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L'ITALIA DI GRILLO E LA BUGIA DELLA CRESCITA

GIOVANNI COCCONI
europaquotidiano.it

Leggi questo intelligente articolo che ti mostra come dal punto di vista culturale il M5S esprime l’idea della de-crescita, la rinuncia alla crescita economica, giustificata in termini ambientali o etici. L’idea implicita, ma in realtà poi anche esplicita del M5S è questa: (…In qualche modo è come se Grillo e il suo elettorato fossero già oltre, avessero introiettato l’idea che siamo di fronte a un cambio di fase storica, un processo irreversibile: l’Italia, schiacciata da un debito pubblico monstre, non tornerà più a crescere, la ripresa è un’illusione, non ci rimane che modificare abitudini e consumi e regolare i conti tra noi…)
GZ

Sul web, si sa, tutto è sotto gli occhi di tutti ma è nascosto, come nella Lettera rubata di Edgar Allan Poe. Su YouTube si può trovare un video curioso del 2010: Federico Pizzarotti concima la terra intorno alla città della quale diventerà sindaco due anni dopo. Si tratta della sperimentazione di un “orto sinergico” da parte del Movimento per la decrescita felice di Parma, allora unica esperienza politica del 38enne Pizzarotti. L’accostamento tra il Movimento 5 Stelle e il tema della decrescita non è una coincidenza. Molti dei consulenti (a titolo gratuito) che il neosindaco grillino ha coinvolto fanno parte di quel vasto e composito arcipelago culturale che fa riferimento al Movimento per la decrescita. Non è un caso che nei comizi di Grillo la parola crescita (al centro dei discorsi di tutti gli altri candidati) non compaia mai.

«È finita» è stata l’espressione urlata più volte martedì in piazza Duomo a Milano. Un’espressione liberatoria e insieme apocalittica.

A differenza dei suoi competitor il leader del M5S non propone mai ricette per “tornare a crescere”, proposte per “rientrare dal debito”, idee per “recuperare competitività”, soluzioni per “uscire dalla crisi”. No. In qualche modo è come se Grillo e il suo elettorato fossero già oltre, avessero introiettato l’idea che siamo di fronte a un cambio di fase storica, un processo irreversibile: l’Italia, schiacciata da un debito pubblico monstre, non tornerà più a crescere, la ripresa è un’illusione, non ci rimane che modificare abitudini e consumi e regolare i conti tra noi. È, in fondo, quello che molte famiglie stanno già sperimentando da tempo. Da anni sentono annunciare una ripresa che non c’è, non ricevono segnali in senso contrario e provano a capire come cavarsela. Tagliando dove si può, riorganizzando consumi, abitudini, stili e tempi di vita.


L’idea che il debito pubblico rappresenti una spirale perversa dalla quale è impossibile uscire è esattamente il punto di partenza della riflessione del Movimento per la decrescita felice. «Il debito è un mostro che non si abbatterà mai, un meccanismo perverso ci impone di correre sempre di più per annullare l’effetto del debito» mi spiega Pierluigi Paoletti, ex agente di Borsa e presidente di Arcipelago Scec, consulente del sindaco di Parma per l’introduzione di una moneta locale complementare all’euro.

Naturalmente la tentazione sarebbe quella di dare l’addio all’euro. Lo stesso Grillo fino a poco tempo fa non lo escludeva. «Uscire dall’euro non è un tabù» annunciava a maggio all’agenzia Bloomberg. «La moneta unica è un cappio al collo che si restringe di giorno in giorno, si potrebbe ritornare alla lira attraverso una svalutazione del 40-50 per cento che renderà le nostre esportazioni più competitive». Negli ultimi mesi, però, l’ex comico ha corretto la linea. Nel suo programma non si parla di default pilotato, di uscita dall’euro o di ritorno alla lira. Si accenna a un vago referendum sull’euro e poco di più. «è vero, c’è stato un cambio di linea, in fondo si sa che l’opinione pubblica italiana è sostanzialmente favorevole all’euro e che per un paese come il nostro sarebbero maggiori i danni dei benefici» spiega a Europa Eugenio Benetazzo, guru finanziario molto ascoltato nel Movimento 5 stelle (i suoi interventi anche video sono pubblicati regolarmente sul blog di Grillo), che fa l’operatore di Borsa tra il Veneto e Malta e si definisce “economista indipendente”. «Non faccio parte del movimento, ma c’è una contiguità tra le loro idee e le mie» precisa Benetazzo che pubblica libri dai titoli inequivocabili, Neurolandia (Chiarelette), Era il mio paese (Baldini & Castoldi), Bancarotta (Sperling & Kupfer). La denuncia della finanza drogata non spinge però Benetazzo a pensare a soluzioni radicali come quelle rilanciate, per esempio, da Loretta Napoleoni, altra intellettuale vicina alla rete grillina.

In realtà quello che è chiaro è che sia nel Movimento 5 stelle che in quello per la decrescita felice la ricetta bottom up ha finito per prevalere su quella top down. Si pensa più a come cambiare abitudini di vita, tagliare la spesa pubblica e introdurre buone pratiche che a offrire un programma organico per il rientro dal debito e il rilancio dell’economia. La “Grillonomics” è più un modello di vita che un programma politico, un impasto ancora confuso di idee che attingono da esperienze diverse: dalle Transition town di Cristiano Bottone alla bioeconomia, dal microcredito all’ambientalismo, ai teorici della via tecnologica per la decrescita.
«Molte idee arrivano dagli anni Settanta» ci spiega Maurizio Pallante, altro consulente del sindaco di Parma e presidente del Movimento per la decrescita felice italiano, «Tra il 1971 e il 1972 escono tre libri fondamentali: I limiti della crescita dell’Mit, commissionato dal Club di Roma di Aurelio Peccei, dirigente industriale Fiat; La bioeconomia di Nicholas Georgescu-Roegen e La critica filosofica-sociale allo sviluppo di Ivan Illich. Oggi i riferimenti sono i saggi di Richard Sennett, il Mauss (Movimento antiutilitarista nelle scienze sociali) francese e l’economia del dono».
«Diffido della decrescita come idea ma apprezzo la portata etica del richiamo al cambiamento degli stili di vita, occorre fare meglio con meno e in modo sostenibile per le nuove generazioni» dice Walter Ganapini, ambientalista storico, già tra i fondatori di Legambiente ed ex presidente di Greenpeace. Che racconta come a Parma stia nascendo il progetto della fabbrica della materia di Enzo Favoino, uno degli esperti più ascoltati a Bruxelles, che dovrebbe prendere il posto dell’inceneritore tanto odiato dal sindaco Pizzarotti. «L’unione europea mette al bando l’incenerimento entro il 2020. Con la differenziata porta a porta il sindaco di Parma sta facendo bene: è un esempio da seguire».

Giovanni Cocconi

Fonte: www.europaquotidiano.it
Link: http://www.europaquotidiano.it/2013/02/21/litalia-di-grillo-e-la-bugia-della-crescita/
21.02.2013

Pubblicato da Davide

  • Tanita

    Peró.

    Persino io, che sono assolutamente convinta che ci sono piani in prolissa esecuzione, non smetto di stupirmi.

    In latinoamerica questi tizi fecero le loro razzie negli anni ’90, come sapete. Infatti la rivolta popolare argentina avvenne nel 2001.

    Adesso vi ripropongono I limiti della crescita dell’MIT, commissionato dal Club di Roma di Aurelio Peccei.

    A noi ci facevano leggere Il mito dello sviluppo (El mito del desarrollo) di Oswaldo de Rivero, diplomatico peruviano all’ONU. Arrivarono persino a dirci che i nostri Stati erano “inviabili”.

    In ogni caso, a noi dicevano, a voi dicono, di abituarci alla povertá.

  • arno

    Un altro dei pessimo articoli che state postando ultimamente.
    Inconcludente , disorganico e disinformante .
    Parte con : leggete questo intelligentissimo articolo, e chi lo dice intelligentissimo , tu che scrivi ?
    inoltre:…. che offrire un programma organico per il rientro dell’debito….
    ma lo sa cosa stà dicendo? che praticamente per azzerare il debito , bisognerebbe annullare i porti , gli aeroporti e gli ospedali e tutti i servizi pubblici che hanno reso una società degna di chiamarsi tale.
    Dovrebbero resettare le menti dei medici , degli ingegneri che hanno studiato con la spesa pubblica a deficit spending , creando per lui debito , … per me ricchezza .. ma in certi casi sarei favorevole a resettare delle menti .. perchè potrebbero fare danno incalcolabile .. di quale mente parlo secondo voi?
    Il Giappone la ricostruzione del terremoto come la stà facendo ? comprando i soldi da un negozio sotto casa come facciamo noi con la BCE , al pari di una famiglia? o emettendo moneta sovrana e quindi si deve parlare di sovranità monetaria? Di sovranità democratica ? Per noi decidono i non eletti ( Troika ( BCE , UE , FMI) . Vogliamo parlare di questo o … leggete questo articolo intelligente che ho scritto perchè io sono intelligente ? ecco in questo caso sono favorevole all’abbattimento del debito : resettiamo delle menti …. Una sola voce forte , memmt.info

  • RicBo

    un articolo molto confuso e contradditorio, che non spiega nulla del MDF (se questo è il suo obbiettivo). poi non capisco cosa c’entrino gli esecrabili Benettazzo e Napoleoni con il M5S. Bah.

  • Denisio

    Mi trovo daccordo sul fatto che Beppe Grillo non parla di crescita economica , l attenzione è più spesso focalizzata sul fare quello che serve senza per forza dover competere con l isteria del consumismo globale che obiettivamente non può seguire un modello di crescita eterno, dunque condivido con l autore il fatto che Beppe guarda avanti ad un modello di società ecocompatibile che dovrà rompere gli schemi del individualismo degli arrampicatori sociali più diffuso al nord che al sud e che tipicamente si nota molto in paesi ricchi come la germania e il giappone. Questo mi sembra chiaro e di semplice buon senso. Che ora invece gli artefici delle manovre di rigore parlino di crescita per il 2013 fa capire la loro malafede, l idea di uscire da questo ricatto europeoide invece potrebbe favorire il ritorno ad uno stato sociale più che ad uno stato spa che non può più competere con i mercati emergenti.

  • tersite

    E’ giusta la tua osservazione, ma ti faccio notare 2 cose: 1)L’Italia di oggi è meno povera di quell’Argentina. 2) Però è molto più povera come risorse. Quindi credo che se vogliamo cambiare saranno inevitabili alcuni anni di assestamento.

  • albsorio

    “L’idea che il debito pubblico rappresenti una spirale perversa dalla quale è impossibile uscire è esattamente il punto di partenza…” ESATTO, finche useremo una moneta FLAT dei privati di BCE, garantita da DEBITO PUBBLICO, sarà così. —- Dobbiamo usare una moneta dei popoli europei, emessa senza debito, da un banca centrale dei popoli europei, solo così la ricchezza generata nella ECONOMIA REALE dal lavoro non sarà espropriata dalla ECONOMIA FINANZIARIA. —- Questo modello di moneta è possibile non solo su piccola scala ma anche nelle macro economie, la Cina ne è la dimostrazione, la sua moneta del popolo viene usata da 1,6 miliardi di persone, quindi il modello regge meglio della nostra economia predatoria.

  • yago

    Il Dodge Ram è un pick-up di grandi dimensioni , di oltre 5000 di cilindrata , a benzina, dal peso che si avvicina a tre tonnelate.
    Questo è uno dei veicoli piu’ venduti in america e cosiderato molto comodo per caricare la spesa fatta al supermecato. E’ sostenibile questa crescita?

  • rebel69

    Ed ecco che i miei sospetti sono fondati,adesso salta fuori il club di Roma fondato da Peccei,Greenpeace,Stiglitz e Sasson li aggiungo io ed il cerchio è chiuso.Tutto bello tutto vero le intenzioni sono ottime ma io Domenica,magari mi sbaglio,ma sto a casa.

  • rebel69

    Dimenticavo Benettazzo.In quest’ultimo periodo su CDC sono usciti molti articoli sia pro che contro il M5s,ed il dibattito nei commenti è stato interessante.Grillo o no abbiamo davanti un periodo duro,lo ammette anche lui,di pane raffermo fagioli e ravanelli,magari biologici,ma almeno risparmiamoci l’umiliazione di andarli a votare.Gli indizi che il M5s sia l’ennesimo raggiro,più raffinato e studiato magari,sono troppi.Per chi avesse voglia di leggere posto un articolo interessante che spiega di cosa sto parlando
    http://coscienzeinrete.net/I_Club_Mondialisti_e_il_risveglio_delle_coscienze.pdf

  • Mondart

    Et voilà, a ennesima dimostrazione di come tutto “ruoti” attraverso finti opposti. E a cosa davvero serva il mostro chimerico del “DEBITOOOO” !!!

    E a questo punto penso che possiamo anche dirci in faccia apertamente che l’ “Agenda”, chiunque la conduca, è sempre la stessa: “Europeismo + Agenda 21”.

    Il che può anche starmi bene, un mezzo è pur sempre un mezzo, bisogna vedere come viene gestito e “bilanciato”.

    QUELLO CHE NON MI STA BENE è che la tanto predicata “decrescita” e impoverimento generale ( che si spera comunque davvero “sostenibile”, e non suicida ) venga decisa, cavalcata e gestita dai “Benetazzi” vari, ossia dai soliti parassiti finanziari.

    ARCHITETTI !!! … Come dicevo ieri, c’è anche chi ci vede benissimo: continuate a prenderci per il culo, e allora imbracceremo il fucile.

  • Jor-el

    Pareggio in bilancio= stagnazione, decrescita, povertà
    Avanzo di bilancio= miseria nera

  • Jor-el

    FLAT?

  • Jor-el

    Se usato da un cercatore d’oro nel Klondike può avere un suo senso. Tutto è relativo. Usarlo per caricarci la spesa è come usare un drone per bombardare un asilo infantile. Queste cose gli americani non le fanno… 😉

  • nigel

    L’articolo trasuda rassegnazione, abulia e squallore. Il Sistema predatorio vuole il tuo Paese? Benissimo, noi decresciamo felicemente. Un Paese di sereni zappaterra naif, che vivono in povera autarchia con quello che è stato rifiutato dalle elites economiche e dal predatorio sistema bancario. I teorici della decrescita esasperata possono anche essere nel giusto, ma dimenticano un particolare: tutti i processi che provocano di colpo significativi cambiamenti all’interno di una società sono traumatici (perchè vanno a minare il complesso tessuto sociale e gli equilibri socio-economici preesistenti). La decrescita non sarà indolore.

  • nigel

    P.S. In quanto a Benetazzo… meglio non esprimere pareri, si è qualificato da solo, con gli ultimi articoli

  • nigel

    Quoto…

  • Mondart

    Rebel, Grillo E’ “europeista e decrescista”, su questo inutile stare a pontificare. Grillo E’ SISTEMICO, come dico da eoni ormai, ed anche su questo inutile pontificare. Comunque sia siamo “eterodiretti dagli architetti” ( non è tanto importante capire CHI siano, quanto COSA VOGLIANO ) e anche su questo inutile stare a pontificare.

    Inutile anche scagliarsi sulle etichette, quanto capire COSA C’è nella bottiglia: lo “Stato” per il sottoscritto può anche andare a farsi fottere, se comunque la “nuova struttura desiderata da lorsignori” ( leggi Agenda 21 ) consente una miglior organizzazione sociale ( più “giusta” intendo, e il concetto di giustizia invece NON è un’ etichetta ). E che deve essere allora adottata dalla maggioranza, non teleguidata dalla solita “finanza uber alles”.

    Ora, per sparare sul pianista c’è sempre tempo, anche perchè NON SI CAPISCE bene quale sia il gioco della propaganda ora attuato: favorire o svantaggiare Grillo ? Sembra il solito gioco del bilancino da controllo eterodiretto, praticato in tempo reale su sondaggi a noi nascosti ( e questo sito non pensi venga strettamente monitorato ? ): fare che prenda voti, ma non troppi, o il controllo potrebbe sfuggire di mano. Ecco perchè io intanto lo voterei: ad imbracciare il fucile c’è tempo anche dopo.

  • Mondart

    Parbleu, sembra proprio che siamo al solito giochino del BILANCINO ( = democrazia va bene, purchè controllabile ): fare in modo che Grillo prenda voti, ma NON TROPPI. E ovvio che il sito venga statisticamente analizzato.

    Proprio per questo, ripeto, io COMUNQUE SIA lo voterei: a prendere il fucile c’è tempo anche dopo.

  • rebel69

    Ma porca troia Mondart,io così rischio la schizofrenia.Qua ci sono Lupi travestiti da Agnelli e Agnelli da Lupi ovunque.Le cose che dici le avevo intuite anche io e anche a dire sono certo,si sbaglia(non ho nessuna certezza),allora credo che Grillo sia dentro una cosa più grossa di lui.Alla fine siamo d’accordo sul fatto che andarci o no,comunque quello a Grillo è sempre un voto di protesta come l’astenersi.
    Sul fatto che chi di dovere sa cosa pensiamo dove abitiamo e quale posizione del Kamusutra preferiamo non ci sono dubbi,anche senza essere iscritti su feisbuk.

  • eresiarca

    Come Italia da soli non si va da nessuna parte. Per questo, sebbene l’UE sia un mostro, l’idea d’una aggregazione sovranazionale, che permetta il massimo d’autarchia, è sana.

  • eresiarca

    In una vera “decrescita”, poi, per un “trader finanziario” davvero non ci sarebbe più alcun posto…

  • eresiarca

    Infatti, quella del “debito spirale perversa da cui non si può uscire” se non con la “decrescita” è una cazzata immane. Ci vuole molto a prendersi la sovranità monetaria? Certo, non la puoi stabilire dall’oggi al domani, ma va preparata, anche diplomaticamente, stabilendo alleanze solide con paesi che la intendono allo stesso modo.

  • eresiarca

    Infatti, qui c’è poco da fidarsi: è tutto pilotato. Benetazzo all’inizio lo invitava FN (ammesso che anche FN non sia collusa), poi è iniziato a garbare parecchio anche a certa sinistra, come la Napoleoni, ospite ricorrente da Mineo (il che è tutto dire) e di stanza a Londra (super tutto dire).

  • eresiarca

    Infatti

  • eresiarca

    Ci mancava solo il Club di Roma. Intendiamoci, questi sono il meno peggio, ma ancora non ci siamo, e su alcuni punti importanti le idee sono totalmente fuori posto (tipo sulle donne in Parlamento).

  • Mondart

    Beh, se rischi la schizofrenia vuol dire che cominci a capire.

    E’ ( anche ) il motivo per cui le cose “vengono condotte” dagli architetti ( quanti hanno tempo, voglia e testa per voler capire ? ) … “chi” siano poco importa ( io non penso sia un disegno prettamente “americano” ), quanto capire dove vogliano davvero andare a parare.

    Il fatto è che TUTTO può essere visto in modo “bifronte”: l’ etichetta poco conta, è sempre il CONTENUTO che conta. siamo condotti, ok ? Si va in direzione dell’ Europeismo e della decrescita, ok ? Bene: poco mi importa di una nuova pelle, di una nuova “struttura” ( che gli architetti desiderano “depotenziata, globale e auto-controllabile” ) se al suo interno si creano le condizioni di reale democrazia ( questo è il vero contenuto a mio avviso da SORVEGLIARE ).

    Internet ne è un possibile “specchio virtuale”: mica facile il controllo democratico, appunto per la presenza di lupi che si travestono da agnello: a NOI capire chi sia sincero e chi no … In questo senso ecco che anche il discorso di “siamo tutti influencer” proferito di Casaleggio ( che E’ un architetto, sia chiaro, ma anche lì serve a poco l’ etichetta, anche lì il modo di recepirlo è “bifronte” ) assume più pieno significato: chi si fa portare a casaccio dalle etichette verrà ben presto confuso, e potrà “influenzare” ben poco …

    MA APPUNTO: io oggi preferisco avercelo internet, piuttosto che non avercelo … poi bisogna “saperlo usare”, esattamente come la VERA democrazia. Imbracciare il fucile ? Certo, se si capisce che questi qui ci stanno ancora infinocchiando, ma prima io andrei a vedere, appunto, cosa c’è davvero nella scatola e dietro le etichette.

    Perchè altrimenti si rischia di buttar via uno strumento ( pensa ad internet trasposto sul concreto ) che, pur “fornito” dagli architetti in una sorta di “pacchetto sistemico”, può servire … n’ est-pas ? E posso sempre buttarlo via tra un anno, se vedo che è l’ ennesimo imbroglio.

    Quanto alla veste, quanto alla scatola: a me poco importa se sarà Europa, a me poco importa del “capitalismo” o dei poteri sviluppabili tramite i potenziali “ascensori” che vengono appunto “depotenziati” in questa nuova svolta sistemica: a me importa l’ equità e sostenibilità sociale, innanzitutto … e che non venga succhiata dai soliti “parassiti storici”, quelli che compaiono sempre a metà ciclo attraverso le chimere ( mostro mitologico ) finanziarie ( e QUELLO è il nostro maggior problema di sempre )

  • Mondart

    Che sia tutto pilotato non ci piove … del resto io non prenderei per oro colato questro articolo, che sembra propaganda della più ambigua.

    INTERNET chi te lo ha dato, se non quegli stessi “architetti” che stanno pilotando il tutto, appunto ??

    Eppure io oggi internet preferisco avercelo, piuttosto che non averlo. Il QUID sta a distingure una STRUTTURA che chiaramente ( ed in modo pilotato, concordo ) si vuole oggi instaurare ( Europa, Agenda 21, ecc ) dall’ USO EFFETTIVO che se ne intende fare.

    ACQUA o VELENO ?? Questo il dilemma, indipendentemente che sia contenuto in un bicchiere ( nazioni ), in una bottiglia ( Europa ), o nell’ intero globo. L’ “acqua” è la giustizia e sostenibilità sociale ( non sindacabili ); il veleno è la speculazione finanziaria, qualunque sia il travestimento e/o contenitore adottato.

    QUELLO è il nostro vero problema NON SINDACABILE, e non il contenitore socio-economico ( sindacabile ).

  • Jor-el

    Non hai tutti i torti.

  • Jor-el

    Il problema della decrescita è che dalla guerra di classe non ci si può chiamare fuori. Non puoi dire “No, grazie, io non ci sto, mi ritiro a in campagna a decrescere felice”. Non te lo lasciano fare.

  • nigel

    Occorrerebbe chiarire cosa si intende con il termine decrescita. Se questo significa una più razionale utilizzazione delle risorse con conseguente minor impatto ambientale, non si può che essere tutti d’accordo. Da questo a teorizzare però il ritorno del buon villico, ce ne corre.

  • Mondart

    Qui si rischia la schizofrenia.

    Il che è ( anche ) il motivo per cui le cose “vengono condotte” dagli architetti ( quanti hanno tempo, voglia e testa per voler e poter capire ? ) … “chi” siano poco importa ( io non penso affatto sia un disegno prettamente “americano” ), quanto capire dove vogliano davvero andare a parare.

    Il fatto è che TUTTO può essere visto in modo “bifronte”: l’ etichetta poco conta, è sempre il CONTENUTO che conta.

    Siamo condotti, ok ? Si va ( comunque sia ) in direzione dell’ Europeismo e della Decrescita, ok ? Bene: poco mi importa di una nuova pelle, di una nuova “struttura” ( che gli architetti desiderano “depotenziata, globale e auto-controllabile” ) se al suo interno si creano le condizioni di reale democrazia ( questo è il vero contenuto a mio avviso da SORVEGLIARE ).

    Internet ne è un possibile “specchio virtuale”: mica facile il controllo democratico, appunto per la presenza di lupi che si travestono da agnello: a NOI capire chi sia sincero e chi no … In questo senso ecco che anche il discorso di “siamo tutti influencer” proferito di Casaleggio ( che E’ un architetto, sia chiaro, ma anche lì serve a poco l’ etichetta, anche lì il modo di recepirlo è “bifronte” ) assume più pieno significato: chi si fa portare a casaccio dalle etichette verrà ben presto confuso, e potrà “influenzare” ben poco …

    MA APPUNTO: io oggi preferisco avercelo internet, piuttosto che non avercelo … poi bisogna “saperlo usare”, esattamente come la VERA democrazia. Imbracciare il fucile ? Certo, se si capisce che questi qui ci stanno ancora infinocchiando, ma prima io andrei a vedere, appunto, cosa c’è davvero dentro la scatola e dietro le etichette.

    Perchè altrimenti si rischia di buttar via uno strumento ( si pensi ad una sorta di internet trasposto sul concreto ) che, pur “fornito” dagli architetti in una sorta di “pacchetto sistemico completo”, può servire … n’ est-pas ? E posso sempre buttarlo via tra un anno, se vedo che è l’ ennesimo imbroglio.

    Quanto alla veste, quanto alla scatola: a me poco importa se sarà Europa, a me poco importa della “morte del capitalismo, degli stati e anche dell’ icona “immortale” del papa stesso” … e muoiano pure anche i poteri sviluppabili tramite i potenziali “ascensori sociali” che vengono appunto “depotenziati” in vista di questa nuova svolta sistemica.

    A ME IMPORTANO INVECE, E MOLTO, l’ equità e sostenibilità sociale, innanzitutto … e che non vengano mai più succhiate dai soliti “parassiti storici”, quelli che compaiono sempre a metà ciclo sistemico attraverso le chimere ( mostro mitologico ) finanziarie ( e QUELLO -lo sfruttamento finanziario- è il nostro vero problema di sempre, dietro le vuote etichette ).

  • Zret

    E già….

  • Zret

    Una galleria di personaggi ripugnanti.

  • Zengan

    Se siete così convinti di quello che scrivete, allora potete andare a votare per BERSANI … quello sì che è un voto “intelligente” !

  • Mondart

    Impedire che IL TESSUTO SOCIALE NEL SUO COMPLESSO VENGA GESTITO DALLA FINANZA.

    QUELLO è il problema ( e anche la gestione monetaria è un corollario di questa “volontà” iniziale ).

    Che sia fatto a livello nazionale, europeo, eurasiatico, o nella terra dei cachi pochi importa: l’ importante è che QUELLO alla fine venga fatto.

    Ossia, in buona sostanza, che venga alla fine abbandonato quello stesso “ACCELERATORE STORICO” fin qui usato per conseguire il cosiddetto “mondialismo”.

    Siamo alla svolta definitiva ? Sarà questo il momento storico ? Sarà infine fatto, o sono tutte balle per sfruttare meglio ? … Boh, non saprei dire … so che QUELLO è il succo del discorso. QUELLO è l’ indicatore da tenere d’ occhio. QUELLO è l’ assunto INSINDACABILE ( sul resto ci si può anche accordare ).

  • eresiarca

    Solo che su un’estensione territoriale limitata non può funzinare perché gli usurai ti fanno subito intorno terra bruciata. Sì, puoi anche partire da una “terra dei cachi”, ma alla fine non puoi restare tale, pena lo strangolamento.

  • Mondart

    IMPEDIRE CHE IL TESSUTO SOCIALE NEL SUO COMPLESSO VENGA GESTITO DALLA FINANZA.

    QUELLO è il vero problema ( anche la gestione monetaria è un corollario di questa “volontà” iniziale ).

    Che sia fatto a livello nazionale, europeo, eurasiatico, o nella terra dei cachi poco importa; che il modello socio-economico sia l’ alveare delle api, o il manuale delle Giovani Marmotte poco importa: l’ importante è che alla fine QUELLO venga fatto.

    Ossia, in buona sostanza, che venga alla fine abbandonato quello stesso “ACCELERATORE STORICO” fin qui usato per conseguire in modo forzoso il cosiddetto “mondialismo”.

    Siamo alla svolta definitiva ? Sarà questo il momento storico ? Sarà infine fatto, o sono tutte balle per poter sfruttare ancora meglio ? … Boh, non saprei dire … so che QUELLO è il succo del discorso. QUELLO è l’ indicatore da tenere d’ occhio. QUELLO è l’ assunto INSINDACABILE per antonomasia ( sul resto ci si può anche accordare ).

    Se gli “architetti del sistema” coincidono con la “finanza” tout-court, bisognerà giocoforza mettere mano al fucile; se invece sono guidati da un assunto altro e superiore, ben venga.

    Tutto il resto è noia.
  • rebel69

    Grazie per il confronto.
    In questi giorni,con amici e colleghi,immancabilmente mi sono trovato a discutere delle elezioni.La mia è una zona prevalentemente rossa e come puoi immaginare,lo scoglio più grosso che ho dovuto affrontare durante le discussioni e stato proprio far capire,che in fondo fra PD e PDL le differenze non erano poi tante,anzi forse il PDL è stato il male minore(il tipico esempio che Berlusconi confrontato con Prodi è un ladro di galline contro uno scassinatore professionista).In certi frangenti mi sentivo come si dovrebbe essere sentito Giordano Bruno quando spiegava le sue teorie,con tanto di accusa di eresia e messa al bando(visto che non mi possono torturare e mettere al rogo).Ora pensa se con certe persone più o meno istruite,che sono la totalità di quelle che conosco,ci devo affrontare gli argomenti che ho affrontato ora con te!Mi viene quasi da piangere.

  • Mondart

    Ma infatti il “globalismo” ha una sua logica, per quanto sia leggibile come un “Giano Bifronte”. Se sarà benevolo o perverso sono appunto i “limitatori” di un possibile potere assolutista ( che oggi ha il volto della finanza ) a dirlo.

    A mio vedere, Grillo ( o chi per lui ) potenzialmente introduce appunto questo limitatore, o meglio “amplia” il limitatore GROSSOLANAMENTE e materialmente introdotto da decrescita ed europeismo ( parte forzosa del processo ) con lo strumento adatto ad affinare socialmente e controllare il processo medesimo.

    Come sempre, tutto dipenderà dal “come” viene effettivamente usato quello che non è che l’ ennesimo “mezzo”.

  • Mondart

    Allora: il processo architettonico ( globalismo ) procede prima su un piano forzoso ( prendi Garibaldi e l’ unità d’ Italia ) e poi su un livello “gestionale” ( il nuovo sofware -Grillo- che va a sostituire quello vecchio ) che armonizzi e renda socialmente applicabile quanto conseguito forzosamente.

    ( Va avanti così da quando nel medioevo la “guida architettonica” ha sostituito l’ impianto nobiliare -statico- per discendenza: prendi l’ utima nostrana costituzione della repubblica, in tutti i sensi, e fai i dovuti paragoni. Un impianto strutturale viene prima implementato e poi distrutto dalla STESSA FORZA, che in questo modo “evolve” ).

    L’ impianto “territoriale nuovo” ( hardware ) conseguito da noi attraverso l’ uso forzoso della finanza ( debito pubblico, ecc ) deve ora essere reso socialmente accettabile e controllato da un nuovo “software”: ecco il compito precipuo di Grillo.

    E’ il “moto angolare”, il “tornante storico” di un sistema che, pur procedendo “ciclicamente” attraverso cicli economici ARTEFATTI, procede anche “orizzontalmente” in modo costante nella sua espansione ( fino a conseguire il globalismo, appunto ). Come salire un monte per tornanti, in quanto troppo difficile e ripida la scalata “in verticale”.

    In tale processo noi veniamo “guidati emozionalmente” a schierarci attraverso finte opposizioni che in realtà lo portano a concretizzarsi. Per dirla in modo brusco, ed a rischio di infrangere qualche pia illusione. Questo, assieme a film, libri, cultura, spettacolo, costituisce quella “costruzione dell’ Immaginario Collettivo” che è il VERO CAPOLAVORO ARCHITETTONICO. Niente della parte “hardware e sofware” potrebbe funzionare se non immarsa in questo “sistema operativo mentale” che saremo noi stessi -corpo sociale- a far vivere e concretizzare.

    ORA: E’ in questo modo che chi vuole e sappia farlo senza lenti correttive deve mettersi ad analizzare quanto sta storicamente accadendo … e se trovi ormai “schizofrenico” il procedere per “conduzione emozionale”, beh significa che sei pronto a buttare le lenti correttive. Quello che ti aspetta non è un certo un “bel panorama” ( la seducente donna nuda che si trasforma in cadavere in Kubrick ), ma serve certo a farsi un’ idea più verosimile di quanto sta realmente accadendo. ( E dire se sia “bene” o “male” è ancor più arduo e per niente scontato: a ciascuno l’ ardua sentenza, ma con una visione finalmente disincantata ).

  • flucekk76

    In effetti il problema di Grillo e il Movimento 5* è l’ assoluta non chiarezza del programma per l’economia!
    Il grande rischio è la classica rivoluzione che peggiora le cose.
    Una rivoluzione che sembra affatto adatta ai globalisti che sicuramente puntano sul movimento propio con questa logica: meglio loro che un vero cambio di paradigma ed essa è per altro adattissima alla situazione italiana
    ricalcando l’antipolitica alla manipulite accontentando il popolo della sola chimera dell’onestà(non intellettuale ma soltanto volgarmente morale).
    quindi il ragionamento è questo : se fossero in tanti a voler cambiare va bene grillo che comunque è sicuramente pilotabile!
    Pensate lo stesso hanno fatto con hitler senza paura! finanziandolo all’ inizio
    credendo che si potesse contenere la voglia di rivalsa germanica dopo la prima guerra mondiale vedendo in lui un continuatore delle politiche liberiste e di austerità della repubblica di weimar prendendo un granchio.
    Anche se la seconda opzione la seconda guerra mondiale è risultata molto più utile della prima!

  • antsr

    Non capisco, perchè sono esecrebali queste persone, è forse lei un premio nobel dell’economia da dare giudizi così netti? Ognuno ha le sue idee non x questo è un esecrebalie. Bah

  • Mondart

    Ed è principalmente proprio la lettura dell’ IMMAGINARIO COLLETTIVO e dei metodi attraverso cui viene indotto, e dei veicoli mediatici di “comunicazione” tra conduttori ed “educazione e formazione” dell’ elite dirigenziale ( che poi è sempre lo stesso ceto sociale: l’ antica borghesia, l’ intellighenzia, le capacità intellettive ed imprenditoriali ) che porta ad ipotizzare l’ esistenza di “architetti dell’ immaginario” ( e a maggior ragione del reale ), poi confermata dall’ osservazione reale e storica ( e io parto appunto da questo tipo di visione “inversa” ).

    Ora in “2001 Odissea nello spazio” di Kubrick, film per antonomasia “manifesto” della volontà e del procedere architettonico, il computer “Hal 9000” ( calcolo, strumento attraverso cui il viaggio viene condotto dalla “vera forza” che è il monolite, la “pietra squadrata” dall’ ingegno architettonico, appunto ) alla fine viene DISATTIVATO dall’ Uomo ( l’ astronauta superstite Bowman ), vero artefice finale del “viaggio”

    Ora, gli architetti amano i particolari: chi è che, proprio nel linguaggio di Grillo, viene chiamato “Hal 9000” ???

  • mincuo

    A me sembra semplicemente uno che prova intanto ad attaccarsi a un carro, che può anche risultargli utile e infilarci intanto le sue cose attribuendole a Grillo. E’ gratis e non si sa mai.
    Grillo non ha parlato di decrescita felice e del mondo dell’orticello. Ha parlato di una diversa maniera di produrre, poi più o meno in termini generali o fattibili. Cioè ha identificato non nella crescita del PIL ma nella ricchezza estraibile da un PIL considerati i costi sociali, ambientali ecc…
    Anche questo più che un programma è un’idea, un cambio di cultura. Ma non mi pare la “decrescita felice”
    Poi ci sono dei convitati di pietra in realtà, ma Grillo non ne parla forse perchè non sono valutati o più probabilmente perchè sarebbero temi divisivi e conflittuali. Non ne parla nessuno infatti. In pubblico.

  • Mondart

    ARCHITETTI !!! … Poichè conosco la vostra predilezione per il particolare semeologico, voglio sperare che, come annunciato in “2001 Odissea nello spazio” di Kubrick ( fulgido esempio di manifesto architettonico ), ci sia infine un “Uomo” che disattiva il processore “Hal 9000” a cui viene affidata buona parte del “viaggio” guidato dalla volontà del monolite ( la pietra lavorata ).

    In fin dei conti, chi è che, proprio nel linguaggio di Grillo, forse non a caso viene chiamato “Hal 9000” ??

    Ora, voglio interpretare “Hal 9000” non solo come l’ esecutore a cui è affidata la parte “distopica” dell’ Odissea, ma appunto anche come “mezzo” cui ci si appoggia per gran parte del viaggio: il “puro, freddo, cinico calcolo”, l’ espediente finanziario, appunto.

    Voglio illudermi, toh ciàpa !

  • rebel69

    Ho visto ma non ricordo il film di Kubrik,sono d’accordo sul fatto dei simbolismi e che siamo influenzati sia dai programmi che trattano di cucina che dai libri,dalla scuola fino a tutta l’industria dell’intrattenimento holliwoodiana.I rentiers sono più avanti di noi hanno progetti a lungo,lunghissimo termine,ed in questo ci trovo qualcosa di diabolico.Ho visto qualche dibattito di Grillo,ma mi sfugge chi viene chiamato Hal9000,aspetto che me lo dici.Ma secondo te,in tutto questo c’entrano qualcosa le teorie di David Icke o la traduzione che Biglino da della Bibbia?

  • Mondart

    Rivedere in merito “2001 Odissea nello spazio” di Kubrick … dove la -preannunciata- disattivazione di “Hal 9000” per mano dell’ “Uomo” ( l’ astronauta Bowman ) lascerebbe in questo senso ben sperare.

    E’ il “monolite” a determinare e condurre l’ “Odissea”, non certo il computer, mero “esecutore” … e un “Uomo” ( inteso come capacità “empatica” contrapposta al freddo e spietato Hal 9000 ) a portarla a termine ( e chi richiama oggi, forse non a caso, insistentemente il termine “Hal 9000” nei suoi discorsi ? ) …

    E alùra sperùm, parbleu …!!

  • Mondart

    Grillo usa il termine “Hal 9000” per riferirsi a Monti, ( la parte “distopica” del viaggio, lo spietato e freddo esecutore della medesima volontà generata dal monolite, e portata a termine dall’ “Uomo” )

    Vedi in questo senso anche i vari riferimenti e sottolineature circa un “nuovo Umanesimo”, ecc … i “segni” dicono sempre molto più che i millantati discorsi, le fonti “ufficiali”, ecc, e servono a nascondere la parte fasica “distruttiva”, certo non apertamente confessabile. Un po’ come la “mano nascosta” con cui personaggi storici si facevano ritrarre: stanno dichiarando “sto lavorando per il progetto”

    Distinguere invece il “palco fumogeno” montato dagli stessi architetti è inizialmente difficile: i “rettili” di Icke, inverosimili se presi alla lettera, diventano meglio interpretabili se intuiti e letti come “caratteristica non umana”: OSSIA appunto ancora gli attuatori della parte “distopica”, inconfessabile alla gente comune, distruttiva del progetto. Cui si contrappone nella fase finale un assunto “buono e umano” ( vedi ancora kubrick col suo “eyes wide shut”: il medico Tom Cruise rifugge dal solito adescamento “seducente” del potere ).

    BIBBIA: non so entrare in merito a Biglino; in senso lato, se consideriamo la bibbia ( come ogni religione ) una “narrazione umana”, anche qui abbiamo due assunti contrapposti che guidano la storia, ed un unico assunto unificatore finale.

    ( principio cristico e principio biblico vanni letti anche quelli come metafora di una conduzione storica ) … ma sviluppare qui questo discorso non mi è possibile per ovvi limiti di tempo e spazio …

  • rebel69

    Non te lo chiedo per metterti un etichetta naturalmente,ma solo per sapere un tuo parere.Poi dici che non è per forza un disegno americano,quindi potrebbe essere un disegno anglosassone comunque,oppure dalla Germania?Visto che da li comunque vengono molte persone influenti,

  • Aironeblu

    I pennivendoli sono sempre esecrabili.

  • rebel69

    Grazie Ciao

  • Aironeblu

    Il povero Giovanni Coccoloni pare non aver colto una fava della “decrescita felice” di Pallante, che pure cita, cadendo subito sull’errore più superficiale di confondere DECRESCITA con POVERTÀ. Visto che l’ha citato, potrebbe leggersi Pallante, e scoprire che non è affatto difficile coniugare la decrescita con una maggiore ricchezza e benessere effettivo.

    Poi, si sa, quando non si capisce una fava, è facile rifugiarsi in affermazioni sulla mancanza di un programma del M5S: certo che se non lo capisci, non sai che esiste!

  • illupodeicieli

    Qualcuno, molti o pochi non so, vuole che diventiamo tutti come gli Amish? Non so, ma a me sentire gente che,come diciamo in “lingua sarda” (con slang cagliaritano) si è “sbagassata” in tanti anni e , poverina , dopo che ha mangiato aragoste e caviale, ha in uso la migliore tecnologia e non deve certo operare in regime di concorrenza come invece facevano tanti di noi (facevano perchè tanti esercizi commerciali e piccole aziende hanno chiuso), oggi mi vengono a dire ,anzi a suggerire, che è un bene la decrescita. Non ci sto perchè so che oggi lo si presenta come modello ideale, poi (e qui ha ragione, mi dispiace doverlo dire, Silvio) con mentalità comunista o dittatoriale (così ci mettiamo dentro anche i nazifascisti, i Pinochet e il Caudillo, e i vari emiri: tutti ok) verrà imposto per legge quello da fare e quello da non fare, un po’ come si sta facendo con i contanti, dove ho un assegno che mi ha dato un amico e non riesco a cambiarlo, perchè posso solo versarlo e non ho c/c e non mi viene cambiato da nessuno (2.500 euro cagati). Un conto è incentivare un recupero del territorio, ridurre fino alla possibile eliminazione inquinamenti vari, acustico luminoso nonchè quello invisibile che respiriamo, un altro è voler ,adesso come suggerimento, e poi come obligo, imporre un modello di vita: quello è sennò sei fuorilegge. Ci manca che mi impongano due vestiti, uno per lavorare e l’altro per la libera uscita (se sarà ancora permessa).

  • Mondart

    E’ un processo principalmente STORICO ( non individuabile quindi nelle attuali configurazioni geografiche ): e il fatto che si manifesti a partire dall’ Europa medievale ( eresie > comuni > signorie ) e si configuri poi esplicitamente nel tardo ‘600 nella massoneria londinese ( prima Banca privata europea ), ed espanda apertamente con le rivoluzioni massoniche ( francese, americana, russa ecc ), esclude gli Usa dalla “paternità” del processo, anche se ne costituiscono oggi una propaggine, e certamente il braccio “armato”.

    Così come tutto l’ apparato ebraico ( banche, media, buona parte della struttura massonica ) ne costituisce oggi il network, il braccio agente in modo “soft”, se così vogliamo chiamarlo.

    Ovviamente qui sintetizzo all’ estremo: sono considerazioni che vanno intersecate con tutte le informazioni derivanti dall’ osservazione “reale”: certo è che è sbagliato interpretare un “processo” che vede la necessità di accordi, e una volontà estesa, ad un singolo popolo, nazione, etnia che sia. E non sono neanche d’ accordo nel vederlo SOLO in modo “distopico” … ma anche questo è un discorso lungo. Penso affondi le radici di “potere” direttamente in grandi famiglie mercantili europee e clan favoriti dal periodo coloniale, che decidono di “associarsi” anzichè combattersi e danno avvio a questo processo, che vede però all’ opera anche una “mente” che affonda le radici nell’ Umanesimo e Rinascimento, soprattutto italiani.

    Certo è che prima di attaccare il potere temporale della chiesa, dovevano per forza essere già molto ben organizzati e infiltrati. Richiede quindi una “sinergia” di forze, è stupido pensarla come un’ unica forza agente, alla quale peraltro nessuno oggi si “oppone” davvero … un po’ strano no ?

    Del resto, come dicevo, poco importa sapere CHI, quanto analizzare le dinamiche: l’ atomo, l’ universo, un virus … li studi senza bisogno di vederli, ma costruendo dei “modelli” rispondenti alle dinamiche osservate. E il “vetrino” per antonomasia attraverso cui osservarli è dato proprio dal loro stesso linguaggio che usano sia per comunicare ( tra loro ) che per educare ( attuatori, classe medio-alta ), che per “indurre inconsapevolmente il controllo” ( popolino, immaginario collettivo ): media, propaganda, cultura, spettacolo, film, musica, ecc

  • Tanita

    Metro Goldwing Mayer, Carl Icahn, BlackRock, hedge funds.

    Carl Icahn, “jewish, white, straight”.

    MGM é azionista di (possiede) United Artists.

    MGM é proprietá di MGM Holdings.

    Dopo la quasi bancarotta, MGM fu “riscattata” da creditori compresi il Credit Suisse e JPMorgan Chase, che possiedono la compagnia che a sua volta possiede MGM Holdings II Inc, que a sua volta possiede Hollywood studio – Metro-Goldwyn-Mayer Studios Inc.

    And so on, and on, and on…

    Siamo noi a dover prenderci la briga di cercare la fonte e l’obiettivo dei messaggi che riceviamo, dei libri che si pubblicano, da quali case editrici, chi le possiede, i film che si girano, chi li finanzia, ecc ecc ecc…

    E far dialettica, difondere, discutere, ragionare. La briga di poter decidere sulla base d’informazione accertata fino al massimo delle nostre possibilitá, la briga d’imparare a “separare”, come si dice da noi, “la paglia dal grano” per cercare di capire la realtá. Siamo noi a dover prenderci la briga di essere liberi e ció costa lavoro, tempo, sforzo. Molta gente, oggi come ieri, come nel Medioevo, come nell’Antichitá, sceglie di non farlo. Altri hanno urgenze prioritarie, questioni piú pressanti di cui occuparsi. Ma tanti di noi, anche se troppo occupati, che nonostante abbiamo la formazione, la conoscenza, il potenziale, sappiamo che é una nostra scelta, una nostra possibilitá, che é oggi piú concreta per via delle risorse che abbiamo. Non le avevamo 40 anni fa, ma oggi le abbiamo, come mai prima.

  • Mondart

    Poi intendiamoci: facendo per esempio il caso di Kubrick e della sua ultima filmografia, è chiaro che quello intuibile è un “canovaccio generico”, un “modus operandi” ( comunicazione tra architetti, appunto ) che ogni “nodo” della rete interpreterà ed attuerà nelle singole nazioni di competenza: non è da interpretare, e questo penso sia ovvio, come indicazione di nomi e cognomi, ma come “canovaccio teatrale” che poi saranno i singoli registi a mandare in scena attraverso gli “attori” individuati a meglio sostenere il ruolo designato ( e che i politici oggi siano “attori che recitano una parte” mi sembra non ci piova. Tranne l’ ultimo attuatore, il “fidelio” appunto, l’ “Uomo” empatico, che deve tornare ad essere “onesto” -E anche questo insistente richiamo all’ “onestà” è a mio avviso emblematico ).

    Grillo “attuatore ultimo” dell’ Odissea ?? Fine dei cicli economici dopati ( capitalismo, decrescita ) ? Ritorno all’ Uomo ? ( lo slogan del “nuovo rinascimento” ) che tanto sentiamo pronunciare da presidenti, politici in genere, ecc ? … Beh … starùm a vèder !

  • geopardy

    La crescita infinita è un fattore impossibile in un sistema finito di risorse, questo, credo, sia un postulato, a meno che si creda alla Befana.

    Se vuoi crescere continuamente ed inesorabilmente vai alla catastrofe e lo stiamo verificando, quindi, perlomeno, necessitano periodi di decrescita per poter ricrescere e cosi via, non trovi?

    La decrescita è una parola fuorviante, in realtà, la definirei crescita con differenti parametri, non più basata sull’accumulazione indiscriminata di oggetti da comprare, con annessa e necessaria espansione continua del credito che diventa debito inestinguibile, ma mirata a quei parametri di equilibrio tra efficienza ed altra idea di beessere, che includa, finalmente, il fattore umano in una società più a misura d’uomo e non più a misura di oscuri grafici statistici, quindi, non più identificabile in un semplice codice a barre.
    Geo

  • geopardy

    A questo ci sono arrivato da parecchi anni, ben prima che me lo dicesse Grillo e sono uno del popolo e non un privilegiato,

    Geo

  • geopardy

    La crescita infinita è un fattore impossibile in un sistema finito di risorse, questo, credo, sia un postulato, a meno che si creda alla Befana.

    Se vuoi crescere continuamente ed inesorabilmente vai alla catastrofe e lo stiamo verificando, quindi, perlomeno, necessitano periodi di decrescita per poter ricrescere e cosi via, non trovate?

    La decrescita è una parola fuorviante, in realtà, la definirei crescita con differenti parametri, non più basata sull’accumulazione indiscriminata di oggetti da comprare, con annessa e necessaria espansione continua del credito che diventa debito inestinguibile, ma mirata a quei parametri di equilibrio tra efficienza ed altra idea di benessere, che includa, finalmente, il fattore umano in una società più a misura d’uomo e non più a misura di oscuri grafici statistici, quindi, non più identificabili in un semplice codice a barre.
    Se posso farmi, ad esempio, energia in proprio ed a basso costo c.è decrescita per i parametri vigenti, mac’è crescita per me.

    Geo

  • geopardy

    La crescita infinita è un fattore impossibile in un sistema finito di risorse, questo, credo, sia un postulato, a meno che si creda alla Befana. Se vuoi crescere continuamente ed inesorabilmente vai alla catastrofe e lo stiamo verificando, quindi, perlomeno, necessitano periodi di decrescita per poter ricrescere e cosi via, non trovate? La decrescita è una parola fuorviante, in realtà, la definirei crescita con differenti parametri, non più basata sull’accumulazione indiscriminata di oggetti da comprare, con annessa e necessaria espansione continua del credito che diventa debito inestinguibile, ma mirata a quei parametri di equilibrio tra efficienza ed altra idea di benessere, che includa, finalmente, il fattore umano in una società più a misura d’uomo e non più a misura di oscuri grafici statistici, quindi, non più identificabili in un semplice codice a barre. Se posso farmi, ad esempio, energia in proprio ed a basso costo c.è decrescita per i parametri vigenti, mac’è crescita per me.

    Quella di cui parla Cocconi è la decrescita dal punto di vista del sitema vigente.

    Se per far questo taglio una parte di surplus consumistico non significa che vivrò in povertà, anzi, potgrebbe essere il contrario

    Geo

  • antsr

    quoto!

  • ilsanto

    Ma ti sei accorto che da quando è iniziata la globalizzazione la produzione industriale cresce nei paesi BRICS e terzo mondo e diminuisce nei paesi OCSE ? da anni.
    Quale ripresa pensi di avere in Italia quando il mitico Giappone svaluta del 17% per recuperare competitività ?

  • ilsanto

    Ma ti sei accorto che la percentuale delle attività industriali sul PIL negli USA e GB è il 19% nella UE del 24% ed in Cina del 47% ?(e indovina un pò l’anno scorso è cresciuta del 13%mentre in Italia …..).

    Non parlate male dei “Limiti dello sviluppo” dice una cosa inconfutabile anche per i più faziosi: in un sistema chiuso non si può avere una crescita esponenziale. Che sia il numero di abitanti, il consumo dei fossili, la produzione di CO2, il consumo agricolo etc etc.

    Se non ci limitiamo (decrescita) esiste solo la guerra di sterminio o la selezione del più forte ( vedi l’1% verso il 99% ).

  • albsorio
  • Truman

    Credo che qualsiasi discorso su crescita e decrescita non abbia senso se prima non si premette il concetto di materiale e di immateriale.
    Stili di vita basati sul petrolio, cioè una sostanza fisica, non possono crescere all’infinito. Il petrolio è materiale.

    La conoscenza umana, in prima battuta è immateriale. Può crescere all’infinito. Anzi DEVE crescere in continuazione. L’alternativa a un blocco o regresso della conoscenza umana sono disastri colossali e rischio di estinzione.

    L’economia nel suo significato originario di soddisfare bisogni umani con risorse limitate è legata a concetti materiali, non può crescere all’infinito.

    Un caso a parte è la finanza: essa crea denaro virtuale, slegato quasi completamente da fondamenti materiali. Può crescere parecchio, ma alla lunga comincia a distruggere l’economia reale. Questa è già storia. E comunque questo aspetto immateriale della finanza (numeri all’interno di computer) ha mostrato come l’immateriale si può svincolare a lungo dai limiti fisici.