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LO SCANDALO DEGLI OGM: GLI EFFETTI A LUNGO TERMINE SULL’UOMO DEL CIBO GENETICAMENTE MODIFICATO

DI F. WILLIAM ENGDAHL
globalresearch.ca

Uno dei grandi misteri di cui è intrisa la diffusione di piante OGM in tutto il mondo fin da quando, agli inizi degli anni ’90, negli Stati Uniti e in Argentina vennero autorizzati i primi raccolti per il commercio, è stata l’assenza di studi scientifici indipendenti sui possibili effetti a lungo termine di una dieta a base di piante OGM sugli esseri umani o addirittura sui topi. Ora è venuta a galla la vera ragione. Le aziende agro-alimentari OGM come Monsanto, BASF, Pioneer, Syngenta ed altri ne vietano la ricerca indipendente.

Un editoriale dell’agosto 2009 dell’autorevole rivista mensile scientifica americana, Scientific American, rivela la scioccante e inquietante realtà dietro la proliferazione fin dal 1994 di prodotti OGM in tutta la catena alimentare del pianeta.Non esistono degli studi scientifici indipendenti pubblicati su qualsiasi accreditata rivista scientifica mondiale per un motivo semplice: non è possibile verificare in modo indipendente che le colture OGM, come la soia Roundup della Monsanto o il mais OGM MON8110, si comportino come dichiara la società, o che, come per di più quella società sostiene, non abbiano effetti collaterali dannosi perché le aziende OGM proibiscono tali test!

Proprio così. Come condizione preliminare per acquistare le sementi, per la coltura o l’utilizzo in studi di ricerca, sia la Monsanto che gli altri colossi del gene pretendono come prima cosa che si sottoscriva con la compagnia un Accordo dell’Utente Finale. Negli ultimi dieci anni, il periodo in cui in agricoltura è avvenuta la maggiore proliferazione di sementi OGM, Monsanto, Pioneer (DuPont) e Syngenta pretendono che chiunque acquisti i loro semi OGM sottoscriva un accordo che vieta esplicitamente che le sementi vengano utilizzate per qualsiasi tipo di ricerca indipendente. Agli scienziati è fatto divieto di testare le sementi per indagare in quali condizioni esse si sviluppino o anche deperiscano. Non possono confrontare alcuna caratteristica delle sementi OGM con eventuali altre sementi OGM o non OGM di altre società. Molto più allarmante, non sono autorizzati a verificare se le colture geneticamente modificate comportino effetti collaterali indesiderati sia nell’ambiente che negli animali o nell’uomo.

Le uniche ricerche che è consentito pubblicare nelle riviste scientifiche di prestigio peer-reviewed sono studi preventivamente approvati dalla Monsanto e dalle industrie degli altri settori OGM.

L’intero procedimento col quale negli Stati Uniti sono state approvate le sementi OGM, a cominciare nel 1992 dalla dichiarazione, su richiesta della Monsanto, dell’allora presidente George HW Bush che per le sementi OGM non sarebbe stato effettuato alcun particolare test di sicurezza da parte del governo perché vennero ritenute dal presidente essere “sostanzialmente equivalenti” a quelle non-OGM, è crivellato dalla corruzione degli interessi di parte. Ad esempio, ex avvocati della Monsanto vennero nominati responsabili presso l’EPA (1) e la FDA (2) della regolamentazione per quanto riguarda le sementi OGM e fino ad oggi non è stato effettuato alcun test di sicurezza del governo sulle quelle sementi. Tutti i test sulla sicurezza o sulle performance delle OGM sono forniti al Governo degli Stati Uniti dalle aziende stesse come la Monsanto. Non c’è da stupirsi che gli OGM sembrino sicuri e che la società Monsanto e le altre possano falsamente dichiarare che l’OGM è la “soluzione alla fame nel mondo”.

Negli Stati Uniti un gruppo dei 24 tra i più importanti esperti universitari sui parassiti del mais hanno scritto all’Agenzia della Protezione Ambientale (EPA), chiedendo che obblighi quelle società a modificare le loro pratiche censorie. È come se la Chevrolet o la Tata Motor e la Fiat avessero cercato di censurare i crash test comparativi delle loro automobili sui Consumer Report o sulla stampa, perché non gli piacevano i risultati dei test.

Solo che qui si tratta della catena alimentare umana e animale. Gli scienziati sostengono giustamente all’EPA che la sicurezza alimentare e la tutela dell’ambiente “dipendono dal mettere i prodotti vegetali a disposizione di regolari esami scientifici”. Dovremmo pensarci due volte prima di mangiare la prossima scatola di cereali per la colazione all’americana, se il grano utilizzato è OGM.


F. William Engdahl è l’autore di Full Spectrum Dominance: democrazia totalitaria del Nuovo Ordine Mondiale. Può essere contattato tramite il suo sito web all’indirizzo www.engdahl.oilgeopolitics.net.

Fonte: globalresearch.ca
Link: http://www.globalresearch.ca/gmo-scandal-the-long-term-effects-of-genetically-modified-food-on-humans/14570
22.01.2013

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da OLDHUNTER

1. EPA (United States Environmental Protection Agency), Agenzia per la Prevenzione Ambientale

2. FDA la United States Food and Drug Administration

Pubblicato da Davide

  • DurodiSicilia

    Visto che sono un granicoltore mi corre l’obbligo di precisare che non esiste grano OGM in commercio.
    Per cui la frase finale “se il grano utilizzato è OGM” è errata. Infatti nella versione originale è scritto “if the corn used is GMO”, cioè “se il mais utilizzato è OGM”.
    Giusto per evitare che da domani si scateni una fobia contro il grano.

  • flora

    http://www.youtube.com/watch?v=s0FR3EmYXYI
    Mi sembra che il prof. Altieri spieghi molto l’argomento!

  • Merio

    A dire la verità mi pareva che Italia il grano “OGM” ci fosse già e pure da molto tempo… parlo del Grano Creso… http://it.wikipedia.org/wiki/Creso_(agronomia)

    In realtà è derivato da una linea modificata tramite irraggiamento quindi il Creso non dovrebbe essere proprio un OGM…

    Però non so, non sono del settore quindi potrei sbagliarmi…

  • DurodiSicilia

    In senso lato tutte le piante coltivate sono OGM, per cui per OGM convenzionalmente si intendono genotipi che sono stati modificati con tecniche che rientrano dalla Direttiva 2001/18/CE.
    Per semplificare i transgenici.

    Il Creso fu ottenuto per irraggiamento, molti anni fa, come dici tu.
    Si tratta di una varietà di grano duro ottenuta dall’Enea. Ebbe una buona diffusione in Italia negli anni 70-80. Ora è quasi scomparso.
    Mi dicono che viene coltivato dai produttori biologici del Centro-Italia, in quanto varietà molto rustica.
    Se pensi che le varietà moderne derivino da lui come molti dicono, posso dirti che è inesatto.

    Per ottenere una buona varietà con mutazione indotta devi avere una fortuna da Super Enalotto, per cui più nessuno almeno nel campo del grano in Italia usa più questa tecnica, tenendo anche conto che sul mercato potrebbe incontrare delle difficoltà vista la giusta diffidenza dei consumatori.

  • MartinV

    Le mutazioni, indotte o naturali, sono la base stessa del miglioramento genetico… la domesticazione di piante selvatiche (come lo stesso frumento) è avvenuta mediante selezione di mutanti naturali.

    Negli OGM, invece, c’è l’introduzione di una porzione di DNA dall’esterno. Questa porzione di DNA può avere origini diverse: un’altra varietà della stessa specie, una specie affine, lontana o addirittura appartenente ad un altro regno della natura (gene di batterio in un animale o in una pianta).
    Nel mais, nella soia etc, sono geni presi da batteri che sono stati introdotti per dare resistenza a patogeni o erbicidi.

  • MartinV

    Il problema è che gli organismi preposti a fare i controlli (che Monsanto e compagnia non possono rifiutare) sono soggetti al ‘lobbying’ delle compagnie.

    Proprio di recente uno scienziato francese (Prof. Seralini) ha pubblicato (su rivista ‘peer reviewed’) uno studio in cui metteva in evidenza aumento di incidenza di tumori in una linea di ratti. Nonostante lo studio avesse difetti, esso si basava sulle stesse metodologie utilizzate per provare l’innocuità di tali colture e autorizzarle al commercio.

    La levata di scudi di un gran numero di scienziati di alto livello per denunciare le pecche dello studio ha messo in evidenza come essi considerino gli OGM innocui a priori, senza bisogno di prove serie… mentre sono molto esigenti quando tale innocuità è messa in dubbio.

    Dal mio punto di vista, il problema principale degli OGM è che essi sono soggetti al sistema economico capitalista… che non è trasparente… se tali organismi presentassero difetti, le compagnie che hanno investito tantissimo su tali prodotti tenderanno a nascondere tali difetti (come è stato il caso di numerosi prodotti farmaceutici).

  • Merio

    Ho capito… mi piacerebbe segnare i punti importanti di quella direttiva, ma non sono in grado di formattare bene il testo quindi nada…

    In ogni caso una pianta derivata da mutagenesi indotta(attraverso radiazioni, agenti mutageni… ect) non sarebbe etichettabile come OGM…

    I prodotti della Monsanto sì però… e io non mi fido molto di questa azienda…

  • Merio

    Hai compreso bene il problema… tra l’altro se non erro il Prof Seralinì aveva condotto gli studi di tossicità oltre i canonici 90 giorni richiesti dal FDA e proprio dopo quel periodo si sono manifestati i problemi maggiori maggiori… vado a memoria…

    é inutile c’è un bias troppo grosso per essere ignorato… e questo bias si chiama Monsanto…

  • DurodiSicilia

    dai una occhiata a questo link:
    http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2001:106:0001:0038:IT:PDF

    Neanche io mi fido.

    Sulle nuove tecniche di mutagenesi ti segnalo la rtds
    http://ambainc.org/media/AMBA_PDFs/Conferences/NGBV_2012/Beetham_NGBVIII_2012.pdf

    Ancora non molto diffusa, ma certamente promettente.
    Non è OGM legalmente, ma in pratica ha esattamente le stesse caratteristiche.

  • vraie

    Dal mio punto di vista, il problema principale degli OGM è che essi sono soggetti al sistema economico oligopolistico capitalista … spesso criminale

  • Nat

    Mi dispiace contraddire un granicoltore ma il grano mutato in commercio esiste eccome e noi italiani oltre ad averlo creato ne andiamo pazzi (Creso, e i suoi parenti Castel del Monte, Augusto, Castelfusano, Castelporziano, Febo, Giano, Peleo, Ulisse e altri). E spesso,facendo un confronto tra un cereale ogm (all’americana) ed un cereale ogm mutato (all’italiana) da radiazioni , si è constatato che il cereale mutato aveva subito molte più alterazioni genetiche del cereale ogm.

    Senza andare sul complicato : http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/09/29/radiazioni-nucleari-nell%E2%80%99orto/.