Home / ComeDonChisciotte / L'ITALIA ? SARA' PEGGIO DELLA GRECIA. (QUANDO I COMPITI SONO PROPRIO DIFFICILI )
13699-thumb.jpg

L'ITALIA ? SARA' PEGGIO DELLA GRECIA. (QUANDO I COMPITI SONO PROPRIO DIFFICILI )


DI GEORGIOS

comedonchisciotte.org

E’ da un anno e qualche mese che seguo questo interessante sito. Ed è da un anno e qualche mese che, negli articoli postati qui, sto osservando il realizzarsi di uno scenario al quale, devo confessarlo, all’inizio non ci credevo neanche un po’.

Non potevo credere che, alla fine, un paese come l’Italia, si sarebbe incamminato sulla stessa strada della Grecia. Anzi, vista la situazione internazionale, dovrei proprio dire una strada ben peggiore di quella greca.

Qual’è la cosa peggiore che può capitare alla Grecia? Essere spezzata in piccole entità dette zone economiche speciali (1), (2), una specie di nuovi feudi ove al posto dei vassalli del signore ci saranno le multinazionali finanziarie dell’Impero. E per l’Italia? Per l’Italia si profila lo spettro delle guerre (neo)feudali.

Per la Grecia le cose sembra fossero chiare fin dal principio. Agli USA le riserve energetiche sottomarine, alla Germania il terreno. Non sono stati neppure tanto diplomatici nel mettere in atto il piano. Un Contratto di Prestito predatorio e illegale (mai votato in Parlamento da una classe politica asservita) e la volontaria rinuncia alla propria sovranità da parte dello stesso branco di traditori, hanno consegnato il paese all’occupante che, non a caso, venne subito identificato dal popolo greco con l’icona della cancelleria tedesca.

Ecco un esempio dei termini culturali dell’occupazione: Lezioni di neoliberismo da Fuchtel (il ministro tedesco per la Grecia) e Adrianopoulos (il solito “intellettuale” nel ruolo del quisling di turno) a degli studenti universitari greci. Tema della lezione: come le ZES cioè il paradiso degli squali della finanza che trasformano la popolazione locale in schiavi moderni e staccano le suddette zone dal contesto nazionale del paese, risolveranno i problemi e avvieranno la Grecia (fatta a pezzi dalle ZES) verso il paradiso idilliaco della ripresa economica. Il tutto mischiato con la solita propaganda sull’energia “verde”, trasporti “puliti” e città “intelligenti” (3).

Così, quattro anni dopo, siamo arrivati ai cosiddetti colloqui parigini di questi giorni, ove non ci sarà niente su cui mettersi d’accordo, dato che il governo per bocca del suo ministro delle Finanze ha già chiarito che “non metteremo nessuna linea rossa alla troika” (4). In pratica non ci sarà nessun colloquio e quello che “sarà deciso” è già stato deciso da tempo: La proprietà pubblica passerà alla titolarità del MES (messo su coi nostri soldi) il quale, come è noto, gode dei privilegi di un super-stato e di tali immunità che non permettono a nessun governo o cittadino europeo di sfidarlo. Dall’altra parte, la proprietà privata, specie dei salariati e dei pensionati (che causa le tasse intergalattiche sono i grandi debitori dello “Stato”) sarà sfruttata a dovere, tramite le banche, dagli uffici del fisco del paese, che da suoi “servitori” si sono trasformati in suoi boia, e offerta come pasto (per essere “rivalorizzata”) alle varie neonate società holding che, si vocifera, ultimamente stanno comparendo in gran numero, specie in Lussemburgo. La ciliegina sulla torta naturalmente sarà il haircut sui risparmi bancari che da eccezione cipriota alla regola diventerà regola e basta. Non a caso i risparmi a livello europeo sono stati ribattezzati come investimenti (5). E gli investimenti, si sa, non presentano soltanto dei rendimenti positivi.

Una piccola riserva su tutto ciò: dato che è probabile che quest’autunno in Grecia ci siano le elezioni, forse ci sarà una tregua di pochi mesi specie per il haircut sui risparmi.

L’ossimoro è che tutte queste cose accadono per davvero! Voglio dire, non è soltanto che nessuno è uscito per strada armato di non so cosa e assetato di sangue neocon. Ma nessuno è crepato dalle risate neanche. Tanto è assurdo quello che accade che soltanto come scenario di un film dei Monty Python si sarebbe immaginato fino a qualche anno fa, che so, Monty Python meet the Troika.

Lo so che la situazione è maledettamente seria e che nessuno ha voglia di ridere ma voglio mettere in evidenza il fatto che ci abituiamo ad affrontare e a discutere seriamente anche i più ridicoli, i più idioti, i più assurdi e i più disumani diktat passati come “politiche”. E’ medioevo questo o non lo è?

Recentemente su CDC sono stati pubblicati due articoli di Stefano Ali che devono far riflettere molto: MR – MRS PESC: UNA POLTRONA CHE SCOTTA. E CHI E’ VERAMENTE FEDERICA MOGHERINI (6) e FEDERICA MOGHERINI E’ LA NUOVA MRS PESC. AUGURI…A NOI (7). In questi articoli, tra l’altro, spicca il ruolo dell’Italia negli attriti geopolitici tra super e super-medie potenze della scacchiera internazionale: un ruolo poco decoroso e subalterno alle direttive dei nostri comuni padroni d’oltreoceano. Noi però ci hanno già spartiti. Cosa succederà con voi?

La strategia seguita dai neoconservatori e Co in Italia è stata differente da quella seguita in Grecia. Noi ci hanno trattati da subito come degli indigeni di una loro colonia. Voi invece siete stati trattati da “soci” nella costruzione della “grande Europa”. Non era così semplice nominare un ministro per l’Italia come hanno fatto con noi. Per cui mentre in Grecia le misure sono andate avanti allegramente e in barba alla Costituzione, per voi, prima hanno creato i meccanismi che “garantiscono il funzionamento ottimale della nostra grande famiglia europea” (deficit, debito come rapporti del PIL etc) e dopo, secondo l’esempio spesso riportato della rana nell’acqua gradatamente riscaldata, sono passati alla demolizione della Costituzione che improvvisamente hanno scoperto era un ostacolo “all’integrazione europea”.

L’Italia è un paese di un certo peso internazionale, certo, ma per quel che riguarda i giocatori di questo gioco dei perni euro-asiatici, TTIP, sorgenti energetiche e suoi trasporti e così via, conta sotto la media per cui dovrebbe giocare d’astuzia se ci fosse naturalmente il senso dell’interesse nazionale. Siccome però questo senso di interesse nazionale dall’attuale classe dirigente non c’è, si profilano dei pericoli in termini della spartizione del suo territorio “dopo”.

Questo “dopo” non è affatto scontato anche perché, indipendentemente da quale parte “vincerà”, non dobbiamo dimenticarci che questa volta non si ragiona in termini di nazioni, come era successo con i due precedenti conflitti mondiali. Questo è un gioco sulla spartizione del territorio da parte delle multinazionali della finanza e dell’industria e chi si salverà, nella misura e nel grado in cui si salverà, sarà quello che potrà mantenersi coeso sotto il profilo nazionale. Non esiste potenza militare al mondo e nella storia che abbia potuto battere un popolo intero unito. Popolo inteso come corpo cittadino conscio dei propri diritti e non certo come massa di persone.

Se però questa unità del popolo malauguratamente non si realizza e le “forze del male” come le chiama qualcuno hanno il sopravento, chi garantisce che la spartizione delle ZES italiane sarà concordata tra le iene in modo “civile” e “pacifico” in mezzo ad una Europa che avrà memoria di un’Italia “venduta agli yankee”? Si tratta pur sempre di fette della torta la cui conquista spesso vale la candela di una piccola guerra. L’Africa ne è piena di queste guerre finanziate da chi sappiamo: guerre d’indipendenza, di liberazione, per il socialismo, per il maoismo, per l’islam, per i valori della razza, per questa montagna alta o questo fiume lungo, insomma anche per
la (non devo scriverlo, sarò banato – neologismo dall’inglese per escluso) di mia zia.

Eccoci dunque al difficile compito. La smettiamo di prendere a calci l’un l’altro perché questo non ci piace e quell’altro ci puzza o ci diamo finalmente una mano tra noi, ora che il gioco è facile?

Lo vogliamo capire questo o preferiamo giocare il gioco dell’Ucraina? Lo vogliamo capire? Eh?

Georgios

Fonte: www.comedonchisciotte.org

2.09.2014

NOTE

(1) https://it.wikipedia.org/wiki/Zona_Economica_Speciale

(2) https://en.wikipedia.org/wiki/Special_economic_zone

(3) http://www.thepressproject.gr/article/66526/Mathimata-neofileleutherismou-se-foitites-apo-ton-Fouxtel-kai-ton-Andrianopoulo

(4) http://www.thepressproject.gr/article/66544/I-kubernisi-den-bazei-kokkines-grammes-stin-troika

(5) http://www.tovima.gr/politics/article/?aid=504302

(6) http://comedonchisciotte.org/controinformazione/modules.php?name=News&file=article&sid=13846

(7) http://comedonchisciotte.org/controinformazione/modules.php?name=News&file=article&sid=13851

Pubblicato da Davide

  • pasquale50

    Da quello che posso capire dall’articolo è che il fine ultimo della Crisi Italiana è la guerra civile e la divisione in regioni o feudi da spartire alle multinazionali americane, cinesi, tedesche..

  • Tonguessy

     ci diamo finalmente una mano tra noi, ora che il gioco è facile?

    Lo vogliamo capire questo o preferiamo giocare il gioco dell’Ucraina?


    Per la prima questione il gioco è facile quando si trova qualcuno che sappia parlare AL popolo, non CONTRO il popolo come fanno i guru dell’antieuro attualmente in voga (Barnard, Bagnai e altri). Nei casi conosciuti il gioco è oltremodo difficile, dato che ogni cavillo diventa scusa necessaria e sufficiente per spaccare il movimento.

    Sulla seconda questione: personalmente preferirei avere i risultati dei novorussi in Ucraina piuttosto che sorbirmi le pippe dei succitati.
    Per capire a che punto stia il "gioco" ucraino consiglio la lettura di questo articolo:
  • Teopratico

    Salute e grazie a Georgios per il suo prezioso punto di vista. Prezioso perché proveniente da uno stato che è passato prima di noi tra le maglie della Troika e poi perché rispecchia il mio punto di vista, contro ogni becero e cieco individualismo, per l’unione del popolo contro la tecnocrazia o come dir si voglia. Ritengo che la maggiore responsabilità dell’atomizzazione di una reale opposizione nella società sia della nostra intellighenzia, interessata al proprio esclusivo ombelico o peggio ancora venduta ed in mala fede. Per questo quoto il commento di Tonguessy.

  • Georgios

    Credo sia necessaria una precisazione:

    Il mio riferimento al "gioco" ucraino voleva richiamare l’attenzione sulle migliaia di morti, di feriti, di sfollati, di distruzione di infrastrutture pubbliche, insomma sugli orrori perpetrati dai nazisti di Kiev e dai loro ben noti mandanti. 

    Per quel che riguarda il tuo riferimento al "gioco" ucraino sono assolutamente d’accordo. Vedi p. es.
     
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13852&mode=&order=0&thold=0

    Fatta la precisazione vorrei semplicemente chiedere: E’ impossibile fare una specie di usa e getta di certi personaggi che mentre dicono alcune cose di carattere tecnico effettivamente utili poi ci mettono il loro "personale" che divide? Abbiamo veramente bisogno di un capo o dei capi?

    Personalmente credo che il tempo dei capi stia tramontando. Sono convinto che il popolo può benissimo esprimersi in modo collettivo ormai. Non dico che questo e’ un processo facile e automatico, solo che e’ possibile.

    Ma questa e’ una mia opinione personale e niente di più. Grazie per il tuo costruttivo contributo.

  • RosannaSpadini

    Bellissimo articolo di Georgios, scritto con competenza e passione.

    Concordo con buona parte di quanto è detto, cioè la fine dell’Italia come nazione sovrana e la sua spartizione in feudi di potere governati dalla multinazionali del globo. La prospettiva è drammatica e l’appello conclusivo di Georgios è nobile ed esemplare, assomiglia all’ultimo capitolo del “Principe” di Machiavelli, quando lui dice:  “Esortazione a liberare l’Italia dai barbari”.

    C’è però una piccola clausola su cui meditare: il debito pubblico sta salendo a dismisura, secondo quel grafico presente nel Forum Italia, probabilmente perché il Tesoro sta accantonando miliardi su miliardi per far fronte al prossimo  e imminente default (prima della fine dell’anno?).  Quindi gli squali si stanno attrezzando per pilotare il collasso dell’euro, che è inevitabile, perché l’euro è un’anomalia aberrante del sistema macroeconomico, dovrà necessariamente saltare, molti segnali lo indicano: economici, finanziari, politici.

    “Nessuno può sapere al momento come avverrà lo schianto ma dato che al comando della UE c’è l’oligarchia bancaria che fa capo alla Bundesbank e alla BCE, è molto probabile che il tracollo della UE passi attraverso una ingestibile e definitiva crisi sistemica dell’euro.

    Il segnale in arrivo dagli Stati Uniti è chiarissimo e somiglia molto a una dichiarazione di guerra: la Fed ha annunciato che interromperà definitivamente le iniezioni di decine di miliardi di dollari al mese che passano sotto il nome di Quantitative Easing. Seguirà a breve l’aumento dei tassi d’interesse a cui a sua volta farà seguito la fuga – l’esodo di massa – di capitali dalla zona euro verso gli Stati Uniti (che sono in crisi di astinenza da dedollarizzazione).

    E la BCE non potrà farci proprio niente. Se alzasse il tasso di sconto per rendere appetibile la permanenza dei capitali nella zona euro, la deflazione farebbe un salto in alto da spavento e nel medesimo istante Italia, Portogallo, Grecia e Spagna dichiarerebbero default, dato che anche gli interessi sui rispettivi debiti subirebbero aumenti ingestibili. Se invece lasciasse le cose come stanno, beh, già detto: emorragia mortale e fine di tutto.” (articolo del Forum)

    Dopo di che l’apocalisse. Nessun partito ci salverà, nessuna forza politica, ma per assurdo ci salveranno i mercati. Dall’euro, naturalmente, ma anche l’Europa prenderà una bella mazzata.
    Allora la popolazione italiana non aprirà gli occhi?

  • Georgios

    Che l’euro sia destinato a collassare non credo ci siano dubbi. Lo imponeva la sua "architettura" fin dalla nascita.

    Non concordo con te sull’affermazione (anche se ironica) che saranno i mercati a salvarci. Se non muoviamo un dito non ci salverà nessuno, neanche il collasso dell’euro.

    Secondo me il punto chiave sta sul chi avrà le redini dell’economia di ciascun paese. Se questa rimarrà in mano ai banchieri ci porteranno giù con loro. Se invece sarà controllata dall’assemblea costituente (dovrà essere per forza tale per operare le necessarie modifiche alla Costituzione e renderla veramente democratica) del popolo, allora e’ gioco fatto: le banche falliscono, i debiti si cancellano e il paese ricomincia da zero con la propria moneta nazionale. Un vero e proprio reset (intendo nel senso del computer).

  • Georgios

    Ricambio saluti e auguri.

    Devo dire che seguo con interesse i tuoi commenti che mi piacciono per la loro spontaneità e autenticità.

  • Teopratico

    Perdona la mia ignoranza in materia, tu scrivi "la Fed ha annunciato che interromperà definitivamente le iniezioni di decine di miliardi di dollari al mese che passano sotto il nome di Quantitative Easing. Seguirà a breve l’aumento dei tassi d’interesse a cui a sua volta farà seguito la fuga – l’esodo di massa – di capitali dalla zona euro verso gli Stati Uniti (che sono in crisi di astinenza da dedollarizzazione)."  Perché se la fed alzerà i tassi gli investitori si dovrebbero riversare negli u.s.a.? Perché sono in crisi di astinenza, ma alla finanza che gliene importa? Grazie se avrai tempo per rispondermi.

  • Georgios

    Non necessariamente amico mio. Non necessariamente.

  • RosannaSpadini

    Sui tassi di interesse si agisce in due versi: si possono aumentare (e in questo caso si dice che la manovra è “restrittiva” o siamo in presenza di una “stretta creditizia”) oppure si diminuiscono (nelle manovre “espansiva”). Le implicazioni di queste manovre sono tantissime …

    Semplificando e usando le “parole povere” , possiamo dire che alzare i tassi significa incentivare l’afflusso di denaro dall’estero dagli investitori stranieri (che godranno di una remunerazione maggiore sui loro investimenti).

    In quanto alla dedollarizzazione, gli Usa stanno vivendo la crisi del dollarocentrismo, stanno anche programmando diversi interventi militari in giro per il globo, hanno anche loro il più alto debito pubblico del globo, quindi hanno bisogno di liquidità, per tanti motivi dunque "fuck the europe"

    e forse è la nostra salvezza …

  • pasquale50

    Per la Grecia da quello che mi raccontavano i miei amici quasi due anni fa..è andata proprio come tu hai riportato sul tuo articolo, ma mentre allora era ancora un pò nebuloso..ora il progetto per la Grecia è concluso e attuato..

    Per l’Italia che non ha nell’Egeo petrolio e una miriade di Isole o un porto che può fare comodo ai CInesi..allora qual è il fine ultimo..?
    CREARE UNA MASSA DI SOTTOPAGATI OPERAI SPECIALIZZATI ..? 
  • ProjectCivilization
  • Georgios

    Questa e’ la loro logica. Il mio "progetto" e’ un po’ diverso. Non si basa su quello che c’è da svendere. Perché cosi arriviamo all’assurdo che noi siamo fortunati e voi no. Chiamare fortuna la nostra?

    Ma anche per loro, concluso il loro progetto potrà dirsi solo quando sarà attuato. Si fa presto a mettere le firme. Decisiva invece e’ la realizzazione di quello che hanno firmato. Allora si vedrà veramente. Quando verranno a pignorarmi la casa per 500 euro di tassa non pagati.

    Comunque, se per voi il fine ultimo e’ quella massa sottopagata, per noi e’ ancora peggio. Svuotare la Grecia dai greci. Questi sono i loro piani.

    Ma, come dicevo, e’ ancora tutto da vedere. E se e’ cosi per la Grecia, figuriamoci per l’Italia.

  • roberto4321

    bell’articolo, letto tutto d’un fiato.
    Ma visto che si sa già che il "tesoretto" in Italia sta nei risparmi privati mi viene spontanea una domanda alla quale spero che Georgios possa rispondere (alla quale non ho trovato risposta su internet): i risparmiatori privati greci quanti soldi hanno perso e come li hanno persi. E ancora, c’è qualcuno che si è salvato dal salasso e come? Per esempio immagino che al risparmiatore greco che aveva investito in obbligazioni elleniche sia stato applicato l’haircut, mentre quelli che avevano investito in Bund tedeschi magari no, lo stesso dicasi per chi aveva i soldi in conto corrente….

  • Teopratico

    Grazie per la mini-lezione, piano piano arriverò a capire qualcosa anche di finanza.

  • Teopratico

    Grazie di cuore. Spontaneità e autenticità sono miei, ma senza questo blog che seguo da molti anni sarei finito preda del pensiero mainstream, oppure sarei impazzito. Ringrazio tutti gli autori, redattori, traduttori e commentatori, tranne i troll.

  • Georgios

    Con il PSI (Private Sector Involvement cioè Coinvolgimento del Settore Privato) del 2012 che e’ stato fatto, si pubblicizzò a suon di trombe, per "abbassare il debito", si e’ compiuto un altro crimine contro il popolo greco.

    Detto in maniera sommaria, il PSI e’ stato applicato solo su una parte del debito greco (un po’ meno della metà). Indovina chi dei privati non ha partecipato. Inoltre e’ stato accompagnato da un nuovo debito di 136 miliardi cosicché il risultato finale fu un aumento del debito originale di qualche decina di miliardi. 

    Di questi 136 miliardi, 49 sono stati utilizzati per la ricapitalizzazione delle banche greche, mentre il settore pubblico e gli enti di previdenza sono rimasti a bocca asciutta. Da notare che la partecipazione di questi enti e’ stata illegale e forzata perché i loro erano semplicemente dei risparmi che a loro insaputa sono stati trasformati in "investimenti" dalla Banca di Grecia che li ha utilizzati per comprare dei titoli pochi giorni prima del haircut.  

    Naturalmente nella categoria dei fregati ci sono anche tutti i privati cittadini detentori di omologazioni pubbliche. Si tratta di circa 100.000 persone (che vantano una ventina di suicidi finora) i quali hanno perso il 70% dei loro soldi e che potranno reclamare il rimanente 30% non prima di 30 anni da adesso.

    Mi sono rinfrescato la memoria da queste fonti

    http://www.inewsgr.com/263/omologiouchoi-sto-evrokoinovoulio-to-aitima-gia-apozimioseis-apo-tis-zimies-tou-psi.htm

    http://dimitriskazakis.blogspot.gr/2012/05/psi.html

    http://www.naftemporiki.gr/finance/story/780167/gnomi-duo-xronia-meta-to-psi

  • roberto4321

    grazie Georgios.
    Quindi in Grecia hanno colpito i titoli di stato (dei risparmiatori greci) mentre a Cipro i depositi bancari ..
    Ho il fondato timore che per l’Italia stiano pensando ad un mix tra le due cose…

  • Raziel79

    Anche io mi associo ai complimenti, sopratutto per lo spirito dell’appello.