse come dicono i cristiani o le altre religioni, allora sarebbe tutto più semplice, In effetti "è" semplice, tanto che all’inizio della tua Vita ti pare che sia una stupidaggine, un giochetto da ragazzi che supererai senza problemi e siccome poi evolvi rendendoti conto che "forse non è proprio così semplice", allora mano a mano che procedi la sfida si fa Grande (ma tu rimani piccolo dentro) e inizi a credere che il nemico sia troppo Grande per te. Ciò che giudicavi i primi giorni della tua vita poco più che uno scherzo, da adulto diventa un ossessione e così ti scopri a contemplare "l’aspetto dell’orrore" e con esso, già molto prima che tu possa anche solo rendertene conto, l’orrore è dentro di te che fa ciò che gli pare come gli pare a prescindere dalla tua Volontà più profonda.
    A quel punto che tu lo Ami o lo Odi è identico perchè "ti appicci a lui" e l’amore si mescola all’odio, per ciò sei comunque un perduto e inizia la tua frenesia della tarantola. Quello che ho indicato in questo posto "polluzione emotiva", cioè una specie di compulsione alla ricerca del piacere nelle sue infinite forme, sia esso di pensiero, fede religiosa, idee o in atti corporei più o meno accettabili.

    Io credo che per evitare di impazzire, ci sia una sola strada. Non desiderare ciò che osservi, che in effetti se ci pensi era un po’ quello che pensavi di fare ingenuamente i primi giorni del tuo tempo qui ma che poi per mille motivi hai creduto non essere così semplice mettere in pratica.
    Era semplice, ma poi è diventato anche troppo complicato.

  • Rosanna

    Hai ragione … le politiche neoliberiste degli ultimi trent’anni hanno fissato le coordinate per lo sgretolarsi del tessuto sociale, la dissoluzione dello stato, e l’esaltazione della libertà dell’individuo è andata a scapito della dimensione collettiva, ma è una libertà fasulla, che poggia sul disinteresse al bene comune e sul conformismo, è in realtà suddita verso i modelli e i consumi imposti dal mercato, e produce l’aumento dell’impotenza collettiva e la paralisi della politica, diventata sempre più insignificante.

    Stiamo vivendo una lunga stagione di solitudine ,  e non sentiamo  la necessità di ridare valore alla collettività. Ma come facciamo a ritrovare l’agorà, se siamo circondati da luoghi privi di identità, se le piazze sono state sostituite dai centri commerciali ? Dove sono finite le agorà ?

  • Quantum

    Io alla TV e i  modelli consumistici darei un ruolo importante.
    Ci ho lavorato come grafico in TV locali, e alle riunioni su che tipo di programmi proporre gli esperti di marketing parlavano sempre di tenere basso il livello, per mantenere basso il livello di coscienza dei telespettatori.

    La maggior parte degli analfabeti funzionali di oggi anche se adulti hanno un livello di coscienza adolescenziale o anche meno. Perché gli adolescenti viziati sono quelli che sono più facilmente manovrabili verso le mode e l’impulso al consumo.
    Anche la scuola ha ruolo importante nel lavoro di rincoglionimento. Avevo 7 anni quando mi trasferii da un paese del sud ad una grande città sempre del sud, e in terza elementare mi ritrovai a fare ciò che l’anno prima nel paese dove vivevo feci in seconda. Ma perché a 100km di distanza i programmi scolastici erano così indietro, addirittura di un anno. Non ho mai indagato la cosa.
  • Fischio

    Il riflesso più importante della Rivoluzione Sovietica del ’17, è stata la presa di coscienza dei lavoratori di tutto il mondo. La consapevolezza del proprio esistere. Poi l’avvento dello stalinismo e delle socialdemocrazie in generale corrodevano via via sempre più quel grande risveglio. Oggi il lavoratore è ridotto a merce, quel capovolgimento previsto da Marx durante il dominio capitalistico-borghese. E la velocità dovuta alle tecnologie, soprattutto nel campo della comunicazione, hanno prima attratto e poi ipnotizzato i cervelli delle masse. Di certo la televione piazzata in tutte le case ha sconvolto più di ogni altro strumento la facoltà di ragionare. Asservimento psicologico e di conseguenza oggettivo. Qualcuno però riesce ancora a valutare, vedere le cose come stanno. Ecco, quella minoranza ha il dovere di mettercela tutta per sconvolgere il Sistema Dominante. Serve un’avanguardia capace di entrare nelle coscienze addormentate dei lavoratori e dei subordinati, da qui si parte per ricostruire un fronte di lotta all’altezza dello scontro. Si chiama Rivoluzione!  

  • oriundo2006

    Si, nell’anima le donne sono perdenti…nella logica dei corpi si sono adeguate assai presto all’andazzo: eccome se si sono adeguate. Persino in campagne e villaggi minuscoli. Comunque hai perfettamente ragione: siamo perdenti a nostra insaputa ‘esteriore’. Fingiamo. Dentro sappiamo benissimo che possiamo fare molto poco e spesso non facciamo neppure quello che saremmo altrimenti a parole disposti a farlo. Perchè questa ‘dissonanza cognitiva-attiva’ ? Le cause sono tante. Mi sono recentemente concentrato su quelle ‘tecnologiche’ perchè sono quelle più pervasive a su cui a parlarne si suscita solo il dileggio e lo scherno: dunque, psicoanaliticamente sono oggetto di rimozione e dunque sono più interessanti per chi vuole capire…qui ad esempio ( http://creativi.notav.info/index.php/blog/seminari/item/16953-colonizzazione-dellimmaginario-e-controllo-sociale ) un articolo su cause tecnico/lavoristiche guardate non ‘esotericamente’: che invece è il campo che preferisco (http://www.thecommonsenseshow.com/2016/04/09/senior-darpa-scientist-warns-of-widespread-lethal-attacks-upon-the-public-coming-from-microwave-towers/ ) specie se convalidato da testimonianze come questa (http://nonsiamosoli.info/edward-snowden-gli-extraterrestri-sono-dietro-il-governo-degli-stati-uniti/ ). Gli articoli sono oramai tanti. In sintesi, per quello che stiamo parlando, apparati di trasmissione ultrapotenti inviano onde a bassa frequenza capaci di interferire su ‘stati d’animo’ e addirittura ‘pensieri’ subliminali di larghe parti della popolazione, invitando alla violenza ( rivoluzioni colorate ) oppure alla sottomissione ( Grecia ) quando meglio si ritiene opportuno. 

    Del resto siamo sette miliardi e mezzo: una ribellione di massa è probabilmente impossibile data la ‘viscosità’ che si accompagna sempre ai grandi numeri nelle dinamiche sociali. Oggi sono solo i piccoli numeri ( J. ) estremamente organizzati e determinati che indirizzano il parco-buoi alle mete gradite. E le stelle stanno a guardare…
  • Teopratico

    Non so, le agorà non le ho mai vissute, mi accontenterei di un vicino di pianerottolo che ti chiede una cipolla, o del sale, e magari ti chiede come stai e ti da una pacca sulle spalle quando gli racconti i tuoi trascorsi, e poi ti invita a prendere un caffè o ad andare al mercato assieme, a piedi o in bici, per parlare e sentirsi simili, vicini, al di là del conto in banca.

  • ProjectCivilization

    Mi brucia , ancora , non essere riuscito a convincere , negli anni in cui andava formandosi ,  il M5S , che l’occasione che avevano , non era quella di andare a insultare e fare mendacita’ , pardon…"politica" …nei palazzi dove si incontra , ma non si crea , il potere…E dove si spartiscono le tasse…insultandosi…

    bensi fare una Democrazia , un gruppo di persone con un Programma , e senza "tasse" , che si assume la Responsabilita’ di applicarlo , per se . Il contrario , cioe’ , del referendum senza quorum…che oggi promuovono…

    L’irresponsabilita’ degli Italiani , che vivo sulla mia pelle ogni giorno…non riuscendo a organizzare molto piu’ di quello che posso fare , o trainare , di persona , nonostante spese elevatissime e una vita faticosissima , e’ semplicemente il risultato di una materia prima mediocre , non incanalata da un Etica e da una pressante educazione . La stragrande maggioranza della gente , e’ congenitamente sottomessa , non ha memorie di Responsabilita’ prese . Di controcanto….il regime educa , con le religioni ( e non e’ un handicap da poco ) con la TV ,  con l’accentramento dello strumento monetario , con la sensazione che le decisioni debbano prenderle solo loro . Se la religione introduce follia , lo fa anche la sfida impossibile per avere il benessere dai soldi , l’impotenza nei confronti del non governo , delle multe/bollette/tasse ….lo specchiarsi nei politici che puntano tutto sulla divisione…dove occorrerebbe collaborazione .

    In questi giorni mi trovo in Nuova Zelanda , per l’organizazione . La Nuova Zelanda e’ il contrario di tutti i difetti Italiani . La gente vive bene e si rende conto di vivere bene grazie ad un senso sociale . Sono piu’ intelligenti di noi ? No . E sono meno colti di noi . Ma intelleggono correttamente le Responsabilita’ Sociali . Ce’ tutto un sistema di Cultura ed educazione , che li incanala verso il buon senso . Noi , come il Brasile , viviamo il multipartitismo…il litigio continuo di contrada…che oramai e’ una Cultura dell’ostilita’ fine a se stessa , che oscura il caos amministrativo e della Giustizia .

    Pero’ , nessuno , nemmeno CDC fa una buona informazione . CDC tenta di dare sostegno morale e cerebrale a chi crede ai propri occhi…Ma buona informazione , vorrebbe dire dare un quadro della situazione , delle opportunita’ per vivere bene e per impegnarsi socialmente . Rivalutare la centralita’ del Cittadino piuttosto che del politico . Uscendo di casa , chi si informa con la CNN……o con Il Fatto…..non sa nulla della propria comunita’ .

  • ProjectCivilization

    Emblematico il raffronto tra l’operazione per  tutelare l’isoletta , con spiaggia ,  di Budelli , in Costa Smeralda , e quella per tutelare una bella spiaggia adiacente al Tasman National Park , in Nuova Zelanda . L’operazione sarda ondeggia tra alti e bassi burocratici , da anni . Non se ne viene a capo . Quella neozelandese , si e’ conclusa , in pochi mesi , tramite la partecipazione monetaria della gente e quella burocratica del governo . Con 30 euro a testa , abbiamo aggiunto un pezzo al Parco Nazionale .

  • FBF

    L’analisi non è affatto complessa anche se la si vuole rendere tale per ovvie ragioni. I più invece senza analizzare a fondo il Sistema, si sono accontentati. Un eufemismo. 

    Che cosa impedisce oggi agli italiani di organizzarsi in movimenti extrasistemici? Rispondere significa alimentare i sofisti ma rispondendo senza rispondere il problema è il sistema stesso, il buco nero che tutto inghiotte da molto tempo. Per cui visto che gli italiani hanno capito che nulla potrà mai più cambiare al Sistema non resta che cambiare gli italiani. A dire il vero gli italiani cambieranno volentieri. Ciò che sta accadendo e ciò che il buco nero aveva pre-visto. Per cui il sistema si rinnoverà come per le precedenti generazioni. Amen. 
  • ilsanto

    Non sò da dove vengano certe idee, io ho due figlie stupende, entrambi lanciate nel mondo del lavoro, ho una famiglia degna di questo nome, ho una attività interessante, guardo TV, internet, giornali, leggo ma non ci facciamo influenzare per nulla. Vedo che molti giovani sono attivi in attività sociali, vedo giovani ripudiare i miti consumistici, li vedo attenti all’ecologia, ai valori etici, persino tornare ai campi. Ma forse noi non siamo complottisti, ne catastrofisti, pensiamo che il futuro ce lo costruiamo noi, che c’è spazio per tutti, che ognuno può dare il meglio. Certo nessuno di noi disdegna il lavoro, lo studio, l’impegno, non apriamo vertenze sindacali, se c’è un momento difficile o delle scadenze pesanti ci limitiamo nelle spese e negli stipendi, non evadiamo, facciamo il nostro dovere e quando serve ci aiutiamo. Non credo di essere un UFO sono un Italiano normale, di quelli che paga pure il canone RAI. Penso che in Italia ci sia solo un problema c’è troppa gente che pontifica o che pensa alla distruzione o che non avendo ne arte ne parte non trova di meglio che parlare, sputare sentenze, denigrare. 

  • ilsanto

    ecco appunto la società divisa nella lotta di classe, ma dai sono vecchi arnesi che non avranno nessun futuro, la nostra  una società complessa fatta da individui. leggi bene individui nelle cui mani c’è il futuro non nelle classi che non esistono più. Il mondo del futuro non è quello della politica, delle classi, dei sindacati, delle leggi, della giustizia, degli stati tutta roba morta sorpassata obsoleta. Il futuro è dell’uomo di quello etico, ecologista, giusto, amorevole, fraterno, altruista. un vecchio detto recita fatta la legge trovato l’inganno, prova ad immaginare invece un mondo dove non servono stati, leggi, prigioni, giudici perchè l’uomo è cresciuto è maturo ha in se più di quello che qualsiasi legge, politico, sindacato potrà mai esprimere ed imporre, no l’uomo nuovo non ha nessuna voglia di lotta di classe anzi gli fa schifo perchè l’amore, la comprensione, l’empatia sono decisamente meglio della lotta. Continua pure a pensare che devi conquistare il tuo spazio a fil di spada, che differenza c’è tra questo e l’ISIS ? nessuno pensaci stai combattendo per la divisione per la guerra quando tutto ti grida che solo la collaborazione può migliorare il mondo. Con affetto ti invito a riflettere.

  • fabKL

    personalmente credo che LA LOTTA E’ IMPARI e questo e’ il motivo per cui la controinformazione e’ destinata a perdere. I mezzi d’informazione hanno messo in piedi una "filiera" di livello mondiale dove ogni GIORNALISTA che scrive un articolo per una certa campagna RICEVE UN COMPENSO EXTRA, una MANCIA come quella che si da al cameriere per essere serviti meglio. I direttori dei giornali ed i giornalisti sono paghettati dalle diverse associazioni o multinazionali per portare avanti campagne pro o contro determianti prodotti o persone. NESSUNO CONOSCE I GUADAGNI DEI GIORNALISTI. E questa la differenza con la controinformazione che non avendo alcun tipo di compenso non potra’ mai sconfiggere chi guadagna MILIONI DI EURO grazie alla prostituzione intellettuale.
    L’unico modo che potrebbe COMBATTERE questo status quo potrebbe essere quello di far conoscere alla gente l’ammontare dei GUADAGNI dei giornalisti attraverso la PUBBLICAZIONE dei patrimoni (non quella dei redditi, dato che "le mance" sono rolex, viaggi….) e la RADIAZIONE DEI GIORNALISTI I CUI PATRIMONI INCREMENTANO INSPIEGABILMENTE. In tal senso ho appena creato una petizione sottoscrivibile qui
    http://bit.ly/TRASPARENZAinformazione
    http://bit.ly/giornalistiPAGHETTATI